ANNALI DEL TEATRO ITALIANO Voi. I. 19 0 1-19 2 0. Riservati, a norma di legge i diritti di proprietà artistica e letteraria Industrie Grafiche Amedeo Niola & C. - Milano- Varese X-21 P\Q.\'ÒZ. ANNALI DEL TEATRO ITALIANO VOLUME PRIMO 1901 - 1920 DANTE E IL TEATRO LA MUSICA E LA LIRICA I BURATTINI E LE MARIONETTE LA DRAMMATICA: LE OPERE, GLI AUTORI I TEATRI DIALETTALI L'OPERETTA E LA RIVISTA LA COREOGRAFIA LA CRITICA IL TEATRO NEI LIBRI L'ARTE MUTA U^l ^ U yO Casa Editrice CARLO ALIPRANDI - Milano VIA DFLLORSO N. 8 RNNALl DEL TEATRO ITALIANO fondati da EDOARDO CHIERICHETTI diretti da ARRIO FERRIGNI REDATTI PER l.A MUSICA PER LA DRAMMATICA PER L" OPERETTA DA PA DA Giulio M. Cìampelli Cesare Levi Umberto Romanelli Arnaldo Bonaventura ^^"° Ferrigni per l'arte muta Celso Salvini da Carlo Lari Nino M. Lodi CON LA COLLABORAZIONE DI Vittorio Podrecca, Attilio De Stefani, Gianni Pirovano, Luciano Ramo Angelo M. Guazzoni, Gino Valori, Mario Nunes-Vais. Ci furono cortesemente prodighi di notizie, riguardanti la ^M^usica, la Lirica, nonché VOperetta, il Comm. Clausetti, e i signori Albinati e Pavan per la Casa Ricordi, l'Avv. Barduzzi e il M." Farinelli per la Casa Son- zogno ; il Comm. Lusardi e il signor Troraben per le Agenzie del Teatro Lirico. Per la parte relativa alla Drammatica ci fornirono notizie per la Società Italiana degli Autori, Sabatino Lopez, Alessandro Varaldo, Dario Niccodemi, la signorina Siliotti e in generale gli Agenti ai quali ci siamo rivolti ; l'Avv. Paolo Giordani ; nonché Luigi Bevacqua-Lombardo per l'Associazione Capo-Comici Italiani, Domenico Gismano e Guido Gittardi per la Lega degli Artisti Drammatici, ed Enrico Polese Santarnecchi. Per la parte illustrativa ci favorirono disegni di Grassi, di Vannucci, di Angoletta, Vittorio Podrecca per il Teatro dei Piccoli, e le sue cari- cature e figurini Luciano Ramo ; e un copioso materiale fotografico, misero a nostra disposizione oltre il Comm. Nunes-Vais di Firenze, le Case Badodi, Varischi e Artico, De Marchi, di Milano. Adempiamo il gradito dovere di porgere a tutte queste gentili persone, come a quanti altri ci fornirono notizie, i nostri più vivi ringraziamenti. Gli j4nnali. VI. INDICE DEL VOLGA E Avvertenze Krrata-corrige FARTE PRIMA. DANTE E IL TEATRO Teatro dantesco Nota bibliografica PARTE SEC UN DA. LA MUSICA E LA LIRICA. Questioni musicali del Secolo XX .... I Conservatori di musica La musica popolare I-a lirica dal 1901 al 1919 Le opere italiane più note \ oli rappresentate dal 1901 al 1919 Le opere italiane nuove rappresentate nel 1920 Le principali stagioni liriche nel 1920 r in Italia all'Estero Musicisti italiani : II) Compositori . .... h) Concertatori . . I Concerti nel 1920 .... PARTE TERZA. LE MARIONETTE E I BURATTINI. II Teatro dei Piccoli di Roma Altri teatri di burattini Marionettisti PARTE QUARTA. LA DRAMMATICA. Il teatro italiano dal 1901 al 1919 .... VII. IX XVI 19 24 29 36 40 49 53 62 75 79 91 101 107 110 113 115 11 teatro italiano nel 1920 Notiziario del 1920 .... Le Compagnie drammatiche nel 1920-21 Necrologio del 1920 .... Gli Autori drammatici italiani Il Teatro italiano all'Estero 1 Teatri dialettali dal 1901 al 1919 Il Teatro piemontese Il Teatro \'enezia.no 11 Teatro milanese Il Teatro bolognese li Teatro napoletano Il Teatro siciliano Il Teatro fiorentino Il Teatro romanesco Il Teatro genovese II Teatro sardo I Teatri dialettali nel 1920 18':^ 189 19-2 201 203 234 235 235 237 244 246 247 250 255 266 262 264 264 PARTE QUINTA. L' OPERETTA E LA RIVISTA. Il Teatro d' Operetta in Italia . Le operette italiane rappresentate: dal 1901 a! 1919 e nel 1920 Operett?. italiane rappresentate all'Estero Le Compagnie d'operette nel 1920-21 . Compositori ..... La Rivista dal 1901 al 1920 . . . . rAETE SESTA. LE SCENE E I COSTUMI . . . . 267 271 284 286 287 294 297 305 LA COREOGRAFIA. I balli Russi . PARTE SETTIMA. 307 PARTE OTTAVA. LA VITA ECONOMICA PEL TEATRO Vili. 310 l'ARTE NONA. LA CRITICA. La critica teatrale nei Giornali e nelle Riviste Il Teatro^ nei libri PARTE DECIMA. 311 314 L'ARTE MUTA L'arte muta in Italia . . . . Giornali e Riviste Cinematografiche La produzione del 1920 . . INDICE GENERALE DELLE PERSONE 31G 317 327 329 333 IX. AVVERTENZE In fatto di Annali, tnMujna sempre rlfmsi da Tacito^ ti (juale dice '- « ... quum €x digiiitàte popiili romani, lepertunn sit r^ illustres an nalibus, alia diurnis Urbis actis, mandare. » Nifjli AiinaJi dunque, due Tanto (Ann. XIII, 31) si ref/ìHrino le cose importanti, le notizie degne di memoria, r€S illustres: e certe altre sian kisciate ai giornali, agli acta diurna delVUrhe. La citazione, così, fa jirojjrio al caso nostro: .ma ìieanche a farlo apposta, Tacito dice quelle paiole nel senso precisamente contrario a quello che ci interessa, perchè quelle, tali altre notizie eh' ei lascia, coni un po' di disdegno ai giornali, per non occuparsi che degli avvenimenti), illustri di Boma e delVImpero, sono per l'apjrunlo notizie... di teatro, rome questa: Cesare Nerone uvei a costruito la gran nude deW anfiteatro (d Campo Marzio: e questa era. una notizia, pochissimo importante, per Tacito: roba da giornali il lodare Vedifìcio... e V imperatore. Noi invece la noteremmo con gioia, t se Nerone rina.sce.s-se, avremmo- moltissimo da fare a registrare i suoi successi (salvo che non ci acca- desse qualche brutto guaio) perchè del Teatro si curò assai più e più volentieri che non consentisse la dignità delVImpero. Ma confortiamo- ci. : Nerone è sparito, e l'ombra di Tacito ci perdonerà, se per la più. modesta utilità degli studiosi e degli artisti, registrerem/) con quella migliore diligenza che potremo, tutte le res, anche se non illustres del Teatro italiano Anche le statistiche giudiziarie registrano cose tutt'altrrr che insigni; eppure... Così questa non è. che hna larndfa di fatti, da servire di sussidio alUr studio del Teatro italiano, cioè degli autori italiani, dei lavori italiani,, degli, artiffi ìtaliar Annali — cioè cronaca; o diciamo), cronistoria se vogliamo adottare^ un nome più pom,poso : ma non storia, né critica. Accertamento e regi- strazione di fatti teatrtd/. XI. J)iit(, il nunf/rn ri l'iiifturicn di (jnesta ptibb/ icaziune, suo merito precipuo deve essere la chiorezza e In precisione: abbiamo procìirafn conseguirle con partizioni seniplici e con lo ?nassi?na cura di dare noti- zie esatte, e quando e quanto t stato possìbile, complete. H/eylio omettere lina notizia, non certa, che darla sbagliata. Le notizie -stesse sono disposte cronologicamente, e poi raggruppate individualmente. Abbiamo aggravato il nostro compito col proposito di prendere le mosse dal 1901 : cosicché questo pìiruo ìotuine riassume vii' ventennio — fi non un anno — di teatro in Italia. Non era già stato fatto questo lavoro con II Teatino italiano del 1913, edito dal Fa/lardi? Sì; molto era stato fatto, e in gran parte as.^ai bene. Lo diciamo cubito: che ci siamo ^serviti di quella pregevole puìiblicazione olla quale rinvia/mo spesso il lettore. Ci siamo studiati di svilupparne i< ■criteriì, senza ripeterla. Ma aveva un difetto grosso : l' incompletezza\ sistematica delle notizie di carattere teatrale e Vassenza. completa di no- tizie bibliografiche, e quasi completa di date. Le quali hanno 11 n' impor- tanza capitale in materia di teatro perchè i^ermettono di ritrovare i iliormdi relativi ai fatti che ci interessano, essendo i giornali le princi- pali e spesso le sole fonti di notizie al riguardo * * ■ l'erchè abbiamo cominciato col 1920? // teatro italiino che attualmente è vdvo è quasi tutto nato col se- colo; quello d rammatico almeno. E riservandoci di apprestare per i vo- lumi futuri una guida cronologica per il teatro nel Secolo XIX, esibia- mo costretto ]ier eiuest' anno la cronistoria del 1920, in limÀti che ricono- sciamo troppo angusti. Vero è che abbiamo ritenuto ci fosse consentito tede arbitrio per er le notizie relative agli edifìci teatiali e al loro regìnir giuridico, e alV attività dello Stato, nei riguardi del Teatro. Per quanto concerne la parte illustrativa di questo volami, notui?no ■che ht scelta di fotografie di autori e artisti è stata limitata dal criterio di comprendervi soltanto (/nelle di persone viventi nel 1920. Chiudiamo queste avvertenze con una raccomandazione : errori, iiw- sattezze, oviissioni saranno in queste colonne abbpndanti : preghiamo i lettori di inviarcene, notizia e rettifica. E in generale preghiamo tkbtti coloro che sono in qualsiasi modo interessati al teatro di darci le notizie precise e complete degli avvenimenti che li riguardano e dei quali cre- dano opportuno che gli Annali tengano conto. Si lamenta spesse- le condizioni di spensieratezza, di sciatteria., di ■negligenza nelle quali vive il nostro teatro, e che si riflettono in tutte le ^ue manifestazioni: dalla interpretazione alla forma letterO/via, dalle incongruenze sceniclie al confusionismo amministrativo, tanto per la Musica, quanto per la Drammatica e, peggio ancora, per l'Operetta. Una delle cause di questi inconvenienti è Venorme sperpero di energie e /■«i iniziative non su fficien temete disciplinate, nella nostra, vita.- teatrale. Questo libro ne è un documento. ]\ oi crediamo che un interessamento as.siduo, un controllo vigile, una. ■dccumentazione diligente, cronistorica per Putto ciò che riguarda il tea- tro sia per giovargli : in dignità e in utilità; e sia, in conseguenza, peni giovare anche al Paese della cui vita il. Teatro è il più genuino riflesso.^ Ma perchè ciò sia possibile, è necessario che quanti si interessano del Teatro prendano la buona abitudine di consicìerarlo non già come un effìmero passatempo serale, ma come un Arte nazionale, degna, com'è, del massimo rispetto, e di avere, come ogni manifestazione intellettuale, i suoi archivi in ordine, e i suoi Annali al corrente. Agosto 1921. M. F. XV. ERRATA-CORRIGE Affidiamo atV iiidulgenui e alt acume dei lettole la correzione degli errori di Htnnipa più lievi ; di alcuni che possono generare altri errori pregh iavio di tener presenti le correzioni che seguono : A pan. 20. 2* colonna, terz' ultima riga il rinvio a pag. 31 del volume, Ln Morte d una Muta, deve leggcrn pag. 51. A pag. 89 il nome del Alae^^tro Seppiìli è iscritto con Ire p : v?' scrive: con due. Negli elencali da pag. 62 a 79, da 192 a 200,. e da 287 a 293, i nomi di artisti errati sono regis^ti-ati alV Indice corretti. A pag. 97 invece die Paladino leggasi Saladino. A pag. 215, 2^ colonna, 2* riga, invece di Gel.somina, 3 a. di Berta, leggasi: Gelsomina, 3 a.; Berta; ecc. A pag. 230, l'' colonna, a rapo, leggasi Orione. A jxig. 233, P colonna, 29* /'V/a, dopo Marionette, che passione! iro- rece che (1908) leggad (1918). A pag. 297 nel titolo : La rivista dal 1901 al — invece che 1929 leg- gasi 1920. A p(ig. 312, 2* colonna xotto II Sole, invece che Giuseppe € Angelo, leggasi Carlo e Angelo. DAMTE E LTEA I. Nulla di italiano può essere intra- preso nel [921 senza trarre auspicio, conforto e mònito dalla invocazione .iugurale del nome di Dante, nel se- sto centenario della sua morte. Ma, trattandosi qui di teatro, può bastare il seguo cerimonioso «del ri- spetto formale, come una genufles- "-ione di rito dinanzi all'immagine del Nume tutelare della patria e d'o- gni cosa italiana; e compiuto l'atto di reverenza, giova affrettarsi per la via lunga. . Nell'atto stesso, però, il pensiero si sofferma su una doman- da e su un dubbio. Può veramente t)aslarc, per ciò che Dante non ha nulla da spartire col Teatro, né il Teatro con Dante ? Ed è proprio vero ? Riflettiamo. .Affiorano nella nostra mente ricor- di e riflessioni. Quell'amanuense che nel fare il catalogo per materie della Biblioteca Nazionale di Parigi scrisse candida- mente sotto la rubrica « Théatre » la scheda : Alighieri Dante — La divine Comédie ■ — scrisse soltanto unospro- j)Osito (e non nuovo, perchè fu fatto ([ualche secolo fa, e in Italia!) o non .:nche, inconsape\ olniente, una verità estetica ? Il termine « teatro -> e il poema dantesco sono davvero così lontani che soltanto l'equivoco di ta- luno ignaro di lettere italiane, possa avvicinarli ? Eppure altri, e non a sproposito, li ha avvicinati. Ricordo che dopo il trionfo della Cena delle beffe, Sem Benclli in una conversazione disse, rispondendo alla domanda da chi avesse avuto l'i- dea di semplificare il dialogo dram- malico così da atteggiarlo in versi tanto agevoli e fluidi, che unico mae- stro in fatto di poesia drammatica era stato per lui Dante. I soliti gazzettieri pronti a riferire, e a trasformare in buàggine, ogni più semplice cosa detta da alcuno di coloro la cui notorietà improvvisa è argomento di curiosità e di invidia, ripeterono la storiella in pettegolezzi I osi : «ih! che superbia! Benclli si paragona a Dante!». La verità è più semplice: che la bella fluidità dei versi della Cena ha per causa unica e sola la ispirazione felice del jjoeta ; ma che ad illuminarla certo gli dovette giovare la familiarità col divino poema. In uno dei rari e cari conversari dio unattcttuosa diiiR-i-ti- cheiza mi consentì col Benelli, un giorno gli ricordai la storiella e il pettegolezzo. No rise; e aggiunse: « Bisogna non aver mai letto Dante per sorprendersi dellosservazione ele- mentarissima che ho fatta. Per mo- destia, non per superbia. Non ho scoperto né inventato nulla io. Tutta la poesia italiana è stata creata da Dante. Anche quella drammatica. La semplicità limpida, fluida, quasi umi- le, dei dialoghi nella Commedia è evidente e chiara come la luce del sole. Dei mille interlocutori, ciascu- no parla come deve; ma tutti parla- no nel modo più semplice : quando parlano. Quando dissertano e dispu- tano è arduo talvolta il pensiero, e perciò, solo, a volte la forma. Ma l'agevolezza, la facilità della « frase drammatica » è sempre perfetta. Che cosa di più semplice e di più « parla- to » di questi versi : « nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria; e ciò sa il tuo dottore? E di questi altri : dunque che è? perchè, perchè ristai? perchè tanta viltà nel core alleile? perchè ardire e franchezza non hai? E ancora : Deh! quando tu sarai tornato al mondo e riposato della lunga via ricorditi di me che son la Pia... E ancora : e se il mondo sapesse il cor ch'egli [ebbe mendicando la vita a frusto a frusta, assai lo loda, e più lo loderebbe? ,). L'autore della Cena delle beffe par- tiva giustamente: e le sue parole mi sospinsero a rileggere la Divina Com- media con l'attenzione rivolta partico- larmente allo studio del Dialogo. Mi persuasi clie qualunque poeta dram matico, per qualunque argomento, può e deve studiarvelo, come alla fonte perenne ed inesauribile d'ogni poesia e d'ogni bellezza: dal volgare scam- bio di male parole fra i dèmoni o fra i dannali alle più alte disquisizioni spirituali, alle più estatiche invocazio- ni del Paradiso, in una gradazione in- finita, il poema dantesco contiene tutte le forme di dialogo possibili al mondo: in questo mondo... e ne- gli altri !... Dialogo soltanto?... Non c'è anche qualcos'altro, che possa giovare al teatro, richiamandone immagini e fi- gurazioni e rappresentazioni ?... « Vision e( ^ è il poema — e si chia- ma « Commedia ». Perchè r Con qual concetto o per quale analogia Dante ha usato questa qualifica così prettamente teatrale, se il teatro, ai suoi tempi, non esisteva né come noi l'intendiamo, né come l'intesero gli antichi ? Pure qualcosa doveva esserci che ne teneva luogo, che nello spirito profano e nelle con suetudini sociali ne faceva le veci : che cosa ? Nella immensa creazione di poesia di Dante non ci sono elementi — e. più che elementi talora, — di teatro vero e proprio — in sintesi perfette ? In sintesi tali — di espressione ver- bale e di suggestione ritmica — che è stato possibile trarne, mediante un semplice sviluppo rettorico o musicale, drammi e melodrammi, tragedie e melodie ? E tanto è stato possibile trarre dal poema sacro, per il teatro. che ki ricerca di quante e quali opere di ispirazione dantesca, diretta o in- diretta, vi siano nel teatro italiano (e straniero ?) è impresa da sgomen- tare... II. La questione del titolo di « Com- media » è dai dotti facilmente risol- ta in base alle spiegazioni contenute nella epistola a Cangrande, sia o non sia essa di Dante, secondo le quali il nome di commedia non fu un « titolo » dato all'opera dall'autore ma una semplice qualifica generica col significato di componimento di stile non sublime — come quello dei gran- di poemi epici dell'antichità, ch'ei chiama tragedie — cioè umile, piano, facile popolare, usato remisse et hti- mililer, in armonia con l'uso della lingua volgare in qua et mulierculae commimicant. Quanto alla sostanza è verosimile che nell 'usare la qualifica ■di commedia, Dante abbia posto men- te alla considerazione (che può sem- brare la più importante di tutte) che il poema ha tristo inizio e lieto fine, e perciò si accosta alla Commedia, e mal potrebbe chiamarsi tragedia che ha lieto inizio e tristo fine. Comoedia inclìoat asperitatem alicuius rei, sed eius materia prospere termin-atur, ut patet per Terentium in suis comoediis. Fatto è che la indicazione comune di commedia — pur non essendo un .vero e proprio titolo generale delle tre cantiche — fu assunta dai posteri a designare il poema. Al Boccaccio accadde di aggiungervi, nominando, un aggettivo di ammirazione: divi- na ? E la voce popolare ripetè bat- tezzando : La Divina Commedia. Tutto ciò è semplice e chiaro: ma vien fatto di domandarsi : Dante co- nosceva pure commedie e tragedie vere e proprie: deve aver quindi av- vertito il divario che esisteva fra l'opera sua e una commedia di Teren- zio e di Plauto. Perchè non avendo nessuna idea «teatrale» nel senso odierno e neppure, pare, nel senso romano, ampliò il concetto di com- media da specifico a generico fino a comprendere l'opera sua, o restrinse l'immagine di questa fino a capire nella denominazione umilissima ? Quale idea aveva Danto di una commedia ? Va notato che ai tempi suoi non tutti i classici a noi noti erano co- nosciuti: erano ancora sepolti molti codici. Però di Terenzio si conosce- vano le commedie che si conoscono oggi; di Plauto si conoscevano sol- tanto otto commedie (Amphitruo, A- sinaria. Aulular ia, Captivi, Cur cullo, Casina, Cistellaria, Epidicus). Le al- tre furono scoperte nel secolo XV. Con questo non si può accertare che Dante conoscesse tutte le commedie di Plauto: ma non c'è ragione di escluderlo. Di Seneca, che ei chiama «morale» (Inf. IV) dovette conoscere le tragedie tutte; dalle quali si fece probabilmente un'idea di quelle di' Euripide. Non consta infatti ch'ei co- noscesse i tragici greci (ne che sa- pesse di greco) sebbene ricordi Anti- fonte e Agatone, forse trovati nomi- nati in Plutarco o in Aristotele, e tanto meno i comici, dei quali non ricorda alcuno. Le altre notizie di cultura teatrale cui Dante si riferisce, sia nella citata epistola sia nel poema, furono probabilmente attinte da Auh^ 3 — (."•ellio. e dall'Arte Poetica di Orazio: ]ier es. il ricordo di Cecilio. V.' ciurisi certo quindi che Dante ri- I onoscesse nella commedia la preva- lenza di quel modus fictivus che pare ritenesse caratteristico delle opere ilrammatiche. pur consentendo, come è più probabile, che il concetto di i-.ippresentazione e di figurazione fos- se per lui compenetrato nel concetto stesso di poesia — della quale, epica, lirica o drammatica che fosse, fa- ceva una sola partizione: comica e tragica. Così pare possa intendersi la ter- zina nella tiuale si dichiara sover- ihiato dal compito di dar l'immagine viva della bellezza di Beatrice (Par. XXX, 22). Da questo passo vinto mi concedo, più che 'giammai da punto di suo ['.e ma su prato fosse comico o tragèdo. Se si pensa che nel poema dante- sco è in evidente predominio l'in- tento — e lo stile — rappresentativo, se -si riflette che nulla di più potente fu mai concepito, come rappresenta- zione, e di più puro come mezzi di rappresentazione — parola, suono , ritmo e rima — del poema dantesco, e ciò in contrasto con le forme sce- niche decadute e degenerate, ai tempi di Dante, e per le quali dovette es- sere grande e giusto il suo disprezzo che ripeteva le sue origini dal poco conto che ne faceva la tradizione letteraria da Virgilio in poi, accen- •uata dalla tradizione cristiana ostilis- sima agli spettacoli teatrali, e ap- pena tollerarne delle rappresentazioni religiose; se si considera finalmente che la poesia era sempre scritta per- chè fosse recitata, o letta ad alta voce da chi sapeva leggere a chi non sapeva o non poteva — si può am- mettere che il poema sacra e il teatro- non siano termini tanto lontani quan- to a prima vista potrebbero sembrare. E si potrebbe così anche spiegare pei che l'Eneide e la Commedia sia- no per l'appunto, i poemi non dram- matici più recitati: non soltanto più letti, jna più recitati, in teatro e fuori, e, in ogni senso, più rappresentati. A preferenza per l'Eneide, delle scon- cie farse o delle rozze commedie, ©• dei giuochi dell'orso che la plebe- romana lor anteponeva; per la Com- media, delle stravaganti rappresenta- zioni sacre nelle quali il diavolo fa- ceva le parti grottesche e chiassose per diletto degli spettatori, e di quel- le profane come la famosa festa d'Arno ricordata dal Villani, bandita al popolo « se volesse aver nuove deiraltro mondo » che fu per il crollo del ponte alla Carraia e la morte di tanti spettatori, l'esecuzione involonta- riamente e tragicamente fedele di quel programma. Dinanzi a sì misera forme di tento, è naturale che l'Eneide e la Comme- dia avessero fortuna. E per quel che è costumanza di chiesa, basterà ricordare come doves- sero essere le prediche, se Dante ne parla in modo che sarebbe ap- pena appropriato a certo teatro di oggidì : Ora si va con motti e con iscede a predicare ; e pur che ben sirida gonfia il capppuccio, e più. non st [richiede. — 4 — Ma è anche vero che V^irgiliu e Dante sono drammaturghi perfetti alle •cui opere manca solo l'esterior forma drammatica; che l'animazione della fantasia possente, la vivezza delle •concezioni, Li prodigiosa suggestione musicale della poesia creano nei loro poemi, il dramma, anche senza il teatro. Quale tragedia, fra Euripide e Shakespeare giunge all'altezza del IV' canto dell'Eneide o del V dcll'In- Jerno? Così fu intesa l'Eneide dal popolo di Roma che l'ascoltò , nei teatri o , nelle terme, recitata, cantata, mi- mata ; e così fu intesa la Commedia ■dal popolo di Firenze e d'Italia. Né mancò mai quindi di fronte al poema un uditorio che dovette aver qualcosa di molto simile al pub- blico dei nostri teatri — poiché la conoscenza della Commedia fu diffusa larghissimamente per mezzo della re- citazione che se ne fece, su pochi manoscritti (sono circa 500 in tutto il secolo XIV") nelle Corti, nei pa- lagi, nei monasteri, negli studi, e in riunioni festive, in brigate d'amici, in radunanze di dotti, in veglie di famiglia. Cosicché doveva già sussi- stere l'usanza della lettura dante- sca, quando il Comune di Firenze incaricò il Boccaccio di leggere il poema al popolo dal pergamo di Santo Stefano creando o ricostituen- do così «il pubblico» nel senso mo- derno: chiamò cioè un popolo al gt>- dimento di una poesia sublime, per- chè stimò tal poesia capace di illu- minarne la mente, e stimò tal po- polo degno e desideroso di inten- derla. Sempre più poi si diffuse con la rapidità e la forza di espansione di una musica perfettamente rispondente al gusto degli ascoltanti, l'uso di re- citare e di ascoltare Dante. Si recitava per le strade da cerre tani e da istrioni, quanto e più che nei palazzi dai dotti, nei monasteri, nelle corti: se ne imparavano a me- moria brani, episodi e canti, e se ne ripetevano versi come oggi si ripeto- no i motivi di un'opera musicale. Quindi se si pensa che per un secolo e mezzo, il poema deve essere stato soprattutto, ascoltato, noi dobbiamo figurarci non le accademiche « lec- turae Dantis » d'oggidì, ma adunate di popolo in chiesa, capannelli di po- polo in strada, famiglie intere e bri gate di vicini in veglie di poesia : e ciò in consuetudine. La tradizione sussiste ancora a Fi- renze, e in Toscana (e altrove) nella vita comune e familiare; ed é' com- movente. Ricordo di aver udito da ragazzo mio padre, a tavola, recitare a me- moria un canto di Dante di cui il caso della conversazione avesse ri- chiamato un verso o una immagin;\ Si ode ancora, nelle campagne, il cantastorie o il ciarlatano che. per far gente, declama il canto di l'go- lino o quello di Francesca. È verissima, in fatto, la scena del- l'Acqua cheta nella quale si legge /' Dante, la sera, a veglia, in fami- glia. Il pubblico di Dante, nel Trecen- to, doveva capire agevolissimamente, per appassionarsi tanto al poema. L'istruzione religiosa (unica) facea familiari le leggende ultramondane. 5 - la tnuli/iont' facca presenti i tatti e i personaggi storici ; la potente sug- i;estione del verso dovea avere inte- gra, pura, perfetta la sua virtù rap- presentativa ; finalmente la chiarezza adamantina della lingua doveva render facile a chiunque l'intenderlo, anche alle « mulierculae ». Ma a questo ef- fetto mollo doveva contribuire anche la recitazione. Se noi proviamo oggi a leggere ad alta voce Dante, ritro- viamo molto di questa chiarezza, e della sua potenza suggestiva musicale, ed anche altri elementi, frammenti o germi di teatro, nel senso più mo- derno della parola: teatro perfetto, senza scenarii e senza attori — ma evocazione limpida di scene e di fi- gure e di atti e di passioni e di idee — cioè rappresentazione -- per prodigiosa virtù di poesia sola. III. L'esaltazione diretta di Dante, e più specialmente del Poema, sul tea- tro, si manifestò nel secolo XIX; quando parve che l'anima naziona- le Dronta a redimersi da ogni servag- gio straniero e tuttavia timorosa che qualche nuova sciagura potesse ri- sospingerla sotto il giogo, si vol- gesse disperatamente alla poesia, e .dia memoria di Dante, per rinvigo- rirsene la coscienza, per ritemprar- sene la volontà, per propiziarsene le virtù protettrici. E fu dal 1840 fino ad oggi una celebrazione diffusa di ogni cosa dantesca anche sul tea- tro. Questa celebrazione assunse due forme: la recitazione direta della poe- sia Dantesca al teatro — e la com- posizione teatrale di isj)irazionc dan- tesca — cioè tratta da episodii del suo poema, o da memorie della sua vita. Ottima e benefica la prima; mediocre nel suo complesso la se- conda, considerando singolare e inte- ressante, se non sublime, il teatro dì derivazione dal poema dantesco e addirittura pessimo quello ispirato dalla persona di Dante. Ricordiamo a titolo d'onore che Dante fu recitato in teatro, per pri- mo da Gustavo Modena: ragioni d'ar- te e d'amor patrio lo indussero a quel tentativo audace che ebbe up^ successo enorme. Si dimentica seg:i- pre, quando si ammirano i molti professori delle Lecturae Dantis, che senza comitati, senza consorzi, senza cattedre e senza... fondi, Dante fu ricondotto a contatto dell'anima po- polare italiana per ritemprarne il vi- gore, da un semplice attore, illustre- nell'arte sua quanto insigne patriot- ta. Nessuno ha mai pensato ad osser- vare che cosa abbia prodotto l'ondata di poesia dantesca che il Modena de- rivo sul teatro italiano : nel gusto del- la recitazione poetica e nella produ- zione drammatica. Vi creò pertanto una tradizione au- gusta: la recitazione di un canto- di Dante è il più alto cimento cui ogni attore italiano aspiri di porsi.. Dopo il Modena — del quale di- remo più oltre — - che r^-'citò Dante per la prima volta in Inghilterra dov'era esule, si proposero di seguir- ne l'esempio Paolo Fabbri e Luigi Capodaglio (nel 1842 a Torino) A- delaide Ristori, Tommaso Salvini, (jiacinta Pezzana (che ebbe in ani- mo di recitare VEneide). Ernesto Ros- — 6 — si, Gaetano Gattinelli, Giovanni E- manuel. Dopo di loro, Ermete Zac- coni tiene alta la tradizione d'arte e tli fede; Ruggero Ruggeri può conti- nuarla. Nobile e ardito cimento, e saggia e magnifica opera di diffusio- ne di bellezza nel popolo : degno omaggio del Teatro italiano al crea- tore onnipossente non della poesia soltanto ma della coscienza civile ed artistica della nazione italiana. Vediamo ora da qualche ricordo (Iella decLamazione del Modena di precisare un po' meglio il suo signi- ficato e il suo valore. Essa ebbe caratteri e propositi pi evalentemente politici, come è pa- lese, oltreché per le esplicite dichia- razioni dell'artista, anche dalla scel- ta dei canti che più volentieri reci- tava. Cioè: quelli dei simoniaci (Inf. XIX), dei barattieri (Inf. XXI), dei traditori della patria (Inf. XXII - Ugolino), di Sordello (Purg. VI), il .XXI del Purgatorio che contiene la rivendicazione del potere civile contro l'unione dei poteri nel Pontefice e il XXVII del Paradiso con la rampogna di San Pietro contro i cattivi pastori della Chiesa. Dettata da criterii d'ar- te, piuttosto che di propaganda poli- tica era la scelta dei canti di PVan- cesca (Inf. V), dei ladri (XXV), dei Diavoli (XXII). Quasi tutti gli al- tri declamatori di Dante han recitato gli stessi canti: la Pezzana ne ag- giunse uno meno preferito : il XVI del Purgatorio (gli Iracondi e Mar- co Lombardo). La scelta è giudiziosa: sono canti ili supremo vigore rappresentativo e ricchi di ogni genere di « effetti » : molti altri, meno facili, sono stali detti : ma la base della recitazione teatrale di Dante è costituita da que- sti ora citati. Memorie e tradizione "esaltano la declamazione del Modena come cosa insuperabile per vigoria di espressio- ni, per genialità di interpretazione. Dai particolari noti è lecito conside- rarne la natura, fion purtroppo è possibile risuscitarne il fascino. Ma giova notare la singolarità cioè l'o- riginalità di ciò che « faceva i/ il Mo- dena. La sua « trovata » ha un così genuino sapore teatrale ch'essa non a torto si potrebbe considerare come uno « scenario » brevissimo, nel quale al * soggetto » fosse sostituito un can- to dantesco : ciò che del resto non impediva al Modena altri veri «sog- getti «. Si vedrà da questo esame come il Modena con intuito preciso e con equilibrio geniale perfetto sia stato il solo che abbia « messo in scena » Dante in persona, non soltanto senza profanazione ma nell'unico modo pos- sibile e « interessante » nel quale può esservi presentato. Nel Trecento potè bastare un prov- vedimento del Comune di Firenze a portare il poema dantesco in chiesa a contatto col popolo: nell'Ottocen- to occorreva far qualcosa di più e di diverso. II Modena lo capì, e Iro- so questo «qualcosa» in armonia col- l'epoca sua. Mutati, dal Trecento, i tempi e i costumi, affievoliti o can- cellati i ricordi storici, modificato il linguaggio, trasformate le usanze ci- vili, doveva il teatro essere il luogo più acconcio — e il solo acconcio ' — nell'Ottocento alla declamazione pub- l)lica della Commedia. Il Modena, intuendo questo, cupi pure che [w: la novità della cosa, o i)cr Li difficol- tà dell'intelligenza, avrebbe giovato drammatizzare, figurare quella decl.i- mazione per renderla più agevole, l'^ immaginò — comico gr.mdj ! — u.: i scena teatrale sobria e semplicissima, nell.i quale seppe inquadrare la de clama ■.io;ie. Compariva vestito del lacco ros.-.u. e truccato da Dante... accompagnato da un i^aggetto amanuense (era su i moglie Giulia) che si metteva da una parte, quasi dovesse rileggere e cor- reggere sotto dettatura il poema : Dante ripassa il poema, lo ritocca, lo lima, Io rifinisce, ripetendolo a memoria canto per canto, e recitan- dolo verso per verso. E che è que- sto, se non una scena di teatro, la più sei'ipiice, la più rispettosa ■ — e verosimilmente, la sola storica, certa ? ci sarà di più il paggetto... ma che cosa di più grande e di più sicuro del travaglio della composizione, in tutta la vita di Dante ? E tuttavia, « mezzuccio v : lo so: lo sapeva anche il Modena che lo dice espediente «ingenuo». Ma, ag- giungiamo, ingegnosissimo e tale die temperava l'audacia, e del travesti- mento e della truccatura. Ci possia- mo fidare di un testimone: Augusto Franchetti che l'udì una sola volta, e lo descrisse: «non era una masche- rata né una. profanazione; bensì l'a- nima del poeta si manifestava a noi e ci faceva assistere alle prove, alle incertezze, ai pentimenti della compo- sizione artistica, e da ultimo all'ispi- razione dell'estro sovrano ». Un piccolo dramma dantesco, dun- que, grande di significato, e potent • per suggestione. Qu.judo SI parla di Dante sulla scena, si ricorda ogni più sciocco au- tore che l'abbia mescolato a sciocche avventure, magari facendolo parlare con versi suoi, o peggio non suoi, e peggio ancora con versi suoi e non suoi, cioè con endecasìllabi di Dante.... oi)portunamente ridotti.... a martelliani : e non si ricorda che anche dal punto di vista drammatico e non soltanto declamatorio, è stato il Modena il solo che abbia portato Dante sulla scena in modo conve- niente. Nessun altro dramma artisti camenle può importare, ali 'infuori di quello, prodigioso, della sua creazio- ne poetica... Ma ebbe gran torto, di vanità e di assurdità il Battistini che vestì il lucco per cantare in teatro « tanto gentile e tanto onesta pare » sulla musica del maestro Gastaldon I Ahi !... di quanto mai fu maire... Per farsi una idea della impor- tanza della recitazione di Dante al teatro, bisognerebbe potersene fare una della declamazione tragica verso il 1830 o 1840: — la cosa è vaga- mente possibile leggendo le lezioni del Morrocchesi e l'imitazione tragica del Bozzelli. Era l'epoca nella quale le tragedie si declamavano — e non si ammetteva che si potesse declamare altro verso che il tragico, cioè l'en- decasillabo alfieriano. Gustavo Mode- na interpretò Dante con la semplice dizione: sì che il Soldatini nei suoi studi sulla declamazione, potè dire che egli immaginò pel primo il ge- nere di declamazione... della Divina Commedia. Il Modena fu in tutto un riformatore dell'arte scenica che li- berò di molti pregiudizii di scuola e 8 — convenzioiKilismi accademici, e che ricondusse — in armonia coi tempi nuovi — alla verità umana, cioè allo -siudio del vero. Per questo si giovò anche di Dante; e lo stesso Soldatini afferma: «la storia terrà esatto conto della generale sorpresa che produsse la nuova scuola ch'Ei veniva a fon- dare e che portava una completa ri- voluzione nell'arte ». La stessa rivoluzione il verbo dan- tesco portava nelle anime. j\Ia dal punto di vista della recita- zione pura e semplice - — che la sce- na figurata del Modena non ebbe mai altra intenzione che quella di inquadrare la recitazione — (in mo- do che in tempi posteriori fu giudi- cato superfluo e oggi parrebbe irri- verente^ l'opera del Modena essen- zialmente ispirata a concetti di pro- paganda civile e patriottica per mez- zo dell'arte potentissima, con la re- citazione dantesca al teatro, ha avu- to effetti poco appariscenti ma cer- to salutari, e più vasti ne avrebbe avuti « se le sue note si fossero po- tute scrivere » come dice il Bonazzi, poiché « sarebbero rimaste peren- nemente affisse a quei Canti, come ai Treni e agli Improperi le note del Palestrina >v Se si fossero potute scrivere'?... Perchè non si è potuto ? Nessu- no ci ha pensato ; ma una no- tazione interpretativa sarebbe stata possibile: mentre non rimane neppu- re tradizionalmente notizia di parti- colarità di dizione, se non di alcuni «acutissimi» in passi di grande con- citazione poetica. «L'altezza dell'in- tonazione — mi diceva a tal propo- sito lo Zacconi. cui ne domandavo — in certi punti, è così irresistibile, per l'impeto stesso della poesia, che non si può dire sia una forma di espressione caratteristica trovata dal Modena: a chiunque vien fatto di alzar naturalmente la voce quando il verso vibra di sdegno o d'altra passione e di abbassarla quando la terzina si svolge piana... La voce segue per istinto i moti dell'animo e del pensiero. Non credo — o al- merto non conosco — che « in arte > sussista alcima memoria precisa tra- mandata oralmente della recitazione- dei Modena, tranne per qualche- verso ». Scarsissime dunque le memorie pre- cise sulla interpretazione dantesca del Modena, attraverso la recitazione: e logi superlativi, molti, analisi nessu- na. Ne parlano il Rasi, sulla fede del Bonazzi, il Mazzoni, il De Ami cis, il Passerini. Il Salvini nei suoi ricordi non precisa alcun particolare. Sarebbero pure preziosi alcuni canti annotati drammaticamente — cioè in parte anche musicalmente, per quel tanto di musica che c'è nella reci- tazione poetica, prima ancora che la voce arrivi al « recitativo ». Comunque sta in fatto che la poe- sia dantesca ha avuto una notevole influenza sull'arte scenica italiana, mercè il Modena, nel secolo XIX: ed è da augurarsi che labbia ancora nel XX'\ Soprattutto rinvigorì la di- zione, disciplinò e temprò la decla- mazione, compose l'intonazione in più rigide norme di emissione di voct- e la sostenne in atteggiamenti orali più dignitosi : tutti beneficii di cui la recitazione odierna potrebbe ulilmento usufruire, senza disdoro: anzi, con sommo vantaggio ed onore. 9 — IV. Abbiamo «iccennato al 44( più 7 su Dante e Beatri- ce; Balli: 2. Diamo in fine di questo scritta l'elencc delle opere teatrali, musicali, chanmiatiche e coreografiche. Van ricordati tra i compositori che si sono avvicinati a Dante: il Ros- sini, il Donizzetti, il Marchetti, il Verai, il Boito, il Perosi, lo Zan- dniói. 'Ire sole composizioni sono ri- ; CUI 11 sublimi — o almeno non inde- gne delle parole di Dante: Le Laudi . del Paradiso, del Verdi; e del Rossini il ircconto di Francesca e una canzo- — IO — iic di Gondoliere ncW Otello, sulle 'iieci parole: nessun • maggior ilolo- «■e, ree. V^eniamo alla drammatica: essa ci of II ila- esempii e saggi di che allie- tare Li conclusione di questo scritto. VfChè se qualche opera tragica o diaminatica ha avuto fortuna, anche al di sopra del merito suo, per la maggior parte non si sono innalzate uiù iu di una mediocrità gretta ed rìpchc ridicola. Esaminiamo brevemente i lavori tratti o ispirati dal divino poema. Ho notizia di 63 (italiani). Ne note- remo alc'uni. Due soli galleggiano ancora sul gran mare di oblio che ha sommerso tutti gli altri: la Francesca da Ri- mini di Silvio Pellico, e la Pia dei Tolomei di Carlo Marcnco, entrambe consacrate alla memoria del pubblico dall'arte interpretativa di Adelaide Ristori. Lr. fortuna della tragedia del Pel- lico fu fantastica: e si iniziò con (:ueila «stroncatura» preventiva di U- go Foscolo che disse all'autore «la- scia all'Inferno i morti che Dante vi ha messo e che se ne uscissero, mctterebber paura ai vivi. Brucia la Francesca e fa altra cosa ». 11 Pellico non bruciò nulla e fece bene: ma scrisse delle altre tragedie... e fece meno bene. Comunque, Car- lotta Marchionni portò la sua France- sca al trionfo: e la glorificazione ro- mantica trasformò in apoteosi la pro- fonda e umana «pietà de' duo co- gnati ». Ma in una rappresentazione memorabile di essa, accadde un fat- to strano: la Ristori era Francesca, Ernesto Rossi era Paolo, Lorenzo Piccinini era Guido, e Tommaso Sal- vini era Lanciotto. L,i recita era irr commemorazione del V'I centenario della nascila del poeta (Firenze, 13. maggio 1865). Il Salvini fece di Lanciotto una così potente e commo- vente interpretazione che attrasse a sé tutta la simpatìa del pubblico: capovolse cioè l'effetto consueto del- la tragedia si che la pietà per li co- gnati colpevoli si mutò in sdegno contro di loro, per convergersi tutta sul marito tradito. Fu un arbitrio, ma fu un modo geniale di dar ragio- ne a Dante, rimandando all'Inferno, giustamente, i due amanti ! Dopo d'al- lora, la popolarità della tragedia del Pellico decadde e si spense. Nò risorse più la grande tragedia d'amore fino alla « meravigliosa evo- cazione storica e poetica (1902) di Gabriele D '.annunzio, che già Nel so- gno d'un mattino di primavera, ave\a tolto a Dante, per ricantarla. « Per una ghirlandetta >. Quanto alla Pia dei Tolomei del Marcnco, patetica e romantica cjuan- to mai, forse non merita l'oblìo che l'ha allontanata dal teatro: ma è pur vero che quel genere di Medio-evo ha fatto il suo tempo. D'un'àltra Pia, del Corbellini, non occorre neppure parlare. 11 Marcn- co scrisse anche un Conte Ugolino, un Corso Donati, un Ezzelino III; aveva la mania, un po', delle figure dantesche. Mania pericolosa. Ma di dantesco in tali opere non c'è che la passione patriottica dell'autore . provvidamente volgarizzata : del re- sto è la materia tragica alfieriana, essenzialmente politica, gettata in una forma romantica, mal denominata, dantesca. — 11 rrinia di lasciare la Pia, ricor- diamo un dramma intitolato Le Ma- remme, di Luigi Bisleti. mediocre sceneggiatura di un episodio di lotto civili fra Guelfi e Ghibellini in Sie- na, al quale si intreccia il dramma della Pia - Ucsdemona in diciotte- simo — tutta sospirosa per la pace e la concordia: esso ha una sola par- ticolarità : gli atti invece di numeri d'ordine, hanno questa p:rrtizione: A- more. Dolore, Sangue, Abbandono, Morte. E questa è la cosa più inte- ressante che abbia. Diamo un'occhiata a due altre tra- gedie su Piccarda Donati: quella di Giuseppe Sabbatini (1844) e quella di Leopoldo Marenco (1872): la pri- ma applaudita con rassegnazione, la seconda acclamata con fragoroso e non effimero entusiasmo. Lo considerazioni che si faranno, potrebbero valere per quasi tutti i drammi di derivazione dantesca: l'a- more contrastato, l'unione coniugale tirannicamente imposta sono le note più comuni, e si tratti di Francesca o di Pia, di Piccarda o di Cunizza il drammaturgo le riduc- a quel co- mune denominatore teatrale che è il libero sentimento oppresso dalla ra- gione di parte o di stato. Valga per tutti l'esempio più tipico e più spropositato. Tanto il Sabbatini (juanlo il Maren- co hanno avuto questo bisogno: di dare a Piccarda un amore segreto come causa del suo rifiuto alle nozze impostele dalla famiglia. Prova evi- dente che non hanno sentito la ce- lestiale purezza segnat;da da Dante — e probabilmente autentica — che •è. anche la più artisticamente e slori- camonto vera Nulla di più \erosi- milo che in una famiglia d'uomini feroci, crudeli, prepotenti, battaglie- ri come i Donati e in un'epoca di a- spcrrimi contrasti, una fanciulla a- vesse (per inconscia ragione o per naturale compensazione) l'animo più puramente disposto all'amore ceiosie — e avesse, nonché un suo segreto amoretto da opporre alla designazione coniugale della famiglia, un tale or- rore per ogni sentimento terreno da preferire più che giustamente, alle angoscio e alle trepidazioni di una vita di famiglia, fosca di guerre e di tragedie, le pie allegrezze della contemplazione francescana, le gioie estatiche del chiostro delle Clarisse, e le soavi dedizioni dell'anima alle immagini di paradiso anche in suf- fragio dei peccatori suoi prossimi. Ma questo non intesero quei ro- mantici più o meno sinceri che in Piccarda non seppero vedere che una Giulietta, alla quale si sentirono in obbligo di cercare o di creare un Romeo. Non intesero che men ricco di csloriorità drammatica era il per- sonaggio, e che per portarlo sul tea- tro, bisognava anzitutto non alterar- lo, 0 trovare le espressioni di una più profonda e spirituale poesia per comporne il vero dramma, che non è (luello fra un pretendente palese e un amante occulto nel cuore di una fanciulla, o fra un'imposizione e una libertà (è poi sempre questo, fra tirannide e indipendenza, il contrasto nelle tragedie di quei tempi) ma il più alto antagonismo fra la purezza di una fede esaltata spiritualmente nel sacrificio d'ogni effimera felicità terrena e la cupidigia brutale e san- — 12 — guinaria d'ogni più grossolano bc-nc temporale: predominio e danaro, po- tenza politica e ricchezza: il dram- ma è fra Piccarda e Corso — non per un garzoncello innamorato — ma perchè sono i termini estremi di due razze spirituali, le cime sublimi di due rami opposti nati "sullo stesso tronco. Non ricorderemo le tragedie sul Conte Ugolino, tutte inferiori a quelle^ ora menzionate - se non per notare che l'argomento ha tentato fin Vit- torio Alfieri, ma non esiste che un abbozzo dell'opera sua: e forse è meglio così. Sei tragedie italiane si conoscono sul Conte Ugolino : ve n'ha delle patetiche... e delle ridicole. Un personaggio dantesco che ha avuto grande fortuna è il re Manfre- di : magnifica figura storica e poe- tica: deve la sua fortuna letteraria alla sua disgrazia politica e alla sua nobiltà spirituale. Esso ha, per il nostro argo.mcnto, una particolare importanza, perchè accanto a lui un'altra figura gigan- teggia: Farinata. L'affinità politica ghibellina fra l'eroico martire regale e il magnanimo bandito fiorentino ha sempre prodotto anche la loro unione nel canto dei poeti ; senonchè, sic- come la storia è meno compiacente della poesia, troviamo talora Farina- ta vicino a Manfredi... anche in luogo e vece del fratello Piero, caduto pri- gioniero a Benevento e morto in pri- gionia. Ma di Piero, Dante non fa parola; mentre di Farinata fa un monumento. Il Rubicri nel suo Man- ff'edi mette Farinata, forse premorto, al posto di Piero, con questo bel ra- gionamento, in nota: >< non crediamo troppo ardita licenza lo avere intro- dotto tra i nostri personaggi un di- verso e più noto rappresentante dello stesso paese e della stessa famiglia (Firenze e gli Uberti) tanto più che è da aversi per certo che se il vin citore deir.Arbia fosse st.ito tuttora in vita, non avrebbe mancato di assi- stere in sul Calóre alla tenzone decisi- va delle italiche sorti ;>. Semplice ed elementare ! L'eroe nazionale più puro del nic- dic-evo è certo Manfredi, e come tale doveva passare fra drammi e tragedie sullo scene italiane nell'e- poca del risorgimento. Ne noto ouo ■senza pregiudizio di quei lavori su Federigo II e su Pier delle Vigne che possono avere tra i personaggi anche Manfredi). Fra gli autori di questi Manfredi troviamo il Maren- co, il Cicognani, il Bargilli, un Ber- gamaschi e il Rapisardi. Altri drammi ispirati — e starei per dire istigati — dall'opera di Dante ?on quelli sul Vespro Siciliano, tutti, naturalmente, politici e non a caso intonati contro — - la mala si- gnorìa che sempre accora - li popoli suggetti. - - E sono tre, noti: oltre quello del Delavigne. Superfluo ri cordare l'opera di Verdi. Di pochi altri drammi tragici è op- portuno tener parola : quelli intorno a Ezzelino da Romano — a Cunizza, sua sorella — e a Sordello. La figu- ra di lùzzelino pare inventata apposta per fare la parte del tiranno: è difficile trovarne uno più genuino, direi quasi più «guitto» ma non privo di grandiosità. Tentò al solito, il Marenco, e altri tre autori. Sordel lo ebbe l'onore di un dramma di Pi- — 13 — tro Cossa: mi non più che l'onore. -C'unizza — che ebbe per amante bordello — solleticò la fantasia del Pieri; ma non fu intesi: e pure pochi personaggi sono più modernamente drammatici di lei cui forse Dante fu molto indulgente assegnandole un posto in Paradiso. Ricordo finalmente cin.jue dranuni jsu Buondelmonte. una trilogia su la Chiesa e l'Impero (con un Bonifacio Vili per ultima parte) due su La Lega Lombarda, nei quali il più vasto ■orizzonte politico parrebbe dovesse offrire più libera espansione al ge- nio degli autori: e l'espansione for- se si troverebbe. Trovare il genio più difficile. Ma non senza gran- de rispetto ricordiamo le tragedie di- menticate del Niccolini, che di Dan- tesco hanno, se non altro, la somma reverenza per le ragioni dell'arte e della patria. Dell'obbiezione che non è giusto attribuire a Dante l'ispirazione di opere desunte dalla storia, sol per- chè egli ne ha menzionati o ritratti gli eroi, farò parola più oltre. Esau- risco prima la rapidissima rassegna. Mentre nel secolo XIX non sembra che si sia concepito come possibile, un'ispirazione teatrale da Dante che non fosse tragica, nel secolo XX, o per maggior familiarità col poema, o per il gusto di sfruttarne quanto ancora di inesplorato vi fosse, o per più spregiudicata fantasia, non si ri- fuggì dal cercarvi e dal trarne argo- menti comici. Ed è giusto. L'Infer- no offre trame, figure e aspetti di commedia preziosi : sia fra i diavoli che son spesso buffi e grotteschi, sia fra le figure dei dannati, alcuni dei ^juali sono storicamente, protagonisti di avventure comicissime. Esempio recente e fortunato, sul te.itro. quel Giarmi Schicchi di cui il Forzano ricompose con grazia la frode amena per la gioconda musica del Puccini, e che il Passini ritrasse in tre atti di commedia. Esempio anche quel Ghino di Tacco, ladrone, che è finito in un poema drammatico del Già- quinto. La commedia dei diavoli fu ana- Jiz.zatA dal più... diabolico dei nostri autori: dal Piraridello, interprete sa- gace del Canto XXII dell'Inferno e acutissimo illustratore di quella ve- ra e propria avventura grottesca e ridicola che rompe con un sogghi- gno e talvolta col riso la cupa e di- sperata tragedia dei dannati. IL singolare che né il Pirandello — commediografo e erudito — , né il Sannia, indagatore paziente d'ogni più sottile vena comica nel poema, abbia notato come l'idea di dare ai demoni aspetti, figura, atti, parole, imprese, caratteri di buffa e grot- tesca comicità sia un'idea essenzial- mente e tradizionalmente teatrale — desunta non già dalla tradizione sa- cra e neppure da quella poetica, ma bensì da quella delle rappresentazio- ni dei misteri, che erano tutto quel che c'era di teatro nel Medio-evo e dove il diavolo aveva precisamente la parte buffa, grottesca — orribile talora ma comica — tanto che svi- luppata dette origine poi alle dia- volerie del secolo XV e XVl. Figure comiche, nel senso teatra- le, degne di occupare di sé comme- die moderne, sono abbondantissime nel poema. Non è un po' grottesco Filippo — 14 \rgenti, rabbiosissimo uomo che fe- 0 ferrar la mula coi ferri d'ar- .L^eulo ? E fra i barattieri non c'è quel brav'uomo di Buonturo ? E Gio- vanni Bujamonte fra gli usurai ? E Griffolin d'Arezzo, allegro alchimi- sta e disgraziato imbroglione, che per aver dato ad intendere di po- ter volare, fu arso, non è un bel- lissimo tipo di ciurmadore ? E non i 'è anche una commedia, probabil- iiicnte assai salace, intorno a colui rhe indusse Ghisolabella a far. la . uglia del Marchese? (Mi- sovviene luna tragedia sull'argomento — O- hizzo d'Este — , di cui ogni altra notizia mi sfugge, e d' un dramma Ghisola Caccianitnico del Liverani). Non additiamo agli audaci moderni la -loria dei frati gaudenti, e bolognesi. E tanto meno Jacopo Rusticucci, seb- bene la « fiera moglie » sua non sia nel suo mistero, eroina da disprezza- re. Ma certe figure misteriose, delle quali le cronache poco o nulla .di- cono più che Dante non dica (come lo Stricca, scialacquatore senese, e quel tal nuovo ricco e cittadino che cambia e merca in Firenze mentre dovrebbe esser « vòlto a Semifonti, là dove andava l'avolo alla cerca ») sono così nettamente scolpite nell'ar- monia del verso che vi si intravede attraverso, quasi in una nebbia, una commedia o un dramma. V. Debbo avvertire che questo cenno di opere di soggetto tratto dalla Commedia, non ha alcuna pretesa di essere né completo né profon- do : vuol essere una indicazione per studii che altri potrà fare, forse non senza frutto. L'elertco stesso dei la- vori è certamente incompleto : ma non facili sono le ricerche: per- ciò è indicata anche qualche fonte dalla quale può essere men disage- vole risalire per scoprire qualche i- gnoto saggio di teatro dantesco. Si dirà, peraltro: ma tutti questi soggetti sono storici e non danteschi: e gli autori drammatici avrebbero ben potuto assiunerli ad argomento di o- pero di teatro (come possono aver fatto j, indipendentemente da Dante, traendoli dalle cronache e dalle me- morie. Ne dubito. Il lavoro fatto da Dante sulla materia greggia della sto- ria è così potente che chiunque se n'è valso ne ha accettato la linea, la di- rettiva, l'impronta, non avesse fatto altro che accettare la indicazione del carattere, desunta dalla semplice col- locazione della figura in una bolgia, in un girone o in un* cielo. Ma Dan- te ha fatto molto di più, spesso : ha creato tragedie definitive, e ha abboz- zato alcune figure, ne ha appena ac- cennate altre; ma su quante ne ha tor cale ha lasciato il suo segno. lo credo che nessuno di questi au tori classici o romantici avrebbe a- vuto l'idea di andare a ripescare nel- la storia tali soggetti se Dante non avesse tratto dagli episodii veri, come da una scorie, gemme di puro splen- dore incastonate nella sua poesia. K bisogna anche aggiungere che egli ha così perfettamente e definitivamen- te isolato in forme irriducibili qua- dri e figure, tragedie e passioni, che lo sviluppo rettorico che le ha ampliate ia atti e scene e dialoghi apparisce sempre un'amplificazione- 15 artificiosa e quasi dirci meccanica di un tema mirabile che nulla può su pcrare. In 4 terzine è tutta la grande sce- na di amore di Francesca nel suo racconto da « Noi leggevamo un gior- no per diletto » fino a < quel giorno più» ecc.: 12 versi! In S versi - anteriori — (quanti ce ne sono da « Amor che a cor gentile > fino a « Caina attende») c'è tutto il dram- ma, dal principio alla catastrofe: l'a- more che prende Paolo, l'amore che iili corrisponde Francesca, l'amore che li conduce ad una morte; l'ucci- sione 1 Quattro atti, già tagliati, in- dicati, precisati: in più Dante dà la scena della lettura del libro galeotto. Per Piccarda Donati è lo stesso : meno per Cunizza da Romano, mollo di più per Ugolino. Per Costanza e per Manfredi nulla di necess;irio manca. Per la Pia c'è, in più. il mistero affascinante di una fine incerta — cioè il tema di una leggenda che la fantasia può creare interamente. E non c'è tutta Firenze nell'episo- dio di Farinata, nella profezia di Cac- ciaguida. e fin nell'invettiva grandio- sa come una perorazione orchestrale: « Godi Fiorenza poi che sei sì gran- de... : ? F' assai raro che un tema già fog- giato in una forma d'arte perfetta sia argomento capace di assumerne una diversa egualmente perfetta : tut- tavia non è impossibile. Ma il precetto artistico di lasciare gli argomenti già — latinamente — « perfecti », cioè compiuti è suggerito da suprema saggezza. Lo formulò il F0.SC0I0 per la Francesca dei Pellico, lo ripetè il Rossini per il tentativo del Donizetfi : «a metter in musica Dante non riuscirebbe nemmeno il Padre elenio ammesso che questo fos- se maestro di musica!». Dovremo perciò respingere tutto il teatro di ispirazione dantesca ? -Vlusica e drammatica ? Non credo. È mediocrissimo, nella massima par- te; d'accordo. Ma il teatro, sola fra le arti, consente o almeno tollera — non esteticamente ma praticamente -- la mediocrità: la utilizza: quando no.i crea nulla di sublime, può diffon- dere qualcosa di utile : quando non diletta, può istruire ; quando non toc- ca le vette del Bello può deambulare con dignità nella plaga del Vero e del Buono. Artisticamente vai più un pessimo dramma originale che un mediocre dramma dantesco: ma «didatticamen- te » può giovare più questo che quello. Comunque il gran di sale è neces- sario per valutare questa osservazione. Uno dei molti guai di tanti lavori di argomento dantesco tratti che sian dalle opere o dalla vita del Poeta, con- siste nel fatto che gli autori fan par- lare i personaggi, e Dante, coi versi suoi. E fin qui, pazienza (profana- zione e assurdità a parte) ma il male divien grande quando Dante parla in versi del signor Pieracci. o in versi mezzi suoi e mezzi di quel- l'altro; costu,i è il prototipo degli autori che trovano naturalissimo scri- vere un Dante Alighieri in mar tei - liani e servirsi di versi danteschi opportunamente accresciuti di « quin- di », di « magari », di « forse » o di emistichi, per arrivare alle 14 sil- labe ! Dante sulla scena drammatica co- 16 niinciò iii.-.le: \i apparve per la pri- ma volta in figura di vecchio avaro in un pena che sulla vita di LVinic (compresavi Beatrice) ho no- tizia di -37 lavori drammatici - di cui due 0 tri soli (purtroppo), incom- piuti, fra italiani (29) e stranieri (8). L'argomento è stato trattato e, spe- riamo, esaurito da Carlo Del Balzo — in un articolo : Dante nel Teatro ~- della Nuova Antologia i" giu- i. Sublime è addirittura la tìiiusa : r>ante parte per l'esilio, ma è poco sicuro di tornare : si consola pensan- do «all'incessante lavoro dell'alta sua Commedia);, e finisce: Di ritornare in patria, al cielo l'ho / pro/nrssp. — 17 — ma Si' non torno, udite ijuanto ' / [faccio espresso : non avrà /'osso miti Firenze, e sbi- Igottita, per l'onta che un /«ir, si morderà le [dita. Lasciamo rircn/c j mordersi le dita : ma è. meglio rinunziare a parlar- vi di altri lavori congeneri. Guasterei l'impressione di questa immagine an che se vi parlassi di una Beatrice Portinari, di Michele Bonanni, che muore (nel 1302!) dopo aver rivisto Dante e avuto secolui uno scambio di versi danteschi — e anche bonan- neschi — e" aver assistito all'aggres- sione di Dante da parte di Simone da Bardi, e all'invasione della casa dai Bianchi. Muore rapita in cielo da un «aere luminoso... intaminato dal terreno vapore ! >'. Ma prima di morire scaraventa in faccia a Dante... dodici terzine del Paradiso !... Torniamo scrii e concludiamo. Di derivazione, sebbene indiretta, dalla biografia dantesca, riflesso as- sai lontano ma chiaro di fatti della sua vita reale e letteraria, possiamo anche considerare il Beffardo, del Berrini, che ricorda per bocca di Cecco Angiolieri atti e parole di Dante. lAi '})'] lavori che recano Dante in scena torno a proporre che si ag-, giunga - primo in dignità — ed ultimo — lo scenario minuscolo im- maginato da Gustavo Modena per declamare i canti della Divina Com- media. È ancora il migliore; ed eb- be almeno il merito di rendere una voce all'Italia anelante a risorgere, quando echeggiando nell'estremo lem- bo d'Europa parve avere in sé la tra- j^ica disperazione di tutti gli esuli d'it.dii. E Ino ce n'era, tra qi;-- gli esuli, che al Modena a\ ea dato il fervore dell'apostolo, la fede del cittadiiiu e forse l'amore di Dante: il Mazzini. VI. C'è qualcosa di patetico e di sim- bolico nelle lagrime che r.\lfieri nar- ra di aver versato, prima di trovar la sua vTa, sulla tomba di Dante a Ravenna, quando il suo ardente e tormentato spirito fremeva di gene- rose ambizioni non ancora precisate nel proposito cui poi dedicò la sua vita Furori di libertario e lagrime di poeta: da queste fonti doveva sca- turi-re mezzo secolo di te:itro tragico. oscillante fra le « tirate ^ civili e patriottiche e il sentimentalismo sin- ghiozzante e lagrimoso. Di Dante fu inteso allora il citta- dino, l'esule, il martire delle discor- die, l'apostolo indomito della rigene- razione politica dell'Italia; meno fu < sentito > l'artista prodigiosi), l'archi- tetto onnipossente di una meraviglio- sa cattedrale poetica, il creatore divi- no di mille figure d'arte perfette, il musico d'inesausta e limpidissima ve- na, quell'artista insuperato cui pure il Foscolo, all'alba del secolo, avea innalzato quell'inno austero ch'è il Discorso sopra il testo del poema. Ma l'Italia dopo l'-Alficri, per tutto l 800, ha capito di Dante piia l'uomo politico che l'artista: è stata la sui gloria e la sua fortuna. Le abbisogna- va rigenerarsi: e trovò il verbo di una palingenesi redentrice nelle sfer- :-anl' invettive di Dante. 18 Così lo inti-se il .Ma,lui- «ebbe aniniti fervida di artisU e di poeta: così lo intese e lo aniinirò il Carducci, poeta e dotto e niaeslru
  • i troviamo dunque la l)i\ ina Commedia, matrice d'ogni poesia e di •ogni dignità letteraria e civile d'I- talia, associata all'inizio della vita nuova della musica, coi Galilei, nel ^500, suscitatrice di liberi sensi nazio- nali in letteratura nel "700 col \'i- co, col Gozzi, col Baretti. collAI- fieri ; in politica neirSoo col Foscolo e col Mazzini, e finalmente al teatro argomento inesausto di studio, di ispi- razioni, di disciplina spirituale, di magistero d'arte durante tutto il se- colo della travagliata redenzione ita- lica, col Modena e con la celebra- zioiu- scenica d'ogni idea, d'ogni fi- gura di Dante. .XU'alba del secol;'t;o. Stre- £»io). impressioni. (.Milano. SABBADINI R. : La scoperta dei codici latini e ure.'i- (Fi- renze, Sansoni). SALViMI Tom. ; Ricordi, aneddoti. Dumolard. 90.S). S^:ARLATTI A.merico : tt ah ìiic et ab hoc Voi. IV. (Torino, Unio- ne Tip., Ed. 1920). (Notizie curiose sul retroscena delie rappresentazioni dellt Francesca del Pellico, e sui suoi affet- tuosi rapporti con Teresa e Carlotta ,Mar- chionni). SOLDATINI': Studi sulla declamazione (pag. Iti2i. SOLERTI : Gli albori del melodramma (Torino. Bocca). TURRI : Dante. (Firenze, Barbera, 19211. VORICK : Le Morte d'una .Musa. (Firenze, rad, 1902). (A pag. 24 vi si :ina Pia, senza nome d'autore : Jel Corbellini. E vi si riferiscono le .«.aggie parole di Luigi Capuana, su gli argomenti l'anteschi). ZINGARELLI : Dante (Mi'ano. F. Vallardi). Bemp"- parla d: è quella Monumento a Gustavo Modena nei Giardini Pubblici di Venezia. - 23 r:\f^T.T.ryh*\ Qcicstioni masicali del secolo XX. Sulla vita iiuisirale italiana del ven- tennio trascorso e su le questioni mu- sicali che più appassionarono gli arti- sti ed il pubblico, mi limiterò ad alcuni cenni schematici, Già prima che s'innovasse il secolo, si erano manifestate anche in Italia, come già presso altre Nazioni e spe- cialmente in Russia ed in Francia, certe nuove tendenze artistiche che come- è naturale, dovevano suscitare da un lato gli entusiasmi dei giovani. dall'altro le proteste e le ire dei par- rucconi incartapccoriti. Diciamo subito che il movimento, se anche sul princi- pio eccessivo, esagerato, incoinjiosto. giungeva benefico, dopo un lungo pe riodo di stasi, nel cjuale i compositori si adagiavano indifferenti nelle vec- chie forme, molte delle quali ormai esaurite o non più rispondenti alla nuova sensibilità musicale. Era quindi sentito il bisogno di un rinnovamen- to, che recasse nelle stanche vene del- l'arte musicale italiana un po' di san gue vivo e vivificatore. Si comprende facilmente pertanto come dall'affac- ciarsi e dallo svolgersi di questi nuo- vi indirizzi dovesse derivare uno stato di agitazione, di nervosità, d'incer- tezze, che produsse quel periodo di crisi chcj in parte, ancóra traver- siamo. Si può dire pertanto che tra le questioni musicali agitatesi nel pe- riodo di cui ci occupiamo, questa ìÌ*ì\- Y indirizzo generale dell'arte, sia stata e sia tuttora la più importante, come c|uella che investe fin dalle fondamen- ta il problema della musica nostra. Ora. l'agitarsi di tale questione ha naturalmente prodotto un perturba- mento sia nei musicisti che si affan- nano a risolvere il grande problema tentando le più diverse vie per riu- scire allo scopo, sia nei critici che spesso non sanno che pesci pigliare, sia finalmente nel publ)li(<) che si sen- te spesso disorientato, e che. quando non trova nelle opere d'arte che gli vengono offerte le desiderate soddi- sfazioni, non sa farne carico alla insufficienza degli autori o alla |iru- 24 pria ini|)rcpara/.i l)atrimonio musicale esistente nelle bi- — 26 — i!eii/. altio all.i soppressione dei Cf)uscr\atorii musi- cali, come delle altre scuole d'arte, [)er non dire addirittura di tutte le scuole. Si dice da chi segue t,de ten- derr/a che i grandi musicisti non pro- \engono dai Conservatorii e ciò non è vero. La storia infatti ci dice che, latta eccezione per Giuseppe Verdi, il i[uale non entrò nel Conservatorio di Milano soltanto perciiè ni>n \i lu ammesse, quasi tutti i nostri maggiori compositori antichi e moderni usciro- no a[)punl() dai Conservatorii. Così tutti quelli che frequenta roncj in al- tri tempi i gloriosi Conserxatorii Na- poletani dagli Scarlatti al Leo. al Du- rante, al Porpora, al Piccinni. al Traetta, al Sacchini, al Pergolesi, al Cima rosa, al Paisiello e via discorren- do: così il Rossini, il Bellini, il Do- nizetti : così per \enire ai più recenti, il Boito, il Ponchielli, il Puccini, il Catalani, il Mascagni, il Pizzetti, il Martucci e tanti altri. Si dice poi che i sistemi pedan- teschi e antiquati usati (affermazione gratuita) dai professori dei Conser- \atorii tarpano le ali ai giovani inge- gni e ne ostacolano le tendenze nova- trici e rivoluzionarie. Basta risponde- re che i pili audaci e più ribelli fra i nostri giovani, fino al Malipiero e al futurista Pratella, provengono pro- prio dai Conservatorii di musica: il che significa che in nulla fu contra- stata la loro volontà ili liberarsi dalle odiate regole dell'armonia e del con- trappunto tradizionali, mentre ne ac- • juistarono quel pieno possesso che è ,inzi condizione prima per permettersi il lusso ed il diritto irinfrangerle. Di contro a tiuesta. la tenilenza ri- formista si parte dal concetto che sia necessario mantenere in vita i Conservatorii di musica, ma che que- sti debbano essere sottoposti a miglio- ramenti e a riforme che li pongano in grado di meglio corrispondere al fine cui son destinati. Se non che. anche su questo fine non mancano le (li\ergcnze: che se taluni vorrebbero o pretenderebbero che i Conservato- rii creassero i grandi genii, sia com- positori, sia artisti (i quali, viceversa, possono sbocciare tanto nelle scuole quanto ' fuori ) altri più ragionevol- mente opinano che ufficio di tali Isti- tuti sia formare dei buoni iiuisicisti. porli in grado di sviluppare, se le hanno, le naturali attitudini e anche fornire il personale di strumentisti e di cantanti necessari alla esplica- zione della vita musicale del nostro paese. Troppo ci vorrebbe a riccjr- dare gli innumerevoli scritti cui la yexaia quaestio della riforma dei Con- servatorii di musica ha. dato occa- sione : ma non posso fare a meno di ricordare quelli del Torchi, e dello Scaglia j del Pizzetti, il quale ulti- mo doveva poi tornare più ampiameji te suH'argoniento come ora vedrcmu. A tal proposito occorre ora far cen- no «.lei così detto « Progetto Orefice v. L'insigne maestro, in un lungo arti- colo pubblicato su la Rivista Musicalt' Italiana del 191 8 e intitolato; Con- servatorio o Università mnsica'e? lan- ciò l'ardita proposta di trasformare addirittura i Conservatorii in Univer- sità musicali, accessibili anche ai di Iettanti, ponendo a fondamento delbi su;i proposta l'affermazione che oggi i nostri Conservatorii, malgrado la lustra l'ielle materie complementari. 31 — sono seinpliix'Mienic scuole di educi- /ione degli org.mi \(k ali o di inst'gna- )i)ento dell'uno o dcllaltro strumento, mentre dovrebbero essere seuole di cultura musicale, in cui l'insegnamen- to della composizione, fatto con in- dirizzo eminentemente storico, diven- tasse l'unica materia principale e tutti gli altri insegnamenti (canto, piano- forte, violino ed altri strumenti) si ri- ducessero a materie complementari. La proposta, che fu dal .\r." Orefice presentata al Ministero dilla V. I. e che fu presa in considera/ionc dalla Commissione permanente per l'arte musicale, suscitò, come era prevedibi- le, infinite discussioni e polemiche. Vi fu qualche entusiasta aderente addirit- tura all'idea tale e quale: vi furono molti (anzi i più) che dettero una a- desione generica di massima, ricono- scendo la necessità di modificare e migliorare gli ordinamenti delle no- stre scuole di musica, pur facendo riserve sulla convenienza assoluta o sulla attuabilità della proposta Orefi- ce : vi furono finalmente i recisamente contrarii. La polemica divampò e si svolse su giornali e riviste quali la Rivista Musicale Italiana, la Critica Musicale, Musica, etc. Allora il Mi- nistero reputò opportuno convocare, presso la Commissione Permanente, tutti i direttori dei Conservatorii Mu- sicali Governativi affine di deliberare intorno allaltuazionc o meno della proposta Orefice." L'adunanza non con- dusse ad alcun pratico resultato. Tra i convenuti si manifestarono ])r()tondi dissensi e si finì col deliberare di ri- prescntare la pratica alla Commissio- ne Permanente, aggregando ad esso tutti i direttori degli Istituti gover- n.iii\i e il j)rop(jnente M." Orefice. -Ma, a quanto ( redo, questa adunanza generale non ebbe luogo finora: men- tre ebbe luogo un:i riunione dei soli componenti l.i Commissione Perma- nenti . la ([uale invitò il M." Fizzetti, iliriltorr dell'Istituto Musicale di Fi- renze, a presentare un Memoriale in projiosito. Jale Memoriale è ora di pubblica ragione perchè, dopo essere stato trasmesso al Ministero, fu stam- pato nella rivista Critica Musicale di Lirenze, {.\nno 111, fase. V', Marzo 1920) ()\c chi lo desideri potrà leg- gerlo per disteso e meditarne il con- tenuto. Qui basti dire che il Pizzetti si dimostrò assolutamente contrario alla proposta Orefice, l'attuazione del- la quale sarebbe, a parer suo, dan- nosissima ;ii nostri istituti di musica, sia perchè egli opina che tali istituti, contrariamente a quanto pensa l'Ore- fice, debbano proprio essere prima di lutto scuole '.li educazione degli orga- ni \(icali e d'iiìsegnamento dell'uno 0 ilellaltro strumento, sia perchè ;l >uo giudizio l'insegnamento deve es- sere piuttosto formaìivo che infor- mativo, sia perchè è contrario al ( oncetto dell'insegnaniento nell'ordiTìe storico, sia per tairte altre più parti- colari ragioni che cjui troppo ci vor- rebbe- ad esporre. .'\nch'egli però, al pari di altri che dettero alla proposta (Jrefice un'adesione condizionata, ri- conosce la necessità di avvisare a pro\ vedimenti che valgano a miglio- rare l'ordinamento dei nostri Istituti, come già. molti anni sono. a\e\a sostenuto in alcuni scritti comparsi su La \'occ del 1909 e poi riap- parsi nel \i)lume Musicisti con- temporanei 1 edito nel 191 4 a Mi- - 32 — laiio dal Treves). E così propone un nuoVo assetto per la scuola di compo- sizione, che dovrebbe esser tenuta dal Direttore medesimo e nuove norme per le scuole di strumenti con revi- sione dei programmi di insegnamento e d'esame in rapporto alle maggiori esigenze di esecuzione di molta mu- sica moderna e ampliamento della scuola di storia della musica, da ren- dersi obbligatoria per tutti gli alunni e trasformazione della scuola di armo- nia complementare in una scuola d'in- segnamento elementare del Contrap- punto e dell'Armonia ed esercitazioni di musica da camera ed orchestrale e via discorrendo, per poi concludere coU'invocare, affinchè i conservatorii possano vivere rigogliosamente, che lo Stato riconosca l'importanza gran- dissima che l'attività artistica ha nel- la vita nazionale e provveda a dotare le scuole di musica in modo che possano accaparrarsi i migliori inse- gnanti e a che non manchino i mezzi necessarii all'esercizio della loro fun- zione. A questo Memoriale del Pizzetti, il M.o Orefice, che già aveva introdotto modificazioni al suo primitivo dise- gno, ha replicato con un vivace opu- scolo, cui pure ha vivacemente rispo- sto il Pizzetti. E le cose sono ora a questo punto : e quello che sia per avvenire manet alta mente repostum! Per terminare questo rapido cenno intorno ai nostri Conservatorii di mu- sica, aggiungerò finalmente che alcu- ni dei non governativi (come, di re- cente, il Liceo Municipale di Bolo- gna) sono stati ora pareggiati: che in varii Conservatorii e segnatamente in quello di Firenze, il Consis^lio Di- rettivo ha formulato nuovi programmi di esame, già adottati per quelli di licenza e da adottarsi, dopo approva- zione del Ministero, per gli esami fi- nali di diploma o, come dicesi, di Magistero. Aggiungerò ancora che, in tutti i Conservatorii, si fanno annual- mente esercitazioni scolastiche e si danno pubblici saggi di studio e che, a giudicarne non dico dalle relazioni dei giornali, ma o dalla diretta audizio- ne o dalle affermazioni dei competenti uditori, i resultati non sono poi scon- fortanti. Chi poi ha, come me, l'ob- bligo di partecipare talvolta alle com- missioni esaminatrici, non può fare a meno di avvertire l'enorme differenza di preparazione che si nota tra gli alunni interni ed i privatisti : nei quali ultimi appare quasi sempre (salvo rare eccezioni) qualche traccia di di- lettantismo, mentre i primi si presen- tano con più spiccati caratteri di pro- fessionisti. 11 che, certo, dipende e dalla maggiore serietà e regolarità degli studii e dalla valentìa dei mae- stri e dal vivere essi in un ambiente musicale, insieme con i compagni di studio, sotto la sorveglianza continua del Direttore e degli insegnanti. Mi resterebbe da parlare... degli stipendii et de quibusdam alils: ma l'argomento è troppo scottante e pre- ferisco tacerne. Piuttosto dirò che, da poco tempo, si è costituita tra i pro- fessori dei Conservatorii Musicali Go- vernativi una Federazione la quale do vrebbe tutelarne gli interessi materiali e morali. Questa Federazione che ha sede in Roma, ma che ha, in seno al suo Con- siglio Direttivo, rappresentanti di tutti gli Istituti Governativi d'Italia, dc- 33 — liberò, e|uasi come suo primo atto, l'adesione alla « Confederazione (iene- ralc del lavoro intelettuale » avente sede provvisoria a Milano e tenne a porre in rilievo essere essa non sol- tanto un'associazione economica, ma anche e più una Corporazione d'arte, la quale, se vuol difendere gl'interessi dei suoi componenti, tende a porre in \'alore l'Arte e l'Insegnamento, per modo che l'importanza e la di- gnità ne Steno più largamente ricono- sciute. Ma forse appunto i)er questo, non si può dire che finora i risultati sieno stati cospicui. I tempi volgono tristi per il lavoro intellettuale, oggi svalu- tato di fronte a quello manuale e cer- to oggi qualunque scaricatore del por- to, a Genova, guadagna assai più di un professore, sia di musica che di al- tre discipline. l\Ia non bisogna dispe- rare per questo : la necessità del la- voro intellettuale è tanto evidente che o prim'a o poi dovrà essere riconosciu- ta e che quel lavoro, per conseguenza, sarà considerato al suo giusto valore. Tornando ai nostri Conservatorii Governativi, ricordiamo ora come alle respettive direzioni sieno attualmente preposti i seguenti Maestri: al Con- servatorio Musicale di Milano Giu- seppe Gallignani, a quello di Parma Guglielmo Zuelli, all'Istituto Musica- le di Firenze Ildebrando Pizzetti, al Liceo di S. Cecilia a Roma M. E. Bossi, al Conservatorio Musicale di Napoli Francesco Cilèa e a quello di Palermo Guido Alberto Fano. Ma, oltre a c^uelle governative, esi- stono in Italia parecchie altre Scuole di Musica, pareggiate o no, talune delle quali assai rinomate. Possiamo così ricordare, cominciando dall'-^klta Italia, il Liceo Musicalo di Torino, fino a poco fa, diretto dal- cotiipianto- M.o Giovanni Bolzoni, l'Istituto Musi- cale di Novara, cui è a capo il M.'> Vito Fedeli, il Civico Istituto Musi- cale di Brescia diretto dal M.o Roma- nini, quello di Verona cui presiedono 1 Maestri Marconi e Fiorinotta, l'Isti- tuto Musicale Girolamo Frescohaldi GIUSEPPE GALLIGNANI- [Fal. Uarischi e Jlrlico) di Ferrara diretto dal M.o Cattolica, il Liceo Musicale Benedetto Marcello di Venezia diretto dal M.o Mezia Agostini, l'Istituto Musicale di Pado- va, CUI è a capo il M." Ravanello, il Liceo Musicale Rossini di Pesaro, diretta dal M.o Zanella, la Scuola Musicale di Rimini, diretta dal M." Ci- ma, il Liceo Musicale di Bologna, di- retto dal M.o Franco Alfano, il Civi- co Istituto Musicale Niccolò Paganini dì Genova, diretto dal M.o G. B. Polleri, la Scuola Musicale di Carrara — 34 dircUci dell M." Gustavu Campanini, ciucila di Viterbo diretta dal M.o Al- fredo Pélissier, il Liceo Musicale di Napoli dei maestri Ernesto Marcia- no e Sigismondo Cesi, i due Conser- vatorii Musicali di Trieste, uno di- retto dal M.o Dott. Masutto e l'al- tro intitolato a Giuseppe Tartini, di- reno dal M.o Filippo Manara. Come si vede dunque, oltre a quel- le governative, non mancano in Italia If scuole di musica, tanto più se si pensi che a queste or ricordate non poche altre se ne potrebbero aggiun- gere, esistenti anche in centri minori. E se poi si pensi alla innumerevole falange degli insegnanti privati che. in ogni città, impartiscono lezioni' di n:u5Ìca e più specialmente di piano- forte e di canto, inviando poi spesso gli strumentisti a diplomarsi in un Conservatorio e i cantanti direttamen- te al teatro, sarà ben facile conclu- dere che gli studii dell'arte musicale, nelle varie sue manifestazioni e più specialmente in quelle che conducono al pratico esercizio professionale, -ono ben largamente diffusi tra noi. Resterebbe da vedere se a c[uesta lor diffusione corrisponda un'intrin- seca bontà d'indirizzi e di metodi: ma una simile indagine, oltre a richie- dere una raccolta di dati positivi su cui fondarne le conclusioni, esorbite- rebbe, dei fini e dai limiti di questo scritto. Mi contenterò quindi di for- mulare l'augurio che, con opportune e ponderate riforme delle nostre scuo- le di musica, sia per ciò che riguar- da il loro ordinamento e fimzionamen- to, sia per ciò che si riferisce ai pro- grammi di studio e di esami, con una sempre più oculata cernita, non solo dei professori, ma anche degli alunni tra i quali dovrebbero ammettersi sol- tanto quelli che per l'arte dimostra- no sicure attitudini, con quegli altri provvedimenti che il buon senso e l'esperienza possono suggerire, venga sempre più ad elevarsi il livello de- gli studii musicali in Italia. M o OREFICE M.o ZANELLA (Fo/ Varischi e Artico) La musica popolare. Pongo, a questo punto, alcuni cenni sulla musica popolare perchè va considerata come la fonte genuina e naturale di tutte le mani- festazioni, anche superiori della musica, e pili direttamente della musica teatrale. Basti citare, esempio recentissimo dell'u- so teatrale dei motivi di vecchie canzoni corta» inesche, il Gianni Schicchi del Puc- cini. Comunque, lo studio della musica po- polare non serve soltanto a mettere in luce i tesori naturali dell'anima musicale italiana ma anche, e non meno utilmente, lo spirito scientifico degli studiosi. Gli Annali del Teatro Italiano considera- no un dovere e un onore di presentare in un quadro, sia pure compendioso, ma pre- ciso, i piil alti risaltati della cultura e della dottrina, nel campo artistico, poiché van rite- nuti unico fondamento solido, e suprema di- gnità dell'Arte medesima. Che nell'ultimo ventennio il pa- trimonio della vera musica popolare ■ i sia notevolmente accresciuto, né IO saprei dire, né sarebbe facile con- statare, fuorché, come vedremo, per il periodo della nostra guerra. E dico il pa'trimonio della vera musica po- polare, per differenziarla da quella falsificata, cioè da quella musichetta facilona, ma però incorniciata ed im- bellettata, colla quale certi composi- tori si illudono di ritrarre i canti del popolo, mentre ce ne offrono sol- tanto unimmagine sformata e ridi- cola. E' bensì agevolissima cosa osser- vare come si sia diffuso, presso gli studiosi, il culto del così detto folk- lore musicale. Non ancora, veramen- te, quanto sarebbe desiderabile : che da un lato, bisognerebbe possedere più ampie raccolte dei canti popolari di tutte le regioni d'Italia e bisogne- rebbe che la trascrizione di tali canti (da cogliersi realmente sulle labbra del popolo) fosse esatta e fedele, an- che nelle caratteristiche e tanto gu- stose incertezze delle loro tonalità, dei loro ritmi, delle loro cadenze, al che l'uso del Fonografo gioverebbe assaissimo: dall'altro sarebbe neces- sario fare anche per le musiche quei lavori di comparazione che gli stu- diosi della letteratura popolare hanno fatto per i testi poetici e così rilevare lo somiglianze e le divergenze, sia nel pensiero melodico e nella strut- tura e negli svolgimenti : giacché, come i versi, così anche i motivi di molti canti popolari si ritrovano e riappaiono nelle varie regioni, se- condo la varia origine e le varie lor migrazioni; ma si presentano sotto aspetti diversi, con aggiunte, soppres- sioni, varianti e modificazioni che in- dicano il lavorio compiutosi sopra di essi nel passaggio da regione a re- gione e gli speciali caratteri assunti nell'adattarsi alle esigenze climatiche delle varie località, e quelle sentimen- tali delle varie popolazioni, nonché a quelle foniche dei vari dialetti. Un simile studio varrebbe anche ad identificare (se così posso esprimer- mi) quelli che sono veri canti popo- lari, cioè, canti che, certo, hanno anch'essi in origine necessariamen- te un autore (il quale pertanto o é ■n ignaro di musica che crea spon- taneamente, senza subire i vincoli del tecnicismo o è tale che crea quasi inconsciamente, per influsso e per imposizione del popolo, divenendo co- sì l'esponente della sua coscienza e dei suoi sentimenti) ma che ricevono .nel passare da villaggio a villaggio, di bocca in bocca, da strumento a strumento, tutte quelle modificazioni per le quali il popolo concorre, colla sua collettività, alle diverse loro re- dazioni. Ad ogni modo, bene è che intanto SI vadano raccogliendo i testi mu- sicali dei vari canti italiani, testi che serviranno poi al desiderato lavoro di raffronto, il quale riuscirà tanto più interessante quanto più vasto sarà il materiale su cui esercitarsi. Constatiamo dunque con piacere come alle vecchie raccolte del De Mi- glio (Eco di Napoli) del Gialdini e del Ricordi (Eco di Lombardia), del Marchetti (Canti popolari romane- schi), del Tosti (canti popolari abruz- zesi), del Parisotti (Saggio di me- lodie popolari romane) e di altri, raccolte non prive di pregio pel ma- teriale che vi è contenuto, ma, spe- cie le prime quattro, assai discutibili pel criterio con cui sono state con- — 36 - dotte e per l'influsso che vi ha eser- citato la personalità dei singoli rac- coglitori ed armonizzatori, varie al- tre se ne siano aggiunte in questi ul- timi tempi, le quali assumono, dal punto di vista folhloristico, una mag- giore importanza. Giova ricordare tra queste la rac- colta intitolata Canti della terra e del mare di Sicilia, messa insieme dal Maestro Alberto Favara e pubblicata a Milano dalla Casa Ricordi. Giova ricordare le Diciotto Canzoni Emi- liane, a cura di G. Grimaldi, pubbli- cate dal Bongiovanni, a Bologna, nei 1906, e la nuova edizione dei Canti Siciliani raccolti da F. B. Fron- tini e pubblicati dalla casa Forlivesi a Firenze. Abbiamo avuto inoltre, dopo la nuova edizione fatta dallo stesso For- livesi, dei Canti popolari Trentini, raccolti dal Pargolese, quella delle Canzoni popolari dell'Istria, a cura di G. G. Bernardi, edita dalla casa Ricordi. Abbiamo avuto una inte- ressante, sebbene ristretta raccolta di canti della Sardegna, formata ac- curatamente dal prof. Giulio Fara e finalmente, a tacere di altre raccolte di nnnore importanza, abbiamo avuto il Canzoniere popolare italiano della Oddone e il Saggio di gridi, can- zoni, cori e danze del popolo italiano di F. Balilla Pratella. Elisabetta Oddone che già da tem- po aveva, colla sua abilità di fine ed esperta cantatricc, fatto gustare ai pubblici delle principali città ita- liane, buona parte dei canti popolari che andava raccogliendo, pubblicò il suo Canzoniere, nel 191 7, in piena guerra, mossa anche da un sentimento patriottico. Non sono infatti quei can- ti la più limpida espressione dell'a- nima nazionale italiana ? Il Canzo- niere della Oddone comprende can- zoni del Piemonte, della Lombardia, del Veneto, del Friuli, del Trentino, dell'Istria ed il primo volume di un'opera della quale affrettiamo col desiderio il compimento e che vorrà comprende canti delle altre regioni d'Italia. Queste canzoni recano così viva e così evidente l'impronta d»l luogo ove rispettivamente nacquero, che, come giustamente osserva • la gentile raccoglitrice nella sua garbata prefazione, « quasi trascurando il te- sto poetico della canzone, noi riu- sciamo a stabilirne la regione nata- le ». Caratteristici dunque i canti di ciascuna regione: però nati sempre dalla comune radice della italianità musicale, la quale dona loro l'im- pronta fondamentale, onde quella va- rietà nell'unità che è propria, sotto vari rispetti, d'ogni cosa nostra. Essa invero è conforme alla configurazione geografica del nostro paese, che al- terna i monti nevosi colle ridenti col- line, i piani verdeggianti cogli splen- didi mari e che vede fiorire tanto i licheni quanto le rose e gli aranci: è conforme alla natura del popolo nostro, vivace e nostalgico, tenero e gaio, melanconico e passionale, gar- bato ed arguto a seconda delle varie regioni in cui vive. E così il canto dolce ed allegro dell'alta Italia si mesce a quello malinconico della Ro- magna, alla vivace canzonetta vene- ziana, alla accorata e nostalgica melo- dia meridionale, all'arguto e garbato stornello toscano e via discorrendo. Di singolare importanza è poi la raccolta di Gridi, Canzoni, Cori e Danze del popolo itcdiano pubblicata da Francesco Balilla Pratella. Con- sta di due parti: nella prima delle quali il Pratella fa un largo e pro- fondo studio della musica popolare ed esamina partitamente i canti rac- colti, da quelli primitivi e rudimen- tali, come i motivi circolari e i gridi di venditrici, che sono appunto la più semplice e primordiale espressio- ne del canto popolare, ai canti nar- rativi, alle melodie, ai canti in coro, alle canzoni a ballo, alle danze po- polari istrumentali, studiandone le va- rie caratteristiche di contenuto e di forma e ponendone in rilievo la gran- de e pura bellezza. Nella seconda parte poi del lavoro sono riprodotte ben settanta melodie popolari, mira- bile saggio di quello che sa creare il genio musicale del popolo nostro. - 37 — Aggiungerò tiiuiliueiitc su questo punto, che altri canti popolari furono raccolti e pubblicati sparsamente in giornali e in riviste, specialmente nella Rivìsfo Musicale Italiana, di cui farò cenno fra breve. Ora mi preme notare come i canti raccolti nelle opere di cui ho fatto parola, non sieno certo, almeno per la massima parte, di creazione recen- te: molti, anzi, sono indubbiamente antichi, taluni anche antichissimi, ed altri, se pur di origine moderna, ri- salgono a periodi molto anteriori a c|uello di cui già debbo trattare. Can- ti, dunque, tradizionali, sempre vivi sulle labbra e nel cuore del popolo che li conserva gelosamente e che se li tramanda di generazione in ge- nerazione. Riteniamo invece nell'at- tuale periodo, i canti sorti durante la nostra guerra, dei quali ha fatto prima una buona raccolta, (pel solo testo poetico) barba Pietro, cioè Pie- tro Jahier, pubblicandoli su IJ Astico, giornale delle trincee (zona di fuoco. Estate 191 8, edizione di 2000 esem- plari, esaurita) e che poi sono, in parte, ricomparsi colla musica, tra- scritti ed armonizzati da Vittorio Gui, in un volumetto intitolato Canti di soldati, pubblicato dalla Sezione P della U Armata in Tjcnto redenta, capodanno 191 9). Sono queste dunque le canzoni na- te in trincea, che accompagnarono i nostri soldati nella terribile guerra, che fecero con loro «i cambi, i riposi, la ritirata, la grande avanzata », che facevano passar loro « la fame, la fiacca, la paura » e che ci fanno be- nedire « la patria italiana, che al più umile figliuolo dà un cuore di poeta». Alcuni sono strettamente militari o guerreschi, come La licenza, Il te- stamento dei maresciallo. Monte Ros- so e Monte Nero, Il disertore, E. Cadorna, Dove sei stato mio bell'Al- pino e simili; altri sono di argo- mento amoroso e ricordano il paese nativo o sono descrittivi della natu- ra, o trattano soggetti diversi. Né certamente, sono tutti nuovi: alcuni se li ])ortarono con se i nostri sol- dati dalle loro terre e li ripeterono sull'Altipiano fiammeggiante j)er ri- cordo e conforto. Musicalmente sono pieni di espres- sione e di sentimento: veri canti po- polari, schietti, ingenui, spontanei; taluni poi destano addirittura una profonda commozione. Ripetiamo le parole di PietrO' lahier: «sia bene- detta la patria italiana che al più umile figliuolo dà un cuore di poe- ta » e aggiungiamoci: «e di musi- cista ». Sarebbe inutile accennare alla nie- schina figura che fanno accanto a queste, salvo rare eccezioni, le in- numerevoli musiche che la guerra ha ispirato ai nostri più o meno dotti compositori. Chi volesse levarsi il gusto di sfogliare i bollettini e i cataloghi delle pubblicazioni musi- cali dal 191 4 ad oggi e più spe- cialmente quelli del '16 e del '17, vi troverebbe a centinaia e inni e mar- cie e canti all'Italia, a Trento, a Trieste, al Tricolore, a Oberdan, a Casa Savoia, all'Austria iniqua mae- stra di barbarie (uno è intitolato proprio così), alla Croce Rossa, ai nostri soldati, alla vittoria, agli Al- pini d'Italia, allo scaldarancio, ai Marinai, al 30 Genio, alla fidan- zata dell'eroe, al 1° battaglione vo- lontari, all'alleanza liberatrice ( !), ai mitraglieri, agli arditi, e via di- scorrendo, fino agli inni alla vittoria, a Trieste redenta, a Trento liberata, alla gloria italica, alla Pace, all'Italia nuova, ecc. ecc. Ma chi li mettesse a confronto con quelli della raccolta lahier, subito s'accorgerebbe che quelli sono schiet- ta e viva creazione del popolo che si esprime come può ma come sente, e questi (sempre salvo rare eccezioni) accozzo artificioso di frasi conven- zionali e retoriche. • Ma in realtà, queste composizioni, comecché quasi sempre di tipo fa- cile ed orecchiabile, e quasi sempre accompagnate dal sottotitolo di canto popolare, nell'ambito della vera mu- sica popolare non rientrano, essen- 38 — Aida, Cairo, Italiano, 24 dicembre 71. - 25.' Otello, Scala, 5 febbraio 87. _ 26.'' Falstaff, Scala 9 febbraio 93. (Il ritratto di Verdi della collezione Albinati). 43 Ma questo nobile insegnamento del lì rande non fu sempre seguito con pari austerità da alcuni che vennero dopo. Che molti, pur ricchi d'ingegno ed anche di talento, si preoccuparono più ansiosamente del favore delLi folla che non del vero oggetto della creazione artistica; e più opportuno parve seguire il gusto del pubblico, che non guidarlo ad ascendere verso nuove forme di bellezza. Certo, la musica per teatro, — a differenza della musica pura — à bi- sogno di molto concedere alle esi- genze sceniche del dramma. Ma an- che una soverchia subordinazione del- l'arte alVeffetfo, mentre nuoce allo sviluppo dell'opera artistica, non gio- va al pregio del suo autore. Già durante gli ultimi anni del se- colo passato si erano robustamente affermati in Italia il Mascagni, il Puccini, il Franchetti: accanto a loro orano stati accolti con simpatico fa- vore il Giordano, il Cilea e qualche .'Itro. Nel ventennio che esaminiamo, l'opera di questi, mettendosi a cavallo fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, è continuata, più o meno in- tensa e più o meno progredita. Ma buon numero di giovani si son pure validamente affermati, ed altri più giovani ancora, in una inquieta ed anì-iosa ricerca di novità e di bel- lezza stanno tentando nuove vie. Non però ci è dato ancora di salutare un artefice che sia l'esponente di un'arte assolutamente personale e schiettamen- te italiana. Allo svolgersi di questi tentativi giova assai la maggior pro- fondità degli studi, la più vasta coltura generale dei nuovi compositori che, sia nel campo della tecnica, sia in. quello delle cognizioni generali, si. mostrano più saldamente preparati. Ma non dobbiamo illuderci troppo, né perderci troppo di coraggio. Non illuderci, perchè i geni son rari: i secoli ne lasciano dietro di sé un nu- mero esiguo, che la storia s'incarica di rendere più esiguo ancora ; e la fa- lange dei contemporanei che tentano l'arte dei suoni, solo ci lascia, per ora, la constatazione di sforzi più o meno nobili, più o meno riu- sciti, senza darci la sensazione della comparsa di una personalità premi- nente, di un'affermazione sicura del sorgere di un genio. Le influenze esteriori, dalle quali i compositori cominciano a liberarsi, sono tuttora sentite. Non vi è opera contemporanea che non abbia i segni della gigantesca impronta wagneriana, o delle esasperazioni straussiane o delle evanescenze francesi. E pare non si ricordi abbastanza che l'origine pri- ma di tutto questo variato formulario é da ricercarsi sulle primissime fonti musicali nostrane, e che l'unico pre- cetto da seguire per ritrovarci, sa- rebbe quello di risalire alle fonti. Non per tornare all'antico nel senso di imitare pedestremente, ma per ritro- vare, nella schiettezza stilistica dei grandi che furono veramente crea- tori, il sustrato di un'arte alla quale le moderne risorse della tecnica saranno Utile e gagliardo sussidio. Prima della guerra, queste influen- ze esteriori, specialmente straniere, si facevano maggiormente sentire. Poiché sembrava si vivesse in un 44 — dolce idillio di comunione artistica internazionale, e più ancora per quel- l'ammirazione per gli stranieri che in Italia si risolveva in un disdegno per ciò che era italiano, nulla sem- brava bello che non portasse la marca di fabbrica forestiera. L'immenso ca- taclisma che ha sconvolto il mondo, sembra aver distrutto questo esage- rato senso di ammirazione e questo spirito di imitazione. Ma c'è ancora molta strada da fare, e l'attesa di una epifania di genio puramente ita- liana è ancora inquieta e insoddi- sfatta. D'altro canto, non vi è ragione d perderci di coraggio. Tentativi nobili ed austeri — alcuni veramente degn — si vanno facendo in Italia. Di al cuni abbiamo già la cronaca lieta; di altri sappiamo che si preparano in un fervore beneaugurante di opero- sità. E due cose ci lasciano adito a <:onfidare: l'effetto purificatore dello spirito italiano prodotto dalla guerra, che ci à dato un senso più vivo di personalità nazionale che anche nel- l'arte farà sentire il -suo influsso, e la considerazione che questi periodi angosciosi di crisi (e no' slam ver- mi nati a formar l'angelica farfalla) debbono avere un decorso pur sempre limitato. ♦** La dimostrazione migliore di que- sto spirito evolutivo della nostra arte lirica l'abbiamo nella ricca fioritura di opere alla quale abbiamo assistito nel ventennio. Non è ufficio degli An- nali di farne una critica specifica : è invece nello spirito di questi di se- guire — come in un prospetto sta- tistico — il movimento della produ- zione. Gli Annali si dovrebbero limi- tare all'annata in corso, ma, come per prendere la rincorsa per la sua vita, la nostra pubblicazione à voluto dare un rapido sguardo alla produzione operistica di questi venti anni, anche perchè essi coincidono con l'inizio di un secolo nuovo. Perciò, immediatamente dopo que- ste osservazioni generali, facciamo se- guire un elenco delle più notevoli opere apparse dal 1901 a tutto il 191 9. Successivamente saranno esami- A.NTO.NIO S.M.AREGLl.A. (Fot. Sadodi). nate le novità liriche del 1920. Gene- rici rilievi potranno farsi subito sulle opere dei primi diciannove anni: quanto alle novità dell'annata, daremo un cenno dell'accoglienza che ebbero dal pubblico e — dov'è possibile — 45 — un riassunto della ni lira. dflk'i niprcssioni della Già tino degli ultimi anni del se- colo passato si erano vittoriosamente ALBERTO FRANCHETTI: [Fot. Sadodiì, affermati — molto per il favore ca- loroso del pubblico, del quale avevano saputo incontrare il gusto e secon- darlo, molto anche per il merito in- trinseco delle loro creazioni, alcuni compositori che presto divennero di mondiale rinomanza. Può dirsi che questo moviment;o di nuova orienta- zione incominci con la comparsa di Cavalleria rusticana che ai i8 di maggio 1890 rivelò Pietro Mascagni. Da allora fu un succedersi di nuove opere e di nuovi maestri, dei quali i più cari al pubblico furono il Pucci- ni, il Franchetti, il Giordano, il Leon- cavallo, il Cilea. Accanto ad essi, più o meno fecondi, più o meno for- tunati, tentarono le scene liriche il Mascheroni, lo Smareglia, il Manci- nelli, l'Orefice, il Luporini, e molti al- tri. Altrove è fatto cenno di tutta la produzione di ciascuno di questi e degli altri più notevoli compositori, se anche è cominciata prima del se- colo presente. Al cominciar del quale Mascagni, Puccini, Leoncavallo, Fran- chetti, Giordano erano già celebri in tutto il mondo ed ogni loro opera nuova era attesa con ansietà, in un vivace incrociarsi d'indiscrezioni e di rivelazioni per cui si formava uno stato d'animo quasi spasmodico, non sempre L;io\e\'ìle alla serenità del PIETRO MASCAGNI. (Fo/. Beilini\ giudizio. Diversi i maestri, variatele opere e numerose, ma su per giù — fatte le debite differenze caratteri- stiche dello stile personale di ciascuno 46 di loro — orientamenti decisi ver.s(j una forma nuova del melodramma, di carattere spiccatamente italiano, non possiamo registrare. Questi autori già noti anno, qual più, qual meno, accentuata — nel ventennio di cui discorriamo - la loro attività. Il Mascagni ci à dato le Maschere (1901), Amica (1905), Isabeau Parigina (191 3), Locloletta (19 17). Il Puccini à composto M.me Butterfly (1904), La fanciulla del West (1910), La rondine ( 1 9 1 7 ) , // Trittico ( 1 9 1 8 ) . Il 1" ranchetti, Germania (1902), La figlia di Jorio (1906), Notte di leg- genda (191 5). 11 Leoncavallo, Ro- lando di Berlino (1904), Maia (1910) Zingari ( 1 9 1 2 ) , Mameli ( 1 9 1 6 ) . 11 Giordano, Siberia (1903), Marcella (1907), Madame Sans-Gène (191 5). Il Cilea, Adriana Lecouvrear (1902) V Gloria (1907). -Ma Leoncavallo, che negli ultimi anni era disceso all'operetta .senza darle quell'impronta di nobiltà e di gaiezza comica tutte italiane che era nelle sue dichiarate intenzioni, è or- mai scomparso. Del Cilea non si sente più parlare come compositore, talché può credersi abbia rinunciato al Teatro: ed anche il Franchetti, del quale ogni tanto si annuncia u- n'o.pera nuova, prende in esame e poi mette da parte diversi soggetti (Maclibonlè, La Moabita, Glauco )mo- strandosi inquieto e indeciso nella I (Ita. Più attivi si mostrano il Ma- scagni e il Puccini, il primo dei quali à quasi pronto // piccolo Marat e il secoridr. lavora intorno a una Tii- randot. Del Giordano si annuncia 1 si smentisce La festa del Nilo. Accanto a loro, Mascheroni ci à dato Lorenza (1902) e La Perugina: poi si è dedicato tutto alla direzione delle orchestre — nella quale eccelle — come il Mancinelli (i), che ,dopO' Paolo e Francesca (1907), più non GIACOMO PUCCINI. (Fot. fBetUniJ. affronta le scene liriche ; come il Mugnone, che si ferma a Vita bretone (1905) e persevera nella sua opera appre--:zatissima di concertatore. Di Antonio Smareglia, che produce O- ceana (1907) e Abisso (1914), nul- la più si sente dire, mentre Giacomo Orefice che ebbe negli ultimi quindici anni del secolo scorso una feconda attività operettistica, fa rappresentare in questo un Mosè (1805), poi Pa- ne altrui (1907), Radda (191 2), e (I) n Mancinelli si è spento improvvisamente a Roma il 2 febbraio 1921 a settantatre anni. — 47 - poi si dedica tutto alla imisica pina. ^lU'insegnamento e alla letteratura uni sicale e critica. Di altri ancora si potrebbe far cenno, ma questa nostra esposizione non è tassativa, e lo sguardo che get- tiamo sulla produzione lirica di questi diciannove anni vuol limitarsi ad esser sinottico. *** Accanto a questi anziani ormai glo- riosi, una folta schiera di giovani energie si è presentata nel secolo che •corre ed à affrontato con lena ani- mosa la sorte delle scene liriche. Ecco Italo Montemezzi che esor- disce nel 1905 con Giovanni ilGal- lurese, presenta nel 1909 tìellera e si afferma poi robusto compositore — sebbene alquanto legato a forinole esotiche — ne L'amore dei tre re (1913) e poi ne La nave (1918). Ecco Riccardo Zandonai che inco- mincia nel 1908 con quel gioiello di novella musicale che è // grillo del focolare, e poi produce Concilila ( 1 9 1 1 ) e subito dopo Alelenis (1912), e culmina con Francesca di Ri/nini (191 4), tentando poi anche l'opera •comica con La via della finestra nel 1919. Dello Zandonai è in prepara- zione una Giulietta e Romeo che sem- bra dover essere opera di vaste pro- porzioni se — come pare — è de- stinata all'Arena di Verona per gli spettacoli all'aperto. Un altro autore di particolare carattere è Ermanno Wolf-Ferrari, che cerca risalire al tipo dell'opera buffa settecentesca, ammodernandola con procedimenti ar- monici ed orchestrali di sapore as- sai gustoso. Egli ci dà Le donne .curiose nel 1903, / quattro rasteghi nel 1906, // segreto di Susanna nel 1909, / gioielli della Madonna, ope- ra questa che diversifica dalle altre perchè di carattere verista (1911) e Amore medico (191 3). Ed ecco Fran- co Alfano, che fa rappresentare nel 1904 Resurrezione, e poi // principe Zilah (1909), quindi L'ombra di Don Giovanni (191 4) opera di robusta fattura e di profondo contenuto. E poi Gino Marinuzzi, anima ir- requieta di artista che, fra la direzio- ne delle orchestre e quella dei licei musicali e poi dei grandi teatri al- l'Estero, ci offre Barberina nel 1903 ed una tumultuosa Jacquerie nel 191 8. Ottorino Respighi fa rappresentare nel 1905 un Re Enzo, si afferma poi nel 19 IO con Semirama e quindi de- dica alla musica orchestrale e da camera ed alle rievocazioni e trascri- zioni di musiche antiche la sua fecon- da attività. Armando Seppilli nel 1907 presenta La nave rossa e nel 191 3 Cingallegra. Ettore Panizza, musicista eultissimo e valoroso direttore di or- chestre, ci dà nel 1908 una Aurora, che rimane unica opera teatrale — almen fino ad oggi — di lui. Arrigo Pedrollo, che già negli ultimi del se- colo scorso aveva tentato le scene li- riche, ci dà nel 1908 la Terra pro- messa, nel 191 4 Juana, e nel 1920 La veglia e L'uomo che ride (i). Stefano Donaudy, che nel 1907 avea composto Sperduti nel buio, torna alla ribalta col Ramuntcho (1920). Ezio Camussi, dopo La Dubarry (191 2) ci fa sentire nel 1920./ Fuochi di San Giovanni. (1) Le opere italiane nuove rappresentate nel 1920 sono esaminate nel paragrafo a parte, a pag. S3 e ««gg. — 48 — . Ancora. Ildebrando Pizzetti esordi- sce nel 1915 alle scene liriche con Fedra e segue nel 191 7 con Abraham ed Isaac. Victor de Sabata ci pre- senta Il Macigno. Domenico Alaleona espone una vigorosa Mirra ed An- tonio Savasta una Galatea, entrambe ipparse nel J920. . Tra i musicisti di avanguardia, sui quali è prematuro un giudizio ponde- rato, che soltanto il tempo ci darà, sono degni di nota G. Francesco -Malipiero a cui dobbiamo, dopo una Canossa data nel 191 4, quelle Sette Canzoni che nel luglio 1920 destaro- no, a Parigi, tanto rumore; Balilla Pratella, che esordisce nel 1905 con Lilia, continua nel 1909 con Rosellina dei Ver goni e nel 1920 fa rappresen- ire L'aviatore Dro. E poi. Pietro Canonica, insigne nella scoltura, à offerto nel 1920 La Sposa di Corinto; Vincenzo Davico, residente in Francia dove era già favorevolmente noto per musiche pia- nistiche, da camera e sinfoniche, pre- senta, anche nel 1920, una sua ope- ra : La Dogaressa. Giuseppe Mule, che avev^a scritto nel 1902 La ba- ronessa di Carini, presenta nel 1919 un'altra opera, Al lupo! Fran- cesco Santoliquido, altro italiano re- sidente all'Estero, dopo una Leggen- da di Helga, del 191 o, fa rappresen- tare nel 191 9 Ferhuda e promette L'Ignota, già pronta e La baiadera dalla maschera gialla, tutti lavori pei quali trae l'ispirazione dalle lon- tane terre di Tunisia dove si è sta- bilito. Gianni Buccèri à esposto nel IQ20 un suo Marken, e Renato Brogi una tragedia in quattro atti. Isabella Orsini, ed Edoardo Berlendis // Pa- store. Sempre nel 1920 sono venute alla luce le cinque opere in un atto, presentate in quel nobile e sfortunato tentativo che si chiamò Lyrica nova, e La Samaritana di Arnaldo Fur- lotti, e La Castellana di Giuseppe Baroni, e Una partita a scacchi di Beniamino Fonte, e Nadeya di Ce- sare Rossi, ed altre, altre ancora di cui si fa cenno a suo luogo. La produzione lirica è dunque ab- bondantissima, specialmente nel bien- nio 1919-20. Sembra che il finir del- la guerra abbia ridato agli artisti della musica il respiro che tanto lunga ansia e tanto dolore compresso nelle anime avevano tenuto per molti anni sospeso. G. M. CIAMPEfJ.I. Le Opere italiane più notc\}oii rappresentate dal 1901 al 1919. 1901 - 17 Gennaio - Roma (T. Co- stanzi). Le Maschere di P. Mascagni (un prologo e tre atti di L. Illica). Quest'opera comparve nella stessa sé- ra davanti al pubblico dei teatri di Genova, Milano, Verona, Venezia, To- rino. Per un incidente imprevisto, la rappresentazione fissata anche a Na- poli per quella sera dovette esser ri- mandata al seguente giorno 19. — 13 Aprile - Roma (Costanzi). Lorenza di Mascheroni (libretto di L. Illicaj. 1902 - I I Marzo - Milano (T. Scala). Germania di A. Franchetti (un prologo, due quadri e un epilogo di L. Illica), Il successo che alla prima rappresentazione fu un po' sostenuto, si rafforzò in seguito, confermando la fama che il compositore già aveva conseguita con le sue precedenti o- pere. — 6 Novembre - Milano (T. Liri- co) Adriana Lecouvreur di F. Ci- — 49 k'.i {4 atti di Colautti, dal dramma dì Scribe e Legouvé). L'opera fu ac- colta con grande favore e tuttora è cara al pubblico. 1903 - 22 gennaio - Milano I". Scala) Oceano, di Antonio Smareglia su libretto in 3 atti di Silvio Benco. — Il aprile - Bari (T. PetruzzcUi) Dea, di Pasquale La Rotella, libretto di G. di Crollalanza. — 5 maggio - Palermo (T. Mas- simo) Barberina, di Gino Marinuzzi, comrnedia lirica in 3 atti di Ferval. — 27 novembre - Monaco di Ba- viera (T. di Corte) Le donne cu- riose, di Ermanno Wolf Ferrari, o- pera con'iica in 3 atti di Gigi Su- gàna. — 19 Dicembre, Milano (T. Scala) Siberia di Umberto Giordano (3 atti di L. mica). 190J. - 17 febbraio - Milano (T. Scala) Madama Butterjly (libretto di L. mica e G. Giacosa), musica di Giacomo Puccini. — 14 maggio (ivi) // domino az- zurro^ di Franco da Venezia (un atto di G. Zuppone Strani. — 15 maggio - Milano (T. Lirico) Manuel Menendes, di Lorenzo Filia- si (un atto di V. Bianchi e A. Ani- le. — 16 maggio (ivi) La Cabrerà, di Gabriele Dupont (un atto di N. Gain). — 30 novembre - Torino (T. Vitt. Eman.) Risurrezione, di Franco Alfa- no (4 atti di C. Hanau, da Tolstoì). — 13 dicembre - Berlino (T. di Corte j Rolando di Berlino, di Rug- gero Leoncavallo (dal romanzo di \\ illiba Idj. 1905 - 28 gennaio, Torino (T. Vitt. Eman.) Giovanni Gallurese, di Italo Montemezzi (tre atti di F. D'An- gelantonio). — 18 febbraio - Genova (T. Car- lo Felice) Mosè, di Giacomo Orefice (4 atti di Angelo Orvieto). — 12 marzo - Bologna (T. del Corsoj Re Enzo di Ottorino Respighi 13 atti comici di A. Donnini). — 14 mar/o - Napoli (l. S. Car- lo) Vita Bretoni', di Leopoldo Mugno- ne (3 atti di E. Golisciani dai Pe- scatori d'Islanda, di P. Loti). -- 16 marzo - Montecarlo (T. de la Principauté monégasque) Amica, di P. Mascagni (2 atti di Paolo Bérel). — 13 settembre ■ Lugo (T. Ros- sini) Lilia, di Francesco Balilla Pra- tella (su libretto proprio, in 2 atti). — 5 dicembre - Bologna (T. Co- munale) Cassandra di Vittorio Gnec- chi (3 atti di L. Illica). Nota. — Quest'opera à dato luogo a vivaci polemiche per il suo con- tenuto musicale che è qua e là si- mile a quello della Salame di R. Strauss. -alcune strane coincidenze ed il fatto della comparsa quasi contem- poranea delle due opere originarono un'aspra contesa con reciproche ac- cuse di plagio. 1906 - 19 marzo - Monaco di B. (T. Nazionale) / quattro rusfeghi, di Ermanno Wolf-Ferrari (3 atti co- mici di G. Pizzolato, dalla comme- dia di C. Goldoni). — 29 marzo - Milano (T. Scala) La figlia di Iorio, di Alberto Fran- chctti - tragedia in tre atti di G. d'Annunzio. — 8 dicem. - Mannheim (Hofthea- ter) // viandante, di M. E. Bossi (un atto di G. Macchi). 1907 - 19 gennaio - Venezia (T. Fenice) // pane altrui, di G. Orefice, (un atto di A. Orvieto, da Turghe- nieffj. — 5 febbraio - Amsterdam' (T. Palais voor Volksvlyt) Cavalleria ru sticana, di Domenico Monleonc (un atto di Giov. Monleone). Nota. — Quest'opera tu ripetuta in Italia nel luglio successivo, a Torino; ma per divieto dell'autorità giudizia- ria non potè più esser rappresenta- ta. La Casa Sonzogno, e per Tomo nimia con l'opera mascagnana, e per l'identità del soggetto, aveva mosso causa, e l'aveva vinta. Allora il li- brettista, che è fratello del composi- tore, rifece il libretto con altro sog- 50 getto f lo adattò alla musica. L'opera così raffazzonata si chiamò La gio- stra del falchi. — 15 aprile - Milano (T. Scala) Gloria, di Francesco Cilèa (tre atti di A. Colautti). — 27 aprile - Palermo (T. Mas- ■.imo) Sperduti nel buio, di Stefano Donaudy (tre atti di Alberto Donau- •dy, da Bracco). — 9 novembre - Milano (T. Lirico) Marcella di LTmberto Giordano, tre atti di Cain, Adenis e Stecchetti. — 1 1 novembre - Bologna (T. Co- munale) Paolo e Francesca, di Luigi Mancinelli, un atto di A. Colautti. — 27 novembre - Milano (T. Li- rico) La nave rossa, di Armando Sep- pilli (tre atti di L. Orsini ed A. Beltramelli). 1908 - 18 febbraio - Cremona (T. Ponchielli) Terra promessa, di Arri- go Pedrollo (tre atti di C. Zanga- rini). — 6 settembre - Buenos Aires (T. Colon) Aurora di Ettore Panizza (rac- conto drammatico in 4 atti di E. Gnesada e L. Illica). — 7 settembre - Lucca (T. del Giglio) Nora, di Gaetano Luporini (tre atti di N. Daspuro). — 28 novembre - Torino (Polit. Chiarella) // grillo del focolare, dì Riccardo Zandonai, commedia in tre atti di C. Planau (da Dickens). 1909 - 3 febbraio - Genova (T. C. l'elice) // principe Zilah, di Fran- co Alfano (ciuattro atti di L. Illica, dal romanzo di Claretie). — 17 marzo - Torino (T. Regio) Hellera di Italo Montemezzi (tre atti di L. mica). — 24 aprile - Napoli (T. San Car- lo) La Perugina, di Lorenzo Masche- roni (quattro atti di L. Illica). — 4 dicembre - Bologna (T. Co- munale) Rosellina del Ver goni, di Balilla Francesco Pratella (tre atti delio slesso). — 4 dicembre - Monaco di B. (T. Reale) // segreto di Susanna, di Er- manno Wolf-Feirari (intermezzo co- mico in. un atto, di E. (iolisciani). — 14 dicembre - Torino ('I'. Al- fieri) // Capitan Fracassa, di P. Ma rio Costa (commedia in tre atti di G. Eni^.nuel). 1910 - 15 gennaio - Roma (T. Co- stanzi) Maja, di R. Leoncavallo, 3 atti di P. de Choudens, versione rit- mica di Angelo Nessi. — 12 febbraio - Torino (T. Re- gio; La festa del grano, di U. Gio- condo Fino, su libretto di F. Salva dori, 3 atti. — 20 novembre - Bologna (T. Co- munale; Seniirama, di Ottorino Re- spighi (tre atti di Aless. Cere). — IO dicembre - New York (T. Metropolitan) La fanciulla del West di Giacomo Puccini (tre atti di G. Civinini e C. Zangarini, dal drannna di D. Belasco). 191 I - 2 giugno - Buenos Aires (Coliseo) Isabeau, di Pietro Mascagni (leggenda in 3 atti di L. Illica). Nota. — In Italia la prima rap- presentazione seguì nel 1912. — 14 ottobre - Milano (T. Dal Verme) Concilila di Riccardo Zan- donai (quattro atti di M. V'aucaire e C. Zangarini da « La femme et le pantin », di P. Louys. 27 dicembre - Berlino (T. Kurfùr- sternoper) / gioielli della Madonna, di E. Wolf-Ferrari (tre atti di E. Golisciani e C. Zangarini). 1912 - settembre - Londra (Ippo- dromo) Zingari, di R. Leoncavallo (2 atti di E. Cavacchioli e G. Ema- nuel). — 25 ottobre - Milano (T. Liri- co) Radda, di E. Orefice. — 7 novembre - Milano (T. Li- rico; La Dubarry, di Ezio Camus- si (quattro atti di G. Antona Tra- versi ed E. Golisciani). — 13 novembre - Milano (Dal Ver- me) Melènis, di R. Zandonai (3 atti di M. Spiritini e C. Zangarini). 1913 - IO aprile - Milano (T. Sca- la) L'amore dei tre re, di Italo Mon- temezzi (tre atti di Sem Benelli). — 51 — — 17 ottobre - Milano (T. Lirico) Ctnoailcgra, di Armando Seppilli (tre atti di À. Colantuoni). — 4 dicembre - Dresda (T. di Corte) L'amore medico, di E. Wolf- Ferrari (2 atti di E. Golisciani). — 15 dicembre - Milano (T. Sca- la) Parigina, di P. Mascagni (4 atti di Gabriele D'Annunzio). Nota. — Dopo la prima rappre- sentazione, che si protrasse fino a tardissima ora, sia per questa ragio- ne, sia per considerazioni estetiche, il maestro soppresse l'ultimo atto. 1914 - 24 gennaio - Roma (T. Co- stanzi) Canossa, di Francesco Mali- piero (un atto di S. Benco). — 3 febbraio - Vicenza (T. Ere- tenie) Juana di Arrigo Pedrollo (3 atti di C. De Carli;. — IO febbraio - Milano (T. Sca- la) L'Abisso, di Antonio Smareglia (tre atti di Silvio Benco). — 14 febbraio - Torino (T. Regio) Francesca da Rimini, di Riccardo Zandonai (4 atti di G. d'Annunzio). — 17 marzo - Nizza (T. del Ca- sino) / mori di Valenza, di Amilcare Ponchielli (4 atti di A. Ghislanzoni). Nota. — E' un'opera postuma del glorioso autore de La Gioconda. Fu strumentata e completata dal maestro A Cadore. Quest'opera fu poi rap- presentata in Italia il 19 liiglio del- lo stesso anno, all'Arena di Milano, primo esperimento milanese di spetta- colo lirico all'aperto. — 2 aprile - Milano (T. Scala) L'ombra di Don Giovanni, di Fran- co Alfano (tre atti e quattro quadri di E. Moschino). — 5 dicembre - Torino (T. Vitt. Emanuele) Giovanna d'Arco, di Mar- co Enrico Bossi (mistero in un pro- logo e tre atti, di L. Orsini). Nota. — Questo «mistero» in for- ma di poema sinfonico-vocale era sta- to prima eseguito a Colonia, nella sala dei concerti, il 20 gennaio del 1914. (915 - 14 gennaio - Milano (T. Scala) Notte di leggenda, di Alberto Franchetti (un atto tragico di G.. Forzano). — 25 gennaio - New York (T. Metropolitan) Madame Sans-Gène, di l'mberto Giordano (3 atti di R. Si- moni). Nota. — Prima rappresentazione in Italia, Torino (T. Regio), 28 feb- braio 191 5. — 20 marzo - Milano (T. Scala), Fedra, di Ildebrando Pizzetti (tra- gedia in tre atti di G. d'Annunzio). 1916 - 27 aprile - Genova (T.Car- lo Felice) Mameli, di R. Leoncaval- lo (2 atti di G. Belvederi). — 23 maggio - Milano (T. Lirico) Suona la ritirata, di Domenico Mon- leone (dramma lirico di Giov. Mon- leone). 191 7 - 27 marzo, Montecarlo (T. del Casino) La rondine, di G. Puc- cini (tre atti di Gius. Adami). — 31 marzo - Milano (T. Scala) // macigno, di Victor De Sabata (libretto di A. Colantuoni). — 30 aprile - Roma (T. Costan- zi) Lodale tta, di P. Mascagni (tre atti di G. Forzano). — 5 giugno - Roma (T. .Adria- no) Ghismonda, tragedia lirica irb due episodi di L. Carta - musica di Renzo Bianchi. — 9 giugno • Firenze (Polit. Fio- rentino) Abraham ed Isaac, di I. Piz- zetti, leggenda in quattro parti di Feo Belcari. 191 8 - li agosto - Buenos Aires (T. Colon) Jacquerie, di Gino Mari- nuzzi, 3 atti di Alberto Donaudy. — 3 novembre - Milano (T. Scala) La nave, di Italo Montemezzi (ridu- zione della tragedia dannunziana di G. Ricord'i - 4 atti). — 14 dicembre - New York (T. Metropolitan) // Tabarro, Suor An- gelica, Gianni Schicchi, di G. Puc- cini. Nota. — Sono le tre opere, eia scuna in un atto, che il fecondo mae- stro lucchese à riunite — senza che però Luna abbia relazione di fatto — 52 — ■con le altre — formando quello che è chiamalo il Trittico. Il libretto ■della prima opera è di G. Adami, quello delle altre due è di G. For- zano. 1919 - {':) febbraio - Tunisi (T. Rossini) Ferhuda, di Francesco San- toliquido, su libretto proprio in tre atti. — 3 marzo - Milano (T. Lirico) Passa la ronda!, di Renzo Bossi, :un atto di L. Orsini, dal dramma granguignolesco di R. Francheville. — 7 giugno - Milano (T. Carca- noj // Pergolese, di Lamberto Lan- -di, tre atti di Carlo Marsili. (Il Landi à al suo attivo un'altra •opera, in un atto. Bianca, che fu ese- guita al T. del Giglio di Lucca nel 1910J. — 27 luglio, Pesaro (T. Rossini) La via della finestra, di Riccardo Zandonai, commedia musicale in tre atti di G. Adami. (Con quest'opera lo Zandonai af- fronta per la prima volta il genere giocoso). — 13 settembre - Bergamo (T. Donizzettij Vampa, di Alessandro Ra- velli, un atto di G. Macchi. Nota. — Opere precedenti: Reden- zione (Brescia 1909) e La notte di San Giovanni, su libretto di G. Mac- chi. — 30 settembre - Parma (T. Rci- nach) 1° Fascino 2" Passa la ron- da:, 3" Plenilunio, 4" Lidda, quattro opere, ciascuna in un atto di Alfre- do Manini. (Il Manini fece rappresentare nel 1906 al T. Goldoni un'altra opera, Malìa). — 19 novembre - Roma (T. Nazio- nale) Al lupo! di Giuseppe Mule (due atti di Francesco Paolo Mulèj. (Altra opera del Mule, rappresen- tata al Massimo di Palermo nel 1912, è La baronessa di Carini). — 4 dicembre - Milano (T. Car- canoj Pampe r OS, di Aldo Ottolenghi (3 atti di P. Ottolini). Le opere italiane naope rappresentate nel 1920 Oennaio - Milano. — I» Le cinque operine di « Lyrica Nova > (2 gen- naio, T. dei Filodrammatici: FA- LE.\E. LA VEGLIA, BARUFFE CHIOZZOTE — 10 gennaio, LA TERRA DEL SOGNO. ^ 26 gen- naio, T. Lirico, A GARA CON LE RONDINI). La iniziativa di questa Lyrica Nova è dovuta al maestro Franco Leoni, che ne aveva fatto un parziale espe- rimento a Londra. La guerra lo a- veva interrotto, ed egli lo ritentò a Milano. Diceva il Leoni: noi non vogliamo fare una speculazione : vogliamo fon- dare un teatro stabile, sperimentale, aperto a tutti i compositori, pei quali la rappresentazione dell'opera creata, carne della loro carne, sangue del loro sangue, è il più arduo ed in solubile problema. Data la gravezza delle spese per la messa in scena di un'opera musicale, bisogna re- stringere il programma: restringerlo, pur mantenendolo in una cornice di grande nobiltà e di squisita bellezza. Così il campo dell'azione fu limi- tato alle opere brevi, in un solo atto, per modo da poterne dare tre in cia- scuna rappresentazione. Del resto, non è la lunghezza che fa l'opera bella. Dalla Cavalleria a Le Villi alle opere del Trittico, al Segreto di Susanna, a tante altre, un gran numero di opere brevi sta ad atte stare che si può, nel cerchio di un atto solo, incastonare delle graziose genmic musicali. Ma la brevità delle opere non 53 doveva andare a progiudizio della bontà della esecuzione o della bel- lezza del quadro scenico: accuratis- sima si voleva la prima, perfetto si cercava che fosse il secondo. E si tentarono, anche, alcune innovazio- ni, coinè l'abolizione della cuffia del suggeritore, la proiezione delle luci eseguita non dalla ribalta — cha dev'essere soppressa — ma dall'inter- uo delle quinte e dall'alto, e la ri- duzione del numero dei componenti l'orchestra. Era anche stabilito nel programma, che le opere fossero sen- za cori. Se l'impresa fosse riuscita ad af- fermarsi, porremmo discutere una per una di queste innovazioni, alcuna del- le quali non è assolutamente soste- nibille : ma la fortuna non à favo- rito il tentativo del m.o Leoni, ed è inutile quindi ogni discussione po- stuma. Il tentativo, nobile quanto sfor- tunato, non solo non è riuscito a stabilire un teatro sperimentale per- manente; ma non à potuto neanche svolgere tutto intero il programma per questa prima sua affermazione. La opere promesse erano nove : ma soltanto cinque poterono esser va- rate, come è indicato nel titolo della presente nota e sotto le date ivi registrate. Il pubblico non favorì l'intrapresa, pur salutando con sim- patia le cinque operine : necessità estrinseche costrinsero Lyrica Nova ad emigrare dal teatro dei Filodram- matici, adatto per la sua piccolezza all'esperimento, a quello troppo va- sto del Lirico, ed anche la febbre spagnuola,che fece ammalare gran parte degli artisti e uno dei diret- tori d'orchestra, portò il suo contri- buto di contrarietà e di avversione alU'impresa. La quale dovette inter- rompere il corso delle rappresenta- zioni. E fu male. Perchè nonostante qual- che errore di concezione e di applica- zione, l'idea poteva essere ancora coltivata e dare alcuni ottimi risul- tati, se non proprio tutti quelli che se ne speravano. Non rimane dunque da fare se non la cronaca degli avvenimenti. a) Le baruffe chìozzofte, ridu- zione in un atto della commedia di Carlo Goldoni, per la musica di Franco Leoni. E' una graziola commedia musicala elegante e moderna nei suoi commen- ti orchestrali, graziosa e spigliata nelle sue linee melodiche. Il genere non è nuovo, perchè si riconduce ai grandi maestri della scuola napo- letana e più indietro, ed è stato ripreso (e ammodernato nei proce- dimenti) dal Wolf Ferrari; ma è gradevole, interessante ed offre a chi lo ascolta, un piacevole svago. La diresse l'autore stesso e lo eseguirono Malda Fani ( Lucie ta), il tenore Girardi (Titta Nane) e le signore Tognacca, Garibaldi e De Rivalla, e i signori Prosperoni, Gion- chetta ed altri. b) Falene, parole di C. Linati per la musica di Gournard (pseudo- nimo assunto dallo stesso Leoni). L'operina è assai gradevole quan- tunque difetti di originalità. Non tutto ciò che si va ad ascoltare a teatro deve essere una rivelazione di no- vità, ma la ripetizione di situazioni sceniche usate ed il commento di queste, fatto con procedimenti or- mai troppo noti, potrà solleticare momentaneamente il sentimento o l'orecchio del pubblico, ma non lo interesserà ch& in modo superficia le e trasitorio. Troppe analogie an- no queste Falene con tutta la pro- duzione comico-sentimentale che fa capo al dolce e amaro libro del Murger :soverchia è la disinvoltura con la quale esemplari noti e non noti, dal Massenet al Puccini allo Charpent'ef, sono presi a modello pe- li commento musicale. La vitalità del- l'operina è per questo assai dub- bia. Buona la esecuzione, specialmente ' per virtù di Malda Fani (Susetta) e del Belletti (Marcelin), quadrata e trasparente la concertazione dell'au- tore stesso che tenne assai bene la bacchetta. — 54 e) La veglia, parole di C. Li- nati (da una novella dell'irlandese Synge), musica di Arrigo Pedrollo. Il Pedrollo, autore già di una Terra promessa (1908) e di Juana (1914J, si è cimentato in ben più va- ^to arringo, esponendo al pubblico - come vedremo oltre — il suo Uo- mo che ride. In questa Veglia si dimostra forte compositore, saldamente preparato : appunto sotto l'aspetto della tecnica à dimastrato, anche in questo breve lavoro, di sapersi valere di una pic- cola orchestra, per trarre effetti che solo mediante la grande polifonia sembra possibile raggiungere. An- che il suo stile musicale, sebbene qua e là risenta di influenze esteriori, mostra nell'autore lodevoli pregi di assimilazione. Il 1/nguaggio musicale è assai appropriato al soggetto che è misto di fantastico e di sentimentale: e mentre nella prima parte dell'opera che à del parodistico, la musica bal- za e si svolge a scatti che ricordano lo Strauss, nella seconda, che cade in pieno romanticismo, la fonte a cui il Pedrollo à attinto è piuttosto da ricercarsi nella moderna scuola francese : entrambi i modelli però passano attraverso al personale tem- peramento del compositore mediante una assimilazione che lascia intatta la sostanza assai robusta e la riveste di eleganze signorili di forma. l.odevolissima la esecuzione per parte di Nerina Baldisseri (Nora), del Gionchetta (Don Biirke) e del Bellotti (il Giramondo). Accurata la i oncertazione e precisa ed efficace la (.lirczione del M.o Ugo Benvenuti. d) La terra del sogno, parole di C. Linati, per la musica di F. Leoni. E' una tenue leggenda fantastica, molto abilmente sceneggiata dal Li- nati, che si è dimostrato un libret- tista di singolare abilità. Quanto alla musica, il Leoni non raggiunge qui 1.1 proporzione che aveva serbato nelle Baruffe chiozzotte, ed anche — latta cjualche riserva già espressa a suo luogo — in Falene. Forse il Leoni è meno adatto all'espressione del fantastico che del comico-senti- mentale, onde il commento degli epi- sodi di fantasia non è adeguato al carattere dell'opera né a quello dei singoli personaggi. Nonostante ciò, la musica è • — formalmente — assai graziosa. E buona fu l'esecuzione da parte della Baldisseri, della Fani, del Prosperoni, del Girardi, e de- gli altri, mentre apparve equilibrata la direzione orchestrale curata dal- l'nulore. e) A gara con le rondini di Eli- sabetta Oddone. Anche per questa opera à prepa- rato il libretto Carlo Linati. Però, scenicamente buono, il libretto non presenta originalità di argomento. Un tutore, una pupilla, un abate... spre- giudicato, un cugino discolo ma in- namorato. Per musicare una comme- diola di questo genere occorre uno spiccato contrasto fra gli elementi parodistici e quelli sentimentali. Ora, se la musica della signora Oddone è pregevole per limpidezza ed elegan- za ed equilibrata nei valori orche- strali, le mancano le caratteristiche di parodia necessarie per il risalto veramente efficace dell'azione comica. Nonostante questo e sebbene anche qui non manchino le tracce di in- fluenze esteriori, l'operina si ascolta con piacere. Grazioso e sincero il duo d'amore, garbatamente strumen- tato e bene svolto l'interludio. Ac- curata la concertazione e la direzione del maestro Janigro. Buone le voci dellla signora Ersanilli (Rosalba) e del Bellotti (Leandro). Febbraio, 21 - Milano (T. Carcano) RONDINELLA, dramma lirico in un atto di .Angelo Nessi, musica di A. Cadore. Si tratta della parafrasi musicale di quel truculento e ripugnante dram- ma granguignolesco che porta il ti- tolo « In bordata >. Il maestro Ca- dore, che già fece rappresentare al Dal Verme di Milano un'altra opera : // Natale, non sembra abbia portato nella espressione di questo fatto di - 55 - bieca passione e di sangue una ade- guata crudezza di tinte. Il verismo del m.o Cadore si vale, anziché di impasti truci e violenti, degli squi- libri dinamici cari al Leoncavallo e della esagerazione di certi impeti mascagnani; si lamenta quindi in que- sto breve spartito la mancanza di una nota personale. Alla giusta valutazione del lavoro nocque il fatto che la impresa del v^ Carcano ^> rappresentò l'opera al- la vigilia della chiusura della Sta- gione e per di più, nel sabato gras- so del carnevale ambrosiano ! Lodevoli gli sforzi del concertatore M.o Tanzini e buona la esecuzione vocale della Munastir (Rondinella) del tenore Coltelli, e di tutti gli altri. Febbraio, 24 — Torino (Teatro Re- gio) LA SPOSA DI CORINTO — versi di C. Bernardi per la musica di Pietro Canonica. Il Canonica, notissimo come scul- tore geniale e forte, è anche un mu- sicista coltissimo. Con quest'opera in tre atti, si rappresenta un contrasto fra il mondo pagano e quello cri- stiano, tra l'esaltazione della sensua- lità materiale e la nuova disciplina spirituale, attraverso un episodio d'a- more fra Egle, cristiana, ed Euricio, pagano. Il valore artistico dell'ope- ra sembra notevole, ma alla rappre- sentazione si verificarono vivaci inci- denti, dovuti a cause estranee al me- rito dell'opera e rispondenti a per- sonali risentimenti verso l'autore, per l'azione da lui svolta come membro di una certa commissione giudicatrice^ di concorsi d'art'e. A parte ciò, si ebbero applausi e chiamate all'autore, al concertatore Panizza, alla soprano Labia e al basso Ludikar. La messa in scena, curata dallo stesso Canonica, fu am- rr iratissima. Quest'opera non era assolutamente novissima, essendo già stata rappre- sentata a scopo benefico all'.Argen- tina di Roma, l'anno scorso (191 9). Febbraio, 2O - Montecarlo (T. del Casino) LA DOGARESS.\, un at- to di G. Gatti per la musica di Vincenzo Davico. Fosca, giovine moglie del doge Loredano, tradisce l'augusto sposo col condottiero delle galee veneziane. Marino. Il doge, scoprendo l'inganno, fa uccidere il giovine amante e ne fa portare alla dogaressa, in umi coppa, il cuore ancor caldo. Fosca, all'orrenda vista, succhia il veleno di una piccola fiala, e muore. Il maestro Davico, nato nel 18S9 a Torino, da molti anni risiede in Francia facendo a Monaco lunghi soggiorni. Prima di quest'opera, non aveva fatto mai tentativi teatrali, ma il suo nome è noto fra i composito- ri di musica sinfonica e da came- ra di squisita e moderna fattura. La sua « Dogaressa » à avuto a Montecarlo im caldo successo di pub- blico e di critica. Ne furono interpreti i soprani si- gnore Brekat e Parry, il tenore Georgewsky e il baritono Donarelli. Concertò e diresse il M.o Lauwerjng. Marzo, 7 — Roma (T. Costanzi). L'UOMO CHE RIDE, tre atti di A. Lega, per la musica di Arrigo Pedrollo. Il maestro Pedrollo tentò, con t[uesta opera di vaste proporzioni la grande lirica. Gli apprestò un libretto, sceneggiato con rara ■ abi- lità, Antonio Lega che non si è sgomentato di fronte alla difficoltà di ridurre a melodramma quel mac- chinoso romanzo vittorhughiano che è « L'uomo che ride » : ed è riuscito a fare di esso un libretto d'opera vivo. Della musica, la critica à fatto un esame assai profondo che, in ge- nere, è riuscito favorevole al compo- sitore. La Tribuna dice che, fatto un severo bilancio di ciò che il la- voro reca di buono e d'impuro, ap- parisce un lavoro notevole, sebbene pur sempre di decadenza: si congra- tula tuttavia con l'autore per il sui> 56 — àperifico talenlo di operista che lo rende valoroso animatore di folle, ^solido strumentatore privo' di ricer- •catezze, scorrevole e convincente, a- bile nel maneggiare le voci. L'Idea Nazionale giudica L'uomo che ride opera che possiede quasi tutte le virtii per arrivare sul tea- tro, pur non avendo ancora la virtù semplice e cristallina per passare dal teatro alla vita spirituale del- l'arte. Giudica il Pedrollo un mu- sicista robusto, non traviato da smar- rimenti e non esibitore di mode, che già si mostra sicuro del suo mezzo di espressione : ma la sua •espressione di artista — aggiunge — attende l'accento rivelatore. Il Giornale d'Italia riconosce nel Pedrollo la spontaneità e la facilità, ■e la scorrevolezza onde sa amalga- mare pensieri ed immagini e con- <:lude che quando il giovine e pur robusto musicista avrà avuto modo di sciogliersi da quella inconsapevole affinità che in quest'opera à mostrato di avere con modi e tendenze puc- cinianc e straussiane, potrà ricordare il successo, tributatogli con tanta simpatia dal pubblico romano, come un augurio ed un incitamento per cimenti maggiori e più ardui. La esecuzione fu ottima. Il tenore Grassi — protagonista — la Carena (Dea), la Casazza (Giosiana), il Gi- raldoni njrsus), il Dentale Barkil- fredo), divisero col maestro Vitale, concertatore e direttore eccellente, il plauso del pubblico che sanzionò il successo con tredici calorose chia- mate. Marzo, 14 — Trieste — MARKEN — un atto di E. Cavacchioli per la musica dì Gianni Buccèri. E' una rapida tragedia che si svol- ge in Olanda. Flammen è partito per un lungo viaggio, abbandonando Màrken, la figlia del Campanaro, <:- senza sapere che ella, divenuta ma- dre, à strozzato il suo piccino : quan- do torna, la fanciulla gli confessa il delitto. Il Campanaro assiste non visto alla terribile confessione e si scaglia contro il giovine e lo conse- gna alla turba fanatica dei pellegrini che ne fa giustizia: ma Marken, ripiesa d'amore, impreca contro il l)adri e questi si uccide impiccan- doci alle sue campane. La musica è del genere lirico di tipo francese, con sovrabbondanza di d(-ck>mat! che la rendono alquanto uniforme ; ma è condotta con digni- tà e con eleganza di composizione. L";a già compiuta fino da prima del- la guerra e perciò non pretende a njoaernita eccessiva di procedimenti orchestrali : ma si ascolta con piacere, specie per i particolari deconuivi as- sai graziosi che l'adornano. Fu in- rerpretata da Sarah Fidelia Solari, dal tenore Santonocito e dal baritono Maugeri. Dirigeva l'autore. Marzo, 27, Milano (Teatro Dal Ver- me; — I FUOCHI DI S. GIO- ^'.sNNI, tre atti di E. Cavacchioli per la musica di Ezio Camussi. Quest'opera è tratta dal dramma omonimo di E. Sudermann. E seb- bene il librettista abbia cercato di renderla più snella e di mettere in evidenza il contrasto di sentimenti e di passioni, questo rimane il più sovente chiuso nell'anima dei per- sonaggi anziché balzar fuori dalla loro azione o dal loro discorso. Inol- tre, il dramma vero e proprio non si rende evidente che al terzo atto, per modo che due lunghi atti di prepa- razione sboccano in un episodio ter- minale di svolgimento troppo rapido per essere proporzionato. Di questo difetto di proporzione non poteva non risentire l'opera mu- sicale, nonostante il valore del com- positore, già dimostrato nel 1912 con la prima sua opera La Dubarry, e che in questi Fuochi si palesa an- cor più sicuro nell'impiego di tutti i mezzi di cui la moderna polifonia dispone. Per modo che la forma cor- retta ed elegante della composizio- ne non basta a compensare della esi- guità sostanziale dell'opera musicale. La critica si è mostrata assai bene- vola riconoscendo la probità delle 57 — intL'iizioiii e la valcmìa tecnica del musicista ed attribuendo alla man- canza di proporzione della vicenda scenica la minor riuscita del lavoro : ma il favore del pubblico è mancato, e l'opera à avuto una sola replica nonostante la buona concertazione di Angelo Ferrari e l'impegno degli ar- tisti che la eseguirono, fra cui ricor- diamo la Villani, la De Voltri e Novelli, Schenone e Del Corso. Marzo, t,i Roma (^T. Costanzi" MIRRA, due atti (da V. Alfieri; musica di D. Alaleona. L'opera, in due atti ed un inter- mezzo, è scritta sui due ultimi atti della tragedia alfierana nei quali si concentra — come pur dice il De Sanctis — tutta l'azione tragica. Di questi due atti il testo è stato ben rispettato dall'Alaleona, che per l'a- dattamento musicale si è limitato ad eliminare qualche verso e ad aggiun- gere le necessarie indicazioni sce- iiirhi . Con" "è noto, l'azione si svolge in Cipro. Nella reggia, la dolce Mirra vagheggia l'amore di Pereo e ne p.iil.i teneramente con la nutrice. Ma essa è anche straziata da segrete fu- rie alle quali, per un oscuro fato, è dannata ; e mentre la scena si riem- pie di folla per la cerimonia degli sponsali, le furie riprendono il loro fatale impero e Mirra cade fra le braccia materne. Nel secondo atto Ciniro vuole dalla figlia la rivela- zione del suo amore segreto : e quan- do questo finalmente sfugge dalle labbra di lei (ed è l'oscuro invinci- bile amore che essa fatalmente nutre per lui, suo padre), ella stessa pron- tamente si castiga strappando al pa- dre la spada e figgendosela in. petto. Domenico Alaleona è un austero e profondo artista, di grande cultura e di feconda attività sia come musi- cista che come musicologo e come insegnante (è titolare di storia ed estetica musicale al Liceo di Santa Cecilia in Roma). Ma questa Mirra, già finita fino dal igi2 e non mai primi., d'ora rappresentata, è per a- desso l'unico suo lavoro teatrale. Con- cepita con altissimi intendimenti, rap- presenta uno dei più nobili tentativi del nostro tempo, e il giudizio che la stampa romana ne ha .dato si in- china all'austerità del musicista. Bo- ni del Popolo Romano dice che egli è voluto restare ed è restato italiano- • nel pensiero e nella forma, tentando spesso con fortuna di realizzare quel- l'intimo connubio tra la genialità melodica italiana ed una più pro- fonda costruzione tecnica... Gasco nel- la Tribuna giudica che la partitura e solida ed à spesso un prestigio regale. L'orchestra è piena di pal- piti, di grida violente, alternate da bisbigli deliziosi e da accenti acco- rati di non dubbia efficacia. Ricchez- za contrappuntistica, ma non poli- sarcia opprimente. II. canto, data la struttura dei versi alfierani, non po- teva assumere una forma melodica e di fatti, salvo rare eccezioni, si mantiene recitativo pressoché ininter- rotto, che talora ci riporta a quello- dei vetusti maestri di Firenze e di Venezia... 11 critico rileva nell'Ala'- Icona una simpatica personalità di musicista, un talento da austero dram- maturgo ed una grande sincerità ar- tistica. Il De Rensis nel Messaggera dice che le profondità infinite del- l'anima di Mirra sono state scrutate dall'autore dell'opera musicale. M. Incagliati del Giornale d'Italia sin- tetizza il suo giudizio così : musica che si adatta alla tragedia, tragedia che si adatta alla musica. E Giorgio Barini dcWEpoca parla dell '.Alaleona come sinfonista di magnifico vigore, per cui l'intensa passione che tumul- tua nelle anime sorge dall'orchestra in tutto il suo pauroso orrore, e l'in- sistente sua violenza assume una pla- sticità salda e fiera. Ottimi esecutori Nazzareno De Aii- gelis (Ciniro J, Sara Cesar ( Mirra J^ Anna Gramegria (Cccri), la C/aleffi (Eiiriclea), il ten. Alabiso (Per co);. concertatore magnifico il Vitale. Set- te chiamate. — 58 — Aprile, 5, l'arma (Teatro Re^io) — LA* SAMARITANA - azione bi- blica in tre atti di Riccardo Guaz- zi, musica di Arnaldo Furlotli. Fu eseguita sotto la direzione del iM.o Gandolfi, protagonista Giulia Tesf. Buon successo. Aprile, 2 1, Novara (Teatro Coc- cia). — Si rappresentarono due o- pere nuove dell'avv. Carlo Dondo- nio: SULLE RIVE DEL DANU- BIO, in due atti e ANTIGONE, in un atto. Successo molto contrastato : una lola rappresentazione. Aprile, 21, Catania (T. Bellini) — GAL ATEA, un atto di Villaroel e Distefano, musica di Antonio Sa- vasta. La leggenda mitica di Galatea, la vaga Nereide, il suo amore per Aci, la gelosa passione del formida- bile Poliremo sono state abilmente sceneggiate dai due librettisti per modo che il Savasta, insegnante di armonia al R. Conservatorio di Na- poli ed autore di un'opera in due atti; Vera (191 3), \ saputo intes- serla, con rimarchevole perizia, di musica, descrittiva, passionale e — nell'espressione dei contrasti — as- sai efficace. La esecuzione era affi- data alla Ivanisi (Galatea) al tenore Tafuro (Aci) e al basso Melocchi (Poliremo). Piacquero specialmente il racconto di Galatea, la scena del- l'adornamento con un elegante tema di danza, il duo d'amore ed il fi- nale. Concertatore il M.o Cimini. Aprile, 24, Firenze (Politeama Fio- rentino) — ISABELLA ORSINI, 4 atti di Valentino Soldani ed Eu- genio Coselschi, musica di Renato Brogi. L'azione è tolta dal romanzo di V. D. Guerrazzi e si svolge in Fi- renze durante il granducato di Fran- ( esco II De' Medici. Narra la vi- i^'uda di Paolo Orsini che mentre ra assente per combattere i turchi, è tradito dalla moglie Isabella con l'amico a cui l'aveva affidata. Troilo. Paolo Orsini, travestendosi da frate, riceve in contessionale dalla moglie la rivelazione del proprio disonore. Frattanto Troilo uccide un paggio, reo di avere anch'egli alzato gli occhi su Isabella, Paolo finge di cre- dere alla fedeltà di Troilo che tanto bene à custodito l'onor suo dalle insidie del giovinetto, e convita gli amici ad un festino nel quale palesa la sua sventura e chiede a Troilo come deve contenersi con la moglie. — Uccidila ! — suggerisce, caval- lerescamente, Troilo. Ma, come que- sta si presenta, Paolo le grida che sa tutto, le rivela il trucco della con- fessione, e si slancia sul cugino per ucciderlo. Questi però riesce a fug- gire: allora Paolo afferra la donna, la strozza e la butta, fuor della log- gia, nel buio. Di fuori, nella notte burrascosa, urla il vento. La musica del Brogi — autore già di un atto (La prima notte), apparso nel 1893 al Pagliano di Firenze, e di Oblìo, tre atti rappresentati l'anno successivo alla Pergola — à un ca- rattere prevalentemente melodico : u- na melodicità, forse, alquanto discu- tibile dal punto di vista del valore teatrale e non del tutto in accordo con l'odierna sensibilità estetico musi- cale, ma comunque spontanea e pia- cevole. La veste strumentale è as- sai accurata. Interpreti Gilda Dalla Rizza, il tenore Alabiso, i baritoni Rossi-Mo- relli e "Segura-Tallien. Concertatore V. Bellezza. Maggio I, Cagliari (Politeama Mar- gherita — NÈNNELE DI SAN- T'AGATA, dramma lirico in 2 at- ti, musica di Josto Loi. (Fu data in una rappresentazione di studenti). Maggio, 19, Borgo ian Donnino (T. Municipale) — LA CASTELLA- NA, 3 atti di ? per la musica del M.o Giuseppe Baroni. Fu diretta dal M.o Tansini e fu applaudita. Giugno, 17. Reggio Emilia (T. Mu- nicipale - 'l'XA ì'ARTÌTA a - 59 — SCACCHI, duo atti di G. Giacosa, musica di Beniamino Fonte. Luglio. IO, Parigi (Opera) LE SET- TE CANZONI di Francesco Ma- lipiero. Si tratta di sette piccoli episodi nei -quali canta un solo personaggio, men- tre gli altri, due o tre per episodio, sono muti. Uno di questi episodi è intitolato «Serenata». Una ragazza appare presso un letto mortuario. Dalla stra- da il suo amante, che non sa della morto avvenuta in casa, canta una serenata e lancia un mazzo di fiori ■dalla finestra. Poi batte alla porta, •entra, comprende quello che è avve- nuto, e si inginocchia mentre la ra- gazza sparge i fiori sul letto funebre. Un altro episodio à per titolo «Campanaro». Appare un tempio di- nanzi al quale la folla strepita. Un campariaro suona a martello e canta una canzone buffa. Questi vari episodi sono materiati tdi contrasti quali la morte da un lato e la canzone amorosa dall'altro; il dramma dell'incendio e la canzone sguaiata del campanaro. I sette quadretti non hanno un le- game l'uno con l'altro. I critici dei rari giornali si mostrano alquanto di- scordi nei loro giudizi. Così il cri- tico di « Comoedia », il Laloy, che si segnala sempre per la sua campagna contro la musica verista italiana, ri- leva le ottime qualità e la solida pro- prietà del lavoro del Malipiero. Se- nonchè avverte che questi è un mu- sicista che deriva direttamente dai grandi compositori francesi. Egli è quindi italiano soltanto di nascita e questo difetto, evidentemente, gli viene perdonato soltanto in via ec- -cezionale. Chi non glielo perdona af- fatto è il critico deir« Echo de Pa- ris », il quale deplora profondamente che un teatro sovvenzionato come quello dell'Opera, abbia accettato di rappresentare una fantasia avventuro- sa ed inconsistente come è la musica futuristri del Malipiero. T(ila il sì e il no, di parer contrario è invece il critico del « Figaro », il quale riconosce che molto c'è, ma che molto manca nel nuovo lavoro. Le tendenze modernistiche del Ma- lipiero sono degne di elogio, ma esi- stono dei passaggi monotoni, mentre d'altra parte il Malipiero manca di sincerità e si abbandona troppo ad uno stile nel quale si sente l'influen- za dei metodi dello Strawinski. Queste Sette Canzoni suscitarono alla loro comparsa al Teatro dell'O- pera un disgustoso baccano di cui tutti i giornali si occuparono. Il Ma- lipiero, in seguito a ciò, credè bene di ritirare la partitura, e scrisse al direttore cjuesta nobilissima lettera: Paris, le 13-7-1920. « Mon cher Directeur, Je tiens à vous exprimer, ainsi qu'à tous vos collaborateurs, et notamment aux admirables interprètes que vous m'avez donne, toute ma reconnais- sance pour la réalisation si artistique des Scpt chansons. « Je m'attendais à ce que mon ou- vrage fùt discute. Mais je m'apergois c[ue des objections contre ma natio- nalité sont mélées au débat. Dans ces conditions, je crois inopportune ac- tuellement la représentation des Sep( chansons. « Depuis dix ans, je n'ai cesse de faire en Italie, dans le mesure de mes moyens, une active propagande en faveur de la musique frangaise moderne que j'admire profondément. Il me serait donc particulièrement pc- nible de devenir l'occasion d'une po- lémique où la valeur artistique de mon oeuvre né me parait pas unique- nient en cause. « Vcuillez agréer, mon cher Direc- teur, l'assurance de mes meilleurs sentiments. G. Francesco Alali piero '>. Agosto 25, Spezia (Politeama Du- ca di Genova) NADEYA, un pro- logo e tre quadri di ...., per la mu- sica del M.o Cesare Rossi. Fu applaudita vivamente. — 60 — Settembre, 2, Fano (T. della For- tuna) — TEMPESTA D'ANIME 2 quadri di A. Lega — musica di Franco Bisazza. L'autore è fanese e bisogna perciò riservare ogni giudizio. Per la cro- naca, sta di fatto che vi furono tre chiamate alla fine del primo quadro e tre alla fine dell'opera. La stampa è benevola e riconosce vigoria di ac- cento drammatico e di temperamen- to nell'autore al quale però si fa ca- rico di essere farraginoso nello stru- mentale e non privo di reminiscenze. Notasi l'intermezzo sinfonico, e il racconto di Avito nel 2° quadro. Esecutori Sulma Pucci (Anita) , Sparadotti (Avito) e il tenore Ce- lesia (Silvano). Concertatore e diret- tore Attilio Parelli. Settembre, 2 - Viareggio (Nuovo po- liteama) PROCELLA, un atto di Giovanni Marcozzi per la musica di Luigi Cazzotti. Quest'opera ebbe dal pubblico del teatro viareggino una festosa acco- glienza, e l'autore fu con gl'interpreti e :ol concertatore assai festeggiato. Il Cazzotti è musicista valente e col- to, e già prima di quest'opera aveva scritto 'O pazzaricllo (scene musi- cali napoletane) ; Lo zingaro cieco, dramma in 3 atti e Mastro DUI. Quest'ultima opera, presentata al con- corso Mac Cormick era stata giudi- cata degna di rappresentazione. Esecutori principali di Procella, Letizia Cattoni e José Flores Alvarez. Concertatore il M.o Ciov. Zucoani. Settembre, Lugo. - PACE, di Vin- cenzo Cicognani, concertata da P. La Rotella, eseguita da Fausta Labia-Perea e dal tenore Perea. Settembre, 4 — Lugo (Teatro Ros- sini) — L'AVIATORE DRO, o- pera in tre atti di F. Balilla Pra- tella (su libretto proprio). Musicista del gruppo di avanguar- dia. .A' fatto rappresentare già due iipere: Lilia nel 1905, e Rosellina dei Ver goni nel 1909, ambedue su librette composto da lui stesso. In questo Aviatore Dro il Praiella librettista svolge la concezione del- l'uomo prigioniero dei sensi nei quali la vigoria si attenua e si affloscia. Ma con un pensiero di volontà eroi- ca, si propone di purificarsi dalle fralezze dei sensi: la povertà in cui. è caduto lo rende più lieve di cuore, più capace di redenzione. Sua smania, è staccarsi dalle bassure della vita sensuale, salire, tuffarsi nell'universo. La macchina è pronta, egli vi balza dentro, disfrena il motore e via,, tutte dritto nel cielo, finché precipita mortalmente. Alla forma sintetica del- lo stile, cara ai seguaci di Marinetti^ corrisponde una musica limpida, cri- stallina. Il Corriere della Sera dice che la modernità della fattura vi si accorda con una spontaneità di ispira- zione, con un abbandonarsi a cant.i- re spiegatamente e continuamen- te, che fan ricordare — mutati i tem- pi — di essere ancora nella patria di Rossini. Freschi e melodici i temi, nitidi gli sviluppi, e i cori vasti, so- lenni, d'un'ampiezzà e semplicità gre- goriane, e il commento orchestrale non pedantescamente imitativo nè- mai soverchiante sulla scena il dram- ma... Il tutto con un pizzico di futu- rismo, che non guasta. L'opera ebbe un successo di cui l'essere apparsa nella patria dell'au- tore non permette ancora di valutare- il peso esatto. Fu concertata dal M." Pasquale La Rotella e cantata da Al gii-n Concato, dal ten. Pic- caluga e dal bar. Luigi Piazza. Settembre, 7, Bergamo - T. Donizzetti — P.ASTÓRE (un atto e due qua- dri di C. Perico ed .Ant. Lega, per la musica di Edoardo Berlen- dis). Si tratta di una tragedia pastora- le che si svolge in Calabria e che procede incalzante e vibrante per l'a- bile sceneggiatura e per la foga del- l'impeto musicale. Il Berlendis che à già tentato le scene liriche, prima con una commedia musicale Aniico^ (191 4), poi con una Liacle ^^1917), non à osato finora varcare i confini — 61 — Jt'Ula nativa Btrgaino. il che rcndf perplessi nell 'accogliere il giudizio di un pubblico concittadino. Ma la cri- tica non può negare al Berlendis la nobiltà della forma musicale e la eleganza della fattura che lo mostra- no padrone della materia polifonica moderna. E' notevole l'interludio, pa- gina musicale in cui Ja chiarezza della struttura veste acconciamente la densità del pensiero. Esecutori ottimi la Labia, il tenore Alabiso, il bar. Franci e la De Veltri. Concer- tatore, un maestro: Ettore Panizza. Trieste, Teatro Fenice — BASSO ISONZO, bozzetto drammatico di Carlo Curici, musica di Luigi Riz- zola. Novembre, io — Parma — Teatro Reinach — ZYLIA-ZY, tre atti di G. Zarzuelo, per la musica del M." Nardelli. È il primo lavoro col quale il Nar- delli tenta il teatro lirico. L'opera, pur non dimostrando una spiccata originalità di concezione, fu accolta con manifesta simpatia ed applau- dita con calore, specie dopo il i" ed il 30 atto. Fu lodevolinente concer- tata e diretta dal maestro Ghione, ed eseguita dalla signora Tuminello, dai tenore Tedeschi, dal barit. Be- nedetti e dal basso Contini. Novembre, 27 — Napoli (Politea- ma Giacosa) — REDENZIONE, un atto di Giovanni Pennacchio su libretto ideato dal compianto Leon- cavallo, e verseggiato dal Bizzarri. E' una trama fosca di ricordi che vanno da La morte civile di Giaco- metti a Federa di Sardou. L'autore della musica à svolto questo sog- getto con un'orditura orchestrale po- derosa e di molto effetto, ma di li- mitato lirismo. Esecutori la De Cer- vantes, il tenore Pieralli, il baritono Del Corso e il basso Carchera. .Novembre, 28, Viterbo, Teatro ... — DONNA RIOS, tre atti di E. Go- lisciani per la musica di Adriano Ceccherini. Fu rappresentata alla presenza di CI itici anche della stampa romana, e riportò successo: bissato l'inter- mezzo, ed applaudito un coretto di bambini. Interpreti: Laura Gagliardi, Giu- seppe Bartolini, Arnaldo Luci e Ga- briello De Galli. Sedici chiamate a- gli artisti, all'autore, al concertatore maestro Antonio Gallo. Dicembre — Brescia (Teatro Sociale) — LA SCHIAVA BIANCA - dramma lirico di Nicola Chiodi. La stampa locale dice che trattasi di musica calda e di buona strumen- tazione. 19 20. Le principali stagioni liriche in Italia (*) fino al Santo Stefano. ACIREALE. — T. Bettini (Carnevale) : Sonnambula: Rìgolettn (Artisti: Gronchi, Mae- ro, Coscia). ADRIA. — Politeama (Autunno): Bohème; Tosca (Art. : Rossi-Oliver, Loris, Romagnoli, Zani, Pasetto, Carnevali, Rossi. Dir. Solari). ALESSANDRLA. — T. Municipale (Carne- vale) : Favorita; Mignon; Adriana Lecovreur (Dir. : Soriente). ■- T. del Popolo (marzo) : Lohengrin (Art. : Donati-Mattioli, De Gai-li- PolHcini, De Marco. Dir. : Soriente. — T. Marini (settembre): Bohème; Traviata (Ar- tisti : Lauro, Melis, Bortolomasi, De Bernar- di, Omodei, Remorino. Dir. : Soriente). AMELIA. — T. Sociale (settembre) : Tra- viata (Art. : Musumeci, Luzi, .Ancheneri. Di- rettore : Corsini). ANCONA. — T. delle Muse (Quaresima) : Butterfly; Fra Diavolo. (Dir.: Dal Monte): (novembre) : Francesca da Rimini (Art. : B. Ricci, Merli, Bonfanti) ; Aida (.4rt. : I. Vi- gano, Bergamasco, Voltolini, Pacini. Dir. : .Sturani). AREZZO. — T. Petrarca (Quaresima) : Bar- biere ; Rigoletto (Dir.: Corrado). (*) Dei libretti di 175 opere liriche di più fre- quente rappresentazione in Italia sono contenuti 1 riassunti nel Libro dei libretti di Franco Fano e Mario Ferrigni fMilano, ()i2>. 62 — ASCOLI PICENO. T. Ventidio Basso ((CìJrnevale) : Carmen (Art. : Trapani, Brunet, Sartori. Dir : Bellucci). ASTI. - Politeama (gennaio) : Carmen ione di I U) rap- presentazioni : direttore : Mugnone ; altri di- rettori : Dell'Onofrio, Tarantini, Martucci. — Lortlev (Art. : Borghi-Zemi, CiniseUi, Fran- RUSS [Fol. Nunes- Vais) ci) ; Mefistofele (Masini-Pieralli) ; Lucia (Bor- ghi Z.) ; Rigoletto (Vi^lione Borghese) ; Tosca (Art. : Quaiatti, Gigli, Sammarco) ; Trittico (Art. : Della Rizza, Quaiatti, Di Angelo, Vi glione Borghese, Mer'.i) ; Traviata (Pareto) ; Lohengrin (Art. : Krucemski, Bosisio, Mei, Frane!) ; Matrimonio segreto (Ferraris); Hoff- mann. — Politeama Giacosa (autunno) : Manon di Massenet (Ai^. Poliakova, Perca, Basiola, Mi- nolfi) ; Aida (Art. : Cesarini, Schenoni, Frasca ni. Del Corso, Ferroni) ; Barbiere di Siviglia (Dehidalgo, Montesaiito, Perea, Ferroni) ; Don Carlos (Art. : Montesanto', Milanesi, Frascani, Tompiasini, Ferroni) ; Tosca (Art. : Cortis, Milanesi-Stabile); Otello (Art.: Paoli,, Sta- bile, Dandolo); Traviata (Art.: Borghi-Z., Minghetti, Grandini); Redenzione (novità) (Ar- tisti : De Cervantes, PiereMi, Del Corso, Cal- cherà) ; Pagliacci (Art. : Du Lac, Cortis, Emi- i'ani) ; Màrken (Dir. : Mascheroni). — Trianon (estate) : Fedora (Art. : Agrow- ska, Giorgi, Novelli); Barbiere di Siviglia (.Art.: Ca'.vera, Bini, Novelli; Dir.: Puccetti). — Eldorado (estate) sragione di opere gio- cose : Seri'a padrona; Il domino nero; Fra diavolo; Il ventriloquo. (Dir.: Bossa). (Art. : Conti, Filini, Toniasini, Guicciardf, Carnevale) ; Tosca (Art. : (^onti, Cristalli, Bo- nino) ; Lohengrin (Art.: Conti, Oistalli ; Di- rettore : De! Campo). — (.Aprile-maggio) : Werther (Art. : Rossi' Olivier, Salvaneschi, Tega, Languasco) ; Ca- valleria e Pagliacci (Art. : Borelli, Martellato) ; Sulle rive del Danubio e Antigone (novità). (Dir. : Manno) ; (Novembre) : Tournée di Ce- nerentola (Dir. : Zanella). NOVI L. — T. Carlo Alberto (autunno) : Rigoletto (Art. : Zagaroli, Surinach, Vogliotti^ Maugeri ; Dir. Torri). PALERMO. — T. Biondo (primav. -estate) : Traviata (Solari); Barbiere di Siviglia; To- sca (Romagnoli) ; Rigoletto (Anceschi) ; Me- fistofele ; Lucìa; Bohème (Art.: Solari, Ro- magnoli, Anceschi); Al Lupo! (gli stessi); Traviata (Ma'atesta; Dir.: Mule). — Polit. Garibaldi (autunno) : Tosca (Arti- sti : Scacciati, Ghiaia, Tisci-Rubini) ; Otello (Art.: De Dionigi, Desanctis, Giraldoni) ; Traviata (Art.; Borghi Z., Tincani, Vanelli) ; Butterfly (Art.: G'ordano, Ghiaia. Vanelli ; Dir. : Golisciani). PARMA T. Reg'o (quaresima): Aida. NOVARA. T. Coccia (quaresi::ia) : Aida CESA-BIANCHl f^fol- Vari sebi e Artico' - 68 — DE VOLTRl PEREA ffol. Varischi e C.) FERTILE ffol. Bragadina) FERROM ffol. Bini) 69 — Loreley ; Francesca da Rimini: Fedra (Art.; Tess, Bergamasco, Zop.ghi, Vaghi, Pilotto) ; Lohengrin (Art. : Cesa-Bianchi, Spani, Ber- gamasco, Noto, M'asini-Pieralli) ; (maggio) : .-liiij (Art. : Campina, Bergamasco, Saludas, Noto, Nicolesco; Dir.: Serafin) ; Cenerentola {tournée Zanella) ; La Samaritana (novità) pro- tag. Tess. Direttore : Gandolfi. -- T. Reinach (agosto) : Barbiere di Si- viglia (Art. : Molinari, Dalmonte, Genzadi, .Melocchi ; Dir.: Paolantonio) ; (LOttobre-no- vembre) : Chénier (Art. : Del Credo, Re Mon- dini, Inghilleri) ; Rigoletto (Art. : Bione, Tar- cenoff. Tedeschi, Contini) ; Zylia-Zy (novità) (Art.: Toninello, Bernardi, Alfieri, Contini; Dir. : Ghione). PAVI.A. — T. Guidi (quaresima) : Cavalle- ria e Pagliacci (Art. : Re, Castellazzo, Gavi- ria, More'lato) ; Chénier (Art. : 'Re, Ceriani, Morellato : Dir. : Migliori. — T. Fraschini (agosto) : Barbiere di Siviglia (Art. : Sari, Polverosi, Roggio). PERUGIA. — T. Pavone (quaresima) : Bohème (Bosich; Dir.: Fratti); Lodoletta (Art.: Bosich. Daluni, De Clara; Dir.: L. .Mascagni). — T. Morlacchi (giugno) : Mefi- stofele (Art. : Ferroni, Boccolini-Zannoni, Ro- tondi) ; (ottobre) : Loreley (Art. : Solari, Bel- lucci, Rotondi) ; Gioconda (Art. : Russ, Se- rena, Guarneri, Carozzi) ; Loreley (Art. : C. Toschi, Rotondi ; Dir. : Zeetti). PESARO. — T. Rossini (estate) : Barbiere di Siviglia; Fedora (Magliulo ; Dir.: Bacco- lini) ; Cenerentola (rievocazione dell'opera di Rossini, nel 128° anniversario della sua na- scita. La Cenerentola era stata rappresentata la prima volta a Roma, al Valle, nel 1817. Dopo un giro più fortunoso che fortunato, era decaduta. Lo Zanella l'à tratta dall'iagiusto oblìo, e Cenerentola percorse con meritata fortuna i teatri d'Italia, in una tournée gyidata dall'esimio direttore de'l'Istituto Municipale di Pesaro. Esecutori : Anitua, Gherardini, Az- zolini, Furlotti, Mazzoleni, Rancati e Mattioli) ; Iris (Art. : Baldassare-Tedeschi, Capuzzo, Ba- racchi ; Dir. : Zanella). PIACENZA. — T. Comunale (?) : Tosca • Dir. : Masino). — Politeama (gennaio) : i?(- goletto ; Don Pasquale (Dir. : Canepa). — T. Comunale (quaresima): Wally ; Butterfly ; Aida; Faust (Art. : I. Vigano, Serena. Volto- lini, Stabile, Di Leo, Zamboni, Rotondi Masi- ni-Pitral!i ; Dir.: Neri). PISA. — T. Verdi (carnevale) : Sonnambu- la ; S'abucco (Russ); Sorma (Art.: Amerighi„ Maestri ; Dir. : Schiavoni, Dal Monte) ; (qua- resima) : Lodoletta (Art. : Baldi-Veltri, Fer- rari, Patino, Brilli); Otello (Art.: Righi-Bria- ni, Da Forno, Granforte : Dirett. : Zuocani) ; (maggio): Bohème (Art: Baldi-Veltri; Gu- hellini ; Dir.: Fratini); (autunno): A. Che nìer (Art. : Pucci, Bergamaschi, Almodovar) ; Tosca (Art. : De Zorzi, Bergamaschi, Perna- Palermo ; Dir.: Tronchi). PISTOIA. — T. Msbellini (carnevale) :: Barbiere di Siviglia (Art. : De Hidalgo, Mac- nez, Girardini, Rossato ; Dir : Arpino). POLA. — (Marzo) : Nozze istriane (Artisti : Polazzi, Girardi, Bolis, Lussardi, Minolfi ; Dir. : SmaregJia). PORTO MAURIZIO. — T. Cavour (carne- vale) : .4 Chénier (Art.: Bonini, Galli; Dir.: BONINI Castagnino) ; Carmen (Art. ; ;Manarini-Bar- beii, Bonino, Aianis) ; Wally (Art.: De Bosi,, Monguzzi, Alani; Direttore: Franchetti). PRATO. — T. M etastasi 0 : Gioconda; Ai da (Dir. : Sigismondo, Polet Novello) ; (ago- sto) : Fedora (Art. : Paradisi, Tedeschi ; Di- rettore : Alviso) ; (novembre) : Forza del De- stino (Art. : Giovanelli, Saludas, Orso, Roni boli) ; Carmen (Art. • Monticone, Lavrova, Sa- ludas, Romboli ; Dir.: Fratti). 70 RAVENNA. — T. Alijjhieri (maggio) : Fan- ciulla del West (Art. : Piccaluga, 'poi Dolci, Stabile, Torres De Luna) ; Lohengrin (Artisti : Fertile, Spani, Bosisio, Formichi, Torres De Luna; Dir.: Guarnieri) ; (novembre): Iris (De Giovanni, Rotondi, Tegani). REGGIO E. — T. Ariosto (carnevale-quare- sima) : Fedora (Borghi); Trovatore (Gaviria) ; Isabeau (Art. : Budassi, SaJudas, Orsatti) ; Bohèms ; Fra Diavolo (Dir. : Anselmi). — T. Massimo (aprile) : Cenerentola {tournée Zanella). RIMINL — Politeama (estate): Ri goletto : Andrea Chéninr ; Fedora; Pescatori di Perle; Isabeau; (settambre) : Butterfly (Polazzi, Wil- laume. Del Ry, Giuliani; Dir.: Grancini). ROM.A. — T. Costanzi (grande stagione invernale-primaverile) : Iris (Art. : Della Rizza .Alabiso, Dentale) ; Walkiria (Art. : Pasini V., Cesar, Casazza, Vaccari, De Angelis) ; Manon ^i Massenet (.4.r(. : Storchio, Lauri-Volpi) ; Forza del Destino (Art. : Zola, Casazza, Gras- si. Battistini, De Angelis, Paci) ; Butterfly (Art. : Della Rizza, Polverosi) ; La via della finestra (Art. : Caracciolo, Casazza, Avezza, PoJverosi, Persichetti) ; Mefistofele (Art. : De Angelis, Caracciolo, Polverosi) ; Gioconda (Art.: Poli r?., Casazza, Gramegna, Grassi, Segura-Tall'en, Pinza) ; L'uomo che ride (no- vità) (Carena, Casazza, Grassi, Giraldoni, Dentale) ; Andrea Chénier (Art. : De Muro, Gramegna, Galeffi, Cesar) ; Barbiere di Sivi- glia (Art. : Ottein, De Angelis, Crabbè, Lauri- Volpi ; Dir. : Vitale). — Stagione d'Autunno : Otello (Art. : Pao- li, Daldassarre -Tedeschi, Molinari) ; Butterfly (Tamaki Miura) ; Bohème (Art. : Marmerà, Pieroni) . IValty (Art. : Baldassarre T., Cortis, Smeraldi); Amico Friti (Art.: Covoni, Mar- mora, Rasponi ; Dir. : Baroni). Si è aperta poi in novembre la grande sta- gione che à un vasto programma e per diret- tori : Vitale e Weingartner. Sono state da- te, nel 1920, le opere: Tristano e Isotta (Ar- tisti : vX'eidt, Anitua, Maestri, Rossi-Morelli. Pinza; dir. Weingartner) ; Carmen (Artisti: Bianco Sadun, Piave, Cortis, Boeuf) ; Wall\ (Art.: Bflldassarre-T., Dalumi. Smeraldi; di- rtttore : Ciniarra) ; Marùf (Art. : Stagno-Bel- lincioni, Crabbè, Masini-Pieralli, De Vecchi) ; t.a Fanciulla del West (Art. : Dalia Rizza, Cor- ti, Rossi-Morelli: D!r. : Vitale). — Sono ai!- che ricomparsi i Balli russi. — T. Argentina (marzo) : Cenerentola (tour- née Zanella). — T. Nazionale (primavera) : Bohème (Osti de Lutio) ; Balio in maschera; Traviata (Ostt de Lutio) ; Fedora (la stessa e Scafati ; Diret tore : .Vlolajoli) — T. Adriano (ajtunno) : Africana; Fan- ciulla del Wjest; Manon Lescaut, Butterfly. — T. Morgana (carnevale): Trovatore; Traviata; Lucia; Cavalleria; Pagliacci; Bohè- me; Aida: Favorita; Rigoletto, ecc. (Stagione popolare). Direttore: Zuccarini ; (autunno): Chénier (Art. : Caprara, Stara, Scifoni) ; Tra- viata. ROVIGO. — T. De Paoli (ottobre) : Carmen (Art. : Zinetti, Brunet, De Marchi, Seghizzi) ; Faust (Art. : Pintucci, Zamboni, .Manfredini, Izal ; Dir. : Frattni). SCHIO. — (Ottobre) : Andrea Chénier; Rigoletto (Cappelli; Dir.: Terni). — T. Ci- vico (ottobre) : Butterfly (Art. : Solari, Salva- neschi. Sartori; Dir.: Gualandi-Gamberini). SENIGALLIA. — T. Massimo (estate) : De- janice (Art. : Mazzoleni, Dal Monte, Leila, Noto, Donaggio ; Dir.: Nevi). SIENA. — T. Rinnovati (febbraio) : Trova- tore (Di Giovanni R. ; Dir. : Tassoni-CataJdi) — T. Lizza (agosto) : Aida. SORESINA. — (Ottobre) : Bohème (Arti- sti : Gatti, Cittorella, Galanti, Carozzi ; Diret- tore : Cadore). SPEZIA. — Politeama Duca di Genova (carnevale) : Tosca (Re Mondin!) ; Barbiere di Siviglia (Gandini) ; Ballo in maschera (Re Mondini, Del Ry, Urbano; Dir.: Capuana); (maggio) : Wally (Carpi-Toschi ; Dir. : Zuc- cani) ; (autunno) : Cavalleria (Art. : Bodini, Rufini, Ferri) : Pagliacci (Art. : R. Melis, An dreini, Pacini, Ferrari) ; S'adeya (novità) (Ar- tisti : Badìni, Orso, Tomarchio, .Alfieri, Bel- letti; Dir. : F. Russo). SPOLETO. - (Autunno) : Tosca (Art. : O- sti De Lutio, afiiro, Rasponi ; Dir. : Jani- gro) ; Wally (Art.: Rinolfi, Lo Giudice, SaT- toro) ; Rigoletto (Art. : T. Dalmonte, Grandi- ni, Di Bitonto, Chiappini); Bohème (Artisti: — 71 — Tempesti, Paglìerani, Dir. : Del Campo). Donatello, Matteiicci ; LAURI-VOLPI (fot. Zirelli e Fiorini) MASINI-PIERALLI Ifol. Varischi e artico) TAR.ANTO. — T. Alhamhra (quaresima) : Rigoli>ito \STavo) ; Lucia (Grazianiì ; Federa (Osti De Lutio; -Direttore : Sebastiani). TERNL — T. Verdi (primavera) : Bohème (Art.: Martino, Priori, Barnabei, Rasponi) ; Don Pasquale (Marmora) ; Cavalleria e Pa- gliacci (Art. : Graziano, Paganelli, Bagola, Sabbatmi, Donato, Orfei, Semprini, Vincenzi, Belli; Direttore: Canepa). TORINO. — T. Regio (carnevale-quaresi- ma) : Sigfrido (Art. : Burchi, Bassi) ; Lucrezia Borgia (.Art. : Mazzoleni, Gigli) ; Segreto di ■Susanna; Carillon Magico (balletto); Dejanice (è ila prima rievocazione di quest'opera che dopo la sua comparsa alla Scala era stata dal Catalani ritirata. La reincarnarono la Mazzo- leni e la D^l.monte, e Taccani, Faticanti e Doniaggio) • La sposa di Corinto (.Art.: La- bia, Ludikar ; Dir. : Panizza). — T. Chiarella (autunno) : Walchiria (Art. : Baron, Ponzano, Calleja, Percy-Costa) ; Ri- goletto (Art.: Borghi Z., Chiappini, Pilotto) ; Aida (Art : l. Vigano, Ponzano, Luipato, Pi- lotto) ; La Fanciulla del West (Art. : Quaiatti, Brunet, Viglione-Borghese) ; Mefistofele (Ar- tisti : Delanskoy, Broccarco, Amsden, Alan- narini) ; A', mulino (Art.: Lebruni, Janni, Pi- lotto) ; Gioconda (Art. : Poli-Randaccio, Viglio- ne Borghese, Ponzano, Vogliolti, Giaconia ; Dir : Voghera). — T. Verdi (primavera): Carmen; Trova- tore (Art. : Giovanelli, Alasia, Gaviria, De Giorgi); Faust, Barbiere di Siviglia ; Zingari: Cavalleria; Pagliacci. (Dir.: Tanzini). -- T. Scribe (carnevale-quaresima) : Forza del destino (Art. : Aicardi, Baroggi, Saffi, Me- roni) ; Traviata (Peroni) ; Bohème ; Cavalleria ; Pagliacci; Rigoletto (Art. : De Marchi, Du Lac, Volpi); Emani ; B'^^'^^'fly ! ^"l^o '"" "ma- schera (Art. : Saccardi, .Albani, Guicciardi; Di- rettore : Schiavoni). — T. Estivo (giugno) : Barbiere di Siviglia (Pacini). — T. Balbo (autunno» : Tosca (.Art. ■ Para- disi, Campolonghi. Perna, Palermo, Rebonato) ; Carmen (Gai; Dir.: Dalmontel. — 72 — — - T. Rossini (autunno) : Sonnambula (Ar tisti : Guiducci, Volpi, Bruschi) ; Don Pasqua- le (Art.-: Guiducci, Gualtieri: Dir.: Torri). TRAPANI. — T Garibaldi (carnevale-quare- sirna) : Trovatore (Dionigi); Fedora (De Zoi- li) ; Traviata (id.) ; Otello (Dionigi) ; Tosca (Art.: De Zorzi, Angeli, Oliva; Dir. Goli- sciani). TREVISO. — T. Sociale (maggio) : Lodo- letta (.Art. : Dalmonte, Broccardi) ; Manon Le- scaut (Baldassarre-T. ; Dir. : Paolantonio). — T. Garibaldi (autunno) : Cavalleria (Ar- tisti : Conti, Ferraris, Donati, Santolini) ; Pa- ^liacci (Art. : Torri, Pellegrini, Gilardi) ; An- drea Chénier (Art. : Conti, Donati, Cervellini, Pellegrino, Sesona ; Dir.: Zuccani). TRIESTE. ^ T. Verdi (quaresima): Dan- nazione di Faust (.\n. : Sammarco, Gillovich, Di Bernardo) ; Wally (Rinolfì) ; Aida (Artisti : Po!i-Rar.dacio, Zinetti, Fiata, Castellani, Al- gos) ; Norma (Art. : Russ, Capuana, .iVlauge- ri) ; Boris Godunoff (.Art. : Zalewski. Castel- lani, ;^gos) ; Norma (Russ, Capuana, Tornar cnio, Landzow) ; Màrken (novità). Art.: (S F. Solari, Santonocito, Maugeri ; Dir.: La Ro- tella) ; Fri'r'Cesca da Rinini con la Milanrsi, diretta cairsutore. Id. — Cominc'ata la stagione invernale che dal 15-XIl andrà a tutto marzo. Nel 1920 furon date : Tristano e Isotta (.Ar- tisti : Turchetti, Capuana, Bassi, Cigada, Di Lelio); Falstaff (Art.: Labia, Menotti, Righi- Tarugi, Viglione-Borghese, Di Bernarco, Fre- gosi, PiniCor.^i. Cilla) ; / quattro rusieghi (Dir. : Panizza). — Politeama Rossetti (autunno) : Puritani (Art. : Tumbarel'.o-Mulè, Zappata, Borgioli, Noto, Donaggio, Lambertini) ; Fanciulla del West (Art. : Poli-Randacio, Giovannoni, No- to) ; Ballo in Maschera (Art.: Manna, Bua- des, VeroH, Pert'le, Noto, Del Castillo) ; An- drea Chénier (Art. : De Giovanni, Zappata, Pertile, Noto; Dir.: Bavagnoli). — (Inver- no) : Lucia (Art. : Tumbarello-Mu!è, Dolci. Ghilardini, Redondo) ; Manon di M. (Art. : Caracciolo A., Lauri-Volpi, Badini) ; Traviata (.Art. : Mazzoleni, Ciniselli, Noto) ; Rigoletto (Art. : Tumbarello-Mulè, Battistini, Lauri- Volpi, ReJonda ; Dir.: Baroni). CRIMI {fot. Varischi e Artico) DE ANGELIS 73 — VARESE. T. Sociale (estate) : Danna- 2Ìone di Faust (Art. : Toschi, Nadal, Masini- Pieralli) ; Ballo in Maschera (Art. : Amerighi, Schenoni, Guicciardi) ; Cavalleria (Art. : Vil- lani. Navia, Ferrari, Ciampaglia) ; e Carillon Magico; L'uomo che ride (.Art.: Carena, Pa- lei, Badini, Aleardi ; Dir. : PedroUo). VENEZIA. — T. Fenice (aprile, riapertura dopo cinque anni, dopo completa restaura- zione) : Faust (Rotondi) ; Rigoletto (Art. : T. Dalmonte, Faticanti, Marini) ; Trittico (Fab- bri, Poli-Randacio, Casazza, Pezzali, Loris, Zamboni, Marini, Noto, Vio, Cannetti) ; Lu- crezia Borgia (Mazzoleni) ; Aida (Art. : Poli- Randacio, Palet ; Dir.: Baldi Zenoni). Id. — Grande stagione di inverno 1920- primavera 1921). Inaugurazione con Walchiria (.Art. . Jullien-Venturini, Cavares, Calleja, Ma. sini-Pieralli), poi Loreley (Art. : Borina, Ma- rini, Izan, Toledo; Dir.: Guarnieri). — T. Malibran (gennaio, inaugurazione del Teatro rimodernato) : Otello ; Butterfly ; Tra- viata (Art. : Baldassarre-T., Ferraris, Cannetti, Toscano, Garbin, Cgada) ; Lohengrin (Art. : Cannetti, Bosisio, Tomarchio, Montanelli) ; Francesca da Rimini (Art. : Crestani, Bottaro, Roggio) ; Isabeau (Art. : Ticozzi, Re Monidi- ni. De Muro, Montanelli) ; Gioconda (Russ) ; Barbiere di Siviglia (Art. : De Hidalgo, Roggio, Gaudio) ; La sposa di Corinto (Art. : M. La- zia, Bergamasco, Roggio; Dir.: Fabbroni). (Settembre) : Rigoletto (Art. : Scalvizzi, Gia- ra, Krismer, Autori, Baratti) ; Barbiere di Si- viglia (.Art. : Dalmonte, Salvati, Gherardini, Rossi ; Dii*. : Paolantonio) ; (Carnevale) : / due Foscari: Rigoletto (Art.; Cappelli, Gran- dini, Paoli, Bruschi; Dir.: Bellucci). — T. Rossini (primavera) : Manon Lescaut ; Tosca ; Fedora. VERCELLI. — T. Verdi : Faust (Dir. : Lu- con) ; (marzo) : Bohème (De Bosi) ; Elixir d'Amore (Art. : Benedetti, Picassi, Costan- tini ; Dir. : Franchetti). VERONA. — T. Filarmonico (quaresima) : / maestri cantori (Art. : Scacciati, Ticozzi, Govoni, Nani, Badini, Walter) ; Manon Le- scaut (Art. : Baldassarre T., Ticozzi, Fertile, Badini ; Dir. : Fabbroni) ; (luglio) : La serva padrona d'i Pergolesi (Bitetii, Agostino); Er- nani (Borghi); Don Pasquale e Barbiere dì Siviglia (De Livia; Dir.: Terni). — T. Ristori (novembre).: Francesca da Rimini (Art. : Crestani, Caceffo, Roggio, Pa- via) ; Fanciulla del West (Art. : Raccanelli^ .Alabiso, Baratto, Pavia; Dir.: Terni). VIAREGGIO. -- T. Eolo (estate) : Rigolet- to ; Fedora (Solari) ; Barbiere di Siviglia (Di- rettore : Gennari). VICENZA. — T. Eretenio (gennaio)t : Don Pasquale (Ceccarelili) ; (Settembre) : Loreley (Art. : Conti, Cristalli) ; Manon Lescaut (Ar- tisti : Giordano, Parigi, Ferrera, De Ferrari; Dir. : Frattini). VIGEVANO. — T. (?) (marzo): Don Pa- squale (Bordagni; Dir.: Marino). VITERBO. — T. Unione : Bohème (Arti- sti : Osti de Lutic, Musumeci, Mancini, To- BADINI (fot. Varischi e JItUco) BASSI {fot. ^XCoffett) DE GIOVANNI — 74 paro, Olivi; Dir.: Bernardi). (Novembre): Andrea Chénier (Art. : De Lieto, Ricci, Pa- setto; Dir. Gallo). VOLTERRA. — T. Persio Fiacco (agosto- settembre) : Tosca (Art. : De Zorzi, Rossi) ; Rigoletto (Art.: Saraceni, Pezzati, Rossi; Di- rettore : Cornacchini). LUGANO - Kursaal (primavera) : Mati'.t CA M. (Ciaroff, Baldisseri, Lussardi) ; Traviala (Ventura, Cappella, Del Corso). Dir. Ferrari. Principali stagioni liriclie italiane all'Estero nel i92o. Europa. ATENE. — T. Municipale (primavera) : To- sca (De Lac, Lappas, Tavanti) ; Messa di Requiem di Verdi (Die Mersick). BARCELLONA. — T. Liceo (gennaio) : Tri- stano; Aida (Polek Palet ; Dir.: Paalantonio) ; (febbraio): Risoletto (Bione) ; Pasliacci : Mde^ stri Cantori: Walchiria; Il domino nero (no- vità); Trovatore (Dir. Guarnieri e Ghione) ; ■;apri]k) : Parsifal (Burchi, Viglione B., Rous- selière. Bournet) ; Lohengrin ; Carmen; Thais; Faust; Manon di M. ; Isabeu (Dir.: Messina, Hess). — T. Lirico : Ivan il Terribile (no vembre), grande stagione mista, di cui fanno parte artisti italiani, fra i quali Polek. Lucci, Pagani, Campioni, Eassola, Montesanto ; e fra i direttori. Baroni. BILBAO — T. Coliseo Albia (novembre) : Manon di M. (B. S. Bellincioni, Borgioli). BUKAREST, Carmen. T. National (aprile) : Aida ; LISBONA. — T. S. Carlo (gennaio) : Thais (Alontesanto) ; Mefistofela (Cirino) ; Ri- goleito (Montesanto); Bohème (Borgioli); Bohème (Bonaplaia) ; Otello (Zenatello) ; Tri- stano; Amore dei Tre Re (Ferrari-Fontana, sorelle Turchetti) ; Ero e Leandro; Tristano. Dir. Mancinelli. — T. Coliseo (luglio) : Bo- hème; Traviata iStorchio). LONDRA. — T. Covent Garden (stagione italiana, giugno): Butterfly ; Bohème; Tosca; Manon Le scout ; Trittico (Dalla Rizza, Pareto, Quajatti, Covoni, Badini, Malatesta). Direttore Bavagnoli. VIGLIONte-BORGHESE Alanaele in Thais MADRID. — T. Reale (febbraio) : Bohème (Borgioli); Mefistofele (Bettoni) ; Ottello (Nie- to. Toscani, Montesanto). Dir. Velia. MALTA. — T. Reale (inverno) : Sansone e Dalila; Bohème di L.. Dir. Puccetti. Siberia; La via della finestra; Edgar; (settembre): O- tello ; Rigoletto (CappelT, Cannetti, Vornos, Castellani, Krismer, Righi-Briani, Ferroni, No- centi) ; Tosca (Rossi-Oliver, Krismer. .Ance- schi). Dir. Cantoni. MONTECARLO — T. Casino (febbraio- marzo) : Faust; Manon; Blanche-fteur ; Do- garessa (novità) ; Amore dei Tre Re (Giglio ; Traviata; Giulietta e Romeo (Borghi-Zerni, Gigli) ; Don Giovanni (Bori, Georgewski) ; Gioconda (Cax^pina) ; Rigoletto (Borghi-Zer- ni, Gigli, Montesanto); Sàtana (Bori, Borghi- Zerni) ; Tosca (Dalla Rizza, Gigli, Journet) ; Rondine. Dir. De Sabata (per le opere 'ta- liane). - 75 NIZZA. — T. A\unicif>ale linverno) : Ugo- ■ notti: Sigurd; Salammhò : Aida; Marouf : Pe- •scatorì di Perle: Fedora : Gioconda: \inon de l.enclos: Dannazione di Faust: L'infanzia di BORI (fot. De Marchi) • Cristo; I Racconti d'Alsazia (Kusniezeff, Char- ley. Chénal, Champ, Salmon, Battistini, Clé- ment, Fouguère, Marcoux). ODESSA. — T. Municipale (estate) : // Segreto di Susanna. OSTENDA. — T. Kursaal (estate) : Sta- gione di concerti vocali e orcliestrali (Spal- letti. De Hidalgo, Amato, Perca, Lappas). PARIGI. — T. Lirico: Mefistofele — T. Ccmédie des Champs Eiisées (maggio) : Don Pasquale, Matrimonio di Figaro; Le Donne Curiose. — Opera Comique : Così fan tutte M.o JACCHIA 'Fot. Horner) M.o ABBATE [Poi- Vacca e Scrii). — 93 - pLlut.i al Dal Verme con grande elogio della critica. Dal 1902 al 191 3 fu direttore della Seriola Can- torum a S. Niccola di Bari, ap profondendo la sua cultura in quelle mirabili e purissime fonti che sono la nostra gloria troppo sovente oblia- la : il canto gregoriano e la polifonìa palestriniana. Nel 1903 fece rappre- sentare (Bari, Petruzzelli) un'altra opera.. Dea, ed una terza, Fatma (libretto di Colauttij a Milano, tea- tro della Scala, nel 1908. Da una diecina d'anni s'è dedicato con fervore e con molto successo alla direzione delle orchestre. Da Budapest a Trieste, a Fiume, nei quali teatri particolarmente diresse prima della guerra spettacoli wagne- riani, è passato per importanti tea- tri italiani, distinguendosi in due grande stagioni al Politeama Geno- vese e in una recentissima a Trie- ste. Balilla Pratella gli volle affidata la concertazione della sua opera: Z,V/- viatorc Dro della quale si è tanto parlato nel mondo teatrale. Sta ora componendo Vicenzella di Bovio, ridotta in tre atti lirici da E. Cavacchioli. to. Nato nel 1889 a Treviglio, stu- diò al liceo B. Marcello di Venezia sotto E. Wolf-Ferrari. MANCINELLl LUIGI. Nato ad Orvieto il 5 febbraio 1848. Studiò a Firenze col celebre violoncellista Sbolci e divenne pa- drone dello strumento. Fu contempo- raneamente allievo del Mabellini per la composizione e, dopo aver fatto parte dell'orchestra della Pergola (Fi- LUCON ARTURO. LUIGI MANCINELLl E' un coraggioso ed un entusiasta. . Sebbene ancora non si sia cimentato nei grandi teatri italiani, à passato tre anni a Odessa, poi è stato a Riga e quindi a Kiew. Sorpreso in Russia dalla rivoluzione bolscevica, riuscì con irille stenti a rimpatriare. Venuto .a Milano, accettò di dirigere una sta- gione lìrica (luglio 1920) al popo- larissimo teatro Verdi, ove osò con- certare il Lohengrin con mezzi as- solutamente inadeguati (in orchestra vi era una sola viola, e tutta la fa- miglia orchestrale non superava i 45 csecutorij, eppure assolse così bene il suo compito da attrarre la bene- vola attenzione di Toscanini che lo incoraggiò in modo lusinghiero. Pas- -sò quindi al Carcano dove si fece .molto apprezzare e di là passò a Tren renze) e poi di quella di Roma dì- retta dal Terziani, quando al Ter- ziani succede rUsiglio, divenne suo sostituto: poi, "nel 1875, direttore. Chiamato nell'8i a dirigere il Liceo Musicale dì Bologna, vi rimase per cinque anni, e fu contemporaneamen- te direttore d'orchestra al Comunale e maestro della Cappella di S. Petro- nio. Fondò la Società del Quartetto. La sua fama di direttore d'orchestra valoroso e audace (fece eseguire VA- gape sacra del Parsifal e la Nona di Beethoven) varcò i confini d'Ita- lia: fu direttore del Drury Lane di Londra dall'86 all'88: della Cap- pella Reale di Madrid nell'88 stesso ; poi diresse il Metropolitan di New York (i 893-1 901) e il Colon dì Bue- nos Ayres (1908-1912), e così via. — 94 — E' anclie compositore valoroso. Nel campo sinfonico, son note le ouver- tures per Messalina e per Cleopatra (1876J e molte composizioni di mu- sica sacra e da sala. Nel campo ope- ristico, scrisse Tizianello, piccolo me- lodramma da società, Isora di Pro- venza, melodramma in 3 atti, libr. di Zanardini (Bologna, Comunale, 1884); Ero e Leandro, tragedia liri- ca in tre atti, versi di A. Boito (ot- tobre 1895, Norwich); Paolo e Fran- cesca (Bologna, 1907), un atto di A. Colautti. MARINUZZI GINO. Di questo valoroso musicista, ormai passato dalla composizione alla di- rezione delle orchestre, è cenno nel capitolo dei compositori. MASCHERONI EDOARDO. Nato a Milano il 4 settembre 1859, studiò alle scuole classiche e collaborò attivamente a La Vita Nova. Poi, trascinato dalla passione per la musica, studiò armonia contrappunto e fuga col M.o Bucheron, capo del- la Cappella del Duomo. Come di- rettore d'orchestra, dopo un giro nei piccoli teatri di Lombardia e per le qualità mostrate in questo primo tentativo, fu chiamato nel 1883 a Li- vorno, poi all'Apollo di Roma. Da allora fu assunto a dirigere nella Capitale i più importanti spettacoli, e quando Verdi scrisse il Falstaff, lo prescelse per concertarlo, rimanen- done così soddisfatto, da dire che Mascheroni era il terzo autore del- l'opera. La versatilità del suo inge- gnto e il raro senso di misura lo de- signano fra i migliori interpreti di opere musicali. Per questo il Verdi consigliò il Comune di Milano ad affidargli la successione di Franco Faccio nella direzione della Scala, e durante i quattro anni, oltre il Fal- staff, fece eseguire mirabilmente le opere wagneriane: Vascello fantasma, Tannhàuser e Walchiria. Il ]\Iaschc- roni fu nei principali Teatri dell'E- stero, per cinque anni a Buenos Ay- res e più volte a Madrid, a Barcel- lona, a Lisbona, etc, etc. Nel cente- nario Verdiano diresse una memora- bile Traviata (con la Storchio, il Car- pi e lo Stracciari) : ed è anche ap- prezzatissimo direttore di musica sin- fonica. Due opere notevoli per la bella fattura e per la sincerità della linea melodica à composto il Ma- scheroni: Lorenza (Roma, Costan- zi, 1901) libretto di lUica in 3 atti, e La Perugina (S. Carlo, Napoli, 24 aprile 1909) 4 atti di L. lUica. Ed à anche composto due Alesse ^ di notevole pregio. MORANZONI ROBERTO. Nato a Bari il 5 ottobre 1880. fu allievo di P. Mascagni al Liceo Ros- sini di Pesaro. Diplomatosi a 19 anni (gran premio di composizione) de- buttò a venti come direttore, scelto da Mascagni per la prima esecuzione de Le Maschere. Da allora gli fu- rono affidate le direzioni di impor- tanti stagioni italiane, a Roma, a Torino, a Milano, a Bologna, fino a che fu chiamato al Grand Opera House di Boston come direttore del repertorio italiano. Egli è ora diret- tore del Metropolitan di New York e il suo nome in America è celebrato accanto a quello dei nostri maggiori diietlori d'orchestra. Diresse anche importanti stagioni a Parigi (Cìinmps tlysées), a Lon- dra (Covent Garden). Nel 19 14 con- certò una Carmen eccezionale per l'Arena di Verona. Per la vasta cul- tura musicale, per la saldezza del ca- rattere e per la felice intuizione arti- stica il M. è fra i più apprezzati direttori che vanti l'Italia. MUGNONE LEOPOLDO. Nato a Napoli il 29 settembre 1858, studiò a S. Pietro a Majella sotto il Cesi e il Serrao. A 12 anni scrisse un'opera buffa da collegio, // dottor Salsapariglia, che fece il giro di tutti gli istituti. Fu maestro dei cori in una compagnia d'operette ed opere comiche e molte straniere — 95 — ne trascrisse e due ne compose col titolo Don Bizzarro e le sue figlie e Mamma Angot al Serraglio di Co- stantiiiopuli. Più tardi compose // birichino, in un atto, ed una grande opera in 4 atti. Vita bretone, rap- presentata il 14 marzo 1905 al S. Carlo di Napoli con grande successo. Ma la sua fama di direttore d'orche- stra valoroso, che dal Alunicipal di Nizza . al Costanzi di Roma, dalla Scala ai grandi teatri dell'Estero lo à cresimato come uno dei più forti concertatori viventi , à sopraffatto la sua rinomanza di compositore. E- gli è infatti uno di quei direttori che trascinano col proprio entusia- smo: vivace nel gesto, pieno di e- spressione nel gioco della fisonomia, impetuoso, esuberante, ottiene dalle masse soggette alla sua bacchetta tutto ciò che vuole. E se talvolta per il suo temperamento ottiene dal- l'orchestra più di quello che il com- positore ebbe nelle sue intenzioni — talché gli si rimproverano talvol- ta eccessi di colorito — egli sa però infondere una particolare impronta, che è sempre frutto di accurata pre- parazione, agli spettacoli che presen- ta. Magnifiche le esecuzioni del Na- bucco (Scala, centenario verdiano, 191 3), dell'Orfeo di Gliick, del Gu- glielmo Teli e delle principali opere nostrane, per le quali egli à una particolare attitudine. PANIZZA ETTORE. Nato a Buenos Aires da famiglia italiana, nel '76 fu mandato a Mila- no per seguire al Conservatorio i cor- si di composizione del M.o Ferroni e di pianoforte del M.o Frugatta. Si diplomò col primo premio di com- posizione. Scrisse una prima opera, Aledio Evo Latino che Toscanini di- resse a Buenos .Aires nel 1901 con buon successo: nel 191 o un'altra sua opera, Aurora, fu data per l'inau- gurazione del Colon a Buenos Aires. Scrisse anche musica da camera ed apprezzate composizioni orchestrali, vincendo recentemente il premio Cer- tani (Bologna) con un tr-ma rnn va- riazioni per orchestra, di nobilissima e sapiente fattura. Come direttore è egli uno dei più quotati. E' stato per nove anni al Covent Garden, à diretto alVOpéra di Parigi, al Co- stanzi di Roma, al Regio di To- rino. Per quattro anni diresse la sta- ETTORE PANIZZA (Fot. BaJodi). gione autunnale del Dal Verme dove fra le altre opere lanciò al pub- blico Conchita e Melenis di Zan- donai. Al Regio legò il suo nome alla prima rappresentazione della Fran- cesca da Rimini di Zandonai e di Madame Sans-Gène di Giordano. Nel- le stagioni dal 191 6 al 19 18 fu di- direttore della Scala. E' anche uno dei migliori nostri direttori di Con- certi, e la sua profonda cultura mu- sicale si afferma vigorosamente in quell'opera pregevolissima che è V Ap- pendice al trattato di strumentazione del Berlioz, edita da G. Ricordi. POLACCO GIORGIO. Nativo di Venezia, cominciò gio- vanissimo la sua carriera direttoria- le al Lirico di Milano, nelle stagio- ni che il Sonzogno faceva per far conoscere in Italia l'opera francese e per mettere in evidenza i giovani autori italiani. E diresse così Zazà di Leoncavallo, Lakmè e — per la prima volta in Italia — Louise di Charpentier. Poi da Roma a Geno- va, da Verona a Brescia — dove concertò La fanciulla del West di Puccini che per allora in Italia non era stata data che a Roma — e si cimentò poi nelle opere wagneriane. — 96 Nel 191 2 fu chiamato al Metropolitan (li New York dove si avvicendò col i'oscanini affermandosi così vigorosa- mente, da succedere a questo quando ibbandonò la direzione dell'impor- tantissimo teatro. In America si fece presto notare pel suo valore diret- toriale, e cominciò per lui una glo- riosa peregrinazione pei teatri del Nord e del Sud .America dal Messi- io all'Avana, al Brasile, all'Argen- nna, al Cile : poi a Bruxelles e re- centemente a Parigi. Colto anche let- terariamente, poliglotta, è molto ap- prezzato dovunque all'Estero. POME ALESSANDRO. Naccjae a Sassari nel 1853, Studiò al Conservatorio di Napoli sotto Ce- si (pianoforte) e Serrao (composi- zione). Fu prima concertista di pia- noforte, poi si dedicò alla direzio- ne dell'orchestra mettendosi ben pre- sto in primissima linea e dirigendo teatri di prim 'ordine anche fuori d'I- talia. Fu così al Kediviale del Cai- ro, al Reale di Madrid, al Liceo di B^ifcellona: al Cairo introdusse i con- certi 'orchestrali che furono lodatissi- nii. In Italia intanto passava da un grande teatro all'altro, dal San Car- lo di Napoli al Costanzi di Roma, dalla Fenice e dal Regio al Carlo Felice. Nel 1887 a Firenze diresse i grandi spettacoli dati al a l'c ^roìa In occasione della traslazione delle ce- neri di Rossini in Santa Croce e del- le feste per rin,iuguraziune della facciata del Duomo. Dieci anni do- po a Bergamo diresse i grandi con- certi dati nel centenario di Doni- zetti. Nel 1906 fu direttore stabile degli spettacoli italiani al Casino di Montecarlo, e con la Compagnia di quel teatro fu nel 1907 a Berlino al Teatro Imperiale e nel 191 2 a Pari- gi agl'Opera. Diresse alla prima ese- cuzione la Maiion di Puccini (Tori- no 1893) e la Bohème di Leonca- vallo (Venezia 1897). Attualmente si dedica anche alla letteratura musi- cale scrivendo pregevoli articoli di estetica e di critica. SERAFIN TULLIO. Nato a Cavàrzere (Venezia) nel 1878, compì gli studi al Conserva- torio di Milano sotto i maestri De -A-ngelis (violino), Coronaro (com- posizione) e Paladino (contrappunto e fuga) e fu molto caro al sommo Bazzini che allora dirigeva l'Istituto. Di poverissima famiglia dovette lot- tare strenuamente con le difficoltà della vita : violinista, non poteva com- perarsi un violino : vi riuscì dando un riuscito concerto col provento del quale gli fu possibile acquistare l'am- bito strumento. Partecipò come vio- lista e violinista all'orchestra della Scala e fu sostituto di Toscanini alla Scala. Esordì come direttore a Ferrara nel 1902 e si affermò nei concerti torinesi dell'Esposizione. Fu M.o POLACCO M.o MUGNONE (Fot. Varischi e Arlito). M.o POME — 97 — per tre anni direttore del Regio di Torino e per quattro della Scala. Poi è venuto alternando la sua bril- lante carriera fra l'America del Sud e i principali teatri dell'Italia. No- tevole è l'incoraggiamento che dà ai giovani musicisti presentandone con gran fede ed amore le composi- zioni. E' meritamente reputato uno dei migliori fra i concertatori e di- rettori, TOSCANINI ARTURO. Nato a Parma il 25 marzo 1867. A 18 anni usciva dal Conservatorio col diploma di professore di violon- cello e di compositore. Pieni voti e lode. Subito dopo cominciava la sua carriera in orchestra, non come di- rettore, ma come violoncellista. A Rio Janeiro, ove la ventura l'aveva condotto, si dava YAìda: per un se- ARTURO TOSCANINI guito di malaugurati incidenti, il pub- blico era irritato col direttore d'or- chestra e con l'impresario, lina sera, per evitare dei guai, il direttore non si presentò: l'impresario, che era an- che maestro di musica, tentò di pren- der lui la bacchetta, ma il pubblico non ne volle sapere. Il momento era grave; l'orchestra, che aveva già ap- prezzato nel giovane violoncellista le speciali doti che poi tutto il mondo à riconosciuto, lo costrinse a sa- lire lo scanno direttoriale. Riluttan- te, indeciso, si trovò lì con la bac- chetta in mano, mentre il pubblico, stupito nel vedere questo fanciullo (aveva appena diciannove anni) che si disponeva ad attaccare il preludio, restò per un istante ammansito. E bastò; perchè lo stupore si convertì in ammirazione e... Toscanini diventò di colpo direttore d'orchestra. Tor- nato in Italia, fu subito al Carignano di Torino e vi concertò VEdmea di Catalani. Parlare di questo prodigioso con- certatore in un « medaglione » è im- possibile. Egli è certo il più grande fra 1 viventi, sopra tutto per la te- nacia del suo carattere — di cui sono esponente alcuni incidenti ben noti, come le chiassate per l'abolizione dei bis, l'abbandono della stagione della Scala, per l'intransigenza di fronte ai superiori ideali d'arte, pei quali non ci sono né divi né tradizioni, né tran- sazioni — per la squisita sensibilità della sua percezione artistica e so- pra tutto per quel fascino inesplica- bile che esercita sulle masse allor- cjuando le tiene sotto la sua bacchetta e che le fa un'anima sola, uno stru- mento solo vibrante nelle mani del loro animatore. E' noto com'egli di- riga sempre senza partitura. Pos- siede infatti una memoria meraviglio- sa ed à insieme una rapidità straor- dinaria nell 'impara re ogni partico- lare delle musiche che eseguisce. In- vitato un giorno a recarsi a dirigere un'opera nuova, essendosi ammalato il direttore che la stava concertan- do, egli s'impadronì in una notte dello spartito e giunse pur in tempo pò pei dirigere la sera seguente lo spettacolo con la consueta magnifica — 98 — perteziuue. Si trattava del Cristofora Colombo che si doveva dare per la prima volta a Genova (1892) e il direttore che sostituì era Luigi Man- cinelli. Toscanini non à scritto che po- che melodie da camera, in gioven- tù. A' abbandonato prestissimo ogni velleità di composizione asserendo che deve scrivere soltanto chi à da di- re qualche cosa che non sia stata detta prima. A' diretto al Regio di Torino, alla Scala di Milano, al Metropoli- tan di New York, oltre a moltissimi altri teatri d'Italia e dell'Estero. .V dato per la prima volta ia Italia insuperate esecuzioni di opere igno- te, da quelle wagneriane alle straus- siane, alle russe, alle francesi; à 1 avvivato con mirabile efficacia opere dimenticate. Nel centenario verdiano, dette al teatro di Busseto stupende esecuzioni di Falstaff e di Traviata. Durante la guerra venne in aiuto agli artisti lirici, assumendo e conducendo disintereressatamente una memorabile stagione al Dal Verme che fruttò 210 mila lire. Direttore infine di musica orche- strale da concerto, à dato nel 1920 una stupenda esecuzione della Sona (che già aveva diretto nel 1907 a Milanu e a iormo. i'in a raccolto una orchestra eccezionale, che sarà poi destinata alla risorgenda Scala, e con essa à fatto un giro trionfale in Italia, partendo poi per l'America dove sta compiendo un corso impor- tantissimo di concerti che sarà prose guito in Inghilterra. E' decorato del- la medaglia d'argento al valor mi litarc. VIGNA ARTURO. La carriera di questo concerta- tore e direttore di orchestra si è or- mai affermata in quasi tutti i più importanti teatri italiani: ma par- ticolarmente all'Estero il Vigna à esplicato la sua attività. Fu diret- tore del Teatro di Montecarlo per otto anni consecutivi per la direzio ne delle opere italiane : ed isti- tuì il ciclo armuale dei concerti or- chestrali nei quali si affermò anche come concertatore di musica sinfoni- ca. Concertò e diresse la puccinia- na Bohème a Madrid, scelto a ciò dall'autore. A Praga (igoi) e a Berlino (1902) diresse un ciclo di opere verdiane in commemorazione del grande che era morto il 22 gen naio 1901 : e quando fu inaugurato. i ARTURO VIGNA [Fol. Badodi) TULLIO SER.AFIN EDO.A.RDO VITALE 'Fot. i'arischi e Artico' — 99 — ancora i Berlino, il inonumenlo a Wagner, fu rappresentante dell'Ita- lia e direttore d'orchestra nel grande concerta internazionale. Dal 1904 al 1907 fu al Metropolitan, per dirigere le opere italiane, ed in tale perio- do fu anche a Filadelfia, a Chicago, a Boston, a Pittsburg, a Washing- ton e in quasi tutte le principali città degli Stati Uniti, dirigendovi importanti stagioni. Fu poi a Var- savia (1907), a Buenos Aires (i- naugurazione del Colon, 1908) a Vienna nel ciclo di opere verdiane, organizzato nel 191 o dal Neumann. Fece poi importanti stagioni in Ita- lia e dobbiamo a lui una infaticata e lodevole opera di italianità spiegata a Parigi dove à diretto stagioni ita- liane imponendo all'attenzione dei pa- rigini (non certo benevola per la musica nostra) le migliori opere ver- diane e il Mefistofele di Boito. Re- centemente, a Venezia, concertò con artisti di primissimo ordine (la Hi- dalgo protagonista) una memorabile esecuzione di un'operetta La figlia di madama Angot. E' lecito giocare e divertirsi, anche in arte, purché ]'i si faccia con dignità. VITALE EDOARDO. Nato a Napoli nel 1872, studiò a Roma (Liceo di Santa Cecilia) sot- to il Terziani. Appena ventenne vin- ceva il concorso per la cattedra di armonia nello stesso liceo di Santa Cecilia : ma già prima e fin da ragazzo aveva manifestato speciali at- titudini per la direzione dell'orche- stra, tanto da essere chiamato al podio del Costanzi. Fu l'editore Ri- cordi che, stimando che l'insegna- mento fosse d'impaccio allo svilup- po delle sue attitudini di concerta- tore. Io consigliò ad abbandonare la cattedra e a darsi al teatro, e io scelse poi, d'accordo con l'autore, per dirigere la prima edizione della Bohème al Pagliano di Firenze. Fu richiamato a Roma, e all'Argentina eseguì per la prima volta il Crepu- scolo degli Dei con tale magni- fico risultato che fu scritto che la marcia funebre di Sigfrido era di- venuta la marcia trionfale di Edoar- do Vitale. E' impossibile seguire il maestro nelle sue peregrinazioni at- traverso i principali teatri d'Italia, dai Comunale di Bologna alla Scala di Milano, che diresse per due anni,, e dell'Estero, dal Real di Madrid al Colon di Buenos Aires e al Mu- fiicipal di Rio Janeiro. Fu direttore del Municipal di San Paolo del Bra- sile nella stagione inaugurale. Note- voli le interpretazioni della Vestale di Spontini e della Medea di Che- rubini, del Boris Godunoff di Mous- sorgsky e deWEledra di Strauss al- la Scala, del Parsi/al e della Pari- sina al Costanzi. VOGHERA TULLIO. Nato a Padova nel 1880. Uscì di- plomato dalla scuola di Martucci e di Bossi. Compì giovanissimo un giro in Italia, Austria e Inghilterra coi violinisti Hubermann e Kocian. Si dedicò poi alla carriera direttoriale e fu per sei anni maestro sostituto al Metropolitan di New York. Ebbe scritture importanti al Canada, in Germania ed Inghilterra e fu poi direttore al teatro reale di Stocolma, proposto a quell'ufficio da Arturo Toscanini. Fu anche direttore della « Quilan Opera Company ». Duran- te la guerra abbandonò la Svezia ed accorse volontario alle armi, in- terrompendo la sua attività artistica. Nel 191 9 fu a Milano direttore di concerti sinfonici al Conservatorio e al Teatro del Popolo. Quindi al Ros- sini di Pesaro concertò Lohengrin e poi Walkiria al Chiarella di To- rino, mettendosi in evidenza come in- terprete wagneriano. SYc) — 100 — I Concerti nel 1920. Seguire la vita dei « Concerti > in Italia, dove scarseggiano gli istituti stabili, dove le radunate concertisti- che son sottoposte quasi sempre e quasi dovunque alle necessità dellt- peregrinazioni dei concertisti, è co- sa non facile. Né riesce organico, dal punto di vista della registrazione sta- tistica, un lavoro di riassunzione di questo lato dell'operosità — che à attinenza col teatro sebbene assai poco abbia di teatrale — degli in- dividui e delle collettività musicali che offrono al pubblico la esecu- zione e la interpretazione della mu- sica da concerto. Questa attività artistica à grande attinenza col teatro, non perchè co- stituisca uno spettacolo nel senso let- terale della parola, ma perchè la mu- sica pura, così detta per contrapposto a quella applicata alle azioni sceni- che, che à su questa una notevole in- fluenza, ora specialmente che i sen- timenti meglio che gli atti, l'ambien- te e il suo colore meglio delle pa- role formano oggetto della espres- sione musicale. Ciò vale in misura \àriabile dalla sonata per violino o jier cello al poema sinfonico od al- V impressione orchestrale: ma non è detto che il canto di un semplice strumento non possa segnare nella fantasia di un operista una traccia più sentita e profonda che non ne lasci una composizione polifonica. Ad ogni modo il rapporto innegabile tra le due forme d'arte esiste tanto, da giustificare il tributo — riassuntivo ma il più possibile completo — che la pubblicazione presente rende alla ma- teria dei concerti. Scarse — • dicemmo — sono in Italia le organizzazioni stabili che -1 propongono la concertazione e la -ecuzione di musica pura. Scarse sopra tutto quelle che dovrebbero s-;ere la base della coltura musicale; le scuoR corali. E bisognerà pensa- re sul serio anche in Italia a questo problema e — come qua e là. sebbe- ne in piccolissima misura, si comincia a fare — bisognerà che, nei centri maggiori e nei medii dapprima, e poi giù giù fino nei minori, sorgano accanto alle scuole o nelle scuole stesse dei corsi di musica vivificati da frequentissimi saggi ed esperi- menti, per modo che un giovane non compia il curricolo obbligato- rio della sua istruzione, senza sapere di musica quel tanto che occorre per solfeggiare a prima vista una pagina di musica monodica : noi pen- siamo che col senso del ritmo e della intonazione entrerà nell'animo dei gio- vani maggior disciplina che non ve n'entri — o ne scappi via — con le conferenze degli educatori. Una legge che rendesse obbligato- ria l'istruzione musicale come à re- so obbligatoria quella della ginnasti- ca e che la imponesse nelle scuole elementari e, più avanzata, nelle se- condarie. Questo dovrebbe fare lo Stato, sia pure graduandone l'esecu- zione nel tempo — che certe cose non s'improvvisano come per un pro- digio di magìa — e fissandone ge- nericamente e saggiamente i confini. E basta. Nulla di più chiediamo allo Stato, pei che abbiamo in esso la più in- coercibile diffidenza quando si mette a fare l'organizzatore e prende in mano un congegno qualsiasi per e- sercitarlo. Ma, segnata la traccia e stabiliti i confini, le energìe native si svolge- rebbero tranquillamente ed in guisa fattiva e i buoni resultati si consta- terebbero, crediamo, in breve vol- ger di tempo, con magnifico risultalo morale ed intellettuale per il popolo, sottratto alle osterie ed ai balli dei Ixistringues ! Oggi le istituzioni che si propon gono questo nobilissimo fine sono pochiisune. Tra le migliori ricor- diiuiio la Corale Palestrina di Tori no. diretta da Don Rostagno. la Scuola Corale livornese, affidata ad 101 - uno ilei nostri più insigni musicisti. i'Alaleona, i Cantori di Bologna, pic- colo nucleo di tredici voci fra ma- schili e femminili, i Aiailxigalistì di Trieste e — tasi but noi least — la fiorente Scuola Civica Corale di Mi- lano, di CUI è, più che direttore, apo- stolo fervente il M.o Brunetto. Bisogna che questi vivaj di sana e letificante coltura si diffondano e si allarghino vigorosamente in que- sta Italia che è terra musicale per eccellenza: la gioia del canto edu- cato e disciplinato è tale, che vince quella delle passeggiate e delle e- scursioni, alle quali del resto potreb- be utilmente e gradevolmente esser congiunta. -Ma torniaino ai Concerti. Come si organizzano in Italia ? In un modo deplorevolmente disor- dinato ed illogico. Tranne ciuelle isti- tuzioni stabili, delle quali accennam- mo alcune per la polifonia vocale, e che possono dare un po' d'ordine alle loro esecuzioni pubbliche, tutti gli esecutori si offrono all'uditorio se- condo le esigenze del loro giro ar- tistico, non già secondo quelle di una ben intesa coltivazione dello spirito musicale. E di ciò non si giova cer- tamente quella cultura artistica di cui fu lamentata or ora la deficiente solidità fondamentale. Da un altro verso i concertisti an- no i loro programmi già stabiliti, i loro pezzi di abilità, e vogliono im- porre — concertatori o solisti che siano — questi loro cavalli di bat- taglia al pubblico. Generalmente il numero di questi pezzi è limitato : limitata quindi e tediosamente uguale la sfera delle sensazioni pel pubblico, il quale risente per la millesima volta gli stessi capolavori più o meno an- tichi, e solo raramente è posto a con- tatto con le forme nuove, nelle quali sta, e deve stare, il progresso e la ragion d'essere dell'arte, in perpe- tua evoluzione. E' bello riudire per la centesima volta la Quinta Sin- fonia di Beethoven, com'è bello ri- leggersi per la millesima uno dei canti danteschi preferiti: ina C|uesto va bene per chi à già una cultura fatta, e che tratto tratto si ristora alle fonti interrompendo il suo lavora cotidiano che deve tendere all'am- pliamento della cultura, alla nozione delle cose novamente e continuamente prodotte. Anche qui bisognerebbe distingue- re : o i concerti hanno scopo di sem- plice istruzione musicale, ed allora dovrebbero essere predisposti con metodo progressivo — come un corso scolastico — e si potrebbe rinunziare al meglio per contentarsi del bene, curando che le esecuzioni fossero pre- cise e corrette senza che attingessero un'assoluta eccellenza. A. Milano la Società degli Amici della musica svol- se nel 1920 un corso di antologie, ciascuna delle quali fu dedicata a tm. autore o ad un gruppo di autori an- tichi o moderni. Si potrà discutere la composizione del programma, non lesinare la lode all'intendimento che è ottimo. A Napoli, alla Società del Quartetto le signore Canèttoli (violi- no) e Webb James (pianoforte) svol- sero in un ciclo di concerti tutta la storia della Sonata per violino e piano : ottimo proposito anche que- sto e di nobiltà grandissima. Se invece esaminiamo i concerti che si sono svolti e continuano a svolgersi nei consueti grandi centri della vita musicale, come Torino, Roma, Napoli, Milano, troviamo an- cora ragione di lamentare la ripe- tizione, che a furia d'esser tale di- venta anche noiosa, dei soliti grandi pezzi, magnifici, ma noti a tutti, men- tre piccolo fu il luogo concesso ai moderni ed ai modernissimi che an- no pure la loro parola da dire e tal- volta la dicono con grande profon- dità e con grande bellezza. A Tori- no la Quinta di Beethoven fu data tre volte; la Leonora n. 3 anche tre volte ; il Preludio dei ^ Maestri Cantori sei volte. Dove va a finire l'interesse dei programmi ? In un corso di una ventina di concerti sin- — 102 tonici, di novità iurono offerte due (CSC dell'Andreae - giudicate di poco valore — nn' ouverture giocosa del Piedler e la suite del Pizzetti per la Pisanclla, il poema del De Sabata Juventus, due pezzi per ar- chi del Sinigaglia e il PoLifemo di V. Davico. E c|uesto è poco. Non diversamente sono andate e vanno le cose all'Augusteo, dove pu- re il programma dell'annata in corso è formidabile. Esecuzioni bellissime, variar continuo di direttori e di con- certisti, ma programmi poco organici e poveri di novità. Si capisce : i diret- tori d'orchestra che vengono da ogni parte del mondo l'anno davanti a sé un'orchestra ignota ed un numero ristrettissimo di prove : è naturale che non si possano mettere — anche volendo — a concertar roba nuova, difficile nell'esecuzione, che poi non farà impressione immediata sul pub- blico : e si attengono per ciò a Bridi- ms a Mozart, a Wagner e così almeno sono sicuri del fatto loro. Non altrimenti si può parlare dei concerti di solisti, i quali sono so- vente pili preoccupati dell'ostentazio- ne del loro virtuosismo che non di altre considerazioni artistiche supe- riori : e le solite Streghe e le so- lite variazioni sulla quarta corda tor- nano a deliziarci in ogni concerto di violino, come non vi è concerto di piano da cui sia assente una rap- sodia di Liszt, o la fantasia su la Campanella. Qualche eccezione non manca. Se- rato e Consolo hanno portato in giro per l'Italia la Sonata di Piz- zetti, nobilissima composizione che à potuto — così soltanto — es- ser conosciuta da quasi tutto il pub- blico che s'interessa di musica : e Toscanini nel suo giro per l'Italia prima d'imbarcarsi per l'America non eseguì concerto nel eguale non fosse compresa almeno una composizione nuova di maestro italiano accanto ad una, pure nuova, straniera : Pizzetti e Bloch, Sinigaglia e Roussel, Lual- di e Debussy, e poi Respighi. Tom- masini, PicTc-Mangiagalli.... Pare impossibile, ma gira gira si deve pur sempre finire col parlare di Toscanini. Come non esaltarsi di fronte ad un uomo che così austeramente e nobil- mente intende la sua arte, da com- porsi appositamente una orchestra, e addestrarla come egli sool può e sa, e con essa valicare l'Oceano portando in America e poi in Inghilterra non la sola sua virtuosità d'interprete, non quella pur mirabile del suo stru- mento collettivo, ma la parola dei nostri giovani compositori contro i quali troppo facilmente si va strepi- tando che non sanno e non fanno, e in Italia a bocca aperta si ammirano i francesi disprezzando i nostri, e in Francia si denigrano i nostri per esaltare i francesi... Concludendo ? Curare più amorosamente e con maggiore intelligenza la compilazio- ne dei programmi dei concerti in modo che questi nella serie ed i singoli pezzi in ciascun concerto ab- biano un rapporto culturale per il quale la varietà sia fondata princi- palmente sulla novità della produ- zione artistica. Negli Stati Uniti le Società di Concerti danno gli elenchi di sessanta concerti — con le date, i programmi e gli esecutori — cin- que o sei mesi prima che la serie incominci. O che non dev'esser pos- sibile fare qualche cosa di simile in Italia, per un ciclo concertistico as- sai più modesto ? Ed eccoci alla cronaca. Rapida, sommaria e naturalmente non com- pleta : perchè se si dovesse registra- re negli Annali ogni signorina di buona famiglia che stona il violino e che per l'ambizione del maestro o per la vanità del babbo si produce in una sala di concerti, gli Annali servirebbero ad altra cosa che non a riflettere la vita artistica italiana, anche in rapporto ai concerti. E non completa, anche perchè di niol- — 103 — ti avvenimenti d'nnpoil.uua puraiuen- te locale non sempre giova parlare. A MILANO, la fiorente Società del Quartetto offerse, nella stagio- ne, un corso di i8 concerìii, alcuni dei quali col concorso di esecutori di celebrità universale. Interessanti sopra tutto i due concerti di musi- ca per clavicenbalo della Landowska e quello del violinista Vaso Prihoda, rivelatosi nel principio dell'anno co- me un prodigio e balzato di colpo alla celebrità. Il Prihoda incomincio subito il suo giro trionfale per l'Italia e fu poi in America. Sfila- rono nella Sala del Conservatorio i violinisti Ondricek e Vecsey, il violoncellista Hekking, i pianisti Ni- no Rossi e Backhaiis, i quartetti Sevcik e Fitzner e il Doppio quin- tetto (archi e fiati) di Parigi. Agli « Amici della musica » fu- ron eseguite le « antologie » di Men- delssohn. Fauré, Chopin, Francie . Grieg, Scimniann, Brahms, Schubert, Rachmaninoff. Agli autori italiani vi- venti furon dedicati tre concerti nei quali si eseguì musica di Anzoletti. Norsa, Sinigiglia, M. E. Bossi, Re- spighi, Zandonai, Orefice, R. Bossi, Lattuada e. Martucci. E fu notevole per la novità e per l'interesse de- stato la Sonata in la di Pizzetti. Alla Scala fu importantissimo il Concerto offerto per il cinquante- nario della fondazione della Civica Scuola di Canto corale, nel quale un complesso di seicento esecutori, fra orchestra e cori, fecero udire, fra altro, la Cena degli Apostoli di Wa- gner. La Società dei Concerti Sinfonici ospitò l'eccellente Orchestra ameri- cana diretta da Walter Damrosch e si rese poi benemerita dei suoi soci a cui offerse le primizie dell'orche- stra toscaniniana. Questa ripetè per il popolo i tre bei programmi e due altri concerti offerse al pubblico nel salone del Conservatorio. Infinito il numero dei concerti individuali, fra i quali due di Enrico Bossi sul ma- gnifico organo rinnovato dell'Istitu- to dei Ciechi, e degno di partico lare menzione quello orchestrale di- retto da Alceo Toni per la celebra zione delle musiche italiane antiche. Nell'annata 1919-20 ricominciaro- no i corsi ordinarli del « Quartetto ■* con interessanti concerti di Huber niann (violino) e di Rosenthal (pia- noforte) e quelli degli « Amici della Musica » con doppie audizioni del medesimo concerto, a maggiore co- modità dei soci. A BOLOGNA, notevoli i concerti di V . Prihoda, del Bossi e del Mat- they (organo), del Backhaus, e il concerto Lorenzoni-Crepax (piano e cello) Salviati e Campatola (piano e violino), di Vecsey, del Quartetto Sevcik di iterato-Consolo e del dop- pio quintetto di Parigi. In un Concerto storico corale di- retto dal Veneziani fu eseguita la cantata biblica Jefte del Carissimi e il Salmo 47 di Benedetto Marcello : mentre i Cantori di Bologna in un riuscitissimo concerto eseguirono mu- siche cinquecentesche interessantis- A FIRENZE la Società dei Can tori di Firenze diretta, del Dòplicher eseguì musica di Palestrina, Anerio, etc. e fra i molti concerti pubblici si udì ancora Veczey. A GENOV.\ si affermò la gio- vine orchestra genovese che affrontò anche (lodevolissimo l'intento e di- gnitoso il modo onde fu adempiuto) la esecuzione di musica orchestrale modernissima: notevole il poema li- rico di A. Finzi per tre voci fem- minili, violino solista ed orchestra. A PALERMO la Società del Quar tetto napoletano (Longo, Cantoni, Pa sca velia, Scarano e Viterbini) ese- guì musiche antiche e moderne, fra CUI Id Son. 63 di Longo. — 104 A NAPOLI la Società del Quar- tetto diretta dal Longo eseguì col suo quartetto stabile diversi concer- ti, ed ospitò poi il quartetto Sevcik, e Serato, e Curci, e Consolo ed Hck- king, eseguendo poi in un ciclo spe- ciale già ricordato nel proemio tutta la storia della sonata (esecutori Ca- t'cttoU e Webb James). Clelia Tac- chinardi violoncellista, Thompson vio- linista. Vasti Prlhoda furon pure u- diti a Napoli, dove fu interessante un Concerto di Musica antica con canto di madrigali, villanelle, ariet- te di Scarlatti, Porpora, Pergolesi, Caccini, etc. Al teatro San Carlo, Leopoldo Mugnone si fece applau- dire nei consueti concerti orchestrali. PADOVA ebbe nel luglio la for- tuna di sei concerti orchestrali di Toscanini, che furono, naturalmente, l'avvenimento più importante della regione. Tra i concertisti clie pa*^- sarono da Padova, notevole in par- ticolar modo il Vecsey. Vasto come sempre, se pur non sempre ad eguale altezza, fu il corso dei concerti di ROM.A. Passarono édiW Auguste o Toscanini, Doret, Mo- linari, Nebdal, Guarnieri, Wendel, I Damrosch con la sua orchestra ameri- i cana, il INI," Toni con le sue musi- , che italiane antiche, e la Società polifonica romana di Mons. Casi- miri con un interessante concerto pa- Icstriniano. Concertisti individuali in gran copia sfilarono davanti al pub- blico romano. De Pachmann, Back- liaus, Loyonnet, Volterra, M. Bossi, Consolo, Cristiani, pianisti; Principe, Corti, Serato, Vecsey, Zuccaroni, vio- linisti : Hekking, Boni, violoncellisti ; M, Bossi anche per l'organo, etc. Il programma 1920-21, di cui te- lò è incominciata l'esecuzione, è di grande ampiezza, sì per la durata — da fine dicembre a giugno — , che per il contenuto, cOn 35 concerti fra orchestrali e corali ciWAucrusfeo e 12 di musica da camera a.11' Acca- demia di Santa Cecilia. Tutte le nove sinfonie di Beethoven, i quattro concerti per piano ed orchestra, tutti e sedici i quartetti, tutte le sonate per piano e violino, compariranno in un glorioso festival beethoveniano davanti al pubblico di Roma accanto a novità sinfoniche assolute — come il Concerto romantico dello Zando- nai e la Sinfonia delle Alpi di Strauss — e alternate con grandi composi- zioni raramente eseguite, come la Matthàus Passion di Bach, o di- menticate come il Giona del Caris- simi. l' ra i nomi dei direttori di orche- stra, oltre il direttore slabile Bernar- dino Molinari, figurano quelli di Ar- turo Toscanini, Arturo Nikisch, Men- gelberg che dirigerà la nona sinfo- nia di Beethoven, Ernesto Wendel, Bruno Walter, Sergio Koussevitski, Ferruccio Busoni, Vittorio Gui, Vic- tor De Sabata. Fra i solisti figu- rano gli organisti Bonnet e Nadia Eoulanger. i pianisti Busoni, Con- solo, Celli, Raoul Laparra, autore àeW Habanera, e Lavinia Schultess, i violinisti Serato e Principe, il violon- cellista Livio Boni, il contrabbassista Kòus-^evitski. la cantante Olga Mat- teini. TORINO ebbe una stagione di concerti assai viva. Gli orchestrali furono una ventina, diretti da Pa- nizza, Guarnieri, Andreae, Fiedler, Talich, Muck, Wendel e fra questi son da notare quello wagneriano del Panizza, per la educazione artistica del proletariato e quello di musica czeca diretto dal Talich. La Corale Pale strina diede pure un concerto, e nel campo della musica da camera sfilarono durante la stagione il quar- tetto torinese, • quello boemo Sevcik Lhotsky e quello tedesco Fitzner — il doppio quintetto di Parigi, il trio Agostini Crepax. i pianisti Agostini 105 — Casella, Cristiani, Poiracluo, Conso- lo. Backhaus, i violinisti Crepax, Zuc- carini. Serate, i cellisti Crepax, Hok- king, etc. Anche a Torino, la nuova stagione già in corso promette di essere im- portantissima per valore di esecuto- ri ed anche più interessante del soli- to per varietà e novità di programmi. A VENEZIA sono da notare un concerto orchestrale diretto dal Fab- broni, due alla Società del Quartetto veneziano e tre alla Benedetto Mar- eeUo l'n contributo assai notevole iUla cultura musicale portò il Toscanini. con la sua orchestra, che prima di imbarcarsi a Napoli per l'America, eseguì acclamatissimi concerti nel Ve- neto, in Piemonte, a Genova, e giù giù fino alla città di partenza. Meritevoli di particolare ricordo sono i concerti di Trieste e, sopra tutto, quello offerto a Fiume, dove una commossa e vibrante orazione di G. D'Annunzio salutò il maestro pre- sentandolo ai cittadini della città tor- mentata. G. M. C. ffi — 106 — Il '' Teatro dei Piccoli „ di Roma Facchimn posto al Teatro dei burattini fia la Musica e la Drammatica, non solo verchè il Teatro dei Piccoli ha assunto tale impor- tanza, per insisne collaborazione di artisti, voeti e musicisti, da tener degnamente auesto posto, ma anche perchè un omacrsio è dovuto a Quel teatro 'primordiale e rafUnatisimo che consente le più luminose espressioni della fantasia e della poesia. Poiché auel che pre- me è l'opera di bellezza, e non lo strumento eoi quale è compiuta, ci sembra doveroso ac- cogliere Ira le manifestazioni comuni dell'arte teatrali, auesta che oltre l'opera di bellezza, adempie tanto nobilmente a una funzione edu- cativa e istruttiva, illuminando le menti dei piccoli spettatori che saranno i srandi di do- mani. Il 2 1 febbraio 1914 in una sala del Palazzo Odescalchi, presso piaz- za Venezia, in Roma, si inaue^urava «Il Teatro dei Piccoli •>•>. Il Teatro che assunse questo no- me — accolto dalle più vive simpa- tìe e dal più clamoroso successo che lo accompagna da sette anni — rag- giunge (con una organizzazione com- plessa e difficile di coefficienti let- terari, musicali, pittorici e anche mec- canici) il duplice scopo di interes- sare tutto il mondo teatrale ed arti- stico per la novità e l'arte raffinata (lei suo repertorio, e contempora- neamente attrarre le giovani gene- razioni (con un programma eclettico- d'arte, di fantasia, di umorismo) .ad un divertimento ricco di bellezza e di meraviglie, ben più adatto, per virtù educativa, coloristica e Ionica^ che funziona in Roma e in periodi- che non il cinematografo, allo sva- go estetico dei fanciulli. Un gruppo di cortigiani della < Cenerentola Il Signor Bruschino ' 107 — Dina Galli e Amerigo Cuasli fra i burattini Cosicché è Stato unaniiiicniciìtc r; conosciuto che il Teatro dei Piccoli, che Tournées, ha riempito una lacu- na estetica ed educativa nazionale ed ■è il primo teatro in Italia e forse al mondo, che, nel dilagare di spet- tacoli assolutamente impropri alle giovani generazioni, lui organizzato con criteri razionali ed artistici, il di- vertimento della fanciullezza, pur in- teressando con pieno successo, anche le persone adulte. Senza indugiare nel prospettare la laboriosa origine e la difficile orga- nizzazione di questo Teatro, descrit- to del resto da innumerevoli giornali ■e riviste, crediamo bastanti l'enun- ciazione del programma di spettacoli finora svolto, e uno sguardo nel prò gramma futuro. Inspirandosi ad una sceha scru- polosa di repertorio tipico (che as- sai meno si presterebbe nel Teatro ordinario, mentre nel teatro dei Pic- coli ha il suo quadro più adatto e la consacrazione normale di centinaia di repliche) e valendosi del mezzo caratteristico, tradizionalmente e de- liziosamente nostrano, di marionette, giudiziosamnte vivificato e rinnova- to, il Teatro dei Piccoli ha finora attuati i seguenti gruppi di spetta- coli : i) Opere giocose italiane del 700 e dell'800: Pergolesi, Paisiello, Rossini, Donizetti, Ricci, Pctrella , Bottesini. 2) Opere classiche e moderne di Autori celebri di vari Paesi: Mozart, l'ui (^Russia), Massenet il' rancia), Vives (Spagna); 3) Fiabe di cicli celebri, ad es. Carlo Gozzi (Amore delle tre Me- ! irancie e Augelin Belverde), Per- lult (Cenerentola, Gatto con gli sti- lli. Cappuccetto Rosso), Mille e ;aa notte (.Ali Babà), ecc.; 4) Fiabe Moderne: Pinocchio di Collodi, Re Fanfan dei fratelli Q)uin- lero. Fata Fiore, di Luigi Capuana, Fata Morgana di Yorick, il Mago per forza, di Giuseppe Adami, ecc. 5 I Scene musicali di giovani compositori italiani: Respighi, Lualdi Ricriati, Liuz-ti, ecc. 6) Commedie dell'arie, con le maschere italiane, parlirolarmen'.e con i burattini (guignols), che formano una allegrissima appendice, predilet- ta dai più piccini, alle marionette d'arte. Il Teatro dei Piccoli sta continuan- do e intensificando l'opera di am- pliamento del repertorio con i se- guenti lavori attualmente in corso: I ) La bella dormente nel bosco, fiaba di Gian Bistolfi, musica di Ottorino Respighi, allestimento sceni- co di Bruno Angoletta. 2) Cio'tolino, fiaba di Giovacchi- no Forzano, musica di Luigi Ferrari Trecate, allestimento scenico di Co- minetti. 3) La Gazza ladra di Gioacchino Rossini, allestimento scenico di Ca- ramba. 4) Gianni di Parigi, di Gaetano Donizetti, allestimento scenico di Monte d'Oro. PVI: a della « ^nerentola. » — 108 - 5) La Fate (la donna serpente; (li Carlo Gozzi, niu'^ica di Riccardo Wagner, Sl'ErTACOLI DI PROSA. 6) Venti mila Leghe sotto i mari (commedia di avventure dal romanzo scientifico di Giulio Verne (con Ru- gantino servo del prof, Awowax). 7) Fortunello di V. Fraschetti, intermezzi musicali di Ezio Cara- bella, allestimento scenico di Dino Vannucci. 8} Guerin Meschino, azione eroi- conìica dal romanzo cavalleresco, di E. Cavacchioli, intermezzi musicali di Adriano Lualdi, allestimento sceni- co di Bruno Angoletta (con Arlec- chino scudiere di Guerino). 9) La Tempesta di Shakespeare, allestimento scenico di Bru:io Ango- letta. AZIOxN 1 COREO GRAF 1 CH E . 1 ) La guerra dei topi con le rane, allestimento scenico da A. Bar- toli. 11) Il diluvio universale, allesti- mento scenico di Duilio Cambellotti. 12) Nozze di Fiori, musica di Renzo Bossi. Questi programmi dimostrano quali siano i caratteri italiani, edu:ativi, artistici del Teatro dei Piccoli, il qua- le ha già rsicosso l'appoggio morale delle migliori autorità intellettuali, artistiche e didattiche d'Italia e quel- lo dei Sovrani e dei Principi di Casa Reale, che chiamarono spesso il Tea- trino al Quirinale. Molto ne hanno scritto le riviste padagogiche, i giornali italiani e stra- nieri. Inoltre il Piccolo Teatro va facendo un'opera di innovazione nel- l'apparato scenico con appositi la- boratori di attrezzeria e di costumi, e con una piccola, ma fervida scuola di scenografia moderna. I risultati fecero, da Emilio Cac- chi, in una corrispondenza da Londra (19 Febbraio 19 19) alla Tribuna por- re il Teatro dei Piccoli in prima linea nell'Arte Europea, accanto al The Art Teatre di Londra all'opera di Rheinardt in Germania e Diaghi- liff coi Balli Russi. Né dimentichiamo le iniziative di- verse d'arte e beneitcenza del Teatro ei Piccoli che bandisce mostre perio- diche di arte infantile, che ha isti- tuito la critica teatrale dei fanciulli, che porta spesso il sorriso delle sue scene tra i poveri, gli orfani, gli infermi e li benefica col provento di serate speciali. II Teatro dei Piccoli ha — negli anni 1919 e 1920 — intrapreso un giro per varie città d'Italia nei se- guenti -teatri : Venezia (Teatro Ros- Vsini), Treviso (Teatro Garibaldi \ Tosconini in un gruppo di grandi, sul palcoscenico dei «Picco'i»- 109 -- Padova (^Teatro Garibaldi), Milano (Teatro Lirico), Firenze (R. Teatro Niccolini),, Rovigo (Teatro Sociale), Bologna (Teatro Verdi), Piacenza (Voliteama), Genova (Teatro Paga- Vnini) ,Brescia (Teatro Sociale). Reg gio (Politeama Ariosto), Parma (Tea- tro Rcinach), Torino (Teatro Cari- gn:ino), Trieste (Politeama Rossetti), Ed ora sta organizzandosi per intra- prendere una tournée all'estero, don- de ha ricevuto ripetuti inviti. Il Teatro dei Piccoli pubblica per ciascun spettacolo — recentemente per il fantasmagorico e cavalleresco Guerin Meschino e per le esuma- zioni donizzettiane e rossiniane un piccolo giornale che illustra tutti gli elementi letterari, artistici e comici dell'opera che si rappresenta e che viene distribuito alla prima rappre- sentazione (le premières dei « Piccoli)^ a Roma sono tra le più quotate dal pubblico e dalla critica). All'appunto di elevare il fanciullo troppo oltre la sua mentalità, il Tea- tro dei Piccoli ha ovviato alternando gli spettacoli lirici e giocosi con Ile commedie umoristiche e fantasti- che, la musica con la prosa, le farse con i balletti, le marionette con i burattini. Il Teatro dei Piccoli, pure allie- tando sino alla ilarità irrefrenabile come un torrente di gioia i grandi e i piccoli spettatori, ha avuto sem- pre l'altissimo scopo di dare quali l'esempio ai grandi teatri sul reper- torio e sul modo di attuarlo con senso d'arte ,non senza una punta d'ironia e di caricatura. In sostanza il Teatro dei Piccoli si è prefisso il compito di rifuggire dalle volgarità e ritiene che i fanciulli siano anche più intelligenti di quello che usual- mente si creda, onde preferisce al dare repertori volgari, presentare le grandi leggende {Don Giovanni, Mil- le e una notte, fiabe di Pierrault, di Carlo Gozzi, di Shakespeare, ecc.) le quali del resto spesso hanno nu- trito, per (juanto diversamente rea- lizzate, anche i vecchi teatri di ma- rionette, ed ora rinascono con nuovo spirito, valendosi in parte anche del- l'alta virtù educativa della musica e della più viva, originale e armoniosa sapienza di allestimenti srenici. VITTORIO PODRECC.A. Angolella - Carlo Gozzi (medaglione). Rltri tCtitri dì borattini. Dopo il grande successo del Tea- tro (lei Piccoli -di Roma, sorsero in questi ultimi tempi e precisamente nel 191 9, il Teatro dei Burattini di Jumbo (Enrico Novelli), a Firenze e il Teatro dei Burattini di G. Fan- ciulli in Milano. Il teatrino di Jambo fu organiz zato al saloncino della Pergola e inaugurato il 17 dicembre 19 19 e fece anche delle tournèes in Toscana. Il suo repertorio comprende il Il gatto con gli stivali. Ciuf f ett ino di Yambo, V Oriente d'oro di Carlo Scarfoglio, il Berretto Ma- gico di Ferdinando Paolieri, Fiocco- dineve di Mazzucconi, Re Salsiccia — HO - •di Bucciolini, Boccaperta di Clurgi. ecc., oltre a pantoniine, giuochi e varietà e qualche operetta, come La Gran via, la Pianella, la Gheisha, ec( . Il Teatro dei Burattini di Giu- seppe Fanciulli {maestro Sapone} ha imperniato buona parte del- suo Re- pertorio sopra la creazione di una caratteristico che racchiude nella sua piccola maschera cinese Takiìi, tipo anima molte virtù, e non poche deb)- lezze umane. La prima idea di questo teatro nac- que quando Beryl Tumiati pensò di riportare alla ribalta i suoi meravi- gliosi burattini che riposavano da qualche anno dopo aver dato qualche rappresentazione nel suo sludio di Firenze. Beryl Tumiati ispirò e diresse i llavori che portarono alla costruzione dei due teatri, e creò poi, con ma- gnifici risultati, burattini e scene per l'allestimento dei lavori. Ejìs (Marialù) e l'orchestra di questo teatro e Giuseppe Fanciulli è capocomico, direttore e autore, at- tore... ■ Il repertorio (oltre il ciclo di Ta- kiù che comprende: Takiiì cortigiano. Le nozze di Talnà, ecc.j contiene. La testa di Sp inacino. Flemma e Fu ria, La tana e il nido, lavori tutti che hanno un contenuto educativo e morale, e che interessano piacevol- mente i giovani spettatori perchè co- struiti con taciuta e con sobria ele- ganza. Sono generalmente scritti in prosa, ma le scene sono spesso in- tramezzate da graziosi couplets musi- cali, alcuni dei quali più che notevoli per il fine sentimento che li ispira e per la spontaneità della loro espres- sione. Nel 191 9 e nel 1920 il teatro ebbe come sua sede fissa la galleria Cen- trale d'arte sopra il Cova, ma tra- sportò spesso le sue tende a Milano presso molte scuole ed Asili — ed inoltre a Verona, a Padova, a Vene- zia, a Maritova, a Novara, a Lecco. VITTORIO GRAS; I : una scena del "Gatto con gli stivai,, — Ili — VANNUCCI. Una scena del « Pincc~'n o ' a Firenze, a Lucca, a Pisa, a Geno- va e perfino a Trieste e Fiume. Vi è poi la folla dei burattini po- veri, del proletariato di legno che per essere umilissimo non è meno benefico: esso batte le strade mae- stre della penisola, pianta i suoi ca- stelli sulle piazze dei villi'-x^i. e ac- cende, dinanzi a in paese, negli occhi e nella fantasia dei bambini la effimera luce del so- gno e dell'allegria. Ci sono in Italia 48 compagnie di marionette che rappresentano i dram- lini e le farse del repertorio tradizio- nale., ed eterno. In queste compa- gnie serpeggia il malcontento : e an- ch'esse si agitano, si organizzano, e muovono compatte alla concjuista di r.uovi diritti, alla rivendicazione for- Una recita di Takiù in una Scuola di Milano. — 112 — >c di antichi privilegi, e rhiidoiiu il riconoiiciniento della loro qualità di organismi teatrali e l'applicazione dei rriterii di amministrazione usati per le compagnie di prosa sulla conces- sione dei teatri e delle facilitazioni ferroviarie. L'organo della Lega di migliora- mento degli artisti drammatici e di operetta ha chiamato a raccolta i l)urattina.i e i marionettisti d'Italia / e|uali hanno già uno statuto. Diamo l'elenco delle compagnie a- critte alla Lega, con la loro residen- /.' il Maggio 192 1. .\L\RI0NETT1STL Aimino Luigi (Alessandria ) ; Ba- scucci Silvio (Novara); Bertoni Ciro (Bologna); Burzio Kertlinaido 1 To- rino-Vercelli 1 ; Burzio Giuseppe (To- ino-Monferravo) ; Braga Fausto (O- ilerzo); Colla Carlo (Teatro Gero- lamo Milano); Colla Giacomo (Cre- mona); Concordia Giuseppe (Sarti- iia); Gagnoli Alfredo (Noventolai; ("lorno dell'Acqua (T. dei Piccoli. Roma) ; Lupi Fratelli (T. Giardino, Forino); Lazzarini Guglielmo Z-^^no) ; Marengo Carlo (Parabiago; ; Muc- chetti Fratelli (Niguarda, Milano); Pallavicini Rafafele (Novi Ligure) ; Rame Domenico (Castellanzaj ; Bel- lio Mario (Torino-Milano); Barbetti Mario (Bolognaj; Cavadini G. (Bo- logna); Cornalba Giuseppe (Losan- na; ; Ferrari Italo (Monticelli d'O- gnina); Fabbri Raffaele (Bolognaj; Giorgi Enzo (Bologna); Girotti Am- leto (Bologna) ; Grasso Giuseppe (Mi- lano) ; Lesa Dino (Sorgà-Veronà) ; Mazzoni Giuseppe (Bologna) ; Mi- siani Carlo (Bologna); Manelli Fer- dinando (Bologna); Ragazzi Raffaele Bologna); Re Giuseppe (Milano'); Rizzolo Aldo (Codogno); Salamoni Celso ■ (Bologna); Zambelli Romeo (Bologna); Zani Pilade (Bologna). Altre compagnie: Berni Giordano; Bresciani Giovanni; Brugner Rinaldo; Campogalliani Ugo e Francesco; Che- nelato Gaetano; Dossi Angelo; Ma- riani Giuseppe; Mezzatorta Giusep- peu Moretti; Pallavicini; Pozzi; Ros- si; Salvini; Storari; Striuli; Testel- . li; Vane Emilio; Yane Giovanni e Vane Settimo. — 113 C/\LENDRRIO DEL TEATRO DRAAAATICO Ha una certa importanza notare, a titolo di avvertenza da tener presente nelle ricer- che di cose teatrali, che non coincidendo il calendario solare con quello del teatro di prosa, è facile cadere in errori nel compu- tare gli anni e i triennii, specialmente nei riguardi del movimento delle Compagnie. Abbiamo procurato di indicare la data esatta del calencario solare ; ma quando ciò non sia stato possibile abbiamo indicato la « sta- gione », per es. : Carnevale, Primavera, ecc. . In tal caso è opportuno regolarsi secondo le indicazioni seguenti. Ci vuole S{>esso un po' di cabala per rac- capezzarsi nella cronologia drammatica Sempre per facilitare le ricerche abbiamo indicato per ogni anno la data del 1° di Quaresima (mercoledì delle Ceneri) e quella della Pasqua ; a rigore la iprima sola è ne- cessaria, ma anche la seconda è utile. Poi- ché le massime Compagnie — la cui com- posizione e la cui durata hanno non lieve importanza, se pure indiretta, sulla produ- zione — sono per solito formate per tre anni — notiamo in questo specchietto la decor- renza dei triennii che ebbero inizio col 1900. dal 1" di Quaresinva : 1. 2. 3. 1900 1901 1902 1903 (28-11) (20-10 (1211) (25-11) 1903 1904 1905 1906 (25-11) (17-10 (8-III) (28-in 1906 1907 1908 1909 (28-11) (13-10 ' (4-III) (24-11) 1909 1910 1911 1912 (24-11) (9-10 (l-lll) (21-11) 1912 1913 1914 1915 (21-11) (5-II) (25-11) (17-11) 1915 1916 1917 1918 (17-11) (8-1 IO (21-11) (13-11) 1918 1919 1920 1921 (13-11) (5-III) (18-10 (9-II) Nel seguente calendario per il 1920 sono notate le particolarità dell' a anno comico » — le quali valgono, si capisce, per tutti gli anni — secondo le rispettive date mobili. Al \° gennaio 1920 : continua la Stagione di Carnevale 1919-20 ini/iata i! 24 o il 26 dicembre 1919. 18 febbraio 1920 : mercoledì Le Ceneri — principio dell'Anno Comico 1920-21 — con la Stagione di Quaresima che finisce il 1" aprite 1920 : giovedì della Settimana Santa o di Passione. 2 aprile 1920: Venerdì Santo: un'antica consuetudine, in parte seguita ancora, esi- geva che i teatri restassero chiusi. 3 aprile 1920 : Sabato Santo. Si inizia la Stagione di Primavera, che comprende i mesi di maggio e giugno. Luglio, agosto settembre : mesi d'Estate, du- rante i quali le Compagnie drammatiche fanno un mese di riposo, alcuni giri nei centri minori di provincia, detti debutti, dando poche rappresentazioni in ciascuno, e stagioni regolari di quindicine o mesi nelle stazioni climatiche e bailneari e in pochis- sime città (per es. : Milano). I" ottobre 1920 : Principio della Stagione di Autunno che finisce il 23 dicembre. Non esiste la Stagione di Inverno... o si chiama Carnevale. 24 dicembre 1920 : Si inizia il Carnevale 1920-21 : con questo si chiude l'anno co- mico; e scade pure il triennio 1918-19- 20-21, rs febbraio 1921 (Martedì grasso) ultimo giorno di Carnevale. (E' abolito da due anni il Carnevalone di Milano). 25 dicembre ■ Natale. Giornata di riposo o di mezzo riposo con una sola recita, diurna. 9 febbraio 1921 : Primo giorno di Quaresima (Ceneri); dell'anno comico 1921-22; e del triennio 1921-24. Per i computi successivi indichiamo le date mobili che servono a stabilire i termini del- le stagioni principali di Carnevale e Quare- sima. Ceneri (mercoledì) : 1921 9 febbr. Pasqua : 1921 27 marzo 1922 1" marzo 1922 16 aprile 1923 14 febbr. 1923 1» aprile 1924 5 marzo 1924 20 aprile Il Triennio Drammatico 1921-24 comprende 36 mesi e 25 giorni — cioè sarà di 1120 giorni : uno dei più lunghi che si ricordino, e che sian possibili. — 114 — Il teatro drammatico italiano dal 1901 al 1920 Forcatamente arida e nuda sarà questa Cronistoria dei più Importanti avvenimenti del Teatro drammatico italiano nel trascorso ventennio : che se dovessero essere analiz- zati uno ad uno i 'lavori drammatici rappre- sentati per .la prima volta, anche soltanto quelli che hanno un notevole valore d'arte ed hanno lasciata una traccia nel nostro Tea- tro, un grosso volume non basterebbe. Né ho voluto caratterizzare ogni singola opera secondo il genere a cui appartiene o la scuola da'.'a quale deriva, che molti — e forse non ingiustamente — - ritengono tale partizione troppo arhitraTÌa. Ho cercato piuttosto di dare un quadro generale di tutti gli avvenimenti drammatici di quiest'ultimo ventennio : Prime rappre- sentazioni. Compagnie di prosa, Concorsi drammatici, morti di autori e di interpreti ; e, cercando che questo specchio fosse il più esatto possibile, non ho trascurato di elen- care notizie, anche di secondaria importanza. Soltanto qualche opera nata-morta, o asso- lutamente defìcente, sì da non oltrepassare la prima rappresentazione, o qualche « .novità » di piccolo paese o di società filodrammatica ho tralasciato, ben sapendo quale valore fos- se da attribuire ad opere siffatte. L'ordine cronologico che ho seguito costi- tuisce una novità, nel modo di trattare la materia teatrale italiana ; e mi auguro possa riuscire utile a chi voglia studiarla vedendo in un quadro sinottico lo svolgimento della Drammatica italiana in questi ultimi vent'an- ni : però quest'ordine non è rigoroso se non per l'annata : e cioè non vengono elencate di mese in mese tutte le « prime rappresenta- zioni » e te necrologie di ccnimeciografi o di attori, ina piuttosto di ogni anno sono ricor- dati prima gli avvenimenti più importanti : le « novità » più fortunate o degli autori più celebri ; e poi, accennate, le altre produzioni nuove... che vivono quanto vivon le rose! Il carattere dominante della letteratura drammatica italiana non è la uniformità né di scuoia né di ispirazione : ogni autore scri- ve secondo il proprio temperamento e quasi sempre riproducendo la vita della regione alla quale appartiene, della città nella quale è nato ; ed anche nella loro espressione scenica — spesso nel linguaggio, infiorato di idioti- smi dialettali — le commedie italiane hanno caratteri regionali : cosicché le produzioni più sinceramente espressive della varia e multiforme anima italiana sono quelle dia- lettali, o quelle nelle quali le caratteristiche regionali sono più evidenti. Perciò abbiamo notato, ma a parte, le ope- re dialettali. E, data l'importanza che nell'ar- te drammatica nostra, ha avuto ed ha tut- tora la produzione straniera, avremmo voluto tener conto anche di questa — che ha tal- volta influito sulla produzione nazionale — ma essa sarà argomento dì uno studio spe- — 115 — ciale che non ha potino trovar luogo In que- sto volume. Mi sono pure studiato di dar notizia anno per anno, d-ille variazioni av\tnr,te r. ''i com- posizione delle Compagnie : ciò che può sembrare superfluo. .Ma ii teulro italiai o ha una costituzione e modi di csi.^tt-iiya così singolari e così vivaci che i mutevoli rag- gruppamenti degli interpreti si rirl»=.ttoiio spes- so se non sulla produ/'one direttii^^nte, ctrto suMa vitalit.'i di alcune opere. Ricordare n^egli .Annali !e persone venute a mancare, 'e qii?.li ahbian dato comunque ope- ra d'ingegno al teatro, mi è parso utile, nonché doveroso. V'ediamo ora quali sieno stati, dono il 1900, ! più intares.sauti avvenimenti nel Teatro drammatico italiano. 1901.* \C eneri : 20 fepbraio; Pasqua: 7 aprile). Roberto Bracco, il drammaturgo più au- dace e più sottilmente analitico dei nostri giorni, fa rappresentare una delle sue opere migliori : Sperduti mi buio (Trieste, T. Verdi, C. Talli-Gr^matica Calabresi, 14-Xl), « trit- tico » di delicata poesia e di austera conce- zione, ispirato dal tragico problema sociale (*) ABBREVIAZIOSI usate nella Dramma- tica : '[.— Teatro: A.= Arena; P.= Politeama; C. = Compagnia; e. = commedia; dr. = dramma; p. dr. — poema drammRtico ; tr. = tragedia ; se. - scene ; a = atti. Le Compagnie sono per solito indicate co! nome della ditta ; più di rado col nome del direttore, quando esso dà una caratteristica o n^glio nota icientificazione. Nei casi di Com- pa:^nie omonime, tener presente le seguenti : Compagnie Nove'.i : E. = Ermete; G.= Gio- vanni; Mariani' T.-: Teresina ; R.= Raffael- lo; Duse: C.= Carlo; non occorre dire che invece di E. si nomina sempre Eleonora. dei figli abbandonati dai genitori che sfug- gono ad ogni responsabilità ; la forma tea- trale di questo lavoro, i.i tre quadri staccati, è delle più originali. Di Enrico Annibale Butti viene rappresen- tata ia terza parte della trilogia « Gli Atei » : un dramma in 5 atti che si intitola ■ Una Tempesta (Trieste, T. Verdi, C. Talli-Grama- tica-Calabresi, 24-XI), ma non ha successo. La Comp. Talli-Gramatica-Ca,Iabresi, diretta da Virgil'o Talli, cost'tuitasi colla Quaresima 1900, e che contiene elementi di primissimo ordine, quali Irma Gramatica e Dina Galli, Oreste Calabresi e Ruggero Ruggeri, ed un nucleo di eccellenti atterri di second'ordine : Laura Vestri, Alfonso Cassini, Alfredo De ."Antoni, A'.berro Giovannini, a'.lora alle prime armi, si è affermata quale la migliore com- pagnia italiana. Un dramma di ambiente storico di Gero- lamo Rovetta, nel quale vengono rievocati i martirii dei nostri primi eroi dell'Indipen- denza : Romanticismo (Torino, T. Alfieri, C. Di Lorenzo-Ando. 10 dicem.bre) ha un enorme Il banchetto a G. Rov^etta dopo « Romanticismo. Giacosa Ferravilla Paladini-Andò Rovella — 116 — T. Di L'renz) Praga (Fot. Varischi Andò Artico) successo, che si ripete in tutti i teatri d'I- talia, trascinando il pubblico a un vero de- lirio di entusiasmo. Interpreti ne furono i minliori attori di Cfiiesta eccellente Compa- gnia : Tina Di Lorenzo e Celeste Paladini- Ando, Flavio Andò, protagonista insuperato. Armando Falconi, che fece dei personaggio di « Giacomino » una gustosissima macchiet- ta, ed Ugo Piperno. Di Gerolamo Rovetta si rappresenta, la stessa sera, del 24 mageio, al « Manzoni » di Milano dalla C. Di Lorenzo-Ando e al- r« Alfieri » di Torino dalla C. Leigheb-Tova- gliari, una tenue commediola in iin atto : A rovescio! Due nuove opere di Gabriele D'Annunzio segnano due importanti avvenimenti d'arte dell'annata : La Città Morta (Milano, T. Li- rico, 20 marzo) — interpreti principali : Eleo- nora Duse, Ermete Zacconi e Carlo Rosa- spina — in una forma immaginosa rappre- senta il fascino che esercita su un uomo mo- derno il fato delle tragiche famiglie greche, delle quali esplora le tombe meravigliose — ed ottiene il più vivo successo. E la tragedia che in forma poetica mirabile, rievoca il feroce Medio-evo italiano, svolge V episodio dantesco ci Francesca, e a Fran. Cc'^ca da Rimiri: 'i. ebbe ad inter- •*^-. ELEONORA DUSE : Francesca da Rimini fFot. Sdutto). preti (Roma, T. Costanzi, 9 dicembre! : E- leonora Duse {Francesca^, Gustavo .Salvini {Paolo), Carlo Rosaspina (Gianciotto) ed E- milia Varini (Malate stino). La prima rappre- sentazione, adornata dagli intermezzi musicali del M.o A. Scontrino, fu tempestosa; ma alle repliche, e nelle molte rappresentazioni che di questa tragedia vennero fatte in tutta Ita- lia, il successo fu completo Due atti di Giovanni Verga, uno dramma- tico : Caccia al lupo, uno comico : Caccia alla volpe, rappresentati il Iti novembre con- temporaneamente al « Manzoni » di Milano, ec all'a Alfieri » di Torino, non ottennero che scarso successo. Il breve dramma di Caccia a! lupo però, nei caratteri dei personaggi, scolpiti ,rcbustamente. non è indegno del- l'autore di Cavalleria Rusticana ; e, nella ve- ste dialettale siciliana e nella violenta inter- pretazione di Giovanni Grasso, ottenne poi pieno successo. Giannino 'Antona-Traversi, abbandona le sue piacevoli satire delia società aristocra- tica, per tentare con scarsa fortuna la com media di analisi psicologica con L'Amica. in 4 atti. (Milano, T. Manzoni, C. Pasta- Reiter, 18 g^naio). La Comp. Pasta-Reiter, diretta da France- sco P3>ta, accoglie intorno a Virginia Reiter eccellenti attori quali Luigi Carini, Cesare Doncini, Gilda Ziicchini-Majone, LyJa Bo- relli. Amelia Rosselli, veneziana, autrice applau- dita di .inima, fa rappresentare con scarso successo una commedia in 3 atti : Illusione (Torino, T.- Carignano, C. Mariani. 26-1). Della Compagnia Mariani fanno parte Vii torio Zampieri, Napoleone Masi, Oreste Bo- rafìni ed A. Lavaggi, oltre Teresa Mariani. Di un' altra scrittrice : Clarice Tartufari, non han successo la commedia Chi vince e chi perde (Roma, T. Nazionale, marzo) e il dramma in 3 atti : Dissidio (Roma, T. Co- stanzi, C. Di Lorenzo-Ando, 9-VII). Un romanziere ben noto. Salvatore Farina, tenta anch'egli il Teatro con due commedie : Amore cieco (Roma, nel marzo) e Tutto per il mondo (Alba, nel marzo) ma senza troppa fortuna. E non ottiene successo un geniale scrittore romagnolo : Alfredo Oriani. con un dramma in 3 atti non privo di origi- ralità, ma immobile nella situazione : La Logica della vita (Bologna, « Arena del Sole » C. Reinach-Pieri, luglio). Fra i drammi storici, oltre la magnifica tragedia di Arrigo Boiio, Werone-, destinata a formare il libretto dell'opera sua mus' cale, e soltanto pubblicata in volume (.Milano. Treves) il 20 giugno, si .possono ricordare : Socrate, 1 atto di G. Bovio (Roma, T. Valle, C. E. Novelli. 16-XII): Calendima^io. 3 — 117 htti di X'alentino Soldani (Torino, T. AlKeri, C. E. Novelli, 17X0; Cassio Cherea. in 4 atti, di Raffaello Giovagno'.i (Torino, T. Al- tieri, C. Novelli, 25-\'n ; .Maria Emanuela Cattaneo, di Diego De Gregorio (Napoli, mar- zo) e Marat o La fine di un re. scene sto- riche di G. de Liguoro (Roma, P. Adriano, C. Borisi-Micheluzzi, agosto). Un autore comico, già noto ed applaudito per numerosi lavori. Augusto Novelli, tenta la commedia satirica con La Chiocciola (Par- ma, C. De Sanctis, marzo). .Affrontano la scena per la prima volta Al- berto Pelaez d'Avoine, col dramma L'Onda (G€no\a, P. Margherita, C. tacconi, no- vembre) ; e Giuseppe Lipparini con la com- media Per la felicità (Bologna, A. del Sole, C. De Sanctis, agosto). Fra i lavori di autori, vecchi e giovani, rap- presentati in quest'anno, van ricordati : d: Giuseppe Costelli, una commedia : Al di là (Roma, T. Manzoni) ; di Guglielmo Anastasi, la commedia : Alla prova (Padova, maggio) di Decio Guicciardi, 'a commedia : La torta (Milano, C. Grossi, aprile) di Franco Libe- rati Ermete Novelli rappresenta un atto (Roma. T. Valle» : Un Figaro della Rivolu- zione; di Giuseppe Petrai, un bozzetto in un atto : L'ultima notte dell'anno (Roma, T. Valle, 31-XII) ; di Alfredo Moscariello, un dramma : Le Vittime (San Severo, C. Zoli, novembre) ; di Marianna Fossa-Mancini un dramma in 3 atti : Ultimo (Jesi. C. De Sanc- tis. ottobre) ; di Adolfo Pesenti, un bozzetto drammatico : Per la fame (Legnago, agosto) ; di Alessandro Campi, un bozzetto : Al di là dell'onore (Pisa, novembre); di Ferdinando Si- meotti, il dramma in un atto : Anna Maria (Gorizia, febbraio) ; di Egisto Maccanti, la commedia : Lotte del cuore (Empoli, A. Ber. sellini, luglio) ; di Ugo Tolo.mei una Alda (Pistoia, luglio) ; di Ettore Ximenes, una com- media in 2 atti: L'onorevole Varenchi (Bene- vento, luglio) ; e finalmente di Giulio Cag- gLano, un dr. in 3 atti nel quale l'autore tentò mettere in iscena la camorra napoletana di alta sfera : Anime delinquenti (Firenze, Are- na Nazionale, C. Pasta-Reiter, giugno). COMPAGNIE - 1901. Fra le Compagnie che non rappresentarono nessuna nuova produzione — alle altre ab- biamo già accennato — vanno ricordate, per migliore armonàa di composizione o per il vHlore di singoli attori, la Berti-Masi, diretta da Andrea Maggi, della quale fan parte Ca millo De Riso, Giulio Tempesti ed Olga Lu- go; la Raspantini, diretta da Achille Vitti, con Ines Cristina, Luigi Russo, Ambrogio Bagni, Arturo Garzes ; la Sichel-Guasti-Falconi-Russo della quale è prima attrice comica Emilia Sa- poretti-Sichel ; e la C. Saltarelli, diretta da Gustavo Salvini, con repertorio quasi esclusi- vamente classico : da ricordarsi la rappre- sentazioine d'eM'Edjpo Re fatta il 9 giugno da Gustavo Salvini al « Toaitro Olimpico» di Vicenza. NECROLOGIO - 1901. -^- 11 1" dicembre muore a San Remo Luigi Gualtieri, romanziere e drammaturgo, che ebbe in passato qualche fortuna : delie sue opere drammatiche si ricordano oggi apoena i titoli : Gulnara la Córsa, Lo Spiantato, Shak- speare, Silvio Pellico e le sue prigioni ovvero 7 Carbonari del 182i. Fra nato a Bologna, nel 1825, ed aveva sposata la celebre attrice Giacinta Pezzana, dalla quale si era poi di- viso. -f- Un autore di gaie commediole e di farse, .Alessandro Gnagnatti, muore nel febbraio ar Foggia ; più che una commeciia in 3 atti : La roba d'altri, si ricordano di lui le farse : Te- lemaco il disordinato, Un signore compiacen- te. Il Signor Preciso, Un creditore' delh Stato. Dalla padella nella brage. -f Luigi Aliprandi, uno dei pili vecchi at- tori italiani, muore a Firenze il 16 luglio. Era nato a Mantova nel 1817; fu con Alaman- no Morelli, poi fece compagnia da sé, ma con poca fortuna, sì che preferì poi scrit- turarsi con Bellotti-Bon, e più tardi con Gat- linelli ; attore intelligente, rimase celebre la sua interpretazione del Giovanni da Procida del Niccolini ; si ritirò a Napoli, ove diede lezioni di recitazione, sino al '91, anno in cui venne a stabilirsi a Firenze. -h Sono morti nell'annata : Alarico Lam- berlini (a .^tì snn-, a Bologna, nell'ottobre)» 118 attore brillante in Comp. Morelli e Dominici, poi proprietario del « Teatro del Corso », del « Brunetti » di Bologna, e fondatore de! gior- nale teatrale 7/ Piccolo Faust ; Achille Lei- gheb, morto a Bologna, nell'agosto, in età di 63 anni, attore brillante, che, ben lungi dal raggiungeire la fama del fratello Claudio, recitò modestamente in Compagnie seconda- rie, e fu poi maestro di recitazione a! Con- servatorio di Bologna : Pietro Falconi, morto a Napoli il 15 marzo, modesto attore, marito della celebre Adelaide; G. B. Marini, morto il 27 settembre a Bagno a Ripoli, presso Fi- renze, in età di 80 anni, marito di Virginia Marini, mediocre attore: Cesare Ristori, morto a Torino nel febbraio, modesto attore : Ernesto Somigli, morto a Firenze il 27 ago- sto, in età <^ì 70 anni, impresario del Teatro Nuovo e fratello di Mariano Somigli, altro celebre impresario. 1902. (Ceneri: 12 febbraio; Pasqua: 30 marzo). Carlo Bertolazzi, 1" autore della Gibigianna dà una commedia in 4 atti : La Casa del sonno (Firenze, A. Nazionale, C. Talli-Gramatica- Calabresi, 23-V) di un'ampia e severa linea drammatica : vi è descritta la tragica fine di uno speculatore di borsa, condotto alla ro- vina dai suoi sogni di ricchezza, sordo ai richiami della placida e serena vita di fami- glia. Con due spiacevoli e allegre commedie : Quel non so che..., in 3 a. (Napoli, T. San- nazaro, C. Pasta-Reiter, lO-II) e Fra due guanciali, in 3 atti (Bologna, C. Pasta-Rei- ter, settembre) .Alfredo Testoni inizia la serie delle sue tenui e leggerissime commediole, nelle quali la verosimiglianza e l'umanità dei personaggi non sempre corrispondono alla grande perizia scenica. Giuseppe Baffìco ottiene scarso successo con il suo dramma in 4 atti : Sulla soglia (Torino, T. Alfieri, C. .4ndò-Di Lorenzo, di- cembre). E due nuovi drammi di .Alfredo Oriani, interpreta Ermete Zacconi (Trieste, T. Verdi, aprile) : la Figlia di Gianni, in 5 a., che pre- senta un conflitto fra industriali ed operai ; e L'Invincibile, in 4 atti (Genova, Politeama Margherita, novembre), ispirato al romanzo di Bourget, André Cornélis, e che ripete l'argomento e e\V Amleto ; il primo dei due drammi non piacque, il secondo ebbe, anche per merito della superba interpretazione di E. Zacconi, pieno successo. Mario Giobbe, reccellente traduttore dei drammi del Rostand, osa sulle scene un ri- facimento del Faust di Goethe : il suo Mefi- stofele, opera di nobile poesia, se pur defì- cente dal lato urammatico, ottenne scarso suc- cesso (Milano, T. Commenda, C. Maggi. 25-Vl). Un poeta toscano, destinato a prender ne! teatro italiano uno dei primi posti, Sem Be- nelli, affronta per la prima volta le scene con un dramma a protagonista storico : Fer- dinando Lassalle : rappresentato (Firenze, Arena Nazionale, C. Di Lorenzo-.Andò, 22-l.\) il dramma ottenne successo. Altri drammi storici sono rappresentati in quest'anno : Agostino di Tagaste, dramma in versi di Luigi Ratti (Milano, Olimpia, C. De Sanctis, 20-IX) ; Caio Cesare Caligola, in 5 atti, in versi, di Giacinto .Altimari Menna (Bo- logna. -Arena del Sole, C. Guerrieri-Pasquali- Pezzaglia, 27-V) ; Ciceruacchio , di Tito Mam- n;oli (Roma, igosto), e due commedie in un atto a protagonista storico : una di Lodovico Muratori : Il precettore di .Molière, ed una di Gino Monaldi intitolata : Un'opera buffa, del- la quale è personaggio principale Giuseppe Verdi. (Entrambe a Roma, T. Valle, C. E. Novelli, marzo). Sempre al «Valle», da Ermete Novelli, viene rappresentata, nel decembre, una ri- duzione del celebre romanzo di To!stoi : Re- surrezione, fatta da un abile commediografo : Camillo Antona-Traversi ; ma i! dramma ot- tiene scarso successo. Una scrittrice toscana, Corinna Teresa Uber. tis (Térésah), già nota per le sue novelle, tenta le scene con un dramma : 7/ Giudice (Genova, Poi. Margherita, C. Zacconi, no- vembre). Con ila commedia ; Nuovi tempi (rappr. a Palermo, nel febbraio), Gerolamo Er-icn Nani, noto traduttore di commedie tedesche, tenta dimostrare i danni derivanti dall'in- contentabilità, sia nella vita che nell'arte. Una breve commedia di .Antonio Fogazzaro, intitolata : Il ritratto mascherato (Venezia, T. Goldoni, marzo) non piace. E neppure La — 119 — moglie utile, commedia di Guglielmo Anastasi (Torino, T. Alfieri, aprile^ La Compagnia (f\ Ermete Novelli rasppre- senta al « Valle » di Roma : Alla capitale. commedia di Franco Liberati (nel gennaio) ; L' Onorevole in vacanza, scene comiche di Yambo (nel febbraio) : ed a Viareggio nel- l'agosto : Dalla bruna alla bionda, commedia in un atto di Ersilia Pompeiani (Principes- sa Dorat. Alfredo De Sanctis porta alla ribalta un dialogo in versi di Mario Rapisardi : Leone (nel marzo a Catania) ; e un dramma in 2 atti di Antonio Pastore :■ Z.Vfivd e ottiene gran successo Genova. Poi. Margherita. C. Mariani, lO-XO. Il secondo dramma di Sem Benelli : La Terra in 4 atti, (Milano, T. Olimpia, Comp. Caimmi-Zoncada. 1-XlI) ha un successo con- trastato, ma rivela qualità di acuto osserva- tore, (li lavoro, notevole per la schiettezza linguistica, è andato perduto). Dal tuo al mio, dr. in 3 a. di Giovanni Verga (Milano T. Manzoni, C. Talli-Grama - tica-Calabresi, 30-IX) ha intenzioni di satira sociale e al tempo istesso descrive mirabil- mente l'ambiente piccolo-borghese "della pro- vincia siciliana. Ha successo La Duchessina, commedia in 3 atti di Alfredo Testoni. (Firenze, A. Na- zionale, C. Reiter, 22-VI). Una nuova Compagnia, della giovane at- trice Angelina Pagano, diretta da Ferruccio Garavaglia, rappresenta con successo due drammi storici : / Ciompi c'i Valentino Sol- dani (Firenze, T Niccolini, 7-III) e Robe- spierre dì Domenico Oliva (Firenze, T. Nic- colini. 5-IV) ; il primo in 4 a. ; il secondo in .=^ atti. Dello stesso Soldani non piace la comme- dia storica in 3 atti : Piccolo Impero (Roma. T. Valle. C. Berti-Masi. 11 -XII). Il «Teatro Drammatico Sperimentale», istituito dalla Società degli Autori di teatro di Firenze, accoglie nuove opere, che non abbiano trovata ospitalità presso le Compa- gnie regolari : eletta sua sede al « Teatro Salvini ». si rappresentano nuovi degli atti unici : oltre a 7/ punto d'appoggio di Lopez. un forte dramma di Camillo Antona-Traversi : L'assolto (il 28 febbraio). Due atti unici di forte drammaticità ven- gono rappresentati con successo : La Semina di Washington Borg (Napoli, T. Fiorentini, C. Mariani-Zampieri, febbraio) e Pane Rosso di Térésah (T. C. Ubertis^ (Firenze. A. Na- zionale, C. Berti-Masi. 8-Vn. Un drammaturgo di buona fama : Goffredo Cognetti, fa rappresentare (Livorno. P. Li- vornese, C. Gramatica-Orlandini-Fabbri, 28- LX) una commedia in 3 atti, intitolata : Una delle tante Alfredo Oriani .affida al Ermete Novelli, che li rappresenta al « Filodrammatico » di Trie- ste, un dramma in 2 atri : Gli ultimi barbari, che è applaudito (18-lX) e una commedia in 3 atti : Momn, che non ottiene successo (set tembrel. Va ricordato L'Apologo delle d<:e "-orel-.e di Enrico Corradini (Genova, T. Verdi, C. Caim. mi-Zoncada. ottobre). Altri nuovi lavori rappresentati in quest'an- no sono : Rinunzia, dramma in 3 atti (Mi- lano, T. Commenda, 28-V) e Al sole, dram- ma in un atto, di Filipipo Marchese (Catania T. Sangiorgi, 7'X) ; Volontà di bene, dram- ma in 3 atti di Tullio Giordana (Milano, T. Fossati, C. De Sanctis, 16-VI); Verso l'Au- rora, dramma in 3 atti di Cesare Gittardi (Lodi. T. Lombardo, C. G. Novelli-Fortuzzi, 19-VI); Eroi del Montenegro, dramma in un prologo e 3 atti di Giuseppe Sabalich (Fiu- me. T. Fen'ce, 28-VI!); Papà Giovanni, dramma in un atto di Vittorio Marvasi (Bo- logna, Arena del Sole, C. di E. Novelli, settembre^ e L'attesa, dramma in un atto di Eugenio Costamagna (Milano, T. Olimpia, C. Caimmi-ZoTicada. 4-Xll). rO.MPAGNlE - 1903. .Alle Compagnie già ran;mentate e rimaste immutate nei loro elementi dal precedente anno, aggiungereifro i nomi di quelle di nuo- va formazione : quella di Virginia Reiter, di- retta da Giuseppe Pietriboni. con Luigi Ca- rini, Antoni.> Gandusio, Emma Riocardini, Er- menegilda Zucchini-Majone. Nerina Grossi ; la Caimmi-Zoncada, diretta da Giuseppe Bracci, con Cesare Dondini; la Sichel-Guasti-Ciarli, diretta da Giuseppe Sichel, con Ida Carloni- Ta'ili, Elettra Brunini-Privato, Elvira Zoppet- ti-Barsi, Adelina Maestri, .Antonio Colombari; qiiella di Luigi Rcispantini, diretta da Florido Bertini, con Elisa Severi quale « prirna-attri- ce», Camillo De Riso, I. Mascakhi, .A. Gan- dusio, U. Falcini, rifatta poi con nuovi at- tori : « prime parti » Teresina Franchini, ed Amedeo Chiantoni, Alfrec^o Sainati, Egisto Olivieri, V. Campi; la Comp. Berti-Masi, di- retta da Alessandro Marchetti, con Emilia — 122 Varini. Lydia Baracchi, Camillo De Riso; la Comp. Pieri-Severi, diretta da Vittorio Pieri, con Francesco Valenti, Salvatore Rizzotto, Al- fonsina Pieri; la Comp. di Adolfo Drago, con NeUa Montagna, Elma Cannonieri, Remo Lot- ti, Giovanni Pezzinga e Tullio Capodaglio. i 11 20 ottobre per le onoranze a Vittorio Alfieri, nel 1° Centenario della sua morte, viene data al « Teatro Verdi » di Firenze una rappresentazione straordinaria del Saul : pro- tagonista Tommaso Sa'vini, e nella parte di David il figlio suo Gustavo : Micol era Alda Borelli-Pc Sanctis. XECROLOGIO - 1903. -I- Muore a Napoli il 15 aprile Giovanni Bovio, ci.w- diede alle scene, quasi a riposo c'ei suoi studi filosofici, alcuni lavori dram- matici, nei quali alle elevate intenzioni lette- rarie, di rievocazione di un periodo storico, non sempre corrisponde la forma scenica, oscura ed ampollosa : maggior successo ebbe i! Criito o.lìa festa di Purim (interpretato da Zacccni. 1893), che suscitò grandi dist-.ss- sioni : il Socrate- Il Millennio, il San Paoio. il Leviatano non durarono a lungo sulle scene. Giovanni Bovio era rato a Trani nel 1838. + Una grande perdita fece !a scena italiana ccn la morte di Luigi .Montì, avvenuta a Mi- lano il 16 giugno. U Monti, nato a Napoli nel 1836, è stato il più grande « amoroso >> del Teatro italiano; eccellente Serone n;'. dramma elei Cossa, insuperato Parini neila commedia del Ferrari ; per nove anni nella Compagnia di Alam.anno Morelli, fu « primo •ittore » in Ccimpagnia Pezzana-Ron"i2v:'.oM- Privato, poi direttore della Comp. Sadowski ■'. 2; e, ritiratosi dall'arte, direttore del- 'c Accademia dei Filodrammatici» di A\ilano. -I- Il più corretto e signorile « bril'ante » del'a scena italiana fu Claudio Leigiieb, s.^c". tosi il 14 novembre a Quarto a Mare (Geno- va) in età di 55 anni (era nato a Fano il 20 agosto del '48). « Brillante » nella Comp. Sa- dowski diretta da Cesare Rossi, nel '71, fu dal '74 al "76 nella Comp. Bellotti-Bo i N. 3, diretta pure dal ì'ossi (ma il suo ve- le maestro può jirsi •! "Bellotti-Eon) eppoi nelle Comp. « Città di Torino », « V. Ma rini », « Nazionale », « Novelli », « Andò » e « R«iter ». spasso socio, e finalmente con Tovagliari : attore elegante, serio, digni- toso, seppe con la sua recitazione ottenere irresistibil- effetti Ji comicità, creando « mac- chiette t, indimenticabiii. per la finezza e il buon gusto con cii er^io plasmati. + Altro eccellente attore, specialmente nel le parti di « generi^jo » e di « caratterista » fu Enrico Belli-Blanes, spentosi il 22 giugno a. Viù (Torino) : .iato il P aprile del '44 a Fo- ligno, si scrittr.ro a diciott'anni col Wenii ghino Moncalvo, fu f ci sedici anni « 2° amo roso » con Be'Iotii Bi»»!, e poi passò « carat- terista » in primarie Compagnie : aveva la specialità d" truccarsi in .modo da riescir irri- cor;o.<;cibile, e ib. cara'.teri/?&re il personaggi.» che rappresentava .incor prima di aver aperto bocca. -H Emilia AUprandi-Pieri. morta nel set- tembre in ancor giovine età, f': « prinpa- attrice » ci viva e pronta intelligenza e di grande sentimento drarr.nriatico : rappresentò per prinra in Italia la Casa di bambola df Ibsen. Fu succe.ssivamcnte nelle Compagnie di .Alamanno Morelli, del marito Vittorio Pie- ri, con Vitaliani e Ve.-;tri, con Ernesto Rossi e con Vir5;inia Marini. Fu madre ad .Alfonsina Pieri e a Giusenpi.'ia Pi*>ri-.Ardau. 1904. {Ceneri: 17 febbraio' Pasqua: ? aprile). Il più grande avvenimento dramirta^ico del- l'annata fu la r:ippresciitazione della tragedia ps,<;torale di Gabriele D'.Annunzio : La Figlia di Iorio, che ebbe luogo al «Lirico» di Mi- lano i! 2 marzo, con grandissimo successo : l'esecuzione della Compagnia Talli-Gramatica- Calabresi parve meravigliosa di affiatamento, di evidenza scenica, di stile poetico : Irma Graniat'ca era «Mila di Codro», Ruggero Ruggeri « .Aligi ». Oreste Calabresi « Lazzaro di Rojo », Giannira Chiantoni « Ornella ». In questa tra,Jejia, ricca di situazioni dram- matiche quale nessun'altra di Gabriele D'An- nunzio, e tutta soffusa di lirismo sensuale, il poeta, giovandosi degli elementi che gli for- niva l'ingenua e mistica anima contadinesca .Ielle sue terrai, seppe ricostruire un vero e proprio Mistero drammatico, pur senza rinun- riare ai 'r.Rgico conti-asfj che gli poteva of- frire im 'enip'ice e rozzo dramma passio- nale. 123 — lino dei masjijiiri autori draminatii;i italiani. Giuseppe Giacosa, riprende l'argomento, già da aitri trattato (e recente'inerte da Ottavio Mirheau) dell'uoinc di affari, implacabile nelle questioni di danaro, aspro al guadagno, che viene colpito, jicr la sua amoralità, nei suoi più cari affetti d' famiglia ; ma la commedia R. RUGGERI - Aligi {hot. De Sbarchi) Il più fori', pur contenendo non piccoli pregi specie nel disegno del principale carattere, non ottenne lil 25 novembre all'» Alfieri » di Torino dalla Comp. Talli-Gramatica-Calabresi» un successo troppo caloroso. La sud opera migliore presenta invece con ottimo successo Marco Praga con la comme- dia in 3 atti intitolata : La Crisi (Torino.. Tea- tro Alfieri, C. Reiter, 14-X) ; in essa è svolto, con acuta penetrazione dell'animo femminile, un case p^iro'.ogicc non troppo comune : l'a- more coniugale che risorge dopo una « crisi » di infedeltà. La commedia è di un" ammire- vole sobrietà drammatica, nell'assenza di ogni episodio non necessario a! progredire dell'a- zione. Una piacevole commedia ci Roberto Brac- co è II frutto acerbo (Napoli, T. Sannazaro, C. Reiter, aprile) commedia boccaccesca nel suo svi'.uppo e morale nei suoi fini, intorno ai pericoli, per ?a felicità coniugale, dei matri- moni fra un uomo troppo maturo e una donna troppo giovane. Uno dei drammi migliori di Enrico Anni- bale Butti è Vlamme nell'ombra (Roma, T. Costanzi, C. Talii-Gramatica-Calabresi, 18-X) dramma austero e nobile nella sua linea drammatica, originale nell'argomento : vi as- sistiamo allo scoppiar dell'amore in una donna, che si era rifugiata presso il fratello prete, a cercarvi pace e riposo : e il prorom- pere delle ambizioni di questo stesso prete, che si era eretto a giudice della sorella col- pevole. La stessa Go.mpagnia rappresenta, all'» Al- fieri » di Torino, il primo dramma di Gian- nino Antona-Traversi : Viaggio di nozze, nel quale è rappresentata ia tragica situazione di un marito chi scopre, la prima notte del matrimonio, un precedente fallo della pro- pria sposa. Commedia ironica e amara, nella satira al- l'ipocrisia della nostra società, è quella che Sabatino Lopez ir:titola : La Morale che corre (Roma, T. Valle, C:. Di Lorenzo-Ando, U-IV) : ottenne un buoti successo. Piacque la commedia in 3 atti di Alfredo Testoni : In Automobile (Roma, T. Costanzi, C. Reiter, 27-VI) : commedia superficiale e poco consistente come molte altre del fe- condo commediografo bolognese. Ottiene buon successo i! dramma in 4 atti di Washington Borg : Rose Rosse (Firenze, T. Alfieri, C. Pieri-Severi, 12-2) nel quale si amn.ira un delicato sentimento poetico, alla ^rannera di Bracco. Delio stesso Borg ebbe minor fortuna la commedia in 3 atti : Sensitive (Napoli, T. Fiorentini, C. De Sanctis, 12-XII). Ottiene buon successo un drammetto in un atto di Ugo Ojetti : Un garofano (Torino, T. Alfieri. C. Di I orenzo-Andò, 19-XH). Un dramma i" 3 atti : Ardore c'i Cosimo Giorgieri-Contri, viene rappresentato al «Man- zoni » di Milano (121) dalla Comp. di Virgi. nia Reiter. La stessa sera air« .Alfieri » di Torino la Comp. Mariani -Zampieri rappresenta una c.'>mmedia in 4 atti di Dante Signorini : Gli Intrusi. Dello stesso Signorini vengono rappresen- tate allo stesso teatro (20-VI) da Ermete No- velli, 'e scene in un atto, intito'ate : Un Giu- dice istruttore. Collaboratori ii , Signorini e il Giorgieri- Con'.ri nella riduzione per le scene de' ce- lebre ron'.anzo di Théophile Gautier : Il Ca- pitan Fracassa; la commedia in 5 quadri, in \ersi, che così s'intitola, «ebbe successo (Mi- lano, T. Commenda, C. Berti-Masì. 2-Vn). Di Lucio D'Ambra e Giuseppe Lipparini vengono rappr.;sentati due dr!«mmi in versi. — 124 — a protagonista storico : // Bernini, in 4 qua- dri (Milano, T. Commenda, C. Berti-Masi, 8 VI) e Goffredo Mameli, in 5 atti (Roma, T. C'ostanzi, C Tjlii-Gramatica-Calahresi, 10-X). Un altro dramma epico in 5 atti in versi, intitolato a Goffredo Mameli, di Edoardo Nulli, viene rappr-esentato il 13 ottobre allo • Stabilini » di Milano. Di Lucio D'Ambra non piace troppo la com- media in 4 atti : La via .li Damasco ( Milano, T. Manzoni, C. Di Lorenzo-Ando, 19-XI). Con un dramma in 4 atti in versi : Ramon H-iC'ido (B)logna, T. Duse, C. De Sanctis, 12-V) affronta per !a prima volta le scene . il poeta ferrar^st Domenico Tumiati. Due piccoli « medaglioni » storici : Lo ■-iThiaffo dAla gloria e Margherita da Cortona la rappresentare Valentino Soldani : nel pri- mo — un dramma in un atto (Bologna, T. Corso, C. Zaccon', febbraio) — è messa in ifoena la lite fra il BuonSrroti e il Torreg- giano; nel secondo — un « mistero » in un itto (Milano, T. Lirico, C. Caimmi-Zoncada, <1-V111) — è rappresentata la conversione • 'fllii celebre peccatrice. Rientriamo nel Teatro d'argomento coniem- roraneo, per segnalare il pieno successo of- Krnuto al « Salvini » di Firenze, nelle recite liei «Teatro Drammatico Sperimentale», il 10 marzo, dal dramma in un atto di Camillo Nntona-Traversi e Adolfo Thalasso, intitolato : Rahbo Gnnrnas, e tradotto in italiano (da Ma^io C. Ferrigni) col titolo : 7/ Capoccia, dramma di un'amarezza alla Becque. Fra i nomi degli scrittori più rinomati va 1 irordato quello di .Alfredo Oriani, che, col Mio nuovo dramma in 4 atti: L'Abisso (To- rino, T. .Alfieri, C. Mariani-Zampieri, 8-1). non ha «Juccesso. Anche il dramma in .^ atti di Alberto Pe- laez d'Avoine : Anna Roveda (Milano, T. Li- rico, C. Caimmi Zoncada, settembre) non ot- tiene successo. Mediocre è la commedia in .^ atti di Ce ■;are Hanau, intitolata : Signorine (Firenze, T. Alfieri, C. Pieri-Severi, 16-1). Dibatte una questione religiosa Arturo Foà ne La Figlia, commet'ia in 4 atti (Roma, T Navionak, 31-HI). Altre nuove produzioni dell'annata sono : il signor Mastri Sindaco, commedia in 4 atti di Giuseppe Giusti-Sinopoli (Palermo, T. Pi,.niio r BeriiMasi, 12-Xin: Mario Gelli, dramma di Alessandro Lalla Paternostro (Pa- lermo, T. Bìllini, 21-XII); L'Irreparabile, dramma in 3 atti di Arnaldo Cerani (Vercelli. T. Facchinetti, 26-V) ; La Cometa, commedia in 3 atti .li Lida Nazari-Brochon (Torino. T. Carignano, ' C. .Mariani-Zampieri, 12-Xn); EvUogri, scene drammatiche in un atto di Francesco Cisotti (Roma, T. Costanzi, C. Rei- ter, 13-VII) e Un'opinione di Balzac, scent in un atto di Clarice Tartufari (allo stesso te?rro, pure nel luglio). COMPAGNIE - 1904. Fra le Compagnie di qualche importanza, cltrc a quelle già rammentate, si possono ricordare : la Reinach-T ovagliari, con Enrico ed Edvige Reinach, Arturo Falconi, Pier Ca- millo Tovagliari, Matilde Tassinari, Maina A- leotti ; la Gnunatica-Orlandini, diretta da At- tilio Fabbri, co,n Emma Gramatica, Leo Orlan- dini, Ernesto P-errero, Calisto Bertramo, A. Pieri, Egisto Olivieri, Umberto Casilini ; la Comp. di Ernesto Della Guardia, diretta da Andrea Maggi ; poi -la Tovagliari-Carloni-Pez- zinga, diretta da P. C. Tovagliari ; la Mer- cedes Brignone e Soci, diretta da Alessandro Marchetti, con Uberto Palmarini, Arturo Fal- coni, Giuseppe Brignone, Giulia Costa; la Comp. di Mario Fumagalli, con Teresir.a Fran= chini, Giulio Tempesti. Giuseppe Masi, Elisa Berti Masi, Evelina Paoli, Gabriellino D'.An- nunzio. .•\'. '. Niccolini » di Firenze, il Ili marzo, dagli studenti della Facoltà di lettere dell'I- stituto Superiore, viene rappresentato il Ti- mone d'Atene di Shakespeare. NF.CROLOGIO - 1904. + .Muore a Venezia, nel luglio, a 77 anni. Laura Bon, figlia de! celebre autore del La- dro, e attrice di molti ineriti. Nata a Torino nel I82,S, a sedici anni recitò come « inge- nua », e a 20 era già « prima attrice » : ir. Compagnia di Vincenzo De Rossi, al « Teatro Re » di Milano, era l'idolo del pubblico : piacque specialmente nella Teresa di Dumas e nelia Parisina del Somma. Cambiò spesso di Compagnia, intollerante di freno, e, dopo aver pa.^sati periodi di gran fortuna (fu in affettuosi rapporti col re Vittorio Emanuele), finì in miseria. 125 1905. {Ceneri: 8 marzo; Pasqud : 23 apriteK Con La pìrcolu fonte, craiiiiiia in -I atti (Milano, T. Manzoni, C. Talli-Gramatica-Ca- labresi, li-ll) Roberto Bracco ottiene uno dei suoi più vivi e duraturi successi. Anche in questa sua opera lo scrittore napoletano ri- pete uno dei suoi preferiti motivi : l'egoismo maschile che produce la rovina morale e ma- teriaJe della donna ; nel caso speciale, è un artista che, per la propria ambizione e per cor- rere dietro alle chimere del successo, calpesta l'umile sua do:ina, che pur gli era necessaria al tranquillo lavoro • con la demenza di lei, è inaridità in lui per sempre la fonte della ispirazione. Con la sua commedia giocosa : Intermezzo poetico, in 4 ittti (Torino, T. Carignano, C. A\ariani-Zampieri, 11-X), E. A. Butti ha vo- luto far la satira del monco letterario mila- nese, sicché questa potrebbe dirsi una « com- media a chiave » : ma se la satira non è del lutto riescita, alcuni gustosi episodi fanno di questa una piacevole commedia : il successo fu però contrastato. Ebbe migliore fortuna la commedia dram- matica dello stesso autore : Tutto per nulla^ (Genova, P. Margherita, C. Reiter, lO-XD." Qui la tragica situazione di una donna non niù giovane, combattuta fra l'affetto dell'a- mante e quello del figlio, costretta a sacrifi- care il primo per il secondo, pur sapendo che il suo sacrifìcio a nulla gioverà, sarebbe stata di molto effetto scenico, se nello svolgimento non presentasse qualche artificio e qualche inverosimiglianza. La Fiaccola sotto il moggio, tragedia in 4 atti in versi di Gabriele D'Annunzio (Milano, T. Manzoni, C. Fuimagalli. 27-111), interprete principale Teresina Franchini, ottenne un suc- cesso non senza contrasti. Ricca di situazioni tragiche, quest'opera è troppo statica : l'a- zione non procede che con grande fatica, e non v'è studio di caratteri ; l'ambiente pro- vinciale, fosco JI delitti oscuri, è invece reso con acuta penetrazione. Dello stesso D'.Annunzio è un poema tra- ffico in un atto, di ambiente veneziano : il Sogno di un tramonto d'autunno (Livorno, T. Rossini, r. FiiTia?al!i. 2-XIH : l'opera è es- senzialmente lirica ; otten.ne sulle scene scarso successo. Una commedia storica in 5 atti di Alfredo Testoni, intitolata ad una cielle più caratteri- stiche figure del Settecento bolognese, // Car- dinale Lamhertìni, che divenne poi Papa col nome di Benedetto XIV, sacerdote bonario e faceto, ma di costumi austeri in contrasto con E. ZACCONl : Cardinal Lambertini {fot. Nones- V ais) quelli corrottissimi della società che lo cir- condava, ottenne il più vivo successo : rap- presentata M .^0 ottobre al « Costanzi » di Roma, bisogna far la parte del suo grande successo (che ancor oggi non s'è affievolito) alla magnifica interpretazione di Ermete Zac- coni, il quale potrebbe, in questa piacevole commedia, dirsi i' collaboratore diel comme- diografo. Un'altra commedia del Testoni : // quieto vìvere (Roma, T. Valle, C. Di Lorenzo-Ando, 17-XI) ottenne pieno successo. Un dramma, a protagonista storico che ebbe pieno successo, sopratutto in grazia dell'in- terprete, è 7/ Re Burlone di Gerolamo Ro- vetta : la figura di Ferdinando II di Borbone, cinico e bonario, allegro e crudele, supersti- zioso e vendicativo, ricca di chiaroscuri vio- lenti, è una delle più felici « macchiette r> uscite dalla penna dello scrittore lombardo : intorno a questo riescito personaggio, un gros- so melodramma riesce ad interessare assai mediocremente lo spettatore. Rappresentato 11 24 gennaio al « Manzoni » di Milano dalla — 126 Coinp. Talli-Graniatica-Calabresi, protagonista insuperato Oreste Calabresi, il dramma di Gerolamo Rovetta ottenne gran successo di ap- plausi e di repliche. Una terza opera di Sem Benelli : Vita gaia, commedia in 4 atti, non priva di eccellenti intenzioni (Milano, T. Manzoni, C. Talli-Gra- matica-Calabresi, 27-H), ottiene successo con- trastato. Una lie\e e tenue commedia in 2 atti di Carlo Bertolaz/i : Lorenzo e il suo Avvocato (Torino, T. Carignano, C. Mariani-Zampieri, I6-X) ottiene buon successo : successo che si rinnoverà nell'interpretazione di Ferruccio Benini, anche sulle scene veneziane. Due nuove opere di Silvio Zambaldi otten- gono scarso succ^esso : l'una, una commedia ironica e aimara : Noi uomini, in 3 quadri (Milano, T, Olympia, C. Caimmi-Zoncada, 2S-VII); l'altra, un dramma in ^ atti: La Voragine, ricca di forti situazioni (Milano, T. Manzoni, C. Mariani-Zampieri, 29-XII). Di Washington Borg si rappresenta una commedia in 3 atti : // Catechismo di Susetta (M 3 ottobre all'» Alfieri » di Torino, daJla Comp. Di Lorenzo- Andò). Un munifico signore fiorentino, Giovan An- gelo Bastogi, destina un premio di 1000 lire alla migliore commedia presentata al Con corso drammatico del o Teatro Sperimentale » : la Co.Timissionfc esaminatrice prescelse le sei seguenti per la rappresentazione : Alta marea, in 3 atti di Michele De Benedetti ; // metodo. in 3 atti di Nino Berrini (il 30 marzo) ; Presi alla pania, in 3 atti di Giuseppe Lanciarini ; Gli Ozii di Capua, in 3 atti di Augusto No- velli (il 14 marzo); Il fondamento della mo- rale, in 3 atti di Jacopo Loria ; e Vecchia gente, in 2 atti di G. B. Prunai (1*8 aprile); a quest'ultima fu assegnato il 1" premio, ed un 2° premio (di 200 lire) fu dato alla com- media Alta marea. Al Concorso nazionale drammatico « .\rte e Diletto » bandito a Milano, piacquero, rappre- sentati al « Teatro dei Filodrammatici » : Il Faro spento, dramma in 4 atti di Michele De, Benedetti (27 maggio); Il Dramma degli umili, in 4 atti (4 giugno) e specialiriente FiK'rì del nido, commedia in 4 atti di Giu- seppe Fagliar»! (30 maL'sio) t Al Mulino. dramma in un atto di Alberto Donini (I" giu- :;no), che furono premiate. Meno felicemente riesci i'. Concorso per una farsa, bandito dalla « Gazzetta del Popolo » di Torino : delle molte, parvero piii tollera- bili, alla rappresentazione che ebbe luogo ril aprile all'» Alfieri » di Torino, con la collaborazione cella Comp. di Ferruccio Be- nini : Giovannino il permaloso di Svetoni e Bongini, e Sciopero generale di Mario Fierli. Una farsa in 3 atti di Augusto Novelli : La Signorina della quarta pagina (rappresen- tata a Milano, nel carnevale, da Dina Galli), tenne il cartellone per molte sere. Altre nuove produzioni rappresentate in quest'anno sono : La vera paternità, comme- dia in un atto (tolta da una novella di Bour- get) di Cosimo Giorgieri-Contri (Firenze, T. Niccolini, C. Gramatica-Orlandini-Fabbri, 11- 11»; L'Ignota, commedia in un atto di Cesare Gabardini (Milano, T. Fossati, C. Dina GaUi, 23-11); // Ponte dei Sospiri, commedia in 3 atti di Leo Montecchi (Torino, T. Alfieri, 28-111); L'Abbandono commedia in 3 atti di Innocenzo Cappa ed Ernesto Re (all'a Olym- pia >• di Milano, l'il aprile, dalla Comp. Caimmi-Zoncada) ; 2.So Cavalleggeri, comme- dia in 3 atti di Luigi Nasi (all'» Alfieri » di Torino, i! 16 giugno); I Gioielli, un atto di V. Tocci (Torino, t. Alfieri, dalla Comp. Gramatica-Orlaniini-Fabbri, 20-Vl) ; Povera gente, dramma in 2 atti di Franco Liberati (da Dostojewski) (Venezia, T. Goldoni, C. E. Novelli, 29-Vl) ; Intermezzo, commedia in i atti di. A. Mazzotti (Milano, T. Olympia, C. Caimmi-Zoncada, 14-VIIl); Alba Italica, dramma storico' in un prologo e 3 atti di E. M. Pasquali (Torino, T. Torinese, 26-VlII) e dello stesso autore una commedia giocosa in 3 atti : L'amico Giacomo (Torino, T. Cari- gnano, C. Caimmi-Zoncada, 24-XI) ; Turbine, dramma in 2 atti di Nino Marloglio (Milano, T. Manzoni, C. Talli-Gramaiica-Calabresi, 19 ottobre) ; L'Ancora, commedia in 3 atti di .Arturo Foà (Torino, T. Alfieri, C. Di Lorenzo- Ando, 21-X); L'ultima istitutrice. «moralità» in un atto di Giulio De Frenzi, pseudonimo letterario di Giulio Federzoni (Bologna, T. Duse, C. Dina Galli, 21-XII) e / più forti. commedia di Onorato Castellino-Allocco (To- rino, T. Carignano, C. Ferravilla, 19-Xin. COMPAGNIE - 1905. Nuove Compagnie drammatiche, dopo que''..- ricordate nel ^recedente anno, sono quella di — 127 — Dina Galli, diretta da Andrea Beltramo, c-on Odoardo Bonaftni, Salvatore Rizzotto, Remo Lotti, Giuseppina Menghini ed Emma Sani- poli ; !a Kodolfi-CupeUi. diretta Ja Dante Ca- pelli, con Elisa Severi. Tilde Musso. Adele Mosso-Rodolfi ; la Comp. ^el Marchese Be- rardì. diretta da Ferruccro Garavaglia, con Gemma Farina, Lamberto Picasso. Camillo De Riso; divenuta poi Comp. Ignazio Mascaì- chì. restando sempre di proprietà Berardi, con nuovi elementi : Luigi Russo, Ettore Bac- cani. Olga Lugo ; la Comp. Pezzinga e Soci. con .Maria Marussig e Arrigo Marchiò. Nella Comp. di Virginia Reiter, diretta da Giuseppe Pietriboni, entra come « brillante » .Antonio Gandusio ; in quella di Teresina Ma- riani, diretta da Ettore Paladini, come « secon. da donna » iMarine'.la Bragaglia, « attrice gio- vane » Giannina Chiantoni-Sabbatini, « attore giova.Te » Ernesto Sabbatini e « brillante » .Arturo Falconi ; nella TalU--Gramatica-Cala- hresi, come « attrice giovane » Lvda Borelli. Questa eccellente Compagnia dà, il 30 set- tembre, al a Politeama Nazionale » di Firenze una rappresentazioTie straordinaria di benefi- cenza « Pro Calabria », con la partecipazione di Eleonora Duse, che interpreta la parte di Clotilde nella Fernanda; le altre parti eranc cosi distribuite: Irma Gramatica, Giorgetta; Lyda Borelli, Fernanda; Virgilio Talli, Fome- rol ; Ruggero Ruggeri, Andrea; O. Calabresi, Bracassin. Eleonora Duse fa una tournée in Italia con Magda, La Moglie di Claudio, Monna Vanna e Hedda Gabler. NECROLOGIO - 190.S. -I- Muore nel febbraio, a Milano, in tarda età e nella più nera miseria.. Michele Bozzo, palemiitano, che fu uno dei buoni attori del passato : dotato dalla natura di bellissimo aspetto, ebbe slancio drammatico non comu- ne, ma irregolare, bizzarro, tutto a scatti, an- che nella recitazione facev.^. apparire la sua erigine meridionale : ebbe grandi successi spe- cialmente nelle parti drammatiche, ai « Fio- rentini » di Napoli, nella Comp. di .Adamo Alberti ; ma oiacque anche nel comico : ad esempio nel Cai oliere di Spirito di Goldoni. -I- Il 27 ottobre muore a Firenze Francesco Patta, attore Vt bella linea, un po' freddo e serio, e sopratutto eccellente direttore di Com- pagnie . «primi attore» con Bellotii-Bon e con Alamanno .Morelli, fu direttore della Comp. Casilini-Meschini, e in società con .Annetta Campi, con Garzes e Reinach, con Tina Di Lorenzo e con Virginia Reiter : dal 1901 al 1904. Era nato a Roma il 4 otto- bre tlel 1839. 1906. {Ceneri: 28 febbraio ; Pasqua : \5 aprile). Una tragedia moderna di Gabriele D'An- nunzio : Più che F Amore, rappresentata da Ermete Zacconi al « Costanzi » di Roma, il 28 ottobre, ottiene un successo molto con- trastato, e suscita grandi discussioni. In que- sta sua nuova opera, che contiene scene della più alfa draminaticità, nel personaggio del suo protagonisti, Corrado Brando, il poeta cerca giustificare il delitto commesso per un elevato e nobile scopo : in essa è fatta l'a- pologia dell'uomo che sprezza e tiene in nes- sun conto le meschine esigenze della morale borghese. Ma anche qui l'espressione scenica delle intenzioni del drammaturgo non corri- spose pienamente : tuttavia il dramma si rap- presenta ancora (nel 1920) e fu risuscitato a nuova sorte da Ruggero Ruggeri. Un breve dramma in im atto di ambiente napoletano, nel quale è ancora una volta ri- preso il motivo dell'abbandono dei figli : Sot- te di neve, fa rappresentare Roberto Bracco, il 29 gennaio alì"« Argentina » di Roma dalla Compagnia Stabile Romana. Di più alto significato, di più ricca origi- nalità è un dramma in 4 atti": I Fantasmi, nel quale il Bracco ripete, con maggiore sottigliez- za di indagine psicologica, il suo preferito ar- gomsnto della tirannia macchile che opprime la donna : qui, ne! caso speciale, è la gelosia del marito che perseguita la moglie anche dopo che egli è morto : l'ossessione dello spasimo di lui, delle sue sofferenze, impedisce alla donna di abbardonarsi all'uomo che ama. Anche questo dramma fu rappresentato dalla Compagnia Stabile Romana, protagonista ec- cellènte Ferruccio GaravaL'lia, al « Sannaza- ro ); di Napoli, il 18 novembre. Gerolamo Rovetta, eh; non aveva avuto troppo successo con la sua commedia, in 3 atti : Il Giorno della Cresima (Torino. T. Alfieri. C. Gramatica-Ruggeri. idilli, -jn-nr. 128 — niLtlia noppo tenue 'C inconsistènte, ottiene un coimpteto tri<>nfo con nij torte dramnrua (in ò atti) ; Papà Eccellenza (Milano, T. Manzoni, C, CalabTtsi-Severi, l-XIl). Oreste Caiabresi iie fu protagonista di rara espressività dram- matica. Il Rovetta presenta la tragica situa- zione di un uomo politico di specchiata mo- ralità, che, c'alile losche specMlazioni di una tìgJia adorata, si vede compromesso, ed è obbligato a rinunziaire alla carriera politica : nell'assistere ai!a rovina morale della figlia — ■ cacciata^ daJ marito come adultera — aji- che il suo cuore si spezza. Un'ironica e amara commedia di Sabatino Lopez : La donna d'altri (Genova, T. Verdi, C. Mariani-Zampieri, 5-X) ebbe piene succeis- «o ; ili piacevo'e commediografo livornese vi tratteggia con ammirevole acutezza psicologica un caraitr20 sesso, commedia in 3 atti di Alberto Donaudy (Napoli, T. Fioren- tini. 9-11); Prime faville, commedia in 3 atti di Onorato Castellino-Allocco (Verona, T. Fi- lamianico, C. Della Guardia, 12-11); La so- •flla minore, conunedìa in 3 atti di Tommaso MoniceJli (Roma, T. Argentina, C. Stabile Romana, 12-11); Nuovi doveri, &c. moderne, ^ a. di Mario Salvini (Firenze, T. .Alfieri, C. Brignone, 11-11); Le risoluzioni in amore, e. in 3 a. e prologo di C Civallero (Napoli, T. Fiorentini, 15-11); La morale di Casanova. commedia storica in 3 atti di Sem Benelli e Giulio De Fren7i (Bologna, T. Corso. C. E. Novelli, 23-11); Le Mosche, commedia in 2 atti di Ondina Caperle-Bevilacqua (Verona. T. — 129 — Filodrinimatico, C. Della Giiardu, 28-11) ; L'Arcolaio, commedia in 3 arti ci Ernestc Re (Milano, T. Manzoni, C. Mariani-Zampieri, 12-IIH: Le prime armi, commedia in 4 atti di Umberto Ferrigni (Bologna, T. Duse, C. Talli e Soci, liì-Ill) ; La Catena, commedia drammatica in un atto di Gino Damerini (Ve- nezia, T. Goldoni, C. E. Novelli, aprile) ; Le due sorelle, dramma in 3 atti di Guglielmo Anastasi (al « Margherita » di Genova, il 25 aprile) ; Lettore traditore, scherzo comico in un atto di Edmondo De Amicis (Torino, T. Carignano, C. Irma Gramatica, 7-X) ; L'Aman- te, scene dramm.atiche in un atto, in versi, di Alvise Olezzi (Ascoli Piceno, T. Ventidio Basso. C. A. Marchetti, 21-V); Carlo Goldoni u Modena, commedia in un atto di Aldo Maglietta (allo a Storchi » di Modena, nel maggio, dalla Conip. Calabresi-Severi) ; I giuo- chi della vita, commedia in un atto di Leo- poldo Carta ;Novara. T. Farragiana, C. D. Ba'.danello, 1-VI); Grand Hotel Perroquet. commedia brillante in 3 atti di Michele Ot- taviani 'Palermo. T. Biondo, C. Vitaliani, giu- gno) ; / Morti, urainma in un atto di Ugo Fa- lena (Roma, T. Costanzi, C. Talli e Soci, 30-Vn; Povero Apostolo, commedia in 3 atti di L. Buccellati (Lodi, T. Lombardo, 13-VIH); La Rivincita, dramma in 4 atti di Cesare Pozzi-Bellini (Torino, T. Alfieri, C. Calabresi- Severi, 5-X) ; 120 HP., azione comica in 3 atti di Amerigo Guasti (Torino, T. Carignajio, C. Sichel-Guasti, 23-X) ; Il più colpevole, commedia in 3 atti di Ettore Santandrea (A- lessandria d'Egitto, T. Alhambra, C. G. No- velli. 5-X) ; La Scampagnata, dramma di Ari- stide M-anassero (Biella, C. Della Guardia, 13-XI); Avvoltoi dramma in 3 atti di Alberto Fresquet (Novara, T. Farraggiana, C. Gray, 13-Xl); Ribelle, dramma in 4 atti di Filippo Marchese e G. Cormagi (Catania. T. Sangior- gi, 17-XI); Sotto la cenere, commedia in un atto di Ottavio De Sica (Napoli, T. Fioren- tini, C. Mariani-Zampieri, 30-XI) ; Come' l'e- dera, dramma in un atto di Adelaide Bernar- dini (Napoli, T. Fiorentini. 7-X) ; e La fine, comme-dia in un atto di Galileo Massei (Bre- scia, T. Sociale, 21-Xn). Cln grappo di artisti della Compagnia Calabresi-Severi. '":',-*-. EUisa Severi — O. Calabresi — U. Palmarini — M. Brignone — E. Paladini — A. Chiantoni Caricatura di Q. Micheleili del 1906. — 130 — COMPAGNIF. - 1906. Delle Compagnie principali di nuova forma- rione vanno ricordate : la Talli e Soci, con Enrico Reinach, Alberto Giovannini, Armando Rossi, Alfredo De Antoni, Lamberto Picasso, Bianca Franci. Raffaello Mariani, Lyda Borelli, Edvige Reinach, Ermenegilda Zucchini Majo- !ie, Luciana Rossi, Jone Frigerio ; la Comp. Calabresi-Severi, diretta da Oreste Calabresi, con Elisa Severi a prima-attrice », Mercedes Brignone-Palmarini. Lydia Baracchi, Amedeo 'Chiantoni, Uberto Palmarini, Pierino Rosa, Giuseppe Brignone ; la Comp. di Irma Gra- .matica, diretta ca Flavio Andò, con Antoni&tta Moro-Piktto, Elma Cannonieri, Ignazio Ma- jcalchi, Riccardo Tolentino. Remo Lotti ; la Comp. di Alfredo De Sanctis, con Alda Bo- relli, Margherita Laderchi, Dina Vitta-Rosa. Ugo FaruUi, Napoleone Borelli. Mario Rorco Toni; la « Goldonirna » Dora Baldanello, di- retta da Giuseppe Pietriboni, con Amalia Bo-. risi. Speranza Mancini, Alberto Brizzi, Vitto- rio Rossi-Piane'Ii, Vittorio Bratti, Ottone Mer- kel, .Armando Borisi, Carlo Micheluzzi ; la Comp. Della Guardia, diretta da Andrea Mag- gi, con Gemma De Sanctis, Francesco Valenti ; '\ Comp. Emilio Picello, diretta t'a Ettore Pa idini, con Edi Bonini-Picel'.o, .Argenids Sca- umbretti, Rita Capodaglio, Achille Majeroni ; la Comp. Brunorini-Solari diretta da Antonio Brunorini. con Emma Ca'ro-Bordeaux, Ange lina Solari, Armando Lavaggi ; la Comp. Lui. ^i Galimberti, diretta da Adolfo Colonnello, con Jole C cechi ; e la Comp. Berardo Berardi, diretta da Paolo Colaci, con Azucena Dalla Porta e Camillo De Riso. NECROLOGIO - I90r). -f- Uno c'è! maggiori co.timediografi italiani, , Giuseppe Giaco'-a, muore il 2 settembre a Collereto Parella. presso Ivrea, nel piccolo "borgo ove era nato nel 1847. Di questo ec- ellente autore e ancor troppo vivo il ri- ordo perchè occorra richiamarne alle memoria il talento drammatico, l'abilità scenica, il buon gusto. 0;;:ii genere egJi tentò. Lz opere •uè sono tuttj importanti per la storia del teatro, e per !a grande influenza che hanno avuto, quattro almeno dHle U) che scrisse, -u tutto il teatro Italiano ; Una pariita a -.cacchi i-sTli, i.1i'lio medioevak ; Il Conte Rosso (1880), dramma storico; Tristi amori (1887), commedia drammatica, il capolavoro dalla scuola realista, e Come le foglie (1900). Le opere sue occupano nove volumi di Teatro in prosa e Teatro in versi, editi dal Casanova di Torino ; alcune, come La Signora di Chal lant. sono pubblicate isolate dal Treves (Mila- no), ohe ha edito put'ì Come le foglie e II più forte. + Ettore Dominici, morto a Venezia nel giugno, quasi settantenne (era nato a Perugia nel 1S3S), lascia maggior fama di sé come autore che come interprete Entrò in arte nel '64 nella Comp. del cognato Giovanni Ali- prandi, e recitò sino al '76, anno in cui andò a dirigere una Filodrammatica a Trieste. Delle «uè molte commedie ebbero maggiore fortu- ;ia : La Dote, Lh Moda, Le due strade. Un passo falso. La legge del cuore. Triste pas- sato. -t- Mario Giobbe, suicidatosi i Napoli nel- l'ottobre, in ancor giovane età, era un de- licato poeta che .s'era acquistata gran fama con le sue ammirevoli traduzioni dei drammi del Rostand {(tirano e L'Aiglon) e dalla Fedra di Racine. Abbiamo ricordato di lui un Mefi- stofete. -(- Luigi Arnaldo Vassallo, giornalista, piiì noto col suo pseudonimo d'i Gandolin, morto a Genova nell'agosto, aveva tentato il teatro con una commedia allegra : // professor Pa- potti, che fu recitata da Leigheb : ma piìi' popolare rimane pei suoi monologhi, recitati da Ermete Novelli, nei quali si ritrova appe- na qualche briciola di quel'a ricca comicità, che prodigalmente egli disseminava in mills articoli di giornali. -(- Muore a Roma, il 9 ottobre, a 84 anni, Adelaide Ristori vedova del march. Capranica del GrUlo, che fu la piti grande attrice tra- pica del secolo XIX. Nata il 29 gen.naio del 1822 a CividaJe, figlia d'arte, recitò da ban:- bina e fece le prime armi col Meneghino Moncalvo ; a 14 anni, già ic prima-attrice », recita la Francesca da Rimini, « arrorora » nella Comp. Rea'.e Sarda, va a Parigi, ove rivaleggia con la celebre Rachel. Il suo nome è associato alle d:ù grandi interpretazioni tragiche di tut o l'Ottocento; dalla Mirra alla Medea, da Suor Teresa a Merope ; seppe an- che piacere nella commedia ; ma specialmente nell'alto tragico vinse ogni altra attrice ita- liana e stranier.i. Le sue recite a.'l'e.'iterrt- eh- - 131 htro anch*; una notevole inipoiian/a politica »ipeci«lnieiite a Parigi nd 1858. -h Fanny Sadoivski, morta a Napoli nel no- vembre, in età di 79 anjii (era nata a Mantova nel 1827) fu Tina delle migliori atlrici da] '45 al '65. Entrò in arte nella Compa.ania dì Gu.5»iivo Modena, fu nel '51 nella Com^p. Reiale di Nipoli diretta da Adamo Alberti, poi con Majeroni e Taddei. Fu celebre nel Cuore ed arie, dramma che Leone Fortis scTÌAse appositamente per lei. Nel 1893 si stabilì a Napoli, e formò due Compagnie, una delle quali diretta da Cesare Rossi, l'al- tra da Luigi Monti. -f Laura Vestri, morta nei dicembre a Milancr. era ia figlia di Gaetano Vestri : fu eccellente u caratterista » e «madre-nobile», parte che faceva sin dall'età' di 20 anni : fu in buone Comipagnie : nella Nazionale, con Noveili, con la Talli-Gramatica-Calabresi ; e recitò anche in veneziano (in Compagnia Gal- lina) ed ìt] milanese. 1907. Cemn: i" febbraio; husqua : -il maTzo). Le migliori accoglienze in quest'anno ebbe Bufere dì Sabatino Lopez : dramma rapido, avvincente, di una grande sobrietà di linea, e nel quale i personaggi sono caratterizzati in pochi tòcchi, ammirevolmente : è la storia di lina tiupe passione d'amore che travolge la vita casta e austera di un uomo di stu- dio, e che culmina con la vendetta che l'inna- morata moglie di lui fa sulla rivale. Rappre- .«ientato air« Alfieri » di Torino dalla C. Ca- labresi-Severi il 17 dicembre, ottenne un grande successo. La stessa Compagnia rappresenta, il 24 aprile al «Manzoni» di Milano, una com- media in .^ atti di Toimmaso Monicelli, che ottiene anch' essa un grande, trionfale sucr tesso : 11 Viandante : con molta forza dram- matica ed abilità scenica tratta una questione .sociale di interessante attualità. Giannino Antona-Tra versi col suo dramma in 3 atti : Una moglie onesta (Roma, T. Ar- gentina, C. Stabile Romana, 21-1) presenta il caso non.lj-oppo comune di una moglie trop- po innamorata del marito che, con i suoi eccessivi traspòrti amorosi, lo riduce in fin di vita. Un teniiativo, non campletamente riescilo,. • di satira politica e iparlamentare, è la com- media in 4 atti di Vincenzo Morello, intito- lata ; La flotta degli emigranti (Roma, T. Ar- gentina, C. Stabile Romana, lO-I)-: fu molto discussa. Con Diana d'Efeso, dramma in .? atti (Fi- renze. T. Niccolini, C. De Sanctis, 4-11), Va- lentino Soldani. che sino ad ora si era esclu- sivamente dedicato al dramma storico, ci dà-, la sua opera migliore ■ nuoce ad essa una certa ampollosità di dialogo, una certa esu- beranza di tòno : ma il dramma è interessante ed abilmente costruito : ebbe successo. Una delle piti fortunate e piacevoli com- medie di Alfredo Testoni : La Modella (Ge- nova, T Verdi, C. T. Mariani, 19-lX), ottenne pieno successo. La Sfrontata, commedia in .^ atti di Carlo Bertolazzi (Genova, T. Paganini, C. Vitaliani,. 10-V), non ipiacque, forse per l'eccessiva s- sorezza del carattere della protagonista. Altre nuove produzioni rappresentate in quest'anno sono : La nuova famiglia, com- media in 3 atti di Camillo Antona-Travensi (Torino, T. Balbo, C. Andò, 10-X); Il pane, dramma in 3 atti di Goffredo Cognetti (Mi- lano, T. Fossati, C. Della Guardia, 20-Xll) ; La sna famiglia, commedia in 3 atti di Nino Martoglio (Torino, T. Alfieri, C. Calabresi- Severi, 30-XI) ; L'Ignota, un atto di Ettore Moschino (Napoli, T. Sannazaro, C. Grama- tica-Ruggeri, 26-IV) ; U sole lontano, comme- dia in 3 atti di Silvio Zambaldi (al « .Man- zoni » di Milano, C. Calabresi-Severi) ; tiie commedie di Augusto Novelli : La Farfalla, in 3 atti (Firenze, T. Niccolini, C. De Sanc- tis, 7-II), Si scopron le tombe .., in un atto (Roma, T. Costanzi, C. Calabresi -Severi, 1"- VII), e Tesoro mio!, in 4 atti (Milano, T. Olympia, Compagnia Talli, 22 ottobre), senza successo; due commedie di Lucio D'Ambra : Effetti di luce, in 2 atti (Roma, T. Argentina, C. Stabile Romana, 23-V) e 7/ Quartetto, in 3 atti (Torino, T. Alfieri, C. Calabresi-Severi, IS-XI) ; una commedia in tre atti di un vecchio commediografo : Leo di Castelnuovo, inti- tolata : La Cugina (Milano, T. Manzoni, C. Ta'-li e Soci, 9-11) con scarso successo ; // passato che torna, commedia in 3 atti di Washington Borg (Napoli, T. Sannazaro, C. Calabresi-Severi, 14-1); un' dramma in un atto di Ernesto Re : 1^' Escluso (Alessandria,, — 132 — •P. Marini. C. Bildaaeilo, 29-Vn) e dello >tt?sso Re in collaborazione con Inno<;enzo Cappa ; // Redentore, 4 atti (Milano, T. Man- zoni. C. Calabresi-Severi, 29-lV» ; due dram- mi di Pio De Flaviis : Quel che non muore, • n % at!i (Napoli. T. Fiorentini. C. Caimmi, 9-|() e // Maestro, in un atto (Napoli, T. Fiorentini, C. A. De Sanctiò, 21-111); un dram ma in 3 atti di Giuseppe P.o.gliara : La vita (■ ITI io^no (Milano. T. Manzoni, C. Cala- bresi-Severi, !2-V) e dello stesso una co.ni- •nedia in un atto : La Trappola (Napoli. T. Fiorentini, C. De Sanctis. tì-III) ; Dina, tra- redia in 4 atti di Alfredo Oriani (Roma. T. Argentina, C. Stabile Romana. 2tì-II) ; Not- turno, bozzetto in un atto di Guelfo Civinini - piccolo quadro della malavita romana — (Milano. T. Olympia. C. Talli e Soci. 28-X); L'Eredità di Cesare, commedia in .? atti di Ottavio De Sica (Parma, T. Reinach. C. Ca- labresi-Severi, ottobre) ; Carta bianca, bozzet M in un atto di Guglielmo Zorzi (Bologna. T. Olympia, C. Baldanello. 16-XII) ; Lucciole sulla ne\'e, dramma in un atto di Clarice Tirtufari (all'* Olympia » di Milano, dalla C. Talli e Soci, il 18 ottobre, cor. successo con- trastato) ; Annie, commedia in 3 atti di Ida Pinzi (Haydée) (Milano. T. .Manzoni, C. Gra- maticd-Ruggeri, 5-XI) : Le vittime del presen- ta', dramma in ^ atti e un epilogo di Lorenzo Ruggì (Bologna, .A. del Sole, C Mariani- Zampieri, 7 VII) ; La Salvatrice, commedia in .^ atti di E. .Augusto Berta (Ancona, Comp Andò e Soci. 24-IX) ; Il passato, commedia in 2 atti di Ugo Falena (Roma. T. Argentina. C Stabile Romana, 23-IIII; PiV^ro Argino. .jTimedia storica in 4 atti di Edoardo Nulli (Milano. T. Lirico. C. Zacconi. 8-1) ; Alfredo De Musset, dramma in 3 atti e un epilogo di Archita Valente (lo sciagurato traditore della patr'a che fini all'ergastolo la sua trista esitenza) (Napoli. T. Fiorentini, C. Caimmi. ~-ll(; Per una donna, C"mn:edia in 2 atti Ci Sebastiano Sani (Napoli, T. Fiorentini, C Baldanello) ; // VII S..., commedia in 3 atti Ji Gioacchino Forzano (Firenze, T. Niccolini. ('. Berti. 9-1): // Pievano, bozzetto dramma- ' co in un atto di .Augusto Jàr.do'.o (Genova. ~i . Paganini. C. Irma Gramatica. 27-!): e'"' rappresentato a Torino. 1903. ''all' attor; piemontese Tancredi Milore ; 7 bottini d'n Ilice. c-o.Timedia in li'n aria "di l.uie: Nasi iTcrino T. Alfieri. C Gramar^ra-Ruggéri,' nel gennaio) : La moglie di Piero^ _oni ir.edia in 3 atti di Tilla Mantellì-Roselli (Nd poli. T. Fiorentini, C. Caimmi, 30-1).; Lu gioia di tradire, commedia in 3 arti di Gemma Ferruggia (a! « Filarmonico » di Verona, il ."i febbraio); Senz'appello, dramma in 2 atti di Silvio Marvasi (Napoli, T. Sannazaro C CaJabresi-Severi, 6-II) ; La Scorciatoi.i, jthi- media ir 4 atti di Umberto Ferrigni (Bresci.i, T. Sociale, C. Talli e Soci, 6-III) ; Schiave bianche, dramma di Giuseppe Parisi (all'u E- den » di Roma, 9-111); L'Aspirante, un atto di .Arnaldo Lambertini (Torino, T. Alfieri. 27-III) ; / martiri di Belfiore, dramma storico di Paolo Valera (Milano, T. Verdi, C. Renzi- Gabrielli, lO-IV): Febbre del tempo, com.me- dia in 4 arti di L. R. Montecehi (Roma, T. .Argentina, C. Stabile Romana, 27-IV), sènza success-o; La Maga, scene in un atto di C. Romualdi (sulle stesse scene, il 4 maggio). Ricordiamo pure : un bozzetto di Orazio Gran . di L'alloro di San Gaggio (Roma, T. Valle, C. Andò e Soci, 27-V) ; Fra le passioni, drajnma di L'go Antonio Donati (al « Giardino Malghe. rita » di Roma, ne! magg'o) ; L'Intruso, dram- in 3 atti di Francesco Paolo Mule (Palermo, T. Biondo, C. G. Nove'li. 21-IX); Come fa la luna, commedia in un aito di .Viario Bassi (Torino, T. .Alfieri. C. Caimmi, giugno) ; Per- fida come l'onda, commedia di A. Giustiniani (a Civitanova) ; Veronica Cybo. tragedia di Riccardo Olivieri (a Teramo) ; Dopo la crisi. commedia di Demetrio Pozzi (a Genova) ; Oltre il volere, dramma in 2 arti di Serss Alessandri (Fir-enze, T. Alfieri, C. Tempesti 18-.\I), e Difesa suprema, scena drammatiu"' di Piero Ottolini (Milano, T. Fossati, Comp Della Guardia. 30-Xin. COMPAGNIA .Alle Cmipagnie principali ra;nmentate -i::! precedenti inni, vanno aggiunte nuove, o per essenziali modificazioni ne'la loro forma^ioiè : ia « Città di Roma », diretta da Ferruccio Ga- ravaglia, ;on Evelina Pao'.i-Papa, Giacinitì Pezzana, Alfonsina Pieri, Ida Car!oni-Tal!i, Augusta Raspanrini, Cesare Dondini, Vittori, > Pieri. At ilio Fabbri, Alfredo De .Antoni, Cito Galvani, Gino Viotti, Dante Capelli; la Calt bresi-Severt, diretta da Oreste Cailabresi. co i Elisa SeyeT', "Mercedes Brignotie-Palmariiti. -ATre-dé^" Chiantoni, Uberto Palmai-ini, Pierino — 133 — Rosa, Giuseppe Brignone, Ruggero Lupi; la Comp. Teresa Mariani, diretta tia Vittorio Zampieri, con Giannina Chiantoni-Sabbatini, Lidia Gauthier, Argenide Scalambretti, Gioac- chino Grassi, Ernesto Sabbatini, Aristide Ba. ghetti; la Sichel-Galli-Guasti, diretta da Giu- seppe Sichei, con Elettra Brunini- Privato, A- zucena Dalla Porta, Giulia Costa, Stanislao Ciarli, Ignazio Bracci, Enrico Onorato, Luigi Almirante ; la C. di Alfredo De Sanctis, con Alda Borelli, Gilda Vestri, Margherita Lader. chi, Ugo Farulli, Mario Roncoroni, Napoleone Borelli ; la Masi-Falconi, con Giulia Iris, An- tonietta LoUio-Strini, Camillo De Riso, G. Almirante ; la Geri-Tempesti. diretta da Giulio Tempesti, con Emilia Varini, Aristide Arista, R. Roberti; la Pezìinga-Manissig-Marchìò. <è II secondo Centenarici deEa nascita di Carlo Goldoni venne solennizz.ato in quasi ogni città d'Italia con qualche rappresenta- zione di una sua commedia, conferenze e com- memorazioni di vario genere : specialmente importanti furono le feste goldoniane a Ve- nezia, a Roma, a Firenze, a Milano e a Modena. NECROLOGIO - !;)07. 4 Muore, il 16 marzo a Bergamo, in ti;>. di 72 anni (era nato a Parma nel 1S35) uno. dei più fecondi e fortunati commediografi del- la seconda metà del secolo XIX : Parmenio Bettoli. Oggi il suo teatro è compiletamente: dimenticato : delle sue molte commedie, si lammentanc fra !e più applaudite : Un Gt- lente responsabile, Le idee della signora Aubray e // Boccaccio a Sapoli. 11 Bettoli, aveva anche scritto ima Storia del Teatro Dramwatico Italiano, che lasciò interrotta et! ebbe un periodo di popolarità per un'abile, mistificazione : L'Egoista per progetto, com- media che attribuì al Goldoni. -H Giulio M. Scalinger, morto a Naipoli nel- l'agosto, aveva scritto tre commedie, una delle quali : 7/ dottor Miiller ('91), ebbe an- che il premio al « Concorso Drammatico Go- vernativo»; le altre due: Perla ('92) e Nei turbine ebbero minor fortuna. Lo Scalinger fu anche critico drammatico sagace e illumi- nsto ; ed a '.ui si clevo^no molti saggi, che attestano della sua cultura e del suo buon gusto, su Ibsen (1895), su La Psicologia a- teatro (1896) e uno studio storico su /.' Tea- Qna scena della LOCRNDlERfì. ^^ f ^iioiitniin MJMiM^^B '*•*!- ' i . l' 1 i"^ •, «» r f Ji ■ V*t>yck; Ai'f>'(o ELEONORA DUSE. — 134 — iio straniero (« Il Secolo XIX », F. Vallardi, editore). + Giuseppe Pietriboni, morto agli ultimi di agosto a Bologna, in una casa di salute, a (il anni (era nato a Venezia il 21 dicembre del '46) fu uno dei più forti capocomici e direttori del nostro tempo : come attore gli Rocque la pronunzia veneziana, che non si seppe mai togliere. 4 Giuseppe Bracci, morto nel marzo a Roma (d'ove era nato nel '48) fu un buon « primo-attore » in primarie Compagnie : do- po aver un po' « guitteggiato », andò con l'E- manuel, che gli fu prezioso maestro ; « primo ■ictore » con Virginia Marini, a vicenda con luigi Biagi ; e poi in Compagnia Nazionale, ancora con la Marini per 3 anni, con Maggi, con Italia Vitaliani, e con la Comp. Pasta-Di Lorenzo; la sua miglior interpretazione fu quella di Chamillac nella commedia di Feuillet. f Maria Rosa Guidantoni, morta il 16 a- gosto a Coriano presso Riniini, fu eccellente .< caratt:irist9 » e «madre», specie nelle parti comiche : dopo aver studiato il ballo e il canto, tentò le scene liriche e anche quelle operettistiche ; attrice drammatica con Erne- sto Rossi, dal '63 al '64, « servetta » e « se- conda-donna », fece un po' di tutto : tenne conferenze, tradusse e scrisse commedie e monologhi ; vera bohémienne, finì in miseria, ed ebbe triste la vecchiaia. 1908. {Ceneri: 4 marzo; Pasqua: IM aprilt) Apre Tanno drammatico il grande successo della tragedia di Gabriele D'Annunzio : La Save, nella quale sono poeticamente rappre- sentate le origini di Venezia : grande poema più ricco di bellezze liriche che di forza drammatica. Fu allestita sfarzosamente all'Ar- gentina di Roma, dalla Comp. Stabile Ro- mana, e ne furono interpreti principali : Eve- lina Paoli e Ferruccio Garavaglia (11 genn.). Sem Benelli afferma i' suo grande talento drammatico e la sua piena padronanza della scena con • Tignola, commedia in 3 atti (Ge- nova, T. Paganini, C. Calabresi-Severi, 10-11) nella quale è tratteggiato con molta originalità im carattere di uomo umile e mediocre, che gli eventi conducono a una posizione nella quale egli non può e non sa mantenersi : e con La Maschera di Bruto, dramma in 4 atti (Milano, T. Lirico, C. Stabile Città di A\ilano, 16-V) che svolge la tragedia intima di Lo- renzino de' Medici, l'uccisore del Duca Ales- sandro, in una visione drammatica originale, e pure storica, e in una austera e limpida forma poetica. In Nellina, dramma in 3 atti (Milano, T. Manzoni, C. Mariani, 11-11). Roberto Bracco rappresenta ancora una volta le tragiche con- seguenze morali dell'abbandono dei figli : una madre è colpita dall'odio della propria crea- L^ ^ ^^^é^ ERMETE ZACcoM Rossini giovane Rossini vecchio Poi. Nunes- Vaii. -- 135 tura, che ella vede con terrare iperden-' come già ella si era perdutii. Lit moglie del dottore, dramma in .4 atti di Silvio ZambaJdi, ebbe grande successo (Milano, T. Lirico, C. Andò, 10-1) òopratutto per la delicatezza cor. la guale è tratteggiato il carattere della protagonista. Dello stesso ZambalJi ebbe scarso succes- so (Torino. T. .Alfieri. C. Talli, 26-X) la co.ni- media in ,^ atti : // nostro amore. Fu ben accolta una commedia in v^ atti di Giuseppe Bonaspetti : 7/ Redivivo, dramma- ticamente ben costruita (Napoli, T. Fioren- tini, C. Della Guardia, 6-IV). Una gustosa satira degli oziosi aristocra- tici : / Martiri del lavoro, commedia in ^ atti di Giannino .Antona-Traversi (Roma, T. Argentina, C. Stabile Romana, 11-lV). ottenne lieto siiccegso. Freddamente invece fu accolta una com- media storica in 4 atti, nella quale Vilfredo Testoni cercò ritrarre, in 4 quadri staccati, la figura di Gioacchino Rossini (Firenze, T. • Niccolini, C. Zaccnni, l!-IVt: mirabilmente rappresentati dallo Zacconi. Mediocre successo ottenne (al « Fiiodram- matico » di Trieste, il 24 marzo, rappressr.- tata c'alia Comp. Solari-Colaci) la commedia eroica ir. 4 atti ir. versi : FanfuUc, da Lodi di Edoardo Nulli : ripresa .poi da Ermete Zacconi, il 26 febbraio del !910 a! «Corso» di Bologna, il successo fu vivissimo. Un altro dramm.a storico in 4 atti in versi : Risorgimento, nel qualar Domenico Tumiati portò sulle scene l'enigmatica figura di Carlo .Alberto, primo dramma di 'ma collana che si intitolerà « Risorgimento ;>, ottenne un suc- cesso non entusiastico • fu rappresentato la prima volta a! « Politeam?. Giacoma » di Na- poli, dalla Comp. Stabile « Città di Milaro ». il 2.^ ottobre. Tre commec'ie fa rappresentare, con i.aria .fortuna Carlo Bertolazzi : / Giorni di festa. in 3 atti (Roma. T. .Argentina. C. Stabile Romana, 21-1). con esito buono: La Princi- pessina, in .^ a. (Venezia, T. Goldoni. C. A De Sanctis. 11 -XI), che piace poco; e Ombre del cuore, in ^ atti (Trieste. T. Verdi. C. E. Novelli, 20-XO, con successo. FI dramtì-a in un atto : L'Onomastico di S'icoletta, scritto in collaborazione da Gero- lamo Revetta e Sabatino Lopez, piace (R.->ma, T. Va!!-, r Calabresi-Severi. 20-X). Vivo sucoes>so ottiene il Jramtui in i atti di Raffaele Meiani : La Terra dei frati (To rino. T. Balbo, C. Vitaliani, 10-X). Ed Jia buon esito : Flutti torbidi, commedia in 3 atti di Cosimo Giorgieri-Contri (Torino, T. Alfieri, C. Gramatica-Ruggeri, 9-Xn). Altre opere di elevate intenzioni artisticht-, anche se non sempre pienamente espresse, sono : Tre Giardini, dramma in 3 atti di Washington Borg (Roma, T. Nazionale, C. nella Guardia, tì-XI) : La testa del Prefetto, E. ZACCONI: Fan/o//a da Lodi Fot. Nana- Vais. commedia in 3 atti di .Alberto Orsi, felijv- tentativo di commedia satirica (Roma, T. Ar gentina, C. Stabile Romana, 28-XI) ; Transfì: ga, dramma in 2 atti di Amedeo Gherardini (Napoli, P. Giacos-a. C. Zacconi, I2-XI), dramma ricco di molto effetto e di granfie interesse, che ebbe vivo e durevole succeso ; Senza catene, commedia in 4 atti di Ettore .Mo.schino (Torino, C. Talli, 20-X); La sorella lontana, commedia in 3 atti di Giuseppe Adi- mi (Milano. T. Olympia, C. Talli, 25- V) ; L'E.sodo, dramma in 4 atti di Tommaso Mo- nicelli (Milano, T. Manzoni, C. Calabresi- Severi, 27-XI) e dello stesso Monicelli, in collaborazione con Roberto Forges DavanzafI : Il Bivacco, dramma in 3 atti (Roma, T. Ar- gentina, C Stabile Romana, 18-IV); L'ul tim'o degli Alagona. dramma in 3 atti di Nino Martoglio (Milano, T. Manzoni, C. E. Novelli, 9-fV) ; La Sirena ricanta, tragedia moderi^ 136 J Rosso di 5an Secondo (Torin.). T. Cari- gnano, C. Sainatì, 28-X) ; Dopo il perdono, d'.-amma in 4 atti di Matilde Serao e Pietro De\;ourcelle (Na.poli, T. Fiorentini, C. Gra- itidtica-Ruggeri, 5-II), accolto ostilmente; / Passeggeri, dramma ia 3 atti di Guido Trev^i (Padova, T. Garibaldi, C. De Sanctis, 29-Xi ; fìaria Sommer, dramma in 4 atti di Arturo Colaritti (Torino, T. Carignano, C. Reiier, •t-XI), senza successo. Di Nino Beirini : Un ritorno dramma in 3 atti (Roma, T. Argen- tina, C. Stabile Romana, 30-XII) ; uà dramma in 3 atti, tolto dal romanzo di Francesco Pa- stofichi ■ // Violinista (Torino, T. Vittorio Emanuele, C. Della Guardia, agosto), ed in collaborazione con E. Augusto Berta : Per i figli, commedia in 3 atti (Torino, T. Alfieri, C. Talli, 12-X); L'altro sogno, commedia in 3 atti di Pio De Flaviis (Napoli, T. Fioren- tini, C. Caimmi, 14-Xn) ; Doppia vita, com- media in 3 atti di Alberto Donini (Milano. T. Manzoni, C. Mariani-Zampieri, 21 -Ili e Casj di pena, dramma in 4 atti di Zina Tar- tarini, più nota sotto lo pseudonimo di Ros- sana (Torino, T. Alfieri, C. Talli, 2-X). Di minore importanza le < novità » se- _ enti : leannot. 3 atti di Piero Ottolini (Mi- lano, T. Filodrammatici. C. Baldane'Jo, IS-I) ; Le Ciiurretfiert^. commedia in 3 atti di Fer- ■dinando S-meotti (Roma, T. Metastasio) ; La Prova, un attr> di Nicola Cane (sulle stesse scene) : Pc un debito antico, dramma in un atto di Enrico Nonnoi (Cagliari, P. Marghe- rita., C'. Vitaliari. 22-1!); Anime, cramma i.~. iin atto di Igri-io Piccone (Messina, T. Al- fieri, C. .Martinez) ; Tra i flutti, dramma in 4 atti di .Amedeo Sorvillo (Caserta, T. Cima- rosa, 2-IV) ; Dopo il silemio. un atto di Guido Rivs (Rom?., T. Ma.izoni) : Quelli che rj^ann. dramma in 3 . atti di Demetrio Pozzi itra. T. Sociale, C. Gray, ottobre); Vita • >va. vommedia in 3 atti di Decio Guicciardi (Milano. T. Olympia, C. Talli, ottobre); La ■''•cola diva, com.media di ArnaUo Fraccaro'.! enezia. T. Malibran) ; La Signora è servita. ..herzo comico in un atto di Gira Bertolini- Marcionni (Firenze, P. Nazionale, C. Gra- fiiatica-Ruggeri» ; le ballerini' del Faust, com- ■ledia in 3 atti di G. Forzano (Carrara, P. Verdi) Verso il baratro^ commedia in 3 atti di Adolfo Ds Gislimberti (a Lodi) ; e La n.ano rossa, dramma in 3 atti. Ji Gaetano l'ilver (Milaro. T. D-ana, C. ReitcEi-Oabriélii). CONCORSI - 1908 .Al a Concorso Drammatico Governativo >• otteane il 1° premio : Una moglie onesta, dramma di Giannino AtUona-Traversi ; il 2° : La donna d'altri, commedia di Sabatino Lo- pez. Dei due Concorsi banditi dalla Società de- gli Autori di Roma, quello per una commedia da rappresentarsi al a Teatro Argentina» an dò deserto, per mancanza di opere di qualche valore ; a queKo per commedie in un atto, furono .giudicati degni di rappresentazione : Il figlio di Totò di C. L. Curiel ; Un omi- cida di L. Tioìi e L'assassino di S. Picchianti. .Al Concorso bandito dalla rivista di Napoli « La Maschera », divisero il 1° premio tre lavori : L'Idolo, in un atto di Luigi Antonelli ; . COMPAGNIE - 1908. De'ie Compagnie dramn.'atiche militanti, .a quelle ricordate .nel precedente anno, vanno aggiunte : la Mariani-Zampieri, diretta da Flavio -Andò, con Giannina Chiantoni-SabV<,5- tini. Celeste Paladini- Andò, E-nesto Sabbatini. Antonio Gandusio, Gioacchino Grassi; la Corr.pagnia Stabile Romana, diretta d"a Fer- ruccio Garavaglia, con Evelina Paoli, Bmi'ia Varini, Ciro Galvani. Alfredo De Antoni. I- Snazio Mascalchi ; la Camp, drammatica di grandi spettacoli storici e popolari a Cittn di Milano », d'retta da Andrea Maggi, con Luigi Zcncada. A. Bagni, Ugo Faniili f — 137 iUi//;iali. ì'u! ^.;iiiip:i, A. Niiii-lli, Itics i.jisli- na-Bagni, T. Leigheb, Ada Serra ; la Paladini t'uvre, diretta da Ettore Paladini, con Giulio Tempesti, Aristide Baghetti, Remo Lotti, Lu- ciana Rossi, Tina Bondi ; la Compagnia del « Grani-GiJigno/ M . (così intitolata perchè de- ^'ticata a rappresentare in special modo il repertorio di questo teatro parigino), diretta (.'a Alfredo Sainsti, con Bella Starace-Sainati, Ruggero Lupi e Romano Calò. NECROLOGIO - 1908. + Muore a Cercare, presso Genova, il 15 i-.gosto, Anton Giulio Barrili, romanziere e au- tore di tre commedie : La Legge Oppia, Zio Cesare e La lima : era nato a Savona il 14 dicembre 1836. + Il 16 marzo muore all'Ospedaik di Ro- ma, nella più squallida miseria, cieco già da molti anni, un romanziere e drammaturgo fecondissimo : Ruggero Hindi, noto sotto lo pseudonimo di Falstaff : autore di un centi- nrio di drammi, che furon rappresentati nei ttatri popolari, aJcuni anche replicati centi- naia di' sere, come I figli di nessuno. -f Enrico Capelli, morto il 12 marzo a Cre- mona, era nato a Bologna il 29 dicembre del 1828; fu attore tragico di molto talento, :na bizzarro e stravagante, per cui non seppe dalla sua arte, spesso originale e profonda (specie nelle interpretazioni shakespeariane) ricavare nessu.n utile risultato. + Vittoria Znmpieri, veronese, morto nel- l'agosto a Firenze, a soli 45 anni, fu attore di bella presenza e di molta eleganza ; esordì in Compagnia Pietriboni, nell' '83, ipoi «at- tor-giovane » con la Duse, con Cesare Rossi, capocomico con Paladini, Calabresi e Biagi, e socio di Paladini, per sei anini : « primo-at- tore » in Compagnia della moglie Teresina Mariani, ne segui le sorti. Fra le sue inter- pretazioni migliori si ricorda quella de La Vo- ragine di Zambaldi. + Muore nel novembre a Bologna, in età di 86 anni, Elena Benini-Tamberlick, già at- trice drammatica, madre di Ferruccio Beniri. 1909. {Ceneri: 24 febbraio; Pasqua : 11 aprile). Appare in quest'anno La Cena delle Beffe: a Roma, all'» Areeni'na », il 16 aprile. ir.terpretata dalla Compagnia Stabile Romana (Amedeo Chiantoni : Neri ; Alfredo De Anto- ni : Giannetto j Edvige Reinach : Ginevra), t. il pili grande successo dell'annata e uno dei più clamorosi del Teatro italiano contempo- raneo. Nel magnifico poema drammatico, Sem Be- nelli riesce a fondere armonicamente la poe- sia più limpida e più fluida con le forme più espressive deilla drammatica. L'argomento è trat:o e composto da più di una novella del Lasca, ed è svolto neJ dramma con l'intento di figurare la vita fio- rentir-a del Rinascimento nei tratti più carat- teristici, burleschi e crudeli insieme, quali aippariscono in una gara di beffe più o meno sanguinose fra pochi personaggi rappresen- tativi. La Cena delle Beffe ottenne un grande successo Jion soltanto a Roma, ove fu re- plicata 15 volte, ma anche a Firenze, ove le repliche furoiw pure 15, a Milano, ove si replicò per 25 sere, e in ogni altra città d'Italia. Dopo undici anni la sua fortuna non è diminuita. Un secondo lavvenimento d'arte fu la raip- presentazione della Fedra di Gabriele D'An- niunzio. Mia questa tragedia, che ripete l'ar- gomento deir/ppo/iìo euripideo, con minore forza drammatica, lasciò nel pubblico un'im- pressione di freddezza : priva di movimento scenico e di grande pathos tragico, l'opera si raccomanda all'ammirazione anche questa vol- ta per la -potenza e la ricchezza del verso. Fu rappressntata il 10 aprile al « Lirico » di Milano dalla Comp. di Mario Fumagalli : in- terpreti principali : Teresina Franchini, Fe- dra; Gabriellinio D'Annunzio, Ippolito; An- drea Maggi, Teseo. Un'altra tragedia in 4 atti, in versi, inti- tolata a Fedra, fu raippresentata con sticcesso al « Valle » di Roma, da Italia Vitaliani, il 23 ottobre : ne è autore Umberto Bozzini. Un dramma in 4 atti di Giannino Antona- Traversi, nel quale è espressa, in una forma nobile e austera, rutta la forza di abnega- zione e di sacrificio, ["ella quaJe è capace una imadre, e che appunto La Madre s'inti- tola, rivela il secondo aspetto del talento agile e versatile del Traversi : rappresentato il 10 maggio al « Carignano » di Torino, dalla Comp. Calabresi-Mariani, protagonista Tere- — 138 — Sina Mariani, iil diamina ottenne buon suc- tesso. Un altro «tceltente successo di quest'anno è quello de La buona figliola, commedia in 3 atti di Sabatino Lopez, fra le più fresche e gustose .nella sua sottile ironia, che sieno uscite dalla penna del fecondo commediografo livornese : è un piccolo colpo alla morale borghese che si dà in questa piacevole com- media, ove è tratteggiato con molto umori- smo un tipo di cocotte bonaria e casalinga, di vera o marca italiana ». Quesa commedia fu rappresentata il 12 aprile aLl'« Argentina » di Roma, c'alia Comp. Stabile Romana, pro- tagonista Edvige Reinach. Ne fu interprete mirabile Teresina Mariani. La commedia storica in 3 atti ci Gerolamo Roivetta ; Muiiére e sua moglie (Roma. T. V^alle, C. Andò-Paoli-Gandusio, 18-V) fu ac- colta molto freddamente e non visse, sebbene sia piacevole nella rievocazione della Corte frivola e corrotta ci Luigi XIV, perchè ineffì- tace nella figurazione del protagonista. Il dramma in 3 atti di Vincenzo Morello : il Malefico anello (Roma, T. .Argentina, C. Stabile Romina, 18-XII) svolge una tesi in favore del divorzio, che interessa ma non persuade : contiene bensì alcune belle scene che gli han valso una notevole vitalità. Un dramma d'intreccio, che non completa- mente riesce a fondersi con la pittura d'am- biente, di E. A. Butti : Nel paese defila For- tuna (Torino, T. Alfieri, C. Andò-Paoli-Gan- dusio, 8-10) ebbe scarso successo. . Piacque Lo Scandalo di Alfredo Testoni (Padova, T. Garibaldi, C. Talli e Soci, 22-V). Un'amara commedia di Car'o Bertolazzi : // focolare domestico, in 3 atti (Venezia, T. Goldoni, C. Grand-Guignol, 22-XI) urtò la sensibilità de! pubblico, ed ebbe successo contrastato : ripresa poi, in 2 atti (Firenze, P. Nazionale) il successo fu completo. Molta originalità rivela Lorenzo Ruggi nel suo breve d^a^lma in un atto : Cravatta ^era. ove è fatta la requisitoria dell'idea anarchica : rappresentato (Bologna, T. Corso, C. Zacco- ni, 29-11), ottenne pieno successo. Due nuove opere fa rappresentare Goffredo Cognetti : A Fregionaia, dramma in '2 atti (Torino, T. Vitiorio Emanuele, C. Farina, 23 Vili) e Gente per bene, commedia in 3 atti (Livorno, Pohteama, C. De Sanctis, 19-X). Con l.a Zingara, commedia in 3 atti, pre- scelta per la rappreicniazione dalla Commis- sione d'ella « Società italiana degli Autori » di Milano, affrontano le scene per la prima volta e con successo, due giovani commediografi : Sandro Camas'O e Nino Oxi'.ia (Torino, T. Carignano, C. Talli, 12-XI), Una commedia in 3 atti di Silvio Zambal- di : Il Matrimonio di Rirì (Milano, T. Manzo- ni, C, Andò-Paoli-Gandusio, 29-XI) ottenne scarso successo ; né migliore esito sortirono le seguenti opere : L'Edera, dramma in 3 atti di Grazia Deledda e Cami'lo Antona- Traversi (Roma, T. Argentina, C. Stabile Romana, 3-11); Giovinezza inutile, commedia in 3 atti di Alberto Donaudy (Napoli, T. Fio- rentini, C, Caimmi, 30-111); Un Utopista, commedia in 3 atti di Tommaso Pasetti (To- rino, P, Chiarella, C. Ermete Novelli, 31-111); // Divo, commedia in 3 atti di Nino Martoglio (Roma, T. Argentina, C. Stabile Romana, 3- IV) ; La Scelta migliore, commedia in 3 atti di Cosimo Giorgieri-Contri (Genova, P. Mar- gherita, C. Galli-Guasti, 17-111); Suda, com- media in 3 atti di Washington Borg (Milano, T. .Manzoni, C. .\ndò-Paoli-Gandusio, 8-XI) ; Andata e ritorno, commedia brillante in 3 atti di Nino Berrini (Torino, T. Carignano, C. Talli e Soci, 16-XII), e 7/ Dovere, commedia in 3 atti di Saverio Kambo (Milano, T. Man- zoni, C. Andò-Paoli-Gandusio. 17-XII). Dalla Compagnia del « Grand Guignol b — specialista per lavori in un atto, quasi tutti a tinte forti — furon rappresentati i seguenti drammi : La Morsa di Nino e Mario Berrini (Torino, T. Balbo, 31-IV); L'Orni, cida di Licurgo Tioli ; L'Assassino di Carlo L. Curici ; La Leggenda di Xoroff di E. Au- gusto Berta (Torino, T. Vittorio Emanuele) ; // Ballo del Gatto Rosso {Vita d'apaches) di Carlo Leone Curiel (Venezia, T. Goldoni, nel novembre) ; Lo Scemo di Alberto Donini, e Salto di barra di Nino Martoglio (l'uno e l'al- tro rappresentati al a Politeama Nazionale » di Firenze, il 21-XII). .Altre opere di più scarsa importanza rap presentite in quest'anno sono : Rovine d'a- more, commedia in 3 atti di Guido Vecchi (Modena, T. Storchi, C. Solari-Colaci, 29-1): / a via del peccato, dramma in 3 atti di Ro- doifo Ludovici (Aquila. T. Comunale, C. « Città di Bari», 22-V); Il diritto alla gloria, commedia in 3 atti di Jacopo Diena (Ales- sandria, P. Marini. C. Mariani-Merkel-Pava- 139 — nelli, ortobrc) : L'amore libero, cornine JtJ di Demetrio Pozzi (al « Teatro Sociale » di Va- lenza), e L'ultima carta, commedia In un atto di Gino Ricchi (Bologna. T. Duse, C. Rodolfi, dicembre) , <^ AI « Concorso Drammatico Governa- tivo » ottenne il 1"^ prejnio : La Maschera di Bruto di Sem Benelli : il 2": Il Redivivo d\ Giuseppe Bonaspetti. COiWPAGNIE 190;^. Fra le Compagnie drammatiche ai nuova formaiione o che ebbero nella loro composi- zione mutamenti sensibili, ricorderò : la Sta- bile Romana, diretta da Ettore Paladini, con Edvige Reintach. Azucena Dalla Porta, Emilia Varini, Elisa Berti-Masi, Amelia Rossi-Bissi, Antonietta Lollio-Strini, Amedeo Chiantoni, Alfredo De Antoni, Cesare Dondini, Ugo Fa- rulli, Enrico Reinach, Attilio Fabbri ; ed una Stabile Romana S. 2 (formata appositamente per !a tournée della Cena delie Beffe) con Nina Scotto, Margherita Laderchi, Giulio Tem- pesti, Annibale Ninchi; la C. Andò-Paoli-Gan- dusio, diretta da Flavio Andò, con « prima- attrice » Evelina Paoli, e Ugo Piperno. Uber- to Palmarini, Celeste Paladini-Ando, Merce- des Rrignone-Palmarini, Rita Capodaglio, Margherita Donadoni, Amelia Marini-Piperno, Olga Vittoria Gentilli. Rambaldo De Gou- dron ; la C. Ruggero Ruggeri, con Lycla Bo- relli, Ida Carloni-Talli, Luciana Rossi, .Ada Dondini, Gemma Pinelli, Odoardo Bonafini, Romano Calò, Ernesto Ferrerò, Pio Campa ; la Galli-Guasti-Ciarli-Bracci, diretta da Ame- rigo Guasti, con Lina Casilini-Grassi. .Amelia Romagnoli, Giacomo Almirante ; la Mariani- Calabresi, diretta da Oreste Calabresi, con Ermenegilda Zucchini-Maione, Ernestina Bar- dazzi-Bsrtramo, Giannira Chiantoni-Sabbatini. Art. Fa'coni. Gioacchino Grassi. Nera Grossi- Carini, Giulia Cassini-Rizzotto, Elide Rossetti, Alfonso Cassini ; la « Compagnia di Grandi Spettacoli » Teglia, diretta da Andrea Maggi, con Gualtiero Tumiati, Calogero Zambuto, Et- tore Piazzanti, Giulia iris, Teresira Leigheb Claudia Zambuto-Gaffìno ; la Comp. di Irma Gramatica e Ferruccio Garavaglia, con Bian- ca Franci ed Eleuterio Rodolfi, la Comp. di Italia Vitaliani, con Carlo Duse, Dante Ca- pelli, Giula Fortuzzi-Podda, Desi Ferrerò; la Corop. \ina Sanzi. dtreita da Carlo Rosa- spina, con Riccardo Tolentino, Gino Viotti, .Armaindo Lavaggi, Virginia Delfìni Campi, Giulia Costa. NECROLOGIO - 1909. -f .Muore a Firenze, LI 28 dicembre, a 77 anni (era nato a Cuba l'U febbraio del 1832) Luigi Suner, che diede al Teatro alcuni ele- ganti proverbi e varie commedie, molto ori- ginali nelle intenzioni di pittura della società contemiporanea, ma fredde e languenti nella loro espressione scenica ; la sua migliore è La Graiitudine y'~\) : ma ebbero buon suc- cesso al loro tempo anche : / Gentiluomini speculatori ('59), / Legittimisti in Italia ('61) — che ottenne anche il 2" premio al « Con- corso Drammatico Governativo» — L'Ozio ('63), Una Piaga sociale ('65) e Una Legge di Licurgo CTI), per ricordare soltanto le sue migliori. + Alfredo Oriani, morto i! !8 ottobre a Ca sola Valsenio, presso Faenza, a 58 anni, non diede al Teatro che le briciole del suo grande ingegno : delle sue molte opere drammatiche, soltanto L'Invincibile (1902). rappresentato da Ermete Zaoconi, ebbe un buon successo; del- le altre ricorderò: La Logica della vita (1901), come quella che rivela maggiore originalità, La figlia di Gianni (1902) e Gli ultimi barbari (1903). riccii di molto effetto drammatico. -f -Irroro Tiberini, morto ai prinji di giu- gno i.i una Casa di fakite a Milano, aveva dato alle scene alcune opere drammatiche, senza troppa fortuna {Il peccato di Fiammet- ta, Gli avvoltoi. La nemica. La terra pro- messa). -\- Eugenio Zorzi, morto a Milano il 23 ottobre, aveva molti anni prima scritto due commediole per Gemma Cuniberti : Goldoni bambino (in 3 atti) e // Paggio della Dogj ressa (anch'essa in 3 atti). -f 'Muore nell'aprile a Bologna. Adolfo Co- lonnello, palermitano, che recitò in gioventù in siciliano nella Compagnia di Giuseppe Rizzotio, e fu poi « primo-attore » nella Coni pagnia BeMotti-Bon, diretta da Florido Ber- lini, per scendere poi al grado di « generico )i e «secondo carattere» in Comp. Zacconi e in Cfuelia della nipote sua, Tina Dì Lorenzo : fu attore corretto e drammaticamer;t« espresr sivo. 140 — 1910. Ceneri: 9 febbraio; Pasqua: 27 marzo). Un riuovo poema tragico di Sem Benelli : L'Amore dei ire Re, rappresentato all'a Ar- gentina » di Roma, daUa Comp. Stabile Ro- mana, il 16 aprile, ottiene un successo con- trastato ; animirato iper l'oiiida di lirismo che scorre nei primi due atti del dramma, parve drammaficamente meno efficace e meno per- >;uasivo al 3'\ In scene magnifiche di pas- cione e di pathos, troviamo il motivo — che ii poeta ripeterà volentieri in altri drammi — del dominatore straniero che non riesce a con. quistare completamente la donna italiana : motivo che ha un palese significato simbolico e che esprime la fede del poeta nella supe- riorità spirituale della razza italiana. Un dramma storico, della collana « Risorgi- niento », è quello di Domenico Tumiati : Gio- vine Italia : in cui vibra la nota d'ella patria nella voce di Giuseppe Mazzini, figurato sce- nicamente con nobiltà e dignità d'arte : que- sto dramma, in 4 atti, in versi, fu rappresen- tato dalla Comp. Stabile Romana al « Dal Verme « di Milano, il 13 giugno, con suc- cesso. Un Immaginoso' poeta, Ercole Luigi Mor- selli, affronta le scene con una tragiconimedia mitologica in 3 atti in prosa, intitolata : Orio- iie, della quale è ammirata Toriginalità d'ella concezione drammatica (Roma, T. Argentina. <".. Stabile Romana, 27-111), e che ottiene completo successo. Un autore nuovo — che dovrà d&T prova di rara fecondità e abilità • — si fa cono- scere con : II Rifugio (Milano, T. Manzoni. C. Calabresi-Mariani, 21-1) : bella commedia di fine e delicata analisi di caratteri, origi- na'e nel'le situazioni, e ricca di vivi e dram- itiaiici contrasti di sentimenti : è di Dario Niccodemi, ed' ha un vivissimo successo. Una divertente commedia di Sabatino Lo- rez : Il bruito e le' belle, nella Quale è as- surto all'onore di protagonista un personag- gio episodico della Buona figliola, .sostiene questa tesi parat'ossale : che un uomo può vaJersi della propria bruttezza anche per otfe- i;tìr.e dei successi presso le donne, e soltanto con le ragazze non ha fortuna. Interprete Ermete Zacconi a!i'« Apollo » di Roma, :' .3 novembre, la commedia piacque. Reginetta di Saba, commedia i.i S atti di Ettore Mo-schino (Milano. T. Manzoni. C. Emma Gramatica, 12-IV), ebbe pieno succes- so : è una commedia di acuta analisi p>sicolo- gica, ma un po' tenue e inconsistente Con L'Altalena afferma una grande orip-na- lità dì commediografo Alessandro V'araldo : la comaiedia è un ipo' fuori cella vita, nella voluta artificiosità della situazione, ma. ricca di umorismo e dialogata con eleganza, riesce molto attraente. Fu applaudita calorosiamente (G^'nova, P. Margherita, C. Talli, 22-VII). Di Sabatino Lopez è accolta freddamente, il 27 maggio al « Politeama Nazionale » di Firenze (Comp. Talli» una commediola all'ac- qua di rose : // Principe Azzurro. E la stessa Comp. Talli rappresenta ancora due commedie di nobili intenzioni artistiche, che rivelano originalità e talento drammatico : ''una ai Cosimo Giorgieri-Contri : La sorte del gioco (Genova, P. .Margherita, 6-V'IIÌ ; l'altra ci Guglielmo Zorzi, bolognese, che mette im luce preziose qualità di commedio- grafo : In fondo al cuore (Milano, T. Olym- pia, 17-VllI). Uno dei grandi successi dell'annata ottiene Dante Signorini con Una telefonata, e. in 3 atti (.Milano, T. Manzoni, C. Talli. M-XI). 11 dramma in ? atti di .Archita Valente : L'Oscuro Dominio ha successo (Firenze. T. Niccolini, 29-11 ; Ermete Zacconi protagonista magnifico. E pure applaudito il poema drammatico in 3 atti di Ettore Moschino ; Tristano e Isol- da (Venezia. T. Goldoni. C. Qaravaglia-Gam- na - protagonisti Ferruccio Garavaglia e Gi- na Favre — 26-11). Di Valentino Soldani tre nuove opere se- gnano tre successi : un dramma in 4 parti intitolato ad Andrea del Sarto (Rom.a, T. Ar- gentina, C. Stabile Romana, 22-III); Notte d'agguati, tragicommedia in 3 atti (Torino, T. Alfieri, C. Caimmi, 27-V), e 7/ Falcone. novella scenica in un atto in versi (tratta dal Decamerone) (Pistoia, T. Nazionale. C. Bal- danello. I6-Xn). Due lavori di ambiente storico di Enrico Nove.Ui (Yambo) : Cagliostro, commedia ro- mantica in 4 episodi (Firenze. T. Pergola. C. Garavaglia-Gamna. Il-IVO. e Papà Gen- naro, episodio drammatico in 3 quadri (Bo logna, T. iCorso, C. E. Novelli. 15-1), otten- nero freddo successo. — 141 - Non piacque !a commedia in 4 atti di Ugo ■Ojetti e Renato Simoni ; // Matrimonio Ji Uasanova (Torino, T. Carignano, C. Di Lo- renzo-Falconi, 25-1). Di Roberto Bracco si applaudisce una coni- mediola in un atto : Ad armi corte (Milano, T. Manzoni, novembre), ed un felicissimo « dialogo » in 3 atti, // perfetto amore, scritto dal ce'.ebre commediografo napoletano quasi per civetteria, per provare la propria vir- tuosità scenica (Milano, T. Manzoni. C. Di Lorenzo-Falconi, 7-XII). Piace poco una commedia in un atto di F.. \. Butti : Le rivali (Milano, T. Manzoni, C Talli, 15-XIl) e pochissimo una in .< atti dello stesso autore in collabora/ione con Tommaso Antong"ni ; // crepuscolo degli amanti (Milano, T. Manzoni, C. Talli, 22-IIII. Altra commedia, satirica, ci E. A. Butti e G. Antonelli, Le Acque, apparve a Roncegno, in agosto. Buon esito ottiene il dramma in 3 atti di Ercole Rivalta : Spine entro il nido (Milano. T. Lirico, C. Andò-Paoli-Gandusio, 10-VI). Di due commedie di .Alfredo Testoni, una, in 3 a. : Il nostro prossimo (P. Livorno, C. A. De Saictis, 2',;-X) piace; l'altra, pure in 3 atti, La signora del professore (Milano, T. Manzoni, C. Calabresi-Mariani, lO-X) non ha successo. Vengono rappresentati il dramma in 3 a. di Mario Sobrero : La nemica (Milano, T Man- zoni. 21 -X) e Amore nemico, commedia in 3 atti di Giu.seppe Baffico (Roma. T. Argentina. C. Stabile Romana, 2.S-II). Intenzioni satiriche ha la commedia in 3 atti di Guelfo Civinini : Regina, che ali '« Ar- gentina » di Roma (C. Stabile Romana, 12-1) ottiene un successo contrastato. E cosi pure Je intenzioni satiriche della commedia in 3 atti di Rodolfo Ludovici : Le Suffragette (Aquila, T. Comunale, C. Baldanello) non sembrano pienamente raggiunte. Una commedia di propaganda divorzista è quella in 4 atti dal titolo : Villa del Gigli, dovuta alla collaborazione di Ermete Zacconi e Amedeo Gherardini : rappresentata dallo stesso Zacconi al « Carignano » di Torino, il 13 aprile, ottiene un freddo successo. Allo stesso teatro, il 20 apri'e, Ermete Zacconi tiene a battesimo il dramma in un atto di Luigi AntoneJIi : La Casa dei fanciulli, che sotto altro titolo (L'Idolo) aveva vinto il 1° nremifi al Concorso della « Maschera a : prima felice affermazione di un ingegno di commediografo, che darà più tardi migliori frutti. Una commedia in un atto dei decano degli autori drammatici italiani : Lodovico Murato ri : I Cavalieri di Aristofane (Roma, T. Valle, C. E. Novelli, 1.=^-1V) ebbe buon esito. Il dramma in 3 atti, di intenzioni sociali (e che fa parte di una trilogia della quale // Viandante è il primo dramma), La terra promessa, di Tommaso Monioelli, fu rappre- sentato all'» Alfieri» di Torino dalla Comp. Andò-Paoli-Gandusio, il 23 novembre. Un dramma in 3 atti di Mario Maria Mar- tini : L'Ultimo Doge (rappr. il 21 gennaio dalla stessa Compagnia al P. Margherita di Genova) ottiene discreto successo. La Compagnia del « Grand Guignol » rap- presenta : La Fine, un atto di Mario Faccio (ai « Filodrammatici » di Milano, nel febbraio), /; Convegno, im afo di Jolanda De Blasi ; .-1 vita, un atto di Lorenzo Ruggì e Lo sfre- <^io, un atto di Corinna Ginami (Gina Berto- lini-Marcionni) tutti e tre al « Politeama Nazionale» di Firenze, nel dicembre). E la Compagnia del «Teatro Minimo», di- retta da Nino Martoglio, con sede al Teatro Metastasio di Roma, rappresenta una vera collezione di lavori in un atto, alcuni dei quali, per l'assoluta deficenza di ogni valore scenico, rimasero sul cartellone per una sera soltanto ; ed eccone l'elenco : Il primo che passa di Alberto Orsi (10-111), L'ultima car- tuccia di Ugo Fleres, Olaus di Gabriele Ga* brielli e Adone Nosari, La donna velata della Principessa Carla Ruffo di Ca'abria (marzo). Acqua su/ fuoco di E. L. Morselli (aprile), Sovelletta antica di Licurgo Tioli, Lawn-Ten- nis di Gaetano Polver, A chi riporterà di Eu- genio Checchi (maggio). Lungo la via di P Doris, Lettera preventiva di Ugo Fleres, L'u. nica scusa di Giannino Antona.Traversi, Pesce d'aprile, in versi, di Leo di Castelnuovo, Il piccolo archivio di Luigi Capuana, Sposi di Ettore Strinati. La prefettessa di Gino Mo naidi. La tempesta di L. R. Montecchi, La promozione del giudice di Francesco Bernar- dini e La bestia da soma, trilogia di Licurgo Tioli, della quale le tre parti si intitolano : La bestia, I padroni, « Quando i garetti non reggono più », e che è un'amara satira delle miserabili condizioni nelle quali è oostretto a vivere lì medico condotto (tutti nel giugno), — 142 I.iimif di Sicilia e La morsa di Luigi Piran •creilo, L'estate di San Martino di Torr.iTiaòo Monkelli, Lettera anonima di G. B. Salva- dori, Acqua passata non macina più di Augu- sto Novelli, Fra i due di Sabatino Lopez, Un omicidio e Lo zio Publio, in 2 atti, l'una e l'altra di Licurgo Tioli e G. B. Salvador) (tutte nel dicembre). Una nuova Comp. intitolata: del « Grand- Guignoi Internazionale », e diretta da Riccar- do Tolentino, messa la sua sede all'» Apollo » di Roma rappresentò nel tMcembre : Microbi importuni di Raffaele Menasci e In Miniera, in 2 atti, di Icilio Rosi. Altre nuove produzioni rappresentate in qi est'anno sono : Attraverso la vita, com- n^edia in 4 atti di Donato Bochicchio (Caglia- :', P. Margherita, C. «Città di Bari», 15-1); \ all'abisso, dramma in un atto di Demetrio Po7zi (al a Filodrammatico » dì Piacenza, feb- braio) ; La Rovina, dramma in 3 atti di Sebastiano Sani (Firenze, T. Niccolini, C. Zac- coni, 2-11), con scarso successo; // disco rosso, commedia in un atto ci Nico'.a Cane (Milano, T. Manzoni, C. Calabresi-Mariani, febbraio); Chi perde, dramma sociale in 4 atti di Francesco Bernardini (Lecce, P. Um- berto, C. «Città di Bari», marzo); Naufra- gio, dramma in 3 atti di Alfredo Moscariello (Caserta, T. Cimarosa, C. Baccani, marzo) ; / a Commedia della peste, 4 atti in versi di Luigi Rasi (Mi'ano, T. Manzoni, C. Talli, U-III), con effìmero successo; // fratello, i^ramm.a in un atto di Febo Mari (Roma, T. Manzoni, C. «Città di Roma», aprile); L'ul- tima parola, un atto c:i Martinez (Torino, T. Alfieri, C. De Sanctis, 20-IV) ; La Carne, commedia in 3 atti dì E. Augusto Berta (sul- le stesse scene, il 27 aprile) ; // Viale dei platani, commedia in 3 atti di Archita Valente {Roma, T. .Argentina, C. Stabile Romana, 22- III); /.' ritorno, un atto in versi di Fausto Maria Martini (sulle stesse scene, nell'aprile); la vìa più corti, commedia in un atto di Carlo Veneziini (Napoli, T. Fiorentini, C. Calabresi-Severi. 29-IV) ; La diga, dramma in un prologo e 2 atti di Francesca Sabbato- .Agnetta (Palermo, T. Biondo, C. Calabresi- Mariani, 23-V) ; La Compagnia della Teppa, dramma in S atti di Gaetano Polver (Torino, T. Vittorio Emanuele, C. Renzi-Gabrielli, 19- VII); Falso Apostolo, dramma di Vincenzo \paro (Catania, T. Pacini, C. Cigoli, settem- bre) ; Il prezzo, commedia di Oreste Poggio (Piacenza, Politeama, C. Raffaello Mariani, settembre) ; // giuramento di una madre, dramma di De Rocchi (Roma, T. Manzoni, Comp. Carlo Duse, novembre); Farfallina, commedia in 4 atti di Eoivaa Cantoni-Paoli (Firenze, T. Alfieri, C. Tina Bondi, 19-XI]) 2 Mattutino, un atto di Fausto Maria Martini e Giulio Cesare Vioia (Rom.'ì, T. Argentina, C. Stabile Romana, 29-XII). -^tjl< Nel corso di quest'anno la città di Pescara tributa ono- ranze festose al suo grande figlio Gabriele D'Annunzio. COMPAGNIE - 1910. Com,pagnie drammatiche non rammentate o Ji nuova formazione o sensibilmente modifica- te nella loro composizione, sono de seguenti : U Comp. di Virgilio Talli, con Maria .Melato,, Alfonsina Pieri, Amelia Chellini, Jone Frigerio, Alberto Giovannini, Annibale Betrone, VittO; rio Pieri, Armando Rossi, Giovanni Novelli- Vidali ; l'/lniò-Pao/i-Gandus/o, diretta da Fla- vio And-5 ; la Comp. Stabile Romana, diretta ['a Ettore Paladini; la Comp. del «Grand (ìuignola, diretta da Alfredo Sainati, con Bella Starace-Sainati, Ester Sainati-Gelich, Luigi Almirante, Camillo Pilotto, Augusto Sal- tamerenda, Raimondo Van-Riel, Rodolfo Ba- daloni; la Comp. Alfredo De Sanctis, con Alda Borelli-De Sanctis, Gilda Vestri-Boni- venfo Viitnrin'a Benvenuti, Ida Salvioni, Cor- 143 i\.rto Rai-LB, Teltmaco Ruggeri, Napoltontr Bo. relli, Antonio Bozzo; la Comp. GalliGuasti- Ciarlì-Bracci, diretta da Americo Guasti, d«L la quaJe oltre i capocomici che t^ànno nome »IU Compagnid, fanno ra'"'^ Dina Vitia-Rosa, Annetta Ciarli-Chiarini, Tilde Musso, Giacomo Al-nirante; la Sichel-Masì Falconi, diretta da Giuseppe Siche], con Azucena Dalla Porta, Elettra BiMnini-Privato, Luisa Scarrone, Ni- cola Pescatori. Luigi Almirante ; la Garavaglia. Gamna, diretta dì Ferruccio Garavaglia, con Gina FavTe, Cesare Dondini, Achille Maieroni, Aristide .^ista, Arrigo Marchiò ; la Comp. di Dora Baldanello, con Febo Mari, Lamberto Picasso, Luigi Russo, Nella Masi ; la Comp. di Tina Bandi, con Vittorio Bratti, Ubaldo Pittei, Virginia Delfini-Campi ; ,la Comp. di Gemm^ Caimmi diretta da Ettore Berti, con Nina Vaschetli e Remo Lotti; la Comp. di Fìeuterio Rodolfi: la Comp. Teglia, ciretta da Andrea Maggi. NECROLOGIO - IfilO. + Muore a Milano, il 9 maggio, uno dei più fecondi ed esperti commediografi italiani : Gerolamo Rovetta. Acuto ossei-vatore della società contemporanea, rappresenta nella scuola realista del Teatro italiano una ten- denza temperala da un fine umorismo : al- ternò la commedia di costume (La Trilogia di Donna) al dramma passionale e sociale (La Realtà, J Disonesti, Papà Eccellenza^ fi- velpndc? sempre una grande maestria scenica e spesso una foiza drammatica non comune : tentò con fortuna il dramma storico-patriottico [Principio di Secolo e Romanticismo), e con minor successo la satira letteraria (lì poeta) e la comm.edia storica {Molière e sua i-nogUe), vario, agile, piacevole quasi sempre anche nelle sue opere meno riescite, portò nel Teatro, e ancor meglio nel Romanzo italiano, •.•• in due commediole : il « Tromboni » del Ratto delle Sabine e il « Peppino » del Carnevale di Torino, che gli assicurarono suc- cessi e fortuna. Aveva abbandonati gli studi di legge a Padova, per dedicarsi all'arte : fu un mediocre brillante, ma sapeva comporre qualche gustosa « macchietta » con molta fan- tasia comica e aveva i! dono di far ridere + Muore nel giugno a Bologna. Lina Dili- genti, attrice di non mediocri qualità, che aveva recitato con la Pezzana e con Tom- maso Salvini : tentò anche, fra le pochissime, l'interpretazione del personaggio di Amleto. Era nata a Torino nel 1865, ed aveva s-posato l'attore Gennaro Marquez. -f Sono morte ancora, in quest'anno : Lina Marazzi. moglie di Ermete Novelli, che fu per qualche temipo « prima-attrice » nella Comrpawnia del marito (morta a Firenze il 17 lijglio), e Fedorina Duse (morta a Fiume) modesta attrice drammatica. — 144 1911. {Ceneri: 1° marzo; Pasqua: 16 aprile). Due nuove cpert di Sem Benelli appaiono n quest'anno : 7/ Mantellaccio, poema dram- niarico in 4 atti, che presenta in episodi il -ontrasto di una Compagnia di cantastorie del Quattrocento con la pedantesca Accademia Jegli Intemerati, fu rappresentato il 31 marzo contemporaneamente all'» Argentina » di Ro- ma dalla Comp. Stabile Romana ed al « Re- l'io » di Tarino d'alia Stabile Romana N. 2; r.on ebbe sorti troppo propizie. L'altra opera Ji Benelli : la tragedia in 4 atti : Rosmunda (Milano, T. Lirico, C. Stabile Roniana N. 2 [« Beneùliana »] — protagonista Irma Grama- tica — 20-XII) ebbe successo contrastato. Una leggenda drammatica in 3 atti di Do- menico Tumiati : Guerrìn Meschiio (Genova, T. Paganini, C. Gualtiero Tumiati, 24-III) fu giudicata di grata freschezza poetica e sce- nicamente piacevole e suggestiva. Pili apprezzato per la forma letteraria che ■'er l'efficacia drammatica fu il poema tra- ii'ico di Fausto Salvatori : La Furia dormente (Roma, T. Argentina, C. Stab. Romana, 6-V). Un' altra tragedia, in 4 atti, in versi : Fiamma, dovuta alla collaborazione di Gian- nino Antona-Traversi e di Francesco Paston- chi, presenta pure eiement' lirici soverchianti quelli drammatici. E' d'argomento storico e di ambiente sardo. Rappresentata air« Argen- tina » di Roma, il 27 maggio, ebbe freddo successo. Un'altra tragedia, in 3 atti, di Gino Dame- rini, Giudiiia e Oloferne, ebbe freddo suc- jtsso (Roma, T. Nazionale, C. E. Grama- tica, 22-XII). Una fresca, spontanea e sincera commedia di vita studentesca : Addio giovinezza!.... quasi un idillio romantico che rivela due t'iovani artisti : Sandro Camasio e Nino Oxi. :a. ha un felicissimo incontro (Milano, T. Manzoni. C. Talli, 27-111). Piacque, rappresentata dalla Comp. Stabile i^omana all'» .Argentina » di Roma, il 21 mar- ■ o, la graziosa commedia in 3 atti di Gian- 'ino .Antona-Traversi : 7/ Paravento. Buone accoglienze ebbe pure la commedia ;r. 3 atti di Alfredo Testoni ; Il successo (Fi- 'L-nze, P. Nazionale. C. Di Lorenzo-Falconi, 26-\X). Sempre così, dram.Tia in 3 atti di E. A. Butti (Genova, P. Margherita, C. Di Lorenzo- Falconi, 24-11) con qualche intenzione satirica, non completamente espressa, segue la ten- denza accennata dai primi drammi del Butti (L'Utopia, La fine di un ideale). Fu giudicato con molto favore dal pub- blico e dalla critica il dramma in 3 atti di Giuseppe Bonaspetti : 7 figli di Caino (Mila- no, T. .Wanzoni, C. Andò-Paoii-Gandusio. 27-1), lodato per ricchezza di effeni e di dram- maticità nell'azione r.ipida e incalzante. .Nobili intenzioni d'arte, se non sempre felicemente espresse sulla scena, rivelano : Due donne, commedia in 3 atti di Cosimo Giorgieri-Contri (Genova. P. Margherita, C. Di Lorenzo-Falconi, 18-1): Campomorio, poe- ma drammatico in 3 atti di Licurgo Tioli e G. Baschieri-Salvadori (Roma, T. .Argentina. C. Stabile Romana, 18-11): Il Dittatore, tre atti di Mario Maria Martini (Genova, P. Mar- gherita, C. Andò-Paoli-Gandusio, 7-IV) ; 7/ paciere, commedia in 3 atti di Giuseppe Saf- fico (Roma, T. Valle, dalla stessa Compagnia, 9-V, con successo contrastato) : 7/ Signor Principe, dramma in 4 atti di Ugo Falena (Roma, T. Valle, C. Andò-Paoli-Gandusio. 17-V); La Commediante, com.media in 3 atti di Ettore .Moschino (Genova, P. Margherita, C. Emma Gramatica, 20-X) : 7 fiori d'aran- cio, commedia in 3 atti di Silvio Zambaldi (Trieste, T. Verdi, C. .Andò - Paoli- Gan- dusio, 23-XI) : 7/ Capolavoro, dramma in 2 atti di Rodolfo Ludovici (Milano, T. Filodram- matici, C. A. De Sanctis, 13-XII); La bisca. commedia in uji atto di Fausto Maria Martini (Roma, T. Argentina. C. Stabile Romana, ,'^- XII); L'opera più, un atto comico di Gu- glielmo Zorzi (Milano, T. Filodrammatici, C. De Sanctis, 13-XII)) e un atto drammatico •ii rara delicatezza : Ave Maria (Milano. T Filodrammatici, C. « Grand-Guignol », feb- braio) dello stesso Zorzi. La Comp. del « Grand-Guignol » rappresen- tò anche i seguenti lavori : Contratto di nozze. 1 a. di Alberto Donini (Bologna. T. Verdi, 27-111); La via chiusa, 3 atti di Nino Berrini (Torino, T. Carignano, 26-lV) : Criidels^ ri' valsa, 1 a. di Aroldo Da'mazzo (Livorno, Po- liteama, maggio) e L'ingranaggio, un atto di — 145 Luigi Sbragia (Firenze, P. Nazionale, dicem- bre». La Comp. del a Grand Guignol Internazio- nale », diretta da Riccardo Tolentino, rappre- senta : Fumo di sigaretta, un atto' di Filippo Marchese 'A\essina, T. Mastrojeni, gennaio). La Conip. ciretta da Cesare Dondini : Dia- Vilma, vn at*o di Ludovico Muratori, e Suo- natori ambulanti, un atto di Giovanni Diotal- kvi (entrambi al « Tearro delle Quattro Fon- tane » di Roma, il 20 e il 22 dicembre). La Comp. del « Teatro Minimo » diretta da G. E. Nani : L'Onomastico, dramma in un atto di Francesco Bernardini (Torino, Teatro Trianon, 27-XI). .AJtri nuovi lavori rappresentati in quest'an- no sono : Ville di ulivi, dramma di Saverio Fino e Luigi Michelotti (Genova, T. Paganini, C. T. Mariani, febbraio) ; Vacanze parlamenta- ri, commedia in un atto di Carlo Guetta (Li- vorno, T. Rossini. C. E. Novelli, genn.); Vezzo di corallo di Tommaso Smith e L'anima, com- media di Ernesto Intendente (turte e due al «Manzoni» di Roma, C. Carlo Duse, gen- naio) ; Quod differtur non aufertur, com- m«dia in 2 atti di Anna Maria Nessi-Pianta- nida (Milano, T. Olympia, C. Caimmi, 20-11) ; Amaro risveglio, commedia in 3 atti di Guido Vecchi e Antigone, tragedia in 3 atti di Bindo Fedi (da Sofocle) d'una e l'altra allo a Stor- chi » di Modena, nel marzo) ; Le Signorine della villa accanto, commedia in 3 atti di Ugo Farulli (Roma, T. .argentina, C. Stabile Ro- rrana, 24-11), con un successo superiore al suo valore d'arte; Suor Speranza, 1 atto di Guelfo Civinini (sulle stesse scene, aprile) ; Macerie, dramma di Icilio Rosi e Renato .Manzini (Roma, T. Manzoni, febbraio) ; // Gorgo, azione tragica in 3 episodi di Febo Mari (Padova, T. Garibaldi, C. De Farro-Ma- ri, aprile): Ingenui, commedia in 3 atti di Francesco Crucioli (Teramo, T. Comunale, C. Lepanto-Tolentino, aprile) ; Medusa, dram- ma in 3 atti di Giulio Soria : Ministro!, un atto ci Giulio Sanfelice (rappres. tutti e tre al « Sannazaro » di Napoli, ne! giugno, dalla Comp. Lepanto-Tolentino) ; // settimo sacra- mento, commedia in un atto di Guido Podrec- ca (Roma, T. Costanzi, C. Stabile Romana, 13-VII); L'errore, dramma in 3 atti di Filippo Marchese e G. Cormagi, e I deboli, commedia in 3 atti di Jacopo Dal Forno (tutte e due all'a Arena Pacini » di Catania, dalla Comp di Tina Bondi, il 18 e 21 luglio) ; Il più sin- cero dei tre, un atto di Alessandro Varaldo t L'ultimo raggio, dramma in un atto di Luigi Carlo Martelli (entrambi a Ventimiglia, A. Garibaldi, C. di S. Osti, luglio) ; / Guelfi, episodio drammatico in un atto, in versi, di Ettore Zunino (Savona, P. Garibaldi, C. Zan- r.ini, 23-VI) : In articulo mortis, dramma in un atto di Filippo Marchese (Catania, A. Pa- tini, C. C. Duse-Vitaliani, settembre); Santa Canaglia, dramma in 4 atti di Umberto Pa- radisi (Milano, T. Verdi, C. Niccoli-Navarri, ottobre) ; Anime russe, bozzetto drammatico di .Alessandro Resta (al « Teatro Talia » di Tagliacozzo, nell'ottobre) ; La piovra, 4 atti di Nicola Cane ,al « Ristori » di Verona, dal- la Comip. Lepanto-Tolentino, nell'ottobre) ; L'ultimo atto, commedia di Filippo Marchese (al « Mastrojeni » di Messina, dalla Comp. Vitaliani-Duse, nel novembre) ; Suprema for- za, dramma di .Alessio Di Giovanni (al Teatro Olympia di Palermo, il 14 novembre) ; La punta di San Vigilio, commedia in 3 atti di Corrado Colombo (a Pavia, dalla Comp. Bu- tera-Della Morte, dicembre) ; L'On. Giorgi, dramma in 2 atti di Antonio Lazzarino (Ver- celli, C. Navarri-Niccoli, dicembre). Di Gabriele D'Annunzio viene rappresentato al « Théatre du Chàtelet » di Parigi, il 22 maggio — protagonista Ida Rubinstein — il il Mistero di San Sebastiano, scritto dal poeta italiano in versi francesi, nel metro degli an- tichi Misteri medioevali. .Al Teatro Antico di Fiesole si rappresenta Edipo Re d'i Sofocle, (protagonista Gustavo 5>alvini. Ed al « Verdi » di Palermo, dagli studenti della Facoltà di Lettere di quella Università, Le S'uvole di Aristofane, nella traduzione di Ettore Romagnoli. ■6 ^_ ^5 Al « Concorso Drammatico Governativo i» non fu assegnato nessun premio : concorre- vano : La Buona figliola di S. Lopez, Una Madre di Giannino Antona-Traversi e Fedra di U. Bozzini. Al Concorso della Società degli .Autori di Roma, fu premiata la commedia di Michele Saponaro : Mammina. E al « Concorso dram- matico storico-patriottico » della stessa Società romana, dei 148 lavori presi in esame, furono indicati per la rapore-sentazione : L'Aquila del 146 Vespro di Federico De Maria, Britannico di Carmine Gallone e // solco quadrato di Fe- derigo Valerio Ratti. Al «Concorso Drammatico b, bandito dalla • j Rassegna Pugliese », fu premiato i! dramma in un atto di Luigi AntoneUi : Chiaro di luna. COMPAGNMF. - 1!)11. Alle Compagnie drammatiche ricordate nel precedente anno,' aggiungeremo, di nuova for. mjazione o con sensibili mutamenti : la Comp. di Ruggero Rug,i(eri con Lyda Borelli « prima, attrice », Giulia Costa, Odoardo Bonafini, Er- nesto Ferrerò, Romano Calò, Pio Campa ; la Compagnia Stabile Romana N. 2, con Giu- lio Tempesti, Achille Vitti, Jole Piano; la Rodolfl-Spano-S'ipoti, con Wanda Capodaglio, Eleuterio Rodolfi, G. Spano, Alberto Nipoti, A. Firpo; la Vittorio Antuzzi e C, con Tina Irsini-Sansoldo, Nella Masi, Ubaldo Peruzzi. NECROLOGIO . 1911. -*- Muore a Torino, il 28 ottobre, Edoardo f ilandra, autore di qualche opera drammatica li non mediocre valore : Ad oltranza. Disci- plina (in collaborazione con Sabatino Lopez), Leonesca. Era nato a Savigliano IMI settem- bre del 1852. -t- Achille Tedeschi, morto ne! dicembre a Salò sul Garda, in età dì 52 anni, aveva dato a' Teatro, in collaborazione con Gerolamo Mariani, alcune commedie allegre, che ebbero molta fortuna : Il Passaggio di Venere, Il Pa- radiso di Maometto, L'arte di pigliar marito. Fogli volanti. -I- Sono morti ancora in quest'anno : En- rico Campanella (morto a Napoli), autore dei drammi : Caio Mario Coriolano e Luigi La Vista; Romeo Carugati (morto a Milano), cri- tico drammatico e musicale alla Lombardia, e autore di commedie e libretti d'opera di scarso valore {L' Imputato, Cane di pasturi, dramma recitato da G. Grasso) ; Averardo Borsi, morto nel gennaio a Firenze, a 53 anni, critico e autore drammatico non troppo for- turaro; Daniele Oberto Marrama, morto nel gennaio a Bellavista, presso Napoli, a soli M anni, critico drammatico al Giorno di Na- poli ; Giacinto De Sapoli (morto ad Oleggio), modesto attore comico, che fu con Pietriboni, con Tina Di Lorenzo e cnn Ermete 7acconi. 1912. [Ceneri: 21 febbraio; Pasqua: 7 aprile). Due nobilissime opere di Roberta Bracco trovano accoglienza fredda, che, per una al- meno di esse, si cambierà poi, secondo giu- stizia, in un clamoroso succeso. Il pìccolo Santo, dramma in 5 atti, di una linea severa, austera, è un'opera di acuta indagine psicologica : vi è presentato il caso di un uomo di grande, profonda virtù — chiamato da tutti «il Santo» — che prova per la figlia della donna che un giorno aveva amato, la stessa ardente passione che lo ave- va avvampato in gioventù : e la tragedia di quest'anima si manifesta in un'aura di pu- rissima poesia con segni appena percetti- bili. Questa magnifica opera di Bracco fu rappresentata al « Mercadante » di Napoli da Ferruccio Garavaglia, il 17 marzo, dopo che r già da molto tempo era uscita in volume : dopo la morte del geniale interprete, fu ri- presa da Ruggero Ruggeri, e si rappresenta da lui tuttora col più vivo successo. In Nemmeno un bacio, Roberto Bracco di- pinge con estrema delicatezza un 'carattere di donna innamorata, che gli avvenimenti cfella vita costringono alla nubilità perpetua per un'eterna rinunzia alle gioie dell'amore. Que- sto dramma in 3 atti e un epilogo, rappre- sentato il 12 dicembre al « Carignano » di To- rino dalla Compagnia Stabile del « Teatro Alanzoni » di Milano — protagonista Tina Di Lorenzo — ebbe, all'ultimo atto, successo alquanto contrastato : l'epilogo, nel quale si assiste al ritorno della donna, dopo molti anni, in un ambiente equivoco, non piacque al pubblico : alle repliche però il successo fu completo. La medesima Compagnia rappresenta con il più vivo successo al « Manzoni » di Mila- no, il 29 marzo : L' «Aigrette », commedia in 3 atti di Dario Niccodemi, fra le sue mi- gliori : delle più abilmente congegnate, delle più ricche di contrasto drammatico, ed anche delle più originali e audaci nella pittura del- l'ambiente e nel disegno dei caratteri ; nella riproduzione defila speciale amoralità dell'alta banca e dell'aristocrazia mondana. Sabatino Lopez ci dà con La nostri! pelle, una delle sue opere migliori. Commedia iro- nica e amara, spietata contro il convenziona- lismo Jella morale borghese, mostra come 47 — spesso raliruisnio iimiie e rassegnato sia fatto ludibrio liti più basso egoismo : mai come in essa il Lopez si era mostrato più feiice pit- tore di caratteri. Questa commedia, rappre- sentata dalla Comp. di V. Talli al « Manzoni » c'i Milano, il 2 gennaio, ebbe pieno successo. La Compagni."! diretta da Virgilio Talli iche si chiama dalla quaresima « TaJli-MeJato-Gio- \ann!ni>. rappresenta al « Verdi » di Bologna, il ìri ottobre, un dramma in 3 atti di Gu- glielmo Zorzi : / tre amanti, nel quale sono genialmente figurate tre specie di amore con- vergenti su di una donna. Di molti drammi storici dò qui notizia in- sieme (non per ossequio a una partizione critica, ma per semplice comodità) : Dome- nico .Tumiati fa rappresentare al « Goldoni » di Venezia, dalla Comp. del fratello Gualtiero, il 22 novembre, il suo Alberto da Giussano, .he, per l'epcca, a.^re la serie del ciclo sto- rico intitolato al « Risorgimento » : ii dramma in 3 atti, in versi, ebbe lieto esito. Di .■\lberto Pelaez d'Avoine il dramma in ,S atti : Sopoleone, grandiosamente figurato da E. ZACCONl ; Napoleone {Fot. Nunes-Vais). Ermete Zacconi al a Politeama Chiarella » di Torino, ii 2 ottobre, ottenne buon suc- cesso. La tragedia in un prologo e ^ atti di Umberto Bozzini ; ^'ìanfredi (rappresentata al « Comunale » di Lucerà dalla (>omp. di Raffaello Mariani, nel maggio) ebbe un lieto esito. E così pure il poema drammatico in 4 atti del Conte Riccardo Douglas-Scotti : //. Farnese (Asti, P. Nazionale, marzo). Due poemi drammatici di Umberto Bon- martini : Giovanni Frangipane, in 3 atii (Roma, T. Argentina, C. Stabile Romana, 23-1) e Umberto dalle bianche mani, in 3 atti e un epilogo (all'» Olympia » di Mila- no, stessa Compagnia, 1,'^-V) furono giudi- cati mediocri. E sempre dalla Stabile .Romana viene rappresentata (Roma, T. .argentina, 10-11) la tragedia in 5 atti di Romualdo Puntini : Tiberio Gracco, ricca di buone intenzioni artistiche, riia scenicamente fredda. Una tragedia biblica in 3 atti, in versi : Sion, di Enrico Pea, ha buon esito (Livorno, T. Rossini, C. Tolentino-Sciarra, 5-1). E fìna'mente // tramonto di un Re, dramma in 4 atti, in versi, di Nino Berrini, nel quale è tratteggiata la figura di Vittorio Amedeo II, primo Re di Casa Savoia, ebbe (Torino, T. Alfieri, C. di Grandi Spettacoli, 7-XII) il più lieto successo. Dello stesso Berrini piacque pure la com- meiiia in 3 atti c'i ambiente contemporaneo : Una donna moderna (Torino, T. Carignano, C. Stabile del « Teatro Manzoni » di Milano, 27-X). Sulle stesse scene, il 18 novembre, veniva "tato un dramma di Ercole Luigi La prigione, ma con scarso suc- . di Cherubino, commedia in 3 atti .1 ...11'v.csco Pastonchi, elegante, ma verbosa, e che ha qualche somiglianza con La Crisi di Pi^aga. senza raggiungere la perfezione arti- .stica di questa commedia, fu rappresentata con successo ■ al « Carignano » di Torino, il 27 aprile, c'alia Comp. Palmarini-Grassi-Fa- rulli, diretta da Giannino Antona-Traversi. Ha intenzioni satiriche la commedia in 3 atti di -Alberto Orsi : / Commendatori (Vene- zia, T. Goldoni, C. Calabresi-Sabbatini-Fer- rero, maggio). Fra le opere meno fortunate van ricordate : /.' Dominatore, commedia in 3 atti di Oreste Poggio (Reggio Calabria, C. di R, Mariani, febbraio) ; Il buon seme, leggenda medioevale in un atto in versi di Tommaso Salvini ne- pote (Roma, T. Valle, C. Gustavo Salvini, 5- III); L'Idolo, commedia in 4 atti di Giuseppe Baftico (Roma, T. Valle, C. De Sar.ctis, 20- 148 ili): // 1 ritticd umano, commedia in 3 atti di E. Aug. BcrtJ (Roma, T. Valle, C. Reiter- Carini, Il-V) con scarso successo) e L'amore emigra, commedia in 3 atti di Vincenzo Mo- rello, interessante e dal magnifico dialogo (al «Nazionale» di Roma, il 24 maggio, dalia (^omp. Talli-Melato-Giovannini). Dalla Compagnia del « Grand-Guigno! » \engono rappresentate le seguenti opere (sal- •.o indicazione contraria, tutte in un solo at- to) : // padrigno di P. Vertua (al « Filodram- matici » di Milano, febbraio); L'Incubo di Gi- rolamo D'Italia: \inna Nanna di Guglielmo Zorzi e Un bacio per beneficenza di Giuseppe Cantaga'.ii (tut:e e tre al «Verdi» di Bologna, nel marzo) : Violetta di Sebastiano Sani (a! ;ell?. (nel febbraio); 7/ Cicisbeo di Mario Faccio (nel marzo). La Compagnia d«l « Teatro Minimo » di- retta da G. E. Nani, rapipresenta a! « Tria- ron » di Torino i seguenti lavori in un atto : Idillio di carnevale, in versi, di Piero Otto- lini (".oi gennaio). Una vittoria e Moralità di Saverio Kambo (nel febbraio). Giulietta e Ro- meo di Sabatino Lopez (nel marzo). Passato che torna di Luigi Michelott: e Tonio Giacinto Ferrari (il 28 m.a- zo), ed al « Teatro Cari- gnano », nel maggio : // direttissimo s'arre- sta di Oreste Fasolo. La Compagnia Zambuto rappresenta a: n Trianon » di Torino i seguenti lavori in .:n atto : Valse bleue di Umberto Paradisi (nell'aprile), O prima o poi di Nino Berrini, Vittime di Angeio iM.iria Tirabassi, lus primae noctis di GuelPo Civinini, -Acqua acqua, fuoco fuoco... di Lucio d'Ambra (raagoio). L'avven- turato Fhrindo, in versi, di Mario Faccio, ''na lezione d'amore. Benedizione di Emanue- le- Pi!i (maggio), 7/ vero amore di Felice Gi- ardini (maggio). Per l'amore, trittico di Va- lentino Soldani (il 27 maggio), del quale le prime due parti (La Chimera e 7/ Talismano'' erano inedite, la ' terza '7/ Falcone) era stata già rappresentata nel 1911; Un lontano pa- '-^ntf di Raoul Mori (i! !<> g'ugno). L'offerii di Ferdinando Simeotti (il 25 giugno). Sca- ramucce d'amore di Aona Maria Nessi-Pian- tanida (nel giugno), ed a! « Verdi » di Ge- nova, nel luglio : Uno dei pochi di Jacopo Diena. Ed un lavoro in un atto : In vedetta di Ferruccio Stazi, rappresenta neil dicembre allo stesso u Trianon » torinese !a Comp. diretta da Giovanni Zannini. Feconda di novità è la Comipagnia Palma- rini-Grassi-Farulli, diretta da Giannino Anto- na-Traversi, formata esclusivamente per la rappresentazione intensiva c'el repertorio na- zionale : tutte queste ottennero il consenso del pubblico : Le lettera:, un atto di Gino Calza-Bini ( Genova, T. Paganini, marzo), 'Comico di Mini, commedia in 3 atti di Silvio Zambaidi e Quegli che paga!, commedia in 3 atti di Giannino Antona-Traversi d'una e l'altra sulle stesse scene, il 18 e il 29 mar- zo) ; La Patria, commedia in 3 atti di Cesarc- Lodovici (Milano, T. Diana, 29-V), e Turbini di giovinezza, commedia in 2 atti di Vittorio Verga (Monza. T. Sociale, luglio). Altre opere rappresentate nell'anno, di più scarso valore artistico, sono : La Parabola. commedia in 3 atti di Carlo Caretta e Prin- civalle Lampugnani e La filiale di papà, com- media in 3 atti di .Arnaldo Lambertini (Milano, C. Butera-De La Morte, gennaio); L'assente. un atto di Demetrio Pozzi e In piena luna, e. in 3 a. di Corrado Colombo (febbr.) ; Santo S'atale. dr. in 3 atti di Carlo Broggi (a! « Ma- libran » di Venezia, C. Zannini. marzo) ; 71 Giovedì delle maschere, commedia fantastica verista in 3 aiti di Archita Valente, e Orien- tale, dramrra in un atto di Filippo Sùricc (l'una e l'altra all'» .Argentina » di Roma dalla Comp. Stabile Romana, aprile) ; Vecchi pec- cati, commedia di Silvio Zambaidi (Bolosna. T. Duse, C. delle .Waschere, maggio) : Il 5 ' Giurato, commedia in 3 atti di Giovanni Ro- sadi (Firenze, P. Nazionale, C. de! « Teatro Manzoni» di A\ilano, 25-Vn : .Al galoppo, un atto di Renato D'Andrea (Napoli, T. Fioren- tini, C. F Gramatica 27-V) ; .Male passioni, un a. d' .Antonio .Miele; Rondine, un at o di Adelaide Bernardini, Un vampiro, un atto di Luigi Capuana. L'amico Salvagente, un atto di Rerato D'.-\ndre3, Era destino!, un atto di Gaspare Di Martino (tutte al « Nuovo « di Napoli dalla Comp. Farinati, nel giugno) : La Canzone del poeta, poema dramma»'.'^ '■ — 149 — Alea Ajassa (Ancona, T. Goldoni, C. Vita- liani-Duse, ottobre* ; Sua Altezza, commedia in un atto di Gino Ricchi (Modena, T. Stor- chi, C. Reiter-Carini, ottobre); I Partigiani, dramma in 4 atti, in versi, e Quelli che non vivono, dramma in 4 atti di Sandro Pasto- rino (tutti e due al « Comunale » di Salerno, ottobre) ; Tutto per tutto, dramma in -un atto di Carlo Crozza (Valenza, T. Sociale, ottobre) ; Dopo ìa vita, dramma in un atto di Arturo Belotti (Zara. C. Paolo Colaci, novembre) ; // Rosario, dramma in un atto, e II Cane della favola, commedia in un atto di Federico De Roberto (al, « Manzoni » di Milano, dalla Comp. Talli-Melato-Giovannini, il 29-XI, con scarso successo) ; La dolce vita, commedia in 3 atti di Arnaldo Fraccaroli (Milano, T. Manzoni, C. Talli-Melato- Giovannini, 4-XlI) e Sciopero, dramma di Giulio Sanfelice (Roma, T. Manzoni. C. Orsini-Sansoldo, dicembre). Al « Concorso Drammatico Governativo » il 1° premio non fu assegnato, ed il 2*^ fu dato alla tragicommedia di L. E. Morselli : Orione. Al « Concorso Drammatico » della « Società degli .Autori di Roma », il 1» premio fu as- segnato al Savonarola, poema tragico di Sil- vio D'Amico e Alessandro G. Rosso; il 2° al Sakuntala, poema drammatico di Gioacchino De Vincentis. Al « Concorso drammatico per le scrittrici italiane», bandito dalla rivista torinese La Donna, su 82 lavori presentati, furono scelti per la rappresentazione i quattro seguenti : L'altra, in 3 atti di Pia Tolomei, Zio Edmon- do di Emilia Gemelli. 7/ divieto di Virginia Guicciardi-Fiastri e Cenerentola per forza di Ida Finzi (Haydée). COMPAGNIE - 1912. Delle Compagnie drammatiche di nuova for- mazione o aventi sostanziali modificazioni fra i loro componenti, van ricordate : la Com- pagnia Stabile ^el « Teatro Manzoni » di Mi- lano, diretta da Marco Praga, con Tina Di Lorenzo. Elide Rossetti, Edvige Reinach, Giu- lia Iris. Jole Piano. Tina Pini, Febo Mari. Armando F?lconi. Giuseppe Sterni. Camillo Pilotto, Arnak'o Firpo, Margherita Donadoni, Antonietta Mordeglia ; la Stabile Romana, di- retta da Dante Signorini, e po\ da Ettore Ber- ti ; con Ignazio Mascalchi. Cesare Dondini, Annibale Ninchi. Elisa Severi. .Antonietta Lol- lio-Strini, rifusa con nuovi elementi : Nina- Scotto, Elisa Berti-Masi, Pierino Rosa, Giu- seppe Masi, Luigi Almirante. Stefano Bissi ; la Co.-np. Reiter-Carini, diretta da Luigi Ca- rini, con Marid Barach, Ernesina Bardazzi- Bcrtramo, Aristide Baghetti. Calisto Bertramo, Romano Calò, Nera Grossi-Carini, Tullia Ba- ghetti, Carlo Micheluzzi ; ila Comp. di Rug- gero Ruggeri, con Evelina Paoli. Olga Vittoria GentLlli. Alfredo De Antoni. Odoardo Bona- fìni, Umberto Zanuccoli ; la Comp. Talli- Melato^Giovannini, diretta da Virgilio Talli,, con Annibale Betrone, Giulio Paoli, Rug- gero Lupi, Gabriellino D'Annunzio, Giulio Do- niadio, Jone Frigerio. Giuseppina Solazzi ; la Comp. Galli-Guasti-Bracci-Ciarli, diretta da Amerigo Guasti; la Comp. Palmarini-Grassi- Farulli, diretta da Giannino Antona-Traversi, con Mercedes Brignone-Palmarini, Lina Si- moni, Elisa Grassi-Nicola. Virginia Delfini-. Campi. Uberto Palmarini. Ugo Farulli, Gioac- chino Grassi, Gustavo Molesini. Giuseppe Bri- gnone ; la Calabresi-Sabbatini-F errerò, diretta da Oreste Calabresi, con Giannina Chiantoni- Sabbatini, Tina Bondi, Gemma Pinelli. Nina Vaschetti. Ernesto Sabbatini, Ernesto Ferrerò ; la Comp. di Emma Gramatica, con Dante Ca- pelli (sostituito poi con Leo Orlandini), Um- berto Casilini, Egisto Olivieri, .Arrigo Marchiò, Vittorina Verani, Augusta Raspantini, Celeste Aida Zanchi ; la Severi-Zoncada, con Vittoria- Olga Gentilli. Adele Mosso-Rodolfi, Ettore Mazzanti, Camillo Pilotto. Umberto Zanuccoli : la Comp. Ermete Novelli, con Olga Giannini- Novelli, Luigi Ferrati. Luigi Lambertini, Emi- lio Piamomi, Tullio Carminati, Lydia Liberati. Aurelia Cattaneo; la Comp. Ferruccio Gara- vaglia, con Tilde Teldi. Desi Ferrerò, Dante Capelli. Roberto Roberti. Alessandro Roma- nelli, Ottone Merlcel; la Comp. Amedeo Chiantoni e C, con Alfonsina Pieri. Gilda Zucchini-Majone. Vittorio Pieri. Remo Lotti : la Spano Calabresi, diretta da Giovanni Spa- no, con Filiberto Calabresi, Paolina Pezzaglia. Greco; la Comp. Gero Zambvto, con Clau- dia Gaffino Zambuto, Antonietta Moro-Pilotto, Linda Torri, Arturo Garzes. Edgardo Bon- fanti, Ettore Cambiò ; la « Compagnia delle Maschere Italiane », diretta da Armando Rossi (della qua'e il titolo dice abbastanza delle- — 150 — intenzioni dèi suo direttore, e che debuttò pre- sentata da un .prologo in versi di Renato Si- moni) con Edi Bonini-Picello « prima-attri- ce », C. Fortuzzi-Fodda, Emilio Picello, E. Podda. NECROLOGIO - 1912 •( Muore a Milano, il 26 novembre, Enrico Annibale Bntti, uno dei più originali e sen- sibili dramm-aturghi contemporanei. Non sem- pre le sue feMci intenzioni ebbero sulla scena la loro perfetta espressione artistica : v'è nel- la sua Opera una certa sproporzione fra il suo ideale di Teatro di idee e la forma dimessa con la quale esso aveva la sua espressione concreta in commedie e drammi : ma v'è pur sempre nella sua Opera una grande nobiltà. L'influenza ibseniana si av- verte specialmente nelle sue prime opere : 7/ Vortice, L'Uiopia, La fine di un ideale. Me- glio conciliò l'esposizione di un problema filosofico con la forma drammatica nella sua trilogia « Gli Atei », della quale le due prime parti specialmente sono bellissime (La corsa al Piacere e Lucifero) e appena mediocre la terza (Una tempesta). Fra le sue opere più interessanti vanno anche ricordate : Fiamme nell'ombra. Tutto per nulla. Il Gigante e i Pigmei e un poema drammatico, di elevata ispirazione IL-ica : Il Castello del Sogno. Il Butti era nato a Milano il 19 febbraio 1868. -I- Muore a Napoli, il 29 aprile, a soli 42 anni, uno dei più geniali, bizzarri e inquieti at- tori della scena italiana : Ferruccio Garava- glia. Lasciati gli studi ixniversitari, preso da una grande passione pel teatro, fece i primi passi in Compagnia di Cesare Rossi, accanto ad Eleonora Duse ; fu poi con .Andrea Maggi in Compagnia Della Guardia, e nelle Com- pagnie di Luigi Rasi, «Città di Toriro», ci Bianca Iggius, di G. Udina (1900), di Mer- cedes Brignone, di Angelina Pagano (1903), e nel 1905, direttore della «Compagnia Sta- bile Romana » : risalgono al tempo de'.Ia sua direzione le superbe esecuzioni del Giulio Cesare, deU'Orestiade, de 7 Ventri Dorati, de 7 Tessitori, de La Nave. Fu poi, nel 1909, con Irma Gramatica, e nel 1910 diret- tore di una Comp. Garavaglia-Gamna : mise in iscena il Tristano e 1 salda e il Cagliostro. Come attore, fu talvolta disuguale e squili- brato, e non sempre l'espressione scenica cor- risponde\a aile sue magnifiche intenzioni : aveva del suo grande Maestro, Giovanni E- manuel, virtù e difetti, ma nonostante qual- che disuguaglianza stri'Jente, che poteva dis- piacere, raggiunse effetti drammatici di rara potenza, specialmente ne La fine di Sodoma, in Pietra fra pietra, ne II Povero Piero, in Papà Eccellenza e in due capolavori shake- speariani : Amleto e Re Lear, intenzioni che rivelavano un profondo studio del carattere ed un ingegno personalissimo. L'ultima sua grande interpretazione fu quella del Piccolo Santo di Bracco. Era nato a San Zenone Po, presso Pavia. -f Sono morti ancora in quest'anno : Mario Rapisardi, poeta e autore di un dramma in- titolato a .Manfredi e di una fantasia dram- matica su Francesca da Rimini (morto a Ca- tania, i] 4 gennaio, a 68 anni) ; Gabriele Gabrielli (sotto il qual nome si celava il giornalista e commediografo napoletano Teo- doro Rovito), morto a Milano, a 35 anni; Giulio Giuliano Dobrski, morto a 58 anni, a Genova, sua cittì natale, critico drammatico del « Caffaro » ; Pellegrino Molossi, morto a Parma, l'il gennaio, a 68 anni, critico dram- matico; Antonio Colombari, morto nel dicem- bre a Bologna in età di 70 anni (vi era nato il 13 giugno del '42), che fu scenografo, poi «secondo brillante », e per 14 anni «gene- rico » e « secondo-carattere » con Cesare Ros- si, in questo « ruolo » uno dei migliori della scena italiana; Enrico Onorato, morto a Ro- ma il 15 aprile, modesto attore generico in buone Compagnie : con Tommaso Salvini, con Ermete Zacconi, con Virginia Reiter e con Sichel. 1913. (Ceni^ri : 5 febbraio: Pasqua: 23 mar20\. Il 23 gennaio la Compagnia Stabile del « Teatro Manzoni » rappresenta a Milano La Porta chiusa, commedia in 3 atti di Marco Praga. Essa prospetta e svolge la dramma- tica situazione di im giovane che viene a sco- prire di non essere il figlio dell'uomo del quale porta il nome, e, nonostante il grande dolore della madre, si esilia volontariamente dalla casa ed abbandona per sempre la sua famiglia. — 151 La commedia è oon. Una commec'ia burlesca in 3 atti di Enrico Annibale Butti, rappresentata — postuma — alla Comp. Grassi-Palmarini, al « Paganini » di Genova, il 20 febbraio : Le vie della sa- lute, amara satira dei medici e dei sanatorii, ebbe buon esito. Più larghe intenzioni di satiri sociale ha la commedia in 3 atti di Mario Maria Alar- tini : Gli Emigrati (Roma, T. Nazionale, C. Talli-Melato-Giovannini, 2-Vn. L'autore chia- ma « emigrati » coloro che, dimenticando la propria origine, invadono lo stato economico sociale di altre classi. La commedia ebbe puon successo. La vita forte, commedia in 3 atti di Egisto Olivieri, attore della Compagnia di Emma Gramatica, ebbe, rappresentata dalla Compa- gnia delk sua capocomica ai « Fiorentini » di Napoli, rs marzo, buon successo. Ebbe rispettosa se non calorosa accoglienza Lo scrupolo, commedia in 3 arti di Cosimo Giorgieri-Contri (Milano. T. Olympia, C. Bo- relli-Piiperno-Gandusio, S-VID. E non ebb." unanime i! succes.=o la corr- edia in 3 atti di .Messanc'ro Varaldo : 7/ Itdico delle anime (Roma, T. Valle, C. Rug- cro Ruggeri. 5-XII. Piacque invece, per la grazia settecentesca con la quale furono riportate alla ribalta le antiche maschere, il capriccio comico in 3 atti, in versi, di Umberto Bozzini : Il cuore di Rosaura (Torino, T. Carignano. C. Pi- rerno-Borelli-Gandusio, lO-XIL La Compagnia del « Teatro per tutti », di- retta da Lucio D'Ambra ed Achille Vitti, che mise la sua sede alla « Sala Umberto I » di Roma, con lo scopo di far conoscere piccole commedie e drammi in un atto — derivazione in ultima del « Grand-Guignol » — : ha rap- resentati i seguenti lavori : 7/ Dovere di un medico di Luisi Pirandello (giugno). L'ultimo atto Gianciotto di Vi'ashin-ton Bor?. Diritto d'aiilo di G acinto (-ottini, J miei amici di Sans-Souci di Lucio D'Ambra, Il guastafeste di Carmine Gai.one (tutti nel luglio), Due la- dri ci Maria Carutti, La madre di Enrico Boni, L'ultima di Salvatore Aponte e Caram- bola di Pio Vanzi (tutti nell'agosto) : quest'ul- timo vinse il premio del Concorso bandito dalla Compagnia per un lavoro in un atto : le altre due produzioni prescelte per la rap- presentazione furono : Il piccolo Faust di Gian Bistolfi e La torre di pietra di Camillo •Antona-Traversi. Altri nuovi lavori rappresentati nell'anno sono : Cuginetta, dramma in un atto di Gino Scarfoglio (Napoli, T. Fiorentini, C. T. Ma- riani, gennaio) ; Congiunti, dr. in 3 atti di Alfredo Moscariello (Lecce, T. Paisiello, C. R. Mariani, 2j-II); Sopra ogni bene, dramma in 3 atti di Valentino Soldani (Roma, T. Ar- gentina, C Stabile Romana, 2(5-111); Per il sogno, dramma di Silvio Marvasi (Napoli, T. Fiorentini, C. A. Vitti, 28-IIII: Il diritto di uccidere, dramma in un atto di G. G. Fa- biani (Padova. «Teatro de! Corso», C. Tere- sina ^Mariani, maggio); Le furberie d'Arlec- chino, commedia in 3 atti di Luigi Rasi (Roma, T. Argentina, « Comp. delle Maschere italiane », diretta da Emilio Picello, 7-V) ; Il cane di Terranova, commedia in 3 atti di Enrico .fresca (Padova, T. Garibaldi, Comp. Palmarini-Grassi, diretta da Silvio Zambaldi, 29-V) ; Gli allegri adulteri (Il signor Conte e servito! — Maggiolata — Le pecore), trilo- gia di Licurgo Tioli (al « Politeama » di Tri- poli, dalla Comp. De Marco-Almirante. nel iraggio); Due che si amano, commedia in 3 niti di Silvio Zambaldi (Milano, T. Manzoni, C. Palmarini-Grassi. 6-X : con successo con- trastato) ; L'Intervista, commedia in un atto di .Arnaldo Fraccaroli (Roma, T. Valle, C. Stabile del « Teatro Manzoni » di A\ilano. giu- gno) ; La felicità de<:ili altri, commedia di Luigi Michelotti e Una rettifica, un atto di Felice Girardini (tutte e due al « Carignano » di Torino, C. Palmarini-Grassi, "22 e 29 set- tembre) ; Ultimo raggio, un atto di Beatric; V'ilani De Renzis, e Una moglie; commedia di Emilio Rocca d'una e l'altra al «Sann- zaro » di Napo'i, C. Mafcalchi, nell'ottobre); 7 Crimìnnli. dramma di Alberto Falcioni (Ro- ma, T Manzoni. C. Majeroni, ottobre) : 7' Richiamo, commedia di .Angelo Riechetti lal n Rei-'ach » di Parma, C. Palmarini-Grassi. — 15^ — ll-XIl); Il Sogno di Don Giovanni, un atto, in versi, di Michele De Benedetti (Trieste, T. Vexdi, C. Stabile Romana, novembre) ; // freno il mezzanotte, dramma in un atto di Armando Papò (al « Galliano » di Viterbo, dicembre) e La Croce, commedia in 3 atti di A. Piergiovanni (al « Carignano » di To- rino, C. Grandi Spettacoli, 22-XIl). Al « Teatro del Popolo » di Milano furono rappresentate Le S'uvole di Aristofane e Le Baccanti dì Euripide, nella traduzione di Et- tore Romagnoli, fervido organizzatore di tali spettacoli classici. Le Baccanti furono poi rap- presentate, con VAlceste e II Ciclope di Eu- ripide (anch'essi tradotti dal Romagnoli) al Teatro Romano di Fiesole. 4: A complemento delle Feste Verdiane di Parma, fu inaugurata in questa città, a cura di Luigi Rasi, una «Mostra del Teatro». COMP.AGNIE - 1913. Fra le Compagnie drammatiche di nuova formazione o che ebbero qualche modifica- zione notevole, ricordiamo : la Comp. Stabile Romana, diretta da Dante Signorini, poi da Ignazio Mascalchi, e finalmente da Ugo Fa- rulli ; '.a Comp. Palmarini-Grassi-Fanillì . che, dopo la partenza del Farulli, fu diretta, non pili da Giannino Antona-Traversi, ma da Sil- vio Zambaldi ; la Compagnia di Grandi Spet- tacoli, diretta da Gualtiero Tumiati, con Eve- lina Paoli. Elisa Berti-Masi, Nella Baratta, Alfredo De Antoni, Giuseppe Masi, Ubaldo Peruzzl, Aroldo Ficarra, Giuseppe Calcati ; la Comp. di Ruggero Ruggerì, con Tilde Teldi «prima-attrice», Ida Salvioni, Corrado Rac- zz. Pio Campa (e immutati gli altri « ruoli ») ; la (!omp. Teresa Mariani, con Riccardo Tolen- tino, Vittorina Lepanto, Emma Bordeaux ; la « Compagnia delle Maschere Italiane », diretta da Emilio Picelio ; la Comp. Amedeo Chian- toni e C, con Vittorio Pieri, Remo Lotti, Lui- gi Cimata, Gino Viotti, A!fonsina Pieri, Gilda Zucchini-Majone, Rita Capodaglio; la Comp. Anna De Marco, diretta da Giacomo Almi, rante, con Linda Torri, Itala Bossi, Umberto Zanuccoli. NECROLOGIO - 1913. + Muore a Roma nel novembre, in età di 60 anni, G/usfino De Sanctis, fecondissimo commediografo, del quale molte opere tuttora si rappresentano in Compagnie di second'or- dine e nelle Società filodrammatiche : ricor- derò fra quelle che ebbero maggior fortuna : Flirtation, L'ambizione acceca, Mia cugina. Mamme educatrici, Il dottor Anacleto, Nico- mede, Un marito per mia figlia. Il De Sancii» era nato a Chieti nel 1853. -r- Angelo De Gubernatis, morto a Roma i; 21 febbraio, a 73 anni (era nato a Torino ii 7 aprile 1840), aveva dedicato agli studi di teatro gran parte della sua prodigiosa at- tività : basti rammentare la sua Storia del Teatro Drammatico e le sue monografie sul Metastasio, sull'.^Weri e sul Goldoni, raccolta delle lezioni ifatte all'Università di Roma. Egli aveva scritto anche numerosi drammi storici e leggenidari : di soggetto indiano {Il Re Naia, che fu anche rappresentato da Er- nesto Rossi, La morte del Re Dagaratha, Sa- rit'ri, Buddha, Maja o L'Illusione) e romano iLa morte di Catone, Crescenzio, Romolo, Romolo Augustolo): altri suoi drammi storici sono : Sampiero. Werner, Pier delle Vigne e, ultimo in data. Probo Principe della Pace. + .Muore all'Ospedale .Mauriziano di To- rino, il 23 maggio, nel fiore della =vita, San- dro Camasio, che aveva dato al Teatro, in collaborazione con Nino Oxilia, due comme- die : La Zingara e Addio Giovinezza!... 4 Francesco Ciotti, morto a Firenze il 14 aprile-, a 78 anni, era stato per quasi qua- rant'anni il più aristocratico attore del suo tempo : debuttò come « attor-giovane » nella Compagnia Domeniconi ; passato « primo-at- tore», fu nelle migliori Compagnie italiane: creò la parte di « Parini » nella commedia del Ferrari, ed' ebbe grandi successi nel Fal- coniere di Pietra Ardena, nel Trionfo d'amo- re, nel Duello e ne 7 Mariti. + Altro eccellente attore della seconda me- tà dell'Ottocento fu Luigi Biagi, morto a Ro- ma l'il aprile, pur egli in assai tarda età. Lasciati gli studii per darsi all'arte dramma- tica, « guitteggiò » per molti anni, fu poi « secondo-amoroso » con Tommaso Salvini, con Bellotti-Bon, al posto di Ciotti; poi «pri- mo-attore » al posto di Ceresa, e — sotto la direzione del Ferrari — vicedirettore della Comp. Nazionale. Creò il Nerone e l'« Anto- nio » nella Cleopatra di Cossa : ed ebbe in queste parti il più grande successo. Fu negli ultimi a-:nì d'arte con Andrea Maggi, con 154 — Kavi, e con Pasta (dai "95 al '96) ; ritiratosi poi a Roma, insegnò a quella Scuola di re- citazione di S. iZccUia. + Anna Pedretti, morta a Napoli il 24 feb- braio, fu attrice tragica di buona fama : a Itì anni era già a prima-attrice » in Compagnia di Cesare Doncini. Recitò anche in Compa- gnie dialettali veneziane. Era nata a Genova nei 1837, e si era sposata con l'attore Angelo Diligenti, dal quale poi si separò. -t- Francesco Artale, palermitano, morto a Napoli il 23 marzo, in tardissima età, fu buon attore drammatico, bellissimo della per- sona e dalla voce forte e soave ; recitò nelle migliori Cnmpagnie (di Salvini, di Vitaliani, nella « Ron-.ana », di Bellotti-Bon) ed ebbe anche Compagnia propria. + Leopoldo Vestri, bresciano, morto il 16 giugno all'Ospedale di Milano, a 83 anni e nella più grande miseria, era Tultimo dei lìgli del celebre Ve&tri, ed egli stesso eccel- lente « brillante » : aveva l'abilità di far ri- dere il pubblico con la sola presenza in iscena. + Napoleone Barelli, morto improvvisa- mente a Venezia, il 10 dicembre, a 65 anni, fu buon a attore-generico » nelle Compagnie di Luigi Bellotti-Bon, di Ernesto Rossi e di Adelaide Tessero ; poi per sette anni c'iret- tore del Teatro di Jassy, in Rumenia, e ulti- mamente « caratterista » in Compagnia del genero Alfredo De Sanctis : era padre di Alda e Lyda BoreUi. + Sono morti ancora durante Tanno : Arturo Graf, poeta ed erudito, celebre storico Jella letteratura, al quale dobbiamo eccellenti saggi critici sulle Commedie del Cinquecento, sull'Amleto, suWOtello e sul Faust di .Mar- lowe, e autore di qualche poemetto dram- matico (morto a Torino, il 30 maggio, in età di 65 anni) ; Federico Garlanda, autore di uno dei migliori saggi su Shakespeare che sieno stati scritti in Italia (morto a Roma, in età di 56 anni) ; Giustino L. Ferri (morto a Roma, il 13 maggio, a 56 anni), che fu per molti anni critico drammatico — dal 1905 al giorno della sua morte alla « Nuova An- tologia » — scrittore di grand'acume e grande serenità nel form.ulare i giuc'izi ; Alfredo Mar- telli (morto a Firenze, a 65 anni), autore di due bo7zetti scenici {La Scuola della Nazione e Mater Amabilis); Giuseppe Aurelio Costanzo (morto il 14 luglio, a Roma, a 70 anni), poeta siciliano di non mediocre valore, che diede al teatro una commedia : / Ribelli ('75) e un dramma : Berengario II ('76) ; Silvio Antonio Caligo, veneziano (morto nel dicembre a Ge- nova, in età di 52 anni), poeta, giornalista, commediografo — scrisse un lavoro in 3 at- ti : Un matrimonio — noto sotto il pseudo- nimo di Ausonio De Liberi; Enrico Monnosi (morto a Roma nell'aprile), critico dramma- tico e autore ci una tragedia : Francesco Fer- rucci a Gavinana ; Federico Musso (morto a Torino, il 22 settembre), critico drammatico e direttore del giornale teatrale « Lo Spetta- colo » ; Felice Cameroni (morto a Milano, a 69 anni), crit'co drammatico al Sole e all'Ita- lia del Popolo; Domenico Bassi (morto nel di- ,;embre a Torino, nella grave età ci 81 anni)» che fu buon « brillante » intorno all' '80, poi direttore della Scuola di Recitazione « Maria Laetitia » di Torino, attore versatile e protei- forme (fu sua specialità la parte di « Graffì- gny ») : ridusse anche per le scene grande quantità di commedie e monologhi, autore di monologhi egli stesso ; Francesco Gervasi- Benincasa (morto a 85 anni, a^evagna, presso Perugia, dove era nato), modesto attore e capocomico di un numero infinito di Compa- gnie modestissime, nelle quali fecero !e prime armi i più celebri attori : da Emanuel e Ce- resa a Ruggeri ; Romolo Lotti (morto il 3 marzo, a Piacenza, a 54 annil, modesto attore generico in Compagnie di second'ordine. 1914. (Ceneri: 25 febbraio; Pasqua: 11 aprile). Fra i drammi apparsi in quest'anno mas- sima aspettativa e massimo interesse suscitò // Ferro di Gabriele d'Annunzio, già rappre- sentato nell'originale francese il 13 dicembre 1913 al « Théàtre de la Porre Saint-Martin » di Parigi, col titolo Le Chèvrefeuille ; questo dramma in 3 atti, di ambiente moderno, chie- se il giudizio del pubblico italiano contem- poraneart;er.te in due teatri, il 27 gennaio : al « Valle » di Roma (per la Comp. Piperno- BorclliGandusio) ed al « Carignano » di To- rino (per la Comp. Reiter-Carini) : fu accolto con discordi apprezzamenti a Roma e molto favorevolmente a Torino. 11 dramm.a, costrui- to con sapiente scaltrezza, svolge un caso simile a quello di Amleto (e già ripreso dal- 155 - rOrlani nvV.' Invincibile), trasposto nella viti moderna i- riflesso nell'animo ci una faji- tiulla, Wortolla. inzichè Ji im uomo. Amleto. Opera complessa e vigorosa, ebbe duratura fortuna. GiaTTÌno Antona-Tr.iversi affronta ancora unH volta un soggetto grave e di più alta portata morale e satirica : ne La Grande Om- bra volle rappresentire Is crisi spirituale di cfii, essendo prossimo a morire, vede tutto ciò che abbandona della vita sotto un aspetto iliverso (,'a quello, sotto cui gii appariva pri- ma : ma, risanato del male cfie cre.icv.i in- guaribi'e, quest'uomo si appresta a vivere con .mimo diverso da quello di prima. Que- sta con:media in '^ atti, di cosi elevate inten- 7Ìoni, ebbe, rappresentata al « Lirico » di Mi- lano tla Ermete Zscconi (17-11), il più com- pleto successo'. Un- poema drammatico postumo di Enrico .Annibale Butti : // Costello de! Sogno, che già il poeta Francesco Pastonchi aveva, sin dal 1910, fatto conoscere per mezzo della lettura, viene ora rappresentato dalla Ctmp. di Alfredo De Sanctis, il Iti cjicembre, al « Csrignano » Tli Torino : ed il successo è coTipiet'. F: 'tii^^^i^: - <-Si'^:'^^ L. z.\cco::i - Cavo„. Fot. ]^,. rischi e Jlttico) in 4 3t! .0 Tumiati. nel quale ci".-' ;n is.lh.'. .a grande figura di Camillo Cavour, tiene il primo posto. « // Tessitore » chiama il posta questo grande ar- tefi'.:e dell'Unità italiana, e ce lo presenta ap- punto all' opera per indurre la Francia impe- riale di Napoleone III a dicniarare la guerra all'Austria. L.i figura del grande statista è tratteggiata con savio accorgimento e coin ; i. vejza, e, rappresentata da Ermete Zacconi in modo meraviglioso, ottenne al a Lirico » di Milano, il 20 gennaio, il più vivo successo, che no.i si è peranco affievolito. Dejli altri i.rarr.'ni e comm&dte a prota- gonista storico basterà ricordare il titolo, che i! successo non sempre confortò le inten- zior.i dei lo."o autori : / Borgia, poema dram- matico di Umberto Bonmartini (Bologna, A. del Sole, C. Paoli-De Antoni, 29-V) ; Lodo- vico-iì Mo'o, tragedia ir. 4 atti in versi dì Alberto Castellani (Chieti, T. Marracino, C. Fumagalli, 15-III); Caterina dì Russia, dram- ma storico in 4 atti del Conte Bernardo Ar raboldi (Finenze, T. Verdi, C. Ren?! Gabbriel- li, 2-V) ; Gioacchino Belli commedia in 4 atti ci .Augusto Jàndolo (Roma, T. Argentina. C. Ma-Tcaichi. ottobre); Gustavo Modena. commedia in 3 atti di Emilio Beraldi (da Ermete Novelli al « Goldoni n di Venezia, il IC marzo). Altri drammi storici o leggendari! sono : La notte di San .Giuliano, dramma mistico in 2 pause e 3 quadri, in versi, di Romualdo Fantini (Roma. T. Valle, C. Dalla Porta- Capodaglio, 11-VI); La fiamma del Gonfa- lone, poema drammatico di Giacomo Falorni . (Pisa, Po'iteama, C. Calabresi-Sabbatini-Fer rero. maggio); L'artiglio .spezzato, poem« :nmatico in 4 episodi di Angelo Maria : ibsfsi e Angelo Ramiro Bore'la (Roma, P. Adriano. C. Renzi-Gabrielli, marzo). La Comipagnia del « Grand-Guignol » rap- presentò le seguenti produzioni, tutte in un atto (salvo indicazione contraria) : Anna Voi sin di Erminia .Arbib, Extra-Dry di Luigi Ch' i relli. Un banchetto di Raoul Mori (tiut:; • tre air« O'.ympia » di .Milano, il 24-1), Allegri questi Y'ankee di Carlo Leor.-e Curie' (ib'r'em 2.=i-l). L'Evaso di Gerolamo D'Italia (Bologna. T. Verdi, 14-111), 7 Superstiti, dramma in 3 :aMa Porta-Capooaglin, l'ò-ll!); // Falcone, ipoema drammatico di Francesco Cru- cioli (Chieti, C. Fumagalli, marzo^; // .V.ar- ctiio, dramma in 3 atti di Clarice Tartufari (Trieste, T, Sociale, 25-111); L'Ideale, com- media in un atto di Francesco Bernardini ' lecce, T. Paisiello, C. Zoncada-Fnlconi, irzo) ; Pierrot innamorato, un atto, in versi, li Giuseppe Adami (Roi;a, T. Valle, C. Galli- Guasti-Ciarli-Bracci, 7-IV) ; Lasci fare a me!. commedia in 2 atti di Adolfo Scalerà (Napoli, T. Fiorentini, C. Dalla Porta-Capod'j£;!!o. 21- IV) ; Gigetto vun! fidanzarsi, scherzo-comico in un itto di Vitaliano Lamberti e Valentino Gavi (Genova, T. Nazionale, aprile) ; L'A- mante del cuore, ccmmedia ii 3 atti di San- dro Camasio s Nino Berrini (Torino, T. Cari- gnano, C. A. Chiantoni e C, 27-ÌV) ; Mira- colo d'amore, poema Grammatico in 4 atti di Francesco Crucioli (Ascoli Piceno, T. Ven- tidio Basso, C. Fumagalli, aprile) ; La sca- lata al potere, commedia in 3 atti di Rino Alessi (Bologna, T Verdi, C. Palmarini e C, .^O-IV): La maglie dell'amico, commedia in 3 atti di Alberto Salvini ed A. Leonardi (Firen- ze, T. Goldoni, C. Carlo Duse. 4V) ; Come •ììon il Cont'j di Latour, commed'i in un atto ci Silvano D'Arborio (Venezia, T. Goldoni. C. Falconi-Zoncada, magg'o) ; Marisa Gigli. r-agedii di Cesare Brigherìti-Rr>.-;i (Fabriino, T. Gentile, giugno)" L'Eremo, commedia in -'■ Itti di Tommaso Salvini nerot.' (Pisa, Po- iteama, C. Calabresi-Sabba.tini-Ferrero, 12- il; // ^.clìnnello Chabi-rt. dramma in 4 ti di Angelo Amaria Tirabassi (tolto da! ro- minzo di Ba'.zac) (Alassio, T. del Casino, C AVajercjii, 20-VIlI); Mia mogli-' s'ò fdanzaia, commedia in 3 atti di Gino Calza-Bini (Mi- lano, T. Manzoni, C. Stabile, 23-X), con buon s'icc.,-sso ; L'amica del cuore, commedia in 3 atti di Alfreco Testoni (Verona, T. Nuo vo, C. E. Grjmatica, 30-X) ; Quando parla il cuore. ., commedia di Angelo Maria Tirabassi (Ancona. T Vittorio Emanue'e, C. Falconi- Zon-^ada, novembre) ; Ricatto, commedia di Angelo Ricchet.-i (Padova, T. Garibaldi, C. (ralabre^i Sabbatini-Ferrero, 20--X1) ; Vita di tutti i giorni, commedia in 3 atti di Mario v'uglianc ed Eligio Possènti (Milano, T. Man- zoni, C. Stabile, 24-XI) ; Trionfatori, dramma in 3 atti di A. Calori ed A.. I. i"i(Tr;;:i (Chia- vari, C. Cittadini, 17-XII); Pizzi antichi, un atto di Enrico Confitti e L'ora della sincerità, un atto di Luisa MineÙi e Ded;,- Dorè (l'uno e l'altro all'« Argentina » di Roma, C. Ma- scalchi-DeFa Guardia, dicei.bre) ; Gelsomino, Lommelia in un Etto di Sabatino l opez (Mi- lano, T. Manzoni, C. Stabile, 21 -XII). A! Teatro Greco antico t'i Sirrcusa si rap- presentò, nell'aprile, ['Agamennone di Eschi- lo, protagonista Gualtiero Tumiati; nella parte di « Clifemnestra » Teresina Mariani, di «Cassandra» E'isa-Rerti-Masi e di « Egisto » Giulio Tempesti. .AI Teatro Romano di Fiesole si diedero, ne! maggio, delle recite deW Aminta del Tas- ?o, protagonista .Annibale Ninchi; ne'la parte di « Dafne » Italia Vitaliani e d' « Silvia » .Azucena Dalla Porta. i -Al Concorso della •<■ Sxietà degli .Auto- ri » di Roma per una oon-.-nedia da rappre- y^entarsi air« Ai-gentira ?>, vinse il l''' premio : Pizzi antichi, commec'ia d= Enrico Comitti ; il 2" fu Jiviso fra L 'ora delti sincerità, di Luisa Minelli e Dc-dè Dorè, e Bar di Virgilio Renuzzi. CO.MPAGNIE . liM4. .Alle Compagnie ram-nentrito nel ! r/jedentc anno, si aggiungono : la Compagnia del « Tea- tro Manzoni di Milano )ì. diretta da Marco Praaa, con irma Gramat'ca, Giannina Chian- toni-Sabbatini. Soava Gallone. Jone Frigerio. A'^tinie-ta Tarra-Pilotto, Gilda Marchiò, Rina Pirani, Ernesto Sabbatini, Camillo Pilotto, Giulio Donad-o Arrigo Marchiò; la Paoli.De Antoni, diretta da Cesare Dondini, con Ciro — 157 Galvani, Nicol» Pescatori. Aristide Arista, Ro- dolfo Chiantoni, Virginra Del Moro; la Fai coni-Zoncaiii, con Arturo Falconi, Luigi Zon- oada. Gioacchino Grassi, Giovanna Scotto, Elisa Grassi- Nicola, Gemma De Sanctis ; la Cotnp. Azucfna Dalla Porta Ruggero Capo, doglio, con «primo-attore» Annibale Ntnchi; la Comp. di Ettore Berti, con Emilia Varini. EMILIA VARINI - Francesca da Rimini Beni « prima-attrice ». Elisa Berti-Masi, Giv:- seppe Masi. NECROLOGIO - 1914. + MiiOre in Roma, il 25 giugno, a 66 anni, Carlo Lotti, toscano, il quale diede al Teatro alcune commedie che ebbero buon suc- cesso : di esse la migliore è quella intitolata Corvi, d'intenzione satirica ; delle altre sono da ricordarsi : La Telegrafista, Leonia. L'n figlio di Monssù Travet e una commedia sto- rica : Olimpia Pamphily. + T eresina Mariani, morta il 1" agosto a Castelfranco Veneto, mentre si disponeva ad andare a recitare, era una delle migliori at- trici italiane, e, nelle parti comiche, a nes- sun'altra seconda. Nata a Firenze nel 1871. già a cinque anni comparisce accanto alla Ri- stori nella Medea e nella Maria Antonietta. Dopo aver recitato nelle filodrammatiche, a quindici anni entra in Comp. Diligenti; va poi cor. !a Pezzana, '.on E. Novelli, con Pasta, con Drago, e finalmente « prima-aUri- je » con Cesare Rossi, ctove, neJl" '81, affer- ma il suo grande talento di attrice ne Le Ro- zeno e ne La Trilogia di Dorina. La modei- na commedia francese trovò in lei un'inter- prete di squisita linezza, sempre perfetta di i.Ttonazione. Migliore nel comico che nel dram- matico, le sue interprirtazioni più celebri fu- rono : yiadame Sans-Géne, I^ouveau jeu, Za~ :ù, Lulù, La Sfumatura, i^'Angelo Custode, e ultimamente La Buona figliola e La Corsa della Fiaccola : vestì anche abiti maschili con brio e disinvoltura incomparabile nel Birichi- no di Parigi e nel Piccolo Lord. Aveva spo- sato l'attore Vittorio Zampieri ; e per molti anni ebbe Compagnia sua, a.«sociata dappri- ma col Paladini, e ultimamente col Calabresi. -j- Giovanni Aliprandi, il decano degli at- tori italiani, morto nel dicembre a Gualdo Tadino (Perugia) in età di 90 anni, fu attore ci pregi non comuni, in primarie Compagnie. -I- Stanislao Ciarli, morto improvvisamente a Napoli, il 25 maggio, a 57 anni, fu l'ul- timo « marno » della scena italiana : figlio d'arte, recitò sin da bambino; fu con Ema- raiel, con .Maggi, con !a Marini, con Zacconi, e poi socio di tutte le migliori Compagnie specializzate a' genere comico : con Sichel, e poi con la Galli, con La quale rimase ac- canto a Guasti e Bracci, sino all'ultima sua ora : piacevolissimo « brillante », sono innu- merevoli le « macchiette » che egli creò. + Sono morti ancora durante l'anno: A- lessandro D'Ancona (morto l'S novembre a Firenze, a 79 anni) illustre storico della Jet teratura italiana, al quale si deve l'opera ca- pitale su Le Origini del Teatro Italiano , Michele Kerbaker, -celebre orientalista, che traduss-' il dramma del poeta indiano Cudra- ka : Il Cirruccio di Creta 'morto il 20 set- tembre a Napoli, a 78 anni) : Gaspare Finali, letterato e uomo politico (morto l'S novembre, a Mar.-adi, a 85 anni), tradaittore delle com- medie di Plauto; EriA: Lumbroso (morto agli ultimi di dicembre a Tripoli, in età di 61 .inni), autore di commediole di società che ebber un tempo qualche successo {La Gatta di Masino, Per un bacio. Prima d'un ballo); Giovanni Pozza, il più ai:torevole critico drammatico italiano, e per 27 anni al «Corriere della Seri;, (morto l'il aprile a Milano, in età di gì anno); Arturo Colautti, di Zara, poeta, giornalista, autore di libretti d'opera (Fedora, Adriana Lecouvreur) e di un dram- 158 ma {Daria Sommer) che non ebbe successo (morto a Roma il 9 novembre, a 63 anni) ; Augusto Mazziicchetti (morto il 12 agosto a Milano, a 51 anno) per molti anni critico drainm.atico del k Secolo » ; Carlo Susi, di- stinto avvocato torinese (morto a Torino, nel luglio), autore della commediola : L'articolo 157; - Eghto Maccanti (morto nel dicembre a Firenze), autore drammatico; Teresina Mi- gliotti-Leigheb (morta tragicamente il 3 otto- bre, presso San Martino, per un accidente d'automobile, in età di 60 anni), attrice ap- prezzata nelle parti di « seconda-donna » nelle varie Compagnie del marito, Claudio, poi nella Compagnia « Città di Milano » e ultima- mente in quella di Ermete Zacconi ; Celestina De Martini-Peracchi (morta ne! dicembre a Cesenatico, a 85 anni), modesta attrice, fa- mosa per la sua grande bellezza ; Giulia Se- rafini (morta a Milano, il 31 luglio), attrice drammatica ; Annetta Ristori-Muzzi (morta nel giugno, al Pio Albergo Trivulzio di Milano) ; Linda Belli-Blanes (morta nel marzo a Bolo- gna) ; Virginia Benelli (morta a Forlì, a 84 anni) ; Ugo Leigheb (morto nell'aprile a Li- vorno) : Linda Bergonzio (morta a Bologna) ; Ambrogio Bagni (morto il 23 febbraio a Bo- logna, in ancor giovane età) ; Antonio Gri- santi (morto a Torino, nel luglio, in età di 50 anni), ; Francesco Ambrosini (morto il 5 gennaio, a Genova) : Arturo Sabatelli, « Sten- terello B (morto nel settembre, a Firenze, a 50 anni) : attrici e attori tutti questi che pas- sarono sul palcoscenico italiano, senza lasciar grande fama ; modesti interpreti, oggi già quasi dimenticati. ^ & t^ li' opportuno a questo punto interrompere ia cronistoria per una breve avvertenza : dal- l'agosto 1914 l'Europa è sconvolta dalla guer- ra atrocissima : l'Italia, neutrale ma vigile, si arma : in silenzio. La vita conserva appa- rentemente il suo ritmo normale : i teatri sono frequentati come per il passato, il pub- blico, inquieto, sembra cercare negli spetta- coli reatraJi, il conforto di una distrazione da! pensiero del flagello. Ma le Compagnie dram- matiche cominciano a disfarsi lentamente, pe: ! successivi richiami alle armi degli elementi più giovani. Al principio del 1915 la necessità che l'Italia partecipasse alia guerra si mani- festava Seniore più diffusamente : tuttavia il pubblico dei teatri sembrava non pensarci, fjrse non volerci pensare. Nel febbraio 1915 scadeva il triennio dram- matico, e le Compagnie si ricomponevano con qualche lacuna e con molte inquietudini : al tempo stesso il repertorio francese, e in ge- nere straniero, si assottigliava, e lo spirito del pubblico, da tal momento, va volgendosi sem- pre più verso il repyertorio nazionale. La cronistoria apparirà dal 1915 al 1919 as- sai singolare : gli avvenimenti storici vi si ri- percuotono in strani e pericolosi riflessi. Con- corrono a rendere agitata l'esistenza del tea- tro fatti d'ordine diverso : la crescente affluen- za e la trasformazione del pubblico ai teatri, la riduzione notevolissima del repertorio stra- niero, il sorgere di nuove opere italiane, ca- ratteristiche e originali, la morte di numerosi artisti, e degli eccellenti, e le conseguenti trasformazioni di Compagnie, e poi le più va- rie e complesse questione economiche che sconvolgono le aziende più solide. Non ultima ragione che ha consigliato la La critica milanese nel IQ14. IteLCririca.... ....teatrale >j^-w ^"w^^ ^T^^^^ ^^ '' ^ ■ ^^^ È^T' y B Ìa ^^^^ ^^1^1 ^mcf^à lÌ^'^I^^^ lÉp^^^fl Sl^H ^9 \B UUll 1 ■jwn^ti 1 H Cappa Ferrigni Pozza Cavacchioli Adami Macchi Ottolini {Caricalure di Ramo) 159 conipilaiiontì di questi Annali è stata l'o-sser- V azione di questi fatti pei quali il Teatro drammatico italiano ha subito profondi mu- tamenti, e di cui il valore artistico è per ora diftìcilmente accertabile ; anche perchè la vita e la composizione delle nostre maggiori Con> pagnie è ancora — nel 1920 — quale fu -re- golata al principio dell'ultimo triennio — qua- resima 1918, scadente al febbraio 1921 — mentre le Compagnie minori, vincolate con- trattualmente di anno in anno, si sono già sviluppate con lenta modificazione su basi diverse. Dal 1921 il diverso raggruppamento degli artisti, la collaborazione piiì attiva e più in- tima di autori alla direzione delle Conipagnie, daranno probabilmente aspetti nuovi anche artistici aHa vita del Teatro di prosa. Tanto più, per tali ragioni, potrà giovare la notìzia della sua esistenza attraverso la grande crisi d'ella guerra e quella, non meno aspra, dell'immeciato dopo-guerra. 1915. (Ceneri: 17 febbràio: Pasqua: 4 aprile) Si diffondono Lon sempre maggiore e du- revole successo i lavori di Dario Niccodemi, fra i quali L'Ombra (Milano, T. Manzoni, C. Stabile, 11 -III), imirabLlmente interpretata ca Irma Gramatica, presenta una situazione noi comune che offre occasione a un giuoco sce- nico interessante : una donna, cui la paradisi ha reso le mani impotenti, nella gio'j dc!h insperata guarigione è colpita da un grande dolore: apprende che suo marito, durante la sun lunga infermità, s'è formata un'altra fa- miglia, e vede che egli non potrà mai ab- banìConare la donna che gli ha dato un figlio, per lei che è rimasta sterile. Dello stesso autore, incontra \\n successo clamoroso che non accenna a diminuire, a giudicare dalle molte repliche, un'altra com- media (Milano, T. Olympia, C. Galli-Guasti- Bracci, .3-XII), protagonista Dina Galli: Scampolo, tenue e comica avventura di una simpatica fanciulla vagabonda che si conqui- sta, con la generosità e la purezza, un inspe- rabile matrimonio. Altro grande successo ha ottenuto la com- media in ^ atti di Giuseppe Adami : / Ca- pelli biuiiiiii, assai sentimentale, ma di una ge.Ttile- deiicatezz.'s ne! disegno dei p^rsonagg' — marito e moglie che i capelli bianchi fan più amorosi — (.Milano, T. Manzoni, C. Talli- Melato-Giovann'ni, 25-1) : ebbe a protago- nista squisita .Maria .Melato. Piacque pur-? molto Mario e Maria^ comme- dia in .i atti di Sabatino Lopez (Miiano, T. Olympia, C. Carini-Gramatica-Piperno-Gandu- sio, 23-IVK che si svolge intorno ad una Maria bizzarra e libera, un po' « terzo sesso » (e perciò chiamata Mario, dagli amici) che riacquiita la sua femminità innamorandosi e facendosi sposare. Tenue e graziosa comme- dia che .Enima Gramatica interpreta delizio- samente. Con due drammi di bella originalità di con- cezione e di rara sicurezza di tecnica, Lo- renzo Ruggi conquista uno dei primi posti fra i giovani commediografi italiani : La Figlia, in 3 atti, (Milano, T. Manzoni, C. Talli-Me- lato-Giovannini, 4-1) e II cuore e il mondo, in 3 atti (Roma, T. Costanzi, 21-X, C. Ermete Zacconi) : l'uno e l'altro con pieno successo. Una commedia in 2 atti di Marco Praga : // Divorzio, svolge una tesi antidivorzista : è una delie pochissime del Teatro italiano nelle quali si dibatta questa interessante questione. L'autore vi riafferma le sue qualità di dram- maturgo audace e acutamente dialettico : ma >. conimedia, ra,ppresentata il 7 aprile, al « Manz )ni » di .Milano dalla Comp. StabOe da lui diretta, ebbe successo contrastatò. Fra le opere di più elevate e nobili inten- zioni d'arte, occupa i-n posto em-nente il poema dra.iimatico in 4 atti di Sem Benelli ; Le Sozze dei Centauri, che, rappresentato, il 17 aprile, dalla Comp. « Fert » diretta da Ermete Novelli, eccellente protagonista Lyda Bore":i, al « Carignano » di Torino, fu accolto con vivissimo plauso. Anche in questo dram- ma, ricco di bella ispirazione lirica e caldo di .imor patrio, il poeta svolge un suo mo- tivo prediletto : il « dominatore straniero che non riesce a conquistare la nostra bella terra, mai compiutamente » ; e il personaggio di « Stefania » ha qui un valore simbolico di chiara significazione. La fortuna di questo drammi fu tr-' volta nelle preoccupazioni della guerra che scoppiò un mese dopo. Fra i drammi storici e leggendari ricor- derò : ÌM Schiavona. dramma in un atto, in versi, di Romualdo Fantini (.Milano, T. .Man- 160 — zoni, C. Talli-Melato-Giovannini, 15-11); Isa- bella d'Este, dramma di Gioacchino Giannan- tonj (Napoli, T. Sannazaro, C. Falconi-Zor- tada, gennaio) ; H Carroccio, dramma in 3 atti, in versi di C. Caretta e Prinzivalle Lampugnani (Milano, T. Fossati, C. Renzi- Gabrielli, ll-II); Emma di Sevigné, dramma in 4 atti di Giovanni Clausi (Alaratea, Conip. G. Ricc'arJclli, luglio). La Meteora, dramma in => atti di Domenico ERMETE ZACCONl - Garibaldi (Fot. Varischi e JJrtico) Tumiati (Roma, T. Costanzi, C. Ermete Zac- coni, G-XI), fu accolto molto freddamente : fa anch'esso parte della collana intitolata al « Risorgimento ». A Milano, dalla Comp. Stabile del « Teatro Manzoni», si rappresenta, il 19 aprile, la commedia in .3 a. di Luigi Pirandello : Se non così, che il pubblico accolse freddamente, più perplesso e sorpreso che ostile. Una burla sulla quale non giova insistere fu Alessanirone (Milano, T. Manzoni, 28-IV), fai^a, della quale il 1° a. è di Roberto Brac- il 2° di Giannino Antona-Traversi, il 3° di Sabatino Lopez. Fu clamorosamente disap- provata. Di intenzioni schiettamente comiche è la commedia in 3 atti di Alfredo Testoni : 7/ j^nmo della discordia (Milano, T. Olympia, C Carini-Gramatica-Piiperno-Gandusio, 16-Vin Altri lavori apparsi nell'anno sono : Ribelle. dramma di Giuseppe Petrai (Roma, T. Argen- tina, gennaio) ; Oltre confine, drarriima ci Vit- torio Raffaldi (Venezia, T. Goldoni, gennaio) ; Il Diamante del Gran Turco, un atto di V Tocci (Milano, T. Filodrammatici, C. di Spet- tacoli d'Arte, 15-1); Le vie e la méta, com- media in 3 atti di Mario Faccio (Milano, C. Tadli-Melato-Giovannini, 18-1); L'Ombra, 3 atti di G. C. Viola e G. Antonelli (Milano, T. Olympia, C. Reiter-Carini, il 29-1); // fanciullo che cadde, commedia in 3 atti di Fausto Maria Martini (Roma, T. Valle, C. Carini-Gramatica-Gandiisio-Piperno, 5-II) ; La piccola, dramma in 3 atti di Massimo Bontem- pelli (Milano. T. .Manzoni, C Talli-Melato- Giovannini, 10-11), con successo contrastato; La via chiusa, commedia di Giovanni Cen- zato (Venezia, T. Goldoni, C. Paladini-Dalia Porta, 10-11); La Trappola, commedia in un atto di Franoeschini (Milano, T. Fossati, C. Renzi-Gabrielli, ll-II); // poeta e la signo- rina, in 3 atti, di Nino Berrini (Torino, T. Alfieri, C. Galli-Guasti-Ciarli, febbraio) ; La Vittoria, commedia c^i Gualtiero Merlotti (Tri- poli, Politeama, C. Lepanto e Soci, 3-IV) ; Dietro i fantasmi, commedia in 3 atti di An- gelo Maria Tirabassi (Padova, T. Garibaldi, C. Sterni-Zanuccoli-Olivieri-Gentilli, aprile), e dello stesso Tirabassi : Il Visitatore notturno, ;in prologo e 3 atti boccacceschi, in versi (Torino, T. Alfieri, 3-V) ; Santa Teresa, com- media in 3 atti di Massimo Bontempelli (Mi- lano, T. Manzoni, C. « Fert », 15-V), con scarso successo; L'agguato, dramma in un atto di Giulio Francesconi (Napoli, P. Gia- cosa, C. De Sanctis, maggio) ; Oltre l'amore, poema drammatico di Ettore Giaquinto ed 7/ Convegno, commedia di Luigi Antonelli (l'u- no e l'altra all'u Argentina » di Roma, C. G Grassi, maggio); C'era una \'olta un Re..., fiaba in 3 atti di Dante Signorini (Milano. T. Lirico, C. Zoncada, 4-VI), con successo: Il dente del giudizio, commedia in 3 atti di Fgisto Olivieri (Milano, T. Olympia, C. Ca- rini-Gramatica-Pipemo, 27-VII) ; La Piccina, commedia in 3 atti di Dario Niccodemi e Yves Mirande (Milano, T. Fossati. C. Talli- Melato-Giovannini, 23-VIII) ; L'Intrusa, dram- ma in un atto della Principessa Carla Ruffo di Calabria, Come si muta, un atto di Giu- seppe BafiRco e L'Escluso, dramma in un atto di F. Pasca (tutti e tre al « Quirino » di Roma, del'a Comp. del « Grand-Guignol », il 31 .agosto); L'Idiota, 3 atti di Cesare Lodovici — 161 — (Milano, T. Diana, C Talll-Melato-Gandu- sio. 17-I.\|-. Superstite, dramma in 3 atti di Stefano Ritzone-Viola (Roma, T. Costanzi C. KoHia, iX) ; La sagra dei fringuelli, pasto- rale in v^ a. (con musica) di Alberto Colantiioni (Venezia, T. Gok'oni, C. Sichel-Rossi-Zuc- chini-Lotti) ; La Fidanzata, commedia di Silvio Zamba'.di (Torino, T. Carignano, C. Stabile del Teatro Manzoni di Milano, 12-X); La Pri- gioniera, commedia di Oreste Poggio (Roma, T. Nazionale, C. Ferrero-Celli-Palmarini-Pie- ri, 18-X), con successo contrastato; La Zi- tella, commedia in 3 atti di Carlo Bertolazzi (Milano. T. Olympia, C. Talli-Meilato-Gan- dusio, 27-X) ; Nerone, dramma in 4 atti di Mario Cortesi (che prese poi il titolo : L'om- bra di Agrippina) (Roma, P. Adriano, C. Mo- naldi. ottobre) ; // benefattore, un atto di Nino Salvaneschi (Milano, T. Diana, C. D'O- riglia. 29-X) ; Tic-Pic-Nic, e. in 3 a. di Piero Ottolini (Torino, T. Carignano, C. Stabile di Milano, novembre) ; Le gemme di San Lo- renzo, commedia di Pier Luigi Erizzo (Ge- nova, P. Margherita. C. Di Lorenzo-Falconi), con scarso successo, e II giuoco del cuore. commedia di Egisto Olivieri (Milano, T. Man- zoni, C. Gramatica-Carini-Piperno, dicembre). E' opportuno ricordare tutti insieme i molti lavori, per lo più drammi d'ispirazione pa- triottica, scritti e fatti rappresentare in occa- sione del'a guerra : quasi tutte opere che eb- bero vita effimera e nelle quali le ragioni del- l'arte sono soverchiare da intendimenti non meno nobili ma speciali : contributo non spre- gevole deil Teatro alla mobilitazione de£;li spiriti : La voce della patria, bozzetto di Ar- turo Borgese Messina (Civitavecchia, gennaio) ; L'appello alla patria, dramma in un atto di Angelo Reggiani (a Copparo) ; Il martirio di Belfiore, un atto di Augusto Novelli (Roma, T. Argentina, 29-V) ; Da Quarto a Roma, ca- lendimaggio patriottico di Andrea Niccoli, Guiducci e G. Bal.M (Firenze, T. Pergola, giu- gno) ; Addio, min bella, addio!, bozzetto go- liardico di Gastone degli Alberti (Genova. P. Margherita. C. del « Grand-Guignol », giu- gno) ; Guglielmo Oberdan, dramma di R. Fer- riti! e G. Sborgi (alle « Foillie Estive » di Fi- renze, giugno) ; Primavera rossa, dramma in 3 atti di Lorenzo Parisi (Torino. T. Carigna- no, C. Zoncada-Masi, luglio) ; Poesia, dram- ma di Giuliano Car'.oni (Bologna, A. del Sole. C. Gramatica-Carini-Piperno); La piuma sul cappello, e. in 1 a. ci Giuseppe Adami (Ge- nova, P. Margherita, C. Zoncada-Masi, lu- glio) ; / Martiri di Belfiore, dramma di Er nesto Intenclente (Roma, T. Argentina, luglio) ; Guglielmo Oberdan. 4 «pisodi di [Italo Elleno) (Milano, T. Diana, C. Zoncada-Masi, luglio) ; Per la patria, bozzetto di Giuseppe Simili (al « Pacini » di Catania) ; Al confine, dramma di Federico Mastrigli (Roma, T. Costanzi, C. « Roma », agosto) ; Per la più grande Italia^ bozzetto scenico di Verildo Sorrentino (Lecce, T. Apollo, C. Majeroni, agosto); Guglielmo Oberdan, dramma di Francesco De Felice ed Ambrogio Patanè (Catania, T. Bellini, set- tembre) ; Addio, mia bella, addio!, dr^amma di Giulio Bucciolini (Firenze, P. Nazionale, C. Gramatica-Carini-Piperno, settembre) ; Ca- dore, commedia in 3 atti di Dante Signorini (Milano, T. Diana, C. Talli-Melato-Giovanni- ni, 6-lX) ; L'Imperatore si diverte, dramma in 4 atti di Italico di San Giusto, protagonista anche qui G. Oberdan (Milano, T. Lirico. C. Renzi-Gabbrlelli, 9-X;i : Per la patria, bozzetto drammatico in 2 atti di Mauro Poli (Molfetta, P. Sociale, ottobre) ; Come la fiamma, un atto patriottico di Ottorino Cecchi (al « Sociale « di Forte dei Marmi) : Sangue d'Italia, boz- zetto drammatico in un atto di Gino Mosti (a Castellina Marittima, ottobre) ; Vespri lom- bardi, trilogia drammatica di Gastone degli Alberti e Romolo Giovannetti (Genova, T. Pa- ganini, ottobre); // perchè!!, commedia in 3 atti di Enrica Ricci (Firenze, T. Niccolini, ottobre) ; A conti fatti beati i matti, commedia di Leone Masieri e Carlo Gazzarini (Firenze, T. Niccolini. novembre) ; Alba Italiana, dram- ma di Anna Franchi (Milano, T. Manzoni, C. Niccoli, novembre) ; Federico Confalonieri, dramma di Palermo Giangiacomi (al « Teatro delle Muse » di Ancona, novembre) ; E la ban- diera sventola..., dramma di Nicola Porzio, e Oberdan, dramma di Leone Ciprelli (entrambi al « Metastasio » di Roma, nel dicembre). Da tutti questi si elevano, per migliore efficacia e per maggiore dignità scenica, LI dramma di Giuseppe Zucca : Alto Isonzo (Roma, T. Quirino, C. e Grand-Guignol », agosto) e la commedia in 3 atti di Gino Calza- Bini : I Vinti (Torino. T. Carignano, C. Sta- bile di Milano. 25-X). Ed un dramma in 3 atti di Annie Vivanti, che, rappresentato il 16 giugno all'aOlympia» di Milano, dalla Comp. Carini-Gramatica-Gan- 162 dusio-Piperno, ottenne successo contrastato : L'Invasore, affronta con gran vigorosa forza drammatica € disperau passione patriottica l'atroce problemia psicologico della vio'.azion-e non infeconda della donna da parie dell'inva- =;ore straniero.' Si riannoda a tali produzioni, sorte dallo stato di guerra, iira commediola in un atto di Roberto Bracco : L'Internazionale, che, rappresentata nel febbraio a'. « Carignano » di Torino dalla Comp. Stabile, ottenne lieto esito. Il 19 febbraio al « Teatro Dal Verme » di Milano, con uma rappresentazione della com- media di Paolo Ferrari • Goldoni e le sue 16 commedie nuove, alla quale premcon parte tutti i più illustri artisti che si trovano a Mi- lano, danno un addio alle scene Ermete No- velli e Virginia Reiter. Ad Ancona, il 4 febbraio, e poi a Bologna. al a Teatro del Corso», la Comp. di Ettore Berti rappresenta in una sola sera undici prodiizioni del « Teatro Futurista Sintetico » : autori delle — chiamiamole pur « commedie » - il Marinetti, i! Settimelli, il Corradini. COMP.\GNIE 191; Oltre alle Compagnie del precedente anno, sono da aggiungersi, di nuova formazione : la Gramatica-Carini-Gandusio-Piperno, diretta da Luigi Carini, con Nera Grossi-Carini, Emma Sanipoli, dalla quale esce, dopo pochi mes! che eri formata. .A.ntonio Gandusio, il quale va a prendere in Compagnia Talli-Melato-Gio- vannini, i! posto rimasto vuoto per la morte di .Alberto Giovannini : e la nuova Compagnia, diretta da V. Talli, s'intitola allora : Talli-Me- lato-Gandusio-Betrnne, con Emilia Varini, Giu- iin Paoli, Gabriellino D'.^nnunzio, Silvio To- fano, Vera Podrecca ; poi la Comp. italiana « Feri », diretta da Ermete Novelli, con « pri- ma-attrice » Lvc'a Borelli, Leo Orlandini, Ca listro Bertramo, Romano Calò, Ariside Ba- ghett'. Olga Giannini-Novelli; la Comp. di Ruggero Ruggeri, con Wanda Capodaglio, .Aurelia Cattaneo e Gemma D' Amora. « prime attrici » a vicenda, Odoardo Bonafìni, Pio Campa, Corrado Racca, Badaloni, Ida Salvio- ni; la Comp. Sterni-Genilli-Zanuccoli^Olivieri, diretta da Giuseppe Sterni, con Gina Sammar- co, Giuseppina Raspantini-Falcini, Cesarina Gli artisti nella recita di addio di E. Novelli e Y. Keiter. PiloUo Mari E. Reinach Novelli Zago Reiter Benini E Giamatica L. Borelli Piperno M. Seglin B. Starace {Fol. Sadodi) — 163 Olivieri-Calabresi, Eugenio Gara; la Comn. Ferrero-CeUi-PalmarinLPieri, diretta da Erne- sto Ferrerò, con Maria Laetitia Celli, « .priiiia attrice », Uberto Palmarini, Vittorio Pieri, Vit- torina Verani, Aida Celeste Zanchi, Gemma Pinelii; la Comp. Sichel-Rossi-Zucchini-Lotti, VIRGILIO, TALLI diretta da Giuseppe Sichel ; la C. PaoLi-Don- ìdini, c'iretta da Cesare Dondini, con Alfredo De Antoni, Pierino Rosa, Alma Pasta, Ermete Dondini; la C. Zoncada-Masi ; la C. Capoda- glio-Dalla Porta; la C. Amedeo Chiantoni, con Alfonsina Pieri, Dora Migliari; la C. Alfredo De Sanctis, con Mercedes Diaz, Umberto Pet- tinelli ; la C. Lepanto e Soci, con Lamberto Picasso. NECROLOGIO - 1915. + Muore a Firenze, il 31 dicembre, ad 87 anni, uno dei maggiori tragici del sec. XIX : Tommaso Salvini. Nato a Milano il 1° gen- naio del '29, figlio d'arte, a soli 14 anni recita il « Pasquino » nelle Donne curiose in Comp. Bon e Berlaffo : va poi con Gustavo .Modena, suo primo grande Maestro, e « pri- mo-attor giovane » in Comp. Domeniconi ac- canto alla Ristori : nel '49 combatte sotto le mura di Roma; passa poi dalla Comp. Astolfì E quella di Cesare Dondini, « primo-attore » ned '60 della Compagnia Reale dei « Fioren- tini » di Napoli, e l'anno dopo a capo di una Compagnia di prim'ordine della quale era a prima-attrice » Clemientina Cazzola, che di- venne poi la sua compagna. Attore di bellis- sima presenza, dalla voce incantevole, dolce e sonora al tempo istesso, in alcune parti tragiche rimase insuperato : e, se per alcuni caratteri shakespeariani si poteva desiderare una maggior profondità di studio, di altri, co- m dalla C. Ferrerò, 10-11); Le tre cene di Pierrot. com- media di E. Augusto Berta (Torino. T. Cari- gnano, C. Borelli-Piperno, febbraio); L'uomo fortunato, commedia di Valentino Gavi e Vi- — 170 — taiiano Lamberti, e // volto dell'onestà, draiìi ma di Carlo Panseri (l'una e l'aitra a Ge- nova, T. Paganini, C. Carini-Gentilli-Dondini- Baghetti, febbraio); La visione, 3 atti di Giu- lio Francesconi (dalla stessa Compagnia ai M Fiorentini » di Napoli, marzo) ; // Mene- strello, idillio tragico in versi ci Oreste Ni- gro (Roma, T. Argentina, C. Ninchi-Sevilla, mjarzo) ; Aristocrazia nera, commedia dì Nino Berrini (Milano, T. Olympia, C. Bore!li-Pi- perno, marzo), con scarso successo; // sogno di Sinì, commedia in 3 atti di Sebastiano Sani (Verona, T. Ristori, C. Bondi. 12-IV), con scarso successo ; La Tanagrina, comme- dia di Amedeo Mazzetti (Napoli, T. Fiorentini, C. Carini-Gentilli-Dondini-Baghetti, maggio) ; Dopo il divorzio, comm.edia in un atto di Ni- no D'Aspe (Roma, T. Quirino, C. Ruggeri, maggio) ; Caterina Sforza, dramma in 4 atti del Conte Bernardo Arnaboldi (Milano, T. Lirico, C. Renzi-Gabbri2l]i, 15-'V); // Crogiuolo, com. media drammatica in 3 atti di Arnaldo Bo- scolo (Treviso, T. Sociale, C. Stabile Ro- mana, nel maggio) ; Suor Speranza, un atto di Guelfo Civinini (Milano. T. Manzoni, C. Farulii, maggio) ; La maschera, dramma in 3 atti di Ugo Fleres (Roma, T. Argentina, C. Stabile Romana, 1-VI), con successo contra- stato; // passato, commedia della sig.na A. B. Borsotii, e / piccoli zingari, commedia di .\lmerigo Rihera (entrambe al « Manzoni » di Milano, C. Farulii, giugno) ; Un marito. commedia di Enrico Aresca (Milano, T. Dia- na, C. Irma Gramatica. luglio); Gina, Pina, Lina, Tina, commec'ia di Filippo Marchese (Catania. T. Sangiorgi, luglio) ; Sèi e cicisbei, commedia in 'un atto, in versi, di Amalia Guglielminetii (Genova. T. Carlo Felice. C Stabile Genovese, 31-Vil); Idolo infranto, dramma di Nicola Palmi (Avellino, T. Gior- dano, agostol ; Dovere, commedia Ji Oreste Poggio (Roma, T.Quirino. C. « Grand-Gui- gnol ». settembre) ; Le sue prigioni, comme- dia in ^ a. di A. Novelli (Alilano. T. Olympia. C. Di Lorenzo-Falconi, 11-IX); Tony, dram- 'na in 1 a. di Fr. Bernardini (Venezia. T. Gol- doni. C. A Chia-itoni. ottobre); Tesoro na= scosto, e. di Angelo Maria Tirabassi (Comp. Majeroni, ottobre) r Lupo, leggenda francesca- na in un atto di Guido Cfiierici (Firenze. P. Nazionale C. Stabile Romana, ottobre) ; La nostra luce commedia di Arnaldo Boscolo (Piacenza, Politeama, C. Farulii. ottobre) ; 7/ nuovo falco, commedia di Paolo Teglio (Mi- lano, T. Diana, C. Di Lorenzo-Falconi, 17-X); La valle fiorita, commedia di .Amedeo Ghe- rardini (Roma, T. Quirino, C. Irma Grama- tica. noven>brel, con scarso successo; Aprile, trilogia (della quale le tre .parti si intitolano : Clausura, Un cortile. L'altra rondine), 3 atti Ci Fausto Maria Martini (Roma, T. Quirino, C. Irma Gramatica, novem.bre), senza succes- so; La nuova vita, 3 atti di Ettore Moschino (Torino, T. Alfieri C. De Sanctis, dicembre) ; Tre atti, commedia di .Amerigo Guasti (Ro- ma, T. Valle, C. Galli-Guasti- Bracci, dicem- bre) : Le Madri, commedia di Gemma Cuni- berti (già rappresentata nell'originale piemon- tese e ripresa dalla Comp. Di Lorenzo-Falconi a'. T. Diana, Milano, 31-XII). Edipo Re di Sofocle, nella traduzione di Ettore Romagnoli, viene rappresentato al T. Garibaldi di Padova, 1*8 agosto, dalla Comp. di Gualtiero Tumiati. COMPAGNIE - 1917. .Alle Compagnie formate nel precedente an- no, e che non ebbero sensibili mutamenti : !a C. Talli, la Tina Di Lorenzo Falconi, la C Galli-Guasti-Bracci, la C. di Ermete Zacconi, ci Ruggero Ruggeri, di Emma Gramatica, di Alfredo De Sanctis. di Gustavo Salvini, di Gualtiero Tumiati, la C. del « Grand-Guignoh diretta da Alfredo Sair.ati. si aggiungono di nuova formazione, la C. Lyda BorelH-Piper- no, la C. Carini-Gentilli-Dondini-Baghetti, di- retta da Luigi Carini, la C. Stabile Romana, diretta da Ernesto Ferrerò, la C. Irma Gra- matica. !a C. Stabile Genovese, la C. Sinchi. Sevilla, la C. U. Farulii, la C. Tina Bondi. NECROLOGIO - 1917. f- Muore a Milano, il 23 marzo, il Conte Leopoldo Piillè, che, sotto lo pseudonimo di Leo di Castelnuovo, aveva dato al Teatro ventitré opere drammatiche : fra queste ebbero miglior fortuna una commediola in un atto : O bere o affogare e la commedia : Fuochi di paglia, in 3 atti. Delle altre sue opere si ricordano : 7/ guanto della Regina, Un cuor morto e Impara l'arte. Il PuUè era nato a Vero.na, il 18 aprile del 1835, figlio di Giulio Pullè. fecondissimo autore drammatico, noto sotto 'o pseudonimo di Riccardo Castelvec- — 171 — 4:hio. Le sue comm?d;e scelte sono pubbli- cate in 4 volumi (edit. Dumolard' di Milano). + Mino Oxilia, morto per la patria, a 29 anni, nel novembre, aveva dato al Teatro, in collaborazione con Sandro Camasio, due com- medie : La zingara e Addio, giovinezza! .. e da soJo : La danza davanti allo specchio. ■ + Domenico Oliva, morto il 28 aprile a Sestri Ponente, a 57 anni (era nato a Torino il 1° giugno del '60) fu iper molti anni cri- tico drammatico al « GiornaJe d'Italia » ; scris- se di teatro con alta competenza, ricchezza € varietà di cultura, e con schietto entusiasmo per il suo .ufficio. Molte delle sue critiche riunì nei due volumi : 7/ Teatro in Italia nel 1909, e Xote di uno spettatore. Scrisse an- che un dramma intitolato a Robespierre, che non ebbe fortuna. + Sono morti ancora durante Vanno: Al- berto Anselmi (morto nel marzo a Ferrara, sua città natale), autore di una commedia in- titolata a Lodovico Ariosto ('74) e di cJue drammi: Gli Scioperi e LN.R.L; Antonio Salsilli (morto alla Spezia nel febbraio, in età di 77 anni : era nato l'S ottobre del '40, a Belgiojoso, presso Pavia), celebre «sugge- ritore » (dopo esser stato qualche tempo « at- tore brillante »), traduttore di commedie, au- tore di monologhi e d'i commedie originali (Cicero prò dòmo sua. Per i floi) ed anche critico teatrale sotto lo pseudonimo di Paron Toni; Gustavo Bianchi (morto nel novembre a Livorno, a 82 anni), attore di molto merito, che recitò con Ernesto Rossi, con Majeroni e con la Ristori, e che ottenne i suoi migliori successi nei Masnadieri e nella Francesca da Rimini; Fernanda Nipoti (morta nell'ottobre a Prato, ad 80 anni), attrice di buon nome; Luigi Russo (morto nel maggio, a Genova, più che settantenne), noto attore nelle parti di «caratterista»; Renato D'Andrea (morto nel luglio ad Isernia), autore di coimimed'ie e libretti d'opera : Costantino Petito (morto nel febbraio a Napoli), della famiglia dei celebri « Pulcinella » napoletani, per molti •anni egli pure in detta maschera applaudito, e creatore della maschera di « Turzillo » ; Francesco Paladini (morto a Milano, nel no- vembre), marito della famosa attrice vene- ziana Laura-Zanon-Paladini, e per qualche -tempo egli stesso attore brillante in Compa- gnie italiane f veneziane. 1918. (Ceneri: 13 febbraio; Pasqua : ^\ marzo). Sempre più frequenti le « commedie cere- brali » fra le quali, per sempre più manifesta esperie.nza scenica ed anche per più profonda umanità di contenuto, quelle di Luigi Piran- dello attraggono maggiormente l' attenzione : Ma non è una cosa seria, commedia in 3 atti poco originale ma graziosa (Livorno, T. Ros- sini, C. Emma Gramatica, 22-XI) ha buon successo ; meno buono 7/ friuoco delle parti. EMMA GRAMATICA [Fot. Varischi e Jlrlieò) in 3 atti (Roma, T. Quirino, C. Ruggeri, dicembre), nel quale le « parti » di marito, di moglie e d'amante si sovrappongono sui rispettivi personaggi e quasi dàn loro nella vita un automatismo in contrasto col loro sen timento : ingegnosa ma non grata favola sce- nica. Un discepolo del Pirandello, il Rosso di San Secondo, si afferma con Marionette, eh, — 172 pusbioiie!, commedia in i atti (Milano, T. Manzoni, C. Talli, 4-I1I), rivelando una tem- pra personalissima di commediografo. Dal- l'avventura di tre persone deluse nel loro amore coniugale, la commedia deduce che gli uomini non sieno altro che dei fantocci nelle mani del Destino. Molto originale è lo spunto dell'» avventura fantastica » in 3 atti di Luigi Antonelli : L'uomo che incontrò sé stesso (Milano, T. Olympia, C. Gandusio, 23-V) : l'autore im- magina che un marito — che scoperse la moglie infedele trovandola morta con l'amante - incontri in un paese di fantasia sé stesso giovane, e la sua sposa, e il suo amico, e si vegga rivivere in .persona diversa, la propria debolezza e il proprio ridicolo : tanto che ne approfitta tentando sedurre, come amante, co- lei che Io tradì come marito ! La commedia ebbe vivissimo successo. Ebbe fortuna La finestra sul mondo, com- media in 3 atti di Cario Veneziani (Genova, P. Margherita, C. Ganc^usio, 16-Xn, nella H'Uale il protagonista si astrae così bene dalla vicenda della propria vita, che vi assiste come se si trattasse di quella di un a'tro, e quasi vedendo il mondo da vna finestra. Poco felice esito ebbe la commedia di (]el- so Salvini e Alessandro De Stefani : Il giuo- co della bambola (Roma, T. Argentina, feb- braio), scelta dalla « Società degli Autori » di Roma. Due commedie che traggono argomento, in fatto, dalla guerra, e non presentano novità di tecnica, han diversa fortuna : non buona Le lagrime e le stelle, in 3 atti, di Luigi Chiarelli (Roma, T. Argentina, C. Talli, gen- naio) ; ottima, per virtuoso, sebbene ronjan- 'ico gioco di sentimenti, 7/ Passerotto, in 3 atti (Livorno, T. Rossini, C. E. Gramatica, 29-XI) di Sabatino Lopez. Di simile derivazione di circostanze di guerra : La volata, in 3 atti, di Dario Nic- demi, altra comir.edia di stampo antico, ebbe buon esito (Roma, T. Argentina, C. Talli, 20-Xn). E dello stesso Niccodenii, e di scot- tante argomento politico-guerresco, la com- media polemica Prete Pero (Milano, T. Scala, C. Zaoconi, 13-VI), ebbe fragore d'i discus- sioni e di applausi. Sebbene sia una com- media di occasione, la vigorosa interpretazione dello Zacconi ne accrebbe la vitalità. (Fu poi tradotta in siciliano e recitata dal Musco). Di pura materia guerresca e composto con maggiore franchezza che abilità, il dramma in 3 atti di Annie Vivanti : Le Bocche inutili (Milano, T. Manzoni, C. Ruggeri, 16-IV) che presenta i'ui^o fra l'amor per la patria e quello per la famiglia : un colonnello, co- stretto dal suo dovere di soldato a salvare una piazza forte, non esita, per mantenere in efììcenza i soldati della guarnigione, a far uscire tutti i borghesi : anche sua moglie e. sua figlia ; ed è, per la sua rigidezza, causa della morte della propria creatura. Il dramma, provocò incidenti ed ebbe vita brevissima. Di altri lavori, ispirati alla guerra, gioverà rammentare il solo titolo : La nobile fiamma, dramma di Luigi De Litala (Tortona, T. Ci- vico, febbraio) ; Appassionatamente, comme- dia in 3 atti ci Alessandro Varaldo (al « Giar- dini d'Italia» di Genova, dalla Comp. Di Lorenzo-Falconi, maggio) ; L'ora di Trieste,. bozzetto di .Marcello Marass (Siena, T. della Lizza, giugno) ; Il Medaglione di Rouget de l'Isle, un atto di Camillo Antona-Tra versi e G. Rollio (Perugia, T. Morlacchi, C. Alberto Silvani, luglio) ; L'Eredità di Carlo, meta- fora di Augusto Novelli (dalla Comp. Borelli- Bertramo) ; Fiamme nere, dramma di Fran- cesco Inzaghi (Pavia, T. Fraschini, settembre). Un altro dramma d'ella collana del « Risor- gimento » : Le Galere, scrive Domenico Tu- miati (Roma, T. Quirino, C. De Sanctis, 5- VI). In esso camipeggia la nobile figura di Carlo Poerio sul fondo delle orride galere borboniche, nel tranquillo eroismo che animò con lui i patriotti napoletani. .-Mtre produzioni rappresentate durante l'an- no sono le seguenti : Simonetta, un atto in versi (dal Decamerone) di Cesare Gabardini (Roma, T. Argentina, C. Talli, genjiaio) r Un'Elegia di Bazzini, dramma di Enrica Bar- zilai Gentilli (Napoli, T. Sannazaro, C. Er- mete Novelli, gennaio) ; La Canzone di Ro- lando, dr. in 3 a. di .Armando Falconi e Silvio Zambaldi (Torino, T. Carignano, C. Di Lo- renzo-Falconi, 5-II); Contro Corrente, com- media dell'attrice Alda Borelli (Roma, T. Val- le, C. Borelli-Piperno. febbraio); La vita ri- torna, commedia di Valentino Gavi e Vitaliano Lamberti (Genova, T. Carlo Felice, C. Ca- rini-Gentilli-Brioschi, febbraio) ; La Vigilia. bozzetto drammatico di Guglielmo .inastasi (ai « Giardini d'Italia » di Genova, marzo) ; Gli Assenti, dramma di Ugo Falena (Milano, T. — 173 — A\anzani, marzo» ; Fiamma Ji popolo, poema drammatico in 3 atti di Giacomo Monico (Be- nevento, T. Vittorio Emanuele, C. Tempesti, marzo); La Crisalide, commedia di Angelo Maria Tirabassi (Parma, T. Reinach, C. Fa- ruili. aprile! ; /-u trappola sentimentale, e. in 3 a. d' Pilade Vecchietti, / tre sentimentali. commedia di Sandro Camasio (entrambe ai « Giardini d'Ita'.ia » di Genova, dalia Comn. Stabile di Genova, aprile); L'Amore stanco, commedia in ^ atti di Aldo De Benedetti (Mi- lano, T. Manzoni, C. Irma Gramatica-Sabba tini-Ferrero, 15-V) ; La corsa alla Felicità, commedia in ,3 atti di Enzo Pantanella (Mi- lano, T. Manzoni. C. I. Gramatica-Sabbatini- Ferrero, 28-V) ; Madonna Oretta, commec'ia di Gioacchino Forzano, applauditissima (Ro ma. T. Valle. C. Galli-Guasri-Bracci, maggio) ; Sua EccalL'nza di Falco Mariano, e. in 3 a. di Nino Martoglio (Torino, T. Alfieri, C. Ruggeri, 21-V); La Rivolta, commedia in 3 atti di O- reste Poggio (Milano, T. Manzoni. C. Gra- maticfl-Sabbatini-Ferrero. 22-V). senza succes- so; Angeli ribelli, 3 atti di Alessandro De Ste- fani (Milano, T. Filodrammatici, C. Carini- GentiHi-Brioschi, 24-V), con scarso successo ; Racanaca. commedia in 3 atti (satira politica e parlamentare) di Carlo Villauri, pseudonimo dell'an. Antonino Campanozzi (Bologna, A- rena del Sole, Compagnia V. Talli, 3-Vli; / Saufraghi, dramma in 3 atti di Vincenzo Francia (Salerno, C. D'Amora, giugno) ; Rim- pianto, 3 atti di Ugo Farulli (Roma, T. Qui- rino, C. U. FaruUi, 18-VI) ; Il Silenzio, de- licata commedia in 3 atti di Riccardo Pescetti, notevole per la modernità e la grazia della forma, applaudita al « Manzoni » di Mi- lano (C. Palmarini-Wnorowska, 25-VII) ; Sto- ria russa, commedia di Franco Liberati (Ro- ma, T. Quirino, C. Farulli, luglio) ; Ceneren- tola, commedia di Giuseppina Ferioli (Roma, T. Quirino, luglio) ; L'Escara, 4 atti di Ales- sandro Montinarella (Comp. Bore'li-Bertra- mo) ; La Commedia del caso, comjnedia di E. Augusto Berta (Firenze, Politeama Nazio- nale, Comp. Di Lorenzo-Fa'coni, 31-V); L'A- mante ignoto, dramma di Amalia Guglielmi- petti (Roma. Teatro Quirino, Comp. Carini Gentiili-Brioschil, sejiza successo; Le cento lire di Messer Zanobi, 3 atti di Pier Luigi Erizzo (Milano. T. Manzoni, C. TumLati, 11- IX) ; Tardi al treno, commedia in 3 atti di Silvi;» Za.iibaldi (Torii.o, T. Carigna::;), C CJa.'i jusio. 17-1X>; Errata corrige, commedia in 3 atti .li Geny Sad'ero (Roma, T. Quirino, C. Carini-Gentilli-Brioschi, 18-lX), senza i5uc- cessn ; Gi.inni Schicclii, commedia in 3 atri di Gildo Passini (Milano, T. Olympia, C. Talli, 21-IX) ; Pace in tempo di guerra, com- media in 3 atti di Alfredo Testoni (Milano, T. Olympia, C. Carini-Gentilli-Brioschi, 6- XI) ; Una sentimentale, commedia in 3 atti di E. -Augusto Berta (Torino, T. Gariginano, C ! Grjniatica-Sabbatini-Ferrero, 18-XI), e La Signora innamorata, commedia di Nino Berrini (Torino, T. Carignano, C. Di Lorenzo Falconi, 4-Xn). Al Teafo Romano di Fiesole, la Comp di Gualtiero Tumiati rappresenta, nel maggio, V Agamennone di Eschilo, nella traduzione di Ettore Romagnoli, e La Dodicesima Notte di Shakespeare. COMPAGN.E - 1P18 Alle Compagnie ricordate nei precedere anni, si as^jiimgono, di ii;iova formazioni, i' con qi:alche modificazione negli eltrme:iti zi le compongono, la Corrip. di ' Virgilio Taìi:. con Maria Melato. .Anibale Betrone, Egisto C- livieri, Giulio Paoli, Giuseppina Solazzi, Jone F^igerio, Sergio Tofano, e, temporaneamente, Ettore Berti e Annibale Ninchi ; la C. Tina /)/ Lorenzo-Falrnni, con Armando Falconi, Lui^ Cin:ara, Ruggero Lupi, .Margherita Donadc Dora Migiliari-Menichelli ; la Comp. di Anton Gandusio e T . con Tina Pini, Luigi Alni lante, Marga Cella, Lola Delfini, Umbe": Giorda. Gina Graziosi, Renzo Ricci ; la Carin GentilUBrioschi, diretta da Luigi Carini, co: Nera Grossi-Carini, Gina Sammarco, Ubale < Falcini, Enzo Biliotti ; la BorelU-Bertramo, e' reità da Calisto Bertramo, con .\;da Bore!, «prima-attrice»; la C. Emma Gramatica, ci - Giuseppe Sterni, Annibale Ninchi, Camillo P lotto, Amelia Chellini, .Arrigo Marchiò, Gilda Marchiò, Giuseppina Raspantini; la C. /. Gra- matica-Sabbatini-Ferrero, con Wanda Capo- daglio, Mario Mina; la C. Palmarini-H'norou- ska, diretta da Uberto Palmarini, Elena \Xno- rowska « prima-attrice », Celeste .\ida Zanchi, Augusta Raspantini, Ettore Paladini, Umberto Zanucco!!. Bruno Emanuel Palmi: la C. Er- mete Zucconi, con Ines Cristina, .Armando Rossi, A\argherita Bagni, .Andreina Rossi, • Di Grego-io; la C. .r^,^,.*- v — v'; :'i- Olga — 174 - Gianniui-Novelli, Maria Laetizia Ceili, A. Pia. monti. Attilio Bosisio ; la C. Alfredo De Sane tii, con Mercedes Diaz, Amelia Rossi-Bissi, Stefano Bissi; la C. Amedeo Chiantoni, con ■\!f.,nsina Pieri, R. Chiantoni, A. Piacentini, Bianca Bonivento ; la C. GaUi-G -asti Bracci. diretta da Amerigo Guasti; la C. SichelBa. giietti-Zucchini-Majone-Chiantoni, diretta àà •Giuseppe Sichel, con Giannina Chiantoni a pri- ma-attrice » ; la Comp. Stabile n Città di Ge- nova », con Cesare Dondini, Luigi Zonca.da, Umberto Casilini. Leo Garavaglia, Ines Laz- zarini, Elide Rossetti; la Comp. di Ugo Fa- rulli, con Bianca D'Origlia; Ja Comp. di Gem- ma D'Amara, con Manlio Bertoletti ; la Comp. Gobbi-Ca pelli ; la Ccmp. di Tina Sondi. NECROLOGIO - I9I8. -( Muore a Roma nel settembre, i 84 anni, Lodovico Muratori, fecondissimo commedio- grafo, del quale ebbero un tempo grande for- tuna : Virginia o Un' imprudenza. Il matn- monio di un vedovo e Un viaggio per cercar moglie . Delle sue molte commedie si ricor- dano ancora : / nemici del matrimonio, La Catena di ferro. Il Duello, Il Compagno d'ar. te, I figli dell'arricchito. Tentazioni! e una ■commedia storica : Antonio Canova. 4- Luigi Rasi, morto a Milano, il 9 novem- bre, dedicò tutta la sua vita al teatro : fu attore, insegnante di recitazione, storico dei Comici, infaticabile ricercatore e collezionista di tutto quanto all'arte drammatica si riferisse. Nato a Raver.na nel 1852, dopo aver fatto buoni stiidì, entrò in arte come « secondo amoroso » e « secondo brillante » in Compa- gnia Sad'osvski. poi passò «attor giovale», e in questo ruolo fu nelle primarie Compa- gnie, apprezzato per l'intelligenza e il calore della sua recitazione. Ritiratosi in ancor gio- vane età dall'arte, si diede all'insegnamento, e fu sino alla sua morte direttore della Scuo- la di Recitizione di Firenze. Scrisse molti graziosi monologhi, che raccolse in due vo- lumi, ed anche qualche commedia, con minore fortuna. Dei suoi molti volumi intorno alla ■ )ria dell'arte drammatica, il inigliore è quel- • su / Comici italiani, vero monumento di erudizone, preziosa miniera di notizie sugli attori italiar.i antichi e moderni. Altre sue opere di molto interesse sono : L'Arte del comico. Il Libro ie^li aneddoti La Caricaturi e i Comici e una biografia critica de La Duse. La sua preziosa raccoitd ci libri e stampe sui Comici italiani — del'.a qu-ile pubblicò il Catalogo — documento inse- gne della sua competenza e del suo i^rar-Ui; amore all'arte scenica, è stata acquistata dal- la Società degli Autori di Milano. + Virginia Marini, morta a Roma il 14 marzo, fu una delle migliori . attrici italians della seconda metà dell'Ottocento. Nata ad Alessandria' il 19 novembre del 1844, inco- minciò a recitare a 15 anni, «servetta» in Compagnia del Meneghino Prada ; nel '62 è scritturata come « ingenua » ai « Fiorentini » di Napoli, dove ritorna due anni dopo nella Comp. di Adamo .Alberti, dopo esser passata dalla Comp. Dominici a quella di Pieri; « prima attrice giovane » con Alessandro Mon- ti, è poi con T. Salvini, con A. Morelli e nella Comp. Nazionale diretta da Paolo Fer- rari. Ebbe poi per mohi anni Compagnia propria, sino a quando si ritirò dall'arte per insegnar recitazione alla Scuola di S. Cecilia, a Roma .Attrice dalla voce incantevole, di grande forza drammatica, intelligente ed e- spressiva, fra le sue migliori interpretazioni van ricordate : Cuore ed arte. La Donna e lo scettico. La Signora delle Camelie, Messalina. Cecilia e in genere tutti i drammi di Cossa. Anche VEsmer-alda di Gallina fu, nei suoi ultimi anni, uno dei suoi maggiori successi. -t- Ginevra Pavoni, morta il 30 settembre a Milano, in età di 50 anni, fu un'eccellente « attrice giovane » : incominciò a recitare a 14 anni, in Compagnia Bellotti-Bon, poi con Pasta-Casalini-Meschini e con Virginia Marini : le sue interpretazioni piij celebri furono la « Pia » del Cantico dei Cantici, la « Marghe- rita » delle Due Dame e la « Susanna » de! Mondo della Soia. -h Sono morti durarle I' anno : Salvatore Farina la Milano, il 15 dicembre, a 70 anni), più celebre come romanziere, che come com- mediografo, del quale furono rappresentate alcune produzioni con vario esito (la sua mi- gliore conimedia è : Amore cieco) ; Gattesco Gatteschi (morto il 26 aprile, a Firenze, a 6.^ anni), a-itore e critico drammatico, del quale furono in tempi lontani rappresentate alcune commedie con successo : Il topo dello spe- ziale. La posta in casa, I figli. Index : e più recentemente, in collaborazione con Gerolamo Mariani : Eroi, l'u ca'io di coscienza o Cane — 175 da jitiardid : L'mt'trto Bonmartini, triestino, mono nel settembre a A\ilano a 39 anni, au- tore di alcuni drammi storici, che furono rappresentati con mediocre successo : Um- birio iiìaicamano. Frangipane. I Borgia, Ali- glie venete; il Conte Bernardo Arnaboldi-Gaz- zaniga, milanese, morto il 14 marzo a Roma, in età di 71 anno, autore di crammi storici rappresentati nei teatri popolari con qualche fortuna (Chrysis, Caterina 11 di Russia, Ca- terina Sforza) ; Francesco Paresce (morto a Firenee il 26 dicembre), autore di due dram- mi : Vannazzo e II Bastardo; Edoardo Meni- chini, morto nel giugno a Napoli, autore di pili di 300 opere drammatiche, rappresentate nei teatri piij popolari di Napoli; Edvi:^e Guglielmetti^Reinach, morta il 24 dicembre a Torino, sua città natale, che fu a seconda amorosa » a quindici anni con V. Marini, poi « prima attrice giovane'» con Andrea Maggi, e, sposatasi con l'attore Enrico Reinach, lo seguì in tutte le Compagnie, delle quali egli fece parte, passando poi al ruolo di « prima attrice » anche in primarie Compagnie (Rei- nach-Talli, Reinach-Pieri, Comp. Stabile del «Teatro Manzoni» di Milano), attrice lode- vole specialmente nella Commedia; Angela Beseghi, morta nel gennaio a Firenze in età di SO anni, modesta attrice, che da giovane non salì a grandi altezze, ma che fu apprez- lata nelle parti di « caratterista » e « madre » ; Tebaldo Checchi, morto nel settembre a Li- sbona — ove era vice-console della Repub- blica Argentina — marito di Eleonora Duse, che fu già attore di non mediocre valore (con A. Maggi, con Cesare Rossi, con la Pia Mar- chi), facendosi apprezzare specialmente nel Ferréol, nella Diana di Lys e nel Rabagas ; Annetta Lazzari, morta nel maggio a Napoli, attrice d'ella Compagnia di Federico Stella, al popolare teatro di S. Ferdinando ; Enzo Pan- tanella, morto nel dicembre, attore della Com- pagnia di Irma Gramatica, e autore della com- media : La corsa alla Felicità; Vincenzo Udina. morto a 76 anni, modesto attore drammatico, padre dell'attrice Giannina Udina. 1919. {Ceneri: 5 marzo; Pasqua: 20 aprile). Die opere di poesia intese in diverso modo e con mezzi civersi a commuovere la fantasia piuttosto che la sensibilità degli spettatori, segnano quest'anno due straordinari successi : b poesia che è tratta neiriuna da una figura- zione leggendaria e mitologica, deriva nell'al- tra da ima interpretazione diretta di fatti e di persone della storia : più lirico il Glauco,, più drammatico II Beffardo. Glauco, tragedia in 3 atti, in prosa, cui spesso il ritmo dà atteggiamenti e movenz-j di verso, c'i Ercole Luigi Morselli, apparve a Roma, air« Argentina », interpretata dalla Compagnia Talli il 30 maggio (interpreti prin- cipali A. Betrone, Maria Melato, Maria Valsec- chi) ; ebbe anche il premio governativo dì L. 6000 ; fu quinc'i rappresentata in ogni città d'Italia, anche da una Compagnia spe- ciajle formata dal Ninchi. La tragedia svolge la leggenda di Glauco pescatore che per pas- sione d'avventura, lascia la fanciulla che l'a- ma, e trascura per un sogno di gloria e di grandezza l'umile felicità dell'amore quieto. Essa fu in origine concepita per servire da libretto alla musica del M.» Franchetti. // Beffardo, poema drammatico in 4 atti in versi, di Nino Berrini (Milano, T. Lirico, C. Talli, I8-VIII) mette in iscena Cecco Angio- lieri, del quale lo spirito irridente e blasfemo tiOva una spiegazione umana nel disamore della madre : il poeta cui l'in .'agi 3 suj^trbo suggerì oin contrasto con Dante, vi è tratteg giato con abilità interessante nel dramma fa- miliare e nell'aspirazione ad un affetto puro, che trova in una sorella. Concepito e svolto con accorgimento e vaghezza di scenici espe- dienti, ebbe unanime consenso di pubblico anche per 1' ottima imterpretazione del He- trone. Fece, esso pure, il giro d' Italia per opera della Compagnia del Ninchi, nonché delle Compagnie Palmarini, e Gentilli-Carini. Un altro successo vivissimo si ebbe una commedia di vita contemporanea, nella quale l'autore con squisita delicatezza tratta una si- tuazione di un'estrema audacia : La Vena d'o- ro, in 3 atti, di Guglielmo Zorzi (Roma, T. Quirino, Comipagnia Irma Gramatica, l^-III) : presenta con incomparabile finezza e som ma abilità scenica e verbale la situazione di un figlio che prima si inquieta quasi di sorda gelosia per le sofferenze della madre che indovina innamorata di un amico suo, e che poi se ne commuove fino al punto di richiamare pressò di lei l'amico che egli ave- 176 va fatto aJlontanare. Commedia di profonda umanità e di purissima forma. Assai meno fortunata, e giustamente, una commedia di Cesare Lodovici : La Donna di nessuno (Milano, T. Filodrammatici, C. Bo- rtlli-Bertramo. 22-XIl), presenta tuttavia ca- T-atteri di originalità assai rari, per il suo con- tenuto e sopratutto per la sua tecnica di dia- logo. 11 grave difetto di essere poco chiara nella figurazione di una donna, pure interes- santissima, la priva degli elementi necessari di vitalità. Di Raffaele Calzini, novelliere pregiatissi- mo, appare un primo lavoro in un atto, 7/ Laccio (Roma, T. Eliseo, C. Borelli-Bertramo, 18-11) e poco (fopo una forte e interessante coifianedia drammatica, nella quale v'è la figu- razione pittoresca di un temperamento semi- .selvaggio di donna, commedia che è assai fa- vorevolmente giudicata e applauiita : La fé deità (Torino, C. Talli, 5-1II). Esperimenfa pure per la prima volta, e con successo, la scena, Giuseppina Ferioli con La lontananza dei morti, commedia in 3 atti (Genova, T. Paganini, C. E. Gramatica, 28 X), interessante per abilita di condo.ta, a:'- corchè non immune da inverosimiglianze e da artifìci. E" ispirata dal caso di guerra dello scomparso che ritorna, e sviluppa la conseguenza deiHa circostanza che esso torna sotto nome e personalità d' un altro morto. Diversamente ispirata dalla guerra, o alme- no dallo stato economico della guerra, è Lu Pioggia d'oro, commedia in 3 atti di Giusep- pe .Adami (Genova, T. Paganini, C. Di Lo- renzo-Falconi, 20-1), la quale ritrae la società c'd dopo-guerra, nella febbre del godimento, che succede a quella del rapido arricchimen- to • anche questa commedia parte (Ja una ^dea meglio verbalmente formulata che sceni- camente figurata. Ebbe però buono, se non durevole successo. Meno buono lo incontrò, dello stesso Ada- mi : Tacito, commedia in 3 atti (Milano, T. Olympia, C. Ruggeri, 5-Vl), della quale è pure felice lo spunto : l'eloquenza suggestiva che ha talvolta il silenzio di un uomo in quanto è creduto indizio di pensieri e forze recondite... che egli non ha. Raggruppiamo ora le notizie dei saggi più notevoli del cosiddetto « Teatro cerebraie » o per meglio dire delle tendenze nuove, e non ptranco ccn determinate, del Teatro. Dei Pirandello due commedie non ebberv felice esito : l'una : L'Innesto (Milano, T. Manzoni, C. Talli, 29-1) ebbe un successo coiitrastato ; l'altra, un « apologo » in 3 atti : L'uomo, la bestia e la virtù (Milano, Teatro Olympia, C. .A. Gandusio, 2-V» fu Jisaf- provata. Deir.Antoneili piacquero invece tanto La Fiaba dei tre Maghi, « avventura fantastica » in 3 atti (Milano, T. Olympia, C. Gandusio, IV), quanto Bernardo l'Eremita, commedia in 3 atti (Midano, T. Olympia, C. Gandustio, 5-XIl), che è rifatta su una precedente com- media delio stesso autore : Il Convegno (Pa- via, 1913). La prima è una bizzarria, nella quale si assiste agli effetti di un scommessa fatta da tre Maghi — della Verità, delia Giu- stizia e della Poesia — i quali hanno un giorno per uno influenza sugli umili mortali : e vince il Mago della Poesia. La seconda è una ironica commediola, nella quale un uomo si sostituisce a un altro in qualità di fidanzato, e riesce così contro la propria volontà a sposarsi lui invece dell'al- tro : è arguta e piacevole. Del Ro.«so di San Secondo si ranpresenta- rono tre drammi : Per fare l'alba, in 3 parti (Roma, T. Arsi • ■ li. con successo); MARIA MELATO — 177 .Imjrii, in .< atti (Moder.a, T. Storchi, (". Borelli-Bertramo, 29-V> con succejsso freddo, e La Bella Addormentata, « avventura colo- rata » in 3 atti (A\ilano, T. Olympia, C. Talli, 13-VI!>, con successo contrastato all' ultimo atto, la prima volta, e completo nelle repli- che : e delle tre quest'ultima è la più ori- ginale e quella che meglio rivela il talento personalissimo dello scrittore siciliano. Del Veneziani piacque mediocremente ; La Galoppata delle tartarughe, commedia sati- rica in 3 atti (Trieste, T. Verdi, C. del « Tea. t"o F.clettico », in primavera; e non piacque: Io prima di te, commedia in 3 atti (Roma, T. Argentina, C. Talli, autunno) di cui fu- rono esperimentte due interpretazioni : una d'intonazione comica, la prima, e l'altra drammatica (Torino, C. Di Lorenzo-Falconi). Vederne !a singo'are prefazione dell'autore in Comoedia. Di Luigi Chiarelli ebbe poca fortuna : Chi- mere, commedia in 3 atti (Torino, T. Cari- gnano). Buon esito ebbero invece due lavori di En- rico Cavacchioli : L' Uccello del Paradiso, « confes.«^ione in 3 atti » (Torino, T. Carigna- no, C. Talli, 19-111), imperniata su un perso- naggio, « Lui », che è fuori del tempo, e rap- presenta forse l'immagine della morte dinanzi alla quale le anime si svelano ; anche quelle di una madre e di una figlia aspramente rivali in aimore : Quella che t'assnwiglia, «visione in ^ atti » (Torino, T. Alfieri, C. Di Lorenzo- Falconi, 26X1), è un dramma di guerra — l'infedeltà della moglie per .la scomparsa dei marito — nel quale l'autore sviluppa e amplia il procedimento di disgrega7Ìone dei personag- gi, concretando in figure sensibili — un fan- tasma, due fantocci e altre figure — certi sen- timenti, certe idee foncamentali dei caratteri Il dramma (presenta la ricostituzione della fa- miglia intorno al marito che totina cieco dal- l'orrida prigionia. E finalmente ebbe buon esito // fantoccio, « verità inverosimili in 3 atti tragicomici » d'i Osvaldo Canitoni-Giibertini, commedia nella quale la coscienza dell'individuo è rappre- sentata" materialmente da un fantoccio di le- gno e i « bassi sentimenti » da un moro (in carne eid ossa) (Firenze, T. NiccaUni, C. F*al- marini, 13-V). Per quanto il suo titolo potesse trarre in errore, VAcìdalia, commedia in 3 atti di Da rio Niccodemi (Genova, P. Margherita, C. Gandusio, I4-III), non appartiene al «Teatro cerebrale » : ha sole intenzioni comiche : t A- cidalia » è uno c'ei tanti nomi di Venere : e in questa commedia i! Niccodemi presenta un bel tipo di filosofo che si amareggia oer non essere stato mai tradito da una donna, e viene poi a scoprire d'esserlo stato... ab- bondantemente Ha f tte quelle eh' ha cai o- sciute. La commedia ebbe freddo successo, ira entrò poi nel le'crtorio Ji nio'tz Com peonie. La commedia in 3 atti del romanziere Sal- vator Gotta : La nostra ricchezza, presenta quel contrasto economico-sociale che ha per MARIA MEI \T( — 178 — (Fol Badodiì contenuto la proprietà terriera, caratteristico c'è! periodo del « dopo-guerra » : qui in spe- cial modo fra un vecchio, tenacemente attac- ANTONIO GANDUSIO {Fot. !Badodi) irese (Napoli, T. Fiorentini, C Zacconi, 21-11); /us prirnae noctis, commedia di ,'s- copo D*Ajenz,a (Napoli, P. Giacosa, C. E. Gramatica, marzo); A Trieste! dramma di Er- njLv.ì Ferri (ad Altavilla Irpina) ; // Redattorj di notte, un atto di Baccio Bacci (Firenze, T. Verdi, C. Monaldi, 22-IV) ; // Giudice, dram- ma in 3 atti di Piero Ottolini (Milano, T. Fi- lodrammatici, I4-IV) ; Tigrette, commedia di A\ercedes De Personali ed Ugo Bitetti (ad Ancona, C. Bitetti) ; L'Intesa, commedia in un atto di Gino Rocca (Torino, T. Alfieri, C. Gandusio, aprite) ; / giuocatori, 3 atti di Ore- ste Poggio (Torino. T. Carignano, C. Chian- toni, maggio) ; La via del sogno, dramma in 3 atri di (tesare Brightnti-Rosa (Firenze, T. Ver- di, C. Majeroni, 17-V); Sei poema, bozzetto di Nino Sorgenti-Miorandi (Rovereto, T. Ros- sini, C. «Grand Guignol », maggio); Il giuoco dei milioni, co!Tim«dia in 3 atti di Luigi Motta (F'renze, T Verdi, C Majeroni, 2fi-V) ; L'uh ■cato alla propria terra, e un giovane della Aua famiglia, imbevuto di idealità umanitarie, di rivendicazioni sociali. Fu rappresentata al- r« Olympia » di Milano dalla Comp. Carini- Gentilli, il Ì6 settembre). Di Alfredo Testoni : Lionello Spada, qua- dro della vita artistica del Seicento bologne- se (Torino, T. Carignano, C. del « Teatro Eclettico», 25-XI), ebbe scarso successo. Altri lavori rappresentati in quest'anno so- no : Gioco triste, commedia di Flavia Steno e Willy Dias (Genovt, T. Paganini, C. Di Lorenzo-Falconi, gennaio) ; Anima trentina. dramma in 3 atti di Don Antonio Rossaro (Rovigo, gennaio); L'ora che volge, un atto, e // Quartetto dei ciechi, un atto di M. Ca- mussi ed Alfredo Vanni, Lampada del foco- lare, e. in 3 a. di Alfredo Vanni, La campa- nella di Liszt, bozzetto di Franco Saba (tutte rappr. al « Valle » di Roma, nel gennaio, dal la Comp. del « Grand-Guignol ») ; Il nido del cùcùlo, commedia in 3 atti di Cesare Demaria (Torino, T. Alfieri, C. Galli-Guasti-Bracci, 27-1); Femminilità, un atto di Jacopo D'Ajen- /a, e II Diavolo nero, dramma in 3 atti di Giulio e Gii!seppe Bucciolini, entrambi con successo contrastato a Firenze, T. Niccolini, Ton-.p. di E. Gramatica, febbraio) ; L'Inter. Jizione, comnvedia in 3 atti di Federico Sa- ^ LUIGI CARINI timo nemico, dr. in 3 a. di Piero Mazzolotti (Torino T Carignano, Comp. A. Chiantoni. I9-V) ; // baro dell'amore, commedia in 3 a. di Amalia Guglielminetti (al PoLteama Chiarella di Torino, il 27 maggio, dalla Comp. Di Lo- renzo-Falconi) ; Espiazione, dramma di Cesare — 179 — . Brighcnii-kosE (« Politeama » ai Piacenza, (.:. Tempesti, giugno); Il Conquistatone coir. inedia di Luigi Maggi (alFa .Ajgeniina » di Roma, C. Palm^ini, luglio) ; Le due morali, commedia in 3 atti di Giuseppe Lazzarino (Casino Boario, C Panipucci) ; Addio, sogno, i atti di Luigi Motta (Torino, T. Carignano) ; Un giorno d'aprile, e. in 3 a. di Alfredo Van- ni (Roma, T. QuirtnO^X. « Grand Guignol », iitglio) ; La Signora a Vent'anni dopov, com- media in 3 atti di Oreste Poggio, giudicata garbata e applaudita (Milano, T. Olympia, C. Bitetti, 12-Vlll); Don Giovanni Verità, un episodio di Mario Ricci (Padova, T. Gari- baldi, C. Zoncada, agosto) ; Lupetto, 1 atto di \'. Mariani, e Un pugno in carcere, un atto di Gaetano Polver (entrambi al « Quirino » di Roma, in agosto, dalla Comp. del « Grand Guignol b) ; // Peccato originale, in 3 atti, di A. Pirai^zoli, disapprovvato (Milano, T. Olyn:- pia, C. Bitetti, 27-VIin ; Le vacanze di Lo. letta, 3 atti di Mario Ottolenghi (Milano, T. Manzoni, C. Ferrerò - Celli - Paoli, 15-IX); L'uomo in frack, dramma in 3 atti di Tom- maso Smith (Roma, T. Valle, C. Monaldi, settembre) ; Le due mogli, « mimo » in 3 atti di Federico Tozzi (dal Decamerone) (Firenze, T. Nazionale, C. Borelli-Bertramo, 22-IX), ri- tirata daill'autore dopo la rappresentazione in- fausta di Milano, dicembre) ; Chi troppo vuo- le..., commedia di Alberto Molina (Pavia, T. Guidi, C. Riva - Lotti - Fortis, 30-lX) ; Dall'ignoto, dramma in 3 atti di Silvio Be- nedetti (Este, C. Zoncada, ottobre) ; Come vuoi, cara!, comm.edia di Oreste Poggio (To- rino, T. Rossini, C. Baghetti, ottobre); L'A- mico e la ventura, tenue ma graziosa com- media in 3 atti di Enrico Serretta, applaudita (Brescia, T. Sociale, C. Di Lorenzo-Falconi, ottobre) ; L'amica di Dante, commedia di Lui- gi Passerini (Parma. T. Reinach, C. Bitetti, 24-X) ; Il Taglione, 3 atti di Attilio Tedeschi (Verona, T. Ristori, C. Bitetti), senza succes- so ; Il Prodigio, dramma in 3 atti di Virgilio Gozzoli (che ricorda Più che l'amore) (Pistoia, T. Mabellini, C. Botti-Calamai, novembre); inoltre, 7 buoni coccodrilli, commedia in 3 atti di Piero Mazzolotti (Torino, T. Alfieri, Com- pagnia Di Lorenzo-Falconi, 18-Xl) ; Chi fa- rà il miracolar, commedia in 3 atti di Dante Signorini e Alfonso Ferrerò (Torino, T. Rossini, lO-XlI); Tristano e l'Ombra, dramma romantico di Alessandro De Stefani (Roma, T. Argentina, C. Talli, dicembre), ac- colto assai male, per la sua artificiosità scon- certante. Al Teatro Romano di Cagliari, il 4 maggio,. Gustavo Salvini rappresenta l'Oreste di Al- fieri. COAVPAGNIE - 191!». Delle Compagnie drammatiche militanti, ». quelle di Virgilio Talli, di Antonio Gandusio e C, di Amedeo Chiantoni, e alla Di Lorenzo- Falconi, rimaste pressoché imimutate nella lor<> composizione, si possono aggiungere la Comp. Carini-Gentilli, diretta da Luigi Carini, con Gina Sammarco; la Comp. di Emma Grama- tica, con Camillo Pilotto, Giuseppina FaJcini, Angelo Moro-Lin, Attilio Bosisio, Amelia CheL lini, Ferruccio Pilotto; la Comp. di Irma Gra- matiza, con Romano Calò ; !a Compagnja del Teatro Eclettico, diretta da Gallieno Sinimber ghi, con Giannina Chlantoni-Sabbatini, Cesare Dondini, Giuseppe Sterni, Bruno Emanuel Palmi, Aristide Arista, Gilda Zucchini-Majone, Giulietta De Riso, Jone Frigerio ; la Comp. di Uberto Palmarini, con Wanda Capodaglio, Jole Cecchi, Lina Simoni, Mario Mina, Cor- rado Raoca, Pio Campa, Bianea Bonivento, Ida Salv'oni, Cesare Ristori; ia Comp. di Aristide Baghetti, con Gemma Bolognesi, Tullia Baghetti, Luigi Lambertini, Arnaldo Firpo, Pierino Rosa; !a Comp. Ferrero-Celli- Paoli, diretta da Ernesto Ferrerò, con Maria Laetitia Celli « prima attrice », Marcello Gior- da. Gemma PineUi, Lina Paoli; la Co:r.p Ruggero Ruggeri, con Vera Vergani, Adele Mosso, Delfini, G. Almirante, Servolini ; la C. Ermete Zacconi, con Ines Cristina, Ar- mando Rossi, Margherita Bagni, Andreina Rossi, Giulio Gemmò; la C. A. Borelli-Ber tramo, diretta da Calisto Bertramo, con Er- r oste Sabbatini, Ernestina Bardazzi-Bertramo, Franco Becci, Elbano Conforti; la C. .4/- fredo De Sanctis- con Mercedes Diaz, Giu- ditta Rissone, Amelia Rossi-Bissi, Abo Ric- cioni, Stefano Bissi, Antonio .Valenti, A. Bozzo; la C. del a Grand-Guìgnol », diretta da Alfredo Sainati, con Esperia Sperani « prima-attrice »;- la C. Leo Orlandini-Bella Starace-Sainati, eoa Manlio iBeirtoletti ; in C Zoncada-D'Orìglia, diretta da Luigi Zon- cada, con Bianca D'Origlia a prima-attrioe », Maria Barach, Alma Dondini-Pasta, G. Ga- leati, Giuseppe Cigoii : la C. Calò-Wnorovfska :: - 180- a C. di Lamberto Picasso, con Giovanna Scotto « prima-attrice » ; la C. Achille Maje- ri)ni; la Comp. Bitetti, con Mercedes De Per- sonali «prima-attrice». NECROLOGIO - 1919. + Muore il 29 gennaio a Napoli uno dei più geniali attori della scena italiana contem- poranea : Ermete Novelli. Può dirsi l'ultimo a comico dell'arte », che la sua facilità a co- gliere i tipi, e a sbozzare i caratteri, con ra- pida intuizione e completa sintesi di ogni particolarità che giovasse a metterli in evi- denza, aveva veramente del meraviglioso. Fi- glio d'art^ nacque a Lucca (il 5 maggio Je! \S1) e nei suoi primi anni girovagò in infime "Compagnie, sino a che dalla Compagnia Vi- taliani-Cuniberti passò a quella di Luigi Be'.- !otti-Bon, e da « generico » a « caratterista » : fu per un anno nella Compagnia Nazionale diretta da Paolo Ferrari, e dopo aver fat: i per qualche tempo Compagnia da sé, si unì lon Claudio Leigheb : poi per moltissimi anni — da! '94 al giorno della sua morte — ebbe r'ompagnia siyn propria, istruendo vna gran quantità di giovani attori. Maestro incompa- rabile quale egli fu. Nel 1900 tentò a Roma d' istituire un «Teatro Stabile», che intitolò ' Casa di Goldoni » : teatro che non ebbe troppa fortiina. Fu un attore enormemente espressivo, comunicativo e versatile : il t5iù grande dei « promiscui » ; seppe passare dal- la farsa alla tragedia con virtuosità senza e- guale. Inniumerevoli sono le commedie e i drammi, ai quali egli prestò il contributo del sud talento agile e della sua arte comunica- tiva : ma alcune interpretazioni inmangono associate al suo nome, quali Michele Perrin, Luigi XI, Un Dramma nuovo. Alleluia, e spe- cialmente quel Papà Lehonnard, nel quale raggiunse le vette supreme dell'arte. Ha la- sciato incompiute le sue memorie, pubblicate in un volume molto interessante (edit. Mon. dadori). + Un'altra dolorosa perdita per la scena italiana fu la morte di Giacinta Pezzana, av- venuta nel novembre ad Aci-Castello, presso Catania. La grande e bizzarra attrice tragica aveva quasi ottant'anni fera nata a Torino il 29 oenraio 1841) e da qualche tempo si era ritirata dalle scene. Ma per molti anni pri- meggiò quale attrice drammatica, fra le mag giori della seconc'a metà dell'Ottocento. Ave- va incominciato a recitare in dialetto piemon- tese nella Compagnia di Giovanni Toselli ; nel '78 fu ai « Fiorentini » di Napoli, ove creò la Teresa -Raquin. la sua pili grande interpreta- zione. Ella portò nella scena italiana la gran- de ratura!e77a de'li recitazione d'alettale, e Liiiai Carini Naroleon» Figaro — 181 - (■Orione I920>» Fot. V arhchi e Artico e Badodi) può dirsi la prima attrice r-ralisi«, in contrap- posto ailc grandi attrici romantiche del suo tempo. Fra le sue più famose interpretazioni tragiche van ricordate la Maria Stuarda, la Medea, la Merope ; recitò anche la Comme- dia con spigliatez/.a e brio — specie le coin- nieJie t-'i Goldoni e una commedia che ella rappresentò sino agli ultimi suoi anni : La Marescialla : ma in nessun dramma ella rag- giunse la potenza, dì suggestione tragica, co- me nella Teresa Raquin, che si associa ormai Indelebilmente al suo nome. -f -A pochi mesi di distanza l'un dall'altro morirono due poeti drammatici : commedio- grafi e librettisti, che nei giovani anni col- laborarono insieme a qualche opera dram- matica : Ferdinando Fontana, morto il 12 maggio a Lugano, dove viveva da vent'anni, nrecedette nella tomba il suo amico Luigi lì- lica, morto il 16 dicembre a Castellarquato, presso Piacenza (suo borgo nativo) : l'uno a (i9 anni, l'altro a 62. Alla collaborazione dell'Illica e del Fontana si deve una interessante satira dei legittimi- sti francesi : / Narbonnerìe-Latnur. L'illica scrisse altre commedie, che però ebbero scarsa fortuna sulle scene {Gli ultimi Templari, Il Conte Marcello Bernieri, Herik Arpad Tekeli), ed una in dialetto milanese : L'Eredità del Felis, che ebbe inivece grande successo, e che è considerata la sua opera migliore, ed i3na delle più belle commedie del repertorio milanese ; compose poi una gran quantità di libretti d'opera, con facilità e fan- tasia (fra i migliori VAndrea Chénier, il Cri- stoforo Colombo, la Siberia, Le Maschere, Iris e La Bohème, in collaborazione con Giu- seppe Giacosa). Arche il Fontana è autore di molti libretti, scritti con facile vena {l'Edgar, Le Villi, VAs- ra'él), e di una commedia in dialetto mila- nese, che ravvivata dalla geniale comicità di Ferravilla, fece ridere tre generazioni di spet- tatori : La Statoa del sur Incioda. Negli ul- timi anni diede alle stampe una Leggenda di Edipo, dramma in versi. + Giuseppe Polamidessi, morto nel maggio a Mila-no, in e:à di 80 anni, fu un buon attore Li-illante, che aveva la specialità delle paro- die musicali (il suo cavai di battaglia era II Casino di Campagna). Figlio di un avvocato, lasciò gli stijc'i di legge all'Università di Pisa per entrare in arte : nel '74 fu con rEmanuel, ma quasi sempre poi « guitteggiò » in pic- cole Compagnie, e fini in miseria. -(- Sono morti ancora durante l'anno : Ca- rolina C. Luzzatto (a Gorizia, sua città na- tale, più che ottantenne), che scrisse alcune commedie storiche : Pietro da Cortona, Gia- como Leopardi, L'adolescenza di Agnolo Po- nzano ; Salvatore Mormone (morto a Napoli nel novembre, in tarda età), autore e critico drammatico ; Gino Jannone (morto nel giu- gno), autore di varie commedie; Angelo Dolft' (morto nell'aprile a Firenze, ad 88 anni), ^'iornalista, autore e traduttore di commedie ; Luigi Ferrati (morto nell'agosto a Siena, in una Casa di salute, fu modesto attore, che lecito in primarie Compagnie, ultimamente in quella eli Ermete Novelli ; Ettore Baccani (morto il 26 ottobre, a Roma), attore che re- citò con la Duse e la Vitaliani, e finì in teatri' più che modesti, dove era popolarissimo. CESARE LEVI. 1920. {Ceneri: 18 febbraio; Pasqua: 4 aprile). Per non modificare il criterio col quale quiesta cronistoria è stata composta fin qui da- Cesare Levi, Io seguiamo anche per il 1920, sebbene sia intendimento degli Annali di se- guirne per l'avvenire uno più rigorosamente cronologico - o almeno far luogo anche a una disposizione cronologica delle opere che non possono trovar posto in questo volume. La enormità del lavoro ci ha costretti a sacri- fici di chiarezza, di rigore e di attrattiva. Il più grande successo dell'aano è stalo conseguito, sul cac'ere dell'anno stesso, da- un lavoro assai singolare di forma : Sly, dramma in 3 atti, in versi, di Giovacchino' Forzano (Milano, T. Olympia, C. Ruggeri, 23-XI). Esso ha per secondo titolo : ovvero La leggenda del dormiente risvegliato. È in sostanza lo sviluppo e la trasfigurazione della Bisbetica domata : Sly è un ubriacone cui" un signore burlone fa il cattivo scherzo di farlo trasportare addormentato nel suo palar- — 182 — ■/o dove gli sarà fatto credert ch'egli è un riocone. or ora guarito da una nialattia men- tale per la quale si credeva un povero pez- zente. 11 Forzano ha trasformato il volgare beone in un poeta vagabondo, men volgare ma sempre beone, e gli ha fatto incontrare R. RUGGERI : Sly [Fot. "De Marchi] ■1 risveglio una donna, l'amante del signore, che lo befferà, nella quale egli concreta tutti i suoi sogni di amore, di bellezza, di poesia, di felicità. Ma quando egli la bacia, la beffa del burlone lo schiaffeggia e lo ripiomba nella sua miseria. Dalla quale ormai non po- trà uscire che morendo. Il lavoro è composto con una tecnica non comune, e che lo avvi- cina alla forma del dramma lirico : ma è animato da tanta sincerità e condotto con tanto accorgimento che si impone all'atten- zione e alla commozione del pubblico, tamto per l'elegante scioltezza dei suoi versi quanto per l'intrinseca poesia che è nella situazione. Il Ruggeri ne dà una figurazione scenica squisita. Il dramma ebbe una trentina di re- pliche a Milano. Per opportunità di discorso, ricordiamo qui dello stesso Forzano, un lavoro non nuovo ma da lui rinnovato con l'aggiunta eli un terzo atto: Le Campane di San Lucio che ha avuto ripetuto, se non artisticamente ele- vato, il buon successo ottenuto quando era in due soli. Nella nuova edizione apparve a Milano (T. Olvmpia, C. Galli-Guasti, 7-Vt. Tre lavori nr.ovi di Luigi Pirandello sono stati rappresentati 'in quest'anno : Tutto per bene, commedia in 3 atti (Roma, T. Quirino, C Ruggeri, 2-IIl| è uno dei lavori più arti- ficiosi che si possano immaginare, costruito su una complicatissima base di antefatto. 11 fatto però è semplice : Martino Lori, vedovo da sedici anni, fa sposar la figlia, e in tale occasione viene a sapere che essa è nata da una colpa della sua compianta moglie, per la il cui memoria egli ha sempre avuto un culto religioso. Il crollo ci ogni ragione ai suoi sentimenti è tanto più tragico in quanto egli s; a»vcde pure che intorno a lui tutti crede- vano ch'egli sapesse (compresa ia figlia) e che si acconciasse per incoscienza o altro men puro motivo, all'amicizia veramente ec- DINA GALLI (Fot. -BaJodi) cc.»isiva del suo amico, padrino della figlia, protettore di hii e benefattore della famiglia 183 — Il risveglio di que^t'uonio, e il tumulto del suo sdegno, e l'impeto della sua rivolta for- mano un groviglio psicologico sul quale il Pirandello giucca le sue complesse virtuo- sità dialogiche, li dramma è condotto da que- ste ad una conclusione acremente ottimistica : si avviva da allora per Martino, dacché tutti sanno la verità e tutti si persuadono della sua cecità profonda ma pura, intorno a lui '.in'aura di simpatia e d'amore che rimette « tutto per bene ». Il lavoro ha avuto un buon successo. Il Ruggeri ne fu eccellentis- simo interprete. Come prima, meglio di prima, commedia in .1 atti dello stesso autore (Milano, T. Manzoni, C. Ferrero-Celli-Paoli, 4-VI). In breve l'argomento di fatto è questo : Fulvia, tentando di uccidersi, si è ferita ; dal marito chirurgo, accorso nel piccolo paese ove ella aveva trascinato l'estrema ignominia della sua vita con un fanatico amante, è salvata ; è riamata, è resa madre e ricondotta alla casa coniugale, dove vive la prima figlia di lei cui fu fatto credere che la madre fosse morta. Fulvia le torna vicino, sotto il falso nome di seconda moglie del padre. Ma la fanciulla la odia, come l'usurpatrice indegna di un posto sacro alla memoria della madre. Fulvia esa- sperata le rivela l'essere suo. e nel suo furore insofferente di freni e di menzogna, sembra vagheggiare una seconda e definitiva fuga dal tetto coniugale con la piccola seconda figlia che le è nata. E questo il fatto sul quale il Pirandello ha intessuto una sua trama verbale fittissima di argomentazioni paradossali e di acuti e vi- gorosi scandagli nell'anima femminile. La ma- teria d'os.servazione ha scabrosità sanguinanti e l'autore la' tratta con quella freddezza che par crudele ed è provvida con la quale il chirurgo frugherebbe una piaga. Anche in que- sto lavoro vi sono scene di rara efficacia ed espressioni di personaggi interessantisime. La commedia ha avuto un eccellente successo : e nella Celli una ottima interprete. FI terzo lavoro del fecondissimo scrittore è La signora Morii uno e due, commedia in 3 atti (Roma, T. Argentina, C. E. Gramatic-a, 12-XI). Non ebbe successo. La commedia presenta il caso della moglie che, abbando- nata dal marito, ricostruisce la propria vita con un altro. Quando dopo molti anfii il marito ritorna, essa si trova impigliata in una situazione d' cui il caso della malattia di un figlio mette in evidenza i contrasti e i controsensi. La commedia fu giudicata fra le meno felici e delle più affrettate del Pi- randello, sebbene sia forse più vicina, in fat- to, alla verosimiglianza, tradizionalmente inte- sa, dell'azione drammatica. Suscitò vive discussioni ed appassionò pub- blico e critica il liramma di Lorenzo Ruggi ; Mezzaluna, in 3 atti (Bologna, T. del Corso, C. Zacconi, 9-Vl) nel quale l'autore ha tratteg giato cóin vigorosa sobrietà il carattere di un nuovo ricco, che ascendendo i dorati gra. dini cella scala sociale conserva la sua rude e onesta semplicità, ma aspira più per la sua famiglia che per sé, ad ambientarsi di- versamente. La stessa aspirazione, meno schietta e meno pura, travolge da sua se- conda moglie, in una misera avventura con un nobile ozioso e decaduto, e ferisce Ja sua figliuola che per quel campione di una no- biltà poco degna di resistere ai tempi nuovi, nutriva qualche affetto. La scoperta della colpa della matrigna e la rivelazione che ne ha il padre, offrono materia dì scene non ori- ginali, ma di ottimo effetto e di egregia fat- tura. Il dramma tuttavia, per certa sua am- plificazione verbale vòlta a dimostrare la e- strema lentezza dei progressi di coscienza in una famiglia e in una civiltà, sebbene nobil- mente si esprima, non sembra presentare in perfetta fusione gli elementi drammatici e dialettici di cui è composto. Ha avuto for- tuna diversa, ma generalmente buona. Lo Zacconi ne è interprete superiore ad ogni elogio. Due piccole commedie in un atto ha dato al teatro Sabatino Lopez, due di quei suoi studi di figure in cui sembra compiacersi la sua raffinata scaltrezza di commediografo quanto la sua inc'ulgente bonarietà di osser- vatore. Si chiude (Milano, T. Olympia, C. Di Lo renzo-Falconi, 16-1) rappresenta graziosamente la piccola improntitudine di un ricco mer- cante genovese che, deciso a ritirarsi dagli affari, gradirebbe procurarsi un po' di svago con lipa signorina sua impiegata che ha, in- vece, qualcuno che la interessa di più. Schiccheri è grande' (San Pellegrino, C Fa/lconi, P-VII) esprime ia soddisfazione di 184 — \in modesto dentista di piccola provincia che tra chiacchiere e ingegnosi espedienti trova marito a due nipoti. I due lavori, garbatissimi e appiauditissimi, ebbero in Armando Falconi un interprete im- ARMAXDO FALCC N! seccabile e il secondo anche una interf^rsts jeliziosa nella signora Migliari. Insieme al precedente lavoro fu rappresen- tato : Ma non lo nominare, una gaia scena Ji stazione climatica, dialogata con spirito da \rnaldo Fraccaroli. La commedia in 3 atti : Crepuscolo (Mila- no, T. Manzoni, C. De Sanctis, 18-!!!^ è il i^rimo !avoro co', quale Luigi Tonelli, autore li pregevoli \olumi di critica, affronta il pal- ■oscenico. È ispirata dal dopo-guerra e cerca ritrarre lo stato d'animo «crepuscolare,» nel quale si trova il genere umano che ha com- battuto ila guerra, fra la cupa notte della coscienza guerresca e l'alba di una coscienza rinnovata nella pace. Il lavoro si giova a questo scopo di figurazioni caratteristiche se non sempre adeguate, come la crisi d'affetto che attraversa la moglie di un generale 'reduce dalla guerra tanto glorioso quanto amareg- c;iato dall'irragionevole avversione del paese 'ier i salvatori della patria e più per i mezzi he usarono, necessari alla salvezza. L'ar- dimento essenziale della commedia sfugge ad dna p''ecÌ3Ìope forma'e c'i espressioni teaTali, e deve quindi ripetere da svolgimenti ver- bali, p^rò nobi^lmente congegnati, l'interesse che dovrebbe emergere più che altro dagli atti. Nonpertanto il lavoro ebbe accog'.icn.'e assai lusinghiere, quali eran dovute alla prima opera drammatica di un austero studioso del teatro e di un critico dottissimo. Schumann op. 46, dramma di Gino Dame- rini (Trieste, T. Comunale, C. Ninchi, 29-X). La commedia è in 5 parti raggruppale con ingegnose trovate in 3 atti, e così pel conte- nuto 'Come pel suo svolgimento si stacca, da aitri tentativi di teatro moderno. !1 pubblico, interessatosi fin dapprincipio al lavoro (che non presenta, neppure alla 'ine degli atti, al- cun appoggio per i consueti successi di chia- mate), dal chiudcsi del secondo atto in poi, disorientato, si divise in due partiti dei quali uno applaudiva e l'altro disapprovava. La critica dei giornali cittadini, pur con riserve circa i risultati ottenuti, mette in valore il carattere del tentativo d'arte. Nella « Nazio- ne», Silvio Benco lo definisce uno «strambo dramma ». Accennato agli elementi di ca.-at- ALFREDO DE SANCTIS [Fot. Variichi e Artico) tere poetico-fìlosofico del lavoro e al fatto che giustifica il titolo, che la Sonata di Schum.ann « ha dato al dramma l'atmosfera che doveva nobilitarne la condotta bizzarra e creare agli elementi dispersi un'unità misteriosa », il Benco prosegue osservando che « la costru zione tecnica del lavoro lo distingue da tutti gli altri, in quanto si fonda non su la conti nuità ideale traverso la dispersione delle si- tuazioni sceniche. N«l primo atto il palc»- 185 scenico è addirittura diviso in due a prepa- rare l'animo al parallelisino di due azioni di- stinte. La concezione — seguita il Benco — tra ingegnosa, alcune scene hanno ricevuto dallo squisito senso letterario dell'autore uno svolgimento acuto e delicato, specialmente quella principale del terzo atto ». Il lavoro, e perchè difettoso e perchè in contrasto con inveterate abitudini mentali del pubb'.ico, non ebbe lieto esito. Non fortunato incontro ebbero due lavori di Gino Rocca : Le liane (Roma, T. Argentina, C. TfiUi, 16-V) è un dramma in 3 atti, che si svolge in una colonia africana, nel quale è, figurato, non sempre con sufficiente chia- rezza, il contrasto di due razze : la bianca che domina, la negra che serve ; tutto questo ANNIBALE BETRONE contrasto diventa tragico, intorno ad una don- na, nell'animo di un meticcio che subisce tanto il fascino imperioso di un bianco e quelJo della donna, quanto l'oscuro dominio di -alcuni istinti dei negri. Dramma complesso e interessante nelle intenzioni ; meno efficace scenicamente di quanto sarebbe desiderabile. L'autore lo ha poi modificato. Primo amore è un altro dramma, cupo e disperato, sulla gelosia di una madre .per la fidanzata del figlio che le è morto : essa pre- tende da questa fanciulla una fedeltà al pri- mo amore, che ha oppressioni crudeli (Mila- no, T. Manzoni, C. Ferrero-Celli-Paoli, 24 giugno). Di carattere prettamente romanzesco, ma con numerosi riflessi esotici, anzi africani, è il dramma in 3 atti di Amedeo Gherardini : La Preda (Venezia, T. Goldoni, C. D'Origlia- Zoncada, 28-IX) che ebbe un successo freddo. / Peggiori di Lina Foretto De Stefani (Mi- lano, T. Olympia, C. Talli, 8-1II) è una com- media di struttura e di concezione tradizio- naliste, che ebbe discreto, effimero successo. Alberto è un giovane nobile e dissipatore ; Nanda è la figlia capricciosa e avventurosa d'i un ricco borghese : l'indole e i vizi dei due giovani li fan considerare dalle timorate co- scienze di uno zio di Alberto e dalla famiglia di Nanda come i peggiori soggetti. 11 senti- mento che avvicina i temperamenti affini dei due giovani seconda mirabilmente le segrete aspirazioni delle due famiglie, ma acuisce pu- re la sensibilità già raffinata di Nanda e di Alberto che rischiano di smarrirsi e di ren- dersi infelici in un groviglio di dubbii reci- proci sulla sincerità dei rispettivi sentimenti ; poiché Alberto rovinato restaura la sua for- tuna con la dote di Nanda, e Nanda restaura Lol nome di lui la sua reputazione. Ma nes- suna bassa intenzione ha viziato i loro senti- menti... A vita nuova di R. L. Borsotti (Milano, T. Manzoni, C. Ferrero-Celli-Paoli, 4-VII) è lina commedia in 3 atti che vuol rappresen- tare, lo sgomento rhe la necessità di mettersi e lavorare produce in una famiglia nobile e già ricca, rovinatasi per l'albagia del suo ca- po che crede onorevole soltanto l'ozio. Io sfarzo, il lusso... Non è ignobile, secondo costui, prendere danari a strozzo e ipotecare palazzi e tenute per mantenere servi, pa- ttare baldorie e far vita di club e di bische : ma abbassarsi al lavoro? Ohibò! Per fortuna i suoi figliuoli, pure malissimo educati, si pie- gano più o meno dolorosamente alla necessità, vincono l'aimarezza, superano il pregiudizio fkaterno. correggono l'inettitudine propria e si — 186 — fan capaci di vita nuova : la fanciulla è pit- trice, il giovanotto si impiega. Disgraziata- mente all'idea che poteva dar luogo ad una buona commedia, non corrisponde il lavoro, che appare un racconto dialogato (e non ma- le) piuttosto che una commedia. Di Luigi Passerini sono state rappresentate tre commedie : due, cioè I ladri, in 1 atto, e La via dell'alcova, in 3 atti (Napoli, T. Fio- rentini, C. Bitetti, maggio) e una. La sosta, in ^ atti (Roma, T. Argentina, C. E. Grama- lica. "S-XII). La prima e la seconda furono applaudite: la terza non ebbe esito felice. L'amorosa follia, tragedia in 3 atti, in versi, (.'.i Domeni.'o Tumiati (Roma, T. Costanzi, C. Ninch;, ll.V), ottenne freddo successo. 11 poeta ferrirese ha volute rappresentare, nella fastosa Corte dei Farnesi, a Roma, sul ca- lere del '500, il sublime sacrifìcio d'amore che compie un cavalier Liello de Liei alla domia che ama e che è di lui follemente ge- losa : bellissimo della sua persona, egli vo- lontariamente si deturpa, per offrire alla sua donna, Livia Falconieri, il suo cuore nudo. Ma, dopo varie vicende, vedencio come il suo s:icrificio non sia stato compreso, e la donna mostri orrore di lui, si uccide. In questa tra- gedia, che agilm.ente si snoda nei più freschi e spesso alati endecasillabi, manca quell'aura di pura fantasia che avTebbe fatto accettare quest'azione così assurda : il poeta tragico ha voiluto invece, in un ambiente storico definito, materiali/zara dei personaggi. La tragedia, nello stile e nei carattere, ha uno schietto sapore romantico. Più in alto, commedia in 3 atti di Paolo Teglio (Alessandria, C. Chiantoni-Masi-Don- dini-Zucchini, luglio). L'autore è francese, ma per lunga consue- tudine di dimora e di lavoro, può considerarsi anche italiano : la sua origine si palesa nella sua ipreferen7a di stile e di concezione per le vicenide drammatiche complesse, combinate e evolte alila francese. La commedia è tutta nel- la rivelazione di un segreto, preesistente al matrimonio, che una moglie fa al proprio ma- rito. Questi è un ingegnere inventore di un motore da aviazione ; volontario, per esperi- mentarlo, rischiosamente, è un giovane : il figlio segreto della moglie dell'ingegnere. La prova ardua si compie felicemente : e una certa tendenza dei sentimenti dei coniugi a librarsi più in alto delle comuni miserie, as- socia in una sola ìmrtvagine il fatto e l'idea della conimedia. Abile e dignitosa. Fu ap- plaudita. Colline filosofo, commeoia in 3 atti, un* prologo e un epilogo di Carlo Veneziani (To- rino, T. Carignano, C. Carini-Gentilli, no- vembre) : sviluppa rapidamente in episodi di imitazione della Bohème, la figura rimasta in penombra, tanto nel romanzo, quanto nella commedia, di Colline, e della sua meschina fine in un matrimonio qualunque. Il lavoro, sebbene abbia tratti garbati, non accresce merito, né forse fortuna, all'autore dal quale il pubblico si attende qualcosa di più ori- ginale e di più robusto. Ghino di Tacco, poema drammatico di Et- tore Giaquinto (Torino, T. Carignano, C. Carini-Gentilli, 21 -IX), ebbe buon esito, se non c'uraturo : svolge una avventura roman- zesca del famoso bandito senese, innamorato d'una Loisa Tornaquinci. Non rappresentato, ma pubblicato da « Mo- dernissima », si segnala un altro poema dram- matico, in 4 atti, di Oreste Giordano : si intitola Fiammetta, e canta gli amori di Gio- vanni Boccaccio e .Maria d'.\quino. La nuova commedia in 3 atti di Alessandro Varaldo : Un marito innamorato (Torino, T. Carignano, C. Talli, ti-XII) non ebbe grande successo. 11 marito attempato di una giovane sposa la sospinge all'adulterio che ritiene inevita- bile; ma la trattiene sull'orlo del precipizio. Strana idea di commedia, di ricco svolgimento verbale, ma poco chiara e poco persuasiva - Furono pure rappresentati in quest'anno : Sevicata d'aprile, commedia in 3 atti di Paola Riccora (ca una novella della Dordogne) (Fi- renze, T. Niccolini, C. FaruUi, 25-V> e Tuffo di Venere, di Anna Maria Nessi-Piantanida (Milano, T. Filodrammatici, C. di dilettanti, 29-V) ; due 'averi simili : La spira di Giu- lio Francesconi, e / Due Mariti, in 3 atti, di Luigi Rossi (Napoli, T. Fioaientini, C. Bitetti, maggio) ; due drammi di Cesare Bri- ghenti-Rosa :L'>Ive Maria del cattivo tempo e Come il sogno si muta (Piacerua, C. Riva- Lotti-Fortis, marzo) ; Fiori di Calicanto, dramma di Luigi Persichetti (scelto dalla So- — 187 cietà degli Autori di Roma) (Roma, T. Ar- gentina, febbraio) ; // Maggiore Arnaldo, drarruna di Giuseppe Schiavo (Savona, T. Colombo, maggio) ; L'Aquila del Vespro, poe- ■;>a drammatico cii Federico de Maria (Paler- mo, T. MissÌTio, primavera) ; Uno nell'om- bra, con^media in 4 atti d'i Enrico Roma (Roma, T. Q'iirmo, C. Boriili Hiperno. 26- V) ; Biancospino di I-ranco Spada (Padova, T. Garibaldi, C. D'Origlia-Zoncada, Ji.Xl). Di Giuseppina FerJoli, urna comimedia in 3 atti : Quell'altro amore (Torino, T. Cari- _gnano, C. Ferrerò Celli-Paoli, maggio). Di Cipriano Giàchetti fu applaudita, a -irenze, l a Parentesi, commedia in 3 atti (T. Ntcoolini, C. Berti-Bolognesi, 16-VI) che svolge, con una certa acutezza di osserva- zione e una nitida espressione, il giuoco dei :=entimenti ne! monotono decorso della vita coniugale, aspramente interrotto dalla paren- tesi dell'infedeltà. Pilad« Vecchietti ha, con una commedia in 3 atti. Io e il mio sosia (Torino, P. Chiarella, C~. Gandusio, 6-VIII), un successo discreto. Eb'ne un successo assai minore : Un uo- mo onesto di P. Ottolini (Roma, T. Quirino, C. Ferrero-Celli-PaoH, 19-Vni). Sorte infausta ebbe La Guardia alla Luna di Massimo Bontempelli (Milano, T. Olym- pia, C. Talli, 15-III), che ha pure una rara nobiltà di argomento : il dolore di una ma- d-e CUI è morta la fìgliuoletta. Il dolore le si cristallizza in una idea fìssa : che la luna le abbia rubato, col suo gelido raggio, la creatura, e si possa e si idebba impedire alla luna sterminatrice di pargoli, di penetrare ancora con la sua luce micidiale sulla terra. La povera madre si affanna a cercare per il mondo lo spiraglio dal quale la luce piove su di noi. e nel triste viaggio le avventure e gii incontri più strani han feroci contrasti con quella sua demenza chiara che finisce in una morte disperata.- Il dramma, monocorde e ti'tto costretto in linee verbali e in quadri scenici discordi, " non ebbe la virtù di com- muovere. Primavera, notturno scherzoso di Rosso di Ssn Secondo (Milano, T. Olympia, C. Talli, I4-VII), è !a fusione scenica di due novelle ■■i svolge due favole di salace comicità col ritornello degli effetti inebrianti della prima- vera. Ma la stravaganza dei fatti che non assurge a caricatura, e la sproporzione lette- raria fra ciò che avviene sulla scena e ciò che si dice ad abundantiam' dai personaggi, aggravano oltre ogni giusta misura il lavoro e lo deformano spesso. Fu disapprovato. le strade della terra, dramma in 3 atti di R. .[acuzio-Ristori, ebbe sorte non lieta a Roma (C. Carini-GentiWi) e a Milano (21- XII) : lavoro oscuro, mal certo, in cui appena qua e là affiorarlo, sulla pletora verbale, in. tenzioni d'arte che sarebbe difficile e ingiu- sto giudicare da questo primo e immaturo frutto. // Sole di Occhiverdi, fiaba in 3 atti di Giuseppe Fanciulli (Milano, T. Filodramma- tici, C. G. Tumiati, 5-II). L'autore di que- sta fiaba in azione che dà l'impressione di un tuffo in un po' di dolce poesia, è uno dei pochi che sappiano, attraverso i propri scritti, parlare al sentimento dei bambini. Anche questa fiaba, dove una bimba, Dolcetta, im- magina di fermare le ore perchè la mamma, ammalata, riposi più a lungo e guarisca, ed ottiene il suo scopo colla cooperazione del campanaro Occhiverdi, è orna cosetta semplice ma svolta con delicatezza di tocchi, che di- mostrano il buon gusto del Fanciulli. Il quale forse non ha avuto sempre presente che il teatro ha speciali esigenze, non ha evitato qualche lungaggine, non ha fuso con suffi- ciente efficacia gli elementi umani e i fanta- stici. Ma anche cosi, // Sole di Occhiverdi costituisce uno spettacolo piacevole ed un tentativo che dovrebbe essere incoraggiato, per la gioia dei piccoli e per il riposo dei grandi. Tale genere di spettacoli non trova presso di noi, a differenza di quanto avviene in altri paesi, né teatri né interpreti scenici ad'atti alla loro rappresentazione. Tuttavia il lavoro venne messo in scena dal Tumiati con tutta !a cura possibile, e la signora Bervi Tumiati ha dimostrato ancora una volta, nel- l'ideare le scene e i costumi, la sua vivace ed elegante immaginazione. 11 pubblico ap- plaudì calorosamente l'autore e gli esecutori, mostrando ci apprezzare anche la fresca pa- gina corale che il maestro Pieraccini scrisse per festeggiare il ritardato sorgere del Sole. Del Teatro sintetico futurista si ebbero va- rie rappresentazioni (a Roma a fine marzo, a Milano ii 1" aprile in un rapido giro e tanto rapide e numerose le sintesi che non sarebbe — 188 — possibile dirne adeguatamente. Meglio giova ricordare che le principali sono pubblicate in due volumetti dell'Istituto Editoriale Italiano. Un autore nuovamente rivelatosi va pertanto segnalato : Mario De&sy. L'altro io, un atto di Tommaso Smith (Mi- la.io, T. Diana, C. Monaldi, 28-11!) ottenne buon esito. L'anima (Milano, T. f? l'involucro di Idalgo Fraschini Olympia, C. Talli, 28-11), è un atto di propaganda per il VI Prestito nazii;- nale. La Compagnia del « Grand-Guignol » di Al- fredo Sainati ha rappresentato le s.eguenti novità : /' Campanaccio, dramma in 3 atti di F. : Felice (25-V) ; Georgette e Camp. ovvero Lulzature militari, due atti amari di N. Scaglione; Pugno di cenere, dramma in un alto di Gaetano Polv) Notiziario del 1920. " Lei r^alir.a di Pierinn Giagnoni, sca- duti trent'anni dalla morte, dovreb- be essere trasposta in un loculo a perpetuità o deposta nella fossa co- mune. Per pubblica sottoscrizione ini- ziata dall'Arte drammatica e per mu- nificenza del Comune di Genova, essa ebbe onorata e perpetua sepoltura a Staglieno. * La Casa Mondadori di Roma pubblica Fogli sparsi narranti la mia vita, di Ermete Novelli. * Cesare Dondini è nominato in- segnante di declamazione alla Acca- demia di Santa Cecilia in Roma : succede a Virginia Marini. * Italia Vitaliani è nominala inse- gnante della Scuola di declamazione di Firenze: succede a Luigi Rasi. * La Compagnia di Ernesto della Guardia al Brasile. * L^go Karulli è nominato Cava- liere della Corona d'Italia. * 1914-1937, di Maurizio Lulié, rap presentato con tal nome al Teatro Ré- jane a Parigi nel 191 6... è di Ca- millo .Antona-Traversi e Ferdinando Fontana. * Le Compagnie napoletane Murolo t; Gleck si fonderanno con la Qua- resima 1921 in una sotto la direzio- ne di Libero Bovio. * Su argomento di interesse arti- stico teatrale, ordinamento di Com- pagnie, regime di repertorio, etc. ve- CESARE DONDINI dere articoli di Michclotti >u La Stampa, di Fraccaroli svXV Arte draiii- //za/^ca, (febbraio). BQ - • Alla tìne di Cnrnevale Tina Di * Il 15 Aprile 1920 ricirrro il ccn Lorenzo si ritira improvvisamente dal tenario della nascita di Luigi Bellotti Teatro, nel pieno splendore della sua ^*^"- ^ ricordato da qualche gior fortuna. naie. * A Giulia Cassini-Rizzotto viene assegnata la medaglia doro dalla Casa del Soldato di Roma. * Il 23 Aprile a Venezia Amedeo C'hiantoni interpreta Otello. * In Aprile Florica Cristoforeanu si unisce in matrimonio con Gianni Do- * In Maggio entrano a far parte del Consiglio direttivo della Socie- tà degli Autori Sem Benelli, Enrico Cavacchioli. Umberto Giordano, L. Clausetti. * Mjuore a Milano il primo editore e impresario del teatro milanese, Car lo Aliprandi. * In Giugno si riapre ii Politeama di Como, restaurato e riformato. E' gestito dai fratelli Mercenaro, e con tiene 2000 posti. * Si forma una Società Cimato Lupi per attuare il progetto di G. Si- nimberghi di fornire legname, scene, tappezzeria alle Compagnie con l'in tento di alleggerire l'oneroso loro bagaglio viaggiante. * Luigi Motta è nominato Cavaliere della Corona d'Italia. * Fra gli scopi • della Associazio- ne dei Capocomici d'Operetta si af ferma esservi quello di creare una Casa editrice Cooperativa per l'ac- quisto di operette italiane e straniere. * In Luglio Cesare Dondini com memora Virginia Marini ad Ales- sandria, di lei patria. * Dal Settembre a fine Carnevale la Compagnia D 'Amora diretta da Ettore Paladini è scritturata dalla Società Umanitaria per il Teatro del Popolo di Milano. TINA DI 1..0RENZ0 •Fot. Badodi). * Si costituisce in Marzo a Roma una Società Italiana di musica e tea- tro: direttori A. Beltramelli e Paolo Reni. * Il 20 marzo all'Argentina di Ro- ma ha luogo una rappresentazione sperimentale del teatro del colore, con L'Intrusa, Uaprès-iìiidl d'un fa- une, e Chitra. * In Aprile si riapre il teatro di Zara già chiuso perchè scoperchiato da una bomba italiana, durante la guerra. 190 — * Nell'Ottobre Ruggero Rugj^eri in- terpreta Tristi Amori. ETTORE PALADINI * E' riaperto, restaurato, il Teatro degli Accademici Avvalorati di Li- vorno. r" AMEDEO CHIANTONI (fot. BadodU * Sono da notare le interpretazio- ni shakespeariane di .Amedeo Chian- toni: Otello e Re Lear (Milano - Ottobre). A Torino, 11-19 ottobre, è rap- presentato con vivo successo // bel- l'Apollo, commedia di Marco Praga, caduta ventisette anni prima. VIRGINIA REITER ( Varhchi e Jlrtico) * Il 26 Ottobre inizia dall'.^rgen- tina di Roma un giro artistico di tre mesi Virginia Reiter; a Roma. Napoli, Firenze, Milano, Torino, etc. * Il 6 Novembre, L'Arte dramma- tica di "Milano entra nel suo cin- quantesimo anno di vita: fu fondata da Icilio Polese-Santarnecchi, ed è di- retta dal figlio Enrico. * In Novembre Marga Cella, a Za- ra, è decorata della Croce di Dalma- zia dall'Ammiraglio Millo. * Di Cario Veneziani si annunzia un'operetta: / Reali di Francia. * Un nuovo teatro è aperto in Pa- via, nell'antico palazzo Bottigella. * Le organizzazioni proletarie e so- cialiste di Alessandria hanno acqui- stato il teatro Verdi e lo han trasfor-, mato nommandolo Teatro del Popolo. PI CONCORSI. \ Roma il Piccolo Teatro (sotto gli auspici degli Istituti Orano) ha bandito un concorso per un la- voro in un atto. 5 1 furono i lavori presentati. La Commissione di lettura ne scelse io e li presentò a Luigi Pirandello, che assegnò il i" pre- mio (L. 200) a // primo attore di Guido Orzi. Quindi la Commissione assegnò il secondo a La Casa del povero, di Manlio Miserocchi, e il terzo a Fra dama e pedina di Noro Serra. Gli altri sette, notevoli, sono La luce che torna, di Enio Bizzani, Per somigliarti, di Guido Grimaldi, Il più forte, di Adriano Mirandoli; // peso di ancora, di Mario Namora ; E chi vi dice?, di Alessandra Scalerò; ^segnalato dal Pirandello, come ot- timo per pubblicazione) ; Dilemma, di Gioconda Vinci. A Milano la Commissione giudica- trice del Concorso drammatico in- %Ji La relazione di questo importante detto dal Corriere del Teatro, com- concorso segnala una sessantina di posta da: Sabatino Lopez, Renato Si- lavori. E' pubblicata nel numero di moni. Luigi Antonelli, Mario Fer- Gennaio 1921 ét\ Corriere del Teatro. rigni, ciiuseppe Chierichetti, . ha esa- minato i 383 lavori presentati, e ha deliberato in data 15 dicembre 1920 quanto segue . La Commissione ha giudicalo che nessun lavoro fosse meritevole del primo premio ; ha deciso invece una- nimemente di dividere in parti uguali, l'importo cumulato del primo e se- condo premio, fra tre' lavori che ha ritenuto notevoli per qualità di di- versa natura ma ugualmente apprez- zabili, e assegna quindi L. 1 500 a ciascuno dei lavori seguenti : La madre che ha pianto^ di Ma- rio Pensuti (Cattolica di Romagna); La Caduta, di Jolanda De Blasi (Fi- (Firenze); // pellegrino senza fede, del Dott. Erminio Robecchi Brivio (Milano). La Commissione ha quindi asse- gnato l'importo del terzo premio di L. 500 al lavoro: La guardia al cuore, di Romolo Moizo (Bobbio). Le compagnie drammatiche nel 1920 (da L'Arie Drammatica. Elenchi al 1" di Quaresima 1920) f Compagnia Drammatica Italiana del Teatro ARGENTINA di Roma; diretta da Virgilio TALLI (Gestione: Ars Italica). Attrici : Maria Melato, Elid« Rossetti, El- Tir3 Betrone, Giuseppina Solazzi, Maria Val- secchi, Nella Marcacci, Gilda Marchiò, Alina Verzani, Bianca Quaranta, Anny Di Rocca, Speranza Borghesi, Frida Bernardi, Ida Pin- ciroli, Fannv Marchiò, Ines Puntieri, Pia Pa- cliarjni. Attori' Annibale Betrone, Augusto Marcacci,. ggisto Olivieri, Sergio Tofano, Rino De Be- nedetti, .Arrigo Marchiò, Carlo Cecchi, Enrico Viarisio, Mario Beso7zi, Francesco .Miniati. Luigi Sabatini, Mario Astuti, Franco Puntieri, Torquato Nasi, Augusto Germani, Mario Ber. cardi, .Krmstndo .Annuale. Ernesto Pinciroli, Achille Giardini, Alessio Gobbi, Giorgio Pa- vesio, Alfredo Masini, Renato Pinciroli. Amministratore ■ .Angelo Borghesi. Segretario : Ernesto PincÌTH>]i. Direttore di scena : Francesco .Miniati. OLIVIERI LUPI TOFANO — 192 — Comica Compagnia Italiana; diretta dal Cav. Aristide BAGHETTI (Gesttione : A. Quarra). Attrici : Lina Simoni, Tullia Baghetti, Giu- seppina Pieri Ardau, Emma Mancinelli, Bona Campi, Gina Cordelli, Laura Zanzi, Gilda Ro- sa, Eugenia Pogliani, Ines Ferrari, Claudia Baghetti, Maria Parucchetti, Mietta Pappagli. Attori : Aristide Baghetti, Pierino Rosa, Vittorio Campi, Amilcare Quarra, Ferdinando Ardau, Venturino Venturi, Ugo Caetani, Ghio Baghetti, Clemente Parucchetti, Vincenzo Bar- tolotti, Aldo Bassi, Angiolo Felli, Silvio Pa- ruchetti. Cesare Pastelli, Gustavo Pappagli. Amministratore: Augusto Mattei. Segretario : Celestino Bertolini. Direttore di scena : Aldo Bassi. Compagnia Drammatica Italiana BERTI-BO LOGNESI ; direttore : Ettore BERTI (Ge- stione : M. Zampieri Ciccolini). Attrici : Gemma Bolognesi, E-nilia Varini, Mary Zini, Itala Bossi, Elisenda Annovazzi, Maria Verardi, Dina Terraneo, Emma Onorato, Lia Di Lorenzo, Cesarina Verardi, Eugenia Galardi, Angelica D'Arty, Luisa Conti Falcone. Ester Verardi. Attori : Ettore Berti, Luigi Lambertini, Ar- naldo Firpo, Sandro De Macchi, Pasquale Carrara, Luigi Vanducci Giulio Lavoratti, Mau- ro Serra, Fernando Faleni, Giuseppe Verardi, Giii.seppe Falzoni, Elio Povesi, Giuseppe Fal- coTie. Rappresentante : Giuseppe Ciccolini. Segretario Amministrativo : Gino Onorato. Compagnia Italiana d'Arte Drammatica Vitto- rina BBNVENUTI-Mario MIMA; direttore: Mario MINA (Gestione : Piero Spegazzini). Attrici : Vittorina Benvehuti, Caterina Mina, Sofia Minch. Maria Gallo Bemvenufi, Ida Enrica Da Caprile, Ada Ubeni, Ada Giacchetti, Vayo, Rosa Solieri, Maria Scelzo. Attori : Ubaldo Stefani, Mario Mina, Guido Barbarisi, Ivano Bergamaschi. Giovanni Giac Ghetti, Giuseppe Conforti, Federico Conforti, Guido Minch, Alessandro Allara, Antonio Bar- nabò. Luigi Pisani, Gregorio Scelzo, Edoardo Lupi, Giorgio Scelzo, .Mario Solieri. Rappresentante Amministatore : Piero Spe- gazzini. Compagnia Italiana di Prosa Ugo BITETTI ; diretta dal Cav. Calisto BERTRAMO. Attrici : Mercedts De Personali, Ernestina Barciazzi, Augusta Raspantini, Letizia Bonini, Tala Gainotti, Annita Favi, Celia Zani Volti, Amelia Pozzi, Francesca Barrale, Teresa Vi- sconti, Maria Valsecchi, Laura Bottini. Attori : Calisto Bertramo, Armando So- PIACENTINI DE PERSONALI CELLA lieri, Enzo Gainotti, Giuseppe Arcidiacono, Mario Fantini, Amedeo Riganti, Pompeo Montegari, Armando Castellano, Nicola Fran- chi, Augusto Favi, Giuseppe Rossi, Antonio Rabeno, Paolo Cambino, Arturo Levi. Direttore Amministrativo : Ugo Bitetti. Segretario : Augusto Favi. Drammatica Compagnia Italiana Alda BOREL- Li-Ugo PIPERNO; diretta dal Comm. Ugo PIPERNO. — Attrici : Alda Borelli, .Amelia Piperno, Emma Sanipoli, Wanda Vignoli, Enrichetta Rissone, Maria Zuto, Cesira Sainati, Teresa Ferrante, Maria Sonni, Nella Nelli, Lily Franco, Adriana Sabellico. Attori : Ernesto Sabbatini, Ugo Piperno, Franco Becci, Silvio Rizzi, Gino Sonni, Mas- simo Ciapini, Zaccaria Pieri, Enrico Cavallari, Luigi Mottura, Rinaldo Braschi, Attilio Ven- tura, Francesco Gregolin, Enrico Mochi. En- rico Crisostomi, Giuseppe Giunta. Amministratore : Emanuele Pietragrua. Compagnia Drammatica Italiana CARINI-GEN. TILLI; direttore: Comm. Luigi CARINI. Attrici : Olga Vittoria Gentilli, Gina Sam- marco, Medea Fantoni, Lina Franceschi, Tina Lambertini, Olga Decaro, Egle Conforti, Au- gusta Tezzi, Wanda Viano, Giulietta Raineri, Tina Flaviani, Lida Lambertini, Teresa Fioren- tini, Maria Bartoli, Fosca Paci, Tina Casadei, Gina Lombardo. Attori : Luigi Carini, Enzo Biliotti, Memo Benassi, Armando Casini, Aldo Turco. Gu- — 193 — Slavo ("onfort', Luciano Rossini, Costantino l?oniano. Luigi AlJodoli, Caiio Viilpio, Edoardo Milano. Baldo Baldini, G. B. Lombardo, Vit- joriii Lambsrtini, Adolfo TrofareKi, Ferruccio OLGA V. GENTILLI {Fot. Badodi) Pelagatti, Francesco Acquarone, Salvatore Bra gaglia, Giuseppe Carrara. Amminiatratore Rappresentante ; Silvio Bino *:hi. Segretario : G. B. Lombardo. Direttore di scena : L. Allodoli. Compagnia Drammatica Italiana Cay. Amedeo CHIANTONl (per ordine alfabetico). Alirici : Alfonsina Pieri, Argenide Azzati, Amarilla Azzati, Amalia Beldenti, Renata Bei- denti, Nella Bonora, Giuseppina Bonora, Vit- toria Buttis, Amalia Cipolla, Licia Circolo, .Adelina Circolo, Adele Ciserchia, Jole Faenza, Laura Farina, Adelina Circolo, Adele Ciserchia, Jole Faenza, Laura Farina, Adelina Garavaglia, Maria Riva. Lina Toninello, Clara Zoppis. Attori : Amedeo Chiantoni. Carlo Bianchi, Egiziano Borghe-^.\i Rappresentante l'Amministrazione : Giuseppe Masi. Segretario : Edmondo Barbieri. Direttore di scena : Attilio Fernandez. Compagnia del TEATRO FUTURISTA: pro- prietario tlirettore : Filiberto AIATELDI ; di- rettori artistici: MARINETTI, SETTIMELLI e DESSY. Amministratore Rappresentante : Giuseppe Zopegni. Drammatica Compagnia Italiana Giulio TEM PESTI (per ordine alfabetico). Attrici : .Am.a'-i Amalia, Ancarani Maria, Ghelli Adele, Ivaldi Fraccari Cannen, Papa Cuminetti Alfredina, Podda Fortuzzi Giulia, Temp>esti Mara, Vespignani Nadia, Zanzi Lea, Zetti Emma. Attori : Bonazzi Giuseppe. Bonini Laerte, Ficarra Araldo, Ivaldi Arturo, .Marcucci Mario, Papa Salvatore, Podda Enrico, RicciadelH Bru- — 199 — no, Rissone Giovaani, Tempesti Giulio, Ve- spignani Giuseppe, Voguesi Luigi, Zanzi Leo. Amministratore Rappresentante : Aro'.do Fi- carra. Segretario : Arturo Ivaldi. Direttore di scena : Laerte Bonini. Drammatica Compagnia Italiana diretta da Carlo TITTA. Attrici : Paolina Titta, Venere Ravaioli, Gina Solari, Margherita Aurely, Elda De Angelis, Fosca Cappellini, Settimia Casilini, Margherita Ambrosioni, Lena Titta. .Attori : Carlo Titta, Camillo Aurely, Mario Cavara, Ferruccio Ambrosioni, Egisto Persico, Oddone De Angelis, Amedeo C^salini, Marco Girelli, Gualtiero Titta. Amministratore Rappresentante : Ferruccio Ambrosioni. Segretario : Mario Girelli. Direttore di scena : Amedeo Casalini. Drammatica Compagnia Italiana del Comm. Ermete ZACCONI. Attrici : Inese Cristina, Margherita Bagni, Desdemona Gemmò, Rosa Rossi, Andreina Rossi, Luigia Niccoli, Paola Dal Re, Emma Rossi, Clara Almari, Irene Beecari, Donatella Gemmò, Giuseppina Cassoli, Eugenia Barbia- nelli. Attori : Ermete Zacconi, Armando Rossi, Giulio Gemmò, Leo Bartoli, Giuseppe Cec- chi, Mario Bertini, Roberto Manfredini, En- rico Glori, Egidio Masceri, Ettore Mironi. Bruno Calabretta, Cesare A\oltini, Raul Salta- relli, Cesare Lucidi, Ernesto Beccari, Gio- vanni Baftistelli, Ciotti Vincenzo. Amministratore Rappresentante : Armando Rossi. Segretario : Raul Saltarelli. Direttore di scena : Cesare Moltini. Comica Compagnia di Prosa c'iretta dal Cav Mario Alberto ZEPPEGNO. Attrici : Anuna Maria Vinca, Mina Della Pergola, Irma Paterno, Rina Pasca, Nina Ra gusa, Aurelia Pieri Grandi, Tina Paterno, Amalia Nisi, Caterina Vezzani, Maria Pantileo. Attori: Mario Alberto Zeppegno, Giuseppe Ghelli, Gerardo Di Cambio, Salvatore Sca- glione, Enrico Dusmet, Gaetano Balestrieri. Giuseppe Ragusa, Vincenzo Pasca, Sandro Ser volino, Andrea Nisi, Raffaele Pantaleo, Serrai»» Vezzani. Amministratore Rappresentante : Cav. Do menico Paterno. Compagnia Drammatica Italiana ; direttore ar tistico : Luigi ZONCAD.A (Ammin. accoman- datario : Dott. Ugo Rossi). Attrici: Bianca D'Origlia, Maria Barach, Alma Dondini, Dina De Rossi, Giannina Cigoli. B. DORIGLI A Olga Solbelli, Jolanda Bernini, Zaira Del Pon. te, Maria Vaniini, Fulvanda Bernini, Romana Scali, .4nnina Bolognesi, Alberta Rosi. Attori : Luigi Zoncada, Carlo Cigoli, Giù sepr>e Calcati, Fulvio Bernini, Massimo Pian forini, Enrico Patrese, Ermete Dondini, Er nesto Ceraso, Ferruccio Bolognesi, Umberto Contini, Mario Zola, Francesco Di Maj-, Af tilio Bellini. 200 — NECROLOGIO 1920. Ricordiamo con affettuoso rimpianto FRANCO FANO (Fcl SommorlLj t- iiiono il 16 marzo 1920, a 44 , dramma in 5 atti rappresentato nel 1860 — sessant'anni fa precisi — e Vangelo dei poveri, commedia in 5 atti (1861); i Fuochi fatui (18Ó2); Norma, tragedia (1863); UAffricana (1866); Carmela o il supplizio di un cuore (i866j; Graziella (1867); La riabilitazione col lavoro, in collabora- zione con Tornei; e Tutto per la pa- tria, dramma a forti tinte (1871). Traduttore e verseggiatore facile ha molto scritto per il teatro lirico e di questo si è occupato sempre, come direttore di teatri (del Cario nel 187 r come giornalista, come critico, come agente. FERDINANDO MARTINI. — Uno dei principi della prosa -italia- na: forse il più limpido ed elegante scrittore dopo il Manzoni. È nato a Monsummano nel 1842 : letterato, gior- nalista, critico, commediografo, uomo di Stato, governatore di Colonie e ministro d'Italia, ha la tempra di quegli uomini versatili e geniali tipi- camente italiani, d'antico stampo che sono la gloria e la fortuna di una nazione. Al teatro dette nell'entusia- smo della giovinezza lalvori lievi ma non superati, e opera insigne di cri tica dotta, austera e argutissima. Due brevi romanzi L'oriolo e Pec- cato e penitenza gli dettero fama nei salotti letterarii di Firenze: e maggior popolarità gli dettero i la- vori teatrali. 11 primo dei quali è una commedia in 2 atti, Vuomo pro- pone e la donna dispone (Firenze, A. Goldoni - C. Gattinelli, 1862), cui seguì la bella commedia in 5 atti / nuovi ricchi (Firenze, T. Niccoli- ni - C. Bellotti-Bon, 13 maggio 1863) che ebbe il premio governativo del 1863, a metà conn // vero blasone del (ìherardi Del Testa. Scrisse poi FERDINANDO MARTINI [Fot. \unci-Vais) Fede (1865) che ebbe un vivissimo successo ma che egli ritirò avendo il dubbio che si applaudisse più gli interpreti che la commedia. E pare non avesse torto. Ma quale esempio di dignità e di coscienza d'artista I L'elezione di un deputato è una com- media burlesca che ebbe varia fortu- na: edita dal Barbini ha una nota dell'autore, in fine, di cui mette con- to riferire la chiusa: < Se i critici vo- lessero esercitare qui i denti, v'è ma- teria per loro; ma sarebbe fatica sprecata. 11 primo che parlò in un giornale di questa mia commediola, asserì che io, scrivendola, avevo data 203 - prova di mancare assolutamente di senso comune. Mi pare che sia detto tutto; e a' critic/ futuri sarebbe dif- ficile mostrarsi così concisi e così ef- ficaci ad un tempo ». Frattanto la moda dei proverbi invadeva ii tea- tro e il Martini doveva trattare in tre lavori quel genere splendidamen- te: Chi sa il giuoco non V insegni, apparve nel 1871^ e dette luogo a una lunghissima polemica per plagio, La strada più corta, che conclude la polemica è del 1873 ^ dello stesso anno // peggio passo è quel dell'ascio : sono tre gioielli, mirabili per lo splen- dore e la fluidità dei versi, in cui superò per grazia lo stesso grande ar- tefice che fu il Giacosa. Una com- media in 4 atti. Animo fiacco, scris- se in collaborazione con Vittorio Ber- sezio. Nel 1874 il Martini lasciò il teatro per dedicarsi agli studi e alla critica letteraria e drammatica (autorevolissi- simo Fantasio nel Fanfulla della do- menica) e alla politica. Nel 1876 fu eletto deputato: e fu rieletto per qua- rantatre anni. Fu Ministro della I- struzione nel '93; per un decennio governatore dell'Eritrea dopo .A^dua, Ministro delle Colonie nel 1915. Det- te ancora al teatro La vipera, un atto, nel 1895. Da varii anni va pubblicando me- morie storiche di politica e lettera- tura di grande valore cui accresce sa- pore l'arte squisita del narratore non- ché la vivezza dei personali ricordi. E)d è atteso un suo nuovo romanzo. In tutti i suoi volumi si trattano argomenti di teatro e sempre con sì larga ricchezza di dottrina che ogni tema può dirsi da lui esaurito. Egli è pure il primo negatore del teatro italiano col famoso discorso: La fi- sima del teatro nazionale, del 1874. I suoi lavori, le sue critiche, i suoi volumi — Al teatro. Di palo in fra- sca — in gran parte compreso in Pa- gine raccolte — attestano tuttavia che c'è in Italia un teatro meritevole del- l'attenzione e dell'amore degli ita- liani e una letteratura drammatica che si onora del nome e dell'opera di lui ACHILLE TORELLI. — Occupa un posto singolarissimo nella storia del teatro italiano come colui che, giovane poco piij che ventenne, dette alle scene / mariti (1867) un capo- lavoro di osservazione, di spirito e di tecnica, che lo designò antago nista o almeno competitore del Fer- rari. Parve un caposcuola, dal quale si attesero altri capolavori. Ma la fortuna dei Mcwiti non si rinnovò mai più per altre opere sue, fra le quali alcune meriterebbero di vincere l'o- blìo. Poeta e commediografo dialetta- le ha molto contribuito a tener vivo e poi quasi a risuscitare il teatro napoletano: è scrittore finissimo, os- servatore acuto e disegnatore deli cato di caratteri e di passioni. È nato a Napoli nel Maggio del 1844 e vive nella divina città, fra gli studii nella Biblioteca di San Giacomo che dirige. Ha scritto tutte commedie e nessun dramma. La prima. Dopo morto è del 1861; poi Gli amori di Corte, commedia in 4 atti (1865); La mis- sione di una donna, in 5 atti, (1865); La verità, commedia in 5 atti (1865); Gli onesti, in 5 atti (1865); / mariti, in 5 atti (C. Bellotti-Bon, 1867); Chi è solo può giungere a tanto, i atto (1867); La più semplice donna vale due uomini, (1867); Fragilità, in 4 atti, (1868); La moglie in 5 atti, (1869); Nonna scellerata, in 3 atti (1871), commedia che ebbe vivissi- mo; Amore uguaglia, in 2 atti (1871 Triste realtà, in 4 atti (1871); L'uo- mo mancato, in 5 atti (Venezia, T. Apollo, 1872); Consalvo, in 5 atti (1872); La fanciulla, in 5 atti (1873. prot. Tessero) ; Colore del tempo, in 3 atti (1875); CA/ muore giace... proverbio (1873); Mercede (1874); Chiodo scaccia chiodo, proverbio (1874); ^no- Corte del secolo XVII (1874); / derisi, in 4 atti (1874), ScreÙina, in 3 atti (prot.: Giagnoni, 1881?); La donna moderna (1887). Più abile che fortunato costruttore di commedie, sulla vivacità giovanile dei Mariti è scesa rapida una certa monotonìa di colon e una certa stan chezza di concezioni. — 204 — ENRICO MONTECORBOLl. - È il più vecchio degli autori italiani viventi, essendo nato a Livorno nel 1837; da molti anni si è ritirato dalla attività letteraria, e vive a Firenze. È scrittore pregiato in italiano ed in francese e già collaboratore della Nouvelle Reiive, della Reuve des deux Mondes, nonché di giornali e riviste italiane: letterato di vasta cultura, ebbe larga rinomanza per le sue com- medie di ambiente aristocratico ma di intenzione morale e di notevole valore di pensiero. ENRICO MONTECORBOLl (FoK Schemhochc I . L'opera sua si riconnette al largo movimento di idee morali-sociali sul teatro iniziato dal Giacometti, svi- luppato dal Ferrari, e seguito in di- versa forma dal Torelli, dal Suner, e sfiorato dal Martini. I suoi lavori rappresentati, di ot- timo stile e di linee sobrie sono: La scuola del matrimonio, in 5 atti (Fi- renze, T. Niccolini - C. Bellotti-Bon, 1870, Carnevale) edito a Firenze, Galletti, 1871; Riabilitazione, in 4 atti (Milano, T. Re - C. Bellotti- Bon, II febbraio 1870); Gli oziosi (Firenze, T. delle Loggie, C. Bel- lotti-Bon, 1874); A tempo, un atto, bellissimo per grazia di sentimento, il più fortunato dei lavori dell'autore (Milano, T. Manzoni, C. Marini, 29 gennaio 1875), (edito a Bologna dal «Piccolo Faust», nel 1877); Sorriso, in 3 atti (Milano, T. Manzoni, C. Marini, ^^11 ) \ Martire, in 3 atti (Milano, T. Manzoni, C. Marini, 1880); Donna Lavinia, in 5 atti. (Firenze, A. Nazionale, C. Ces. Ros- si, con Andò e la Duse, 16 maggio 1883); Carnielita, un atto (Verona, C. Zacconi, 1892}; Piccole cause,. un atto (Vallombrosa, 1900). Il Montecorboli ha volto la mente a grandi opere di indole storica, al- cune delle quali, compiute, non volle o non potè presentare al pubblico : una — Teresa Cabarrus — è stata pubblicata dal Bemporad nel 1920. Essa pure è parte di un ciclo dram- matico su La Rivoluzione francese, Sono note, per lettura fattane. La più grande italiana (la Contessa Ma- tilde), Guido Guerra (sul Papa In- nocenzo III), il Risveglio (su l'epo- pea garibaldina). Un altro lavoro: ^Eredità, scritto per la Duse, l'au- tore non volle offrire ad altri: era U seguito di Riabilitazione scritto a quarant'anni di distanza. Erudito raccoglitore di memorie storiche e teatrali, il Montecorboli ha un posto onorato nella storia del teatro italiano. EUGENIO CHECCHI. — Oggi critico drammatico al Giornale d f- talia, fece rappresentare nei 1870 una commedia in 3 atti, Un^eccezione alla regola; e successivamente Coinciden- za, un atto, e Mozart fanciullo, nel i88o; quindi Strategia, Lampi di caldo. La gioventù di Haydn. Nel 19 IO fece ancora rappresentare un atto: A chi riporterà... Studioso e appassionato di musica, alla storia e alla critica musicale e drammatica si dedicò assiduamente: è certo, oggi, il decano dei critici che era già Didimo nel primo Fanfulla. Suo altro pseudonimo è Calibano. Scrittore facile e limpido, critico acuto e arguto, è uno di quegli inna- morati del teatro, per cui non è mai privo d'interesse neppure il più co- mune degli spettacoli I • ALFREDO TESTONI. — È uno degli autori più variamente giudicati: con allegra simpatia dal pubblico, con certa sostenuta gravità dalla cri- — 205 — tica. Jn lialia non è inolio approzzata queirarte, o se si vuole quel «me- tier ^ assai rude, que d'ainuser les honnétes gens. Si rimprovera al Te- stoni la tenuità delle sue favole, la leggerezza del suo dialogo, la sem- plicità della sua psicologia, e più spesso il provincialismo bonario e spensierato delle sue commedie. 11 riinprovero tocca più il genere delle sue commedie, che l'autore — al quale il successo ha arriso forse troppo tardi perchè egli avesse più il tempo di sviluppare e di approfondire l'arte sua. E' un esempio tipico dei van- taggi, e più ancora degli svantaggi del teatro dialettale in Italia. Il Testoni ha impiegato gli anni più belli della sua giovinezza a insegui- re -un sogno: quello di risuscitare, se non pur di creare il teatro bolo- gnese, e si è chiuso nell'orizzonte felsineo, dai fàscini fatali quanto in- tensi di civiltà e di spirito, quando avrebbe potuto volger lo sguardo ar- ALFREDO TESTONI iFtl Vettori - Bolognal guto in più ampio spazio e trarne ispirazioni di più largo respiro. Di questo nobile peccato d'origine tutto il suo teatro risente, ancorché due sue opere di teatro assurgano quasi ad una glorificazione di Bologna: una x:on vastissimo e immutabile consenso di pubblico, il Cardinale Latnbertini (1906); l'altra più sapiente ma meno fortunata, il Rossini (1908). Nella copiosissima produzione del Testoni, le commedie dialettali hanno una iniporunza tondamenlale per ca- ratterizzare le tendenze del suo inge- gno alla comicità temperata dal pa- tetico, che ha la sua espressione più schietta in quel bozzetto italiano che è l'Ordinanza, fortunatissimo e lieve, che valse all'autore la protezione di Paolo Kerrari. Il Testoni ha iniziato la sua atti- vità di commediografo intorno al i88o: suoi lavori più applauditi fu- rono: // palazo de le ciacole. La pasqua de Sior Tonin, Il marito del- la prima donna, L'onestà, Re di cuori... (Di essi ci mancano 1 dati I ronologici). Il successo sul teatro italiano fu ri- conquistato dal Testoni con una com- media fortunata e graziosa, Quel non so che..., scritta per invito di Vir- ginia Reiter, e rappresentata da lei a Napoli nel 1900 (C. Porta-Reiter, T. Sannazaro). Essa ha accreditato in Italia un genere comico-sentimentale che largamente coltivato da autori francesi ha dominato per una dozzina d'anni le nostre scene. A chi crede che l'italiano non si adatti a forme di commedia leggiera, le commedie del Testoni sono argomento da op- porre, poiché dimostrano che può pre- starsi anche alla leggerissima. Fra due guanciali apparve nel 1901. Suc- cessivamente Duchessina, Il quieto vi- vere, In automobile, La scintilla. Lo scandalo, e fra le più fortunate La modella, poi // nostro prossimo. Il Gallo della Cecca. Spesso fragili, talvolta un po' sti- racchiate o trasandate nello svolgi- mento, hanno tutte una spontaneità senza pretese, e quasi tutte un garbo di dialogo che le rende attraenti e piacevoli. (Apprezzate al loro giusto valore meritano la fortuna che hanno avuto, gaia e benevola, più assai delle fre- quenti critiche di una asprezza spro- porzoniata alla loro tenuità. Non si potrebbe senza ingiustizia tacere del più grande collaboratore della fortuna del Testoni: Ermete Zacconi, quale interprete del Lamber- tini e del Rossini. - 20i — GIOVANNI X'ERGA. ~ È italo festeggiato da tutta l'Italia intellet tualc nel 1920 l'ottantesimo anniver sario di questo scrittore no'oilissimo fra i nobili. All'opera sua di roman ziere, di novelliere, di drammaturgo sono stati dedicati molti e. vari studii su tutte le riviste e i giornali d'Ita lia, tra i mesi di Agosto e Ottobre 1920: notevole per curiosità e rarità di notizie il numero dedicatogli dalla Illustrazione Italiana. L'importanza dell'opera sua tanto esigua di mole quanto potente di forza ya precisandosi ogni giorno di più, e ormali non c'è storico del tea tro nostro che non segni la rappre- sentazione di Cavalleria rusticana (To rino, C. Rossi - Gennaio, 1883) co me l'inizio di un'era nuova e non consideri il Verga come il più auto revole assertore del verismo più puro sul teatro. Il suo verismo è semplicemente sincerità di ispirazione, mirabile Um pidità di espressioni: cioè Arte. Il più grande titolo d'onore dell'opera sua è di essere perfettamente locale di studio e di osservazione, italiana di forma letteraria, universale di uma- nità, sì che da quella è scaturito tutto un teatro popolare dialettale e Italia no, e per singolare fortuna, indiretta- mente una forma di teatro lirico. La ripercussione della Cavalleria è sen- sibile in tutta l'arte scenica, dramma- tica e lirica degli ultimi quarant'anni. Nessun altro lavoro del Verga ha mai più avuto né tanta forza né tan to valore né tanta fortuna. Dal tuo al mio, La caccia al lupo, Im caccia alla volpe. La lupa (me- morabile creazione scenica di Virgi nia Reiter ) non hanno lasciato traccia sul teatro nostro: tranne forse La lupa, dramma corrusco di luci e di colori, al quale si può riconnettere non piccola parte del teatro passio- nale dialettale. .'\1 nome del Verga va associata la rinascita letteraria della Sicilia, glo- riosa dell'opera del Capuana, del De Roberto, del Pirandello — tutti rap- presentanti in arte di quella tenden ZA. rivelatrice dell'anima popolare die ebbe, nella dottrina, il più originale e grande rappresentante nel Pitré. GIROLAMO MARIANI. — Vero- nese, è conosciuto rome l'autore di Tentazioni , una delle più fortunate GIROLAMO MARIANI e graziose commedie in un atto del repertorio italiano,' che fu rappresen- tata nel 1882 a Verona dalla Com- pagnia Benini. Prima di essa il Ma- riani, nato nel 1856, aveva scritto un atto con prologo, Otello in 64 (Verona, C. Maieroni)e un dramma in 3 atti. La famiglia Fernandi (Ve- nezia, C. Boetti-Valvassura, 21 mag gio 1881); e poi nello stesso anno di Tentazioni, fece rappresentare / regali della nonna, in 2 atti (Ve rona, Filodr. Leo di Castelnuovo, no- vembre '82)e Zente de cor (Verona, C. Benini, 15 dicembre "82). Al terno la commedia dialettale di .sa pore casalingo, e di scuola «gallinia- na » con la commedia italiana. Seta o cotone? un atto (Verona, C. Pa sta, 31 marzo 1883); 'All'ultima tap- pa!, in 3 atti (Verona, C. Majeroni, 28 Vili, 1886); Due strade, in 3 atti (Verona, C. Pietribom, io a- prile '87) sono commedie graziose con spunti comici felici: con / do barbi, in 2 atti, (Verona, C. Galli na, rs Vili '87), tornò pei l'ulti 207 ma volta al dialetto. Si arrischiò in un dramma in 4 atti, La Baronessa Roman; (Firenze, C. Marini, 30 no- vembre '88) (edito da Barbini) ma SI ritrasse subito, e trovò la sua via più fortunata nella collaborazione con Achille Tedeschi in commedie bril- lanti che sono fra i più garbati saggi del genere in italiano. Frutti di quella collaborazione furono: // passaggio di Venere, 3 atti (Roma, C. Bel- lotti-bon, 15 giugno 1890, ed. Tre- ves ) ; // paradiso di Maometto, in 3 atti (Verona, C. Pasta-Reinach Garzes, 29 marzo '92, ed. Treves); L'arte di trovar marito (Trieste, C. Beltramo-Delia Guardia, 21 novem- bre 1893); Fogli volanti (Firenze, C. ^italiani, 2 febbraio '97). Il Ma- riani solo scrisse Passando il con- fine, un atto (Torino, C. Leigheb- Reicer, 1897) unitosi poi con altro collaboratore, dette con Gattesco Gat- teschi, Raggio di sole, in 3 atti (Ve- rona, C. Talli-Gramatica-Calabresi, io aprile 1900); Eroi, dramma in i atto (Pirenze, C. Talli-Gramatica-Ca- labresi, 21 giugno 1900), e Cane da guardia (o un Caso ài coscienza), dramma in 3 atti (Milano, C. E. No- , velli, 24 maggio 1902). j. Il Mariani va annoverato fra gli au-'_ tori comici italiani di miglior grazia e se non profondi, certamente abili e so- brii. Vive a Firenze, e si riposa come autore... e come Ispettore Capo delle Ferrovie dello Stato. •MARCO PRAGA. — Nella cosid- detta scuola verista e dovrebbe ag- giungersi borghese, gloriosa dei no- mi del Giacosa, del Rovetta, degli Antona-Traversi, del Lopez, è senza dubbio il più verista, e fra tutti il più genuino rappresentante di quella ten- denza rudemente energica di figurare sul teatro la vita nei suoi aspetti più semplici e più evidenti, ancorché non siano i migliori. La terminologia critica è assai vaga, incerta e insigm- ficante: fra il verismo, il realism^o e il naturalismo non c'è in Italia una differenza apprezzabile, e se ce ne fossero, ammessi i concetti rigidi e scolastici, il Praga, o li compendiereb- be tutti o tutti li ripudierebbe, poiché egli è il meno scolastico dei nostri autori, il meno teorico, il meno do- cile a qualsiasi disciplina spirituale. M;a è forse il più schietto; nell'opera sua si riflette come in uno specchio il suo temperamento morale e spiritua- le, ed è impresso il suo carattere più spesso e più vigorosamente che il suo ingegno. Comunque si giudichi, non si può non essere impressionati dalla singolare vigorìa di espressioni sce- MARCO PRAGA {Fot. Varischi e JItUco). ^ niche ch'egli trova, sembra, senza cercarle: quasi le trova nella stessa ■< favola drammatica che immagina, tan- to le parole e le scene e gli atti sono aderenti all'azione. L'evoluzione del suo teatro da La moglie ideale (1890) a La porta chiusa (1914) non è ampia; fra Le Vergini (1889) e La crisi (1905) si può notare un progresso di tecnica, un miglioramento di mano ma non una differenza di atteggiamento spi- rituale. Egli è sempre il più amaro e spregiudicato ritrattista di uomi- ni e di donne nelle loro qualità più miserabilmente umane, e il critico più spietato dei loro costumi. È invero singolare che questo sincerissimo e fiero « borghese » (nel miglior senso classico della parola) rappresenti una società borghese con così aspra e poco edificante crudezza. Marco Praga è drammaturgo e — 208 scrittore perfettamente milanese; e fra il Giacosa piemontese, il Rovetta ve- neto, il Lopez toscano, sebbene tutti milanesi di adozione, egli manife- sta le migliori caratteristiche dello spirito milanese, la rigidità morale, la rudezza formale, la sanità robusta delle idee e dei senso pratico, in quelle rappresentazioni teatrali della vita italiana che, inquadrate nella vita milanese, corrispondono ai periodo di più intensa attività economica, let- teraria, musicale, editoriale di Mi- lano. Nelle sue commedie non ci sono fronzoli né ménage me nts: la gente si dice il fatto suo senza circonlocu- zioni e senza riguardi: ognuno ha le sue idee e i suoi sentimenti e li conserva comunque e dovunque attra- verso tutti i casi della commedia. Nes- suno si spiega o si adatta; se non per un calcolo che manifesta il soverchian- te carattere di viltà o di ipocrisia, alle contingenze della vita. Perciò ii tea- tro del Praga è spesso arido e secco, rappresentando l'urto inevitabile e ir- riducibile di volontà diverse e di differenti caratteri che agiscono con le parole come coi fatti. Egli ha l'istinto della situazione drammatica, e una franchezza di osservazione non sempre sottile ma sempre giusta, per- chè guidata da una sensibilità sana e da una precisione rara di percezioni. Certamente l'autore del BelV Apol- lo, (1893 e risorto nel 1920), del- \ Amica, di Alleluia (1894), dcir/«- namorata (1891); AéW." Erede , della 'Morale della favola, dell'Ondina non è un ottimista: ma è un moralista senza premeditazione, e un dramma- turgo convinto, sulla fede del suo grande idolo Enrico Becque, che la rappresentazione delle brutture sociali possa e debba giovare all'educazione delle anime sane. Lo stesso scrupoloso amore per il vero, il Praga ha manifestato, oltreché nelle sue commedie, anche nella di- rezione di una Compagnia dramma- tica — La Stabile del Teatro Man- zoni — che patrocinata e sostenuta dal Conte Giovanni 'Visconti e da Tina di Lorenzo, ebbe breve ma srlo- riosa esistenza, e dette saggi memo- rabili di splendido allestimento sce- nico, e maturò giovani artisti come il Pilotto, lo Sterni, la Pini, e svi- luppò e disciplinò temperamenti ar- tistici eccellenti come il Falconi, e il Mari, in uno studio accuratissimo di verità e di semplicità di recicnzione. Gli inizi artistici del Praga risal- gono al 1882 o 83 con L'Incanto; seguirono Le due case (C. Pasta- Campi, Milano, 1883?); Alater do- lorosa (in coUab. con Rovetta ) ; Giu- liana (C. Nazionale) e poi Le Vergini. Attualmente il Praga, al quale si deve lo sviluppo della Società degli autori, che ha diretto con tenace e rigidissima autorità per quasi ven- t'anni, va trasfondendo dalla scena alla critica la vigoria della sua dia- lettica teatrale, delle sue convinzioni di artista e di letterato, in settima- nali cronache di teatro sulla Illustra- zione Italiana. Le principali opere sue sono pub- blicate dalla Casa Treves ; il Bell' A- pollo, dalla Casa Vitagliano, con una prefazione di Renato Simoni, e una dell'autore. Le sue qualità di rigido ammini- stratore lo designano a reggere l'Uf- ficio di esazione della imposta teatrale per conto dell'Erario, ufficio gestito dalla Società degli Autori. AUGUSTO NOVELLI. — Genui- no figlio del popolo di Firenze. Au- tore fecondissimo, di istinto più che di proposito, riflette nelle numerose opere sue l'attitudine naturale al tea- tro che si è andata affinando e in- tegrando, nelle ultime, con una col- tura laboriosamente acquisita. Tan- to più ammirevole è l'acutezza del suo spirito di osservazione quanto me- no fu sorretto e guidato da studii gio- vanili. Di origine modestissima, il Novelli é giunto alla letteratura dram- matica attraverso un genere di gior- nalismo — oggi sempre più raro — polemico e satirico, di esclusiva crea- zione personale. // vero monello fu la sua palestra, negli anni di mag- giore sua attività. Ha affrontato la ribalta a... quat- 209 — tordici anni, net i8Sj, con La ca- panna del veterano, dranuna tragico in CUI VI etimo echi del recente mar- tirio di Oberdan. (Filodrammatica fio- rentina). Seguì nel 1883 La Società dei senza testa, in 3 atti, primissimo tentativo di commedia di tipo farse- sco. Il Novelli ha esperimentato, per primo, e con successo, quel genere che. importato dalla Francia, ha no- me di pochade sulle nostre scene. Dopo questi primi tentativi qualche anno di riflessione non fu di troppo per meditare Un campagnuolo ai ba- rrtii. iNX-.. lì. ,.ii,.^ta commedia AUGUSTO NOVELLI (Fot fBadodi'. xin po' grossa ma comicissima, la pro- duzione drammatica dei Novelli conta 44 commedie e drammi, 2 libretti di operetta, tre riviste. Il Teatro, già pubblicato in varie edizioni, sarà ri- stampato in dodici volumi, completo, dal Bemporad; ne sono usciti i primi due. È, come tutti i teatri, di un •contenuto molto vario, di valore e di intenzione : ma ogni lavoro ha una «trovata» di schiett/ssimo carattere -eatrale, e spesso una condotta ottima. Non va immune da qualche volgarità nel comico e da qualche effetto ecces- sivo nel tragico: ma è, si può dire, uno dei piìi ricchi e varii repertori! teatrali di un solo autore, che possa vantare il teatro nostro. Ciò che ren- de più acuto il rammarico che la for- ma artistica e letteraria non sia sta- ta sempre temprata da una disciplina di cultura più rigida. Per un caso piuttosto raro, possia mo dare l'elenco completo e crediamo quasi esatto, delle opere di questo autore, oltre le citate: L'amore sui tetti, e. in 3 atti (Firenze, T. Nic colini. C. Falconi - Boetti - Paladini, 1890); Deputato per forza, e. in 3 a. (idem, 1890); La vergine del Lippi, bozzetto in i a., (Firenze, ."Y. Nazionale. C. Rossi, 1890); Per il codice, dramma in 2 atti (Firenze, T. Salvini, C. Corsini, 1893); Purga- torio, Inferno e Paradiso, commedia in 2 atti (Firenze, T. .\lfieri) ; / Mantegna, dr. in 5 atti (Firenze, \. Nazionale, C. Rossi-Mariani, 1894); Linea V iareggio-Pisa-Roma , e. in 3 a. (Firenze, A. Nazionale, C. Zani pieri, Masi, Paradossi, 1895); Un in- vito a pranzo, I atto (Firenze, T. Nu(jvo, C. Talli, 1895); Una scossa ondulatoria, e. in 3 a. (Firenze, T. .'\lfieri, C. Masi. 1895); Brunotta, i a. (Firenze, T. Niccolini, C. Ro» si, 1895); 20 mila leghe intorno al globo, operetta-fiaba (Torino, T. Al fieri, C. Calligaris-Lombardo, 1896) ; La bella di New York, operetta (C. Maresca, 189Ò?); Firenze di notte, rivista (Firenze, Alhambra, C. Imbim- bo, 189Ó); La macchina Casimif , e. in 3 a. (Firenze, T. .\lfieri, C'. Pietribom-Iggius, 1898); Dopo, 2 a. (Venezia, T. Goldoni, C. E. Novelli, 1898, ripr.: Parigi, Renaissance); Il peccato, dr. in 3 a. (Firenze, T. Nic- colini, C. Rasi-Franchini, 1899); / morti, dr. in 3 a. (Firenze, K. Na zionale, C. Talli-(ìramatica-Calabre- si, 1900); La chiocciola, e. in 4 a. (ibidem, idem, 1901); La signorina della 4'^ pagina (Firenze, T. Nicco lini, C. Galli-Ferrero, 1905); G// ozii di Capua, e. in 3 a. (Firenze, T. Al fieri, T. Sperimentale, 1905); Vec- chi eroi, e. in 3 a. (Firenze, .\. Na zionale, C. Mariani, 1906); Si sco- pron le tombe, 1 a. st. (Roma, T. costanzi, C. Calabresi, 1907). Segue il repertorio in vernacolo fiorentmo coi quale si iniziò la rinascita del tea — 210 — tro già illustra- delle opere del Ma- chiavelli, del Fagnoli, dello Zanno- ni: nel 1908 L'acqua cheta, e. in 3 a. ; Acqua passata , i atto, (Firenze, T. Alfieri, C. Niccoli); La bestia neraj e. in 3 a., ebbe un battesimo \cneziano (Milano, T. Olimpia, C. Benini, 1909). Apparvero tutte a Fi- renze, al Teatro Alfieri, a cura della Comp. Niccoli, le seguenti: Casa mia, casa mia, e. in 3 a. (1909); L'Ascen- sione, e. in 3 a. (1909); L'Ave Ma- ria, e. in 3 a. (1909); Così faceva mio [nonno, e. in 3 a. (19 io) (una pa- rentesi: Firenze a zig-zag, rivista, C. Calligaris, 1910); Gallina vecchia, i\ in 3 a. (191 1); Quando la pera è matura, e. in 3 a. (1912); Le voci che corrono, metafora (Milano, 191 2) La si decida, e. in 3 a. (191 2) ; // co- raggio, I a. (19 13); Chi è causa del suo male, e. in 3 a. (19 13); La cu- pola, e. st. in 4 a. (191 3); Cana- pone, e. st. in 4 a. (1914); // tra- monto di Boccaccio, e. st. in 3 a. (19 14); Pollo freddo, e. in 3 a. (19 14): // lupo perde il vizio, e. in 3. a. (1915). Seguono ancora: Dal dire al fare, e. in 3 a. (C. Sequi, 1916J; Chi vive si da pace, e. in 3 a. (Torino, T. Carignano, C. Di Lorenzo. 19 17); Le sue prigioni, e. in 3 a. (ibid. idem); // figlio del reggimento, un atto (Milano, T. O- limpia, C. Sainati, 19 17); La lealtà, un atto (ibid. idem, 1918). Nei settembre 1920, il Novelli ha ricomposto la Compagnia fiorentina con Ga ribalda Landini-Niccoli, e ne ha assunto la direzione, dalla Quare- sima 1921. L'autore richiesto di notizie sull'o- pera sua ce ne ha data una curiosa : ; .\1 Museo Rasi ci deve essere il manoscritto voluminoso e pesante di un mio Ciceruacchio... mai rappre- sentato, se Dio vuole, e spero bene ! Me lo rubò per forza il pover^o e caro ainico che per avere una raccolta di simili spropositi avrebbe assassinato un uomo ! 1 ». Poche righe che dipin- gono sinccr;imente il Novelli... e il pio- ve-_i Rasi : * ORESTE POGGIO. _ Pubblici- sta, per oltre vent'anni a capo del- l'Ufficio milanese dell'Agenzia Ste- fani: ha scritto una quarantina di commedie, di cui la metà in dialetto piemontese, nelle quali è riprodotta — in Itnee semplici, talvolta conven- zionali e senza vigorosi rilievi ma con sincera fedeltà la vita di pro- vincia, le sue passioni non tumultuose ma intense, le sue compromissioni grigie, e anche le sue virtù migliori. La vita comune borghese ha nel Pog- gio uno studioso e un pittore schietto, in CUI talora le preoccupazioni della morale, delle convenienze e anche dei pregiudizi sociali soverchiano gli accenti dei sentimenti. Ma le sue com- medie hanno un certo colore di buon tempo antico, che le rende gradite al pubblico; e sono — esempio puttosto raro — oneste. Eccone l'elenco; lavori italiani: A- niorc eterno (Torino, T. Gerbino, C, Pasta, 23 febbraio 1884); Fiori d'a- rancio (Trapani, C. Pezzana-Diligen ti. r886); Farfalla dorata (Milano, T. Manzoni, C. Novelli, 1888)) (pub- blicata dair.A.liprandi, 1890); Contro Corrente (Milano, T. Commenda, C. V'italiani, 1890); La Marchesa Bian- ca (Milano, T. Commenda, C. Bel- tramo-Delia Guardia, 1892;; Iride (Torino, T. Alfieri, C. Beltramo, 1893 Compagnia lirica (Milano, T. Com- n^.enda, C. Fanteschi, 1895); ^^ ^^' lata (Milano, T. Commenda, C. Biagi- Iggius, 1896); L'amante (Milano. T. Fossati, C. Fantechi, 190 1). Successivamente sono ricordati ne gli Annali, agli anni rispettivi, 1 la vori: // dominatore (191 2); La Pro- vinciale (191 3); La complice (19 14); La prigioniera ( 1 9 1 5 ) ; Le due spon- de (19 16); Un eroe (19 17); // do- vere (1917); La rivolta (19 18); La signora venti anni dopo, I giuoca- tori, Come vuoi, cara (1919). Lavori in dialetto piemontese : /'aa- paion bleu (Torino, T. Rossini, C, Gemelli e C., 20 gennaio i888), Violassion d' confin (ibidem, 7 felj- braio 1888); Tony Vimbecil (ibid. 19 aprile 1888): Fora d' porta ''Mi- — 211 - lano, T. Fossati, C. d.a, i8 settem bre i888),* San Michee e San Mar- tin (ibid., 15 settembre); Segrei (V Slot (ibid., 3 agosto 18S9) Mania (V SanV Agustin (Torino, T. Rossini, C. detta, autunno 1889); Codice ba- loss! (ibid., 14 marzo 1920); Re- clame/ (Milano, T. Fossetti, C. d.a, 25 giugno 1890); Student del 21 (Alessandria, Politeama, C. d.a, 13 agosto 1890); Amor per l'arte, in dialetto milanese, (Torino, T. Balbo, C. Sbodio-Carnaghi, 11 giugno 1891) Buscaje (Torino, T. Rossini, C. So- lari, 24 ottobre 1892); Orgogliosa, (ibid., C. Bonelli, 3 novembre 1893); Batiaje (ibid., C. Gemelli, 7 febbraio 1894); Birichina (Asti, C. Bonelli, 24 agosto 1894); Via fori (Tori- no, T. Rossini, C. Gemelli, 18 otto- bre 1894); Giudice istruttor (ibid., C. Cuniberti, 8 marzo 1895); La scola die busie (ibid., id., 21 gen- naio 1896); L'Ussié (ibid., id., 28 novembre 1896); La stra pi carta (ibid. id., 24 marzo 1897); Uesercit di vagabohd (Sampierdarena, Politea- ma, C. Solari, 29 novembre 1898); La rateira (Torino, T. Rossini - C. Cuniberti, 1901); Angel salvator {Mi- lano, T. Stabilini, C. Solari, 19 12); Le doe stra (Torino, T. Rossini, C. Cuniberti, 12 gennaio 1904); La sot prefettéssa (ibid. id., 13 feb- braio 1905); In marcia! (Milano, T. Stabilini, C. Solari, 1907); La tajola (Torino, T. Scribe, C. Casa- leggio, 3 gennaio 1 9 1 7 ) ; La banca- rotta (ibid. id., 26 gennaio 1920); CAMILLO ANTONA-TRAVERSI. — Autore di numerosi drammi di schietta scuola verista, ma tutti abil- mente costruiti, uno dei quali domi- nò con grande fortuna per vario tem- po il teatro, Le Rozeno. L'Antona-Traversi fu un critico let- terario e un ricercatore zelante di memorie inedite: sono notevoli i suoi contributi allo studio del Leopardi e del Foscolo. .Attratto dal teatro vi ebbe (1883) un successo incoraggiante con // matrimonio di Alberto, scris- se molto e un po' in fretta, comme- die e drammi di non mediocri in- tendimenti artistici e sociali, che oc- cupano sette volumi, in corso di ri- stampa presso il Sandron. Da molti anni vive a Parigi dove ha lungamente esercitato il giornali- smo e lavorato al teatro Réjanc co- me segretario della grande attrice. Le sue tendenze d'arte di schietta derivazione zoliana gli hanno ispirato notevoli saggi di Grand-Guignol: me- ritano d'esser ricordati PapàGournas e In bordata. Ci riserviamo di de- dicare più ampio studio a questo au- tore. * GIANNINO ANTONA-TR.\ VER- SI. — Le sue commedie occupano nove volumi (editi dal Sandron) : molte di esse sono dimenticate, ma non tutte giustamente. Sebbene egli sia stato ispirato da un semplice desi- derio di onesta giocondità, acuita so- lo da una disposizione all'ironia più spesso impertinente che severa, il suo teatro ha oggi un valore di satira più forte che nella sua intenzione non dovesse essere. È un « pariniano » sen- za volerlo; e poiché la società che satireggiò va scomparendo, le sue commedie han perduto quel sapore che ebbero, o forse la società odierna non è più in grado di gustarlo. Tuttavia La scuola del marito, La scalata all'Olimpo, Carità mondana, I martiri del lavoro sono commedie di eccellente stile, e meriterebbero di tenere maggior posto nel repertorio corrente. Altre graziosissime sono ì giorni più lieti — forse la più bella di tutte — La mattina dopo, La prima volta, Il braccialetto, Il paravento. Una, tanto audace quanto penosa, ma per la crudezza dell'argomento, interessante è La moglie onesta. Un buon dramma, La madre, e un dram- ma di austera grandiosità di concet- to, La grande ombra, sono gli ultimi lavori dell'Antona-Traversi. Durante la guerra ha ripreso il suo grado di ufficiale di cavalleria, e SI è con religiosa disciplina dedi- cato soltanto alle missioni inerenti alla sua milizia; alla Patria ha dato una. immensa passione di umiltà. E ces- 212 - 3ata la guerra, ha continuato a 5t;r- vire il suo paese in un'opera di infi- nita pietà: ha raccolto le ossa dei fratelli morti e le ha ricomposte nei cimiteri del fronte... * ROBERTO BRACCO. — L'ope- ra sua di drammaturgo è compresa in dicci forti volumi editi dal Sandron di Palermo, e una piccola parte del- la sua opera di critico e di cronista teatrale è raccolta in un volume: Tra le arti e gli artisti, edito dal Giannini di Napoli. Sulla personalità ROBERTO BRACCO ^. _ J*^ (Fol. V arischi e Artico). iriistica di questo nobilissimo scrit- tore sono assai numerosi gli studi cri- tici e in forma monografica su riviste 'Nuova tiAtologia del 1908) e in dìù ampie trattazioni, come ne La evoluzione del teatro contemporaneo lei Tonelli (Ed.: Laterza). Wssun autore italiano merita quan- to U Bracco l'interessamento della critica e degli studiosi per la concet- tosità del suo teatro e per la origina- lità di pensiero e di forma che gli è caratteristica: tanto più notevole quan- to più è evidente l'ampia apertura della sua mente a tutte le correnti estetiche e filosofiche del mondo mo- derno. Il suo teatro, nonché netta- mente italiano, porta l'impronta re- gionale, anzi cittadina più schietta: e tranne qualche sproporzione formale ha sempre una così solida e armonica struttura da far palese un travaglio di composizione artistica tanto po- tentemente assimilatore quanto robu- stamente espressivo. La ferace terra partenopea che ha prodotto i più va- sti ingegni speculativi dell'Italia, ha manifestato anche nell'opera del Brac- co la sua magnifica virtù animatri- ce e nutrice d'ogni più sottile o più complessa ideazione. E tuttavia il Bracco, napoletano purissimo e di o- rigine e di carattere, ha dato al tea- tro italiano opere così diverse e di così diversa origine che è possibile scorgervi i riflessi delle più disparate influenze senza che nessuna possa iiìai scancellare e neppure velare i segni di una autonomia artistica inne- i:."gabile. Egli ha del Dumas (più in piatica che in teoria) il concetto del teatro castigatore e riformista della società, ha dell'Ibsen la potente aspi- 1. (Zinne alla trattazione dei più alu l);Gblemi spirituali, ha del Gorki, la i :.pe:uoàtà rapprC-Cntativa degli squi- libri morali nella civiltà moderna, ed ha financo delle tendenze domi- nanti nel teatro tedesco piuttosto col Sr.dermann che col Hauptmann la ro- busta quadratura delle figurazioni e- tiche : ma tante e sì diverse « simpa- tie » — che possono benissimo spie- garsi con affinità inteDettuali o con parallelismi di osservazioni — sono fuse in un atteggiamento mentale per- fettamente italiano da un senso fi- nissimo della verità umana, da un acume raro di penetrazione psico- logica, da un gusto squisito di pit- toresca figurazione drammatica. Sce- ne di leggiadria come i tre atti di Infedele (1894) o quelle di giocosa eleganza come // perfetto amore (1910) sembrano quasi incompatibili nello stesso pensiero con le asprezze — 213 di Una donna 1^1892)0011 le cupe au- sterità di Tragedie dell'anima (1899) e di Maternità (190;?); né le ne- bulosità del Trionfo ( 1 896) sembrano sorte dallo stesso pensiero che ha creato la nitida e colorita figura di Uon Pietro Caruso (1895); e fra la severità di Nellina (1908) la sotti- gliezza di Nemmeno un bacio (19 12). la musicale bellezza di Sperduti nel buio (1901) sembra difficile trovar posto per opere di rappresentazione teatrale tanto limpida e di efficacia sì immediata come La piccola fonte (1905} e il Frutto acerbo (1904) e // piccolo Santo ( 1 9 1 1 1 . Durante la guerra, che ha offeso il suo pensiero di artista e di poeta quanto martoriato ed esaltato il suo animo di italiano, U Bracco ha dato due opere dolorose: Gli occhi con- sacrati e L'amante lontano (1917). Il teatro di Roberto Bracco è mi- nutamente e profondamente analitico, e poiché tratta sempre argomenti di ulta importanza morale non riesce senza fatica a trovare le espressioni umane di più preciso e realistico va- lore rappresentativo: ma vi riesce. Se una sovrabbondanza verbale talora Io aggrava è innegabile che essa è pio namente giustificata dal pensiero del- l'autore, anche se questo soverchia il personaggio. La suprema spiritualità del dram- maturgo e la grazia squisita del poe- ta si equilibrano spesso in scene mirabili che vanno annoverate fra le pili belle del teatro italiano: e non si rileggono senza ammirazione Maternità e Nemmeno un bacio, ne si ascoltano senza emozione Sperduti nei buio e La piccola fonte, né sen- za un turbamento profondo // pic- colo santo, la più originale, la più moderna e la più pura di stile fra tutte le opere drammatiche italiane. Roberto Bracco ha dato commedio- le graziosissime che occorre appena ricordare tanto sono ancora vive nel ricordo di tutti: Lui, lei, lui (1887) e Un'avventura di viaggio (1887), più recentemente Ad armi corte (1910}. Ha esordito al teatro nel 1886 con un proverbio: Non [are ad altri... Fu critico drammatico del Mattino, ed ebbe per pseudonimo Baby. * SABATINO LOPEZ. - L'idea centrale di ogni suo lavoro è sempre desunta da un fatto reale: così il Lopez stesso dice. È forse questa o- rigine realistica quella che si riflette nella verosimiglianza ordinata e chia- ra dello sviluppo drammatico. Autore tradizionalista nel senso che nel teatro vede e sente dominante il problema SABA FINO LOPt-Z (Fot. Varischi e ^rlicoK della situazione drammatica: prepa- rarla, svolgerla, risolverla ; nei mezzi considera il dialogo come lo stru- mento principide, e di natura e di carattere peculiari, della dinamica sce- nica. Il dialogo del Lopez, agile, rapido, chiaro, fluido, semplice, vi- vo, « parlato » sempre e mai « scritto > è il più perfettamente teatrale della letteratura nostra. Anche ii Lopez è autore borghese, e verista : perciò non vuole essere profondo, ma si compiace d'ogni mez- zo perchè le sue commedie riescano — 214 — .atracnti e gradite. E" luiglior com- mediografo che drammaturgo, appun- to per la sua ritrosìa ad affrontare problemi psicologici, che espone con sobrietà ed acutezza ma risolve bru- scamente. Scrittore di purissima ricchezza lin- guistica, e di non comune fecondità. Ha dato circa venticinque commedie e drammi, e forse altrettanti atti imici, scene dialogate, bozzetti, mo- nologhi e recentemente degli n< studi di caratteri > — assai' interessanti. Diamo una notizia quasi completa delle opere sue, alcune delle quali sono disperse: Oriana, i a. (Bolo- gna, T. del Corso, C. Bertini-Boet- ti-Falconi, 12 febbraio 1889); Di not- te, 3 a. (Bologna, A. Sole, C. Dili- genti, 25 agosto 1889); // Bajardo, e. 3 a. (Bologna, A. del Sole, 1890); // Segreto, 1 a. (Torino, T. Gerbi- no, C. Pasta-Garzes-Reinach, 14 ot- tobre 1892); L'ospite, 3 a. (Napoli, T. Fiorentini, C. sudd., giugno 1893) Ninetta, 3 a. (Napoli, T. Mercadan- te, C. Vitaliam-Lombardi, 6 maggio 1895); // Destino, 3 a. (Milano' C. Paladini-Mariani, 1896); / fra- telli, 3 a. (Roma, T. Valle, C. Ma- riani, 1897); La guerra, i a. (Geno- va, P. Margherita. 22 dicembre '97): Il punto d'appoggio, i a. (Torino, T. .\lfieri, C. Paladini-Mariani-Zam- pieri, 9 gennaio 1899J; Posta Su- prema, 3 a. (Milano, T. Filodramma- tici, C. Zacconi, gennaio 1900J. Se- guono nel ventennio decorso: La mo- rale che corre (1904); La donna d'altri (1906); tìufere (1907): La buona figliuola (1909); // principe azzurro (19 io); // brutto e la bel- la (1910); La nostra pelle (1912); Il terzo marito (19 13); // viluppo, (1913); Mario e Maria (1915); Il sole d'ottobre (191 6); // passerotto (191 8); 5/ chiude, Schiccheri è gran- de '(1920). In collaborazione: Disciplina, 43. con Edoardo Calandra (1S93); Per il suo bene, 3 a. con SUvio Zambaldi (1916); L'onomastico di Nicoletta, I atto, con Gerolamo Rovetta (1908). Di alnme .ibbiamo le indicazioni tiegli Annali che non sappiamo se sono esatte: Gelsoniiiui, 3 a. di Berta; // successo, ecc. Un romanzo di ambiente teatrale. Gli ultimi zingari, è uscito nel 1920, e poco dopo Le loro maestà, argu- tissima divagazione critica e psicolo- gica sul teatro. Il Lopez è stato per una diecina d'anni critico dramma- tico del Secolo XIX di Genova. Per otto anni (^igio-igiS) direttore ge- nerale della Società degli .Autori. Le opere del Lopez sono pubbli- cate da varii editori: le più impor- tanti "dai Fratelli Treves. GIOVANNI SABALICH. — In questa rassegna degli autori italiani, rappresenta Zara — dove è nato ses- santaquattro anni or sono, dove ha vissuto, dove ha scritto numerosi la- vori drammatici in dialetto veneziano. È uno studioso di storia e di critica teatrale, e la sua massima opera : Cronistoria del nobile teatro di Zara è un notevole contributo allo studio della lirica e drammatica in Dalma- zia. Interpreti dei lavori drammatici del Sabalich furono Zago e Benini, la Zanon, Corazza: si ricordano fra i più notevoli: Tragedie di campiela. Et rampegon. La visilia de Nadal, Crose rossa italiana, El cavadenti. Gif croi del Montenegro, Cuor di San- tina; e alcuni monologhi: / oto zor- ni di Pejia, Uamico dell'uomo, Es- sere o non essere, etc. Questa nota non è né completa nò fornita di precisi particolari: con ri- serva di integrarla, è però qui com- presa in omaggio alla città novella- mente compresa nei confini della Pa- tria: omaggio di fraternità ed auspicio di fortuna verso quanti vi tennero viva la fiamma dell'italianità. AMEDEO GHERARDINI. — È nato a Lendinara, nel 1871, ed è insegnante di scienze fisiche e natu- rali. Tendenze di pensiero e abito di studi si riveLuio nei suoi lavori che presentano problemi psicologici e so- ciali con obbiettività di espressioni e un notevole vigore di passioni. Essi hanno avuto tutti un successo di in- teressamento per la loro non comu- 215 ne dignità di pensiero. Sono i .-.e guenti: / figli, dramma in 3 atti (Padova, C. Marini-Mariani, i giugno 1894: ripresa nel 1901, C. Talli- Gramati- ca-Calabrcsi) ; / naufraghi, dramma in 3 atti, (Lendinara, C. Bonfiglioli- De Riso, settembre 1901); Transfuga, dramma in 2 atti (Napoli, C. Zacco- ni, 12 novembre 1908); La villa dei Gigli, commedia in 4 atti (poi in 3), in collaborazione con E. Zacconi (To- rino, T. Carignano, C. Zacconi, 13 aprile 1910); La valle fiorita, comme- dia in 3 atti, (Roma, Quirino, C. Irma Gramatica, 12 novembre 19 17); La preda, dramma in 3 atti (Reggio E., T. Ariosto, C. Zoncada, 31 mag- gio 1920). LUCIO D'AMBRA. — Pseudoni- mo di Renato Manganella, romano. Con un atto: Steeple-Chase (Na- poli, T. Sannazaro, C. Marchi, mag- gio, 1896) affrontò per la prima volta a sedici anni il teatro. Da allora la sua intensa attività letteraria alternando la critica con l'arte dram- matica, ha dato opere più o meno no- tevoli, ma sempre interessanti per geniale acutezza di pensiero e per originalità di forma. Le sue opere rappresentate sono le [LUCIO D'AMBRA seguenti: Acqua stagnante, 3 a. (Ro ma, T. Valle, Comp, Mariani, 1897); Castello di carte, 3 a. (Napoli, T. l'iorentini, C. Marchi-Maggi, 1897} . Marionette, i a. (Roma, T. Nazio- nale, C. Carloni-Talli, 1897); Fan- tasia, I a. (Roma, T. Metastasio, C. Vitti, 1903); Il ber nini, 4 a. in versi (Milano, T. Commenda, C. Garava- glia, 1904); successivamente Goffre- do Mameli (1904); La via di Da- masco ( 1 904) ; Effetti di luce e // giardino di Armida, in 2 atti ciascu- no (1908); Gli angeli custodi (19 io); Acqua, acqua, fuoco fuoco; La destra e la sinistra, I miei amici di Sans- Souci, in un atto (191 r ) ; Gli esuli (19 14); La diva della Scala (19 15); La frontiera, in 3 atti (Parigi, 191 6, Comp. di Berthe Bady, Théatre des Arts). Le commedie di Lucio d'Ambra sono pubblicate presso varii editori. È in corso di stampa il teatro comple- to in cinque volumi. * GABRIELE D'ANNUNZIO. — Dinanzi alla gesta magnanima che GABRIELE D'ANNUNZIO i/o/. Agenzia Slampa - A. Anselnai). durante e dopo la guerra ha occu- pato tutte le energie più potenti di questo massimo e ottimo fra gli ita — 216 liani viventi, far cenno dell'opera sua di poeta drammatico può sembrare intempestiva, non che superflua im- presa. Drammi e tragedie memorabili non ha egli scritto soltanto, ma vissuto nella realtà sanguinosa della guerra, nello spasimo quotidiano dell'audace impresa di Fiume, nell'angoscia de- gli atti temerari! e sapienti che hanno agevolato alla Patria la conquista dei suoi meno ingiusti confini. E pure . germi ideali dell'azione di Gabriele D'Annunzio sono tutti nell'opera sua di poeta, e non i minori nell'opera sua di tragèdo. Soltanto l'amore di tutte le terre d'Italia e l'adorazione per tutti i suoi man potevano ani- mare di una stessa potenza di bel- lezza e di vittoria il verso meravi- glioso, la numerosa prosa, l'atto e- roico e la magnanima sfida. Per il teatro ei trasse dalle più fertili ter- re d'Italia e dai più sonanti suoi golfi le ispirazioni genuine dei canti e dei drammi: dai colli fiorentini colse il primo esile fiore col Sogno d'un mattino di primavera (1897) e dalla stessa terra toscana sàpida di messi e odorosa di civiltà trasse poi le favole e la finissima favella della Gioconda e del Ferro; dalla rude montagna d'Abruzzo tolse , ritmi me- lodiosi e le frementi passioni della Figlia di Jorio (1904); dall'arsa ter- ra dei Marsi la tragedia fosca e mi- sera della Fiaccola sotto il Moggio. Alle più auguste memorie della poesia italiana e alle sanguigne passioni del- la terra di Romagna attinse 1 mirabili succhi della frondosa e magnifica Francesca da Rimini (1902). Di fra i ruderi romani memori degli splen- dori e delle profanazioni bisantine risuscitate dalla curiosa anima della capitale moderna irrequieta sotto la mano di Crispi, sradicò la torbida e pungente Gloria, e dal rovo non meno spinoso, della passione affricana svelse l'amaro e selvatico fiore di Più che l'amore (1906). Poeta me- diterraneo, alla arida terra di Gre- cia, frugata con insaziabile amore a- vea chiesto il segreto di un misterio- so delirio latino per La Città morta (1898) e alla sua più venerabile leg- genda richiese poi la misura di un sogno di vita fremente di forza e di bellezza per Fedra « vertiginosa >• (1909). Ma la più pura e la più va- sta figurazione di poesia religiosa trovò nel mare di quella Venezia cui aveva dedicato il Sogno d'un tramon- to d'autunno, poiché chiese al miste- ro e al prodigio delle sue origini nel vortice delle passioni terrene e delle esaltazioni celesti fra i fedeli e gli eretici dei Vangeli, la luce, l'ardo- re e la potenza creatrice per glori- ficare La Nave (1908) — simbolo mirabile della gloria d'Italia, memo- ria ed auspicio della sua fortuna, gemma purissima della sua corona artistica. Di questa tragedia di cui ogni verso acquista oggi un profon- do senso profetico, il poeta ha consa- crato col suo sangue di soldato la meravigliosa passione. Gabriele D '.Annunzio, giunto alla attività di drammaturgo dopo una lunga e gloriosa operosità di poeta lirico e di romanziere (se pure 1 suoi romanzi non sono poemi in pro- sa), non sdegnò, negli anni dell'esi- lio francese, forme di teatro meno rigide, nelle quali si indugiò in ri- cerche metriche singolari in lingua francese, e in figurazioni mimiche e coreografiche originali. Così gettò nel- la vetusta forma del « mistero » l'in- candescente passione del Martyre de Saint Sébastien ( 1 9 1 1 j in versi fran- cesi arcaici; e successivamente La Pisanelle cu la mCt par fumèe (1913) entrambe rappresentate a Parigi, al Theatre du Chatelet; dove pure ap- parve Le Chèvrefeuille (19 13) che in italiano si trasformò nel Ferro. Non meno interessante, sebbene di gran lunga inferiore alle opere pre- cedenti, è la tragedia di Parisina, scritta per la musica di Pietro Ma- scagni (1914). .Alla cinematografia D'.'Vnnunzio ha dato il primo capolavoro della nuova arte italiana, con Cabiria, e una tra- ma: La crociata degli Innocenti. Collaboratori per la rappresenta - — 217 — zione delle sue opere egli ebbe mu- sicisti, pittori, artisti magnifici. An- tonio Scontrino, Ildebrando Pizzetti, Claudio Debussy. Pietro Mascagni; Duilio Cambellotti; Sarah Bcrnhardt, Eleonora Duse, Ermete Zacconi, Fer- ruccio Garavaglia, Irma Gramatica, Ruggero Ruggeri, Oreste Calabresi, Evelina Paoli, Teresina Franchini, I- da Rubtn Stein. Dopo il 19 14, D'Annunzio non ha scritto niente per Ìl teatro. Ha sol- tanto combattuto instancabilmente la guerra che aveva invocata e cui pre- parò gli spiriti dei fratelli in Italia. L'anno 1920 che lo vide reggente e comandante di Fiume si chiuse nello schianto di un dolore non concepi- bile. Possa l'Arte dare all'animo suo il conforto e possa l'eterno fascino di giovinezza della terra d'Italia ren- dere ancora al suo Poeta la forza rigeneratrice della sua meravigliosa fecondità. ALESSANDRO VARALDO. - È nato a Ventimiglia nel 1876. Quando assunse nel 1903 la cri- tica drammatica al Corriere Mercan- tile di Genova, che tenne poi fino al 19 IO, aveva fatto rappresentare sol- tanto una piccola commedia Diaman- te o castone, a Como nel 1902. Suc- cessivamente dette al teatro lavori che richiamarono l'attenzione del pub- blico per la elegante concettosità del dialogo e per un fine senso di ironia. Per queste qualità il Varaldo va con- siderato come un precursore del tea- tro «cerebrale» venuto in gran fa- vore durante e dopo la guerra. La Conquista di Fammeitta,^ e. in 4 a. (Genova, P. Margherita, C. Tal- li e Socio, ottobre 1906) manifesta- va appena le tendenze che si affer- marono chiare ne L'altalena (MUano, T. Manzoni, C. Talli-Melato-Giovan- mini, aprile 1910), preceduta nel feb- braio dello stesso anno da L'amante del Sole (Genova, C. Di Lorenzo). L'altalena è una commedia ironica gustosissima, della quale può essere considerata come un complemento teo- rico la successiva, // medico delle anime (Roma, T. Valle. C. Ruggieri, novembre 1913 e Milano, T. Liri- co, C. Zacconi, gennaio 1914J, as- sai meno fortunata. Appassionatamente trae argomento della guerra ed apparve nel 1916. // più sincero dei tre. Una scia- rada e Gatto nero sono graziose com- medie in I atto, apparse fra LI1913 e il 1915. Il Varaldo ha dato nel 1920 Un marito innamorato (v. Drammatica 1920). Ricordiamo ch'egli ha pure pubblicato in epoche diverse, sette romanzi, cinque volumi di novelle, tre volumi di versi, e dei Profili di artisti drammatici assai interes- santi... e continua. Oggi egli è direttore generale della Società degli Autori, di Milano. * RENATO SIMONI. — Scritto- re pittoresco dei più vivaci, ha dato al teatro un'attività austera manife- sta in opere non numerose ma di rara dignità artistica. Nato a Verona si fe- ce conoscere a Milano appena ven- tenne per le sue critiche drammati- che sul Tempo, allora diretto dal Gianderini. Studioso appassionato e ricercatore erudito d'ogni più rara gemma tea- trale, bibliofilo e osservatore acuto d'ogni forma di vita e di pensiero, ha palesato i caratteri di un ingegno brillantissimo illuminato da una cul- tura vasta e varia, tanto nell'opera sua giornalistica quanto nel nobile contributo dato alla letteratura dram- matica. Egli ha raccolto degnamente nel campo letterario due grandi e gra- vi eredità: la successione di Giusep- pe Giacosa, maestro d'arte e di buon gusto, con la direzione della Lettura; e nel campo teatrale, quella di Gio- vanni Pozza con la critica dramma- tica del Corriere della Sera. Hascrit- . to in dialetto veneziano La vedova^ (1902), gioiello di commedia che ri- velò il giovane autore e parve consa- crarlo a una fecondità invano auspi- cata, con un successo memorando. Seguì Carlo Gozzi (1903) robusta e bella interpretazione di un carat- tere e di un'epoca; Tramonto, rap- presentato in veneziano dalla Comp. — 218 — li « nini nel 1900 e in italiano dalla Comp. Andò nel 1907. E un dram- ma tristissimo, profondo e non for- tunato. In collaborazione con L'go Ojetti, il Matrimonio di Gasano va, non ebbe successo (Torino, C. Di Lorenzo, 1908). Fu grandioso invece il successo di Congedo (Comp. Benini, 191 01. commedia di ima purezza rara di forma V di una potenza singolare di suggestione in espressioni minute e limpid ■ di semplicità. Fra il Casanova e il Congedo, il Simoni trasformando e rifacendo una rivista fatta in occasione di una recita studentesca, trovò con uno spi- rito caKistico felicissimo, la prima e non uguagliata rivista di carattere nazionale che, rappresentata in tutta l'Italia vi ebbe im successo immenso, - La Titrlupineide (1908 — piacevo- lissima satira politico-letteraria : egli ritentò la rivista e incontrò un in- successo clamoroso, col Alartirio di San Paleimidone (Roma , 19121. Poeta facile e agile il Simoni ha ridotto a libretto Madame Sans-Gène per la musica del M.o Giordano e la Secchia rapita per il Ricordi; e scrisse un Prologo in versi per la Compagnia delle Maschere di .^. Rossi. Dacché ha assunto la critica dram- matica del Corriere non ha più scrit- to per il teatro — ciò che è ragion di rammarico; ma ha svolto neUa o- pera quotidiana ispirata a nobili cri- terii d'arte un'opera salutare, ed ha dato rari ma notevoli studii mono- grafici di teatro nelle prefazioni alle commedie pubblicate dal V'itagliano. La vena d'oro. L'uccello del Paradiso, e // belV Apollo: la collezione dram- matica è diretta dal Simoni medesi- mo. Sta preparando con Giuseppe Adami un libretto, Tnrandot. per Gia- como Puccini. Durante la guerra, il Simoni espli- cò, come ufficiale addetto al Coman- do della 111 .Armata, un'azione tan- to modesta quanto preziosa di assi- dua, paziente, aciUa propaganda mo- rale nelle file dell'esercito combat- tente, e organizzò con fervore d'arti- sta e di italiano // teatro del sol- dato al fronte. Diresse e in gran parte scrisse l'indimenticabile Tra- dotta. ALBERTO COLANTUOM. -~ Fe- condo e vivacissimo scrittore, ha dato con rara versatilità al teatro lavori d'ogni genere, tranne fiaora il dram- ma. La vena comica e poetica lo ha indirizzato a lavori di indole spe- ciale, talvolta assai lievi che ha trat- tato con buon gusto e finezza piutto- sto imica che rara : sei riviste, quat- tro commedie, sei libretti d'opera, due d'operetta sono stati intercalati da numerosi articoli di critica, d'ar- te, di politica in giornali, di cui è stato redattore-capo, quale V Adi- ge di Verona, il Popolo di Trento, la Giornata di Firenze, il Tempo di Milano, V Italia del Popolo o col- laboratore pregiato come del Guerin Meschino. Il suo primo lavoro è una comme- dia: // germe (Milano, T. Filodram- matici, C. Rasi, 28 febbraio 1900); dopo la quale iniziò l'opera sua ar- tistica più originale con una rivi- sta: La rava e la java (Milano, T. Carcano-, C. Sbodio-Carnaghi, 25 gennaio 1902) quando il genere era Ignoto, o quasi, in Italia. Seguiro- no nel 1905 i libretti delle opere L'albatro e Jana (Milano, T. Dal X'erme, 3 dicembre 1907); nel 1907 le commedie in milanese: Dal barbee (Milano, T. Fossati, C. Sbodio-Car- naghi, 3 febbraio) e A rebelott (Mi- lano, C. Città di Milano, T. Filo- drammatici, 18 ottobre); nel 1908 il libretto di Eidelberga mia! (Ge- nova. T. Carlo Felice, 28 febbraio) Edit. Puccio; nel 191 1 quello del- l'operetta haschisch (Torino, P. Chia- rella, 21 aprile — Edit. Sonzogno) : nel 1912, Cingallegra Milano, T. Lirico, 18 ottobre - Edit. Sonzogno) nel 191 4 tre riviste: Paris-Berlin-Mé- diterranée (25 ottobre 1 : Di palo in frasca (30 agosto) ; La più gran via (17 ottobre) tutte rappresentate al- l'Eden di Milano dalla «"..mu Rota. — 219 — e il libretto di Finlandia (Torino, T. Regio, 25 marzo - Edit. Son- zogno); nel 191 5 una commedia: La sagra dei fringuelli (Venezia, T. Goldoni, C. Sichel, 6 dicembre) ; nel 191 6 // signor Ruy-Blas, operetta (Bologna, T. Duse, 6 marzo - Edit. Sonzogno); nel 1917, // Macigno, ^pera (Milano, Scala, 31 marzo - Edit. Ricordi) nel 19 19 una rivista, La donna che incontrò sé stessa (Mi- lano, T. Eden, 22 luglio); e nel 1920 un'altra, Si spieghi con un e- sempio (Milano, Eldorado, C. Sa- tirica, 7 luglio). Il Colantuoni dirigerà dal 1921 la Compagnia drammatica milanese La Lombarda. È nato a Trieste nel 1879. DANTE SIGNORINI. — Giorna- lista, residente a Torino, ma nato a Firenze nel 1867: scrittore e par- "latore arguì issimo e inventore d'o- DANTE .^GNORINl (/o/. ddla 'R. Questura di?). gni sorta di amenità, (compresa la fotografia che ci ha inviata e che riproduciamo) non è sempre fa- cile stabilire quando fa qualcosa sul serio o per burlarsi del prossimo: ciò che ha contribuito non poco alle strane vicende di alcuni suoi lavori teatrali. Per una non rara incon- gruenza, questo spirito comico e fa- ceto iniziò la sua attività teatrale ri- ducendo per le scene Risurrezione di Tolstoi (Trieste, C. Berti-Masi, Quaresima 1903) prosegui con un dramma: Gli intrusi (Torino, T. Al- fieri, C. Mariani, Quaresima 1904); ma si avvicinò al genere meglio ri- spondente all'indole del suo ingegno con // Capitan Fracassa, in collabo- razione con Cosimo Giorgieri-Cont» (Milano, T. Commenda, C. Garava glia. Luglio 1904); cui seguì // se- greto del signor Giudice (Roma, T. Costanzi, C. Talli-Gramatica-Calabre- si, ottobre 1904). Dopo sei anni conseguì il suo mag- gior successo con Una telefonata , commedia di ingegnosa fattura e di pungente ironia, di ambiente giorna- listico (Milano, T. Manzoni, C. Tal- li, II novembre 1910); Nozze di radio, non ebbe successo (Torino, T. Alfieri, C. Talli, autunno 191 1); ma ne ebbe uno assai lusinghiero // piccolo Copperfield, da Dickens (Torino, T. .Alfieri, C. Città di Ro- ma, settembre 1912); e un bozzetto patriottico Cadore (Milano, T. Diana, C. Talli, estate 19 14). Una comme- dia dialettale piemontese Wrt licenzia è apparsa poi allo Scribe di Torino, per la C. Casaleggio. Su un'altra commedia che l'Andò rappresentò al- l'Olimpia di Milano, l'autore ha steso un denso velo... di oblìo nel ricor- darci l'opera sua. Rispettiamo il velo. II Signorini per ingegno, per spi- rito, per spigliatezza di dialogo as- sai di più e di meglio avrebbe po- tuto dare al teatro: e c'è ancora da aspettarsi qualche grata sorpresa. NINO MARTOGLIO. — Fecon- dissimo e brillantissimo commedio- grafo al quale il teatro siciliano deve lavori molto fortunati. È nato a Catania nel 1872; fu giornalista, prese parte a lotte am- ministrative, navigò come capitano di lungo corso, e scrisse nove volumi di versi in dialetto, dialoghi, sonetti, melodrammi (dal 1893 al 1904, e- ditori «D'Artagnan» e Giannetta) riuniti poi col titolo Centona (Gian- notta, 1908). Ha risuscitato la letteratura dialet- tale siciliana, e quasi creato col Ca- — 220 — >^ puana, il teatro che tanto clamore di discussioni e di plausi ha solle- vato, con venticinque lavori, alcuni dei quali in lingua. Altri hanno la doppia forma dialettale e italiana. È un autore comico di inesauribi- le vena. Tutti i suoi lavori sono del ventennio trascorso; e li enumeriamo semplicemente: hiica, 3 a. (1903); / Civiioli in Pretura (1903); Sara (1904); Tur- bine, dr. it. (1905); t/' Palm (1906); Il Palio (1908); La sua famiglia! comm. it. (1907); U' santa 'u lupu (19 17) ; San Gì uva ani de cullata (1908); L'ultimo degli Alagona, dr. it. (1908); // Divo (1909); Vocu- lanzicula (Altalena) (1909); Salto di Barra (19 io); Punto a croce e nodo piano, e. it. ( 1 9 1 1 ) ; Capitan Senin ( 1 9 1 2 ) ; L'aria del continente ( 1 9 1 5 ) ; 'U rif fanti (1916^; L'arti di Giu- }à (19 16); Scuru (19 17); *U Con- tro (191 8); Sua Eccellenza di Fal- comarzano, in it. (1918); Sua Eccel- lenza, in dial. (1919); A Vilanza (bi- lancia), in collaborazione con L. Pi- randello (1918). Con lo stesso: Cap- piddazzu paga tutto, inedita. Quasi tutte sono pubblicate dal Giannotta di Catania; una dal Tre- ves. GIOVACCHINO FORZANO. — Di questo autore versatile e facile è soprattutto notevole la lenta, labo- riosa ma tenace elevazione: da la- vori di impulsiva e superficiale ispi- razione ha saputo assurgere ad altri di un buon gusto non comune. Poe- ta di vena e di schietto carattere po- polare, usufruì di quella naturale di- sposizione e di un senso istintivo del teatro dedicandosi a far libretti: mo- desti, quelli di Calvina (Alessandria, Maggio 1904) e di Fiorella (Pe- saro, Eugenio Gok), tentando timida- mente la commedia con // VII S... (Firenze, T. Niccolini, C. Berti-Va- nini, gennaio 1907) con Carità, far- sa (Firenze, T. Niccolini, C. De San- ctis, febbraio 1907) e Le ballerine del Faust (Carrara, giugno 1909); e poi la rivista con Lo sciopero delle acque (Montecatini, C. Maresca, set- tembre 1909; e con quella che ebbe un successo clamoroso e generale in Italia, Monopoleone (Montecatini, C. Caramba, agosto 1910). Essa segna l'inizio di una fase nuova, per l'au- tore, di lavoro, di studio, di varia at- tività, per la quale manifesta ad ogni nuovo lavoro la volontà di migliorarsi. // padre del tenore (Firenze, T. Alfieri, C. Niccoli, gennaio (191 i) è già un'amena commedia di schietta se non originale comicità. Seguono nove libretti d'opera, operetta o ri- vista, che sono: Mademoiselle Porte- bonheur, per la musica di F. Lehar; (Milano, T. Fossati, marzo 191 1); La Reginetta delle Rose, per Leon- cavallo (Roma, T. Costanzi, gennaio 1 9 1 1 ) ; La storia del gruppo, rivi- sta (Venezia, T. Malibran, C. Soa- rez, febbraio 191 1); L'aquila e la Colomba, per Luporini (Roma, C. Maresca, 19 12); Notte di Leggenda, per Franchetti (Milano, Scala, Di- cembre 1914); Lodoletta, per Ma- scagni (Roma, T. Costanzi, Maggio, 1915); C'era una volta un lupo, ri vista (Roma, C. Carambà-Scognami- glio, giugno 191 5); Pape Satan ii- ber alles, rivista (Napoli, C. Villani- Maldacea, ottobre 19 16). Più significativi e più importanti sono i quattro siccessi che seguono: Madonna Oretta, commedia, Roma, T. Valle, C. Galli-Guasti, 19 17) ; Suor Angelica e Gianni Schicchi, li- bretti in un atto per Puccini (New York, Metropolitan, Dicembre, 1916); Le Campane di San Lucio, in 2 atti (Napoli, C. Di Lorenzo, Mag- gio 19 14, e ripresa in 3 atti, nel 1920 dalla C. Galli). Il maggior successo del 1920 fu ot- tenuto dal Forzano con Sly (MUano, T. Olimpia, 23 novembre). L'opera sua comprende ancora i li- bretti: La gabbia d'oro, I due colom- bi, in 3 atti ciascuno per il M.o Wolff-Ferrari; e / compagnacci, 1 atto per il M.o Riccitelli. LORENZO ruggì. — Ebbe rap- presentato a vent'anni nel 1904, il suo primo lavoro. Vittime del passato, in tre atti, e si affermò subito come un autorr di nobili iimiidiiiR-uii e- di noti\ ok- forza. Ha mantenuto li- belle promesse auspicate con non fro- quenti ma elaborati lavori che han- no avuto sempre un successo vivissi- mo di interesse, presso il pubblico e la critica. Essi sono: Sotto il giogo (1905); Cravatta nera (1907); Dopo il sì {i 908 ) : A vita ( 1 909 ) ; La fi- glia (1915); // cuore e il mondo ( 1 9 1 5 ) ; Prometeo ( 1 9 1 7 ) ; Mezzalana ('920). , Trattano con notevole profondità di speculazione temi psicologico-sociali. in quadri scenici di non comune am- piezza di significato. È un tradiziona lista, nel senso che poco crede al rinnovamento intimo dell'anima uma- na e molto al lento evolversi delle forme di vita nelle quali si agita : è tm idealista, e un loico di schietta umanità. È bolognese e Consigliere della Società degli Autori. Appartiene a quella schiera di giovani dai quali molto attende, con fiducia, il teatro italiano. NINO BKRRINI. — L'opera sua di drammaturgo è tutta compresa nel ventennio trascorso, essendo egli na- to a Cuneo nel 1880, e avendo co- minciato con una commedia piemon- tese, Rondale, nel 1902 (Torino, T. Rossini, C. Cuniberti, marzo) la sua brillante carriera di commediografo. È un tenace lavoratore, e tal sua vir- tù palesa pure nella non comune pa- zienza con la quale rifa, rifonde, riduce i suoi lavori. // metodoi, com-_ media in 3 atti, lo rivelò nel 1905 al Teatro Sperimentale di Firenze: divenne poi il Metodo colle donne. Da quattro a tre atti fu ridotta Ja <:ommedia già veneziana (1907) e poi italiana Vavvocatino Goldoni (1909). Scrisse poi II violinista (dal romanzo di F. Pastonchi) igoS; Per i figli \jgoS); Un ritorno (La via chiusa) (1909); La morsa (1909); Andata e ritorno ('1909J; All'indice ( 1 9 1 o; ; O prima o poi 1 1 9 1 2 j ; Una donna moderna (1912;. // tramonto d'un re ^1912): La settimana rossa (o f.n dama dell'altra sponda) l'ii; // jXH'ta ( la signuimu 1 1919;. Lou- seguì uno dei più vasti e clamorosi successi recenti con II beffardo (1919) Fece rappresentare no! 1920 La si- gnora innamorata. Nella commedia borghese e nella ricostruzione storica ha affermato con fortuna uno spirito di osservazione e un'abilità tecnica notevoli. Successe a Domenico Lanza nella critica drainmatica della Stampa di Torino che lasciò nel 1920 (novem bre). *SEÌ\I BENELLI. — Lopera dram matica del Benelli ha avuto nel mo vimento letterario del trascorso ven- tennio uii.i ilin)li(~c infiligli/, 1 -,iil ica- tro itali VI ^' ^ SEM BENELLI di Torino : quelli di Carlo Bersezio e di Vit- torio Nugelli. C'è qui un semplice scambio di nomi : Vittorio Bersezio fece rappresentare tutte le sue commedie dialettali con il pseu- donimo di Carlo Nugelli. La commedia rap- presentata nel gennaio dalla Comp. di T. Cu- niberti si intitola • Fora del mond. + Due commediografi dialettali muoiono ta quest'anno : il 24 gennaio, a Torino, Giuseppe Cesare Molineri, in età di 65 anni (era nato a Pinerolo, il 24 agosto del '47), al quale dobbiamo un compendio di Storia del Teatro, delle critiche drammatiche e alcune commedie in dialetto piemontese che ebbero qualche fortuna: Le Sivitole, La bela bruta, Cà granda, Gent da poc e Un matin d'prìma- vera; ed il 3 ottobre si toglie la vita, a To- rino, il poeta dialettale Carlo Alfredo Occhetti. più noto con il pseudonimo di Carlìn Tiochet. al quale dobbiamo anche qualche opera di teatro : // Gargagnan, in 5 atti e un prologo - 236 - (in collaborazione con Amilcare Solferini), che ebbe gran numero di repliche. Bel doubi o 'L teror d'i lader, in 4 atti, e una commedia : La Regina d'Porta Palass. <è 1913 — Due nuovi autori affrontano le scene dialettali : Carlo Dadone con una commedia in 3 atti : Gianduia è morto ? (gennaio), e Carlo Zunini con un dramma in 3 atti : 'L pi fori (lO-III). + Muore, il 19 settembre, a Moncalvo Monferrato, Agostino Della Sala Spada che, con una commedia dialettale : L'elession 'd Rocataia, ottenne al « Rossini d un grande successo. ce 1914 — La Comp. Testa-Bonelli rappresen- ta, nel gennaio al « Rossini », una commedia in 3 a. di due autori già noti sulle scene pie- montesi : Mario Leoni ed Eraldo Baretti : La Battaglia di San Crispino. Un nuovo autore. Cesare De Maria, si presenta sulle stesse scene con la commedia : L'avocai me fieni (9-1) ; ed in collaborazione con Giovanni Corvett"), fa rappresentare aJ € Teatro Balbo », dalla Comp. Casaleggio, un vaudeville dialettale in 3 atti e un prologo : Sagrinte nen (31X11). 1915 — Il De Maria e il Corvetto danno al « Carcano a di Milano (5-IV) una bizzatria : Ciad, parile doman... Carlo Zunini fa rappre- sentare al solito « Rossini », dalla Comp. Testa-Gemelli, una commedia in 3 atti : 'L Matrimoni d'Celestin (23-11). Allo stesso teatro, nel dicembre, si rappresenta una fantasia di Dante Signorini ed Alfonso Ferrerò : Chi ch'a farà 'l miracol. + Muore nel maggio all'Ospedale Gallier» di Genova, in età di 60 anni, uno dei mi- gliori attori dialettali piemontesi : Luigi So- lari, di Alassio. Allievo preferito del celebre Toselli, seguì per vari anni le vicende di quella Compagnia, interprete delle commedie di Pierracqua, di Baretti, di Carrera, di Leo- ni ; fu famoso nel Travetti. 1916 — Mario Leoni dà un dramma in 3 atti: L'erbo dia libertà (28-1); ed un giovane autore : Emilio Bellini, un dramma in 3 atti di soggetto patriottico : Le dee bandiere (gen- naio). Alfonso Ferrerò fa rappresentare — cosa nuova nel Teatro dialettale piemontese ! — un dramma storico : La Regina d'un re (dicembre) : tutti questi lavori furono recitati dalla Comp. Testa-Bonelli. Con La Mare, Gemma Cuniberti vince il premio al Concorso bandito j>er una commedia dialettale piemontese : la commedia fu poi rappresentata dalla Comp. Gemelli-Casaleggio il 10-XI al « Teatro Scribe » con pieno suc- cesso. Allo stesso teatro viene recitata la commedia in 3 atti di Oreste Poggio : La Taiola. + Muore nel marzo, a Torino, in età di 52 anni, Giuseppina Milone-Romagnoli, attrice dialettale, rinomata in special modo nelle parti di « servetta ». 1917 — Tre nuove produzioni sono rappre- sentate in quest'anno : un idillio di Saverio Fino : La midaja del pastor (gennaio) ; 3 atti di Mario Leoni : Móros d'ma fómna (gennaio) e una commedia di Giovanni Bertinelli — no- me nuovo alle scene dialettali — intitolata : La Contessa grigio-verde (febbraio) : rappre. sentate tutte e tre dalla Comp. Testa-Gemelli. 1918 — Un solo dramma di Mario Leoni viene rappresentato in quest'anno, nel gen- naio, al « Rossini », dal titolo : Fum e flame. -I- Due altri scomparsi dalla scena piemon- tese : Federico Bonelli, modesto attore, morto all'Ospedale, a Torino, in età di 56 anni; e Amalia Fantini, morta nel dicembre, a Torino, in tarda età, attrice nella Compagnia dialettale del marito Teodoro Cuniberti. e madre della celebre Gemma. , IL TEATRO VENEZIANO r. Teatro veneziano moderno che per la morte di Giacinto Gallina sembrava destinato a scomparire — gli ultimi bagliori di quel grande ingegno e di quella grande anima fu- rono La Famegia del Sàntolo (1892) e La base de tufo (1894) — potè continuar a vivere di vita rigogliosa per merito specialmente di interpreti quali Ferruccio Benini ed Emilio Zago. l'uno vivificando con la sua arte mera- 237 — vigliosa di semplicità <; di umanità le comme- die del Galliaa ed accogliendo quei più nobili tentativi dialettali -che facevano i più giovani autori, l'altro perpetuando, con la sua reci- tazione in pretto stile settecentesco, la tradi- zione goldoniana, ed alternando ai più famosi capolavori de', nostro maggior poeta comico le commedie storiche di Luigi Sugana e le più allegre farse del modernissimo repertorio veneziano. 1901 — Le due Compagnie dialettali : di Ferruccio Benini e di Zago e Privato si divi- dono il favore del pubblico. Nella prima, al grande interprete di Gallina, fan corona eccel- lenti attori quali : Italia Benini-Sambo, Laura Zanon-Paladini, .Amelia Rossi-Bissi, Giselda Gasp>erini. Albano Mezzetti, Luigi Sambo ; nel- la seconda, accanto ad Emilio Zago e a Gu- glielmo Privato vediamo piacevoli attori quali : Dora BaJdanello, Amalia Borisi, Enrichetta Fosoari, Alberto Brizzi. Benini rappresenta (al « Carignano » di To- rino, il 9 maggio) una delle migliori commedie di Carlo Bertolazzi : L'Egoista. In quattro quadri sono dipinti, con acuta penetrazione del carattere, quattro momenti della vita di un egoista, fra i più significativi e i più caratte- ristici : e se il commediografo (milanese sep- pe, in questa sua opera, cogliere con am- mirevole intuito il tipo comico, l'interprete, che già due anni prima, dello stesso Berto- lazzi aveva rappresentata una gustosa mac- chietta (ne L^Amigo de futi), seppe imprimere a questa parte il suggello della sua grande arte. Due commedie in un atto rappresenta Zago : El garofolo rosso, una tenue e delicata pit- tura d'ambiente di Antonio Fogazzaro (a Mi- lano, nel febbraio) e Una ceneta de contra- bando di Gaetano Polver (all'a Arena Nazio- nale » di Firenze, nell'aprile). -r Muore a Roncade, presso Treviso, il 21 agosto, in età di 51 anno, uno dei più ca- ratteristici commediografi dialettali, che per due commedie può dirsi il fondatore del mo- derno Teatro veneziano : Riccardo Selvatico. Delicatissimo poeta, diede al Teatro una prima commedia, neV.a quale era ritratta con molta grazia di colorito la vita veneziana : La Boz- zeta de l'ogio CTO), alla quale seguirono A mosca cieca ('75) e / recini da festa t'76), un verio gioiello, di una gustosa comicità, e degna di star a pari delle migliori di Gallina. Scrisse poi anche, in collaborazione col Gal- lina, una commedia intitolata : I pesci fora d'acqua, che non ebbe successo, come pure non piacque la commedia che egli scrisse per Virginia Marini : La Contessa Eulalia. + La morte di un altro autore comico dia- lettale debbo ricordare : quella di Giuseppe Ulmann, morto il 22 marzo, a Trieste : aveva scritto una comimediola in un atto : Goldoni ad Udine e un'allegra farsa : Bronze coverte. 1902 — Con La Vedova rivela squisite qua- lità di commediografo un giovane scrittore veronese : Renato Simoni. Questa commedia in 3 atti, rappresentata nel giugno al « Verdi » di Cremona — ebbe ad interpreti mirabili Fer- ruccio Benini ed Italia Benini-Sambo — ot- tenne un grande successo. E' una commedia di sottile e delicata analisi psicologica, e di una tecnica perfetta, tutta pervasa della poesia della vita famigliare : soltanto paragonabile pel suo carattere alle ultime commedie del Gallina : a Fora del mondo e a La Famegia del Sàntolo. Un'altra commediola in un atto, di un poeta vero'nese : Vittorio Betteloni : La Letera de Rosina, rappresentò Benini al « Manzoni » di Milano. + Il socio di Emilio Zago, Guglielmo Pri- vato, già eccellente « brillante » in primarie Compagnie (con la Sadowski, con la Tessero, con la Marini, con la Pezzana), poi, dall' '88, apprezzato « caratterista » in Compagnie vene- ziane, lascia quest'anno le scene del mondo : il <.'rande interprete del Ladro muore a Padova, il 30 marzo, all'età di 7fi anni (era nato a Venezia nel 1826). 1903 ~- Di Renato Simoni una commedia storica Carlo Gozzi (nella quale in quattro quadri distaccati è gustosamente dipinto il carattere del grande rivale di Goldoni), viene rappresentata da Ferruccio Benini al a Teatro della Commenda» di Milano, il 18-VIII : con buon successo. Ed un grande successo d'interpretazione ot- tiene Renini in una commedia in 3 atti di da- — 238 rtce Tariufari, intitolata originariamente : L'Eroe, e, nella sua veste veneziana : Queli che comanda : fu rappresentata per la prima volta all'tfAlSeri» di Torino il 10 giugno. Un lieve pastiche settecentesco in martel- liani : Pantalon spiritista, di una scritttrice triestina : Haydée (Ida Pinzi), viene rappre- sentato da Benini a! « Teatro dei Filodram- matici » di Milano {3-IV). Al « Filodrammatico » di Verona, Benini rap- presenta, (21-XII) un'allegra commedia di Al- fredo Testoni : El palazzo de le ciacole, che ottiene lo stesso successo d'ilarità che già aveva avuto nell'originale veste bolognese, sotto il titolo : Acqua e ciacher. Anche le due novità che rappresenta Emilio Zago ottengono buon esito : l'una : El testa- mento del barba, in 3 atti di Antonio Salta- lena (al « Politeama Garibaldi » di Treviso, 21 -IX), l'altra : La Nina, pure in 3 atti di .Marco Benedetti (al « Rossini » di Venezia, 2t)-X) : tutte e due di schietto sapore ve- ."eziano. <^ 1904 — Una seconda commedia di Clarice Tartufari, che Benini rappresenta all'aAlfieri» di Torino : Altri tempi, in 3 atti, non ottiene troppo felice successo (21-III). Invece II Diavolo e l'acqua santa, commedia in 3 atti di Carlo Bertolazzi (rappresentata a! « Costanzi » di Roma, 24-X) rimane a lungo nel repertorio della Comp. Benini. Non piace (rappresentata sulle stesse scene, nel novembre) la commedia in 3 atti di Gio- vanni Pellas : Storia di tutti i giorni. Poco fortunate le tre no\'itj rappresentate dalla Comp. di Emilio Zago : due di Silvio Zambaldi : / pecai de Pantalon e Pandora, in 1 atto (Milano, T. Filodrammatici, 9-II) e El Cuco, commedia in 2 atti con maschere (Milano, T. Olympia, 20-VII) ed una di .Ar- naldo Fraccaroli : El sistema piìi belo (Padova, T. Garibaldi, 30-III). + Muore a Venezia, nell'aprile, uno dei più bizzarri tipi di tohèmien che frequentasse i palcoscenici italiani : il Conte Luigi Sugano di Treviso. Poeta e commediografo, diede alle scene veneziane una quantità di commedie storiche, nelle quali tentò di rappresentare, quasi in una serie ciclica, la vita di Venezia : Gli ultimi paruconi, I francesi a Venezia, \ (cioè Xapoleoneì, Et Fatar Galunlomo e Un gran sogno : specialmente queste due ultime, rappresentate con grande forza drammatica da Emilio Zago, ebbero qualche fortuna sulle scene. 1905 — Una commedia di un celebre sug- geritore, Antonio Salsilli : Per i fioi, rappre- sentata da Benini ai « Filodrammatici » di Milano, il 20-11, ottiene scarso successo. Con / ftoi de Goldoni, scene del '700 in versi veneziani, dà la sua prima prova di autore drammatico uno scrittore veronese che darà più tardi migliori saggi del suo ingegno : e cioè Giuseppe Adami. Questi tre quadri allegorici, nei quali Goldoni ritrova i perso- naggi delle sue commedie irritati contro di lui per averli calunniati nella posterità, e scaccia le maschere, grazioso anacronismo storico, ebbero buon successo (Torino, T. .Al- fieri, C. Benini, aprile). Emilio Zago dà due novità di scarso valore : Caffè Concerto, in 3 atti di Arnaldo Fracca- roli (al « Garibaldi » di Padova, 24-XI) e El pare de novo genere, commedia di Enrica Barzilai-Gentilli (al « Goldoni » di Trieste, dicembre). =^ 1906 — Alle tre Compagnie veneziane ; di F. Benini, di E. Zago. di Brizzi e Corazza, .lina quarta se ne aggiunge di nuova forma- EMILIO ZAGO zlone : quella di Dora Baldanello, della quale è « caratterista » Vittorio Bratti, che sino al- lora aveva fatto parte della Comp. di Emilio Zago. Ottiene discreto successo la commedia in 3 atti : La marna de Monsignor di A. P. Ber- lon (Milano. T. Filodrammatici, C. Baldanel- lo, 4-Vi. — 239 — Tramonto, terza commedia veneziana Ci Re- nato Simoni (rappr«s. da F. Benini all'a Olym- pia » di Milano, il 9-11) non ha successo. Piace la commedia in 3 atti di Luisa Pirani- Barozzi : L'eredità del barcariol (C. Benini. T. Garibaldi, Padova, 11-V). 1907 — Più fecondo è quest'anno di « no- vità » : ma non sempre la qualità delle opere corrisponde alla quantità. Specialmente pro- diga di commedie nuove è la Comp. Benini. Cussi la xe, commedia in 3 atti di una giovane scrittrice che porta un nome illustre .lei Teatro veneziano : Giacinta Gallina, ni- pote del commediografo, rappresentata al T. Quirino, di Roma, il 16-1!, ottiene scarso successo. Piacque invece (Milano, T. Olympia, 28-V) La Famegia del Diavolo, riduzione dialettale in 3 atti di una commedia di Augusto Novelli, nella quale è dipinta l'ingiusta prevenzione che ha il mondo contro le guardie di Pubblica Sicurezza. Propagande del cuor, tenue commediola in 2 atti di C. De Angelis (Milano, T. Olympia, 12-VI), piacque e rimase per molti anni nel repertorio della Comp. Benini ; e sempre sulle stesse scene furon rappresentate : El paese de l'amor, commedia in 3 atti di Giuseppe Adami, e Dopo el pecà, in 3 atti di G. Bor- ghetti d'una il 24, l'altra il 27 giugno). Un grosso dramma, lagrimoso e tenero, di Alfredo Testoni : La rinunzia (Napoli, T. San- nazaro, 22-III) passò discretamente per me- rito dell'esecuzione di F. Benini e della sua eccellente. Compagnia. Una riduzione veneziana de La Zittella di Carlo Bertolazzi, che nell'originale non era stata mai rappresentata, fu data il 23 aprile al Politeama Margherita, di Genova, col titolo : Una tosa al palo; e la commedia, in 3 atti, passò senza infamia e senza lode : non è infatti la migliore del fecondo commediografo milanese. Un'altra commedia di Silvio Zambaldi, Benini portò con scarso successo alla ribalta : El Nemigo de le done (Milano, T. Olympia. 10 ottobre). La Comp. di Emilio Zago rappresenta : El paravento, commedia in 3 atti di L. R. Mon- tecchi (Milano, T. Olympia, 23-XI) e due commediole in un atto di Leonino Da Zara : La cravatta rossa e Baciami sulla bocca (nel novembre, al « Garibaldi » dì Padova) : suc- cesso locale ! Di Silvio Zamibaldi, Zago rappresenta, al « Verdi » di Genova, nel maggio, una com- media allegra in 3 atti : Calle del Paradiso 669 ; e la nuova Compagnia di Dora Baldanello- (al « Valle » di Roma, 20-XI) una commedia episodica sul Goldoni di Nino Berrini, che G. Emilio Ducati tradusse in veneziano : la commedia (in 4 atti) porta per titolo : L'Av- vocatin Goldoni. 1908 — Tre commedie nuove rappresenta Benini in quest'anno : Le vendete de Achille, robetta allegra in 3 atti di Giuseppe Bonaspetti (Trieste, T. Fenice, 5-II) ; La gran causa, in 2 atti di Attilio Schiavoni (Padova, T. Gari- baldi, 15-XII), e un atto patetico e piagnu- coloso di Edoardo Paoletti : La Colano. E quattro commedie rappresenta Emilio Za- go : La congiura de Bajamonte e Tiepolo, commedia allegra dì E. Colloredo, attore della sua Compagnia ; Lucìeta se marida, in 3 atti di Girolamo D'Italia; Vitima!, in 3 atti dt Vincenzo Boldrini (rappresentate tutte al T^ Ristori di Verona) e La gondola del Doge di Emilio Beraldi (all'a Alfieri » di Genova). Dello stesso Beraldi la Comp. Brizzi-Corazza' rappresenta la commedia Republica (allo « Sta- bilini » di Milano), anch'essa come l'altra, di" ambiente storico. Ed una commedia in 2 atti di Edoardo Pao- letti : La marna, è rappresentata dalla Comp. di Dora Baldanello (Milano, T. Filodramma- tici, 28-1). «è 1909 — Una commedia in 2 atti di Amelia- Rosselli : El Rèfolo, tenue nell'argomento, ma- di delicata e squisita fattura, viene rappre- sentata da Benini al « Quirino » di Roma, il' 26 gennaio: «rèfolo», cioè e ventata », è quella che sconvolge la tranquilla esistenza- di una famiglia : ed è qui un'altra volta rap- presentato il contrasto fra i giovani è i vecchi, fra il modo di pensare della nuova genera- zione, piij audace e libera, e quello dell'antica, troppo schiava delle convenzioni sociali. (La commedia tradotta in francese : Un coup de- veni, è st-2ta rappresentata a Parigi nel 1920).. — 240 — Nel febbraio, al « Quirino » di Roma appare la commedia in 3 atti di Pietro Mengarini : La serenata nova. Una commedia in 3 atti di Giacinta Gallina : ti Segreto de siora Veronica, viene rappresen- tata alla « Fenice » ci Trieste, il 13 gennaio, dalla Comp. di Dora Baldanello; ed una farsa in 3 atti di Edoardo Paoletti : El Congresso dei nòn^oli, dalla Comp. di Emilio Zago al I. Goldoni » di Venezia, il 15 gennaio. + Due lutti sono da segnalarsi nel Teatro veneziano : per Enrichetta Foscari, morta il 30 ottobre a Treviso in tardissima età (era nata a Venezia il 7 agosto del 1831), eccel- lente « caratterista », piacevolissima . nelle parti di « vecchia », che recitò sino agli ultimi anni in Compagnia Zago ; e per Luigi Sambo, morto a Milano, nel maggio, buon attore ge- nerico nella Comp. di Ferruccio Benini, pia- cevole in alcune « macchiette », specialmente in quelle del « Maestro » in Mìa fia e di k Da- niel» in Serenissima. 1910 — Una commedia veramente magni- fica per profonda umanità, per sottile e deli- cata analisi di caratteri e di sentimenti, nella quale è mirabilmente espresso, in due perso- naggi fortemente segnati, il contrasto fra due diverse concezioni di vita, ci compvensa delle molti mediocri commedie, che passano sulle sjer.e dialettali come meteore, senza lasciar traccia alcuna. E' questa la commedia in 3 atti di Renato Simoni intitolata Congedo, della quale Ferruccio Benini ed Italia Benini-Sambo furono interpreti insuperabili, e che ottenne un successo trionfale (Milano, T. .Manzoni. 21 novembre). Di scarsa importanza le altre due « no- vità » della Comp. Benini : Su do careghe, un atto di Ferruccio Piazza (Trieste, T. Fenice, gennaio) e Bordizando, in 3 atti di C. De Angelis (Verona, T. Sociale, maggio). E di poco valore anche le due a novità » della Comp. Zago : Falsa eredità, in 2 atti di Giovanni Valliera (Venezia, T. Goldoni, 24-X) e Minerva nefasta, in 3 atti di Giovanni Cenzato (Milano. T. Fossati, 9-XII). + Muore a Castelrotto di Valpolicella, in età di 70 anni. Vittorio Betteloni, delicato poeta dialettale e autore della commediola : la Mera de Rosina. 1911 — El Socio del Papà, commedia in 3 atti di Amelia Rosselli (Venezia, T. Goldoni. C. Benini, 7-11) piace senza raggiungere la perfezione artistica della precedente commedia della stessa autrice. E piace, pure senza en- tusiasmo, la commedia di Attilio Schiavoni : La festa del bòcolo, che Benini rappresenta nel gennaio sulle stesse scene. Di più scarso valore le commedie rappre- sentate da Emilio Zago : El nostro paron dì Giovanni Valliera ; El Dose di Enrica Barzilai- Gentilli; L'ultima fiaba di Ferruccio Piazza (tutte alla « Fenice » di Trieste, nel febbraio) ; Papà Coccarda, in 3 atti di Giovanni Cenzato, e II Segreto dei Barbaria, in 2 atti di Angelo Ricchetti (l'una e l'altra ai « Filodrammatici » di Milano, nel novembre). Una nuova Compagnia dialettale veneziana, della quale è direttore Vittorio Bratti, rap- presenta nel novembre, al « Malibran » di Venezia una nuova commedia di Edoardo Pao- letti : L'Ingresso del piovan, con pieno suc- cesso : e la commedia entrerà poi a far parte del repertorio dì Emilio Zago. + La morte di Antonio Fogazzaro, avve- nuta nel marzo a Vicenza, grave lutto per !e lettere italiane, ci porge occasione di ri- cordare che al Teatro veneziano quel nobile spirito jion diede che un piccolo atto : El garofolo rosso (rappr. da Zago), troppo tenue cosa per le grandi linee della scena, e due altre scenette : I! ritratto mascherato e .Va- deide, di scarsissimo valore. + Antonio Saltalena, trevisano, morto nel febbraio a Roma, aveva dato alle scene una commedia dialettale : El Testamento del barba. 1912 — La mama vegia, commedia in 3 atti di Giulio Sanfelice (Napoli. T. Sannazaro, C. Benini, 17-1); due commedie di Giovanni Valliera : 7 do ladri, in 2 atti, e Barufe veneziane, in 2 atti (l'ima é l'altra al « Gol- doni » di Venezia da E. Zago. la prima nel gennaio, la seconda nel febbraio) ; e Casada postiza, in 3 atti di Luigi Bauch (rappr. al « Verdi » di Zara dalla Comp. di V. Bratti, nel febbraio) : sono le sole novità dell'anno. <^ 1913 — Con I Quadri, commedia in 2 atti, (Venezia, T. Goldoni. C. Benini, 24-IV) un — 241 — nuovo autore, fra i più freschi e spontanei della nuova generazione, Domenico Varagnolo, afferma buone qualità sceniche. Con San Mar- co, commedia in 3 atti, (Milano, T. Manzoni, C Benini, 19-V) Amelia Rosselli, riproducendo un episodio della Rivoluzione dì Venezia del "48, tenta LI drannna storico dialettale : ma con poca fortuna. Un'altra breve commedia storica, anch'essa di penna femmini.e : Co sonava la Marangona, un atto di Enrica Barzilai-Gentilii (Trieste, T. Fenice, C. Benini, nel gennaio), ottiene ciò che chiam.ìsi un «successo di stima». Ed una commedia in 3 atti di due giovani autori, destinati a piiì alti voli : Arnaldo Frac- caroli e Giuseppe Adami : Bezzi e basi (To- rino, P. Chiarella, C. Benini, 23-VIIl) lascia il pubblico poco persuaso. Molte nuove commedie rappresenta Zago in quest'anno : El Concorso de la beleza a Venezia, in 2 atti, e / Milioni in balanza, in 3 atti, l'una e l'altra di Angelo Ricchetti e ArraJdo Boscolo (la prima al « Garibaldi » di Padova, il 13-1, la seconda al « Sociale » di Trento, il 5-XI, due di Giovanni Cenzato : El Giudizio de Paride, in 3 atti (al « Gari- baldi » di Padova, il 17-1) e La sposa segreta, in 3 atti (al « Trianon » di Torino, i! 7-V), che ottiene lieto successo, e rimane a lungo nel repertorio della Comp. Zago; L'Olivo, un atto di Edoardo Paoletti (al « Garibaldi » di Padova, l'Il-XII) e El Diavolo, bizzarria co- mica di Vittorio Prosdocimi (allo stesso tea- tro, (dicembre). La Comp. di Vittorio Bratti rappresenta : El Nevodin, commedia in 2 atti di Girolamo D'Italia (Trieste, T. Minimo, giugno); El Moroso de la serva, in 3 atti di Bepi Bevi- lacqua (Trieste, T. Fenice, v^-VIII); Dopo la preson, dramma in 2 atti e II buon giudice, farsa giudiziaria in 1 atto di Enrica Barzilai- Gentilii (Trieste, T. Bellini, 22-IX). + Muore a Roma, il 14 agosto, Carlo Mon- ticelli, autore d'una com.media veneziana, rap- presentata dà Zago: La Grazia dei Veterani; dì un dramma : Gabriella, e di una piccola biografìa di « Emilio Zago », che è la più completa che su di lui sia stata scritta. <^ 1914 — Domenico Varagnolo riafferma nella sua commedia in 3 atti : Per la regola ! le buone qualità che già erano apparse nella sua prima commedia : sempre nella linea galli- niana, questa commedia si mantiene nella buona tradizione del Teatro veneziano : rap- presentata da Benini all'» Apollo » di Roma, il 30-1, ottiene eccellente successo. -Altre commedie rappresenta F. Benini allo stesso teatro : Co l'acqua va a seconda, scene veneziane in un aito di Eugenia Sarfatti-Con- solo (nel gennaio) ; Redentore, in 3 atti di Guido Vivante (nel febbraio); L'Anarchico, riduzione veneziana della commedia in 3 atti in dialetto bolognese di Alfredo Testoni, inti- tolata : / Quattrein (il 20-11); e poi ancora, al « Kursaal Diana » di Milano, il 29-V : El sol sui veri, in 3 atti di Gino Rocca, e al « Teatro De Paoli » di Rovigo, il 20-Xl : La vittoria di Pirro, in 3 atti di Ugo Palmerini (riduzione da! Teatro vernacolo fiorentino). Enrica Barzilai-Gentilii, fecondissima scrit- trice triestina (peccato però che non sempre la qualità dei suoi lavori corrisponda alla quantità!), fa rappresentare alla «Fenice» di Trieste, dalla Comp. Zago, il 17-1, '.a com- media in 3 atti: Done nove e idee vechie ; e dalla Comp. Brizzi-Borisi (di nuova forma- zione), la commedia in 2 atti : El fio del Ci- ceron (anch'essa a Trieste, al « Teatro Bel- lini», il 27-1 V). Una quarta Compagnia dialettale veneziana, intitolata ad Albertina Bianchini, rappresenta al « Gustavo Modena» di Trento, il 18-lV, la commedia in 3 atti di Arnaldo Boscolo : El picolo faro, che ottiene buon successo, e sarà più tardi ripresa dalla Comp. Zago. -f Muore a Venezia, il 5 marzo, a soli 37 anni, Mario Pascolato, autore di una com. media dialettale : Zorno de paga. 1915 — Ferruccio Benini rappresenta, nel gennaio al « Cines » di Roma, un'altra com- media di Domenico Varagnolo : La Casa degli scandali. I drammi patriottici d'occasione invadono anche il Teatro dialettale : Benini mette in iscena una commedia in 3 atti (postuma) di un buon autore comico. Libero Pilotto : Tutto per la patria, che, rappresentata al « Kursaal Diana » di Milano, il H-VIII, piace. Zago ci dà un dramma di un attore della sua Compagnia, il Colloredo, dal titolo : Suh l'Isonzo, dramma scritto in risposta a quello di un autore austriaco, Hoffmann, che si in- — 242 — titolava : La moglie tirolese : il dramma ita- liano ebbe il suo battesimo nell'agosto al « Ristori » di Verona. Un altro dramma patriottico, di Raffaello Michieli : Camisa rossa, è rappresentato nel luglio a!r« Augusteo » d'i Milano, dalla Comp. veneta « La Famigliare », ma con scarso suc- cesso. Altre commedie mette in iscen.a la Comp. Ji Emilio Zago, al « Goldoni » di Venezia, nel gennaio : 7 Richiamati, in 2 atti di Gio- \anni Valliera ; 3-47-90, in un atto di Bepi Bianchini ; El Metidone, in 3 atti di A. Lan- •dis; Mio barba Don Giovanni, in 3 atti di Giovanni Cenzato ; ed al « Garibaldi » di Pa- dova, nel fe'bbraio : La eoa dela gota, com- media in un'atto di Achille Tian, e El Sindaco Isidoro, commedia in tin atto di a. M. Nessi- Piantanida (al « Kursiaal Diana » di Milano, il 1" aprile). + Muore nel movembre ad Udine, in età di 65 anni, Francesco Nascimbeni, autore e critico drammatico, che tentò far risorgere il Teatro dialetta'e friulano. + All'Ospedale di Padova, a soli 45 anni, •muore nel giugno Alberto Brizzi, eccellente ■attore brillante, di grande naturalezza, che fu per molti anni nella Comp. di Emilio Zago, e poi socio con Enrico Corazza, ma con mi- !"or fortuna. <^ 1916 — Un'altra commedia di Enrica Bar- zilai-Gentilli : Mio zerman, è rappresentata nel febbraio da Benini al « Cines » di Roma. Una commedia di Vittorio Prosdocimi : Dio ne scampi e liberi è rappresentata a Brescia, nel dicembre, da E. Zago. La nuova Compagnia Borisi-Micheluzzi, della quale fanno parte due profughi della disciolta Compagnia Benini : Laura Zanon-Paladini ed Albano Mezzetti, rappresenta due riduzioni dia lettali di commedie già rappresentate su altre scene : Pezo el tacon del buso, in 3 atti di Leonardi e Sa'.vini, e El principe de la fiaba, riduzione de II principe azzurro di Lopez (al « Manzoni » di Milano, nel novembre). Una commedia di Vittorio Bressanin : Do •ostinai, viene rappresentata nel giugno alla « Fenice » di Venezia. -I- Una grande, irreparabile sciagura col- pisce il Teatro dialettale veneziano : il 28 febbraio muore improvvisamente, a Roma, po- chi minuti dopo aver finito di recitare, il più grande artista delie scene veneziane, uno dei maggiori delle scene italiane : Ferruccio Be- nini. Aveva 62 anni («figlio d'arte», era nato per caso a Genova, nel 1854), e, dopo lunghi periodi di miseria e di oscurità, nei quali alternava in Compagnie italo-venete, la recita, zione italiana con la dialettale, era giunto ap- pena da pochi anni al successo e alla fortuna. Interprete di squisita sensibilità, di magnifica espressività comica e drammatica, a nessuno secondo per intensità d'espressione, fu di Giacinto Gallina il collaboratore più prezioso : « Sior Anzolo » in Mia fia, il « Nobilomo Vi- t-'al » di Serenìssima e de La base de tuto, « Beneto » di Fora del mondo, « Miciel » de La Famegia del Sàntolo restano indelebilmente associati al suo nome : ma, versatilissimo, in cento e più commedie, prodigò la sua arte delicata, la sua inarrivabile comicità, la pro- digiosa naturalezza della sua recitazione. 1917 — Emilio Zago rimane*sempre sulla breccia : ai capolavori di Goldoni alterna le commedie dei giovani autori più promettenti : al « Goldoni » idi Venezia rappresenta, nel gennaio : San Crispiri, commedia di Domenico Varagnolo; nel febbraio: La bisca, commedia di Luciano Bolla, e Ultime falive, commedia in 3 atti di Guido Vivante- e il 27-11, al « Val- le » di Roma, una riduzione dialettale di Come le foglie, fatta da Giovanni Cenzato, col titolo di Casa restaurada. Di mediocre valore sono le nuove comme- die che rappresenta la giovane Compagnia Borisi-Miche'uzzi : L'Eclisse di Carlo Miche- luzzi (a Lodi nel luglio) ; 7 pesci all'amo di Edoardo Pao'etti ; La portantina di Luigi Ghia, relli e 7 Eredi de Rigoìetto di G. B. Biolo (tutte e tre rappresentate al « Manzoni » di MMano nelTottohre). 1918 — Scarse le novità in quest'anno, e di poco valore: El papà de Piereto, comme- dia di E. Risp'endino (rappr. da E. Zago allo « Scribe » di Torino, nell'aprile) : La Casa degli spiriti, commedia dì Edoardo Pao. letti e Qeleghe (Passeri), commedia di G. B. Biolo (rappresentate tutte e due dalla Comp. Borisi-Micheluzzi). — 243 — 1919 — Questa Compagnia, che assume ora un poco pomposamente il nome de « La Serenissima », diretta da G. B. Biolo e da ALBANO MEZZETTI [Fot. Var ischi e Artico] Albano Mezzetii, già condirettore di F. Be- nini, e che ha per « prima-attrice » Marghe- rita Seglin e per « caratteristi » Carlo Miche- luzzi e Giacchetti, mette in iscena con discreta fortuna le seguenti novità : Natività, un atto di G. B. Biolo (al « Niccolini » di Firenze, nel miarzo) ; Spostai di Emilio Beraldì e El Rebégolo, 3 atti di Silvio Zambaldi (il 19 settembre ai a Filodrammatici » di Milano) ; Richeze d'ancùo di Giovanni Cenzato e G. B. Biolo (air« Andreani » di Mantova, nel no- vembre), e Le prime giosse in 3 atti, di Ar- turo Rossato (al « Guidi » di Pavia, il 28 novembre). + Muore nel maggio, a Venezia, Giovanni Barerà, dirigente da molti anni di quel Tea- tro Goldoni, e autore di due commedie ve- neziane : Barba Andrea e Serva bela trava= giada o matarela. Ma ancor piij dolorose sono le perdite che ha fatto la scena dialettale veneziana per la morte di Laura Zanon-Paladini e di Vittorio Bratti. La Zanon-Paladini, morta il 9 agosto a Milano, a 74 anni, quasi in miseria, aveva in- cominciato a recitare ini Compagnie italiane : fu con lo Stenterello Miniati, in Comp. Fa- nelli, poi con la Celeste Paladini, e final- mente in Comp. Moro-Lin, e poi in tutte le varie trasformazioni che fecero le Compagnie dialettali veneziane : da quella diretta da Gia- cinto Gallina a quella di Ferruccio Benini : e con questo grande artista ella rimase sino all'ultima sua ora. Attrice di mirabile feste- volezza comica,, di naturalezza senza eguale, di inarrivabile comunicativa, ella fu una delle ultime «servette» della scena italiana. -f Vittorio Bratti, morto l'il luglio a Ta- ranto, a soli 50 anni, fu attore di grande spontaneità e di eccellenti doti comiche : per qualche anno con Zago, poi « caratterista » con Dora Baldanello, volle fare una Compa- gnia propria, ma non ebbe fortuna pari al suo merito. IL TEATRO niLANESE Questo Teatro dialettale sorto nel 1867 per merito di Giovanni Duroni e di Camillo Cima ebbe breve vita. Un genialissimo attore, crea, tore di tipi comici che non morranno : Edoardo Ferravilla, con la sua arte profondamente analitica, attrasse sopra di sé l'attenzione del pubblico, soverchiando la produzione che rap. presentava : e il repertorio milanese divenne in breve il repertorio di un attore. Tradu- zioni e adattamenti all'ambiente milanese di commedie e vaudevilles francesi sostituirono le commedie originali, ove fossero rappre- sentati ambienti e tipi caratteristici milanesi. A tale infiltrazione di elementi stranieri nel Teatro dialettale tentarono opporsi un com- mediografo, Carlo Bertolazzi, e un attore, Gaetano Sbodio : l'uno scrivendo delle opere còlte dalla vita del popolo di Milano, l'altro rappresentandole con la sua arte semplice ed espressiva. Ma la Compagnia Sbodio-Carnaghi, che aoc'olse i primi tentativi dialettali del Ber- tolazzi {El Ndst Milan f'93]) e successiva- mente la Compagnia Sbodio che rappresentò il suo capolavoro : La Gibigianna ['98], ebbe- ro breve vita. 1901 — Al « Carcano » di Milano viene rappresentata la commedia in 4 atti di Pom- peo Bettini : La Guerra (1896), nella riduzione in dialetto milanese c'i Ettore Albini. 1903 — Esulato il Bertolazzi, per man- canza di buone Compagnie dialettali milanesi, nel Teatro veneziano e in quello non dialet- tale, il solo autore che rimanga sulla brec- — 244 eia è Corrado Colom'bo : sono rappresentate d'i !ui due commedie : Ol Carlin e la so dona a Milan, in 4 atti (il 29 agosto air<( Orfeo » di Milano), che ebbe schietto successo e gran, de numero di repliche, e In mezzo ai bosin, scene dal vero in 4 atti (nel settembre, sulle stesse scene). 1905 — Un'altra commedia del Colombo : FA ghè. l'è denter! (in 3 atti) è raripresen- tata al «Verdi» di Milano, il 1" febbraio. Sulle stesse scene, il Ifi gennaio, era stata rappresentata una commedia in 3 atti di am diente storico patriottico : Et 6 Febbrar 1853 di Cesare Gittardi. 1906 — Muore nel novembre a Milano uno dei più fecondi e fortunati autori dialettali, Carlo Righetti, più noto sotto il pseudonimo di eletto Arrighi. Fra le sue molte commedie originali e riduzioni dal francese, ebbero il maggior successo-: El Barchett de Boffalora e On mìlanes in mar, un « vaudeville » che, rappresent.ito da Ferravilla, ottenne il più gran S'iccesso d'ilarità. 1908 - Scompare nel marzo a Milano un altro fecondissimo commediografo milanese : Camillo Cima, uno dei fondatori del Teatro dialettale milanese. Fra le sue molte comme- die ebbero maggior fortima La Donzella de Cà Bellotta e El Barchett de Vaver. + Muore nell'aprile, a Voghera, Francesco Crossi, attore comico dialettale, che si era specializzato relle « macchiette » di marno. 1911 — Muore a Milano, a 62 anni, Am^ brrìgio Bazzero. buon attore dialettale, il quale scrisse anche due drammi storici : // Tìn- tnretlo e Angelica Montanini. 1912 Muore a Lugano, il 28 novembre, msntre stava per andare In iscena, Edoardo Ciraud, <( attore brillante » della vecchia scuo- la, che fu per molti anni il compagno d'arte di Ferravil'a, giovanile e spigliato anche nei più tardi anni. Scrisse molte commedie in dialetto milanese : Vita perdua. In soffitta, El Ctoribaldin, Do moròs, I dua ors — ridotta dal francese — t El qui prò quo, comme- diola che ebbe successo anche nel repertorio non dialettale. Il Giraud aveva 70 anni. <^ 1913 — Muore a Milano, il 19 dicembre, uno dei più vecchi attori della scena dialet- tale milanese, Antonio Dassi, noto per le « macchiette » del « Bidell » nella Class de asen e del «matto» nel Maester Pastizza. Il Dassi scrisse anch'egli molte commediole in dialetto: On spos sequestraa; On'improv- visada; La Margheritin della Cagnoela. Aveva 73 anni. + Una modesta attrice, che fu con Sbo- dio e Carnaghi, Amelia Del Vecchio, muore nel giugno a Milano. 1915 - Il più geniale comico della scena italiana moderna, Edoardo Ferravilla. chiude gli occhi alla luce nella sua Milano, il 25 ot- tobre, r all'età di 69 anni (era nato il 18 ot- tobre del 1846). A che rievocare la gloria di questo squisito attor comico? Ricordiamo la sua arte incomparabile, i tanti tipi da lui creati: il « Massinelli » , il « Pedrin », il « Panerà », il « Gigione », il « Pastizza », il « Tecoppa » ; suonano la sua gloria le cento frasi da lui trovate, che fissano, con umorismo inarrivabile, tutta vkia condizione di vita, un tipo, un carattere. + Muore nello stesso anno, il 25 novem- bre, a Milano, in età di 77 anni, Giovanni Duroni, il « tamburino delle Cinque Gior- nate », che fu giornalis'ta, commed;ogr.''ro (le sue commedie : Foeugh arti fidai ; La carità pelosa; El Scioper di Madamin, eb- bero buon successo) e, col Cima, i' fon- datore del Teatro dialettale milanese. f Un modesto attore dialettale, che fu con Carnaghi, Sbodio e Ferravilla, ed ebbe an- che Compagnia propria senza fortuna. Fraw- Cesco Parenti, muore a Milano, il 21 gen- raio, all'età di 58 anni. + E muore a Milano, all'Ospedale, il 27 giugno — a 69 anni — Ercole .Monti, attore dialettale, noto sotto la maschera de! .Ve neghino e improvvisatore di fiosina.*.'. 191 ti — Spuntano timide in quest'inno due « novità », che trovano ospitalità nella Compagnia Bonecchi : Tecoppa al fronte — 245 (rappres. ai « Filodrammatici » il 24 feb- braio) e Peder, Pool e Compignij, in un atto (al « Verdi » il 17 magt;io) . 'ina e l'altra di Corrado C-.i'o:v.r«o. + Scompare in quest'anno il miglior auto- re dialettale : Carlo Bertolazzi. Muore, il 2 giugno, a Milano, a soli 46 anni d'età (era nato nel 1S70 a Rivolta d'Adda), dopo aver- ne passati più di dieci gravemente infermo. Dipinse la vita milanese dapprima in pic- coli quadretti di genere (/ Benis de spos. Al Venee; Al Moni de Pietaa), poi in più larghi quadri sociali : El Nòst Milan (La povera gent e / Sdori) e La Gibigianna, e in qualche commedia di carattere : La Ruina e Strozzin. La mancanza di buone Compagnie milanesi fece sì che il Bertolazzi chiedesse ospitalità per le sue commed'c posteriori allo Compagnie veneziane e alle non dialettali : Benini condusse al successo L'Amiga de tuli; El Diavolo e l'acqua san^ ta e L'Egoista ; ed anche nelle Compagnie italiane il Berto'azzi trovò ospitalità (Lulù, La Casa del sonno; Il focolare domestica rivelando grandi qualità di commediografo. Ma l'amarezza, che era nel suo temperamento e che nelle sue opere traspare ad ogni bat- tuta, non sempre gli conciliò le simpatie del pubblico : ebbe fortuna di gran lunga infe- riore al merito. 'è 1918 — Muore a Milano, nel settembre, Decio Guicciardi, autore di due commedie : Lingua de can e La Torta, che ottennero il più lieto successo. 1919 — Muore a Genova nel gennaio, a soli 46 anni. Luigi Galli, fratello della ce- lebre attrice comica, il quale recitò con Fer- ravilla, e scrisse anche qualche commediola in dialetto milanese. IL TEATRO BOLOGNESE 11 Teatro in dialetto bolognese, sorto in- torno al '70 per opera di Emilio Roncaglia, commediografo modenese, e di Antonio Fiacchi, si riassume per molti anni nel solo nome di Alfredo Testoni : le fresche e sin- cere pitture d'ambiente di questo fecondo scrittore e poeta dialettale iEl tropp è tropp r78|; Insteriarì • Pisuneint ; Quél! ch'pa^iic l'oli; Scuffiareini) divertirono sinceramente il pubblico bolognese. Interpreti delle sue com- medie erano un'eccellente « attrice-madre », Argia Magazzari, e un buon attore, il Gal- liani ; ma, essendosi la Compagnia dialet- tale disgregata, il Testoni cercò altrove la- fortuna — che gli arrise. 1910 — Si tenta in quest'anno di risusci- tare il Teatro bolognese, ed una Compagnia intitolata ad « Argia Magazzari », rappresenta una commedia in 3 atti di Guglielmo Zorzi. scrittore che darà più tardi miglior prova del suo ingegno: Quèll dagV invenzion ; ed un dramma in un atto di Sebastiano Sani : Co- rolla d'una e J'altro rappresentali nel dicem- bre al t( Verdi » dì Bologna). 1911 — La miglior produzione di questo moderno Teatro bolognese è un dramma in 3 atti di Gaetano Bordoni : La risórsa d'ia ia= meja, dramma pieno di amarezza e di un'a- spro sapore di vita acutamente osservata : rappresentato nel gennaio a Faenza, dalla Compagnia « Argia Magazzari », ottenne pieno successo. Un breve drammetto in un atto : La marna di F. Fabbri, e una commedia in 3 atti : La rossa di Ranch di Sebastiano Sani (rappres. al « Teatro del Corso » dì Bologna, la prima nel novembre, la seconda nel dicembre, dalla stessa Compagnia) ottengono successo freddo. Un episodio patriottico : Nona Clemèinta, in un atto (rappres. al « Verdi » nel dicem- bre) lascia il tempo che trova. Di schiette intenzioni comiche sono le due commedie : I mal del donn di C. Zani, e / fugh a Casalecc. in 3 atti di Elina De Giacomi e G. Bruni, che una nuova Com- pagnia, intitolata « Città di Bologna », e diretta da un buon comico bolognese, G. Galliani, rappresenta al « Contavalli » nel no- vembre e nel dicembre. 1912 - - La stessa Compagnia rappresenta nel febbraio (al « Contavalli ») una commedia con maschere di Alberto Massone ; El fiat del Dottaìir Ralanzan. — 146 — HM.^ -- Tre nuove commedie in 3 atti di Alfredo Testoni si rappresentano al « Teatro del Corso» di Bologna: El mond nòv (il 29 novembre), El sgner padron (il 2 dic€mbre) e / Quattrein (il 6 dicembre). 1914 — Gaetano Bordoni ottiene un suc- cesso con la sua commedia in 3 atti : Una scadeinza (rappres. al « Cbntavalli », il 21-1). IL TEATRO NAPOLETANO Per molti' anni, nella seconda metà del secolo XIX, il Teatro dialettale napoletano v'sse quasi esclusivamente di riduzioni di com- medie e vaude\'illes francesi : fra le molte Compagnie dì secondo e terz'ordine emerse quella di Edoardo Scarpetta, bene affiatata e composta di buoni attori, spontanei ed espres. sivi, quali Gennaro Della Rossa, Vincenzo Scarpetta, Serafino Mastracchio, Amelia Gior- dano. Edoardo Scarpetta, comico di razza, tentò cacciare dalle scene napoletane la ma- schera del Pulcinella, ma ad essa sostituì la « macchietta » di Don Felice Sciosciammocca, che un po' alla volta, restando fisse le sue caratteristiche, finì col diventare una nuova maschera. Più spontaneo e piii umano dello Scarpetta, Gennaro Pantalena, che, staccatosi dal suo antico compagno d'arte, fece una Compagnia sua propria accogliendo i numerosi tentativi di Commedia dialettale, che riproducesse la vita di Napoli e fosse specchio del costume locale. Fra coloro che tentarono una tale Com- media, van ricordati : Vincenzo Di Napoli- Vita, Gaspare Di Martino, lo stesso Pantalena, Francesco Gabriele Starace, Diego Petric- cione e il glorioso autore de / Mariti : Achille Torelli. 1907 — Pieno successo ottiene al « Teatro Nuovo » di Napoli, rappresentata dalla Comp. Pantalena, nell'aprile, la commedia in 3 atti di Diego Petriccione : 'O quatto 'e maggio, nella quale sono colte molto felicemente le caratteristiche dei tipi e dell'ambiente napo- letani. Dello stesso Petriccione, sotto il pseudo nimo di Pietro Necci, vengono rappresentate, allo stesso teatro, altre due commedie con pari su'ccesso : Cuofeno soglie e cuofeno scen ne!, in 3 atti (il 19 ottobre) e 'O quadro e 'Gnesella. in 3 atti (il 14 dicembre), ed una commedia di Domenico Romano, intitolata : Montevergine (nel novembre), nella quale è riprodotta la caratteristica festa in questo sob- borgo di Napoli. Una delle molte Compagnie popolari napo- letane : la Cozzolino-Nunziata, rappresenta, fra i molti drammi di malavita e camorra, che formano il fondo del suo repertorio, delle sce- ne drammatiche napoletane di Goffredo Co- gnetti, il noto autore di A Santa Lucia e di Malavita, intitolate: Mala femmena! (all'a Al- fieri » di Firenze). E la Compagnia Di Martino rappresenta a Napoli, nel maggio, un bozzetto drammatico in un atto di Carlo De Flaviis : Anema nova. 190S — Due commedie ci dà Pietro Necci:' A' canzone d'o ciuccio, in un atto, e Fra nu sì e nu no, in 3 atti, ed una terza, in colla- borazione con Domenico Romano : Quanno duie vonno. in 3 atti (l'il gennaio); Eduardo Plgnalosa ha una commedia in 3 atti : Pez= ziente sagliute, dove è fatta con molto umo- rismo la satira degli arricchiti, e due in 2 atti : 'Ncopp 'e quartiere e .Va vendetta (rap- presentate tutte al « Nuovo » da G. Panta- lena). Con una com:redia in un atto : Signorine, affronta le scene (al « Teatro dei Fiorentini ») un nuovo autore, che meglio di ogni altro saprà cogliere la vita del popolo napoletano dell'oggi : Ernesto Murolo. 1909 — Ed un altro delicatissimo poeta di Napoli, che già in molte liriche e in novelle aveva rivelata la sensibilità del suo tempera- mento artistico : Salvatore Di Giacomo, mette sulle scene la sua collana di magnifici sonetti, intitolata : A « San Francisco », descrivendo, in un dramma di vendetta passionale, l'am- biente fosco del famoso carcere napoletano ; e con pilli acuta penetrazione di un ambiente caratteristicamente napoletano e con maggior senso di teatralità, in un dramma in 2 atti : Assunta Spina, descrive la vita di un Tribu- nale, nei suoi innumerevoli personaggi e nelle sue infinite «macchiette» che gli danno un colore tanto diverso da quello di ogni altra città. A « Sju Francisco n, un breve atto, fu rappresentato da Gennaro Pantalena : As- sunta Spina dalla Comp. Molinari, il 27-III, 247 sempre sulle stesse scene del Teatro Nuovo. II Pantalena accoglie sulle stesse scene, nel novembre : Storia vecchia, commedia in 4 atti, e Clìiachiello, dramma in 3 atti, l'una e l'al- tro di Carlo Netti (Diego Petriccione) e Sa vendetta [Gelusia) di Edoardo Pignalosa. Dello stesso Pignalosa una commedia : 'O vizio d'o vino è rappresentata nel dicembre al « Politeama Martucci » di Salerno, dalla Comp. Altieri. Ernesto Murolo in collaborazione con Libero Bovio, figlio de! grande filosofo pugliese, fa rappresentare dalla Comp. Scarpetta ai « Fio- rentini » una commedia di schietto sapore na- poletano, che è una delle migliori del mo- derno repertorio : Gente nosta. + Muore nel maggio, a Napoli, Francesco Stiface, che diede alle scene napoletane dram- mi di ambiente popolare, come Nu' guaglione 'e mala vita, in un atto; Gnesella, in 3 atti, che è la sua opera migliore ; una commedia di costume : 'Na società 'e mezze cazette e una conmiedia, nella quale è ritratta, con gustoso umorismo, ^ma delle più famose « macchiette » di Napoli : Monsignor Perrelli. 1910 ■ — Ernesto MuTolo dà con « Addio, mia belhi Napoli! » la sua commedia migliore : questi due atti, di sapore romantico e idilliaco, nei qua!! è colto così felicemente il contrasto di carattere fra un giovane napoletano e una ragazza straniera, ottennero — rappresentati a'. « Nuovo » di Napoli, dalla Comp. Panta- lena, il 9 aprile — pieno successo. Anche un'altra commedia de! Murolo : Ane- ma bella, in un atto, di una più sottile ri- cerca psicologica, rappresentata il 17 dicembre allo stesso teatro, ebbe buon esito. Il fecondissimo Pignalosa fa rappresentare, nella primavera, una commedia : Stanze in famiglia e due drammi : Campagnuole, in un alto (nel marzo) e Core e' marenare (nell'a- prile) ; Carlo Netti : Assassina, in un atto (nel marzo) e Aniello Costagliola : Cronaca nera, un atto (il 4 marzo) : tutti questi a! « Teatro Nuovo » da Pantalena. Un'allegra commedia in 3 atti, scritta in collaborazione da Teodoro Rovito (pseudo- nimo letterario di Gabriele Gabrielli) e Vin- cenzo Scarpetta, figlio del rinomato comico napoletano ed attor comico egli stesso : Amore e spiritismo, viene rappresentata a! «Valle» di Roma dalla Comp. di Edoardo Scarpetta, nel dicembre. <^ 1911 -- Un breve dramma in un atto di Salvatore Di Giacomo : « Quand l'amour meurti), rappresentato al Nuovo» da G. Pan- talena nel gennaio, non aggiunge nulla alla fama de! poeta napoletano. Altre opere, rappresentate allo stesso teatro dalla Compagnia Molinari, diretta da G. Pan- talena, sono : Campana a gloria, in 3 atti di Salvatore Ragosta (ne! marzo) e Nanella, in un atto, di G. B. De Curtis (nel maggio). Una commedia giocosa in 3 atti, non troppo evidente nella satira che gli autori si pro- ponevano di fare : 'O Cumitato di Aniello Co. stagliola e Raffaele Chiurazzi, viene rappresen. tata nell'ottobre dalla stessa Compagnia sulle scene del « Mercadante ». 1912 — Gennaro Pantalena rappresenta al « Trianon » di Napoli, nel febbraio : 'O punto d'onore, commedia in 3 atti di Edoardo Pi- gnalosa, e A Signora Peraspina di Enrico Subrano ; nel marzo : 'A figlia 'e Don Ca- millo, riduzioine in napoletano di Gennaro Arinelli del dramma di Francesco Bernardini ; e 'O Cannanito, commedia di Diego Petric- cione. La Compagnia di Adelina Alagnetti rappre- senta nell'ottobre al « Marrucino » di Chieti, un dramma in un atto a protagonista storico di Aniello Costagliola : Masaniello, e al «Co- miinale » di Teramo un dramma in 2 atti di Ernesto Murolo, nel quale è colto con ammi- revole penetrazione il carattere passionale, volgare e venale a! tempo istesso di una can- zonettista napoletana : Nini Bijou. Al « Na/.ionale » di Roma, il 13 novembre, viene rappresentato, dello stesso Murolo, un dramma in 3 atti, tolto dalla celebre novella di Matilde Serao : O Giovannino o la Morte : ed il dramma, che ebbe a protagonista di straordinaria efficacia Adelina Magnetti, ottenne il più grande successo. E' un quadro così schiettamente napoletano nei suoi principali caratteri, da giustificare pienamente ia sua riduzione per ,le scene dialettali. E ancora una commedia di Ernesto Murolo, in un atto : Pasqua in Famiglia, viene rappre- sentata dalla Compagnia Pantalena af k Fio- — 248 - rentini » di Napoli, il 15 aprile -successo. e con pieno 1913 — La Compagnia di Adelina Magnetti, diretta dal Pantalena, rappresenta le seguenti •cortimedie ; nel marzo al « Verdi » di Bologna : Sfa vite nosta, dramma in 3 atti di Carlo Netti ; nel maggio al o Sannazaro » di Napoli : Caca sette, comniedia in 3 atti di Rocco Gal- dieri ; nell'ottobre al « Carignano » dì Torino : Furastera, commedia in 3 aiti di Washington Borg e Graziella 'nfamata, commedia di Raf- fele Chiurazzi. La Comp. Nunziata rappresenta al!'« An- Jreani » di Mantova, nel dicembre : L'amante di Lucia, dramma in 4 atti di D. Carluccio. + Muore, in Napoli, Vincenzo Galloro. at- tore dialettale napoletano. 1914 — La Comp. Pantalena rappresenta ai « Fiorentini » di Napoli le seguenti pro- duzioni nuove : .4 mugliera e' a' prova, in 3 atti di Gennaro Pantalena; Pulecenella, fan- •isia in 5 scene di Libero Bovio ; Tarantella, ■uè atti drammatici di Raffaele Chiurazzi : Chiare s jesce 'o sole, in 2 atti di Gaspare Di A\artino, e '.4 dummeneca d' 'e Palme, ''ramma ir un atto di Diego Petriccione. Ed air« Augusteo b di Milano si rappre senta una commedia in 3 atti di E. Atenich'- '^i : Ognuno 'o stato siijo. 1915 - AI'o Gtesso «Augusteo» la Comp. il G. Pantalena rappresenta : Casa antica, in 2 aiti di Libero Bovio (i! 15 gennaio); La reclame è l'anima del commercio, in 3 atti con couplets, di Carlo Veneziani (sotto il pseudonin'o di Gii Blas) (il 30 geimaio) : Gente di cuor^j, scene drammatiche in 3 atti di .4rturo Cardarop>oli (il 6 febbraio) ; A ru- secotorìa. in 3 atti (il 9 febbraio) ; Pasca d' 'e rose, dramma in 2 atti di Giulio Sanfelice li! 15 febbraio). Ai « Fiorentini » di Napoli la stessa Comp. Pantaleni rappresenta : Tiempe nuove, dram- ma di Ettore Meschino (nel febbraio) ; 'E mmale lengue, commedia in 3 atti dì Edoardo Pignalosa (il 25 marzo). E dello stesso Pignalosa vengono ancora rappresentati dal Panfalena : 'E richiamate, ■bozzetto (al « Politeama Giacosa » nel giugno) e Trieste, Trieste!, dramma (al «Bellini» nel giugno). Ed una riduzione in dialetto napoletano della commedia in 1 atto di Luigi Pirandello : Cecè, viene rappresentata nel dicembre all'» Orfeo » di Roma. + Una grave, irreparabile perdita fa il Teatro dialettale napoletano con la morte dì Gennaro Pantalena, mancato ai vivi il 24 mag. gio, a Napoli, nella grave età di 67 anni (era nato il 13 ottobre de! '48). Attore di sor- prendente naturalezza, associò il suo nome a tutti i tentativi di rinnovamento del Teatro napoletano, fu l'interprete preferito, ricercato, ind'spensabile di tutti gli autori dialettali : nelle parti di « caratterista », per la bonarietà, [>er la cordialità, per l'umanità profonda della sua recitazione, non vi fu chi lo superasse nel Teatro napoletano. Scrisse anche qualche com. media che ebbe successo. + Muore, a Napoli, il 3 marzo, a soli 32 anni, Alfredo Dì Sapoli, modesto attore dia- lettale napoletano. 1916 — Morto Gennaro Pantalena. il mi- glior commediografo dialettale, Ernesto Mu- rolo, si mise a capo di una Compagnia, ospi- tando le nuove commedie degli altri autori ed alternando queste con le proprie. Due nuove commedie (in 3 atti) sono rap- presentate dalla Compagnia del Murolo, scritte dallo stesso capocomico : Calamita (al « Mer- cadante » dì Napoli, nel settembre) e « Se dice .. » (air« Olympia » di Milano, il 10 no- vembre) : ed anche in queste il Murolo riaf ferma la sue belle qualità di commediografo, fresco e spontaneo riproduttore del'.a vita na- poletana : e specialmente di quell'ambiente piccolo-borghese che Matilde Serao così bene dipinse nei suoi primi romanzi e nelle sue novelle. .Altre opere rappresentate al « Mercadante » dalla Compagnia diretta da Murolo sono : Vicenzella, tre atti drammatici di Libero Bovio ; O cancelliere, commedia dì Diego Petriccione (con scarso successo) : l'una e l'altra nel- l'ottobre ; e Ll'uocchie cunzacrate. dramma in •in atto di Roberto Bracco (il 17 ottobre) : questo breve dramma del più geniale comme- diigrafo italiano, ottenne un grande successo : vi è rappresentata, con delicatezza squisita, la purificazione di due anime dopo la terribile prova delia guerra : una ragazza sedotta, e — 249 abbandonala, ritrovandosi col seduttore reso cieco in battaglia, perdona a lui che le fece del male, come egli chiede a lei di essere assolto dalla sua coipa : motivo delicato, e- spresso con efficacia drammatica poco comune. Scarso suoesso ottennero le seguenti produ- zioni rappresentate dalla stessa Compagnia tMurolo : Zìa carnale, un atto di Rocco Gal- dieri (nell'ottobre, al « Mercadante ») ; Piedi= grotta di Domenico Romano (nel novembre, a! « Mercadante ») ; / due agguati, in 2 atti di Corinna Ginami (al « Politeama Nazionale » di Firenze, nel dicembre) e Carmela, tre mo- menti drammatici di Aniello Costagliola. La Comp. Molinari rappresenta al « Nuovo » di Napoli, nel novembre, una commedia in 3 atti di Ca'lr» Netti : Chiaro di luna. 1918 — Una nuova Compagnia dialettale, diretta dall'attrice Mariti Gleck, rappresenta due nuove commedie (al « Metastasio » di Roma, nel dicembre) : 'Nun te ne 'ncaricà di Achille Torelli e Viva il Re! di Carlo Netti. + Muore, in Napoli, Giuseppe De Martino, uno degli ultimi comici napoletani che abbiano rivestita la maschera di Pulcinella. 1919 — Ernesto Murolo sempre piìi inten- sifica la propria attività di commediografo: -la sua commedia '.4 vammana è rappresentata al « Sannazaro », nel gennaio, dalla nuova Comp. dialettale Mazzeo ; una sua bizzarria napoletana : Un'ora al San Carlino, al « Kur- saal Margherita » di Bari, nel carnevale, dalla Comp. Murolo-Raspantini : la commedia : La Sposa è recitata al « Quirino » di Roma nel- l'estate, e firalmente la commedia tolta dal romanzo di Matilde S:rao : La Ballerina, è rappresentata al e Politeama Giacosa » nel- l'ottobre, ma senza alcun successo. La Compagnia di Mariù Gleck rappresenta un dramma di intenzioni patriottiche di Gof- fredo Cognetii : Aspettami. . che tornerò (al « Sannazaro », nel maggio) e due drammi di Matteo Pignatelli : l'uno, intitolato : Destino (a Taranto, ne! novembre) ; l'altro, in 3 atti, dal titolo : Schiant' e core (al « Piccinni » di Bari, nel dicembre). La Compagnia diretta da E. Murolo rap- presenta a! " Qi'irino » di Roma, nell'ottobre, una commedia di Paolina Riccora : Vviate à vuje! {Beato voi!). E finalmente 'a Compagnia Mazzeo rappre- senta nei maggio, al « Nazionale » di Roma,. una commetila di Rocco Galdieri : .Aniello a' fi e de. Critica e cronaca accurata e interessantissinia del moderno Teatro napoletano si trovano in Napoli che se ne va, un volume di Aniello Costagliola (Napoli, Giannini, 1920). IL TEATRO SICILIANO li Teatro dialettale siciliano ha, più di ogn i.ltro, spiccate le caratteristiche regionali, : un po' fuori della vita del contineate, per ragion' etnografiche, la Sicilia ha — specialmente nei contadini — costumi così essenzialmente diversi da quelli delle altre regioni d'Italia, che il Teatro che tali costumi rispecchia ha perciò un carattere tutto suo speciale. Sin dal 1863 un attore di talento. Giuseppe Rizzotto, aveva portato alle scene una trilogia in dia!etto siciliano da lui scritta : / Malusi, dove erano rappresentati i costumi dei ca- morristi siciliani : specialmente la prima parte (recentemente uscita alle stampe) : J Maftusi cìi la Vicaria di Palerrr.u, rimase a lungo nel repertorio. E la Cax'aìleria Rusticana di Gio- vanni Verga, che è dell' '84, meraviglioso pa- stello dei costumi contadineschi, trovò nel dialetto la sua espressione più appropriata. Seguì poi !a Malìa di Capuana, il dramma m.igliore del repertorio dialettale siciliano. GIOVANNI GRASSO (Fot. Sadodi) 1903 — Un altro poeta e commediografo si affaccia alla ribalta con un dramma in 5 atti, che, rappresentato, con magnifica effi- cacia'drammatica dalla Compagnia di Giovanni 250 Grasso, al « Manzoni » di Milano, il 2i aprile, ottiene il più vivo successo. 11 poeta si chiama Nino Ma:tog io, ed il dramma s'intitola : Sica. E :a Compagnia siciliana, della quale fanno parte un attore di eccezionale temperamento orammatico quale Giovanni Grasso, un artista ccmico di meravigliosa spontaneità e comuni- cativa quale Angelo Musco, e un'attrice di calda passionalità tragica quale Marinella Bra. gagl'a, riunisce, sotto la direzione artistica di Nino Martoglio, un complesso di attori e di urici veramente eccellente : la Compagnia, affiatata come soltanto le Compagnie dialettali sanno esscMo, eccelleva per la spontaneità del- le interpr tazioni. Ed è questa ecceller za di Comipagii'n che diede vita al Teatro dialettale siciliano, i-voeliando a scrivere molti di quegli autori cb r.on avrebbero altrimenti pensato a usare il nativo dialetto. Filippo Marchese, un fecondo commedio- grafo C2tanese, fa rappresentare air« .^rena Peloro » di .Messina, il 9 giugno, una sua commedia in 3 atti intitolata : Mastru Liberta. 1908 — Una nuova Compagnia dialettale diretta da Nino Martoglio, della quale non fa più parte Giovanni Grasso, ma soltanto An- gelo Musco, rappresenta, il 4 febbraio, al « Verdi » di Milano una commedia allegra in 3 atti dello stesso Martoglio : San Giovanni decnllaiu; e la commedia, che offre occasione al Musco di creare una delle sue più gustose « macchiette » comiche, ottiene un grande sue. cesso : ed è tuttora nel repertorio come una delle più piacevoli e divertenti commedie del Teatro siciliano. Sempre al « Verdi » di Milano, Musco rap- presenta : PatTÌ Don Luciti, dramma in 3 atti di Filippo Marchese ; Madre, commedia in 3 atti di P. M. Rosso di San Secondo, e Feste di sangue, dramma di Francesco .Abate. l.a Compagnia di Giovanni Grasso rappre- senta al « Biondo » di Palermo : Santu, dram- ma in 3 atti di Francesco Paolo Mule (il 21) maggio) e Omertà, dramma in 3 atti dello stesso Grasso, che si cela sotto il pseudo- niir.o di Sergio (il 29 m.aggio). 1904 — La Figlia di Jorio di Gabriele D'An- nunzio, tradotta in versi siciliani da Giuseppe Antonio Borgese, ottiene, nella forte inter- pretazione della Compagnia Grasso (specie da parte della nuòva attrice : Mimi Aguglia, .he rivela un ti'.erito artistico personalissimo) nieno succe>so (al « Costanzi » di Roma, il :7 settembre). <^ 1905 - Piace discretamente, alla « Fenice » di Trieste, il 21 ottobre, il dramma di Filippo Marchese : Santa Natale. 191)iì -- Con Bona genti. Luigi Capuana tenta staccarsi dal so'.ito genere, ultra dram matico e sanguinario, che fa dei contadini sicilvani soltanto dei delinquenti passionali, pronti ad impugnare la rivoltella e a maneg- giare il coltello : la commedia, rappresentata 'illa « Fenice » di Trieste, il 6 ottobre, ottenne buon esito. <5>. 1907 — Una novità di poca importanza : u.ia commedia di Giuseppe Fazio : Bjrunati, \iene rappresentata al «Politeama Pacini » di ('ata^ia, rieTottobre. 1909 — 11 successo del Teatro in dialetto siciliano ne! continente fa moltiplicare le Com- pagnie : una nuova, di Micio Grasso, assaggia dapprima le sue forze in patria, prima di spiccare il volo per i teatri della penisola : il nuovo dramma di Amleto Palermi, intito- lato : 'U lupa, che rappresenta al « Garibaldi » di Palermo, ottiene buon esito. La Compagnia di Giovanni Grasso rappre- senta, a Torino, il dramma di Gaetano Polver : Malaglorìa, ed al « Fossati » di Milano, il 17 settembre, un.a commedia in 3 atti di Luigi Capuana : Lu Cavaleri Pidagna. nella quale il forte drammaturgo di Malìa tenta riprodurre l'ambiente borghese siciliano : con gustoso umorismo è rappresentato il « Cav. Pidagna » in lotta con i suoi di famiglia, abbindolato da un'avventuriera continentale, e filialmente rappacificato coi parenti. E la stessa Compagnia rappresenta una commedia in 3 atti di Nino Martoglio : Vo- culanzicula (L'altalena) (al « Verdi » di Genova, ii 24 dicembre). 1911 -^ Altri drammi rappresentati dalla Compagnia di Giovanni Grasso sono : Com- paratico, in 4 atti, e Ppi lu currivu {Per il 251 puntiglio), in 3 atti: l'uno e l'altro di Luigi Capuana, rappresentati a Milano, il primo al « Fossati », il 5 aprile, il secondo al « Kur- saal Diana », il 15 noven.bre ; Il Signor Mastro Sindaco, in 4 atti, di Giuseppe Giusti-Sinopoli (al « Fossati » nell'aprileì ; Tutta la vita, in un atto, di Giuseppe Fanciulli; Gaetano, in 3 at i di Goffredo Cognetti e // Castaldo si' ciliano, in un atto di Enrico Minneci (tutti e ire al « Politeama Nazionale » di Firenze, nel giugno). MIMI AGUGLIA (.Fot. Varischi e JItUco) 1912 — Giovanni Grasso accoglie nel suo refyertorio il dramma napoletano di Car'o De Flaviis : Anima nuova, e, nella traduzione si- ciliana di S. Arcidiacono, Io rappresenta ai « Fiorentini » di Napoli, nel gennaio. Una nuova Compagnia dialettale, !a Marazzi. Diligenti, della quale è « prima-attrice » Ma- rinella Bragaglia, rappresenta allo ste.sso tea- tro, nel febbra'o : / Fargaris di Sicilia, com- media in 4 atti di Giuseppe Giusti Sinopoli, e nel marzo : Amuri foddi, tragedia di Amleto Palermi; ed al « Biondo» di Palermo, nell'a- prile : Don Cecè Sferlazza, dramma in 2 atti di Attilio Barbiera =è .p 1913 — Tre Compagnie dialettali si divì- dono il favore del pubblico : quella di Gio- vanni Grasso, che rappresenta il dramma in 3 atti di Giuseppe Fazio : Latitante (al « Man. zoni » dì /Milano, il 28 ottobre) e il dramma in 3 atti di Amleto Palermi : La Vela Grande (alla « Pergola » di Firenze, il 29 novembre) ; la Marazzi-Diligenti, che rappresenta il dram- ma in 3 atti di Arcangelo Pisani : L'Ideale (al « Politeama Garibaldi » di Palermo, nel novembre) ; e quella di Micio Grasso, che rappresenta al « Verdi » di Bologna, nel no- vembre, il dramma di O. Piò : 'U babbu {L'idiota) e nel dicembre : Amuri rusticani, dramma in 3 atti di Achille Serra. 1914 — La nuova Compagnia di Angelo Musco,- quasi esclusivamente per il repertorio comico, rappresenta una nuova commedia in 3 atti di Luigi Capuana : Lu paraninfu, che, recitata con inarrivabile fantasia comica dal Musco, ottiene — al « Mastrojeni » di Mes- sina, il 13 maggio — il più gran successo d'ilarità, successo che si è poi ripetuto in ogni alfa città ove la commedia fu rappre- S'jrtata. I! Capuana vi raffigura una gusto- si.'sima « macchietta » di brigadiere in pen- sione, che, per la sua smania di combinar matrimoni, si trova in un mare di guai. La stessa Comp. Musco recita allo stesso teatro, pure nel maggio : L'Onorevole Sglii' scia, commedia in 3 atti di Giuseppe Fazio. e a Siracusa nel giugno, dello stesso autore : // Cavaliere del lavoro ; a! « Garibaldi » di Trapeni, nell'ottoibre : Furastera, commedia in 3 atti di Attilio Barbiera; al «Biondo» di Palirmo, nell'cttcbre : Jettatura, commedia in 3 atti di G. Monastra; al «Principe di Na- po'i » di Catania, nel novembre : Mala sonnu, un atto di Tina Zappalà-Paternò, e nel di- cembre : La Vernice «Elvira», commedia i' 3 atti di Mario Fu'chignoai. La Compagnia di Giovanni Grasso rapprL'- senta al « Verdi » di Milano, il 18 dicembre, il dramma in 4 at'i di Ettore Marangoni : Siciliana. E la Compagnia Marazzi-Diligenti rappre- -senta al «Rossini» di Tunisi, ne! febbraio, il dramma di Francesco Sbrana : Fiamme rosse. '^ 1915 — Una nuova commedia in 3 atti di Luigi Capuana : Don Ramunnu, viene rappre- sentata al « Pacini » di Catania nel giugno. A pochi giorni di distanza l'una dail'altTa, Nino Martoglio fa rappresentare dalla Com- pagnia Musco, ai « Filodrammatici » di Milano, due nuove commedie : l'una, il 22 novembre : Tutto 'u munnu è paisi, che piace, l'altra, il 27 novembre : L'aria del continente, che, reciw — 252 — tata da Angelo Musco con un'arte esuberan- temente comunicativa, ottiene un enomie suc- cesso di ilarità. In questa sua seconda com- media (in 3 atti), ti Martoglio ha voluto bur- liirsi di coloro che, per aver viaggiato, di- sprezzano il paese dove son nati : il prota- gonista della commedia è atrocemente beffato da una femmina qualsiasi, che egli si era por. lato dietro da Roma, e che alla fine, con suo gran dispetto, scopre esser una siciliana aJ pari di lui. Uno dei più geniali scrittori della Sicilia affida a Musco un suo atto unico : Lumìe di Sicilia : e questo delicato spunto dram- matico di Luigi Pirandello,, che sulle scene italiane non aveva avuto troppa fortuna, rap- presentato in siciliano (al « Pacini » di Catania, nel luglio) piace. La stessa sera si rappresenta una comme- diola di Fil'ppo Marchese : Beneflcenziando..., e nel'.a stessa stagione Musco mette in scena una commedia di Nicola Feola di Valcorona : 'U prisepiu. Altre commedie rappresentate da Musco in quest'anno sono : La via di mezzo, in 3 atti, Ji Gino Spadaro e Quaresima di V. M. Stra- cuzzi d'una e l'altra al « Mastrojeni » di Mes- sLna, nell'agosto) ; 'U cammarerì nova di Fi- lippo Marchese e Cu m' 'u fici fari?, in 3 aiti di Enrico Sorretta ed Eligio Possenti (am- bedue al « Kursaal Diana » di Milano, l'una il 6, l'altra il 20 dicembre). Una nuova Compagnia dialettale di Salva- tore Lo Turco, già « primo-fattore » con Gio- vanni Grasso, rappresenta un dramma di Be- nedetto Lutgart : Usi antichi, e una commedia di Pietro Quattrini : Calunnia (all'» Olympia » di Palermo, nel novembre). + I! Teatro siciliano perde, con la morte di Luigi Capuana, avvenuta il 29 novembre, il suo più geniale autore. Il delicato novelliere, il critico, il versatile e fecondo autore di tea- tro che fu il Capuana, era di una prodigiosa attività : dei suoi studi critici, gioverà ricor- dare i! volume su 7/ Teatro italiano contempo raneo, delle sue commedie : Giacinta, che par- ve, al tempo in cui fu rappresentata, di una grande audacia, e dei drammi : .Mafia, che, tradotto poi in dialetto, costituì il « pezzo forte » del primo repertorio delle Compagnie siciliane. Del'e sue commedie dialettali, ba- sterà ricordare Lu Cavaleri Pidagna e Lu Pa- raniniu. che furono i grandi successi comici del Teatro siciliano. Il Capuana era nato a Catania il 27 maggio del 1839. «è 1916 — Del Capuana viene rappresentata una commedia in 3 atti (postuma), intito'-ata : Quacquarà (all'* Alfìeid» di Torino, dalla Com. pagnia Musco). E due commedie di Nino Martoglio sono pure rappresentate da Musco : 'U riffanti, in 3 atti (all'« Olympia » di Milano, il 9 giugno, con successo freddo) e L'arte di Giufà (ai- Fa Argentina » di Roma, nel novembre). Anche Luigi Pirandello, dopo la prima fe- lice prova, affida a Musco altre due comme- die : Pensaci, Giacomino ! , in 3 atti (rappres. al « Nazionale » di Roma, nel luglio), di .una ricca e profonda umanità, e molto originale nella sua situazione comica ; e Liolà, com- media campestre in 3 atti (all'* Argentina v di Roma, nel novembre). Di minore importanza le altre due « novità » che rappresenta Musco in quest'anno : Suo padre, commedia in 3 atti di Santi Savarino e Pietro Rampolla del Tindaro (al « Nazionale » di Roma, nel higlio) e 'U puzzu maledittu, scene agresti in un atto di Francesco Fichera (ali'd Argentina » di Roma, nel novembre). Giovanni Grasso rappresenta una sua com- media in 3 atti, scritta in collaborazione con G. Cormagi, nella quale rievoca la sua antica arte di comico « de li pupi », e che appunto s'intitola: Il Marionettista; e rappresenta an. Cora una commedia di Pietro Longo : L'altra fronte (l'una e l'altra al « Mastrojeni » di Mes- sina, nel novembre) ; e un dramma di F. Donzelli,* intitolato : Dodici anni dopo, che è un seguito della Cavalleria Rusticana di Verga (al « Petruzzelli » di Bari, nel dicembre). La Compagnia de! figlio di Giovanni Grasso, cioè di Giovanni Grasso junior, rappresenta un dramma in un atto di Luigi Natoli : Lu riturnu (al « Dauno » di Foggia, nel luglio). 1917 — La produzione dialettale siciliana va diventando sempre più numerosa : non di- remmo che sempre la qualità delle opere rappresentate corrisponda alla quantità. Un delicato episodio, ispirato alla guerra : Scurn di Nino Martoglio, in 3 atti, trovò ospitalità sulle scene dell'a Olympia » di Mi- lano, nel febbraio : interprete Angelo Musco. — 253 — D*llo stesso Martogiio, in collaborazione con Luigi Pirandello, viene rappresentata dalla nuova Compagnia siciliana Marcellini (ail'a O- Ivmpia 1) di Palermo, nel settembre) la com- media intitolata : La Bilancia. E luigi Pirandello ottiene buon successo con la commedia : 'A birritta cu i ciancianneddi {Il berretto a sonagli), piena di quella intensa amarezza che è la caratteristica dello scrittore siciliano: fu rappresentata al «Nazionale» di Roma, il 27 giugno, dalla Comp. di Angelo Musco. E sulle stesse scene viene rappresentato del Pirandello anche un atto unico : 'A Giarra. Nuovi autori affrontano le scene : una scrit- trice che rivela subito buone attitudini : Fran. cesca Sabbato-Agnetta, chiede la collaborazio- ne di Anjrelo Musco per due commedie : L'ultimo Naso, in 3 atti, e Rinninedda (Ron= dinella), anch'essa in 3 atti, in collaborazione questa con Geny Sadero (l'una e l'altra rap- presentate al « Kursaal Diana » di Milano : la prima il 20 gennaio, la seconda il 28 maggio). Altre opere rappresentate dalla Compagnia Musco sono : .Accaddi senza nidu (Uccelli sen= za nido), dramma in 3 atti di Francesco Fi- chera (al « Kursaal Diana » di Milano, il 9 •gennaio); Malantrinu, commedia di Enrico Berretta (sulle stesse scene, nel giugno) ; La foglia che cade, dram.ma di O. Caruso-Scordo fa': « Bicido » di Palermo, nell'ottobre) e L'Onorevole commedia di A. Caserta (al « Morgana » di Roma, nell'ottobre). Giovanni Grasso rappresenta il dramma di Prancesco De Felice : Il Santo (al « Biondo » di Palermo, nell'ottobre). La Comp. di Giovanni Grasso iunior rap ■ presenta : Notte senz'arba, tragedia agreste di Saverio Fiducia (al «.Politeama Pacini » di Catania, nel giii?po) ; Mariti e muli lassatiU suli, commedia di A?hille Serra; Richìamatu, commedia di Francesco Accardo (l'una l'altra ■a Noto, nel giugno) ; Il Cipresso e il ghigno, un atto di Costantino Catanzaro (a'I'a Argen- tina » di Roma, rell'otobre), e 'A Maddalena, co.mm.edia di Filippo Marchese. E la Compagnia di Tommaso Marcellini rappresenta la commedia di A. Torrigiani : Rae;eio di sole. 1918 — La Compagnia di Angelo Musco rappresenta le seguenti novità : 'U C'mira {Il Contravveleno), e. in 3 atti di Nino Marto- rio (al « Nazionale » di Roma, nel gennaio) ; La Patente, un atto comico di Luigi Pirandello, ANGELO MUSCO {Fot. (Badodi) nel quale è messa in iscena la caratteristica figura di uno che sa di essere tenuto per jetta- tore, e ci tiene ad esserlo ; e Cantalanotti, commedia in 3 a. di Francesca Sabbato-Agnetta 'l'uno e l'altra all'a Olympia » di Milano : il 12 e il 23 aprile); La tarantola, commedia di Francesca Sabbato-Agnetta ed E. Augusto Berta (all'« Alfieri » di Torino, nell'aprile) ; Mulinazzo ci guarda, commedia della stessa Francesca Sabbato-Agnetta (al «Verdi» di Bo- logna, nel dicembre) ; La Tunisina, commedia di P. M. Rosso di San Secondo (al « Paga nini » di Genova, nel febbraio), e // Modella giapponese, commedia di Gentili (a! « Politea. ma Chiarella » di Torino, ;neil luglio) La Compagnia di Giovanni Grasso rappre- senta il dramma di Matteo Pignatelli, tradotto in siciliano da Maria Spadaro : Quannu è distintu (rappr. al « Politeama Margherita » di Bari, nel gennaio). La Compagnia di To.mmaso Marcellini rap- presenta il dramma in 3 atti di Francesco Accardo : .Altri tempi (al « (Comunale » di Noto, nell'apri'e). + Una dolorosa p— dita fa la scena dialet- tale siciliana con la morte di Marinelh Bra- ".ai'V'a. avvenuta in mare, fra Tra-ian' e Tunisi, — 254 — per siluramento delia nave, sulla quale essa viaggiava. !1 nome di Marinella Bragagiia è associato ai primi trionfi della Compagnia siciliara di Giovanni Grasso : attrice di tem- peramento drammatico passionale, tutto fuoco, tutta anima, ottenne in Cavallerìa Rusticanj, in Sica, in Feudalismo e specialmente ir. Malìa iucoessi indimenticabLli. Recitò poi an- che in Compagnie non dialettali (« seconda- donna » con Teresina Mariani), ma con mi- nore fortuna : ritornò poi alla scena siciliana, ed ebbe col marito una Compagnia di sua proprietà. Era nata a Catania, nel 1882, ed ■aveva recitato in Compagnie italiane e dialet- tali, giovani.="sima ; aveva abbandonato la Com- pagnia di Grasso per sposarsi con l'attore Vittorio Marazzi, morto a Tunisi nei luglio di questo stesso anno : messasi in mare per rivederne la salma, la Bragagl'a trovò, ancor giovane, la morte. '■^ 1919 — Cinque Compagnie dialettali si di- \ i'iono il favore del pubblico italiano. Quella di Angelo Musco è, fra tutte, !a più prodiga di «novità»: delle molte rap presentate al « Nazionale » di Roma nel gen- naio, quella che ottenne il maggior successo è il dramma in 3 atti di Fausto Maria Mar- tini : Rìdi. Pagliaccio!..., nel quale Angelo .Musco ottenne, per la sua grande virtuosità di interprete comico e drammatico, un suc- cesso personale clamoroso. Nel dramma è rapprssentato il caso di un clown di circo ■equestre, affl'tto da un'incurabile m.alinconia, e che offre a sé stesso, davanti a uro spec- chio, lo spettaco'o de! propiio =uicidio : dram- ma di buone intenzioni, ma che, nella sua espressione scenica, sembra essere scritto sol- tanto per offrire una bella « parte » a un attore, e raggiungere il massimo dell'effetto. Delle altre co'nmedie ebbero buon esito : Don Giovo.nni s'innamora, in 3 atti, di Sante 'Savarino; E ccu saluti!, in 3 atti, di Fran- ■mesco Paolo Mu'è ; 'U Baruni. . di Carnaluvari , in 3 atti, di Francesco Campanozzi : e scarse successo, rappresentate al « VaMe » di Roma, nel luglio : La Canzone di Pulcinella, in 3 ^atti di Sclafani e Sante Savarino; e // Re .lei Cuochi, in 3 atti di Giulio Enccio'.ini, tradotta in siciliano da Francesca Sabbato- .Agnetta ; piacque invece della stessa Sabbato. ' \!^netta uno scherzo comico in 3 atti : Punto.. e da cupo (al « Politeama Margherita » di Ge- nova, nell'aprile). La Compagnia diretia da Nino Martoglio rappresenti all'a Argentina » di Roma, nel carnevale, un dramma in un atto dello stesso Martoglio : Taddarìta (La Nottola). La Compagnia di Giovanni Grasso rappre senta all'a Eiiseo » di Roma : // primo amore, dramma di Amleto Palermi (nel novembre) e // Despota, dramma di Gaetano Polver (nel dicembre). La Co.Tipagnii di Gio\anni Grasso junior rappresenta al « Sannazaro » di Napoli la commedia in 3 atti di Nino Martoglio: Sua Eccellenza, che già aveva ottenuto successo sulie scene non dialettali, col titolo di S. E. di Falco Marzano. E finalmente la Compagnia di Tommaso A\arceliini rappresenta : al « Teatro Utveggio » di Palermo, nell'agosto : La so murali, com- media di Adeiaide Bernardini-Capuana ; nel sette.-nbre : Fiamma che s'abbuia di Franco Caracci, e La morta di G. A. Cesareo, ed al « Rofsini » di Tunisi, nel novembre : Fior Fìoreìle, dramma in \in atto di Francesco Sbrana. IL TEATRO FIORENTINO L'odierno rinnovato Teatro fiorentino ha origini recenti. Augusto Novelli può ben a ra- gione dirsene ii fondatore. Sino dal 1893 egli aveva fatto rappresentare un drammetto in 1 atto in vernacolo : 7/ Morticino, ove eran teli. cernente colte le caratteristiche del popolo fio- rentino. Seguì, l'anno dopo, una . commedia allegra in 2 atti : Purgatorio, inferno e para-- diso, che, nell'argomento, nello stile, in quella sua rumorosità litigiosa, preludeva alla sua commcd"a mig'iore : L'.Acqua cheta..., quella che dovrà fissare il tipo del Teatro popolare fiorentino. <^ 1908 — L'Acqua cheta.. , in 3 atti, è com- media ammirevole per spontaneità di dialogo e freschezza comica : il Novelli scrisse di getto quesia sua commedia nella quale brillano -le qualità migliori del suo ingegno. « Bisogna diffidare del'e acque chete », insegna il com- mediografo, che infatti delle due figlie del rìaicheraio Uli.se. la minore, sulia quale si riposava !a fiducia dei genitori, finisce con lo scappa: di ca?a con un giovanotto. Piccolo 255 - argomento che però trova la sua perfetta e- spressione scenica nel dialogo pittoresco e luminoso di Augusto NoveJli. Il qua] Novelli ebbe la rara ventura di tro- vare nella Compagnia di Andrea Niccoli degli attori bene stilizzati a questo genere di com- medie : egli fu per qualche tempo anche il « poeta della Compagnia », il fornitore più accreditato dei lavori che si rappresentavano. Andrea Niccoli, Garibalda Landini-Niccòli, fi- glia del celebre Stenterello Raffaello Landini (e col nome di lui si volle intitolare la nuova Compagnia fiorentina), Ada Checchi, Torello Signori, la De Paoli, formavano un complesso di attori veramente magnifico. La Compagnia, diretta da quell'eccellente e versatilissimo at- tore che era Andrea Niccoli, trovò all'» Alfieri » di Firenze la sua sede abituale : quasi tutte ie commedie del Teatro fiorentino furono rap. presentate per la prima volta a questo popolare teatro e dalla Compagnia Niccoli, ciò che mi esime dal dare ogni altra indicazione, nel dar qui l'elenco delle nuove produzioni. L'Acqua cheta. .- rappresentata il 29 gennaio con enorme successo, ebbe una gran quantità di repliche. Seguì, del Novelli, un bozzetto in un atto, pieno di carattere e di colore : Acqua passata : un marito e una moglie, ospiti di un ricovero di mendicità, che si ritrovano dopo molti anni, e ricordano tristemente i tempi trascorsi. .Anche questa breve commedia ot- tenne pieno successo. 1908 — Il peggio regalo!, commedia in 2 atti di Valentino Soldani, nella quale è ten- tata la pittura del mondo borghese fiorentino, non ottenne Invece (rappr. il 20 febbraio) che scarso successo. 1909 — Augusto Novelli non riposa sui conquistati allori : una sua nuova commedia in 3 atti, di ambiente e di carattere schiet- tamente popolare : Casa mia, casa mia... (rappr. il 23 gennaio) ottenne un successo vivissimo : ed è infatti una delle sue migliori. Vi è rappresentata la delusione di un figlio di bottegaio, che va a cercar fortuna a Milano, trovando l'ambiente di casa sua troppo ri- stretto alla propria ambizione, e se ne ritorna umiliato, spogliato, carico di debiti. L'altra commedia del Novelli : L'Ave Maria. in 3 atti, di un romanticismo giulebboso e piagniucoloso, vale artisticamente assai meno : ma il pili caloroso successo non mancò nep- pure a questa. Ebbe invece un esito più freddo (rappr. al « Nuovo » di Viareggio) la commedia intito-- iata : La bestia nera, che in veste veneziana, e col titolo de La Famegia del Diavolo, era già stata rappresentata nel 1907 da Ferruccio Benini. Una delle poche buone commedie del re- pertorio fiorentino, scritte a imitazione di quel, le del Novelli, è La Casa a mezzo, in 3 atti, di Giuseppina VitiPierazzuoli (rappr. al «So- ciale » di Brescia, il 7 dicembre). Altra commedia in 3 atti di penna femmi- nile : E girala la rota di Aurelia Nutini (rap- pres. il 23 gennaio) piace abbastanza, e ri- mane per qualche tempo nel repertorio della- Compagnia. Buon successo ottiene anche la commedia in 3 atti di Bruno Carbocci : // Debutto (rap.. presentata al « Nuovo » di Viareggio), che ha il solo torto di rammentare nell'argomento la Mia fia di Giacinto Gallina, senza eguagliarla fier la freschezza comica. Di più scarso valore : la commedia in 3 atti di Carlo Guetta : Gente nostra (rappr. al «Politeama» di Livorno); Come le allodole, commedia in un atto di Ugo Palmerini ; e Giovanni Bonaccorsi, «scene fiorentine del' secolo XV», in un atto di Giovanni Baldi (l'S febbraio), che, nel repertorio popolare vivo e fresco della Compagnia Niccoli, sta- come un pesce fuor d'acqua. 1910 — Augusto Novelli fa rappresentare (nel febbraio) una nuova commedia in 3 atti, con scarso successo : Così faceva mio nonno, e riduce per le scene vernacole una sua vec- chia commedia dimenticata : I Mantegna, che, sotto la nuova veste, e col titolo : Lo Sfacelo, rappr. il 9-IV, ottiene pieno successo : que- sta commedia (in 4 atti), senza raggiungere la perfezio.ie artistica di Come le foglie, ricorda nell'argoménto la commedia di Giacosa, e - in certo qual modo la precorre. Ma il repertorio del Teatro fiorentino mi- naccia di diventare il repertorio di un solo autore; ed è con l'intenzione di scoprire dei nuovi autori, che un munifico signore di Fi- renze, Giovan Angelo Bastogi, pensa di ban- dire un Concorso, con un premio di 1000 lire ■ per la migliore commedia vernacola in 3 atti.. — 256 — Delle 47 commedie pervenute alla Conimis. f!one esaminatrice, Jie furon scelte cinque per y. prova delia scena : e cioè : 7 Pateracchio, -cene della campagna toscana di Ferdinando •'aolieri (rappr. il 23 febbraio); Fra le distar' :ie e i canti, commedia storica di Alessandro Roster (rappr. il 2 marzo, col titolo di Beco suiicio) ; 7 moscon d'oro., commedia di Gino Toni (rappr. il 9 marzo) ; Mignatta, commedia di Luigi Sbragia (rappr. il \6 marzo), e Li t'ecciata, commedia di Maddalena Meini-Za- otti (rappr. il 29 marzo). 7 Pateracchio, commedia di carattere e di ambiente contadinesco, povél-a di intreccio, ma viva e pittoresca nella rappresentazione dei costumi della campagna toscana, con qual- che pennellata di colore, che rivela l'artista t il poeta, commedia interessante anche per : suo linguaggio rusticano che conserva tutto '\ fresco aròma dei campi, la sola produzione che. si stacchi di Milano, nell'ottobre). Tentarono il dramma storico romanesco : Gino Monaldi, padre dell'attore, in col'abora- zione con Luigi Chiarelli, ne Er Gendarme, in 3 atti (rappr. al « Fossati » di Milano, nel settembre) — nella quale commedia è de- scritto l'ambiente di ima famiglia romana ligia al Governo Pontifìcio, in contrasto con un giovanotto, ardent; di fede liberale, il quale è appunto il figlio di un gendarme pontificio — e Orazio Giustiniani, nel dramma in 3 atti : Trestet'erini e Monticiani (all'a Argentina » di Roma, nel giugno), anch'esso di ispirazione pa'riottica. 1913 — La Compagnia vernacola romane- sca, intitolata : Cruciani-Monaldi, della quale fanno parte, oltre a! Monaldi, attori di bella spontaneità comica e di grande efficacia dram, matica, quali Bianca Visconti, Giulia Trucchi, il Bocci e il Gandussi, rappresenta con sem- pre maggior successo per tutta Italia i dram- mi del Monaldi : ai vecchi se ne aggiunge uno in 3 atti, nel quale la virtuosità di attore meglio può apparire: .Vino er boja! (rappr. air« Olympia » di Milano, il 19 aprile). Entra a far parte dei repertorio anche una commedia di Corrado Colombo : // genero (ridotta in romanesco e rappresentata a Li- \orno), 1914 -- Lin altro dramma storico-patriottico cerca di acclimatare nel repertorio della Com- pagnia Monaldi, Augusto Jàndolo : ma il suo dramma in 3 atti : Roma se sveja (1848), nel quale è rappresentata, in qualche episodio ca- ratteristico, .la Rivoluzione Romana, non ot- tenne (al « Niccolini » di Firenze, il 18 gen- naio) un successo troppo entusiastico, e non rimase a lungo nel repertorio. 191.^ — La Compagnia di Gastone Monaldi — neik Quale !'« attrice-giovane » Fernanda Battiferri passa «prima-attrice assoluta» - rappresenta le seguenti nuove produzioni : Anime perze, dramma di Leone Ciprelli (al « Manzoni » di Roma, nell'aprile, con buon esito); La sera de la girannola, dram.ma in un atto del «Conte Argo» (sulle stesse scene, nel maggio) : .4//j conquista, dramma di Ga- stone Monaldi; Fiamma ar vento, dramma di Tommaso Smith e La villa dei feriti, dramma di Armando Papò (tutti e tre al « Politeama Adriano » di Roma, i primi due nel novembre, il terzo nel dicembre). + Muore a Roma, il 23 gennaio, in tarda età, il più popolare attore romanesco, Pippo Tamburri, che ebbe qualche fortuna nei pic- coli teatri suburbani fra 1" '80 e il '90, spe- — 261 — cijlir.eiite per l'oier^t:'. : tir Marclws,.' i/cr Grilìo, della qiiaie fu interprete ins\iperatn. 19Itj Di nessuna importanza le produ- zioni rappresentate in quest'anno dalla Com- pagnia Monaidi : Er buttero, dramma in 3 atti di Antonio Lamacchia, versione romanesca di Nino Ilari (al « A\orgara » di Roma, nel mar- zo) e Idillio, un atto di Augusto Reggiani (a Lugo, nel dicembre). Un'altra Compagnia romanesca diretta da F. Gandussi, già « a tore-bri".!ante » con Mo- raldi, rappresenta ne! marzo, al « Guglielmi » ùi Civitavecchia, una commed'a satirica di Augusto làndolo : L'aniicaiaro. 1917 Muore a Roma, all'Ospedale di San Giacomo, in età di soli 30 anni, Giulio Razzini, già « bri'lante » della Comp. Monaidi. FERNANDA BATTIFERRI 1918 — Due nuove produzioni sono rappre- sentate da Gastone Monaidi : La Commedia de Rugantino, in 3 atti, di Augusto Jàndolo (al « Nazionale » di Roma, neH'agosto) e La Trappola, « trageda della mala-vita romana », in 3 atti, di Gastone .Monaidi (al « Valle » di Roma, nel settembre). CESARE LEVI. IL TEATRO GENOVESE Ultimo nato fra "i teatri dialettali italiani, è nato, si può dire, sotto i nostri ocelli : e la sua breve storia merita di essere riferita come l'ha narrata con amor ci paJrc (o a.- meno di padrino) Gildo Passini, non soltanto per quel che contiene di « rivelazione ». ma anche perchè dà l'idea precisa del come nasce tin teatro dialettale, e, si può dire, come è nato, nasce e rinascerà sempre il Teatro ita- liano. Il fenomeno si presenta genuino e spontaneo nella vita contemiporanea, e riprova una volta di più quanto sia forte e provvida la virtù suggestiva dell'arte scenica e delle particolari qualità di interpreti singoli, per la ispirazior; d'egli autori. Singolarissimo feno- meno di scambio di idee e di immagini che esiste fra l'arte scenica e la letteratura dram- matica. li Teatro genox'esc è nato per merito di un interprete, ma ha subito ricercato e ritrovata le proprie origini, quasi i ritoli della propria nobiltà nelle memorie della Superba. E valga; il vero. Riferiamo le notizie nelle parole de! Passini che dobbiamo riassumere invertendo l'ordine della sua narrazione (che il lettore potrà t"o- vare integra nella Gazzetta di Genova del 1920 e nel Corriere del Teatro del dicembre). Cominciamo da ima nota nella quale sono stabilite esattamente le origini : « Nicolò Bacigalupo fu l'onesto e amato tesoriere della città di Genova fino all'anno della sua morte, 1904. Profondo conoscitore de' classici latini e greci quanto esperto de' traffici e delle più recondite finezze del ver- nacolo nativo, lasciò scritti originalissimi che disgraz'atamente non possono efsere app«-ez- zati senza una certa iniz'azior;. Osò travestire in strofe genovesi VEneide di Virgilio che diventò relle sue mani un capolavoro d'umo- rismo rabelesiano. La sua trsduzione in geno- vese delle Orfi d'Orazio fu assai lodata. Oltre molte liriche in gran parte comico-sentimentali con qualche pizzico di filosofìa, o!t-e a varif gustosi poemetti btirleschi, scrisse sei com- medie d'intreccio e di carattere, ricamate con brio goldoniano e classica sobrietà, sulle vi- cende del « piccolo mondo antico » di cin- quant'anni or sono, così recente e pur così lontano. Eccone i titoli : I manezzi pe mala unn-a fii;gia — (Gl'intri. ghi per maritare una ragazza). Pìggiase (') ma dò fiosso ò carta — (Il male di Rosso il cartaio è il vìzio della inframmet- — 262 — lenza. E il po\ero Rosso per eccesso ji buon cuore finì impiccato sul molo). Cià a pula che o ma ~ (Più la paura che il male). À baila de fumme — (La palla di fumo). Vn bello caxo — (Un bel caso). A filosofia dò peroché — (La filosofia del barbiere). Lasciò ino'tre una tragicommedia in un atto intitolata : Esoja'^o in Argo nella quale i vec- chi ricordano di aver sentito recitare anche il pov-ero Gaudolin. I nomi dei personaggi (Epigastro, re d'Argo; Epistassi, sua mo^^lie ; Epiderma, Esofago; guardie in lontananza) di- cono di quale spirito sia materiato il lavoro. Erano i tempi in cui fu detto che « l'antiquité avait été fatte, peutétre, pour le pain des professeurs » e fiorivano I.a bella Elena e Orfeo all'inferno... Oltre i migliori lavori del Bacigalupo la « Dialettali genovese » ha messo nel reper- torio : Riizze regia (Vecchia ruggine), ridu- zione in genovese de / recini da festa de! Selvatico; Si chiude, un atto di Sabatino Lo- pez ; In preiiìa. A mexinna, riduzione pel Tea. tro genovese delia comm.ediola di Paolo Fer- rari : La medicina d'una ragazza malata; O giorno da primma cómenion, bozzetto in un atto del Govi e di Jean Buttin ; Imbroggi de Pantalin di Davide Castelli ; Chi a ciù Un fa eia tela (Chi più ha lino fa più tela), 2 atti di Giulio Gatti, e inoltre, forse, qualcuna delle commedie ridotte dal francese in genovese nella seconda metà del Settecento da Steva De Franchi, detto tra gli Arcadi Micrilbo Ter' mopilatide. Le p.u |-robabiii sarebbero ; Ho- mégo pe forfa (Le Medecin malgrè lui del Molière) e L'avvocato Patella, riduzione della famosissima Farce de l'avocai Patelin d'ignoto a.itore quattrocentesco ». Veniamo ora a parlare dell'artista che ha vivificato questa tradizione letteraria in un Teatro moderno interessante e originale. L'ar. lista è Gilberto Govi. Eg'.i ha .^.^ anni, e non è quasi mai uscito dalla Liguria. Ma in tutti i teatri di Genova, Savona, Sampierdarena, Spezia e delle città minori della Riviera lo hanno salutato attore e direttore valentissimo. Il Piperno qualche anno addietro ebbe oc- casione di assistere a una recita della « Dia- lettale genovese » e avrebbe voluto immedia- tamente portarsi via il Govi, scritturato nella sua Compagnia. Anche Virgilio Talli ebbe la curiosità di sentire gli artisti genovesi. La Compagnia allestì per l'occasione uno spetta- colo misto : una commedia genovese di Nicolò Bacigalupo e una commediola italiana dove c'era una buona pare di « brillante ». li Talli si divertì un mondo e giudicò : « Come ca.-at. terista nelle macchiette genovesi il Govi non ha nessuno che lo pareggi : la parte di bril- lante, in italiano, l'ha eseguita come l'avrei potuto eseguirla io a' miei tempi, o come il povero Gio\annini ». E anch'egli propose di scritturarlo nella sua Compagnia appena finita la guerra. Del Govi molti conoscono, in Liguria, le deliziose macchiette : quel Scio Agostin Lei- tiiga dall'occhio imperioso e dal gesto peren- torio, eh; rappresenta l'ultimo umoristico 41 # « GILBERTO GOVI - 263 — campione deTa^soliitisino autnriiario nell'eser. cizìo della patria potestà ; quel placidd e ras- RINA GAlONl-GOVl segnato Sciò Steva che impersona le debolezze del buon senso maritale, « rinunciatario » di fronte alla fervida, squilibrata fantasia della consorte «imperialista», intrigante; quell'a- mabilissimo Sciò Pippo Manezzi, bonario s rubicondo Don Chisciotte in sedicesimo, e quel truce e piacevole Beppin Caoteio {In pretiia), ssmplica ladro al minuto su cui ri- versa tutte le nostre simpatie il confronto cogli impuni:i e assai meno divertenti ladri all'ingrosso... La Rina Gaioni-Govi è un altro preziosis- simo gioiello delia Compagnia. Disgraziata- ment* le cciimedie umoristiche create dal ma- schio intelletto del Bacigaiupo non lasciano alle figure femminili che parti secondarie e ignoriamo se sarà fornita un giorno alla brava artista l'occasione di dar la piena misura dei suo valore di cui sono sicura prova le due piacevoli macchiette di A Rosinn-a e di -1 Settinn=a che i genovesi ben conoscono, e la parte di Liginn a nella Riizze vegia, mirabil- mente interpretata per la prima volta, lo scor- so maggio, al « Paganini ». -= 1 teatri dialettali nel 1920 Dovremmo ora registrare i lavori nuovi ap parsi sulle diverse scene dialettali nel 1920; ma questa nota (non affidata purtroppo alla diligenza di Cesare Levi) sarà incompleta; e dobbiamo quindi riservarci di integrarla nel volume che a questo seguirà. Le compagnie dialettali non hanno tutte, e sempre, « un giro di piazze » tale che sia agevole seguirne i passi da un centro come Milano, Firenze o Roma. Ma per compensare la deficienza delle no- tizie di tutti gli a!tri, cominciamo dal segna- lare un altro Teatro dialettale — il decimo I — che presenta una novità. IL TEATRO SARDO Si rappresentò a Cag;liari Su Bandidori, e. in .3 atti, e Ziu Paddori, e. in 3 atti di E. V. .Melis. ■Uh Le vicende degli altri teatri risentono quasi ovunque delle inquietudini economiche del teatro, sebb^e^e le Compagnie dialettali, o per. che stabili come le piemontesi, n perchè co- stituite di elementi speciali (per solito gruppi di intere famiglie), intorno ad un attore, sfug- gono più facilmente alle agitazioni di classe. IL TEATRO VENEZIANO Nel 1920 riposa il massimo attore, Emilio Zago. Altre Compagnie, al 1" di Quaresima sono le seguenti : Compagnia Dialettale Veneta Amalia MICHE- LUZZI : direttore artistico : Armando BO- RISI (per ordine alfabetico). Attrici : Ardau Elettra, Borisi Amalia, Bur- lamacchi Maria, Furlani Bianca, Manzuffa Carla, Miche'uzzi Amalia, Montalto Olga, Pet- terini Cecilia, Roh Gina, Stoccada Teresa. Vollaro Tina. Attori : A'.berti Alfredo, Borisi Armando, Bottone Giulio, Corsari Pietro, Furlanetto Eu- genio, Matricardi Antonio, Polacco Marcello. Sclaniz7-a Umberto, Vidali Domenico, Vollaro Alfredo. A'niministratore : Alfredo Vollaro. Compagnia della Commedia Veneziana ; dira- 264 ziont artLstica : Carlo MICHELUZZI (Ge- stione : Alfredo Ghersani Hartmann). Attrici : Msrgherita Segli.i, E'ettra Brunini Privato, Jole Gastaldi, Bice Parisi, Gemir.a Incrocci, Em'lia Franzotti, Tina Massa Pri- vato, Italia Favrerto, Gisella Sereni. Rosa Lanzi. Attori: Carlo Micheluzzi, Giuvanni Dal Cor. tivo, .Augusto Incrocci, Edmondo Tamburlini, Mario Verdani. Germano Fuirlani, Giovaani Rissone, Vittorio Fossati, Eugenio Colloredo, Piero Sane.M. G. Laurani. Ugo Favretto, A. Ghersani. Amministratore : Antonio Seglir.. Segretario : Vittorio Fossati. Direttore di scena : E. Colloredo. Quanto alle novità, ricordiamo Un huto alt'om' ra, e. in .1 a. di V. Raffa'.di (Venezia, T. Rossini. C. Serenissima. 8-XI) ; La Bren- tana (Ferrara T. Verdi, C. Micheluzzi. 14 settembre) e Affari! Affari! in ^ a. di A. Ro?sato (Trieste, T. Fenice, C. Michekizzi. 1'^ ottoh'-e' ■ - / .. /..<■-'- ti: Rin, Palfiniero (ihediiT IL TEATRO MILANESE La prima messa, e. in 1 a., e / delizi de la vilegiatura, in 2 atti, sono due commedie di Corrado Colombo che vengono rappresentate al Teatro Carcano (30-XI) e El lascit de la ì-eduvin, in 3 atti, di Silvio Zambaldi (Filo- drammatici, 21-I.X); tutte, con successo, da compagnie di esperimento che si propongono di ravvivare e rinnovare il teatro dialettale milanese. IL TEATRO NAPOLETANO Due compagnie napoletane, dell'attività del. '■ liliali non abbiamo notizie precise, sono isì composte, al !<> Quaresima del 1920: Compagnia Napoletana GLECK-RASPANTI- NI; direttore: Libero BOVIO. Attrici : Mariù Gleck, Teresa Cappelii. .Ama- lia Raspantini, Italia Carloni, Ida Bottone. .Amelia D'Amico, Emilia Langslla, .Anna Di Furia, Maria Stellini, Anna Pretolani, Amalia Di Furia, Adele Pretolani, Olga Majo, Teresa Rinaldi, Maria Raspantini, Olga Raspantini. Maria Gallo, Elisa Cacciatori. Attori: Francesco Amodio, Carlo Pretolani. Agostino Salvietti, Amedeo Girard, Luigi La.T- gella. Giuseppe Rivoti, Pietro Carloni, Fede rico Piscopo, Ettore Carloni, Augusto Carloni. Oreste .Majo, Luigi Cambino, Raffaello Ric- ciardi. .Adolfo Mirro, Pasquale Mercurio, Gino Raviso, Ernesto Porro. Condirettore : Francesco Amodio. Amministratore Rappresentante : Franz Ra- spantini. Segretario : Federico Piscopo. Compagnia Dialettale del TE.ATRO MINIMO NAPOLETANO : direzione artistica : Alfre- do ZELONI. Attrici : Laura Scbiavoni, Maria (becchini, Nina Arrato, Lina Zeloni, Ada Miller. Attori : Alfredo Zeloni, Enzo Ottieri, Raf- faele De Crescenzo. Vincenzo Rizzo, Temisto- cle Almeida. IL TEATRO SICILIANO Nel 1920 parecchie commedie nuove rappre- senta la Compagnia Musco : L/' sapiti com'è, in 3 a. di Francesca Sabbato-Agnetta (Milano. 20-111) e della stessa : Un omu, 'na fimmina e 'na capra, in 3 atti (Milano, T. Fi- lodrammatici, marzo); 'A Travatura, un atto (Milano, Olympia, 19 aprile); Mmenzu i Giu- dei, in 3 atti di F. P. Mule (a Milano, 26-X) ; // Marchese di Ruvolito, di Nino Martoglio (Roma, T. Nazionale, dicembre). Ecco l'elenco della Compagnia : Comica Compagnia Siciliana diretta dal Com- rreniiatore Angelo MUSCO (per ordine al- fabetico). Attrici : .Anselmi Rosina, Campagna Giulia, Campagna Vittorina, Carrara Lilia, Carrara Checchina, Carrara Nona, Carrara Saffo, Guli Melchiorra, Libassi Pia, Libassi Fara, Longo Maria, Murabiro Francesca. Attori : Ang;lo Musco, .Arcidiacono Salva- tore, Campagna .Angelo, Carrara Pietro, Car- rara Giuseppe, Carrara Lorenzo, Carrara Ot- tavio, Colombo Lindoro, Colombo Eugenio, Condorelli Giuseppe, Libassi Cesare, Marinelli Ettore, AUirabito Giuseppe, Pandolfini Salva- tore, Terenzi Carlo, Vinci Vincenzo. Aministratore : S. Arcidiacono. Segretario : E. Marinelli. Direttore di scena : E. Colombo. .Altri lavori siciliani furono rappresentati dalla Comp. Grasso, senior : // Tesoro d'h — 265 sacco, dramma di Amleto Palermi (Naroli. T. Sannazaro, prln.avera) ; San morde più, bozz. Jramni. di Francesco Sbrana (Tunisia, Ru .ignolu, dramma in 3 atti di G. M. Comande «Roma, P. Adriano. 29-Xl) ; L'appuntato f. /., comtnedia di Cesare Brighenti-Rosa (Manto- va C. G. Grasso, primav.) ; Chiddu ca' torna, dr'. di A. M. Tirabassi (Roma. T. Adriano, dicembre). Le Compagnie Siciliane del 1920 sono così composte : uAccn Comica Compagnia Siciliana Giovanni GRASSO Iunior-Corrado BRAGAGLIA ; diretta da Gio- vanni GRASSO junior. Attrici: Carolina Bragaglia, Virgilia Bali- strieri, Antonietta Menichelli, Vittorina Arci- diacono. Felicetta Vassallo, Pia Neri Trovato, Tina Zito. Attori: Giovanni Grasso, Saro Arcidiacono, Nino Menichelli, Giuseppe Trovato, Carmelo Russo, Nicola Natale, Salvatore Arcidiacono, Turi Puglisi, Totò Carrara. Salvatore Vasallo, Gennarino Balistrieri. Corraco Bragaglia, Al- cide Borsetti. Amministratore : Salvatore Arcidiacono. Compagnia Siciliana del Cav. uff. Tommaso .MARCELLINI (per ordine alfabetico). Attrici : Anselmi Celestina, Amore Pina, Bar- celli Lina, Bianca Marianna, Campagna Jole, Colombo Checchina, Colombo Giuseppina, Campagna Tina, Carrara Nina, Cambini Rita, Serrano Maria, Truscello Maria. .Iftori: Marcellini Tommaso, Ardito Giovan- ni, Anselmi Ignazio, Amore Gaetano. Barceili Attiro, Bianca Ettore, Colombo Camillo, Car- rara Salvatore. Colombo Benedetto, Campa- gna Giulio, Colombo Ernesto, Catanzaro Ezio, Gsnovini Armando, Rapini Giuseppe, Truscello Carmelo. Amministr. Rappresentante: Arturo Cam- pagna. Segretario : Ernesto Colombo. Direttore di scena : Carmelo Truscello. (Scioltasi nel corso dell'anno comico). Si riformarono inoltre, le Compagnie del Comm. Giovanni Grasso, senior, e quella di Micio Grasso. IL TEATRO FIORENTINO La Compagnia Niccoli-Magheri, che non la- scia Firenze se non per brevi esecuzioni nelle minori città vicine, rappresenta (Prato, T. Rossi, 2()-VI) /• formicolone, e. in .^ a. di Ugo Romagnoli (.Max Dupont). La Compagnia del Teatro fiorentino sarà ri- costituita con l'anno 1921, sotto la direzione di Augusto Novelli. IL TEATRO ROnANESCO Di Gastone Monaldi si rappresenta Serone. dramma di povera gente (Roma, T. Naziona- le, primavera). La sua Compagnia è costituita come segue : Drammatica Compagnia Romana diretta da! Cav. Gastone MONALDI (per ordine alfa- betico). Attrici: Fernanda Battiferri, Bardini Lina. Bizzarri Bianca, Bocci Ida, De Angelis Bice, Dantuoni Virginio, Egidi Amelia, Fares Lisa, Monaldi Gisellina, Piovani Pina. Saltamerenda Bianca, Zaratti Anna. Attori: Gastone Monaldi, Battiferri Giulio, Bizzarri Oreste, Baldoni Aldo, Bocci Gilco, Cortesi Pellegrino, De Angelis Gualtiero, Di Giannicola Umberto, Egidi Attilio. Fares Ore- ste, Filacchioni Ugo, Galiani Fernando, Ger- miniani Gino, Martinini Aldo, Oggio.ii Gio- vanni, Preziotti Espartero, Sa'.tamerenda Au- gusto, Salvini Vasco, Scarselli Alfredo, Strozzi Pietro, Zavoli Nicola. Amministratore Rappresentante : Espartero Preziotti. Sesretario : Ugo Filacchioni. 266 BT op^orofìa^ 11 teatro d'operetta in Italia L'origine del Teatro italiano d'o- peretta, come di tante altre manife- stazioni del nostro teatro va ricercata in Francia. Furono infatti i parigini fratelli Grégoire che, una quarantina d'anni or sono — poco più, poco meno — introdussero presso di noi la nuova forma d'arte, in un lungo giro ch'essi fecero per tutti i principali teatri di Italia, rappresentando le operette che erano allora in voga al di là delle Alpi, dovute alla gaia fantasia di un Lecoq. di un Planquette, di un Of- fenbach. Le musiche allegre, i motti di spi- rito, la satira di cui quei lavori erano tutti pervasi, il lusso e più .incora la grazia della messa in isce- na conquistarono il favore dei nostri pubblici e fecero nascere in un uomo, praticissimo del teatro e dei gusti del pubblico, l'idea di un teatro italiano (l'operetta. «Italiano > in quanto le operette vennero — dopo quella for- tunata « tournée dei fratelli Grégoi- re — rappresentate nella nostra lin- gua, da attori nostri. Ma in verità quei primi lavOx'-i non furono che ri- duzioni o rifacimenti di operette fran- cesi ed austriache. L'uomo che tentò la nuova via fu lo Scalvini, il quale conqjose egli stesso, o meglio, ri- dusse per le nostre scene i lavori di Offenbach, di Suppé e dei più noti, allora, operettisti francesi, pur avendo l'intenzione di ricostruire il teatro fiabesco e di fantasia sulle tradizioni dei Teatro di Carlo Gozzi. -A.ssai più tardi cominciarono i mae- stri italiani a dedicare la loro atten- zione e la loro attività all'operetta e primo fu il maestro \'incenzo Va- lente che scrisse «I granatieri . la- \ oro che, pur contenendo pagine mu- sicali ispirate alle nostre più calde e vivaci melodie meridionali, non è in fondo che una buona copia dei mo- delli francesi sia per il soggetto trat- tato sia per la forma con cui esso è svolto. Ma un primo passo era fatto al quale dovevano seguire altri nume- rosi e fortunati che crearono il teatro italiano d'operetta, se non proprio l'operetta italiana che ha sempre ri- - 267 — sentito anche in seguito, meno al- cune poche eccezioni, l'influsso delle congeneri straniere. E nacquero così La cicala e la formica, una fiaba musicata dallo stesso X'alente e la féerie del M.'^ Dall'Argine Dall'Ago al milione che creavano due tipi distaccantisi assai dalle forme dell'operetta francese e a cui seguirono, assurgendo sempre più ad una forma elevata di arte La polvere del Pirlimpiinpin. Cine- rella e più tardi // capitan Fracassa di Ilario Costa e La secchia rapita del Ricordi. Queste ultime due, più che operet- te, sono vere e proprie opere comi- che rispondenti, più delle prime, al temperamento lirico dei nostri musi- cisti, ancorché non abbiano a\uto quel successo che meritavano. Il « Capitan Fracassa » venne alla luce in piena fioritura dell'operetta viennese, quando il pubblico si sdi- linquiva dinanzi ai molli valzer di Lehar, di Fall e seguaci ed ai « bal- letti >/ più o meno comici e direi quasi acrobatici, di cui gli imitatori dei due musicisti viennesi infiorano le loro produzioni e che avevano irri- mediabilmente guastato il gusto del pubblico nostro. Il libretto de^ « Ca- pitan Fracassa » è più tagliato per il gusto inglese che par il nostro e la musica appartiene alla vecchia scuola italiana cioè a dire che è quanto più vi possa essere di antiviennese. L'o- peretta di Mario Costa andava contro corrente e se fu apprezzata dagli intenditori e fece respirare di sollievo e di gioia tutti i buongustai e gli a- manti delle nostre tradizioni musicali, urtò contro lo scoglio della igno- ranza dei più. Inoltre per la sua ese- cuzione sono necessarie qualità vocali e sceniche che in gran numero dei nostri artisti d'operetta fanno difetto ed orchestre più numerose, più affia- tate e migliori di quelle di cui gene- .ralmente le nostre compagnie dispon- gono. Le stesse cause valgono in parte anche per « La secchia rapita > a cui nocciue un certo senso di squisita eleganza musicale che non è stato compreso dal pubblico, o almeno da quel pubblico che frequenta di solito il teatro d'operetta. Fu in quel torno di tempo, se non m'inganno, che apparve pure MaWritk di Ruggero Leoncavallo : ma anche quest'operetta del fortunato autóre dei « Pagliacci », per ragioni simili a c[uelle suesposte e per essere il temperamento artistico dell'autore eminentemente passionale e non a- datto — quindi — a commentare burlescamente le vicende di un ma- rito sfortunato, ebbe soltanto un suc- cesso di stima. Il Leoncavallo, fatto esperto da qud primo insuccesso nel campo dell'arte gaia, ritentò più tardi la prova e con miglior fortuna, scrivendo « La regi- netta delle rose ». Nacquero quasi nella stessa epoca e cioè nel 1911-12: Capriccio antico di Ivan de Hartulary Darclée — che, nel 13, fece rappre- sentare Amore in maschera — e il Birichino di Parigi, di Alberto Mon- tanari, ed anche a queste il pubblico fece buon viso poiché, pur riallac- ciandosi alle buone vecchie tradizio- ni del teatro d'operetta e a quelle della musica italiana non si distacca- vano totalmente dai modelli che ci erano venuti di Vienna e che sulla falsariga di lavori, veramente genia- li, come «La vedova allegra», «La principessa dei dollari », « Amor di Principi », « Sogno di un valzer », « Il conte di Lussemburgo » e simili, im- perversavano sulle nostre scene. Questo asservimento all'operetta viennese, dopo l'imitazione della fran- cese, dura disgraziatamente tuttora. Sono pochi gli autori nostri, pur trop- po, che sentono e scrivono con un senso d'italianità. i.Abbiamo inoltre, a rendere sem- pre più misera la condizione del no- stro teatro d'operetta, il fenomeno Lombardo. Il M.o Lombardo è un facitore di operette « a successo » il quale se- guendo l'esempio dello Seal vini, che riduceva e presentava come suoi la- vori stranieri, prende il suo bene Z68 dove lo trova. Il Lombardo ha composto una serie di libretti stra- namente simili l'uno all'altro, vi ha adattato della musica acquistata qua e là, all'interno e all'estero, e ha fat- to rappresentare, durante gli anni del- la guerra « La duchessa del bai Ta- barin », « La regina del fonografo », « La signorina del cinematografo », « Madaiiif de Thèbes » ed alcune altre dello stesso stampo, alle quali — od almeno ad alcune di esse — non si può negare spirito e vivacità e quel che il pubblico odierno predilige. Ar- tisticamente valgono poco o nulla, ma dal punto di vista commerciale sono... dei capolavori. Su libretti suoi il Lombardo ha fatto scrivere musica anche a mae- stri illustri, e così ci ha dato un AMALIA SOAREZ « Re di chez Maxim » con musica di Mario Costa e « Sì » con musica di Pietro Mascagni. Non è qui il luogo di fare una lunga disanima dei due lavori, tanto più che nel caso del primo si tratta di musica scritta an- teriormente al libretto e adattata per l'occasione, e il secondo — pur rac- chiudendo pagine bellissime nelle qua- li sboccia sempre fresca e vivace la genialità del maestro livornese — non aggiunge certamente nulla alla sua fama. Nei maestri giovani si notano, per fortuna, tentativi nobilissimi di scuo- tere il giogo delle imitazioni del- l'importazione straniera, ed alcuni di essi si sono già potentemente affer- mati con più di un lavoro. Così, fino dal 1913 il maestro Giuseppe Pietri faceva applaudire al « Fossati , di Milano la sua operetta In Fleminer- latida, su libretto di A. Rubino e nel SILVIA CORDINI 1915 trionfava con Addio giovinezza! ispirata, vivace, calda di passione e scintillante d' allegrezza a cui si è aggiunta, sullo scorcio dell'anno scor- so « V acqua cheta » per la quale il Pietri ha rievocato antiche melodie . nostrane che sono state molto gustate. E in questi ultimi anni si sono regi- strati i successi <ìq\V Ave Maria di Angelo Bettinelli, della Vergine rossa, di -Alfredo Cuscinà, di Ma ramar mio non muore, di Vincenzo Leotti e di Sua Eccellenza Belzebù, del com- pianto maestro triestino Randegger, morto quando più dal suo vivido in- gegno, che stava cercando e forse a- veva trovato la nuova via su cui in- — 269 — camminare loperctta italiana, era le- cito aspettarsi nuovi e più solidi trionifi. Se, per ciò che rijiuarcla la pro- duzione, il nostro teatro operettistiio è stato quasi sempre tributario del- EDOARDO FAVI l'estero, ebbe, per contrario, perio.U di vivo splendore e brillò di luce pro- pria ad opera di direttori e artisti che. per doti individuali o per la ric- chezza e la genialità colle quali for- marono le loro compagnie e le dires- sero, lasciarono una luminosa traccia in questo campo. Nell'ultimo venten- nio, si ebbero compagnie che pote- vano stare a pari, . e forse al di sopra, delle congeneri straniere come, ad esempio, quelle di (iiulio Marchet- ti, di Ciro Scognamiglio, poi Caram- ba-Scognamiglio. di Suvini-Zerboni, della Città di Milano, di Ettore V'i- tale, dove ^i formarono artisti di va- glia che raggiunsero una notorietà oltrepassante i confini della patria. t. necessario ricordare, oltre al Mar- chetti già nominato, Amalia Soarez, Silvia Cordini, Dario Acconci, Edoar- do Favi, Dante Majeroni, il Pinelli. Gea della Garisenda, Pirui de Simo- ni. Pina Ciotti, Dina Piraccini >• Di- na Surano, eti .. i-'' . ' Per ritornare alla produzione, è notevole che nell'ultimo ventennio si sono avute numerose operette dialettali: e dalle commedie dialet- tali sono stati tratti i migliori e più fortunati libretti d'operetta: tornia- mo dunque alle pure fonti del teatro. .\i Pietri, ai Cascina, ai Darclée, ai Bettinelli è affidato il compito glorioso di formare il vero teatro italiano dell'operetta, che fino ad ora ha tentennato imitando le formule — talvolta buone ma più spesso cat- tive e comunque sempre lontane dalla jiostra anima e dal nostro cervello GF.A DELLA GARISENDA — venute dall'estero, o si è attardato in tentativi, nobili quanto si vuole, ma non rispondenti allo scopo: quello di scrivere un'operett^ji vera e propria. U. ROMANELLI. - 270 — Le operette italiane rappresentate dal 1901 al 1920. 1 90 1 . - Sotto aWequator ■ vaude- ville - 1 a. - M. Getulio Mariani - libr. Ugo Ma- riani - Ancona - Filodrammatici Leo- pardi - ,\prilc 1901. — Falli]) ovvero // botton di rosa - 3 a. - ^L" Forti - Milano - Olym- pia - 17-5- 190 1 - Comp. Ceccarelli. — La \endetta di un folletto - 4 a. - ]\L" G. Visconti - Savona - Po- liteama Garibaldi - 11-6-1901 - Com- pagnia Parise - Vignolo. — La civiltà - 3 a. - M." Pietro Moro - libr. Domenico Savia - Cata- nia - Arena Pacini - 27-7- 190 1 - Com- pagnia Calligaris-Lombardo. — Fragolina - 3 a. - M." .\lfredo Grandi - libr. Aristide Gargano - Fi- renze - .Mhambra - 3 1-7- 1901 -Comp. Gargano. — Silvano da Montedoro - ': a. - M.o -Augusto Forni - Medicina - Comunale - 26-9-1 901. — Anima - ? a. - M.» Deola - \'i- mercate - Settembre 1901. 1902 - Rainulan . - X'audeville in 1 a. - M." Michele Noli - libr. Er- nìinio Fumagalli - Milano - Teatro Milanese - 1 5-1- 1902 - Comp. Grossi. — / sogni fantastici di un giuoca- tore - ? a. - M." Alfredo Grandi - libr. F. Gargano - Roma - Quirino - 26-1 -1902 - Comp. Gargano. — Et popò - commetlia musicale in ^ .1. - ^L" Grandi e Albertoni - libr. Romeo Carugati - Roma - Na- zionale - 5-2-1902 - Comp. Maresca. — Satana - un a. - M," Camillo Vigano - libr. ? - Vicenza - Garibal- di - 1-3- 1902 - Comp. Bovi-Campeggi — Madama Lucrezia - 3 a. - M." Giovanni Mascetti - libr. Luigi Ben- venuti - Roma - Savoia - 24-5-1902 - Comp. Tamburri. — Fanny - ? a. - M.o Alfenso Dal- mastri - libr. ? - Bologna - Politea- ma Margherita - Luglio 1902 - Com- pagnia Bcrtini-Gargano. ^ Gli ufficiali in manovra - 3 a. - M. Fratelli Gessi - libr. ? - Milano Excelsior - 16-8-1902 - Comp. Gessi. — Veritas - 3 a. - M." Vincen- zo Cunzo - libr. Giov. Gairgano - Roma - Quirino - 21- 12- 1902 - Com- pagnia Gargano. 1903 C'era una volta - i a. di Balil- la Pratclla - libr. di Frane. Vitto- rietti - Lugo - Rossini - 24-1- 1903. — La fondazione di Roma - un a. - M.o Vincenzo Cunzo - libr. E. Cam- panelli - Roma - Quirino - 29-1 -1903 - Comp. Gargano. — // bagno di Diana - ? a. - M." Giovanni Mascetti - libr. D. Berardi - Genova - V^erdi - 21-2-1903 - Comp Palombi. — — /- lui o è lei? - un a. - M." Ro- berto Amadei - libr. G. Bartoli - Loreto - Teatro di Società - Febbra- io 1903 (esecutori, donne: Pasquali - uomini: Mugnoz. Candelari, Brac- cialarghe). — - La statua viva - 3 a. - M." Vin- centi .\spromonte - libr. ? - Terni - Febbraio 1903. — Metastasio - bozzetto in un atto - M.o Luigi DallWrgine - libr. G. Clemente Tomei - Milano - \'erdi - 9-4-1903 - Comp. Palombi. — Un conflitto fra due Veneri - vaudeville in un a. - M." De Cire- gorio - libr. Pasquale Cinquegran.i - Roma ■ Olimpia - 16-4- 1903 (cse- 271 cuiori: donne: Scozzi, Nanon. - no- mini: Villani). - Roma di notte - i a. - ni.o Ro- molo Bacchini - libr. Giuseppe Petrai - Roma - Quirino - i7-5-'903 " Com pagnia Vitale. — La fiera - ? a. - M. Cesare Mori Taddei - libr. Ezio Taranti - San Miniato - Maggio 1903. — // poeta Fagiiioli alla Corte di Cosimo III - 3 a. - M.o Alfredo Grandi - libr. G. Svetoni e G. Bon- gini - Comp. Gargano. — Divorzio generale - 3 a. - M." Giovanni Mascetti - libr. O. Tomani - Roma - Adriano - : 3 6- 1903 - Com- pagnia Tomba. — 'Na gita ar Divino Amaria - ? a. - M.o Baldelli - libr. O. Raffaelli e L. Cordella - Roma - Quirino - 27 -6-1903 - Comp. Tamburri. — Una famiglia di mattoidi - com- media musicale in ? a. - M.o Alfre- do Grandi - libr. Aristide Gargano - Firenze - Alhambra - 18-8- 1903 - Compagnia Gargano. — Giorgetta la merciaia - 3 a. - M.o Mattia Forte - libr. Salv. di Giacomo - Napoli - Eldorado - 3-9- 1903 - Comp. Vitale. — // duchessino - 3 a. - M.o Gu- stavo Malvano - libr. Ragazzoni ed Emanuel - Torino - Balbo - 27-10- 1903 - Comp. Tomba. — Le maschere romane - 3 a. - M.o F. Baldesi - libr. Oreste Raf- faelli - Roma - Teatro Nuovo - 14 II- 1903 - Comp. Tamburri. — Cafabino di Dragaignan - ope- retta féerie - ? a. - M.o Tomassini - libr. Aristide Gargano - Roma - Nazionale - 15- 11-1903 - Comp. Gar- agno. — / cavalieri della luna - 3 a. M.o Carlo Nani - libr. deUo stesso -Trieste - Fenice - 1 8- 12- 1903 - Com- pagnia Palombi. — La bella Andalusa - ? a. - M.o Alfredo Grandi - libr. ? - Milano - Verdi - 31- 12- 1903 - Comp. Gar- gano. 1904 - Dall'ago al milione - féerie 3 a. - M.o Luigi Dall'.^rgine - libr. Cesare Sacchetti - Roma - Nazionale • 16- 1-1904 - Comp. Maresca. — Il furbo e l'ignorante - 2 a. - M.o -Antonino Pittignelli - libr. Giac. Sportelli - Messina - Arena Garibal- di - 27-1-1903 - Comp. SporteDi. — // maestro di musica - 2 di. - M.o Antonio Zoboli - libr. Primo Bratti - Mosciano - Teatro del Po- polo - 31-1-1904 - Comp. ? — La Titanomachia - ? a. - M.o LamTDerto Caffarelli - libr. ? - Faen- za - Gennaio 1904 - Comp. ? — Sua Eccellenza Gaietta - 3 a. - M.i Domenico e Costantino Lom- bardo - libr. Cost. Lombardo - Ge- nova - Polit. Margherita - 10- 1- 1904 - Comp. Lombardo Calligari?. — La dannazione di Faustino - Fantasia goliardica in un prologo e quattro quadri - M.o Lacchini - Fi- renze -' Pergola - 11-3-1904 (stu- denti). — La Lorenese - 3 a. - M.o Dal- r.\rgine Luigi - libr. Camillo Marulli - Roma - Quirino - 26-3-1904 - Com- pagnia Furiai. — Apologiateosi - 3 a. - M.o Lui- gi Cecchetti - libr. Cesare Cecchetti - Torino - Alfieri - 19-4-1904 (stu- denti). — // valdese - 2 a. - M.o Alfredo Grandi - libr. Giov. Gargano - Vicen- za - \^erdi - 30-4-1904 - Comp. Gar- gano. — Gelsomino - 2 a. - M.o Guido Cavalcanti - libr. ? - Firenze - .Alfieri - Maggio 1904 (Esecutori: donne : Soldi, Maionchi - uomini: Piccione). — La figlia di Jorio - 3 a. - M.o^ Luigi Rachele - libr. Yambo - Ca- gliari - Margherita - 22-10-1904 (ese- cutori: donne: Napoli, Rachele - uo- mini: Randaccio, Molle, Ramondini). — Alnia (Un giorno felice) 3 a. - M.o Salvatore Sanna - libr. Virgilio- Donzelli - Cagliari - Margherita - 1 5 -12-1904 - Comp. Calligaris. 1905. // diavolo in corpo - 3 a. - M. Romualdo Marenco - libr. Blum e Teche - Roma -Nazionale - 25-1- 1905 - Comp. ? (Rappresentata la prima volta a Parigi al teatro dei 272 - « Bouffes parisiens ^ il 19-12-1904). — // sofrno di Galafrone - 3 a. - M.o Alessandro Billi - libr, Valsec- chi e Selvi - Siena - Rinnovati - 18 -2-1905 - Comp. ? — Le calze di Rosetta - ? a. - M.o Edoardo Fiaccone - libr. Dott. Ma- genta - Stresa - Filodrammatici - Febbraio 1905. — Aprile d^ Amore - 3 a. - M.o Ro- molo Bacchini - libr. Turchi - Roma - Argentina - 25-3-1903. — Le pillole der sor Prospero - ? a. - M.o F. Baldesi - libr. G. Fran- chi - Roma - Nuovo - 8-4-1905. — Virtus - 2 a. - M.o Domenico Montico - libr. Zampare - Udine - Minerva - 22-3-1905. — Don Gerundio - ? a. - M.o Be- nedetto Mugnaioni - libr. ? - Ponsac- co (Pisa). — Robinson Crusoè - féerie in 4 a. - M.o Luigi dall'Argine - libr. Blum e Decourcelle - Milano - Fos- sati - 20-5-1905. — // signorino di Valleaperta - ? a. - M.o .Attilio Cesarini - libr. Dott. Franguelli - Possignano - Co- munale - Maggio 1905. — Rose d'Olanda - 2 a. M.o Azzo Albertoni -libr. dello stesso - Fiume - La Fenice - 8-6-1905. — Fathmè --33.- M.o Luigi dal- l'Argine - libr. ? - Firenze - Alham- bra - 28-8-1905. — Venere - 3 a. - M.i Turcon e Campsbell - libr. Maurizio Basso - Torino - Rossini - i- io- 1905. — La moglie di Cireneo - 2 a. - M.o Angelo Tonizzo - libr. ? - Ro- ma - Nuovo - 23-10-1905. — // mercato di Regina - i a. - M.o Niccolò Chiodi - libr. ? - Niz- za Monferrato - 12-11-1905. — La regina del mercato - ? a. - M.o Alessandro Billi - libr. ? - Siena - Rinnovati - Novembre 1905. — // dottor Gasparo ■ ? a. - M.o Antonio Smareglia - libr. ? - Pola - Teatro Ciscutti - 24-12-1905. 1906 - // castello delle fate - ? a. - M.o Giovanni Lotti - Libr. ? - Cer- reto Guidi - Comunale - Febbraio 1906. — / mughetti - pantomina in 2 a. ■ M.o Antonio Pictromarchi - libr. Ettore Malagotti - Roma - V;illc - 29-3-1906. — Neroncino - 3 a. - M." Arturo Cadore - libr. ? - Milano - Lirico - 30-3-1906. — Tarcisio - ? a. - M.o Errico Boccabianco - libr. prof. Illuminati - Ripatransone - Aprile 1906. — // fabbro - ? a. - M.o G. B. De Vecchi - libr. ? - Conselve (Veneto) - Comunale - 2 1-3- 1906. — Niny-Bily - 3 a. - M.o Michele d'Alessandro - libr. Errico Galliciani - Formia (Caserta) Teatro di Varie- tà - 30-9-1906. — La bella armena - 3 a. - M.o Settimo Sardo - libr. ? - Giarre - ot- tobre 1906. 1907. — Testagrù - 4 a. (tolta dai € Contes drolatiques » di Balzac). - M. A. de Cecco - libr. ? - Torino - Carignano - i 5-1- 1907. — Primavere - 2 a. - M." Emilio Ferrari - libr. Rosa Massara de Ca- pitani - MHano - Filodramma;tici - 14 febbraio 1907. — Amori e contrasti - ?i a. - Felice Testa - libr. Armodio Barbano - Fu- bine (Piemonte) 7 febbraio 1907. — Le donne nel 2000{ - ? a. - M.o Carlini - libr. Angiolo Consigli - Li- vorno - Febbraio 1907. — La fiera d- Vicchio - 3 a. - M.o Anselmo Sormani - libr. Riccardo Chiarelli - Pegognaga (Bologna) - 25-5-1907. — U esultanza della stirpe - panto- mima in ? atti - M.o Della Morea Centa - libr. Conte S. Gloria - To- irino - CarignanjO - 1-6- 1907. — Guardia notturna - i a. - M.o Carlo Sabaino - libr. Krasiglis Ed- mondo - Milano - Fossati - 29-10- 1907. — // giullare - i a. - M.o Ettore Lucatelli - libr. ? - Castelfranco (Ve- neto) - Teatro Accademico - otto- bre 1907. -- La piccola Cenerentola - ? a. — 273 - M." (iiorgio Ccistagiiino - libr, En- rico Corradi - Carrara - \'erdi - 13-10-1907. — // caporale Susine - ? a. - M."^ l.uig^i Dall'Argine - libr. ? - Tori- no - Vittorio Emanuele - 20-12-1907. 1908 - // luotiumeiito al Perugino - > a. operetta goliardica - M." Gae- tano Tei - libr. Magno Magnini - Perugia - Morlacchi - 8-2-1908. — Saltimbajid^o - ? a. - M.o Aristi- de Ferrerio - libr. ? - Bologna - ContavaUi - 21-2-1908. — Cenerentola (Cendrillon) 3 a. - M.o Carmelo Castagnino - libr. L. Corradi - Benevento - Febbraio 1908. — / Clerici Vagante s - operetta ballo - ? a. - M.C Settimo Sardo - libr. F. A. Salvadore e U. Marti- nez - Messina - Vittorio Emanuele - 9-4-1908. — L'ultima sera di Carnevale - 2 a. - M.o Rutilio Nobili Tartaglia - libr. ? - Lucca - Teatro Accade- mico - Giugno 1908. — L'! bambola - ? a. - M.o An- selmo Sorniani - HI). Riccardo Chia- relli - Pegognaga (Mantov^a) - Giu- gno 1908. — La polvere di Piriimpinpin - fée- rie in 3 a. - musica adattata dal M.o Costantino Lombardo - libr. di V'izzotto Carlo da un'antica fiaba francese - Milano - I^irico - 24-12- 1908. 1909 - Le geishe a Portsmouth - ? a. - M.o Miceli - libr. ? - Roma Acquario romano - 6-3-1909. — / colombi - 3 a. - 'M.i G. Co- reggi e V. Bettarelli - libr. E. Betta- relli - Firenz,e - AUfieri - 12-5-1909. — Una novella del Boccaccio - ? a, - M.o Domenico Monieone - libr. D'Avergnec - Genova - Politeama Genovese - 26-5-1909. — La principessa Iris - 2 a. - Meini Zanotti Maddalena - libr. della stessa - Firenze - Salvini - 30-5- 1909. — // diavolo e P Inferno - i a. - M,i Saglio e Turò - lib. (da una novella del Boccaccio) - Torino - Balbo - 31-5-1909. — Amor truét. ■ 3. a. - ìM.o Luigi Dair.\rgine - libr. ? - Fola - Tea- tro Cisciitti - 1-6-1909. — Zibaldvn - ? a. - |M.i Gargiulo e Sanna Salvatore - libr. ? - Roma - Sallustio - Luglio 1909. — Messieurs, faites vos jeux ! - un a. - M.o Enrico Pancani! - libr. del medesimo - Milano - Lirico - 27 agosto 1909. — La fata del mcfe - ? a. - M.o V^ittorio Palma - libr. Ida Nerini Catastini - Civitavecchia - Traiano - Settembre 1909. — La contessa catalana - 3 a. del M. oVincenzo Valente - libr. ? - Ino- rino - Balbo - 9- IO- 1909. — // Conte di Culagn^a - 1 a, del M.o Ettore Orlandi - libr. Clemente Coen - Finale - Arena del Corso - 24- 10-1909. -- Festa grande - vaudeville in 3 fa. - M.o Pietro Oorio - libr. Paolo 'Migliavacca - Intra - Sociale - 27- iiovembre 1909. — Al polo sud in dirigibile - fée- rie in 3 a. - M.o Riccardo Caucci - libr. dello stesso - Roma - .\cqua- rio Romano - Dicembre 1909. — // capitan Fracassa. - '3 l'a»'. - M.o Mario P. Costa - libr. Guglielmo Emanuel, (tolto dal romanzo omonimo di T. Gauthier). Torino - .Alfieri - 14- 12- 1909. 19 IO. MaJhruk - 3 a. - M.o Ruggero Leoncavallo - Libr. .\ngelo Nessi - Roma - Nazionale - 19 gennaio 19 io. — Ai bagni dì Viareggio - 2 a. - M.o Oreste Liviabella - libr. .Antonio Oraziani - Macerata - Teatro Leo- pardi - 2-2-1910. Spiritismxo - ? a. - M.» .Alberto Del Vivo - libr. Giulio Piaziza - Mi lano - Fossati - 5-2-1910. — La secchia rapita - 3 a. - M." J. Burgmein (G. Ricordi) - libr. Re- nato Simoni (dal poema eroicomico di .Alessandro Tass-onòO - T^o'rinio; - Al- fieri - 1-3-1910. - Bertold\o - 3 a. - M.o B. Coro- — 274 — naro Gellio - libr. Maurizio Basso - Milano - Rossa'ti - 2 marzo 1910. — D'ordine del re - un atto del M.o Tgo Larrhiai - libr. C. B. Rcg- giori - Milano - Fossati - 24-3- 1910. — tra i codiai - ? a. - M." Or- landi - libr. Coen - Modena - Stor- chi - Giugno 1910. — Capriccio di miliardario - 3 ia^ - M." Frank de Leone libr. Rocco Galdieri - N'apoli - Eldorado - 8-7- 1910. — Lodi sia va - 3 a. - M." i^ini Cor- si Umberto - libr, Alessandro Puglia - Roma - N'azionale - 22-9- 1910. — Amor di Pierrot - pantomima in un atto - M." Sanna Salvatore - libr. F : Gargiulo - Roma - Sala Umberto («^ - 19-10-1910. — Tenciitin^ - i a. - M." Mer- catitelli - libr. ? - Firenze - Nazio- nale - 23-11-1910. — La bella di Scc'^/lii - 3 a. - ÌM." Piero Ostali - libr. Carlo Vizzotto - Milano - Fossati - 23-11-1910. — La fiera - ? a. - M." Anto- nio Mcazzi - libr. ? - Canino (Ro- ma) novembre 1910. — La fata verde - ? a. - M." Al- berto Terrazza - libr. ? - Sestri Po- nente - Politeama Verdi - Dicembre 1910. 1911. L' Areoplaiw - 3 a. del .Vl.'> .\nacleto Loschi - libr. G. Volante e Onorato Castellino - Tormif) - Bal- bo - 17 gennaio 1911. — Velivolo - 3 a. M." Virgilio Ranzato - libr. Giuseppe Guidi - Toriao - Baltto - 28 gennaio 1911. — Sultana - 3 a. - M.<^ Emilio Firpo - libr. Luigi Motta - Mila- no - Fossati - 18-3-1911. — Haschi^chi - 3 a. - ^l.i Raffaele Delli Ponti ed Elsa Gregori - libr. .\lberto Colantuoni - Torino - Poli- teama : 21 aprile 19 ti. — Le avventure del Re Po sol - ? a. - M.t' Domenico Rossi - libr. Elio del Giglio - .\ncona - Goldoni - mag- gio 1911. — Per un bacio - vaudeville in 3 atti - musica di autori diversi adat- tata su libretto del conte (ìiuseppe Visconti di Modrone (Joseph von Jesti) - Milano - Casa Visconti di Modrone - 27-5- 1911. La piccola geisha - ? a. - M." Nicola Bozza - libr. ? - S. Maria Capua Vetere - Excelsior - Giugno 191 I . - // capriccio del re ■ ? n. - M." Giulio Smareglia - libr. Vittorio Cultin - Pola - Politeama Ciscutti - Giugno 1911 - (già rappresentata nel 1910 col titolo Malìa d'amore - su libretto di Eugenio de Lupis). — La regina del boulevard - i a. - M." Gino Murgi - libr. Giovanni Vacca ro - Torino - Balbo - 23-9- 191 I . Giovani Turchi - tre quadri del M." Adriano Ceccarini - libr. Ardui- no Rosatini - Roma - Vittorio Ema- nuele - Novembre 1911. Fior di Campò - 3 a. - M." Orazio Ugolini - libr. Orazio Ducei - - Piacenza - Politeama - Novembre 191 I. // ritratto di Nana - i a. - M." Maggi Paolo - libr. Jean Le Ba- teau - Milano - Alfieri - 19 dicem- bre 1911. 1912 - Amore e Sport - ? a. - M." Domenico Montico - libr. Lucio De Rosa - Torino - Politeama Chia- rella - Gennaio 19 12. — Capriccio antict) - 3 a. - M.^- l- van de Hartulary Darclée - libr. Carlo Zangarini (dalle novelle del Bandello) Milano - Kursaal Diana - 21 febbraio 1912. — Pinocchio. — 3 a. - M." Paolo Malfetti - libr. ? - Firenze - Nicco- lini - IO marzo 1912. - / goliardi all'ultima crociata - ? a. - M.o Chiappini - libr. Luigi Sbragia - Pavia - F raschini - 23 marzo 1912. — Rose bianche (Sogno d'amoreì - '^ a. - M." Kennedy Laurie C. (pseudonimo di autore italiano) - li- bretto di ? - Girgenti - Margheri ta - aprile 1912. Welly - ? a. - M.» Ralph Go- dwii: (pseudonimo ili autore italiano 1 • — 275 — libr. Giordano Felice - Torino - Chia- rella - I giugno 191 2. — L'amore non è cieco. 33.- M.o Gasparini Jole - libr. Ernesto Gallona - Genova - Paganini - 19 giugno 1912. — La reginetta delle rose - 3 a, - Maestro Ruggero Leoncavallo - li- bretto di Gioachino Forzano - Ro- ma - Costanzi - e Nipoli - Giacosa - 24 giugno 191 2. — Nuvola d'oro - 3 a. - M." Pie- tro Sassoli - libr. Rod. Fumagalli e Gius. Giusti - Genova - Politeama Genovese - 26-6- 19 12. — Lilya - 3 a. - M.o Roberto Fan- celli - libr. M. Baldi e V. Carli - Quirino - Giugno 191 2. — Tripolineide - ? a. - M.o Al- berto Consiglio - libr. Camillo Ma- rulli - Torino - Trianon - Agosto 1912. — La favola della Principessa - 3 a. - M.o Amedeo Amadei - libr. Gio- vanni Drovetti - Torino - Balbo - 18 settembre 1912. — Schermaglie d^amore (Nozze bianche) - 3 a. - M.o Enrico Pan- cani - libr. dello stesso - Milano - Verdi - 24 ottobre 19 12. — La festa dei fiori - ? a. - M.o Alberto Terrazza - libr. dello stesso - Sestri Ponente - Politeama Verdi - Ottobre 19 12. — / mariti di Clara - i a. - M.o Augusto M. Fechner - libr. dello stes- so - Milano - Verdi - 9 novembre 1912. — Ivonne - 3 a. - M.o Virgilio Ranzato - libr. G. Antona Traversi e Cario Vizzotto - Roma - Apollo - 16-11-1912. — // bacio della duchessa. - 3 a. • M.o Emilio Firpo - libr. Luigi Mot- ta - Parma - Reinach - 23-11- 191 2. — // birichino di Parigi - 3 a. - M,'» Luigi Montanari - libr. Carlo Vizzotco (dalla commedia di F. Ba- yard) Bologna - Duse - 30-11- 19 12. — La figlia del birraio - ? a. - M.o Alessandro Billi - libr. del me- desimo - Siena - Teatro della Lizza - novembre 191 2. 1913. La festa dei fiori - 3 a. - M.« (/iusej^pe Blanc - libr. Carelli - Roma - Apollo - 29- 1-19 13. — L'onorevole Campodarsego - 3 a. - M.o Gino Murri - libr. Mario VugJiano (dalla commedia di Libero Pilotto) - Torino - Balbo - 4-3- 19 13. -■ // duca di Champagne ■ 3 a. - M.o Pier Luca Pompei - libr. .an- gelo Nessi - Torino - Chiarella - 2Ó aprile 191 3. — L'alba di Moizart -za.- M." Pietro De Luigi - libr. prof. Vittorio Bozzola - Novi Ligure - Politeama Marenco - 30-4-1913. — // barone alle crociate. - i a. - M.o Luigi Filanci - libr. Edmondo Corradi - Roma - Quirino - Aprile 1913. — L'allegra brigata - 3 a. - M.o Giuseppe Di Franco - libr. A. Moni- ci e V. Paltrinieri - Genova - Poi- Margherita - 6 maggio 1913. — Gerosmino? Gerosmina? - ? a. - M.o Morini e Scarselli - libr. Al- fredo Testoni - Padova - Garibaldi - IO maggio 191 3. — Come le nubi - ? a. - M.o Man- delli Eugenio - libr. dello stesso - Bergamo - Donizzetti - Maggio 19 13. — L'avaro - i a. - M.o Emilio Ferrari - libr. Giuseppe Ferrari (dal- la Commedia di Carlo Goldoni) - Milano - Verdi - 11-7 1913. — // chicco azzurro - 3 a. - M.i R. Botto e A. Schinelli - libr. Carlo Barbera - Milano - Verdi - 5-7- 19 13- — Amore in maschera - ,3. ai, - M;o Ivan de Hartulary Darclée - libr. Carlo Zangarini - Torino - Alfieri - 18-7-1913. — Principessa Moderno Stile - 3 a. - M.o R. Compte e G. Franceschi - libr. Ida Marchini - Torino - .alfieri - Luglio 1913. — In Flemmer landa - 3 a. - M.o Giuseppe Pietri - libr. Antonio Ru- bino - Milano - Fossati - 24* settem- bre 1913. — La principessa bizzarra - 3 a. - M.o Enrico Toselli - libr. di S. A. R. Luisa di Toscana e Paolo Reni - Roma - Nazionale - 21- io- 19 13. — Lo zio Dionigi - i a. - M.o- — 276 — A. Canepai- libr. Arturo .Franci - Milano -Kursaal Diana -29-10-1913. — Cirene - 3 a. - M." Luigi Lo- gheder - libr. ? - Bergamo - Nuo- vo - 8 novembre 19 13. — O la borsa o la vita - un a. - M.o Edoardo Sassone - libr. Clemen- te Tornei - Mortara - Vittorio Ema- nuele - 15 novembre 19 13. 19 14 - La dama verde - 3 a. - M." Mario Ferrarese - libr. Uberto Goccili - Milano - Fossati - 3 feb- braio 19 14. — L'aquila e le colomltte - comme- dia in 3 a. - M.o Gaetano Luporini - libr. Giovacchino Forzano - Roma - Nazionale - 17 febbraio 19 14. — U amore non è cieco - 3 a. - M.o Gasparini Iole - libr. Gellona Ernesto - Genova - Polit. Genovese - febbraio 19 14. — Le nozze della principessa - ? a. - M,o G. Bianchi - libr. signora Bianchi Verrucchio - Teatro Mala- testina - Febbraio 19 14. — Vora del thè, - ? a. - M/' Etto, re Lucatello - libr. Luigi Ramogniiii - Castelfranco - Teatro Accademico - Febbraio 19 14. — Vince l'amore - 4 a. - M.i Gio- vanni e Giuseppe Ramella - libr. ? - Asola - Teatro S. Carlo - 18-3- 19 14. — Cercando la via - 3 a. - M." Angelo Ciglia - libr. Sandro Canes- sa e Bruno Galingani - Genova - Po- liteama R. Margherita - 6-4- 19 14. — // manichino - 3 a. - M.o, Placi- do Fumagalli - libr. X - Venezia Rossini - 23-4- 19 14. — / iartari. - ? a. - M.o Luca .Al- berto Melini - libr. Ludovico Giorda- no • Roma - r)uirino - 25-4- 191 4. — La famiglia modello - 3 a. - M.o Onofri .Alessandro - libr. Vizzot- to Carlo - Livorno - Polit. Livor- nese - 2-5-1914. — Casa bianca - 3 a. - M." M. S. Capomazza - libr. C. T. Miari - To- rino - Chiarella - 30-5- 1914. — Poleska la zoccolala - 3 a. - M.*^ Emilio Firpo - libr. Domenico Be- rardi - X'icenza - Verdi - 19-6-1914. // Piover nator e di Gaeta - 3 a. - M." Ernesto Rocchi - libr. L Alfredo Frascella - libr. G. Caval- canti - Taranto - Alhambra - 9 mag- gio 191 7, — Sua Maestà - 3 a, - M.o Et- tore Bellini - libr. di Mario B. A. e Bellini E. - Napoli - Bellini - 30-5 -1917. — // diavolo a quattro - 3 a. - M.o G. Galdelli e altri - libr. Tom- maso Masini - Firenze - Apollo - 16 -6-1917. — Cose d'America - 2 a. - M.o Jole Gasparini - libr. Camillo Ron- doletti - Genova - Nazionale - 17 giu- gno 191 7. — Ant 'l pais d' la Co cagna - vau- deville in 3 a. - M.o Angelo Fran- cesco Cuneo - libr. G. P. Mercantelli - Torino - Teatro dei Parco Miche- lotti - 18 giugno 19 17. — Ba-ta-clan! - 3 a. - M." Filippo Thurner - libr. Paolo Reni - Roma - Morgana - 22-6-1907. — La tota del neo - vaudeville in 3 a. - m.o .Amedeo Amadei - libr. Carlo Cuffia - Torino - Teatro del Parco Michelotti - 27-6- 1917. — La prima film - 3 a. - M.o G. P. Mercantelli - libr. Ciro Berardi - Firenze - Apollo - 30-6- 191 7. — Li notte - 3 a. - .M." Ernesto ■Coop - lib. Carlo Lombardo - Ro- ma - Quirino - 3-7-1917. — La Montagna di luce - féerie in 3 a. - M.o Costantino Lombardo - libr. Luigi Motta - Milano - Fos- sati - 6-7- 19 17. — Trappole ed amori - 3 a. - M^o Luigi De Luca - libr. Principe Sal- vatore Ruffo di Calabria - Roma - Quirino - 25-7-1917. — // matrimonio di Susetta - i a. - M." Carlo Modigliani - libr. ? - Ferrara - Polit. S. Pietro - luglio glio 19 17. — L'eredità d' Monsìi Tir amola - vaudeviUe in 3 a. - M.o Amedeo A- madei - libr. G. Quinizio e L. Mo- lar - Torino - Teatro del R. Parco Michelotti - 8-8-1907. — Petit Bleu - 3 a, - M.o Gio- vanni Morandi - libr. Paolo Reni - Roma - Morgana - 8-8- 19 17. ^ Eredità galeotta - 3 a. - M.» Salomone Lattes - libr. Cesare Que- sta e Giuseppe Borghi - Torino - Alfieri - 20-8- 191 7. — Come becca i'ccanarino - 2 a. - M.o Lacchini - libr. dello stesso - Firenze - Apollo - 22-8- 191 7. — Parigi senza veli - 3 a. - M." Angelo Bettinelli - libr. Emilio Reg- gio - Piacenza - Politeama - 24-8- 1917. — Reginetta del Tennis - i a. - M.o Carlo Magno - libr. Carmelo Giambruno - Palermo - Filarm. Bel- lini - 20-9- 191 7. — DaU'a...trio al milione - 4 qua- dri - M.o G. P. Mercantelli - libr. Tommaso Masini - Firenze - Apollo - 21-9-1917. — La bellissima di Monco ed - 3 a. - M.o Felice Checcacci - lib. Osvaldo Saniai - Genova - Polit. Margherita - 22-9-1917. — Godiamo la vita! - 3 a. - M.o Francesco Casabona - libr. \. Me- notti-Buja - Roma - Morgana - 6-10- 1917. — L'Amore nel 2000 - a. - M." Amedeo Bartoli - libr. Scatto - Fi- renze - ApoUo - 26-10-1917. — Le signorine Tricout - 3 a. - M.o Giuseppe Paolo Roggero - libr. Carlo Vizzotto e Paolo Reni - Mi- lano - Fossati - 31- IO- 19 17. — 281 — — La principessa bionda - i a. - -Musica d'autori diversi - libr. Foni- maso Masini - Firon/.c - Apollo - io 1 1-1917. — La follia del tango - 3 a. - ^l.o (Alberto Ca\arra - libi. L'mbertp Segrc, Ernesto Gallina - Roni|a - Na- zionale - 24-1 1-19 17. — La ballerina delV opera - 3 a. - M.o Alfredo Cuscinà - libr. Luigi Motta - Milano - Fossati - 10-12- 1917. — Oberdan - 3 a. - AI." Andrea Morosini - libr. Giovanni Filipponi - Palermo - Biondo - 19- 12- 19 17. — Nana - 1 a. - M.o Carlo Ma- gno - libr. dello stesso - Palermo - Filami. Bellini - 5- 12- 19 17. 1918 — Lena - 3 a. - M." Vin- cenzo Valente - libr. ? - Foggia - Teatro Danno - 1-11918. — Le celesti Figlie - 3 a. - M.^' Zagari Giovanni - libr. dello stesso - Roma - Morgana - 17-1-1918. — // domino rosso • i a. - M." G. P. Mercantelli - libr. Tommaso Masini - Firenze - Apollo - 7-2- 19 18. — Prendo moglie, ma... - 3 a. - M.'5 Enrico Rodriguez - libr. .\les- sandro De Stefani - (da un vaude- viDe di Labiche) - Roma - Quirino - 9-2-1918. — Fragolina - i a. - M." G. P. Mercantelli - libr. Tommaso Masini - Firenze - Apollo - 2 1-2- 19 18. — Ladro d'amore - 3 a. - M.o Al- berto Randegger - libr. .\rturo Tran- ci - Verona - Nuovo - 23-2-1918. — Papillon - 3 a. - M." Carlo Cuffia - libr. Paolo Reni - \'erona - Nuovo - febbraio 19 18. — Madama di Tebe - 3 a. - M." Carlo Lombardo (su motivi dell'o- peretta Flap di Joseph Szulc) - libr. di C. Lombardo - Milano - Fossati - 7-3-1918. — Nell'ombra - i a. - musica di autori diversi - libr. Gino Fornari - Firenze - Apollo - 25-3-1918. — Mademoiselle Krisantème - 3 a. - M.o Riccardo Caucci - libr. dello stesso - Roma - Morgana - 6-4-1918. ~ Miladv l(t detective 3 a. - M." Ametleo Barloli - libr. dello stesso - Milano ■ Eden - 9-4-1918. Boni bieche Cacciatore - i a. - musica di autori diversi - lil)r. Re- nato Lacchini - Firenze - Apollo - 1 i -4-1918. — La Regina del Bazar -2 a. - Musica di autori diversi - libr. Raf- fo - Firenze - .Apollo - 26-4-1918. L'Ave Maria - 3 a. - M.f .An- gelo Bettinelli - libr. .Augusto Novelli - Milano - Fossati - 26-4-1918. - Frisson d'amour - 3 a. - M." Gino Murgi - libr. Reggio Emilio - Genova - Polit. Margherita - 22-5- 1918. - L' opache - 3 a. - M." Nicola Costa - libr. Arturo Franci - Bari - Petruzzelli - 1-6- 191 8. — Amami Alfredo - 3 a. - M." Ettore Bellini - libr. Edmondo Cor- radi - Torino - .Alfieri - 27-6-1918. La piccina del garage - 3 a. - M." Vittorio Mascheroni - libr. Leo- Micheluzzi e A. Squassi - Milano - Fossati - 13-7-1918. — Ventiquattr'ore in Paradiso - 3. a. - M.o .Angelo Romagna - libr_ Cesare De Maria - Torino - T. del Parco Michelotti - 13-7-1918. — La presa di To Biik - 3 a. - M.o Mario Mussini - libr. ? (dal francese di E. de Najac e Duval) - Torino - T. del Parco Michelotti - 27-7- 19 iS. — La principessa dell'atelier ■ 5 a, - M.o Francesco Casabona - libr. Rocco Galdieri - Napoli - Bellini - 20-8-1918. — Figure di quadriglia - 3 a. - M.o Antonio Sauve - libr. Lucio d'Ambra - Torino - Alfieri - 2-9- 1918. — // Trigamo - 1 a. - M." Lam- berto Bonomi - libr. ? - Firenze - Follie estive - 7-9-1918. — La Pompadour - 3 a. - M." Costantino Lombardo - libr. Antonio Lega - Torino - Alfieri - 25-9-1918. — // tenore di grazia - 3 a. - M.o Vincenzo Raffaelli - libr. Carlo. Zangarini - Roma - Adriano - 26-9- 1918. — Lucciola - 3 a. - M.o Giuseppe — 282 — Pietri - libr. Carlo Veneziani - Li vorno - Politeama - 2Ó-9-1918. — La Gondola azzurra - 3 a. - M.'J L. Pagiolari - libr. ? - Geno- va - Politeama Margherita - Settem- bre 1918. — // figlio in accomandita - 3 a. - M.f Carlo Nicolò - libr. Carlo Lombardo -" Montecatini - T, del Ca- sino - Settembre 191 8. LiUà - 3 a. - musica di autori diversi - libr. Giuseppe Centauro - Kirenze - Apollo - 12- io- 19 18. — // caso di Mimi - 3 a. - M." Icilio Sadun - libr. Paolo Reni - Na- poli • Bellini - 24- IO- 191 8. — Clo-C.!o - 3 a. - M."> Emilio (iragnani lil>r. Carlo Lombardo - Firenze - Polit. Nazionale - 7-11- 1918. — Le ragazze di magazzino - 3 a. - M.« Alberto Montanari - libr. Arturo Franci - Roma - Eliseo - 9- 11-1918. — La bella Mara - 3 a. - M." Nicola Valente - libr. Zecchi - Ro- ma - Morgana - 23-11-1918. — La festa dell'arancio - 3 a. - M.o Corradino Pallavicino - libr. Pao lo Reni - Parma Reinarh - 25 no- vembre 1918. — // prigioniero d'' amore - 3 a. - M." Oscar Cattedra ■ libr. E. Scala - Roma - Morgana - 27-11-1918. — Le assicuratrici - 3 a. - M." (iioacchino Sera - libr. Pilade Vec- chietti - Roma - l£liseo - 6-12-1918. — La danza luminosa - 3 a. - M." Gino Murgi - libr. Emilio Reggio - Milano - Fossati - 6- 12- 191 8. — La signorina Mefistofele - 5 quadri - M.c G. P. Mercantelli - libr. Yanibo - Firenze - AjjoUo - 0 - 1 2-1918. Donne Moderne - 3 a. - M." Giovanni Morandi - libr. E. Neri e A. Santoro - Napoli - Politeama - 13- 12-1918. — La donna che... ride • 3 a. - M." Amedeo Bartoli • libr. dello stes- so - Milano - Eden - 17-12-1918. — // marito modello - 1 a. ~ M.o Dino Rulli • lib. Carlo Grassi - Teatro degli artisti della 1 P' Divi- sione in zona di guerra bre 1918. Dicem- M." ste: M: dello 1-1919. 3 a. - -M." -Ma Igo Cinoiti 1919 — t ioretta - rio Capellan - libro Trieste - liden ■ 27- — Partita doppia - rino Piccini - libr. Empoli - Salvini Gennaio 1919. — Leone si diverte - 3 quadri - M.o G. P. Mercantelli - (musica in parte adattata) - libr. Tommaso Ma- sini - Firenze - .\pollo - 3-3-1919. — / peccati d'amore - 3 a. - AL" G. P. Mercantelli (musica in parte adattata) - libr. Giuseppe Centauro - Firenze - .Apollo - 20-3-1919. — Nora e Dorina - 3 a. - M.« Emilio Gragnani - libr. Maurizio Bas- so - Livorno - Politeama - 2-4-1919. - Colombe viaggiatrici - 3 a. - AL" Edoardo Sassone - libr. Clemen- te Tomei - Napoli ■ Bellini 1919. — Colla gabbia o senza... - 3 G. V. Mercantelli (musica 1 1-4- - M.' parte Fi- Ca- A- adattata ) -libr. 1- ranciom renze - .Apollo - 17-4- 19 19. — // cappello di paglia - 3 AL" Travia - libr. ? - Reggio labria - Verdi - Aprile 1919. — 5^ ti pizzico - 3 a. - AL nacleto Masini - libr. Reni Paolo - (da Labiche ) - Roma - Eliseo - 2 -5-1919. — // divorzio di hanny - 3 a. - mu- sica di vari autori - libr. Tommaso Masini - Firenze - Apollo - 3-5-1919. — Ciò che manca a sua altezza - 3 a. - M." Virgilio Ranzato - libr. Giovacchino Forzano - (dalla com- media di Valentino Soldani) - Roma V- Quirino - 8-5-1919. - // re di chez Ma.xim - 3 a. - M." Mario Costa - bardo - Milano - 1919. — Ore piccole - rino Beraldi - libr. Verona - Ristori — Sua Eccellenza Belzebù ' ■ AL" Alberto Randegger - libr. libr. Carlo Fossati - 1 a. - AL' (iaetano 13-5- 1919. l.om- IO-5- " Ma- l'ani - Gioac- :hino Forzano - Roma - 23-5-1919 - opera postuma. Eli^ 283 — — L'avi'ocato Trafichetti - / a. M." Vincenzo Valente - libr. ? - Na- poli ■ Trianon - 24-5-1919. — Cuori e bautte - Coiniu. nm sicale in 2 quadri - M/' Giovanni Ciiannetti - libr. V. Fraschetti - Ro- ma - Quirino - Maggio 19 19. — Astuzie d^ Amore - 3 a. - mu- sica di vari autori, adattata - libr. di Tommaso Masini - Firenze - A- poUo - 5-6-1919. — // signorino dai capelli d^oro ■ ? a. - Musica di vari autori, adatta- ta - libr, Giulio Lacchini - Firenze -^ Apollo - 25 giugno 19 19. — Gioco d'amore - 3 a. - Enzo e Maria Mariani - libr. Vittorio Maria- ni - Roma - Adrùmo - 12-7- 1919. — Passa la donna! - 3 a. - M.i S. Fabini e G. Vallerò - libr. Enrico Ma- ria Chiappo - Torino - Alfieri - Lu- glio 1919. — Casa di bellezza - 3 a. - M." Alberto Cavarra - libr. Luigi Pizzi- rani - Torino - Alfieri - 28-8-1919. — Pimpinella - i a. - musica di autori vari, adattata - libr. Tommaso Masini - Firenze - Apollo - 2-8- 19 19. — Hotel Venere - i a. - M.o Car- lo Magno - libr. Salvatore Araja - Palermo - Filarmonica Bellini - 3-8 -1919. — La danza delle vergini - 3 a. - M.o A. Frascella - libr. ? - Palermo - Kursaal Biondo - 30-8- 19 19. — La vergine rossa - 3 a. - M.» Alfredo Cuscinà - libr. Emilio Reg- gio - Messina - Mastrojeoni - 30 a- gosto 19 19. — Gardenia Hotel - 3 a. - M.o Marco Falgheri - libr. Elio Mazza - Taranto - Alhambra - Agosto 19 19. — Signora o Signorina? - un a. - M.o Mario Cosentino - libr. Anton. Menotti Buja - Napoli - Umberto i" - 2-9- 19 19. — La maestrina del villaggio - i a. - M.o Luigi Quatrocchi - libr. Sal- vatore .Araja - Palermo - Filarmonica Bellini. — // signor n. 15 - 3 a. - musica di autori vari (adattata) - libr. Tom- maso Masini - Firenze - Apollo - 19 settembre 1919. — A chi la giarrettiera? - 3 a. - M.o Ruggero Leoncavallo (opera postuma) libr. Edmondo Corradi - Roma - Adriano - i6 ottobre 1919. — Fante, cavalto[, re . t, a.. - iM.» Carlo Modigliani - libr. S. d'Arborio e G. Corvetto - Roma - Eliseo - I novembre 1 9 1 9. — // frutto proibito - 3 a. - Alber- to Randegger (opera postuma) libr. Arturo Franci - Torino - Balbo - 27 novembre 1919. — Accidenti alla bruna!... - 3 qua- dri - M.o Alessandro Billi - libr. di Clurgi - Firenze - 29 novembre 1919. — // principe di terra gialla - 3 a. - M.o Emilio Rocchi - libr. di Giovacchimo Forzano - Belluno - So- ciale - 30 novembre 1919. — >S1^ - 3 a. - M.o Pietro Masca- gni - libr. Carlo Lombardo - Roma - Quirino - 13 dicembre 19 19. — Paese di sogno - 3 a. - M.o Pompilio Sudessi - libr. Arnaldo Bo- scolo - Treviso - Garibaldi - 15 di- cembre 1919. — X. Y. Z. - 3 a. - M.o Mario Bona - libr. E. A. Berta e A. Raz- zoli - Torino - Balbo - 18-12-1919. 1920. La su j}[er moglie - 3 atti di G. Felice Checcacci - libr. di Kéroul e Barre - Milano • Fossati - 13 gen- naio 1920. — Marta, la figlia del brigante ■ i a. di G. P. MercanteUi - libr. di Tommaso Masini - Firenze - Apollo - 29 gennaio 1920. — Tu a l'amor mio non muore - 3 a. di Vincenzo Leotti - libr. del mede- simo - Napoli - 3 febbraio 1920. — Quando l'amore bussa - 3 a. - di Oscar Cattedra - libr. di Alfre- do Napolitano - Roma - Eliseo - 14 febbraio 1920. — Changez la dame - 3 a. - di Ernesto Coop (figlio) - libr. di C. Lombardo e G. Berr - Torino - Chui- rella - 14 febbraio 1920. — La Sirena delle FoUes Ber- gère - 3 a. di Costantino Lombardo - libr. di S. D'Arborio - Torino - C"hiarella - 13-3-1920. — 284 — — La Contessa del Tur} - 3 a, di Alvaro Polvani ■ libr. di Cesare Sac- chetti - Napoli - Politeama Giacosa - 1 5 marzo 1920. — // milionario in livrea - 3 a. - di autori vari - libr. di Tommaso Ma- cini - Firenze - Apollo - 2-4-1920. — // miracolo - 3 a. di Cavarra Alberto, dalla commedia « S. Giovan- ni decollato >, di Nino Martoglio - Ro- ma - Teaf o Adriano - 23-4-1920. — Le stuzie di Claretta - 4 a. di autori v-iri - libr. di Tommaso Ma- sini - Firenze - Apollo - 20 giugno 1920. — Rosa di maggio - 3 a. di Ange- lo Bettinelli - libr. di Emilio Reggio. - Milano - Carcano - 26 giugno 1920 - Compagnia Felsinea. La favola è vecchia. Un giovane, figlio di una buona famiglia campa- gnuola s'innamora di una ragazza perduta e vuole sposarla contro la vo- lontà di sua madre. Per non sepa- rarsi da lei, abbandona la propria casa e si riduce a vivere in una soffitta finché la madre, scossa dal grande amore dei due giovani, non acconsente al loro matrimonio. Lo spartito contiene alcuni prege- voli pezzi, ma ripete troppo le solite forme delle operette viennesi. — Kiss Kiss - 3 a. di Lamberto Pavanelli - libr. dello stesso, verseg- giato da C. Zangarini - Fossati - Milano - 29-6-1920 - Comp. Arte Mo- derna. — N apule che se ne va - commi dia musicale di Ernesto Tagliaferri - li- bretto di Ernesto Murolo - 30-6-1920 - Teatro Margherita - Bari. Ha avuto buone accoglierfze, ed ha una grazia poetica attraente. — // principe ... Re - ^ a., di Gio- vanni Giannetti - libr. di Vincenzo Fraschetti - Roma - Adriano - 7-7- 1920 - Comp. Nuovissima. — Donne, c'è il pentolaio - 3 a. di autori diversi - libr. di Duilio Giovannetti - Firenze - Apollo - 9 lu- glio 1920. — Gli amori di Colombina - panto- RA^IO — [-igurini c'è. Si di .Mascag - 285 — mina in un atto di Umberti) BL-rrct- toni - libr. di Rossi - 23 luglio W2o - Tf.itro Dal Venne - Milano C'onip Ivan Darcléc. La/ione ricorda quella dell vili- stoire d'un Fierrot - di Mario Costa. Musica aggraziata ma non troppo ori- ginale. Buona istrumentazione. — La perla deW atelier - ;, a. di Lydia Testore - libr. di Carlo Bo- napace - Milano - Teatro \'erdi - 10- 8-1920 - Compagnia C. I. O. — // peccato' d'Adamo - 3 a. di Max P ortebrandi - libr. di Mago Geli - Roma - Nazionale - C. Riccioli - 13 sett'embre 1920. — Fior di La frana - 3 a. di Pompi- lio Sudessi - libr. di Arnaldo Bosco- Io - \'enezia - Rossini - 27-9-1920. — /: arrivato ram/fasciatore - 3 a. di Ettore Bellini - libr. di Edmon- dp Corradi - 12 ottobre 1920 - Tea- tro N'azionale - Roma - Comp. Ric- cioli. — Ala i' marito chi gli è? - due atti di autori diversi - libr. di Cini e Parenti - Firenze - Apollo - 15 ot- tobre 1920. — Le belle di notte - 3 a. di Al- fredo Cuscinà - libr. di Emilio Reg- gio - Milano - Tossati - 29 ottobre 1920. ^ Dalla botte al cannone - 4 atti di G. P. Mercantelli - libr. di Giu- lio Lacchini - Firenze - Olympia - novembre 1920. — R^SS^^ ^' /.//«fl - 3 a. di Silvio Tagliapietra - libr. di Einilio Reggio - Pistoia - Politeama Mabellini - 14 novembre 1920. — La cameriera del grand hotel - - 4 a. di autori diversi - libr. di Tommaso Masini - Firenze - .Apollo - 16 novembre 1920. — Acqua cheta - 3 a. di Ciiuseppe Pietri - libr. di .\ugusto Novelli - Roma - Nazionale - 27-11-1920 -Coni pagnia V'annutelli n." 2. La favola è quella della commedia omonima dello stesso Novelli .La mu- sica è spigliata, briosa, si giova lar- gamente di motivi popolari svolti con buon gusto e dignità tecnica. La par- te allegra è alternata sapientemente ( on pagine sentimentali che senza appesantire il lavoro lo sollevano in una vera atmosfera d'arte che è so- pra tutto arte italiana. La istrumenta- zione è moderna. L'operetta ebbe ac- coglienze entusiastiche ed è stata il maggiore e forse unico successo del- l'annata. — La leggenda delle ciliegie - 3 a. di Attilio Penna - libr. di Luigi Mot- ta - Cremona - Teatro Ponchielli - 27 novembre 1920 - Comp. Marion Odette. — Un matrimonio originale ■ 3 a. di .Adriano Ceccarini - libr. di l,eo- nardi e Salvini - Roma - Eliseo - novembre 1920. - La vedova così cos.... - 3 a. di A. Frascella - 12- 12- 1920 - Teatro Verdi - Milano - Comp. Roma bis. — La fidanzata dell'aviatore ■ ? a. del M.'^ Marzocco - libr. Mirabella - T. Giovenco - .Alcamo - Comp. Mo- rosini. — La contessine champagne - ? a, id Walter K0U.0 - libr. Bernauer e Scanzer - Teatro ? - Roma. — Il re dei vagabondi - 3 a. del M." Baldoni - Roma - Comp. Ric- cioli. — Medium Lulit - 3 a. di Fanti- nelli - Teatro Fossati - Milano - Com- pagnia Roma. Opeielte di nutori italiani rappre- seci.tate air estero. — Noél de Pierrot - pantomima in 3 a. di Vittorio' Monti - libr. Fernand Beissier - Parigi - Sala Bodinière - 26 marzo 1900 - Esecutori :dontìe : Eurin, Ridde, Rossi • uomini Rossi. Pierrot ammogliato ■ pantomima in ■' a. - M.o Pompilio Sudessi - Parigi - Fant. Parisiennes - 5 mar- zo 1908. — Le reveillon de Pier rette - pan- tomina in ? a. - M.« Riccardo Bar- thélemy - libr. di Giovanni Mazzaco- rati - New York - Salone del Plaza Hotel - maggio 1908. — Milord ai bagni - operetta in ? a. - M." Michele Strino - libr. di - 286 — Felsier Antony - Tunisi - Teatro Ros- sini - st-ttembrc iqog. f-'alsc manovre - ? a. - M." .\1- fredo Pavani - libr. r - Lugano - Apollo - ottobre 1909. — // letto della Pompaci o tir ■ .-a. - M/' Giuseppe Recco - libr. ' - Bre- ma - Schauspielhaus - giugno 1911. - / dispettosi amanti - 1 a. - M." Attilio Parelli - libr. Enrico Comitti - Filadelfia - Metropolitan - (1 mar- zo 1912. — Boicottaggio d'amore ■ ? a. - M.o Alberto Curci - Amburgo - Ci- vico - 13 aprile 1912. — // cavaliere Pierrot - ? a. - M." Alfredo Padovani - libr. \' . Favaro - Montevideo - Politeama - 1 7 otto- bre 1912. — Tapis d'Orient - 3 a. - Burg- mein J. (Ricordi G.) libr. Maurice X'aucaire - Liegi - Pavillon de Flo- re - 7 dicembre 19 12. // ragno d'oro - 3 a. - M." Er- nesto Coop (figlio) - libr. .\ntonio Menotti Buia - .Alessandria (Egitto ì Alhambra - maggio 191 3. — Maggio insidioso - ? a. - M." Luigi Cocchi - libr. Lamberto Cocchi - Nizza - Casino Eldorado - 19 set- tembre 191 3. — Estancierita - 3 a. - M." Davi- de Botto - libr. Gigi Michelotti e Giovanni Croce - Buenos Aires - Co- liseo - Settembre 1913. Tredici - operetta rivista in ? a. - M.i Bellezza, Passato e Pog- gi - libr. di \'. di Napoli Vita e Carlo Vizzotto - Buenos .\ires - Co- liseo - ottobre 19 13. - El crepuscolo de un dios ■ r a. - NL" Luigi DallWrgine - libr. ? - Montevideo - Teatro Reale - ottobre 1913- — Are yoii there? - 2 a. - M." Ruggero Lconcavallo - libr. di .\lber- to De Courville - Londra - Princi- pe di Galles - i-i i- 1913. - Sangue dalmata - ? a. - M." Antonio Orsini - libr. ? - Sebenico - Teatro Mazzoleni - diceml)re 1913. — Guerra in tempo di pace - ? a. - M.»^' Spiro -Samara - libr. Dimitra- copulo e N, Lascaria ■ Atene - Mu- nicipale • 5-2-1915. — Una notte al villaggio - 1 a. - M." Augusto Macari - libr. di r - Nizza marittima - T. delle Varietà - Gennaio 19 17. Le Compagnie d'operette nell'anno 1920-21. Compagnia di Opere t^omiche. Operrite e Féeries CITTA DI MILANO, diretta da Danie Majeroni. (Proprietà : Cristoforeanu-.Mejero- ni-Lombardo). (per ordine alfabetico) Artiste : Cristoforeanu Florica. Gerra Flora .Majeroni Ofelia, Reis Sofia, Rolando .i'fo" Sina, Sanmarco Rosanna. Prima ba' cine Luigia Sacchi. Generiche : Lonitardo Cmma .Waggioni Pira, Reis Pina. 20 Genc-iche .1c Coro ; r» BaLerine. Artisti: Ferrarini Luigi, Ferri Nino, Vai- roni Dante, .Marroni- Domenico, iV.assuc.i Riccardo, Mazzoni Guglielmo, Mora Spariaco Pierattini Luigi. Generici: D'Errico Gtmaro, Tommesani Gaetano. 10 Generici de! Coro. Maestri Concertatori Direttori d'Orchestra: Ca\ . Costantino Lombardo, Rino Map^gioni. • Maestro dei Cori e Sostituto : RiccarH.'> Mo- rello. - Amministratore : Mariano Re'S - St- gretario : Stefano Sa'vo. Compagnia d'Operette AUGUSTO \NGr. LINI. Artiste: .Annetta Gattini, Zaira Teheran. Giulia So.ster, A\aria Roversi, Giuseppins Cor- pacci, .Amedia Sorbi, Emma Borghi. - lo Co- riste Generiche. - (ì ballerine. Artisti : .Augusto Angelini, Guido Vtzzan Frar.-esco Greggio, Edoardo Pangrazy, Ludo- vico Guidi, .Amilcare Ferrara, Giuseppe .Ange- lini, Luigi Giunta, Ludovico Bozzo. - S Ge- nerici c'el Coro. - Maestro Concertatore Di- rettore d'Orchestra : Ezio Virgili. - Se.-^retano Imminis-trotivn : Edoardo Pangrazy. Compagnia Italiana di Opere Comiche e Operette IVAN DARCLEE. Direzione Arti- stica Ivan Darclée-Eduardo Favi. Artiste : Amelia Cavalli, Illa Di Marzio. Ar- na iGacomini, Bianca Masini Papi, Carmen Mi£let iGulia Trucchi. - Generiche : Maria Fronzi, Ines Neri, iMaria Trucchi. — 287 — Artisti : Guido Agnoletti. Nino Ascenzi, E duardo Favi. Cesare Grassi, Umberto Reni, Oreste Trucchi, Umberto Pranzi. - Generiti : Giuseppe Ratti, Antonio Ubertazzi. - Maestra (Concertatore Direttore d'orchestra : Umberto Berrettoni ; Maestro sostituto : Ottavio Arpir.o. - Amministratore : Cesare Demma. Compagnia ETTORE PETROLINI. Artiste : Isabeau Brizzi, Maria Wais, Sii 'ia Da Bene, Tilde Ivette, Dina Ferrea, Ida Bini. Cinzia Fulves, Attilia Suttier. Amalia Donna rumma. Ebe Rossi. Teresa Bruno, Maria Ma- sino, Erminia Bandini, Lira Renard, Dora Pa- mel. Rotondi Maria, Lina Gzmberini, Annita Bianchi, Elena Prati, Augusta Rivalla, Elvira Gixistini. Aritsti : Petrolini. E. Montefameglio, G. Albertini, R. Musicare, A. Billi, Mario Treb- bi, G. Brillarelli, F. Durante, A. Asti, R. Rivolta, R. Bosco, E. Palumbo, L. Rossi, V. Pasca, U. Mugnonizap. - Maestro con- certatore direttore d'orchestra : Cav. Giovan- ni Ingenito: Maestro sostituto: Antonio Pai- mense. - Amministratore rappresentante : Cesare Zoli. Compagnia Italiana di Operette CARLO LO.MBARDO N. 1. -- Direttore Artistico Cav. Giuseppe Lauri. (per ordine alfabetico) Artiste : Alda Aldovrandi, Giuseppina Gì' ligaris, Gisella Pozzi. Amelia Sanipoli. Tina Stella. Generiche : Tina .Cesari. Chi^.ra Rizzo. Clotilde Valla. — 16 generiche del Coro — 8 ballerine. Artisti: Fernando Fahrini. Leone Caria, no, Leo Micheluzzi. Giuseppe Rizzo, Carlo Zera. Generici : Aldo Porry, Sante Ricciotti, Carlo Rizzo. — 10 generici del Coro. Maestri concertatori direttori d'orchestra : Carlo Lombardo, Domenico Lombardo. Giu- seppe Pesanti. Amministratore : Giovanni Lombardo Segretario : Giovanni D'Onofrio. Compagnia Italiana d'Operette DAVICO- FINESCHI - LOMBARDO. — Direttore e coreografo : Domenico De Falchi, (per ordine alfabetico) Artiste : Bracony .Maria Puma, Davico Gina. Delta Rosina. De Verdain Cica, Romanville Giii'ia. Generiche primarie : Bracony Ines, Finc- schi Fanny, Turconi Rosina. - 18 generiche; dtl (]oro — 8 ballerine. Artisti : Braconv Roberto, De Zucco Mario. GISELLA POZZI Fineschi .Armando, Fineschi Virgilio, GhigUo- ne Francesco, Mussi Guido. Generici primari : Priarone Dino. Finesch' Secondo, Turconi Enrico, Lucchini Arnaldo. 10 Generici de! Coro. Maestri concertatori direttori d'orchestra : Baroni Fernando, Klun Pino. Rappresentante Amministrativo : Giuseppe Lombardo. Amministratore : Vincenzo Puma. Segretario : Billi Dino. Compagnia di Operette e Féeries Cav. LUI- GI MARESCA (Carlo Lombardo N. 3). — Direttore artistico : Nino Eller. Artiste ■ Elodia Maresca. Renata Altieri — 288 Vincenzina Barbetti, Amalia Moroni, Ida Ronzcochi, Argia Polisseni. Generiche : Carmen De Franceschi, Ida Gaudiosi, Vittoria Rossi, Maria Vergani. — 18 Coriste. Artisti : Angelo Polisseni, Pietro Pellani. Nino Eller, Cesare Barbetti, Giuseppe Mo- scatelli, Altieri Guido, Arturo Barzacchi, A- lessandro Barbetti. ELODIA MARESCA Generici : Alessandro Navarrini, Ricciar- do Trassani. • — 10 Coristi. Maestro concertatore direttore d'orchestra : Gennaro Gaudiosi. Maestro sostituto : Luigi De Rubeis. Amministrazione : Achenza Pietro, Meroni Alfredo. Compagnia d'Operette REGINI - LOM- BARDO. — Direttore Artistico : Gino Leoni. Artiste : Nella Regini, Giulia Bocci, Bice Magrini, Rin>a Gargano, Argia Perugino. Generiche ; Emma Cisterna, Bice Leoni, Ediriea Sbea-ze. 20 generiche del Coro. — (i Ballerine. Artisti : Orlando Bocci, Gino Loeni, Olimpo Gargano, Pietro Pelani, Enrico Sacchi, Mario Sberze. Generici : Achille Perugino, Italo Sacchetti, Alberto Migliori, Lorenzo Bignami, Oreste Tescaro. — 10 Generici del Coro. Giuseppe Ferrenti. Amministratore Rappres. : Pietro MelUno. Segreiario : Arturo De Gaetano. Compagnia di Opere Comiche e Operette CASA EDITRICE MAURO N. 1. - Direttore .Artistico : Cav. Renato Trucchi. Artiste : Nietta Zanoncelli, Ester Baldi, Aida De Lys, Mari Caappelli Sanducci, Conti Maria. Generiche : Carolina Bassetto, Luisa Bassi, Anna Trombetta, Bianca Tedeschi, Anna Man- fredi. — 20 Coriste ballerine. Artisti : Cav. Renato Trucchi, Dino Bona. Zenobio Navarrini, Alessandro Bassi, Carlo Navarrini, Vittorio Schezzi, Arrigo Boschetti. Raffaele Cappelli, Enrico Bossi. — 8 Coristi. Maestri concertatori direttori d' orchestra : Vittorio Palma, Serpieri Egidio. Amministratore : Arturo Trombetta. Segretario : Raffaele Cappelli. Compagnia di Opere Comiche ed Opere VANNUTELLI N. 1. — Diretta da] Cav. Gino "Vannutelli (Gestione Enrico Pancani). (Mate- riale della Casa Musicale Sonzogno). (per ordine alfabetico) Artiste : Mimi Aylmer, Concetta Bianchi, A- melia Consalvo, Maria Cecchettani, Carolina Meillard, Antonietta Orsi, Jole Pacifici, Annet- ta Perretti. — 18 Generiche del Coro — 6 Ballerine. Artisti : Luigi Consalvo, Enrico Dezan, Ezio Gualtieri, Luigi Stazzini, Cav. Gino Vannu telli. Luigi Vitali, Carlo Zerbini. Generici : Giuseppe Franchi, Giuseppe Ro- gato. — 12 Generici del Coro. Maestri Direttori e Concertatori di orche, stra : Armando Buratti, Emani Milanesi. Segretario d'Ammìnist. : Alfredo Pedrocchi. Compagnia di Opere Comiche ed Operette VANNUTELLI N. 2. — Gestita e diretta da Enrico Pancani. (Materiale della Casa Musi- cale Sonzogno). (per ordine alfabetico) Artiste : Italia dcJ Lago, .Maria Gioana. A- 289 Id.i Sieinini, Lisa IS Generiche del lia Gianni. Gemma Pinelli, Urbinati, Dora Theor. - Coro. — 6 Ballerine. .4rf/sh' : Enrico Borghese, Guido Checchi, .Armando Gianni. Raotil Lamberti, Giuseppe M?rche?i, A!' ^:, ' ' ' '" ' " DORA THEOR Generici : Forati Lorenzo, oCrrias Carlo. - 10 eGnerici del Coro. Maestri concertatori direttori d'orchestra : Pietro Sassoli, Igino Sarti. Amministratore : Guido Gianni. Compagnia d'Operette FELSINEA. — Ge- stione e Direzione : Alfredo Patroni. Artiste : Rita Cayre, Italia Vitolo, Letizia Cavallini, Natty Boris, Annetta Bernini. Ro- sina Bizzarri. Generiche : Rina Vianello, Gina .Mosca, Fer- Tianda Caratelli, Maria Belloni. Giulia Felix. - ?> Bal'erine. — 12 Generiche del Coro. Artisti: .Alfredo Petroni, Roberto Mari, Cor. rado Baldini. Giuseppe Bernini, Carlo Robert, Oreste Bragjglia, Eugenio Vitolo, Mario Cayre. Generici : E. Vanelli, R. Ruffo, E. Maz- zoni, L. Felix. — 8 Generici del Coro. Maestri concertatori direttori d'orchestra : Giovanni Morandi, Mario Marrone. Amministratore : Arnaldo Cherubini. Compagnia d' Operette e Grandi Riviste GUIDO RICCIOLI (Gestione Mario Olivieri), (per ordine alfabetico) Artiste : BruneUi Dedé, D'Ary Germana, Garuffi Maria, Massaggia Rosina, Prima- vera Nanda. Generiche: Bozza Angelina, Galletti Maria. Galletti Maria, Maddalena Pina, Tamburini Linda. 16 Generiche del Quadro. — 10 Ballerine. Artisti : Guido Riccioli, Di Rocco Ugo, Ga- ravaglia Guido, Oraziani Nino, Maddalena O- smino, Mazzinghi Gino, Moratti Andrea, Mori Renzo. Generici : Flamini Diomede, Garuffi Erne- sto, AVaurel Secondo. — 12 Generici del Qua dro. Maestri concertatori direttori d' orchestra : Borzelli Romeo, Fagiolari Luigi. Amministratore Rappres. : Mario Oliveri. Compagnia d'Operette NOVISSIMA. — Di- rettore Artistico: Attilio Pietromarchi (Di- rettore Amministrativo : Giuseppe ScottoK Artiste : Angelelli Tantilio Naildina, Dorini Lia, Ferrante Tina, Garuffi Maria, Minoretti Elvira. — 8 Generiche primarie — 20 Gene- riche del Coro. Artisti : Avanzini Domenjco, D'.Amlco Ce- sare, Garuffi Carlo, Gajllucci Carlo, Martinotti Bruto, Pietromarchi Attilio, Valente Enrico, Garuffi Ernesto, Giordani Eraldo. — 6 Gene- rici primarii. — 10 generici del Coro. Maestro concertatore direttore d'orchestra : Cav. Ignazio Tantilio. Maestro sostituto : Pio Marchi. Compagnia Italiana di Opere Comiche ed Operette BERTINI GIOANA {Nuovissima N 2). — Direzione Artistica: Italo Bertini ; Direzione amministrativa : Giuseppe Scotto. Artiste : Pina Gioana, Mimi Valeggio. Carla Di Valle, Regina Bartoli, Dina Piraccini. Generiche primarie : Fiora Fassino, Clara Rossetta. — 8 Generiche — 16 Generiche del Coro — 8 Ballerine. — 290 — Artisti : Italo Berlini, Guglielmo Zanasi, Luigi Merazri, Francesco Fortezza, Emilio Pi- jieschi. Generici primari : Alfredo Zambelli, Aldo Vaildemi, Giulio Pazzi. — ti Generici. — 12 iGenerici del Coro. Maestri concertatori direttori d'orchestra: Luigi Roig, Alberto Tamburelli. Compagnia Italiana di Operette e Opere Co- Tniche. — Direzione Artistici : GAETANO T.\ NI (Proprietà: G. Tani e C). (per ordine alfabetico) Artiste : Arrientos Tina, Barone Ester, Su- Tano Dina, Susette Nina, Tani Amalia. Generiche : Dc-mini Maria, De Sanctis Fio- rette, Mazzuccato Enrichetta, Molteni Maria, Panzeochi Colomba. — 18 Generiche dei Co- ro. — 8 Ballerine. Artisti: Accorsi Ilo, Amato Antonio, Doi.ar ■Giuseppe, Greni Giulio, Tani Gaetano, Zela ••«chi Guido. Generici : Baldi Pietro, Monteverde Gian- neto, .Modigliani Oscar, Noli Nino, Panzecchi 'Urbano. Zanoni Gaetano. . — 10 Generici del Coro. Maestro concertatore direttore d'orchestra : Tironi Eugenio. Maestro sostituto : D'Achiardi Luigi. AmiTtiniftratore Rappr. : Conte G. Guidelli. Compagnia di Opere, Opere Comiche ed 'Operette C. 1. D. — Direzione Amministrativn ; (^av. Gennaro Caracciolo. — Direzione Artisti- ca : Arturo Petrucci. Artiste : D'Alengon Paulette, D'Arsago Ly- dia, Giannini Letizia, Kent Eugenia, Many Juanita, Righi Edera, Stabile Natalina, Villar- mosa Liliana, Wolska Julia. — 20 Generiche del Coro. Artisti : Baldo Giovanni, Bassi Giulio, De Giorgi Eugenio, Filler Mario, Ge&saga Tullio, Petrucci Arturo, Puccioni Piero, Ranucci Ce- sare, Righi Angelo, Rini Mario, cav. Venegoni Eugenio. — 14 Generici del Coro. Prima ballerina : Romanità Hooth. Maestri concertatori direttori d'orchestra: lijnazio St.ibiie, T. Nello Neri. Segretario : Cesare Cruicchi. ('omnagnia Italiana L'Operetta di FEDE- RICO BOSCASSI. (per ordine alfabetico) Artiste : Del Colle Igea, Rios Amalia, Fa- vretto Amalia, Rizzardi Maria, Trucchi Tina, V.iraldo Eugenia. Generiche : Borgo Giuseppina, Molteni Laura, Ravazzi Enrichetta. Artisti : Eottaro Arnoldo, Bondesan Roma- no, Campili Giuseppe, Francioni Pietro, Mol- teni Giacinto, Mei Silvio. Generici : Campili Salvatore, Schiavazzi Ro- molo, Varaldo Vittorio. Maestri concertatori direttori d'orchestra: Pericle Fuligno'i, Giuseppe Rizzardi. Amministratore : Federico Boscassi. Compagnia Italiana di Operette COSl.N'.O P.AP.ADI.A. — Direzione .Artistica : Oreste Pe cori. A. PLORI ) M. GIOAN.A ' A. GIANNI E. BORGHESE — 291 — Artiste : Emma Veda, Cesira Molinari, Nel- Iv Bazan, Lina Papadia, Tilde Plan-ch, Gemma Acconci, Tersina Maseti, Anna Letti. — 20 Generiche del Quadro. — 8 Ballerine. Artisti: Armando Laurini, Oreste Pecori, Dario Acconci, Eugenio Lodovici, cav. Gu- EMMA VECLA glielmo Mazzoni, Giovanni Fidoni, Giovanni Berardi. Generici : Piero Raimondi, Fidelio Brusca, Rosario Anelli. — 8 Coristi. .Maestro concertatore direttore d'orchestra : Domenico Bazan. Amministratore : Paolo Perugino. Compagnia d'Operetta ARTE MODERNA di Bugatti. (per ordine alfabetico) Artiste : Lidia Baldi, Pina D'Amico, Dirce Marella, Carla Moreno, Mary Nepoti, Corinna Romanelli, Pina Brunorini. Generiche : Emma Aquilini, Ocette D'Argot, Silvia De Bellis, Emilia Ivaldi, Linda Rossi. Artisti: Corrado Bartoli, Carlo De Micheli. Nino Fleurville, Augusto Petntcci, Alfredo Pli- nio, Alfredo Romanelli. Generici : Franco Franchini, Licinio Campa, Ettore Qiiaranta. Maestro concertatore direttore d'orchestra : Cav. Giovanni Passaro. Maestro sostituto : Antonio Contegiaconio. Amministratore Rappr. : Corrado Monte- pietra. Compagnia d'Operette FURLAI-FIORETTi . Direttore Artistico : Arturo Furiai. (Gestione . A. Battaglini). (per ordine alfabetico) Artiste : Albert Lina, Fioretti Amelia, Man- cini Giulia, Maritza Sara, Turroni Lina, Ze- notti Pina. Generiche : Barbanti Angelina, Mancini Ida-, Vatry Diana. — 16 Generiche del Coro. — () Ballerine. Artisti : Bossi Gino, Canepa .Mario, Fu''iaE .Arturo, Furiai Silvio, Pezzoili Virginio, Rumr Guido. Generici : Abressi Leonardo, Camozzo An- gelo, Mazzi Dante, Ottorini Fulvio. — 8 Ge-- nerici del Coro. Maestri concertatori direttori d'orchestrar Canepa Giuseppe, Rattoli Anselmo. Amministratore Rappres. : Guido Fiorini. Compagnia d'Operette GIULIA BARBETTI . — Direzione .Artistica : Maurizio Parigi, (per ordine alfabetico) Artiste : Giulia Barbetti, Castagnetta Bian- ca, Carchedi Maria, Eleonori Vita Italia, Fio- ri Maria, Fuochi Argia, Mantegazza Lina. Artisti: Di Renato Giuseppe, Eleonori Fau- sto, Ferro Giovanni, Frugolo Primo, Leccardr Gioacchino, Poggi Gaetano, Rino Pozzi. Maestro concertatore direttore d'orchestra : Enrico Montesano. Amministratore Rappres. : Igino Cappelli;. Compagnia di Operette e Féeries ADRLA^ NO BATTAGLINI. — Direttore Artistico : Er- nesto Urbano. (per ordine alfabetico) Artiste : Carlotfi Venutsa, Cerin Nietta, Mo- relli Emma, Orsini Rita, Principi Mirra. Sardii Clara. — 292 — Generiche : Bassani Giulia, Bortolozzi Gin- Ita, Morale» Carmen. — 16 coriste. — 6 Bal- lerine. Artisti: Besesti Enrico, Bonomi Annibale, Cubeldo Mario, Galletto Carlo, Graglia Gio- vanni, Solts Sergio, Urbano Ernesto, Valter Enrico. Generici : Bianchi Mario, Romi Guido, Vac- chteri Luigi. — 8 Coristi, Maestri concertatori direttori d'orchestra: Battaglini Adriano, Raimondi Carlo. Amministratore : Guido Fiorini. Compagnia d' Operette LORENZO BAR- TOLI. — Direzione Artistica : Alfredo Orsini, (per ordine alfabetico) Artiste : Conti Rina, Domar Dora, Fron- ticelli Lidelba Ines, Leggiadri Lea, datteri Li- na, Orefice .Maria. DORA DOMAR Generiche : Gaia Gemma, Venturi Lina. — 18 Generiche del Coro. — 8 Ballerine. Artisti : Garello Alessandro, Orsini Alfredo, Orefice Francesco, Pariset Luigi, Zacchelti Pietro. Generici : Campi Mario, Papi Foresto. - 8 Ballerine. Maestro concertatore direttore d'orchestra : Boheme Ernesto. Maestro sostituto : Signorotti Luigi. Amministratore : Marzocchi Amleto. FRONTICELLI LIDELBA INES ED^' WK^ L.AND — 293 — Compositori. M. Enrico Panconi. — Musicista «-• librettista; è fiorexitino. Socio e di- rettore di una delle Compagnie Van- nutelli ha scritto il libretto e la nui- sica delle seguenti operette: « Faites vótre jeu, messieurs , i atto; «Nozze bianche», 3 atti; « Lii ragazza della taverna », 3 atti. Ha scritto inoltre i libretti di « Cupido e soci», «Al confine», «Il mondo e sua moglie ». Quest'ultimo in col- laborazione con A. Francini. M. Giuseppe Pietri. — Nato a S. Ilario nell'Isola d'Elba è uno dei migliori nostri operettisti e, per quan- to giovanissimo ancora, la sua produ- zione, oltreché importante, è assai numerosa. Eccone la indicazione: « Calendimaggio », un atto lirico su libretto di Pietro Cori, rappresen- tato a Firenze nel Febbraio 1910; « In Flemmerlanda ; , fiaba in tre alti di Antonio Rubino, data a Milano nel settembre 1913; «Addio giovinezza!» commedia musicale in tre atti di Ca- masio e OxUia, rappresentata a Li- vorno nel Febbraio 191 5; «Il signor Ruy Blas », operetta in tre atti di Alberto Colantuoni, rappresentata a Bologna nell'ottobre 1916; «La Mo- della », operetta in tre atti di A. Te- stoni, rappresentata a Roma nel gen- naio 1918; «Lucciola», tre atti di Carlo Veneziani, data a Livorno nel settembre 1919; «L'acqua cheta», su libretto di Augusto Novelli, rappre- sentata a Roma nel novembre 1920. M. Pietro Sassòli. — Nativo di Ficarolo (Rovigoj si diplomò nel 1907 al Conservatorio di Bologna ed entrò in arte nel 1908 producen- dosi come pianista in concerti clas- sici da camera. Nel 1909 diresse nu- merosi concerti orchestrali e nel 19 io concertò e diresse spettacoli lirici. Entrò come direttore nel 19 13 nella compagnia Trivelli, passando nel I914 alla « Sociale » e nel 1 9 1 5 in com- pagnia Vannutelli dove trovasi tut- tora. Come autore il M.o .Sassòli conta al suo attivo, oltre varie composizio- ni da camera, una «ouverture», un;». « Danza esotica » e « Variazioni sin- foniche » per grande orchestra, le seguenti operette: «Nuvola d'oro», tre atti su libretto di Fumagalli e Giusti, rappresentata al PolilLMiiia Ge- Maestro PIETRI. novese » il 26 giugno 191 2; «Gusta- vo buona lana », 3 atti di Corradi, rappresentata al Nazionale di Roma il 13-2-1915; «Al confine!», di E. Pancani, al Fossati di Milano, il 30 giugno 191 5; «L'ultimo Pietro Mic- ca », libretto di C. Vizzotto, al Po- liteama Chiarella di Torino il 28-9- 191 5. Sono ancora inedite: «L'anti- femminista », libretto di Neri e San- toro; « Cornovingia », libretto di D. Sassòli; «Il signor Pierrot », libret- to di E. Pancani e un'opera in tre parti, versi di D. Sassòli: «Saffo». M. Alfredo Cascina. — Nato a Mssina, prima di dedicarsi alla gaia scena ha musicato due opere serie: « Radda », in un atto, su libretto di Francesco D'Angelantonio, rappresen- tata per la prima volta al « Mastroje- ni » di Messina il 1° aprile 1912 e quindi al Massimo di Palermo; « Re- — 294 — gina », in tre atti, su libretto di Al- berto Donaudy, ancora inedita. Le operette del M.» Cuscinà sono: « Michette », su libretto di France- sco D'Angelantonio, inedita; « V^ene- re », tre atti di Raoul Mori e Carlo Vizzotto, rappresentata per la prima Mastro CUSCINA volta ai « Diana > di Milano il 26 luglio 1914. «La ballerina dell'Ope- ra » 3 a. di Luigi Motta, rappresen- tata per la prima volta dalla Comp. Maresca al Fossati di Milano, il 10-12 -191 7; «Il medico delle signore», 3 atti di Emilio Reggio, rappresen- tata per la prima volta al Teatro Margherita di Bari il 28 agosto 19 19 dalla compagnia V Umoristica di Pep- pino Villani ; « La vergine rossa », 3 atti di Emilio Reggio, rappresentata dalla Compagnia « Roma » al Tea- tro Mastrojeni di Messina il 30 a- gosto 19 19 e «Le belle di notte», 3 atti di Emilio Reggio, rappresen- tata dalla Compagnia « Roma », il 29 ottobre 1920 al Fossati di Milano. Inoltre il M." Cuscinà ha pubbli- cato presso gli editori Ricordi, Fan- tuzzi e Forliveri, composizioni per canto e pianoforte, ed ha recente- mente ultimato una nuova operetta in tre atti, libretto di Emilio Reggio: « Fior di Siviglia >. M. Angelo Bettinelli. — La produ- zione del M.o Bettinelli è varia e co- piosa: eccone un elenco per ordine cronologico. « Alla frontiera >, azione patriotti- ca in due atti di Cesare Sacchetti, la rappresentazione: il 21 giugno 1915 al teatro «Diana» di Milano: compagnia Maresca. « 11 Re della re- clame », operetta in tre atti di Emi- lio Reggio, la rappresentazione: il 21 gennaio 19 16 al Politeama Nazio- nale di Firenze; compagnia Mare- sca. « Niniche », operetta in tre atti di C. Vizzotto; la rappresentazione: il 18 ottobre 19 16 al teatro Carca- no di Milano: compagnia Novissima. « Parigi senza veli », operetta in tre atti di Emilio Reggio. !■> rappresenta- zione 24 agosto 19 17 al Politeama di Piacenza : Compagnia Angelini. Maestro BETTINELLI « L'Ave Maria », operetta in tre atti di Augusto Novelli. la rappresenta- zione il 26 aprile 1918 al teatro Fossati di Milano: compagnia An- gelini. «Rosa di Maggio», operetta in tre atti di Emilio Reggio. la rap- presentazione il 26 giugno 1920 al Teatro Carcano di Milano; compa- gnia « Felsinea » (A. Petroni). M. Umberto Berrettoni. — Con- certatore e direttore d'orchestra, è nato a Firenze ed ha esordito nel 191 2 al Teatro Sociale di- Varese, dirigendo « L'amico Fritz » di Ma- scagni. Durante i mesi di novembre e dicembre del medesimo anno e nel gennaio del 191 3 diresse la stagione di cgncerti a Heliopolis (Egitto 1 e quindi nella stagione di carnevale 295 — 19 13- '4- l'I compagnia d'operetta ita- liana al teatro « Narodne Doma » di Pietrogrado. Nel 191 5 entrò nell'o- peretta, facendo parte, quale diret- tore d'orchestra per il biennio 191 5- 16 della compagnia Lombardo n.o 2. Nel biennio 1917-18 fu nella Nazio- nale Bartoli ed in quello 1919-20 nella compagnia formata da Ivan Dar- clée. Quale autore il M.o Berrettoni ha al suo attivo « Gli amori di Colom- bina », commedia mixnico-musicale in due parti, rappresentata per la pri- ma volta al teatro Dal Verme di Mi- lano il 23 luglio 1920 dalla com- pagnia Darclée. Al. Vincenzo Leotti. — Nacque in Sicilia e compì gli studi musicali al Conservatorio di Napoli: armonia col maestro Martucci e canto col Ca- relli. Conseguito il diploma iniziò Maestro LEOTTI con fortuna la sua carriera di can- tante (tenore) nei teatri di Napoli, Roma, Milano, Palermo, Genova, To- rino, etc. per recarsi, quindi, in Rus- sia. Ritornato in patriti dopo un an- no, durante un periodo di riposo ebbe l'idea di scrivere un'operetta. Ma prima di accingersi al lavoro volle conoscere a fondo il genere d'arte a cui si dedicava ed entrò perciò come primo tenore nella compagnia d'o- perette Magnani, dove rimase tre an- ni, in capo ai quali si ritirò in una cittadina della natia Sicilia dove scris- se il libretto e la musica di « Ma l'a- mor mio non muore ». In seguito al- l'esito ottenuto da questo suo primo lavoro mise mano subito ad una nuo- va operetta che s'intitola « Come la rondine » e finita questa ha comincia- to a lavorare intorno ad un nuovo soggetto che ha per titolo: «Ed io VI dico che non è lui ». Fra i direttori d'orchestra dei quali faremo un'ampia rassegna nel pros- simo volmiie, segnaliamo il Maestro Klun. per la sua singolare attività musicale. M. Pino Klu^ti. — E' triestino ed è entrato nell'operetta nel maggio del 1919: ma prima, da otto anni, era nella lirica dove aveva fatto U. sug- geritore, il maestro dei cori, il so- stituto e infine il direttore. Durante questo tempo egli era inoltre organi- sta della Chiesa di S. Antonio di Padova a Trieste, del Tempio Israe- litico e della Chiesa Evangelica. Nel maggio suddetto capitò a Trieste la compagnia Nazionale Bartoli n.o i, poi divenuta la Compagnia Davico-Fi- neschi-Lombardo. La dirigeva il M.o Berrettoni che per ragioni private sciolse il contratto. Il Klun lo sostituì, dirigendo improvvisamente e quasi senza prove tutte le operette che la Compagnia aveva in repertorio. Nel 1920 rimase nella Compagnia Davi- co-Fineschi-Lombardo. - 296 - La Rivista dal 1901 al 1929 Registriamo a parte le riviste {le principali, se non tutte) apparse nell'ultimo ventennio, perchè esse vanno aumentando ed assumendo carattere proprio. E' notevole che pur avendo tradizioni clas-- siche in Italia attraverso alcune forme della Commedia dell'Arte, e una remota orij^ine' nella Commedia Aristofanesca, la forma at- tuale della rivista è derivala dalla moda fran- cese e tedesca, e non è riuscita ad assumere caratteri italiani se non attraverso l» riviste locali, per lo più dialettali, derivate a loro volta dai rarissimi esempii di parodia. I precedenti immediati di quesin singolare e piacevole genere di teatro van ricercati in Italia nelle parodie milanesi e veneziane, in qualche rivista locale imitata dalla zarzuela La Gran Via, e in alcuni adattamenti psl tea' irò milanese, o in altre riviste di più schietta originalità, piemonteu e napotetaue. Riviste. La Rava e la. Fava - M.o Noli Mi- chele - libretto di A. Qolantucra,i - Mi- lano - Carcano - 25-1-1902 - Comp. Sbodio Giraud. Turlupineide - 3 a. - musica di au- tori diversi - libretto di Renato Si- moni - Milano - Filodrammatici - 2 1 aprile 1908. L'uomo che vola - a. e prol. (dialetto napolitano) musica di Vin- cenzo Scarpetta - libr. di Eduardo Scarpetta e Rocco Galdieri - Napoli - Bellini - 6 maggio 1909. La Pisaneide - ? a. - musica di au- tori diversi - libr. ? - Pisa - Poli- teama Pisano - 14-7- 1909. La Colomheide - 3 a. - musica di autori diversi adattata dal M.o Apollo Gaudenzi - libretto di Laura Grop- pallo e Mario M. Martini - Genova - Lido d'Albaro - 22-7-1909. Turineide • A a. -. M.o Alberto Con- siglio - libretto di Gastaldi e Sol- ferini - Torino - Polit. Torinese - ottobre 1909. Studentineide - 3 a. - autori diversi - libr. di Augusto Novelli - Firenze - Pergola - 13- 12- 1909. torse che sì, forse che no - ^ sl. - M.o Guglielmo Donati - libr. Gio- vanni Migninius - Perugia - Morlac- chi - 7 marzo 19 io. Modernissima - 3 a. - musica di autori diversi - libr. Gigi Pizzira- ni ed Edoardo Francati - Roma - Ac- quario Romano - 30 maggio 19 io. « Dopo Chanteclair - parodia in tre atti del M.o Ouyda • libr. di Di Na- poli Vita - Roma - Costanzi - 3 feb- braio 1 9 1 1 . 'Verona in ballo - 3 a. - M.o An- gelo Bottagisio ed altri - libr. di A. M. Perbellini - Verona - Dramma- tico -W 2 5 aprile 1 9 i i . La mostra della brutta figura - ri- vista satirica in ? a. - musica di au- tori diversi - libr. di Mario Fiorini e Luigi Somazzi - Firenze - Odeon II luglio 191 1. Monopoleone - rivista satirica in 2 atti - musica di autori diversi - libr. di Giovacchino Forzano - Monteca- tini - Kursaal - 18 luglio 191 1. Tripolineide - 2 a. - musica di au- tori diversi - libr. di A. Birga e A. Gentile - Napoli - Merendante - 25 novembre 1 9 1 1 . // mistero di S. Palamidone - 3 a. - musica di autori diversi - libr. di Renato Simoni - Roma - Apollo - 7 dicembre 191 i. Bicerineide - rivista torinese in 3 a. - M.o Alberto Consiglio - libr. di Al. Solferini e G. Gastaldi - Torino - Vitt. Emanuele - 9 gennaio 191 2. Giocondiamo - 3 a. - parole e mu- sica del conte Giuseppe Visconti di Modrone - Milano - Casa Visconti - 23 gennaio 19 12. Cose deW altro mondo - 4 parti - musica di autori diversi - libr. di Berrini, Camasio e Oxilia - Torino - Politeama Chiarella - 8 marzo 191 2. Pastizzeden - r. goliardica in io parti - musica d'autori diversi - li- bretto di ? - Milano - Filodramma- tici - 8 aprij^e 191 2. ~ 297 — Biir^licidf - 4 quadri - M/' Co- lombino Arena - libr. Cesare De Ma- ria e G. Corvetto - Torino - \'ittorio Emanuele - i8 aprile 191 2. t'errarioleide - 3 q. - musica di au- tori diversi - libr. Ugo Vasè e avv. Bendaricci - Ferrara - Tosi-Borghi - 22 aprile 191 2. Sotto zero ! — 3 q. - musica di au- tori diversi - libr. di Mario Fiori- ni e Luigi Somazzi - Firenze - Fo- lies Bergère - 3 agosto 19 12. Alontecinemacatino - ? a. - musica di autori diversi - libr. di M. Corradi e R. Marchetti - Montecatini - Kur- saal - 27 agosto 19 12. Tien-ti-su - 3 a. - ]\I." Colombino Arona - libr. Giuseppe Cassone e Ce- sare De Maria - Torino - Chiarel- la - 14 gennaio 19 13. Un po' d'amore - 3 a. - musica e parole del conte Giuseppe Visconti di Modrone - Milano - Casa Viscon- ti - 26 gennaio 19 13. Roma di notte - 2 atti del M.o Caucci Riccardo - libr. dello stesso - Roma - Trianon - 22 febbraio 19 13. Dal paradls d' foche - 3 atti in dialetto piemontese - musica di au- tori diversi - libr. di Alfonso Fer- rerò e Oreste Mentasti - Torino - Vit- torio Emanuele - 22 febbraio 191 3. — La leonessa si diverte - 3 a. - musica di autori diversi - libr. di Nino Sorelli - Brescia - Palazzo del conte Maggi di Gradella - 6-3- 191 3. Babilonia - 3 a. - M.o Vincenzo Scarpetta - libr. di «Rambaldo) - Na- poli - Bellini - 28 marzo 19 13. Cinema-justice - un atto - musica di autori diversi - libr. di Edmondo Corradi - Roma - Guirino - 17 a- prUe 1913. Turin ch'a passa - cinque quadri - musica di autori diversi - libr. di G. Corvetto - C. De Maria e G. Gastaldi - Torino - Vittorio Eman. - 6 dicembre 1913. Ara, Bell'Ara ■ di Icilio Bianchi e V. Nivellini (Milano - San Marti- no, 1913. Oga, Al affoga - di I. li la ne hi, V. Nivellini e V. Bucci - Milano - San. Martino - 1913. La solita storia - ? a. - musica di autori diversi - libr. di Tomaso Smith. - Roma - .acquario romano - gennaio 1914. 7/26-3 a. - musica di autori di- versi - libr. di uno studente - Padova - Salone del Pensionato . universita- rio - 2-2- 191 4. Turin ch'a scouta - 3 a. - M.o Co- lombino Arona - libr. G. Corvetto - C. De Maria e G. Gastaldi - Torino - Vitt. Emanuele - 28-2- 1914. Visi e maschere - ? a. - musica di autori -diversi - libr. di «Rambal-*" do » (Rocco Galdieri) - Napolli - Po- liteama - 25 luglio 19 14. Par-sin-fal - 3 a. - M.o Aldo Bosis - libr. di Giovanni Sala - Genova - Teatro dell'Esposizione - 1 5 agosto 1914. Passa l'Europa - ? a. - M.o Con- siglio ed altri - libr. Lucio de Rosa - Torino - Balbo - Settembre 1914. All'ombra del Cupolone - ? a. - musica di autori diversi (Ladracchio- li) libr. di V. Faini - Firenze - A- pollo - ottobre 191 4. — Ieri... oggi... domani - ? a. - musica di autori diversi - libr. di R. E. Nato e C. O. Landini (pseud?) Napoli - Sannazzaro - 20-11- 191 4. • Nel 19x4, assunto il teatro E- dcn di Milano, da una impresa che lo trasformò e battezzò (per con- siglio di Luciano Zuccoli) in Ta- verna Rossa, fu formata la prima Compagnia Stabile di riviste in Ita- lia, che si chiamò appunto Compa- gnia della Taverna Rossa, e fu di- retta da Alberto Colantuoni. Per il singolare sviluppo dato da questa iniziativa alla Rivista, regi- striamo a parte, anno per anno, quel- le rappresentate alla Taverna Rossa. Senza veli ■ di Carlo Rota - Mag- gio. Paris-Berlin-Mediierranée - di M- berto Colantuoni - Maggio. 298 Ad occhio nudo - di Di' Ilaviis, Rota e Scalarini - Luglio. Senza filo - di V. Bucci, Enrico Serretta e Carlo Rota - .Agosto. San Michele - di Enrico Serretta - Settembre. La più gran via - di Alljerto Co- lantuoni - Ottobre. Dall'Afa alla Baja ■ di Silvio Zam- l^aldi - Dicembre. Ciao portée - 5 q, del M." Co- lombino Arona - libr. C. e F. de Maria e G. Corvetto - Torino - Vit- torio Emanuele - 3-2- 191 5. Guarda li ch'il ciche! - 2 a. - M.o Ermenegildo Carosìo - libr. di E. Te- sta e A. Mariani - Torino - Teatro del Parco Michelotti - 2-8- 191 5. Nel mezzo del cammin... - 3 q. - M.o Colombino Arona - libr. di Italo Vittorio Brusa - G. Corvetto - To- rino - Trianon - 15 ottobre 191 5. Cretin... Borgh - tre atti del M.o Alberto Consiglio - libr. di G. Bar- beri - Torino - Chiarella - Novem- bre 1915. C'era una volta un lupo - di G. Eorzano - Rorna - Giugno 19' 5- • Rapprcsfcnia/;ioni della « Taverna Rossa » nel 191 5. Tacchino alla baione ita - di Scala- rini - Gennaio. La P. S. in... daga - di Carlo Rota - Ma/-zo. Malignità - di Carlo Veneziani - Aprile. Eccola, eccola! • di Carlo Rota e Vittorio Brusa - Maggio. // nuovo Milanes in mar - di Vit- torio Brusa e Carlo Rota - Luglio. Bandiera a spasso ■ di Luciano Ramo - .'\gosto. Tiremm innanz - di Vittorio Bru- ^a e Carlo Rota - Agosto. Cosa c'era nel fior che m'hai da- to? - di Enrico .Serreita e Carlo Rota - Settembre. // Calmiere - di Carlo Rota - Ot- tobre. Lo-stivale di Cenerentola ^ di P. de Luca e A. Rossato - Novembre. Da.... a - di Silvio Zambajdi - Dicembre. / promessi sposi - 2 a. - Luigi de Pra - libr. di Enrico Mario Chiap- po - Bassano V'eneto - Salone Olim- pia - 25 genruiio 1916. // mondo preso in giro... in SO giorni - Bizzarria in un proL e 4 qua- dri - M.o Colombino Arona - libr. di G. Corvetto - Torino - Vittorio . E- manuele - 26 gennaio 19 16. 'L Congress d' la pas - 3 a. - mu- sica di autori diversi - libr. di Euge- nio Testa - Torino - Teatro del Par- co Michelotti - 17 luglio 19 16. Fate furb! - bizzarria in i a. di M.o Colombino Arona - libr. di Ce- sare De Maria - Torino - Scribe - 2 ottobre 19 16. * -Rappresentazioni della ,< Tavcina Rossa » nel 191 6. Se la va la va! - di A, Fraccaroli e V. Bucci - Germaio. Etc, etc... - di Frattini e '\^ Ni- vellini - Febbraio. Sotto ragazzi! - di A. Fraccaroli e V. Bucci - Marzo. Dolce dormire! - di Carlo \'ene- ziani - Aprile. M'hanno detto che Beppe - di Carlo Rota - Maggio. Va là, fatti coraggio - di Enrico Serretta - Giugno. Quel che ho fatto - di Luciano Ramo - Giugno. Se ci sei, batti un colpo! - di Carlo Veneziani - Luglio. // Sor Betto e la Sora Betta - di Luciano Ramo e di Carlo Rota - Lu- glio. La vispa Teresa - di Carlo Rota - Agosto. Hai capito il doppio senso. ^ - di Carlo Zangarini - Settembre. L'arca di Noè - di C. Pasella e M. Aurilia - Ottobre. Die Finanzenitdlischervisten - di Silvio Zambaldi - Dicembre. — 299 — Patatrac! - .^ a. del M.-' C. Lom- bardo • libr. di E. Corradi, A. Trion- :fi e P. Vanzi - Roma - Quirino - 12 giugno 19 17. • Rappresentazioni della ;; Taverna Rossa - nel 19 17. L'arciduchessa del Contagocce - di Carlo Rota - Gennaio. Tccoppa e le sue 16 riviste - di Carlo Rota - Febbraio. Cartoline illustrate - di C. Rota - Aprile. Luna Cortese - di Carlo Rota - Maggio. « Niente di fatto - r ,1. - M." Guido Pennini - libr. di Gastone degli Al- berti e Guido Riccioli - Genova - Eden - 18 aprile 1918, Finis - 3 a. - M." Gaetano Ema- nuele Cali - libr. di Tommaso de Ro- sa - Catanzaro - Bellini - Novembre 1918. // signore desidera? - di Fràttini e Nivellini - Milano - Filodramma- tici - Comp. Riccioli • 1918. 3 a. - M.o di Somazzi 8 febbraio Comp. Ro- Picd-arm - ? a. - M.t> Vincenzo Borghi - libr. Alfredo Testoni - Bo- logna - Arena del Sole ■ 25-1- 19 19. Da un anno aW altro - Ivo Cavalli ed altri - libr. e C. - Bologna - Eden - 1919. / casi sono due - di Silvio Zam- baldi - Milano - Eden ta-Ramo - Aprile 19 19. Si dice che... - di Silvio Zambaldi - Milano - Eden - Comp. Rota-Ra- mo - Maggio 19 19. // casino de città ■ di Carlo Rota - Milano - Eden ■ Comp. Rota-Ra- mo - Giugno 1919. A^' ata Aida - parodia musicale in 3 a. - musica di varii autori adatta- ta - libr. di Salvatore Cafiero - Na- poli - Umberto io - 27-7-1919. La donna che incontrò sé stessa - di .Alberto Colan tuoni - Milano - Eden - Comp. Rota Ramo - Luglio 1 9 1 9. Cielo e mar! - di L. Ramo e C. Rota - Milano - Eden - Comp. Ro- ta-Ramo - Agosto 1919. t">-AMO. — Costumi della rivista Jllle sorgenti del Naviglio. — 300 — RAMO. — Costumi della rivista UBoTbapedana. RAMO — ^lgurlni : // <^onJo e sua moglit - 301 - Oh! lite barba! - di Piero M;i/.zu- rato ■ MiLino - Eden Comp. Rnta R;itno - Settembre 1919. Oh! che gai! - 2 a. (^in dLiletto piemontese) Si." Colombino Arona - libr. di Cesare De Maria - Torino - Srribe - i i- 10- 1919. A/ìri l'occhio! - di Carlo Rota e ì\ .M;t;?zu( ato - Milano - Eden - Ot- tobre 19 19. Te flirt Buraciò ■ bizzarria musicale in r a. - M.'> Coloml)ino Arona - li- bretto di Cesare Demaria - Torino - Rossini - Novembre 1919. Come pioveva! di Carlo Rota - Milano - Eden - Comp. Rota Ramo - N'ovembre 1919. Che Ifni f'o.girio Pernandfk - 3 a. di P. Mazzurato - Milano - Eden - Com- pagnia Rota Ramo - 1919. 1920. Alle sorgenti del Naviglio - di Fran co Bianchi e Arna?do Sartori - 29 maggio 1920 - T. Lirico - Milano Comp. Rota. Ripassi domani - di Manca, Ripp e e Bell Amé - Maggi'^ 1920 - Torino Trianon - Comp. Testa Manca^ // giornale d'oggi - di Manca Ripp <• Bel Aani - Maggio 1920 - Torino - Trianon - Comp. Testa Manca. Venga con noi - di Manca Ripp e Bel Ami, - Maggio 1920 - Torino - Trianon - Comp. Testa Manca. Barhapedana - di Carlo Venezia- ni e Pietro Mazzucato - 25-6-1920. ■ T. Lirico - Milano - Comp. Rota. Non so se mi spiego - di C. O. Landini e Alman - 3 luglio 1920 - Teatro Umberto - Roma - Comp. R. De .Angelis. Si spieghi con un esempio, di .Al- berto Colantuoni - 17-7- 1920 - Eldo- rado - Milano - Comp. La . Satirica. No, così non va • di Anacleto Fran- cini - 25 luglio 1920 - Eldorado - Milano - Comp. La Satirica. Bianco e Nero - di Carlo Venezia- ni e Piero Mazzucato - Settembre 1920 - Teatro Edeji - Milani» - Com- pagnia La Satirica. Uè perchè ch'ai manca Sfèó - M.'' Colombino .Arona - libr. di De Ma- ria - 25-9-1920 - Teatro Scribe - To- rino. // mondo e sua moglie - 3 a. di Enrico Pancani e Anacleto Franci- ni - 19- IO- 1920 - Teatro Lirico Milano - Comp. Vannutelli n." i. Travcttopoli - di Giovanni Carini - 25 novembre 1920 - Teatro Eli- seo - Roma. 4 e 4... 8 - ? a. - di Rodolfo de .Angelis e Guido di Napoli - ? no- vembre 1920 - Salone Margherita - Roma. Sburdiste nen - ? a. - di Colom- bino .Arona - libr. di Cesare De- MarLa - Torino - Rossini - novembre 1920. Chi ne vuole? - di Fidivi (?) - 14- 12- 1920 - Teatro Eden - Mila- no - Comp. La Satirica. Partenza per... - di Silvio Zambaldi - 29 dicembre 1920 - Teatro Eden - Milano - Comp. Castagna. Caro lei - di Nino Legnani - El- dorado - Milano. Palamidone - ? a. di Nino Legna- ni - Kursal Triestino - Milano. Vate catè 'n cassul - ? a. di Co- lombino Arona - libr. di C. e F. De- Maria - Torino - Rossini - Dicem- bre 1920. Compagnie di riviste Anno 1920. Compagnia di Spettacoìi d'.'^ttualità, diretta d« CARLO ROTA. Artiste : Linda Wiilliam, Maria Donati, Ines Canevari, Teresa Framichetti, Elvira Calabrini. - 12 Generiche e Ballerine. Artiati : Carlo Rota, Gigi Ferrari, Lino Me- dini. Paride Sala, Emilio Stella, Carlo Vitali. Nino Bianchi, Mario Ganzi. Direzione musicale : Mario Ferrarese. Maestro concertatore direttore d'orchestra : Angelo Corsini. Messa in iscena e figurìiù : Luciano Ramo. (Vedi anche fra le Compagnie d'operette, quelle di Pet.rolini, e di Riccioli). — 302 — Nel più volte citato Teatro ita- liano nel 1913 sono copiosamente e- sposte e illustrate le notizie sulla scenografia e i costumi sul teatro lirico e drammatico in Italia sotto il titolo La messa in scena da P. Santaronc. Sopraggiunta la guerra «uropea nel 19 14 i fasti teatrali so- no stati a lungo velati, e le vicende •del teatro alla Scala hanno influito notevolmente su questa parte dell'at- tività artistica teatrale. Tuttavia a titolo di notizia ag- giungiamo su questo argomento due note dalle quali prenderemo le mosse per una nuova rassegna dell'allesti- mento scenico in Italia dal 1921. Esse riguardano un artista straniero, per molti rapporti spirituali con l'I- talia, degno di aver cittadinanza fra 1 nostri, e un italiano, che si è ge- nialmente affermato in questi ultimi anni con la preparazione di scene e •costumi di grande eleganza. Dedicheremo in altrivolumi le nostre cure illustrative all'opera nobile e non diment'.cata, di Caramba, di Rove- scalli, e alle più recenti di Broggi, di Stroppa, di Angoletto, di Grassi, ecc. EDWARD GORDON CRAIG. — 1: l'unico straniero di cui gli Annali si occupino perchè la sua attività artistica si è molto maturata in Ita- lia riguarda il teatro italiano, ed ha rapporti notevoli coll'arte italiana. Edward Gordon Craig nacque nel 1872. Nel 1889 debuttò sulla scena, e recitò nella Compagnia di Sir Hen- ry Irving a Londra per circa otto EDWARD GORDON CRAIG anni, recitando anche nelle Provin- cie le parti Shakespeariane di Amleto. Mcrcutio, Petruchio, Macbeth, Rich- mond. Biondello. Master Ford, Clau- dio, Gratiano, Cassio, ecc. Rinunciando alla scena nel 1896, egli rivolse la sua attenzione allo studio della direzione scenografica e teatrale, cui si dedicò in un vero apostolato di rinnovamento artistico. Poco dopo il 1890 si decideva ad esporre al pubblico le sue idee e perciò rappres.entò vicino a Londra — 303 — la commedia di Alfred de Musset: On ne badine pus avcc Vamour, dopo la quale produzione, per qualche an- no, proseguiva lo studio dello allesti- mento scenico. Poi seguitarono presto l'una dopo l'altra sette produzioni importanti, per tutte le quali egli di- segnò e diresse l'esecuzione di ogni scena e di ogni costume, adempiendo anche le fimzioni di direttore della scena. Dido and Aeneas nel 1900, rifatta nel 1901, The Masque of Love, l'Opera di Kandel, Acis and Galatea e la Natività Bethlem di Laurence Housman, una parte del « Sword and Song », i Vikings di Ibsen, e Mach Ada Aboiit Nothing di Shakespeare nel 1903. Mach Ado About Nothing fu l'ul- tima produzione fatta da Gordon Craig nell'Inghilterra, ed egli prin- cipiò allora a rivolgere la sua at- tenzione al Continente, e soprattutto alla Germania, dove al teatro si ini- ziava lo sviluppo moderno dello stile delle forme decorative e, così facendo, SI adottarono le sue idee sulla tecnica scenica. Nel 1904 dal dottore Brahm del Teatro Lessing di Berlino, fu pregato di visitare la Germania, ed ivi allestì una versione di Venice Preserved di Otway; e ni 1905 fu parecchie volte invitato dalla direzione di un altro teatro Berlinese a mettere in isce- na parecchie commedie, come The Tempest, Macbeth, Caesar and Cleo- patra. Nel 1905 disegnò ed eseguì le scene ed i costumi per una Electra per Eleonora Duse; nel 1906 dise- gnò le scene ed i costumi per il Rosmersholm di Ibsen rappresentato dalla Duse al Teatro della Pergola a Firenze; e nel 1908 furono iniziati, per invito del Deutches Theater di Berlino le trattative per King Lear. Ma benché fossero già eseguiti i di- segni, queste trattative vennero tron- cate. Poco più tardi venne invitato dalla stessa direzione a preparare la rappresentazione della Orestiade, e poi della versione del Hofmannsthal dell'Edipo di Sofocle, che venne mes- sa in iscena più tardi al Coveni Gar- den, Londra. Al principio dello stesso anno, i- gli fondò The Mask, una Rivista son- tuosa dedicata all'Arte del Teatro^, e che venne pubblicata e stampata a Firenze collaborandovi con disegni e scritti in grande numero. Intanto, però, nel 19 io era stato invitato dai Direttori del Teatro d'Ar- te di Mosca a visitare la Russia. Do- po un soggiorno di un mese fu pre- gato di scegliere una commedia che gli piacesse di riprodurre, e scelse l'Amleto. Nel 191 i e nel 19 12 fece .altre tre visite a Mosca per sorve- gliare l'Amleto, che fu rappresentata per la prima volta nel 191 2, e fu replicato quattrocento volte. Gordon Craig ha composto il qua- dro scenico di quattordici produzio- ni, in disegni e studi completi ed. organici. Gli Artisti e gli Scrittori di tutte le Nazioni hanno reso omaggio al Craig, riconoscendo in lui il più ori- ginale e intransigente artista del tea- tro europeo. Gordon Craig ha scritto e pubbli- cato parecchi libri per soestnere le sue idee di riforma scenica. Un Programma per « Dido and lAeneas » ; un libretto con incisioni (1900). Un Libretto Souvenir illu- strato di «Acis and Galatea». The Art of the Theatre (Foulis). Due Cartelle di Acqueforti (1908 e *io). On the Art of the Theatre (Heine- mann, Londra (191 1). Pubblicato an- che in lingua russa. Tradotto in ita- liano, e di imminente pubblicazione in questa lingua. Towards a New Theatre (J. M. Dent, Londra, 1912). The Theatre — Advancing (Little Brown, Boston U. S. A., 1919) e prossimamente a Londra, Constable. De l'.A^rt du Théàtre (Edition de la Nouvelle Revue, Frangaise, Paris, 1920). Nel Marzo del 1913 Gordon Craig aperse la sua Scuola per l'Arte del Teatro a Firenze: ma sopraggiunta la guerra e venuto a mancare l'ap- poggio finanziario promessogli, la do- — 304 vette chiudtTf : distrusse allora i molti lavori già incominciati o compiuti. In questi ultimi anni Gordon Craig ha sempre proseguito i suoi studii ed i suoi esperimenti, facendo viaggi in Italia ed all'estero per studiare lo stato attuale del teatro e per fare ricerche relative alla storia e all'ar- ■chitettura del teatro del passato. Egli si è dedicato in modo speciale allo studio del Teatro Italiano e per le qualità che lo rendono diverso da tutti gli altri teatri, l'ha sempre considerato con speciale attenzione, dedicandosi a studiarlo per mezzo delle testimonianze moderne ed an- tiche, tenendosi al corrente della sua vita di oggi, e cercando e raccoglien- do le notizie del suo grande passato. Quest'entusiasmo di Gordon Craig per il teatro italiano s'è dimostrato non soltanto nelle sue ricerche con- tinue di libri, documenti e disegni che trattano del suo passato, nei suoi scritti, e nei suoi studii indefessi. ma s'è espresso anche nella dedica del suo libro « Towards a New Theatre •>. «Agli Italiani In Rispetto, Affetto e Gratitudine Ai loro Attori antichi e moderni Sempre i migliori in Europa I Disegni in questo Libro Sono Dedicati. D. X. L. LLXIAiXU RAMO. — Scrittore, pittore piy che un interprete è un collaboratore pei lavori al cui alle- stimento scenico provvede. Nato a Napoli, trent'anni fa. po- piìi, poco meno. .Avendo studiato leg- ge, diciottenne passò, con lapis e pen- na, a Milano, per disegnare e scri- vere in giornali politici e riviste di arte. Passò pel giornalismo politico, al Secolo e pel mondo dell'arte, al fianco di Franco Fano, al Mondo artistico. Quivi siniziò all'ambiente del teatro, disegnando anche cartelli e figurini; La sua attività artistica RAMO: La Rota di Stambul (figurini) - 303 - teatrale si è sviluppata grandenienic negli ultimi quattro anni, ed è rap- presentata daUallestiniento di mol- tissime riviste, dalla crea/ione di compagnie di riviste, la cui di- LUCIANO RAMO razione abbandonò per poter dedicar- si ad allestimenti di spettacoli d'o- gni sorta (^operette. opere, drammi in costume, commedie musicali) a cui dà ormai ogni sua attività. I maggiori successi di messa in scena di questi anni nel campo del- l'operetta, .sono ricordati dalle illu- strazioni di questo volume, m.i van- no particolarmente segnalati i limiti entro i quali la sua attività si è espli- cata : Dalla t'edra di D'Annunzio e Piz- zetti, alla Nappleoncìna di De L(jrde al Sì di Mascagni, al Barbapedana di Veneziani e Mazzuccato. Tutte le novità del dopo guerra operettistico viennese (Principessa de la Czarda, Rosa di Stanibul, Sibilla, Mercato di ragazze, Amore sulla ne- ve, Ambasciatrice Leni, etc.j hanno avuto in Luciano Ramo un prezioso e fastoso interprete. Tutte le maggiori compagnie d'o- peretta trovano nella grande sartoria teatrale ch'egli dirige una collabo- razione rara. Luciano Ramo non dimentica però di essere argutissimo giornalista e un forte caricaturista scrivendo e dise- gnado per il Barbapedana, per il Corriere del Teatro, eie. -^:^. RAMO : La Principessa della Czarda (figulini) — 306 — coreqgrafid Balli russi La prima apparizione dei Balli russi in Ita- la avvenne una diecina d' anni fa, quando Fokine condusse a Roma la sua Compagnia di danzatori nella quale primeggiavano — ar- lisri veramente notevoli la Karsavina e Nigiinski. I nuovi spettacoli destarono una lieta meraviglia per la bellezza degli scenari, ideati dal Bakst con inconsueti procedimenti scenografici, e per la geniale realizzazione delle azioni mimiche, affidata ad un coreo- grafo di talento, il Fokine. I russi lasciarono l'Italia e continuarono a svolegere il loro programma. Ma la bellezza delle scene mimico-danzate di cui avevano dato breve saggio, consigliò alla direzione deL la Scala di riprodurre in grande alcuno dei balli della stagione con i criteri e i metodi dei quali la prima f^ompagnia russa aveva mostrata la bellezza. Coisì Fokine fu incaricato di mettere in «cena la Cleopatra dell'Arenski, e più tardi, rappresentandosi quivi l'opera russa // Prin- fire li^OT, !e danze bellissime che ne fanno parte, furon composte sotto la direzione di coreografi russi. E fu ottenuta una magnifi- cenza di quadro ed una profondità di espres- sione mìmica da far persuasi ormai tutti gli amatori delle cose belle che il tempo dei grandi balli spettacolosi — tipo Excelsior. Sieba. ecc. ecc. — era ormai tramontato e che bisogna\a anche qui cambiare sistema. li sistema fu cambiato. Riccardo Pick Man. giagalli che pure con il balletto // sauice d'oro aveva insignorito la forma della féerie rivestendo l'azione fantastica di musica ele- gantissima — licenziò quel suo Carillon ma- gico che è nulla più e nulla meno della ap- plicazione dei concetti estetrici di cui i russi si son falli banditori : e gà prima della ri- comparsa di questi sulle scene italiane fece ammirare, nella deliziosa azione eseguita con tanto successo dovunque e speciajmente a Miano ed a Roma, che cosa veramente sia da intendersi per commedia musicale animata. ! russi tornarono in Italia nel 1920. Si fer- marono a Roma e a Milano e in ambedue le città raccolsero i] plauso più clamoroso. Si erano, infatti, organizzati in modo più va- sto e compiuto, specialmente per ciò che riguarda la messa in scena e i costumi. La Compagbia era più numerosa : non \ i eran più la Karsavina e Nigiinski, ma un gruppo di bellissime e bravissime danzatrici, di dan- zatori ammirevoli per elasticità e per vigore, artisti tutti che sapevano trasfondere negl! atteggiamenti la più significativa espressione sempre rivestita di suprema eleganza. Erano guidati da Sergio De Djaghileff e contavano fra gli uomini il Ma<;sine — un 307 — «mulo del Nigiinski, l'idrikowski, lo Zve- ref, e fra te signore la Tchernitcheva, la Socolova, la Radina, la Nemcinova e molte altre. Il programma era ormai ben più vasto, e non era più così esclusivamente russo come da principia era stato. Germogliavano sul tronco slavo innesti di varia origine ed in Italia particolarmente eran nate le gemme di cui s"era servito il giardiniere accorto, ed italiano era il musicista che rivestiva o tra- vestiva gli antichi materiali per redigerli in forma orchestrale. Scarlatti e Rossini, Paisiello e Cimarosa of- fersero al Respighi e perfino allo Stravinski 11 canovaccio per ricamarvi sopra la musica che doveva servire alle azioni mimiche e dan- zate : accanto ai Uvari puramente e schietta- mente russi - come le danze deWIgor, le Leggende russe e, fino ad un certo punto. Petrous!il:a e Scic di natie ~ si offersero a'I'ammirazione del pubblico un Carnaval e dei Papillons che erano un adattamento or- chestrale — discutibile e assai discusso — della musica pianistica di Schumann alla gran- de orchestra per cui non era nata, e una Bottega fantastica, centone di musica rossi- niara cuc'to insieme per commentare un'azio- ne non originalissima di bambok meccaniche. E infiltrazioni spagnole e d'altra origine non mancano nel campo sempre più vasto nel vjuale va spaziando la coreografia russa. «è Russa, dunque, meno di quel che paia. Non per l'origine, perchè il mimare i poemi e !e geste è cosa tanto antica, che un arguto scrittore, in una sua noticina, ricordò tra le belle cose che Nerone faceva pel teatro, vi ■sarebbe stato «1 ballo e non già il ballo che chiameremo puro, cioè i! hallo per il ballo; ma il ballo applicato a commentare un'azione determinata : Vergila Turnum Saltaturum — dice Svetonio (Nerone, 54) — il che fa pen- sare che Nerone voleva ballare sulla scena Vepisodio vergiliano di Turno, probabilmente la morte di lui sotto il ferro di Enea... E neppure russo per il contenuto, perche abbiam veduto che le azioni mimico-danzate che formano il repertorio della Compagnia sono fondate principalmente su musica e su argomenti non russi e con una certa preva- lenza italiani. Russo sarebbe l'intendimento, che il Dja- ghileff procUmava, di sostituire il melodram- ma, cadente per vetustà, volgare per l'abuso di troppo noti convenzionalismi, inquinato da promiscuità impure... La superba bellezza del corpo umano, la viva espressività deile si'c movenze, la grazia degli atteggiamenti, tutto ciò inquadrato in una cornice scenica squi- sitamente raffinata, con la proprietà delle ac- conciature e delle vesti, con la stilizzazione dei singoli caratteri può rendere evidente, .senza bisogno di parole cantate, il concetto contenuto r.ella musica. Se proprio sia riservato a questa recentis- sima forma di arte teatrale il compito di dare al tearo melodrammatico l'ultimo colpo di piccone, io non so. Certo non vorrei che fosse, perchè ho ancora fede nell'arte del canto, e credo che le modificazioni, le so- vrapposizioni, le alterazioni che il canto ha subìo nella evoluzione del melodramma ab- biano lasciato ancor vigoroso il tronco della nostra melodia, della melodia italiana gloriosa dalla quale spero sbocceranno nuovi e sani fiori di bellezza. Ma a questo seppellimento del melodramma sembra non credessero molto fermamente nep- pure gli stessi russi della Coniipagnia Djaghi- . leff, poiché nel loro giro in Italia, frugarono con intelligenza nella biblioteca di Napoli e pescaron fuori alcuni manoscritii dell'antica scuola napoletana : La serva padrona del Pai- siello — da non confondersi con quella del Pergolesi — e Le astuzie femminili del Per- golesi ste.sso, che affidarono al Respighi per adattarle per canto ed orchestra. E scrittu- rarono artisti di canto italiani che fossero agli ordini del baritono Kaschmann e che esegui- rono a Parigi la parte cantata delle azioni composte su questo canovaccio italiano. Altro che ucidire il melodramma! Lo si faceva, in- vece, rivivere con adornamenti nuovi, capaci -— se mai — di rendere più intensa e più rigogliosa la sua vita. & Comunque sia, l'azione mimico-danzata, a! modo come la intendono gli artisti russi, po- trà essere discussa nei suoi intendimenti, ed alcune delle sue realizzazioni potranno non essere adattate al sogetto che vogliono rap- presentare : ma finché si limitano a commen- — 308 — tare con atti inimici o con danze esprsrssi\c i concetti contenuti in una detern/Tnata mu- sica, o certe passioni che la musica vuol esprimere, adempiono quasi sempre a questa loro funzione in modo proprio ed efficace. l,a espresione plastica, l'eloquenza mimica e - \ol;ta a volta — l'umorismo caricaturale e la parodistica vivacità raggiungono sempre in questi mirabili attori -- e quasi sempre nelle azioni da loro ideate il massimo del- l'fticacia rappresentativa. Basta ricordare Cleopatra e Petroushka, le Leggende russe e Carnaval, La bottega fan- fastica e Le donne di buon umore, per rive- dere tutto un barbaglio di luci, un tripudio Ji colori, una grazia vaghissima di movimenti e di pose, e languori di sogno e scatti di violenza, e orgia di corse folli e serenità di classici atteggiamenti : sensazioni nuove e niutiformi di \aga euritmia, di esaltante bel- lezza. La Compagnia del Djaghileff non è più sola a rappresentare i suoi balletti. L'anno scorso. ,i Roma, anche un'altra russa - Ileana Leo- nidoff — si presentò con una Compagnia di balletti da 'ei composta in collaborazione con .Aldo Molinari. E se la « Nuova Compagnia di balli russi » non potè vantare la vastità di organizzazii)ne della primogenita, raggiunse tuttavia nella messa ini scena — che non temè confronti — e nell'arte sapiente e nel •^enso stilistico col quale i quadri furono .'oniposti. il miglior desiderabile successo. Notevoli la Fantasia in-Mana, il balletto Sèvres de la vlcille Trance, la Fiaba russa, ecc. Ottimi collaboratori della Leonidoff : l'Abra mova. !a Marskaca, l'Archimova, l'Armianoff, i". Caorsi. lo Zappelli. Strumentatore vivace ed abilissimo delle musiche russe, il Respi- :;hi ; pittore efficace e vivace l'Oliesevich. ■R' dunque certo - a parte la faccenda di ammazzare il dramma lirico — che questa .scuola russa mimico-danzante ha avviato il teatro verso una forma d'arte scenica di cui non è facile determinare i confini. Non più le danze e la mimica sono elemento decora- tivo, ma possono acquistare un compito di ben maggiore importanza nel teatro di mu- sici. Gran niunero di composizioni invpressio. nistiche o programmatiche potrebbero diven- tar lucide e di immediata comprensione se fossero scenegijiate e « realizzate » da questi miràbili attore. Per esempio, non sarebbe possibile mimare il poemetto del Dukas : l.'appreuti sorcier e come questo — altri poemi musicali non si presterebbero a un a- deguata interpreta/ine mimica '- •ii Quanto a noi italiani, possiamo dire che anche sulla via dell'azione mimica e danzala ci siiamo messi con saggi veramente note- voli. Il Pick-Mangiagalli. oltre i due balletti che sopra citammo, un altro ne prepara - - Sumitra — che è da ritenersi costrutto con eguale nobiltà d'intendimenti e con vivace eleganza nuisicale. Nel campo esecutivo, la magnifica edizione di Cleopatra, che fu data alla Scala, prota- gonista Ida Rubinstein, edizione certament,- più grandiosa e più armoniosa di quella che i russi portarono nel 1920 a Roma ed a Mi- lano, dimostra che nessuna difficoltà scenica può spaventarci. Né ci mancano danzatrici squisitamente significative, come la Fornaroli. Battaggi. la Mazzucchelli, ecc. Addestrate alla scuola di ballo del teatro alla Scala, e capaci di ogni virtuosismo accademico, queste ar- tiste son anche capaci di spiritualizzarsi nel- l'azione mimica, dando alle movenze, agli atteggiamenti, allo stesso semplice incedere ritmico ed armonioso una proprietà di espres. sione di rara profondità. Chi, come me. ha visto Ettorina Mazzucchelli portare su le brac- cia protese il còfano del Graa! e camminare ritmicamente nel tempio parsifaliano, può farsi un'idea della grandezza a cui può as- surgere il gesto più semplice, come : l'atto magnifico di colui che intride la farina e di colui che versa nel vaso l'olio d'oliva e di colui che accende il -fuoco... Tutto sta intenderne l'alto siggnificato ed eseguirlo con nobiltà di atteggiamento e di movenza. I balli russi possono averci chiamali a con- siderare questo cam'po di infinite possibilità. Fra le tante ventate di novità che ci vengono da quelo strano paese capace — come disse ("ar'.o Linati di orribili e divine cosie, questa nuova concezione dell'importanza del gesto e del movimento può esser feconda di l^ei risultati anche nel teatro nostrano. G. .M. C. 309 — La grande abbondanza di mate- ria che sovraccarica già questo volu- me ci obbliga a rinviare a quello che seguirà lo studio della Vita eco- nomica del Teatro, al quale recherà non trascurabile contributo di dati e di fatti il nuovo regime contrat- tuale che va in attuazione col 1921 e il nuovo regime fiscale. Kssi ci daranno occasione di esa- minare più obbi«"itivaniente alla stre- gua della esperienza le riforme eco- nomiche derivate dalle agitazioni del 1919 e 1920. GISMANO Segretario della Lega Artisti Dramnsatici. Caricatura del Corriere del Teatro. 310 — -LA CILITICA- La critica teatrale nei giornali e n-elle riviste. BERGAMO — UEco di Ber1 !•; HUil.loC.R VI'IC'MK. Non prr fan- una bihiiogratia. ma per tracciare le linee di una rassegna liibliogratica che sarà continuala nei ,-a editrice Battistelli di Firenze pubblicherà le opere com- plete di Shakespeare nella traduzione di .Alessandro Muccioli. * La Casa Mondadori di Roma pubblicherà Maschere, un volume di critica di Silvio DWmico; dello stes- so autore // teatro dei fantocci è edito dal Vallecchi di Firenze. * La Casa Editrice Giannini di Napoli ha pubblicato Tra le arti e gli artisti, un volume di Roberto Bracco, ricco di interessantissime no- tizie e riflessioni critiche su cose fatti e persone di teatro. Nei Ricordi giornalistici di Federigo V^erdinois so- no contenute non poche notizie di teatro. * La Casa ICditrice l'Eclettica di Mil.nio pubblica L'Annuario del- ia Stampa, il Corriere del Teatro, gli Annali del Teatro, e dedicherà al teatro gran parte della sua atti- vila. * Si pubblica a .\iatri dalla Casa isola. La Commedia delia domeni- ca, repertorio del teatro contempor.i- neo in un atto: sono usciti una ven- tina di fascicoli. K' diretta da E- doardo Tinto, e ha la direzione e amministrazione a Roma, via N'icen- za, 30. — 313 — CVAIZOMI iMrLmuTa, Il cinematografo sta al teatro, conic il giornalismo alla letteratura, l'n ~ tempo gli artisti puri facevano del- l'arte pura: poi cominciarono a capire che potevano restare puri facendo an- che del giornalismo, che da vile me- stiere, quale lo consideravano prima di farlo, poteva diventare una pro- fessione liberale. I romanzieri fecero altrettanto: quando erano puri scri- vevano Les liaisous dantrereuses o Le neveu de Rameau: poi sacrifica- rono le loro idee di purezza all'i- dea nuova del giornalismo e scris- sero romanzi d'appendice: e furono Balzac, e Alessandro -Dumas: ancora (jualcosa di abbastanza puro, sebbe- ne... facessero della letteratura a lun- go metraggio — esattamente come i Montepin, i I)u Terrail, i Decour- celles — di cui i romanzi si trova- rono pronti ad essere trasformati in films. E pure il giornalismo non ha ucciso il romanzo, né la poesia. né la critica, né alcuna forma di letteratura - neppure la lettera che è la più intima e gelosa forma let- teraria, e che é stata danneggiata più dalla ferrovia e dal telegrafo che dal giornalismo. Si sa bene che i romanzieri puri come i critici puri, considerano il giornalismo come una forma infe- riore di letteratura — come un me- stiere indegno di laureati e di ac- cademici: sia pure: è il contrario dell'accademia, e perchè è un'altra, cosa, che ha ragioni, scopi, forme, mezzi affatto contrapposti a (|uelli dell'accademia, merita di vivere, e di prosperare, al di fuori, al di là., e quando può, anche al di sopra deir.Accademia. È passato il tempo .delT.Arcadia - — come è passato quello del Ridotto. Il Cinematografo può dunque e deve essere considerato come una re- gione del teatro, allo stesso titolo d'ogni altra figurazione prodotta per diletto o per educazione del pubbli- co. La terminologia burocratica che riunisce sotto il titolo generico di pubblici spettacoli il teatro d'opera e le corse ciclistiche, potrebbe indur-^ re l'idea che sia teatro ogni spetta- colo per il pubblico. Sotto un certo punto di vista, ciò è vero. .Anche le corse al galoppo e quelle ciclisti- che sono spettacoli che hanno alcuni elementi teatrali: ma non sono teatro perchè mancano di tutti gli elementi artistici. Ne hanno bensì dei tecnici. Il cinematografo, in quanto è produ- zione, ha un contenuto tecnico di una importanza pratica, cioè indu- striale, uguale e talora superiore ai suoi elementi artistici. Spesso un ci- nema-dramma che non vale artisti- camente nulla, ha tali qualità foto- grafiche da costituirgli un valore in- dustriale di primo ordine. Lo stesso può dirsi di ogni cine- 316 — matografia di soggetto tecnico o scien- tifico. Nonpertanto la cinematografia •di soggetto romanezsco o teatrale, ■cioè di fantasia, ha senza dubbio in- tenzioni, procedimenti e scopi di na- tura artistica. Entro tiuesti limiti è naturale che gli Annali del Teatro dedichino anche all'arte muta — la quale è la più nuova e la più antica delle arti rappresentative, la mimica • — una diligente attenzione. È anche vero che l'interpretazione mimica di qualsiasi sentimento e la figurazione plastica di qualunque idea presentano problemi intellettuali e artistici di un ordine superiore, e di natura diversa da quelli tecnici della riproduzione fotografica, del- la possibilità di un abbinamento sin- crono di proiezione e di riproduzio- ne musicale, ecc., ecc. Nonostante gli stupefacenti progressi del cine- matografo, esso è ancora ben lonta- no dalla perfezione tecnica alla quale senza dubbio arriverà quando potrà essere la riproduzione precisa e ccmti- pleta del teatro. .Vllora essa a\rà una funzione di una importanza sociale, incalcolabile in quanto potrà essere per il teatro esattamente quel che è il giornale per la letteratura: or- gano di prodigiosa potenza per la diffusione del pensiero, della cultu- ra e della bellezza. Con questi criterii noi vogliamo occuparci del cinematografo, nelle sue manifestazioni superiori d'arte, d'au- dacia, di morale e di verità. L'ARTE MUTA IN ITALIA. Sul creatore del cinematografo si è molto scritto, molto discusso e an- che oggi non si è ancora completa- mente d'accordo nello stabilire a chi veramente spetti il merito di aver concepito cjuesto ordigno geniale, che nel corso di pochi anni, ha creato un'industria colossale che alimenta migliaia di uomini, dà un forte red- dito e riesce dilettevole e istruttivo. Nessuno però può negare che furono i fratelli Lumière da Lione, a pre- sentare al pubblico, nel 1845 un ap- ]jarfcchio al)bastanza completo pei le proiezióni di quadri viventi, che as- sumeva un'azione filtnizzata. Ciò non esclude che il cinematogra- fo non abbia avuto i suoi precursori. 11 suo albero genealogico rimontereb- be al 1827 e precisamente al Tau- matrop inventato dal dottor Paris, ed alle ruote dentate del fisico in- glese Faraday. Gli esperimenti di quest'ultimo furono sprone ad altre ricerche, ed il belga I. .A. Ferdi nand Plateau inventò il Fenakistosco- po, e cjuasi contemporaneamente l'au- striaco Sumon Stampfer inventò il di- scostroboscopico. V^ero è che in- que- sti due apparecchi già si ravvisa il principio fondamentale sul quale si impernia il cinematografo : cioè, vie- ne utilizzata l'esperienza la quale ad- dita la persistenza dell'impressione luminosa sulla retina dell'occhio uma- no. Ma mancano ancor.i in essi l'im- piego della fotografia istantanea, e delle proiezioni : due fattori impor- tanti che sono concorsi a dare al ci- nematografo lo sviluppo che ha rag- giunto oggi. Ai fratelli Lumière spetta indubbia- mente il merito di axer utilizzato l'o- pera dei loro predecessori e di aver- la arricchita e completata aggiun- gendovi la genialità della loro idea, tradotta in pratica. Il cinematografo Lumière apparve- per la prima volta in pubblico nel (Iran (^affè di Parigi sul finire del 1893. ^'ennero proiettati 20 o 23 metri di pellicola che porta il passo di Lumière con la perforazione di un foro rotondo per immagini. A questa susseguirono altre proiezioni pubbli- che che riportarono tanto strepitoso successo a Parigi e fuori da susci- tare, specie negli Stati Uniti e in Ita- lia, il più fantastico entusiasmo. F subito uomini cospicui per censo, geniali e colti diedero alla nuova invenzione tutto il loro amore, tutta la loro attività, il loro ingegno. Sono nomi di uomini e di Società come Gaumont, Pathé, Paruclau, la Com- pagnie du Rovai. Joly. Plauchat ea altri. 317 — li.iuinoTit acquistato nel '95 il l)n- vctto del Denieny, si ritira nel silen- zio austero del suo studio, e si rrca nome nel mondo; i fratelli Palhé e Plauchat curvi sulle prime rivelazio ni strappano consensi unanimi intorno alle concezioni e risoluzioni dei più ardenti problemi cinematografici del- l'ora. I primi films erano scenette sem- plici, familiari, comiche, vedute pa- noramiche, ecc. Piacevano perchè più che il pathos dell'emotività suscita- vano il riso della comicità : erano semplici e veraci perchè più che le scene bizzarre della fantasi.i riprodu- cevano i quadri anìmirevoli della na- tura. L'esigenza psicologica e la pre- tesa artistica del pubblico erano così limitate ed anguste, che per soddi- sfarle bastava chiedere alla natura un lembo delle sue infinite bellezze : una fuga di nubi incendiate dal tra- monto di porpora, maestosi orizzonti con vele spiegate, forre montane sot- to le nevi scintillanti. La comicità spumeggiava nel recin- to di un'aiuola dove il giardiniere, seccato da un noioso qualunque, pren- deva il buffone d'infilata col getto copioso del suo inaffiatoio. La cinematografia, divenne ben presto, speculazione. Ed eccola co- struire i suoi gusci di legno e col- locarsi dentro baracche e casotti e peregrinare per le vie cittadine limi- trofe alla capitale. Poco tempo dopo la loro inven- zione i fratelli Lumière, si apparta- no e si danno allo studio scientifico della loro scoperta, mentre Gaumont, raccolti grandi capitali, dà al cinema- tografo un grande sviluppo e lotta accanitamente per non cedere fuori della sua patria l'importanza e il pri- mato dell'invenzione francese. E l'impresa trova un valido cocffi- cente di vittoria in Carlo Pathé clie, entrato definitivamente in campo, a- pre i suoi stabilimenti, dove ben tre- mila operai sono impiegati alla pro- duzione quotidiana di centomila me- tri di pellicola positiva. Più che l'arte, in questo tempo, sta nascendo l'industria cinematografica. L'apparizione del film comico co- minciò sulle scene dell'Eldorado. Su- Into dopo esso coadiuvava gli spet- tacoli teatrali. Edmondo Floury che nel 189(1 di- rigeva il teatro del Chatelet, cele- bre allora per gli spettacoli della Ijantomima. doveva inserire in una replica di pantomima una sua scena coreografica intitolata La cerva a! bosco, richiese il concorso della casa Gaumont che elaborò il soggetto con tecnica ed arte non mai raggiunte, fino allora. Il successo fu tale che da quella sera anche i più increduli e diffidenti formularono i migliori riuspicii sull'avvenire della nuova arte. E la stampa, interessatasi delLax ve- nimento, richiamò l'attenzione dei dot- ti, degli artisti e dei capitalisti ver- so la cinematografia. In breve tempo l'incremento della produzione filmica aumentò. Case e .Società sorsero ovunque. L'Italia, a volte troppo acquiescen- te al bisogno della importazione, con la cinematografia ebbe invece una sensibilità prontissima. A Roma prinia e subito dopo a To- rino , sorsero Case e Società. Ecco le prime : « Cineteatro .Alberini e San- toni » ; « Cines » ; « Ambrosio film », « Gloria film ». « Comerio film >; ; « A- quila film»; «Centauro film > : «Io- nica film ». ed altre. Ed ecco sorgere nella capitale le prime sale cinematografiche: \.' O- ly rupia. Iride, Gambrlnus, Moderno, Radium, Cinema Romano, Lux et Umbra, Lumière e Umberto. Gli spettacoli sono semplicissimi : Le piramidi di Egitto, scontri ferro- viari, processioni religiose, bastimenti, spelonche di streghe, fontane lumi- nose, ecc., ecc. Quando non c'era offesa per il buon costume e la moralità era de- cente, il cinematografo divertiva tutti, vecchi e giovani. La cinematografia non aveva altra pretesa che quella di offrire un divertimento. Non si pen- sava all'arte: non aveva una forma. 316 - non una nonna, una comlotta. una meta ideale. Così finf) al 1910. Prima di accingermi a tratiare lo -\iluppo e rincremento della cine- matografia dal 1910 ai giorni no- stri, devo ricordare il tentativo fatto da alcuni tecnici di combinare il cinematografo col fonografo per ot- tenere il fonocinemaìoirraja ossia la riproduzione dei suoni e dei movi- menti dei personaggi in un sincro- nismo perfetto. Ma pur troppo i vari tentativi fatti non ebbero buoni ri- sultati dato che l'operatore tentava l'armonia dei gesti con le parole, girando or più or meno la manovella della macchina da presa a seconda Ielle fonie emcise dall'altro apparec- hio. Fra i vari apparecchi ideati m quel tempo (1908) il migliore apparve il « Megafono a fiamma > di l.audet e (ioumont. Anche da noi furono fatti varii untativi del genere. Ricorderò quel- lo del comm. Luca Comerio di Mi- lano che tentò di fonocinematografare l'intero ballo Excelsior di Marengo. Ma i risultati ottenuti non «Hldisfc- cero. Dal 1910 ai giorni nostri. In questo periodo la cinematogra- lia, riaffermatasi come una poderosa e rigogliosa branca dell'industria pub- l)lica e privata, appare un'arte nuova mercè l'intervento di elementi suc- cedanei e di primaria importanza ijuali : la diretta collaborazione let- teraria plastica e sinfonica dei più insigni esponenti del movimento intel- lettuale ed artistico contemporaneo romanzieri, drammaturghi, pittori e musicisti); la scelta del corpo diret- tivo dei vari stabilimenti, la forma- zione di compagnie, il perfezionamen- to della macchina cinematografica, la emulazione fra ditta e ditta, lo sti- molo della concorrenza internazionale. Pur tuttavia ess'è ancora frivola e -pensicrata, gaia e vivace. Pochi sentono con accorgimentd i bisogni nuovi di orizzonti più va- -ti, di un palpilo maggiore di vita e di bellezza da infondere a questa nuova arte. Tre artefici grandeggia- no in questo period > ancora incerto e nebuloso della cinematografia: il cav. Mario Caserini, primo fra i di- rettori artistici italiani, il conte (Jiu-. lio Antamofoi e il comm. Enrico ("jubz- zoni. Il comm. Enrico Ciuazzoni. depo- sta la tavolozza si accinse con amore e con passione allo studio dell'arte cinematografica. Entrato alla Cines SI affermò ben presto fra i primi ed i migliori con il film : Il fiore sel- vatico (1910} opera semplicissima ma bella ed originale nella sua concezio- ne idilliaca. Subito dopo egli tentò due lavori d'eccezione : l.a Genisnleni- me liberata e il 5. Francesco 1 191 i !. Nel 1912 un'dca geniale sfavilla nel- la mente del Guazzoni : egli vuole osare un grande nuovo ardimento: tradurre sullo schermo il romanzo Quo VadisP La Cines lo assecondò e gli fornì i mezzi per questo suo grande tentativo: 42 mila lire che a filnì i^rodotta fruttarono alla cas.i n:iHom e milioni. 11 successo fu mondiale. \'ennero 1)01 le film : Marcantonio e Cleopatra, Giulio Cesare, Ivan d terribile, ed altre. La Cines, con coraggio e con fe- de, non abbastanza paga di suoi suc- cessi, volle tentare l'iniziativa di por- tar sullo schermo la prima opera della letteratura cinematografica. Per far questo occorreva non la riduzio- ne di uno dei più noti romanzi mo- derni, ma un lavoro ideato per la visione muta. E bandì il famoso concorso internazionale del 1914 al quale parteciparono ben 912 concor- renti fra i quali alcuni dei più noti scrittori italiani e stranieri. Il primo premio era di Lire 25.000. La Com- missione esaminatrice era così costi- tuita: on. Vittorio Emanuele Orlan- do, presidente: dottor Hans Barth. Emilio Bodrero, relatore; Edoardo Boutet. Jean Carrère, Domenico < >- liva, Guido Ruberti, Nino Sava re- se. Angiolo Zanelli. Su 24 dei 912 copioni presentati la Commissione e- saminatrice fece la scelta dei oin- — 319 quo Mifiiie\ oli liei proniiu. Il 14 luglio i lavori della commissione e- rano terminati. Ecco i cinque sog- getti proscelti : Pcrsée, Maurice Ma- gre . // li-sor j dì Rampsinìti', Ame- rigo Scarlatti; Leonardo da Vinci, sigg. Augusto Jandolo e Giovanni niotalkn i : Le Christ noir, Louis Fe- ste ; L'usignolo, Leu RohcrU) Mon- tecchi. Da quell'epoca // tesoro di Ramp- sinite del dottor Carlo Mascaretti. meglio noto per Americo Scarlatti, che, secondo il giudizio ex aequo 'divien il primo premio con il Persée di Maurice Magre, non è ancora stato girato per limpossibilità di por- tare le masse operanti in Egitto. Le altre Case, forse solo preoccu- pate dal produrre, non si accingono ancora a tentativi nuovi: i loro films .sono derivazioni e riduzioni di ope- re letterarie o drammatiche ben co- nosciute. Predominano le riduzioni del teatro e specialnienie del tea- tro francese: Ottavio Mirbeau, Henry Bataille, Pietro Wolff, Sardou e Mo- reau. De Flers e Caillavel. Sono di questi tempi il films editi dalla Casa Gloria di Torino : Ma l'amor mio non muore e La memoria dell'altro i due primi films che resero celebre in cinematografia l'attrice Lvda Bo relli. Mancaxa la vera opeid ciaenialo- grafica. Scrittori e drammaturghi, diffidenti e circospetti, restavano lon- tani. Fu (ìabriele D'Annunzio ai pri- mi del 1914 che accettò l'incarico- di scrivere un soggetto espressamen- te per il cinematografo. E così avem- mo Cabiria, finzione avventurosa di alcune grandi immagini, edita dalla Itala Film di Torino. La direzione artistica fu affidata a Pietro Fosco Pastronej che di Cabiria fece un vero capolavori^. La cronaca regi- strò per mesi e mesi il trionfo dei trionfi e la critica vera dei grandi giornali non potè che dirne bene. Cabiria fu l'opera superai ricc di lul- te le altre. Dopo di essa, lorniann) .lUe ricu- r^iruzioni di fatti e figure, di argo- menu e di axveaimcuti immortali, con cpiesta differenza però, che le nuove opere non sono riduzioni o adattamenti di forme letterarie già espresse, ma componimenti creati ex novo per le grandi visioni mute. Così Fausto Salvatori evoca l'Uo- mo-Dio <■ Cristus )i è indistruttibile nella coscienza dell'umanith. Questa imponente iconografia — edita nel 1914 dalla Cines — intrpretata dal- J'attore drammatico .\lberto Pasquali — legò due nomi veramente grandi alla storia della cinematografia e dell'arte. Fau-lo .Sal\atori e il conte Ciiulio Antamoro clie diresse la mes- sa in scena. L'anno 1914 segna per la storia della cinematografia italiana il pe- riodo più aureo e più fulgido. Poi, giovani d'ingegno e scrittori rinomati andarono man mano avvi- cinandosi a questa nuova arte che venne così aci avere un suo patri- m.onio letterario. Lucio D'Ambra, Gaetano Campa- nile Mancini, Ugo Falena, Fausto Maria Martini, Luciano Doria, Au- gusto Genina, Roberto Braciu, VVa- singhton Borg, Vittorio Bianchi ed altri si accinsero a scrivere per il ci- nematografo e fu una vera fioritura di cinedrammi, cinecommedie e biz- zarrie. Fra di essi il più fervido e il più geniale è certamente Lucio D'Ambra che ci ha dato ben 26 ope- re: La ci; lama vano Cosci (a, Papà mio, mi piacion tutti. Il Re, le Torri e gli A'ficri, Napoleoncina, La Com- media dal mio palco, Bcdlcrine, ecc. I tipi che egli ci presenta sono gen- tili e quasi sempre vari, impertinenti, vaporosi, scettici talvolta, sovente sa- liiici nella loro gaiezza. Di Gaetano Campanile Mancini ri- cordiamo alcuni cinedrammi che han- no dato una vera impronta di genia- lità e di novità alla letteratura' cine- matografica. Cito i migliori: La fi- bra del dolore, Le tre primavere, La signora dalle rose, La perfetta eb- brezza. Il volto di Medusa, La dan- za sull'abisso. .Son'f) di L go Falena, Caligola, — 320 — JiC. rtri i.' Vennero poi : Giuliano l' Apostata di Ugo Falena, figurazione storica in quattro visioni, poema sinfonico per archi soli e cori di Luigi Mancinelli, messo in scena dall'autore su dise- gni di Duilio Cambellotti. Interpreti principali : Guido Graziosi (Giulia- no); Ileana Leonidoff (Eusebia I ; Sil- via Malinverni (Elena). Edito dalla Bernini film di Roma che di questo film ha fatto un vero capolavoro cu- randone con amore la messa in sce- na tecnica e artistica; Redenzione di Fausto Salvatori, diretta da Car- mine Gallone, interpretata con arte sovrana da Diana Karenne ed edita dalla Medusa film di Roma ; // Sacco di Roma e Clemente VII della Guaz- zoni film; ricostruzione storica del comm. Guazzoni ; e per ultimo l Borgia di Fausto Salvatori su dise- gni di Caramba e Camillo Innocenti. Altri film pregevoli si sono proiet- tati in questi ultimi anni, i quali, pur non costituendo films d'eccezione per grandiosità e interpretazione hanno tuttavia segnato per l'arte cinemato- grafica italiana un lusinghiero succes- so. Così // fuoco della Itala film di Torino, ideato e messo in scena da Pastrone e interpretato da Pina Menichelli e Febo Alari; L'orizzon- tale, della Fert di Torino, tratto dal romanzo di A. Genina e messo in scena da -Righelli per l'intei-preta- zione di Italia .rimirante .Manzini, l'indimenticabile protagonista di Ca- biria ; La storia dei 13 di Balzac del- la Cines con Lida Borelli ; La sto- ria di un peccato, Maman Poupé della Film d'eccezione interpretata da Soava Gallone; molte riduzioni dei drammi di V. Sardou interpre- tati da Francesca Berlini ed editi dalla Caesar film di Roma. — 321 — L'America ci h,i inanciaio. specie in questi due ultimi auui. molte film, veri capolavori di tecnica e di in- terpretazione. Il lavoro più completo <- più maestoso che ci venne d'oltre Oceano è IntoUeraiicc del Griffith il gran'de me ti M;.r cn saMH' ohe con grandioso sforzu ha chiuso in 3 nìila metri di pellicola e in mille scene uno dei più dolorosi canti d'ella uma- nità fratricida nel corso dei secoli, dalla passione di Cristo all'errore giudiziario dei nostri giorni. Intollc- rance che è costata ben 30 milioni di dollari è il capolavoro per eccel- lenza dinnanzi al uuale gli altri, an- che i maggiori, impallidiscono. In generale però i film americani noi incontrano il favore dei nostri pub- blici. Troppo uniformità nei soggetti ai quali manca la passionalità tanto cara ai pubblici che frequentano le nostre sale cinematografiche. Però in tutti i film americani noi riscontria- mo una tecnica delle più perfette, una messa in scena accuratissima e una interpretazione sobria ed efficace. Dalla Francia in questi ultimi an- ni non ci sono giunti lavori degni di rilievo. Le ragioni sono molte- plici : tra esse la più importante è l'asservimento delle case francesi alle case americane, parte delle quali han trasportate le loro compagnie in Fran eia. E così pure dicasi per ciò che riguarda la produzione inglese. Chi invece ci ha sorpresi e stupiti è stata la Germania che ha mandato sul nostro mercato alcune films vera- mente belle quali Madame Da Barry con l'attrice italiana Pola Negri e Veritas Vincit con la Mia May. Que- sti due lavori — che non sono altro che rievocazioni storiche — hanno stupito e sorpreso per la tecnica per- fetta, l'interpretazione, la fotografia e la fedeltà degli ambienti (alcuni dei quali costruiti appositamente) nei quali si svolgono le scene. .'attualmente" la produzione cinema- tografica italiana lascia molto a desi- derare. Dopo la formazione dellL- nione C-inematografica Italiana molto SI sperava e l'attes.i fu viva. Ma piiriroppo essa è stata delusa. I.'L'. C. l. alla quale hanno aderito molte fri le maggiori case (l'.Aanbrosio film esclusa) non ha dimostrato di saper organizzare la nostra produzione. Le altre case, piccole e grosse, hanno continuato e continuano a inscenare film senza un vero programma ar- tistico e senza una direttiva. Così che la film del 1920 si presenta come un periodo decadente per l'arte cine- matografica italiana che nel passato tenne il ]jrimato in tulio il montlo. Case /-rodiittrhi. — lu questi ultimi anni, dato il grande svi- luppo preso dalla cinematografia e 1 guadagni conseguiti , molte (forse troppe) case editrici di filnis sorsero in Itidia e specialmente a Roma. To- rino e Milano. Indubbiamente i cen- tri maggiori della produzione tii film in Italia, sono Roma e Torino. .Mila- no è rimasta un po' incerta e titu- bante e anche l'unica vera grande ca- sa milanese, la Alilano Film che è una delle più vecchie e migliori case, ha da qualche anno cessata la pro- prigi produzione dedicandosi esclu- sivamente alla stampa dei negativi. Oggi, data la formazione della Unione Cinematografica Italiana, le maggiori e più potenti case fanno parte dell'Unione che risulta così costituita : Albertitii film (Torino . Berlini film (Roma), Caesar film (Roma), Celio film (Roma;, Cines (Roma), D'Ambra film iRoimi), Film d'arie italiana (Roma), Gloria film (Torino), fiala film (Torino', Ale- dusa film (Roma), Olympus film (Roma), Palatilo film (Roma). Pa- squali film (Torino), Ti ber filiti (Roma). Alcune grandi case invece non han- no creduto opportuno entrare nell'U- nione, fra esse citerò le maggiori: V Ambrosio film di Torino che è una delle più vecchie e migliori case edi- trici; la Rinascimento di Roma, la Bernini fitm pure di Roma, la Fert film di Torino, la Colossèum, la Du- Re-Mi, la Etnisca, la Flegrea, la — 322 — Oladiator, la Oitazzoni, tutte di Ro- ma ; la Latina Ars di Torino, la Lombardi di Napoli, la Nelson di Jloma, la Nova di Roma, la Photo Brama di Torino, la Rosa film, la Zannini film, la Ra^if^io film, la 5/- ientium film di Milano, la Tespi, la Triiimphalis di Roni.i ed altre mi- Jiori. Molte sono le attrici che o dal ■teatro di prosa o da quello lirico o direttamente sono convenute al cine- matografo, ma ben poche lianno sa- puto eccellere portando una nota ca- ra! leiistica che abbia conferito loro •una personalità umana, vera, sugge- stiva. Non citerò che le migliori. Francesca Berlini ha iniziata la sua carriera cinematografica nel igoy alla Film d'arte Italiana (Pathc), la- sciando la Compagnia Dialettale Na- poletana. Essa si affermò ben presto, ma la rivelazione avvenne con As- sunta Spina — edita dalla Caesar film. Francesca Bertini è l'attrice che ha interpretato il maggior numero di drammi e di commedie cinematogra- fiche. Quante ? Difficile elencarle. •Quasi tutti i drammi di V, Sardou, qualche romanzo del Dumas e molti scritti espressamente per lei. E in tutte essa ha portato una virtuosità d'anima preclara senza contorcimen- ti. L'opera nella quale essa si è DIANA KARENNE. maggiormente imposta ó stata Tosca edita dalla Caesar di Roma. In To- sca la sua maschera traccia a perfe- zione, con sicurezza, con uno studio naturalissimo tutto il gioco delle c- spressioni' tragiche, le più violente- mente tragiche. 11 successo fu dei più clamorosi, ovunque da riscuotere il plauso di critici e scrittori celebri: fra essi il Rostand. Diana Karenne. - - Venne in Italia alcuni anni or sono, dalla nativa U- craina attratta dal nostro bel sole e il nostro bel paese portando seco la sua estrema sensibilità, la sua bel- lezza bionda, la sua raffinata cultura, la forza del suo istinto, la nobiltà e la mobilità della sua maschera che fanno di lei una natura diversa da tutte le altre. Diana Karenne è for- se la sola attrice del teatro muto che non si presta a interpretazioni di personaggi falsi, a drammi volgari e stupidi. Non passioni false, ma vere; di più, essa vuole passioni più vere che letterarie. Fra le sue inter- pretazioni migliori, oltre a Reden- zione di cui abbiamo già parlato, citiamo: Passione (ziirana, edito dal- la Pasquali. Lea della Sabaudo film, e Demi-Vierges dell'Ambrosio. Un sogno tormentoso assilla l'eletta at- trice : uscire dalla morta gora del ci- nematografo e dedicarsi al teatro. E il suo sogno tanto accarezzato sta per avverarsi: nel prossimo triennio comico essa sarà nella compagnia di V. Talli e sosterrà la parte di Mar- gherita Gauthier ne « L,'i signora del- le camelie >. . Pina Menichelli. — E' attrice ope- rosa, schiva dal ricercare il successo dai piccoli espedienti, semplice, vera, umana. .Ama la sua arte con amore profondo e dell'arte vive come del- la sua più grande passione, .\lcune sue interpretazioni hanno riscosso il plauso sincero dei pubblici italiani ed (Steri. Da // fuoco della Medus i 1 ilni, accanto ;i Febo Mari, a Tigre Reale della Itala Film; da La colpa A La storia di una donna della Ri- nascimento è tutta una serie di lavori m cui la sua arte raggiunge la più — 323 — alta e nobile forma della perfezione. H esperia. — E' in arte da vari anni. La numerosa serie de' suoi la- vori furono accolti, così in Italia co- me all'estero, con entusiasmo e co- ronati da lusinghiero successo. Alla cinematografia essa dedica la sua vasta coltura. e le sue migliori energie con amore e con studio indefessi. Fra le molte sue interpretazioni degne di rilievo, sono : Dopo la morte del- la Cines, La maschera dell'onestà della Milano Film, La mòrsa della Tibcr, L' (librette, M-idamt Snns Gène e II vol*o del ufix^dfo pure della Tiber. Jtalia Almirante Manzini è la squi- sita e insuperabile interprete di Ca- biria. Quest'attrice, coltissima, dopo il successo ottenuto nel lavoro di G. D'Annunzio cercò per la sua arte una linea riuova, una forma nuova, una suggestività^ nuova. E vi riuscì in modo sorprendente. In La fifj^Ua del- la tempesta, Amazzone Macabra, t due crocifissi, Femmina, tutti della Itala Film, Italia A. Manzini reca l'impronta di una signorilità, di una (•leg.inza e di una plasticità non co- muni. Gallone Soava. — E' slava. Il temperamento di questa attrice è il più vario e il più multiforme. Basta averla seguita attraverso i suoi lavori per convincersene: La chiamavano Cosetta, La storia di un peccato,. Maindìi Poupée, ecc., 'icc. e tutta un'ascensione continua, prodigiosa di atteggiamenti nuovi e nuove forme d'arte, Ileana Lconidoff. — E' russa e nelle sue vene, commisto a sangue aristocratico, scorre sangue circasso. Studiò pittura, scultura e danza con l)rofondo amore. Venuta a Milano frequentò la scuola di danze del mae- stro Grassi. Il suo primo lavoro ci- nematografico lo interpretò alla Am- brosio di Torino : Attila. Poi venne- ro le grandi interpretazioni: Maria di Magdala della Medusa, Kitia del- LEDA GYS 324 — la Tcspi, // mistero di Osiris della Vera film, Stradivarius della Olym- pus, ecc., ecc. Ileana Leonidoff non è l'interprete dei nostri drammi mo- derni in cui l'anima malata e dolente, piange e sanguina. La sua figura è pura nella linea, quasi stilizzata. Tut- HESPERIA S. GALLONE FOLA NEGRI : Mad. Dubarry te il suo corpo ha vibrazioni eurit- miche e la sua fisionomia ha una mobilità e una compostezza rare. Leda Gys, Lina AiiUefleurs Maria Jacobiiii, Tilde Kassay, Gemma e Bianca Bellincioni , Mar(rot Pellegri- netti ed altre sono attrici le quali, pur non avendoci dato nelle loro in- terpretazioni una nota veramente ec- zionale, pur tuttavia la loro arte è sobria, sincera, spontanea. Compositori Sinfonici. L'idea di far seguire un commento musicale alla proiezione di un film fu trattata ampiamente in vari articoli dal maestro A. Luciani. Il quale ave- va ideato di mettere in scena un film intitolato « Cenerentola » con un commento musicale del m.iestro O. Respighi. Pietro Mascagni attuò que- sto tentativo scrivendo un commento musicale a « Rapsodia Satanica ». .\1- tri tentarono questi commenti musi- cali : il maestro Vittorio Gui con la sua « Fantasia Bianca ». Giocondo Fi- no in « Cabiria » e « loseph » ; Cos- labile AnieLo in « Saracinesca »; Gian- netti in « La più bella donna del mondo » ; Magni Enrico in « Deus ludicat w, Ruggero Leoncavallo in « Poesia delle maschere » ; Luigi Man- cinelli ed altri. Ma i vari tentativi non ebbero buon successo. Cinematografia culturale educativa. — Il cinematografo è ormai entrato ovunque : nelle scuole, nelle case, nel- le chiese, nei laboratori. E' uno dei migliori e più facili mezzi di edu- cazione e di istruzione. La Svezia ne ha fatto una larga applicazione nelle scuole in ispecial modo per gli studi zoologici e geologici. In Inghil- terra si insegna la storia, la geogra- fia e persino la geometria per mezzo del cinematografo. In Francia il Mi- nistro Honorat ha in preparazione un progetto per la creazione di nnCon- servatorio Cinematografico, in .Ame- rica e in Germania il cinematografo è adoperato su vasta scala alla pro- paganda patriottica e industriale. Da noi cjuesta buona e lodevole inizia- tiva non ha, pur troppo, incontrato il favore né dell'Autorità né del Go- verno che sembrano disinteressarsi. Se in idcune scuole come per esem- pio a Reggio Emilia, Rovigo, Fi- renze, il cinematografo é impiegato come mezzo educativo, lo si deve esclusivamente all'iniziativa di qual- che maestro. A Milano l'Università Popolare si è fatta iniziatrice di saggi di cine- matografia culturale e educativa. So- no dell'Università Popolare le films che si diedero poco tempo fa al Bec- caria : « Come scorrono le lave » ; « Le acciaierie » ; « Come si fabbricano le rotaie » e alcune diapositive colorate nproducenti l'Etna e le sue eruzioni. Notevole, da noi, è il così detto Ci- nematografo Natante a cura della Casa del Soldato, che gira sulle spon- — 325 — de dei paesi del Vo. i)ruicttaiuk) film di propaganda. Ma tuuo quello che si è tatto e si ta è ben poco. Bisogna che il Governo appoggi que- ste iniziative, le sovvenzioni larga- mente perchè possano veramente es- sere utili e concorrere alla elevazio- ne spirituale e colturale del popolo. L'economia di'l Cinema. .S • oggi vediamo artisti di "rido LINA MILLEFLEURS scrittori di vaglia, pittori celebri av- vicinarsi al cinematografo e lavorare per esso, ciò è dovuto in gran parte — se non esclusivamente — ai lauti guadagni che il cinematografo con- cede. Nessuna industria paga tanto 1 suoi artefici come la industria ci- nematografica. Ed ecco perchè at- trici di prosa e liriche si sono av- vicinate maggiormente a quest'arte. .Sappiamo quello che guadagnano le nostre attrici di prosa dalla Melato alla Vergani. Non ricordo più chi sia stato a (falrte il calcolo secondo il qua- le unattrice come Maria Melato non guadagna in un niest- di lavoro c|ik-1- lo clic gu idagiia l'ranresca Berlini in un'ora. E' noto che Francesca Ber- lini guadagna tre miolioni all'anno; Pina Menichelli due milioni e mezzo; Leda Gys 500.000 lire; Elena Ma- koska 400.000, Maria Corwin 300 mila. Vera Vergani, Linda Pini, -Sca- va Gallone, Hcsperia ed altre dalle duecento alle 300 mila lire annue. Le paghe degli attori pur non rag- giungendo le cifre sopra esposte si aggirano sulle 100 mila lire. Ma- ciste, l'umile scaricatore di porto, che lavorò per la prima volta in ci- nematografia in v; Cabiria ;> ha uno stipendio annuo di mezzo milione. (jIì americani gli offersero molto di più : un milione, ma il buon Maciste ha preferito rimanere in patria. Fra 1 direttori artistici, coloro che guada- gnano maggiormente sono .augusto Genina che ha 200 mila lire annue, il Conte Giulio .^.ntemoro, il cav. Mario Caserini, Mario Bonnard, Car- mine Gallone, Pastrone ed altri i cui guadagni si aggirano dalle 100 alle 1 50 mila lire. In confronto a questi lauti stipendi i soggettisti e 1 riduttori guadagnano poco. Gli au- tori cinematografici — fatte alcune eccezioni come G. D'Annunzio a cui furono offerte 25 mila lire per la sua « Cabiria » — per un buon la- voro non guadagnano che tre o quat- tro mila lire. Un riduttore non viene a intascare che 1 500 o 2000 lire il massimo. Ecco perchè c'è penuria dì buoni soggetti. Un operatore guada- gna dalle due alle sei mila lire annue. Scioperi. — Fra le varie agita- zioni, quella del 2 marzo 1920 ebbe un vero carattere di lotta. Di fronte alle paghe enormi concesse alle at- trici e agli attori, stava l'altra clas- se ; scenografi, macchinisti, compar- se, decoratori, pittori, meccanici, ecc. con compensi quasi irrisori. Lo scio- pero degli operai cinematografici pro- seguì attraverso un duello di accu- se e rettifiche tra gli scioperanti e gli industriali. Cominciarono gli o- perai con un manifesto alla cittadi- nanza, in cui prospettavano le alte, le fanlastichc jKighe percepite dalle di- — 326 — VL- c dai direttori, (.ili opcnii denun- ciavano al pubblico che una j^jrandc diva guadagna un milioac all'anno; due direttori esteri lire looo al gior- no e un direttore italiano lire Soo giornaliere. Contro tali stipendi pone- vano il loro salario ammontante a lire 14 giornaliere, come massimo. E nella tema che il denunciato non fosse sufficiente a dimostrare la e- norme sperequ izione. accusavano l'I.'. C I. di aver speso in un solo mese lire 370.000 circa in corrisponden- ze, vetture e automobili. L'Unione Cinematogratica pubbicò una smentita a queste accuse. Poi se- guì il manifesto della Lega Indu- striali ad appoggiare l'U. C. I. A questo punto interveniv^a l'on. Mc- cheri, consigliere autorevole dell'U- nione, il quale in un'intervista con- cessa a un quotidiano di Roma, ap- poggiava le richieste degli sciope- ranti e dimettendosi dalla carica che rivestiva in seno all'Unione, acuendo così il dissidio sorto fra lui e gli in- dustriali dei quali non approvava i metodi seguiti nella vertenza. Intan- to gli operai, i generici, i lavoratori dei films continuarono nella lotta, tenacemente. La lotta divenne aspra da ambo le parti, finché entrarono in scena i generici che, adunati per invito del loro sindacato, votarono il seguente ordine del giorno ; « Considerato che per il caroviveri e per il carovestiario le condizioni di vita vanno aggravandosi in modo da doversi già considerare insosteni- bili, gli artisti generici deliberano di rimettere oggi stesso alle case produttrici un memoriale, per chie- dere la concessione dei miglioramenti economici indispensabili. « La risposta degli industriali è attesa per il giorno 7 corrente. .Sca- duto tale termine la classe sarà con- voc^ata d'urgenza a comizio per pren- dere le decisioni del ciso >. Intanto i comizi si susseguivano. Pace, il capo degli operai, incitava alla resistenza. .^ Torino la vittoria arrise agli operai. La notizia imbal- danzì la classe lavoratrici» di Rom;i. La lotta a Roma wm .icrenn.i . . ,. finire. C}li oper.à invitaron.i gli indu- striali a presentare i lom libri con- tabili alla stampa quotidiani in pre- senza di una commissione operaia. Gli industriali non risposero. .\ i|U' - sto punto sorse 1 n'altra figunt in di- fesa degli scioperami: il barone Ciui- do Parish, già direttore gen-Tale d'.-l- la Myriam. Intanto alcune piccole : i- lolarono e gli operai, logicai.ienii. im- baldanziti, deliberarono la resiston/.a, a tutta oltranza. La stampa quotidia- na, appassionata del dissidio appog- giò gli scioperanti. Poi comincia- rono gli approcci finché con un p>' di buona volontà da ambo le parri la vertenza venne composta con sod- disfazione generale. Giornali e Riviste cincmetogranchc. Apollon — mensile — dirett. \'e- zio Giannantoni — Roma, vicolo Al- berti, I. L'Arte Cine/natografiia — quin- dicinale — dirett.: E. A. Brizzi — Roma, corso L'mberto, 1. L'arte del silenzio -- quindicinale — dir.: G. Lega — Firenze — via Cavour, 12. L'attualità ci ne/nato _gra fica — men- sile — dir. : L'goletti — Roma — vìa Venezia, 18. Cine — quindicinale — dir.: An- gelo M enini — Torino — corso Re- gina Margherita, lói, Cine-Fono — quindicinale — di- via S. Aspreno, 2. rett. : Francesco Ra/zi — Napoli — Cinemundus rett.: Ugoletti nezia, 18. settimanale — di- Roma — via \'e- Confropelo — settimanale — di- rett.: T. C>. Relli — Roma — piaz- z.i S. Silvestro, 81. 327 - La Decima musa — mensile — dir.: V. Malpassuti — Roma, via Flaminia, 46. // Corriere del Cinematografo — dir.: Nino Maria Lodi — Milano via Cappellari, 7. Film — settimanale — dir. : Mario Lanni — Napoli, via S. Lucia, 34 Fortunio — quindicinale — diretto ri: Nunzio Malaromma e Antonio Le ga — Roma, via delle Colonnette, 23 Kines — settimanale — dir. : Già comò Fontana — Roma, via Con dotti, 18. Italia Cinematografica — mensile — dir.: Carlo Gargiulo — Napoli — via Ghiaia, 245. — Roma, piazza S. Silvestro, 81. Lux — mensile — dir. '1". (). Relli La maschera — quindicinale — G. Contino le, 96. Roma, via Naziona- Le Maschere — direttore - U- go Orlandi ^ viale del Mortaro, 19. Moto film — quindicinale - Napoli, via Tribunali, 339. Lo Spettacolo — quotidiano — Ro- ma — via S. Andrea delle Fratte, 12. La vita cinematografica — diretto- re: A. Cavallaro — Torino — Galle- ria Nazionale. Rassegna Generale della Cinema- tografia — dirett. : R. Mattozzi — Roma, via della Lupa, ii-D. Febo — quotidiano — dir. : Alberto Sannia — Roma — via Mario dei Fiori, n.o 6. Diogene — settimanale — dir.: Pio Faranelli — Roma — via Na- zionale, 196. / \ f — 325 La produzione del 1926. — La produzione cinematografica italiana del 1920 non è stata certamente delle niigliori. Si è badato più alla quantità che alla qualità e ha nociuto al nostro buon nome presso i mercati esteri. Tra le films proiettate nel 1920 meritano di essere rico-date le seguenti edite dalle Case qui riportate in or- dine alfabetico. Nome della Casa Anno di fonda- zione Produzione Autore Direttore artistico Interprete Albertini Film 1918 Sansone e i rettili umani. G. Bertinetii .A. Mustacchi Samonia I figli di Sausonia. » Costamagna Albertini, Patata • La ladra di fanciulli. Simoneschi » » Calze di seta. Giovannetti Alele .Antonietta Calderar Il mostro di Frankestein Shellev Testa Albertini Ambrosio Film 1905 Teodora. Sardou Carlucci Rita Jolivet Terra. — Testa Maria Roario L'automobile errante. Viancini Consalvi Fathma Desy La rondine. — Gabriellino D'Annun/io Maria Roario Il giro dei mondo di un Boussenard Testa Franco Cappelli biricchino di Parigi. Rovai Derby. — P^olo Ambrosio Casaleggio Madama l'.Xmbascia- Lesseur Gavmonat ivonne De Fleuriet ttice. \ Io son fetta così... Rosenfeld Paolo Ambrosio » Bernini Film 1919 L'ingenuo, Voltaire U. Falena. Silvia Malinverni Il volo degli .Aironi. U. Falena. » Maria Melato II trittico dell'amore. » » > Il piccolo Santo. Bracco » » Bernini Film 1918 Serpe. Salvini e Bianchi Roberti Francesca Bertini Contessa Sara. Sardou B » Maddalena Ferar. Zola 9 » Berlini Film L'Ombra. FeuiLlet » Francesca Bertini .'\nima allegra. Quintero » » Brenon Film 1919 Beatrice. Haggar Brenon Mlrie Doro Sorella conrro sorella. > * Sandro Salvini, A\ina D'Orvella Caesar Film 1912 La murnmia, un"a donna e un diplomatico. .A. Lega C. De Riso Elena Lunda Raffica sul'a felicità. Battu ■» Emma Saredo Otello Shakespeare » C. De Riso Colei che si deve sposare C. De R'so » Eugenia Masetti Al chiaror dei lampi. Ficht Eugenia Masetti e Rosetta D'Aprile 329 — Nome della Casa Ct'io f]\vn Filrr Cints Do Pe Mi Ffrt Fil D'Arte Itali ir.j» Gf T.:^ 1 ;!r Ghiorie Filir Anno £ fonda zione Produrions :!ii9 ,Follie. Il rivale. Il segreto. 1912 I! milione. Rmige et Noir. 1919 L'ultima avventura. '-"inconfessabile. 190(ì 1 La jnasnaJiera. ■ La stretta. 1 Fior d "amore. I L'eredità di Caino. I I II suo destino. 1 Pietro e Teresa. Autore E. Roma G.C. Arancini E. Roma ' iiiill'-.nt-ncl Stendhal Jean Carrère L. Ferraro A. Lega Bonnard D. Nicodemi ' G. M. Viti l.aoroix Prevosi Buffalo e la corolla di A. Lesa La mae.strina. Dora o le spie. Nicode.Tii Sardou 1918 La bambola e l'amore. Doria 11 mercante d'emozioni. » ili poeta e la principessa. , Bianchi Il volto di Medusa. G. C. .Mancini La perfetta ebbrezza. ! Direttore artistico E. Roma M. Bonnard » Jean Carrère » Santamaria Bonnard Camerini G. M. Viti Lacroix Il conte Centanni. n ■ a L'go Piperno Phoebus film 1917 Colui che seppe amare. La danza sull'abisso. G. e. Mancini G.C. .Mancini G. di Sandro G. di Sandro A. Habay Guido Graziosi e Clarettfl Rosai Oro. Notturni. W. Borg 1) » j G. Forti 'g. di Sandro C. Rosai — 331 — Nome della Casa Anno d fonda- zione Produzione Autore Direttore artistico .Mari Film I vagabondi dell'amore. G. di Sandro Frasana e l'altro. F. Mari F. Mari Medusa Film 1915 La via dolorosa. La madonna errante. Ciro Alvi Montuori I Borgia. (Ricostruzione) C. Innocenti Redenzione. » » » » Nelson Film 1918 Ali spezzate. La dama errante. — Uralski Nova Film 1919 Bambola infranta. G. AntamoTo Provincialina. — G. Antamoro L'altra razza. A. Camerini A. Camerini Raggio Film 1915 Valanga. E. Raggio E. Raggio Rosa Film 1915 Nemesi danzante. P. Valmadre li Illuminati Rinascimento La storia di una donna E. Perego E. Perego Tespi Film 19H Le due Marie. R. Bracco M. Corsi Tiber Film Kitra. M. Corsi M. Corsi Skima. D. Karenne D. Karenne La Signora delle rose. G. C. Mancini D. Karenne Zoia. D. Karenne G. Antamoro La regina del carbone. L. Doria G. B. Negroni I due volti di Numi. — » » Per aver visto. L. Barzini » » S. E. la morte. E. Ghione E. Ghione Vertigini. L. Doria G. B. Negroni La canaglia di Parigi. E. Ghione E. Ghione Madama Flirt. L. Doria G. B. Negroni L'altro pericolo. M. Donnay G. B. Negroni Le tre primavere. G. C. Mancini De Antoni I topi grigU E. Ghione E. Ghione La rivincita di Za. » 1) 1 a signora delle perle. G. C. Mancini Righelli La vergine folle. Bataille • » -Zannini Film 1915 La storia di un delitto. G. Zannini G. Zannini La cavalcata dei fanta- » » » » smi. Interprete Paula Paxi Febo Mari Pepa Bonafè Linda Pini Saffo Momo D. Karenne B. Nelson Diana Karenne I. Negri Pouget » E. Raggio Dea Hamilton Pina Menichelli Maria Melato I. Leonidoff » D. Karenne » Maria Jacobini Maria Melato Vittorina Lepanto Nelly Sambreini Hesperia E. Ghione Hesperia L. Millefleurs E. Ghione » Vittorina Lepanto Tilde Teldi L. Pellegrini 332 INDICE GENERALE DELLE PERSONE Abbreviazioni e indicazioni usate nell' Indice delle Persone r>T. ' M. ri:r. . B. rin\ noiT D. M dall'.;:;... . ^!ca e Lirica ». u Bur:ittini e Ma- yr.ininatica», ed è ìiìi importanti -\- il lenifica la .morte avvenuta, neiM'anno indicato. N. indica cJi-^ l.j notizia è contenuta nel Necrologio. TP. signific) «Teatro piemontese)) e co- si: TV, w-'n^ziano : TM. milanese; TB. i>o'oo.r,..s-; TF. fiorentino; TN. naipoletano ; TS. siciliano; TR. ro- manesco; TG. .genovese; TSa. .sardo. O. rimanda alla parto <( Operette e Ri- viste » ; e R. in imodo speciale alle Ri- viste. se. rimanda alla i>a.rtf' « Sc^nc <■ Cnstu- mi ». BR. ai « Balli russi». VET. alla « Vita Economica del Teatro ». Cr. alla « Critica)) ; e TL particolarmente al ((Teatro nei Libri». AM.Si riferisce alla parte «.Irte Muta». L'asterisco di seguito a un numero in- dica ' 1 notizia principale relativa alla per- sona. - 334 — INDICE GENERALE DELLE PERSONE Abba Torquato, i<>S. Abbate. M. 03, 07, 93. Abramova. BR. jo«). Vbrate. M. iti. Abressi Leonardo. _><)-'. \bry. M. (.7. Accardi Pietro, n)»». Accardo I-rancesco. TS. Acconci Dario. O. J70, Vcconci (ienima. ^1 Vchenza Pietro, -^ 1. \cquarone Francesco. 11)4. \dan-i (ìiii.seppe M. 5J, 53 '^- 1913. '5-; '9>4. 157 162, 160; 1917, 170 2u,. 234 : T\'. 23<), \denis. M. 51. Adori Ebe. n»;. Agatone. DI". 4. Annetta. \''(ii: .S;ibb iri -.\ ;!;•■ .^Lgo.stini Mezio. M. 34. Af^ostino. .M. 74, 105. Af>ozzino. -M. 76. Agrentino. M. (>4. Agostoni. M. 67. Aicard Jean. TS. 1901. Aicardi. M. <'4. 06, 72. Aighelii. .\M. 321. Ajani. -M. 67. 70. .\jassa Alda. H. 1012, 150. Alabiso. M. ;.s, ^m, <>.', 63, (\; Alaleona Domenico. M. 5.S, ; Masia. M. 72. Vlati Demetrio. I). ii)02, 120. Alba .Maria. 11)4. Mbani. M. 07. 72. Mbergoni (ì. O. kjM), jSh. \lbert Lina. jqj. Alberti Alfredo. 264. Alberti Annibale. Cr. 313. Albertini. .VM. _]2i). libertini (i. 2S8. Albsrtdui Azzo. n. iro^. _•- -'54- !l12. 90. B. loS 19 i 5, 160, 1919. 177. --3 "' 240. 242. Albinolo. .M. .-;. Albini latore. 325 ; TM. Aibrighi Alda. 197. .Aldifredi Zetmira. 198. Aldini liorenzo. 198. .Aldini Maria, ii'i Aldovrandi Alda. jS> Aleardi. .\I. 74. Aleotti Maria. D. 120, 125. Alessandri Lene. D. 1907, .VIessi Rino. D. I9i4. 157 ^44 133- 1916, 168 5rj. 51. 5^. .Alfano Frank. M. 34. 48, 50, 51, 52, 79. .Alfieri. M. 64, 70, 71. Alfieri Vittorio. DI'. 13, iS, 19. 21. M. ~4, !). iMiu, iSo. Algos. M. 73. .Alighieri Dante. V. Dan :), -. 1 : I). 176. .Miprandi Cario. L). 19' . Aliprandi Giovanni. - 1 : ; -;-: Aliprandi Luigi. - :> ■>' MiprandiPieri Emilia. ^- i'.>*. ii> : ^.3 Allara Alessandro. IU3. Allocco Castellino Francesca. '^ •' Allodoli Luigi, iva. Alman. R. 302. Aluiari Clara, jr" . Alnieida lemistocle. Almirante Ernesto. 1 .a. Almirante Gia«:omo. !). ; ^4. .4 .^f. I ;4, i.^f). 107. Almirante Luigi. D. 1 ;ì. i-ii u-i !?' i"4. 197. Almirante Cristina Ada. '.■,;. .Almirante .Manzini Italia. .AVI. 321, 324, 33'J. 33'- Aln'odovar. \i. 113, !)7. 70. 7'i. Altieii Guido. 28ci. Vllieri Henatri. .'S^. Altimari Menna Gualtiero. D. 191^. "9 Alvi Ciro. D. 1917. i7>: .KM. 332. Vivisi. M. (56. Vmadei Amedeo. O. 276, J79. 2,Ht, 281 — 335 Amadci Roberto. O. ->7i. Amali Amalia. 109. Amato. M. 7I). 77, S3. Amato Antonio. ^91. Amato Xina. j(>5. Ambrosini Francesco. + '014, D. 15). Ambrosio Paolo. AM. 329. Vnibrosini Luiji^i. 1). 1916, 167. Ambrosiani Ferruccio. 200. Ambrosioni Marj^herita. 200. AmeJei Amedeo. 198. Amedei Lina. 198. Amerighi. M. (Ui, 70, 74. Amodio Francesco. 26.V Amore Gaetano. 266. Amore Pina. 266. Amsden. M. 72. Anastasi (ìuglielmo. D. uioi, 118; 1902, 120; 1(K><), 130; 1918, 173. Ancarani Maria. 199. Anceschi. M. 63, 68. Ancheneri. M. 62. Andò Flavio. D. 190T, 116, 117, 13^. 137, 140, 143. Andreae. M. 103, 105. Andreini. M. 71. Andreini Alberto. O. 27S. \ndrei Vincenzo. + 1902, I). 12 1. Andreotti Guidr». TF. 258. Anelli Rosario. 292. Anj>elelli Tantilio Naidina. 2(10. Angeli. M. 73. Angelini Angusto, 287. Angelini Guiseppe. 2S7. Angeloni. M. 87. Angioletti Guido. 28S. Angleda. M. 76. Angoletta Bruno. H. loS, 109, no; SC. 303. Anile A. M. 50. anilina. M. 63, 70, 71, 78. Annovazzi Flisenda. iq,. Annuale Armando. 192. /Annunziata Alfredo. D. 1916, 167. Anomim. DT. 19. Anselmi. M. 66, 71. Anselnii Alberto. + 1917, D. 172; su'^ opore. Anselmi Celestina. 266. Anselmi Ignazio. 266. Anselmi Rosina. 265. Antamoro Giulio. \M. 319. 320. 326. 330. 332- \ntilonte. DT. 3. \ntognotti Ino. n)7. Antolini Maria. inS. Antona Traversi Camillo. D. 1902, J19; 1()■;. Bardini Lin ;. 2\;(). Barelli Mimi. iq^. Barerà Giovanni. + Baretti 1-raldo. DIP. Baretti Gius. DT. 19 Bars^illi. D'I'. 14, 22. Bari. M. 64. Baricelli Carmela. D. Barione. M. 6v Barla. M. 63. Rarla=l3, H. i.ss 140, Bassi Giulio. 29T. Bassi Luisa, 289. Bassi Mario. D. 1907, 133. Basso Maurizio. DTP. v^fi; O. 2-',, 2 2S3. Sassola. M. 73. Bastianelli G. Cr. 311. Bastoni Giovanni Angelo. 1). 190^, i. TF. >r6. Bataille Henry. AM. 320, 332. Bastianelli (ìiannotto. Cr. Battaggi. HR. 309. Eattagiotti Gina. 195. Battaglini Adriano. 293. Battiferri Fernanda. TR. 261. Battiferri Giulio. ^(ìU. Battistelli. fr.v8. 27,q. 240, 241. 242, + 2Ì.7,: D. ij8, 163. ' enini Samb.) Italia, 1\ . 2T,b. BeniniTan-berlick Elena. - i^. i' Ì38. Benuzzi- Virgilio. D. 1914-137. Benvenuti Luigi. O. 271. Benvenuti l'go. M. 53. Benvenuti ^ ittorina. D. 143, 193. Beraldi Lmiii'». 13. 1914, 13'^; 'ì'\' . --1 -MH- Beraldi Marino. O. 1919, 2S3. Beralta. M. Ó4, 66. Berardi Berardo. D. 128. Berardi Ciro. ( >. 28 1. Berardi Domenico. O. 277. Berardi Giovanni. 292. Bérel Paolo. M. 50. Bergamaschi I. DT. 14, -2. Bergamaschi II, M. 70. Bergamaschi Irano. 193. Bergamasco. M. 62, 67, 70, 74. Bergonzio Linda. D + 1914, 159. Berlendi Edoardo. M. 40. Ai, 227. Berlioz. M. 90. Bernabei. M. 72. Bernardi C. M. 56, 6t>, 67, 70, 73. Bernardi Frida. 192. Bernardi G. G. .M. 37. Bernardi Mario. ig2. Bernardini Adelaide. D. 1906, 130; 1912, 149 ; TS. 233. Bernardini Francesco, D. 1910, 142; iQii. 146: i()i4. 1^7; 1Q17 : 171; TX. 248. Bernieri Teresa. D + 1016, 168. Bernini Annetta. 20{ . Bernini Fulvalda. 21 «^ Bernini Fulvio, jt.n. Bernini Jolanda, jo". Berr E, O. 284. Berrettoni Umberto, O. 283, 288, 205 *. Berrini Mario. D. 1909, 139. Berrini Nino. DT. 18, 21 : 1905, 127 iqoS, 137; 1909, 139; 1911, 143 1012, 148, 140; 1014, 157; 1913, 161 1C117, 171; 1018, 174; 1910. 176 222 *: TP. 236: T\'. 240: R. 217 ^"'■- .Ì13- Berrini. Camasi") e 0\ilia. K Bersezio Vittorio. IP. 27,11. Berta E. Aug. I). 1907, 133: iqo8, 137; 1909, iy>: iQ'o, 143; i<)i2, 14Q ; 1917. i/"; 1018, 174; TP. 236; \.\. 2jq. •'^o. 2S4 : (>. 31;. 339 Berti littore. H. uj, 144, 150, 15S, 174, Berti'Mnsi Elisa. IV 1004, 1J5, 1411, 150, '.^4. 157. 'S'"^. ")*>• Hertinelli Giovanni. DTP, J37. Kertinetti. O. .'7»), 280. Bertinetti G. AM. 329. Berlini Dora. u)6. Bertini Florido. D. looj, u Berlini Francesca. AM. 3^1, 3^3, 3->y. Berlini Italo, jqo, 291. Bertini Mario. 200. Berto Leo. 197. Bertolazzi Carlo. D. 1902, luj; 11103, 122; 1905, 127; 1907, 132; 1908, 136; i.)09, 139: 1915, 162; T\'. 238, 320. 240 ; TM. 244, 4- 246 *. Bertoletti Manlio. r>. 175, 180, i<)9. Bertolini Celestino, 193. Berto!ini=Marcionni Gina. IX moS, 137; IQIO, 142. Berton A. P. TV. 239. Pertramo Calisto. D. 1904, 125, 130, i()3, 174, 180, 193. Besanzuni. M. 77. Besej^hi Angela. D + 19 iS, 17') Besesti Enrico. 293. Besozzi Mario. 192. Betrone Annibale. !>. 143, 150, ifi , 174, 176, 186, 192. Betrone Elvira. 192. Bettarelli V. D. 1009, 274. Bettarini Cesare, 197- Betteloni Vittorio. TV. 238, 4- 241. Bettinelli Angelo. O. 269, 270. 27'^ ^ o, 2.S1, 2. 313. Bevilacqua Bepi. TV. 242. Biagi Luigi, n + 1013, 154, 138- Fianca 'ttore. 266. Bianca Marianna. 2^6. Bianchi. AM. 330. •bianchi Annita. 288. Bianchi Carlo. 104. Bianchi Concetta. 281). Bianchi Ettore. 196. Bianchi Franco. R. 302. Bianchi G. O. 1914, 277. Bianchi Gustavo. D j- 1917, 172 ; -uf '•piTP. Bianchi Icilio. K. 29S. Bianchi Mario. 2(13. Bianchi Nino. R. 302 Bianchì Pina. 197. Bianchi Renzo. M. 32. Bianchi V. M. 50. Bianchi Vittorio. AM. 320. Bianchi Verrucchio. O. 277. Bianchini Albertina. T\'. 142. Bianchini Bepi. 1). i<)i4, 157; TV. Biello I'., 199. Bignami Lorenzo. 28(). Bilancini Benito. 199. Biliotti Enzo. I). 174, 193. Billi Alessandro. O. 273, 276, 284, Billi Dino. 288. Bini, M. 68. Bini Ida. 2S8. Biolo (i. B. IV. 243, 244. Biondi Luigi. I)T. 20. Rione. M. 6(), (>y, 70, 73. Biosini Tina. 196. Birga A. R. 297. Bisagni. M. 67. Bisaxza Franco. M. 61. Cisi Mario. I>. 1908, 137. Bisleti Luigi. 1)T. 12, 22. Bissi Stefano. I). 130, 175, 180, k Bistolfi. .\M. 331. Bistolìi (Man. H. 108; D. 11)13, iSJ Bitetti. M. 74. Bitetti Ugo. D. 1019, 170, 181, in,' Bizzarri. M. 62. Bizzarri Bianca. 266. Bizzarri 1 nnio. D. 102. Bizzarri Oreste., 266. Bizzarri Rosina. 290. Blanc, M. -u. Blanc Giuseppe. O. 1013, 276. BlancoSadum. M. 67, 71. Bloch. M. 103. Blum Ed. or. 19. Blun' e ncciurcelle. O. 273. Blum e Toché. O. 272. Bonabianco Errico. O. 1006, 273. Boccaccio (riovtnni. D'I". 3. Boccalini. M. Xq. Bocci. TR. 261. Bocci Gildo. 266. Bocci (iiulia. 289. Bocci Ida. 266. Bocci Orlando. 289. ^occoliniZacconi. M. -8. 340 — ^43- j8S: Boccolini^Zannoni. M. jn. Rflchicchio Donato. D. n:!'. 14.;. Itodini. M. (-;, 71. Bodrero Emilio, AM. 3111. Boeuf. M 71. Buhènie Ernesto. 29;,. Boidi (ieri ^'ir.!5inia. 198. Boito Arrij^o. !Vr. 1 1 -, M. ;,i, S4. SS, f)o, 9:;, loo ; D. 117. Boldrini Vincenzo. VV. j^o. Bolis. M. 70. Bolla Luciano. T\'. 243. Bolojìnesi Annìna. 200. Bolognesi Ferruccio. 200. Bolognesi Gemma. D. i8u, 19^, Bolzoni (ìiovanni. M. 34. Bon Laura. 4 1904, D. 125. Bona Dino. 289. Bona Mario. O. 277, 279, 280. 2S4. Bonafè Pepa. AM. 332. Bonafìni Odoardo. D. 128, 140 1.17, 16-, ; + 1006, D. 168. Bonafìni Oreste. D. 1901 117. BonamanoArmando. 195. Bonanni Michele. DT. iS, jo, 21 Bonanno Armando. 190. Bonaimce Carlo. O. 286. Bonaplate. M. 75. Ponaspett». Giuseppe. D 190S, 136; 1 un: loii, T45 ; T913. 152 ; T\' 241 Bonaventi Bianca. D. 173, 180. Bonaventura Arnaldo. DT. m; (".. Bonazzi Giuseppe. 199. Bonazzi Luigi. DT. 9, 22. Bonci Alessandro. M. 77. Bondi. M. 06. Bondi Tina. D. 138, 144, 130, 171. 17 Bonelli Federico. DTP. 237. Bonfanti. M. ()2, 63, 77 Bonfauii Edgardo. D. 150, 193 Bonlìglioli Oreste. D 4- 1902, 121. Bongini Giovanni. TV. 25S. (\'. S\m e Bon£;ini). Boni Enrico. D. 1913, 133; Cr. 31 Boni Ermanno. TF. 237. Boni Livio. .M. 103. Bonini Francesco. ^^. (13, C16, 67, 70, 77- Bonini Laerte. 19(1. Bonini Letizia. 193. Bonini IMcello Edi. D. 131, 131. Bonizzoli Meri. 19S. 009. 68. Bonmartini Umberto. D. 4- 1918, D. 1912, T48 ; 1914, 136; 1916, Bonnard Mario. AM. 326, 330. Bonnet. M. 103. Bonomi. M. 67 Bonomi Annibale. 293. Bonomi Umberto. O. 1918, 282. Bonora Giuseppina. 194. Bonora Nello. 104. Bontempelli Massimo. I). 1915, 1920, 188, 234. Bonvesan Romano. 291 Bonzi B. AM. 331. Borciani M. O. 1915, 278. Bordagni. M. 74. Bordeaux Emma. D. 134. Bordoni Gaetano. TE. 21(1, 247. Borella .\ngelo Ramiro. D. 1914, i Borelli. M. 68. Borelli Alda. D. 123, 128, i?i i-.i '55. 174- 193- Borelli Edoardo. 197. Borelli Elvira. 196. Borelli Lyda. D. 1901, 117; 1903, 131, 140, 147, 133, 160, 163, 171 ■ 320, 321. Borelli Napoleone. D. 4- 1913, 133, 134. M4- Borg Washington. D. 1903. 122; 124; 1903, 127; 1907, 132; T908, 1909, 139; 1916. 167; 1917, 170: 249 ; -AM. 320, 33T. Borgatta Eman. DT. 19- Borgatti Giuseppe. >T. 82. Borgese G. A. TS. 231. Borgese Messina .\rtnro. D. 1913 Borghese Enrico. 290. Borghesi .\ngelo. 192. Borghesi Egiziano. 194- Borghesi Speranza. 192. Borghetti G. TV. 240. Borghetto. AM. 331. Borghi. M. 71, 74. Borghi Emma. 287. Borghi Giuseppe. O. 281. Borghi Vincenzo, R. 300. Borghi'Zerni. M. 68, 72, 75, 7(1 Borgioli Dino. M. 73, 75, 76. Borgo Giuseppina. 295. Bori. M. 73, 76. Borina Nadina. M. (7, 74 Boris Natty. 290. Borisi .Vn^alia. D. 131. 1\. 23^. 17^.: 168. 161 .56. 128, AM. 1904, 136 ; — 341 — Borisi Armandu i). i.,i, JO4. Borlenghi. M. 05. Borodine. jjS. Hoira Anna. ujS. Borra Oreste. 197. Borriello Salvatore. 1). 1910, 167. Borrione. M. 04 . Borsetti Alcide. 266. Bolsi Averardo. D. + 1911, 147. Borsotti A. B. 1). 1917, 171 ; uì2n. iSO Bortolomasi. M. (>2. Bortolozzi Giulia. J93. Bor/elli Romeo. 290. Boscassi Federico. 291. Bosclietti Arrigo. 2S(). Bosco Clara, n .s. Bosco Ermanno, iim. Bosco Ernesta. 190. Bosco Italia, iqo. Bosco R. 288. Boscolo Arnaldo. D 1914, 157 ; 1 J17, 171 ; TV. 242 ; O. 284, 285. Boscolo Clara. 198. Bosich. M. 70. Bosini. M. 63, 77. Bosini Attilio. I). 180. Bosis Aldo. R. 298. Bosisio. M. 68, 71, 74. Bosisio Attilio. D. 17;, U17. Bossa. M. 68. Possi Adolfo. O. 1916, 279. Bossi Domenico. 198. Bossi Enrico. 289. Bossi Gino. 292. Bossi Itala. D. 134, ic;3 Bossi Marco Enrico. M. 34, 50, 32, S.>. 89, 91, 92, 100. 104, 105. Bossi Renzo. M 53: B. 1 i. Bosso Antonio. 105. Bosso Ernesto Pietro. 19-- Bottagisio Angelo. R. 297. Bottaro Arnoldo. 291. Bottaro Folco. M. 67, -4. Bctlesini. B. k s Bottini '.aii a. Botto Davide. O - 7 Botto R. J -, Bottone , ;• , Bottone Ida, 263. Bouillard Mario. DT. 19. Boulenger Nadia. M. 105 Bourget Paul. I). 1902, iiq. Boussenard. AM. 329. Boutet Edoardo. I) opiic. A'M. ^19. 1)T. + U)l- irs 79. Bovio Giovanni. DT. 21; D. 1901, D. + i<;<)3. '-'3- Bovio Libero. M. 94, 1S9, 234; TX. 249. ^65. Bozza Angelina, 2iii, 273. Bozzelli F. DT. 9. Bozzetti Nino. 193. Bozzinì Umberto. I). 1909, 138; H'"^; i'i'3. I.S3- j>ozzo Ant(!nio. I). 144, 180. Bozzo I iidovico. 287. Bozzo Michele. H. + 1003, 128. Bracci Giuseppe. I"). 11)03, 122; I) i9"7. '35- Bracci Ignazi). 1). 134, 14 ^, 130, 171. 175. ")7- Braccini Lola. 11)7. Bracony Ines. 28S. Bracony Maria Puma. 288. Bracony Roberto. 288. Bragaglia Carolina. 266. "racco Roberto, ^f. Sj ; D. 1901, 1903, 121; 1904, I- I ; 1903. 126; 128; 1908, 133; i<)io, 142; 1912, 191;, 161, T63 ; ini6, 167, 213 ■'', TN. 249; TL. 314, 313 ; \m 329. 332. Bragaglia Corrado. TS. 266. Bragaglia Marinello. D. 128; IS. 234 ". Bozzola Vittorio. O. 276. Bragaglia Oreste. 2()o. Bragaglia Salvatore. 104. Braganza Gian Carlo. (). 1013 27S. Brahni. SC. 304. Brahms. M. 103, 104. ^^rambilla Maria. kjS Brambilla Roberto. 199. Brambilla Vasco. 196. Brancaccio Ant. DT. 19. Braschi Irma. 197. Braschi Rinaldo. 193. Braschi Vittorio. 197. Bratti Primo. O. 272. Bratti Vittorio. D. 131 «rekat. M. 56. Brenon. .AM. 329. Bressanin Vittori). TV Brighenti Rosa Cesare IQK), 170, iSo ; ii)2( Brighi. .\[. 66. 248, nò; •47; '44; TV -'43- D. i()i4, tS- : T*^. 342 D. I' -). I). '.V I20, 12; AM. 330. TV. 238 ; + Brignune (iiuseppe i.H. 150. Brignone Mercedes. 1-51, 140, I^U, 1; Briliarelli G. 288. Brilli. M 70. Brioschi Silvio. i<)^. "rizzi Alberto. 1 ). 243- Brizzi E. A. AVI. 327. Brizzi Isabeau. -'SS. Brizzi Jacopo. D 4- 1902, 121. Broccardi. M. 6;;, 73. Broccardo. M. 63, 72. Brochon Lida. Vedi : Nazari Brochon. Broggi. se. 303. Broggi Carlo. D. 1012, 149. **roggi Giuseppina. 105. Broggi Liiisetta. 105. Broggi Zampa Carlo, m^. Brogi Renato. \' . 40 30, >!n. Brondi Maria Rita. M. 30. Bruck Ma\. M. 83, 88. Brunelli Dedé. 290. Brunet. M. 63, 71, 73. "runefti Luigi. 195. Brunetto. M. 102. Bruni G. TB. 216. BruniniPrivato Elettra. 134. '44, -'65- Bruno Berto. 195. Bruno Teresa. 288. Brunorini Antonio. D. 131 Brunorini Pina. 292. Brusca Fidelio. 292. Bruschi. M. 66, 73, 74. Brussa Italo Vittorio. R. Brustia Giovanni. 194. Buades. M. 73. Buccellati Luigi. D + 1906, 130. Bucceri Gianni. M. 49, :;7, 80. Bucci V. R. 298, 399; "Cr. 312 Bucciolini Giulio. B. m 1910. 170: T.S. 2^:;; Bucciolini Giuseppe. D. Buccolini. Af. 63. Bucheron. M. 05. Budassi. M. 71. Buffalo Lionel. AM. 330. Buffi Renata. 196. Buffoni G. D. 1913, 1-2. Buja Antonio Menotti. O. 281, 284. '30, 1). 1903, -f 1910, 144. 399. 1916, t6o ; n ; D. 1915, Cr. 3 1 1 . iQio, 170. 162 ; J-urali Forti. D 1 . ,19. Buratti Armando. 2811. Burchi. M. b(>, 72, 75. Burgmein J. O. 274, 287. (v. Ricordi Giulio). Bnrlamacchi Maria. 264. Busoni Ferruccio. M. loò. Bussini. M. 79. Butti Enrico Annibale. M. 85; D, 1901. 116; 1903, 12 1; ifi04, 124; 1905, 126; 1909, 139; 1910, 142; 1911, 145; 1913, '5.?; 1914, '.^6; 4- 1912, 151 *, 234. Buttis Vittoria. 194. Wuzzi Antonio. D'I", k,. Cacciatori Elisa, 2bs. Caccini. M. 105. Caceffo. M. 66, 74. Cadore A. \\. 52, 35, 71. Cadore Arturo. O. 1906, 273. Caetani Ugo. i()3. Caffarelli Lamberto. O. 1904, Cafìero Salvatore. R. 300. Caggiano Giulio. I). ir)oi, u Cagliati Anna. 107. Cagnoni Antonio. DT. 20. Caimmi Gemma. D. 120, 144 Caimmi Riccardo. D. 120. Cain H. M. 50, 51,. CairoBordeaux Emma. I). 131 Calabresi Filiberto. D. 150. Calabresi Oreste. I). 116. 120, 128. 130, 131, T33, 13S, 140 + 165 * Calabresi'OIivieri Cesarina. D Calabretta Bruno. 200. Calabrini Elvira. R. 302. Calandra Edoardo. D. 4- 191 1 Calcherà. M. 68. Calderar Antonietta. AM. 32q C alenerà. M. 6^. Cali G. E. R. 300. Caligo Silvio .Antonio. H. 4- Calligaris Giuseppina. 288. Calleja Icilio. M. 72, 74. Calò Romano. D. 138. 140, 163, ]8o. Calore .\rmando. 197. Calore Attilio. 197. Calori A. D. 1914, 157. Calvera. M'. 63, 68. Calvino Giuseppe. D. ini6. \fA -3< . 150, 164. 147. 15S. IQI^, 1^:;. •47 — 343 — Calza Bini (ìino. i>, \m^. i^>.r, "»'-) i_:^7 ; IU15, 102, J34. Calzecchi Onesti Bonifacio. Di. io. Calzini Raffaele. U. lyu), 177; 233 ^\ Camasio Sandro. |). iqon, 139; n)i , 145; -r 1013, 134; "»'4' '57; •'•.•S, 174. 234 : R. -'07 ; AM. 331. Cambellofti Duilio. H. 109; .\M. 321. Camhiè Kttore. H. i.^o. Camcrani (ìiuseppe. O. io'7. 2S!. Camerini A. \M. 332. Cauieioni Felice. D. + JQ'j. 153 Camozze Andelo. 2q?. Campa Licinio. 292. Campa Pia. I). i ",^ '''■>. 147. 15 !■ i'^>3. iKf). 108. Campagna Anj^elo. 2' - Campagna Vrtnro. 2!i:i Campagna Giulia. 2(13. Campagna Jole. 2(11,. Campagna Tina. 26(1. Campagna Vittorina. 263. Campaida. M. 104. Campanella Fnrico. I). i ngii, 147. Campanile .'Mancini Gaetano. .VM. 320 Campanini Cle!)fonte. M. 83. Campanini Gustavo. M. 35. Campanozzi Antonio. D. iqi8, 174. Campanozzi Francesco. TS. 253. Campi Alberto. i()7. Campi Bona. 193. Campi Ernesto. O. 293. Campi Vittori». V. 1903, Campili (ìiuseppe. 291. Campili Salvatore. 291. Campìna. M. 70, 73, 78. Campioni. M. 73. Campogalliani. AM. 330, 331. Campolonghi. >1. 72. Campolonghi Luigi. D. 1914, 137. Camussi Ezìj. M. 48, 37 Camussi M. D. 1910, 179. Cane Niccola, D. 1008, 137 , ■ i ; ; Canepa. M. 70, 72. Canepa A. O. 1913, 277. Canepa Giuseppe. 292 Canepa Mario. 202. Canessa Sandro. O 7--. Canelti Francesco. DR. fo Canettoli. M, 102. 10,. Canevari Ines. R. 302. Cannata Attilio. Tofi. Cannelli. I) umi2, \. 121. Cannetti. M. 74, 73. Canni .Vttilio. 195. Cannonieri Elena. D. 1903, 123, 131. Canonica Pietro. M. 49, 56. Canossa Mario, i()7. Cantagalli Giuseppe. I). 1912, 149. Cantoni. M. 73, 104. Cantoni Gibertini Osvaldo. D. 1019, 17S Cantoni=Paoli Emma. I^. loio, 143 ; TF. 260. Canuto. .^'. (iv Canzi Mario. R. 302. Canzio. M. '/>. Caorsi. BR. 309. Capellan Mario. O. 1919, 283. Capelli Dante. D. 12S, 133, 1 175- Capelli Enrico. D. 4- i9f8, s. Capellini Fosca. 200. Capello Amalia. D. i<)n2, i ?u Capelluti. M. 64. Caperle=t^evilacqua Ondins. V >• i20. Capizzano. M. 64. Capodaglio Luigi, DT. 7. ' Capodaglio Rita. ]). 131, 140, 134. Capodaglio Ruggero. D. 138, 164. Capodaglio Tullio. D. 1903, 123. Capodaglio ^yand3. D. 147, 163, 174, iSo, 108. Capomazza M. S. O. 1974, 277. Capazzi. AM. 330. Cappa Innocenzo. D. 1003, 127; 1907 i.vì ; Gr. 313. Cappella. M. 75. Cappellano Teresa. 106. Cappelli. M. 7f, 74, 73. Cappelli Franco. AM. 320. Cappelli Igino. 202. Cappelli Raffaele. 280. Cappelli Teresa. 263. CappelliSanducci Mary. '^1 Caprara. M. 71. Capronuoro. M. fu. Capuana. M. fi^ 'iG, 67, 71. 7; Capuana Franco. O. 1913, 27S. Capuana Luigi. HI". 23; B. loS ; I) i<)in, T42 ; igi2, 149; 1914, 137, 207; TS. 250, 251, 252, 4- 253. Capuzzo. M. 70. Carabella Ezio. B. 109. Carabelli M. r.-. 344 Caracci Franco. TS. 255. Caracciolo. M. 6;,, 6.^, 71, 73, 7S. Caracciolo Gennaro. .^91. Carace. M. (16. Caramba. B. 108, 270, 206; SC. (v. S - P" Hi) 303 ; AM. 321. Caramba, ps. di Ed. Boutet (v. B>:utftl. Caratelli Fernanda, 2qn Carava}?j!io livandro. HI. 20. Carbocc! Bruno. TI", j-'! Carchedi Maria. :<)2 Carchero. M. (12. Cardaropoli Arturo. TX Carducci Giosuè. 1)T. Carelli. O. 276. Carello Alessandro. 203. Carena. M. 57, (>3, 65, 66, 71, 74. Caretta Carlo. D. iqi2, 149; iqi^, ihi : n. 27S, 270. Carini Giovanni. R. 302. Carini Lui^^i. D. 117, 122, 150, l'i-, 171 T74, 179, 180, t8t, io;. Carissimi. M. 104. Carlini. O. 1(107, 273. Carloni Augusto. 2'^5. Carloni F.ttore.* 2'i;. CarJoni Giuliano. D. i., t»'^. 162. Carioni It'ifiT. :f.-. Carloni Pietro. 26;. Carlini Talli Ida. D. 122 ,,.,_ Carlotti Vemitza. 203. Carlucci. AM. -,20. Carlucfi-^ D. T\. ,40. Carniaesi. "*' -G. Carminati Tullio. D. 130: AM ; ;,. Carn-VTÌi. >i ^ fr. -S-, 66, 70, 71. Carpi. >T. -T n-. Carpi Ales. n Carrara. M. 77. Carrara Checchinn. Carrara Giuseppe, km. Carrara Giuseppe. 265. Carrara Livia. 63. Carrara Lorenzo. 26; Carrara Ninn. 266. Carrara Nona. 2 .5 Carrara Ottavio. 2(^3. Carrara Pasquale, mv Carrara Pietro. 2^.3. Carrara Saffo. 263. Carrara Salvatore. 266. Carrara Totò. 2W>. Carrer PaoTo. DT. nj Carrera. M. S2. Carrera Quintino. DP. 233. Carrére Jean. -AM. 319, 330. Carta Leopoldo. M. 52 ; I). i<)o6 Cartella Nicola. 199. Caru^ati Romeo. M. 67 ; 13. kioj. + 1911, 147 ; O. 271. Caruso. M. 76, 77, 82. Carutti Maria. D. 1913, 133- Casabona Francesco. O. 281, 2f, 1 Cassini Ri/zntto Giulia. D. 14 Cassou (ìiu«eppina. 200. Cassone (ìiuseppe. R. 298. Castaj^netta Bianca. 292. Castaj^nino Carmelo. O. kjoS, 272 Castagnino Giorf^io. O. 1907, 274. Casajjnino M. M. 70. Ca.stellani. M. 67, 73, 73. Castellani Alberto. D. 1914, 131. Castellano Armando, i<)3. Castellano R. D. 191 7, 170. Castellazzi. M. 67, 70. Castelli Davide. Ti., ^hj.. CastellinoAll'icc Onorato. D. 127 ; 1006, 120. 345 Castelnuovo (di) I.eo. D. uni;, i ^j (v, l^i C;u<.telniiovo Ll'o). Catalani Alfredo. M. 31, 7^, ()S. Cataldi. M. ( (>. Catanzaro Carlo. I). + 1915, iWi ("•u op.'re). Catanzaro Costantino. TS. 254. Catanzaro Ezio. 2(16. Cattaneo Aurelia. 1). 150, 1(13. Cattaneo Silvia. 199. Cattedra Oscar. O. 277, 283, 284. Cattini Annetta. -'87. Cattolica. M 34. Cattoni Letizia. M. 61. Caucci Riccardo. <). J74, 298. Cauda Giuseppe. IM. 22; Cauda Ida. u\y. Cavacchioli Enrico. M. :;: r4. ")'. "H. -8, 190 D. 169; 1919 Cr. 312; TL. 314. Cavalcanti Guido. O. 1904 Cavalieri Alberto, lo^- Cavallari Enrico, lo^. Cavallaro A. AM. 328. Cavalieri Carlo. 104. Cavalli Amelia. 2S7. Cavalli Ivo. R. 300. Cavallini. M. 66. Cavallini Letizia. 290. Cavana Mario. 200. Cavare», ^f. 74. Cavarra Albf^rto O. 282, Cavena^o Achille. D. -i- Cayre Mario. 290. Cayre Rita. O. 290. CazzaniniMusso Frtncesco. Cazzola Clementina. O. 164. Ceccarelli. M. 74. Ceccarini Adriano. O. 101 1, 278, 286. ■ Ceccherini Adriano. M. 62. Cecchetti Cesare. O. 272. Cecchetti Lniilli. O. 1904, Cecchi. M. 64. Cecchi Carlo. J92. Cecchi Emilio. B. 109. Cecchi Giuseppe. 200. Cecchi Jole. D. 180. Cecchi Onorino. P. ' :■, 1 Cecchini Maria. 265. Cecilio. DT. 4. Celesia. M. (n, 64. 281, D. ~. -'82 ; R <>4; B. 100 S 231 , 22 7* 272, 28J 1 . 284, 285. I9I5, ififi DT Cella Mava. D. Celli Desy. 19S Celli Maria Laetitia. I). i'm, i<)0. Centauro Giuseppe. O. 283. Cenzato Giovanni. D. 1915, Cr. 51 161 ; TV 241, J-|2, 243, 244 Cera Mario. 107 Gerani Arnaldo. I). 1904, 125. Ceraso Ernesto. 200 Cere A. M. 88. Ceriani. M. 7". Cerin Nietta. -",; Cerizzi. M. 64. Cerneschi. M. 67. Cervellini. .\I 73. Cervi'Caroli. M. 63, 04. Cesa Bianchi. M. 68, 70. Cesar Sara. M. 58, 65, 71, 78. Cesareo G. .\. HT. 22. Cesari Gaetano. Cr. 312. Cesari Tina. 288. Ccsarini. M. 68 Cesarini Attilio. (). 11)05, -7."v Ceseri Ugo, 199. Cesi Sigismondo. .\I. 35, 95, (^7. Charap. M. 76. Charley. M. 76. Charpentier. M. 54, 96. Checcacci Felice. O. 280, 281, 284. Checchetelli Giuseppe. DT. jj. Checchettani Maria. 289. Checchi Ada. II'. 25Ó. Checchi Eugenio. D. 1910, 142 205* Cr. 313. Checchi Guido. 290. Checchi Tebaldo. D. 4- ini8, 176. Checchini Enrico. 198. CheccHCci Antonio. 194. Chelazzi C. D. 1902, 120. Chelazzi Gino. Cr. 312. Chellini Amelia. D. 143, 174, i8n, 10- Chellinì Didaco. 107. Chenal. M. 76. Cherubini. M. 100. Cherubini Arnaldo. 290. Chiaia. M. 63, 68. ■ Chiantoni Amedeo. D. iq03, Ì22, ;; '31. 13.3. i3>^. '4". '.so, 154, 164, 175 180, 190, 191, 194. Chiantoni Gaetano. iq4. Chiantoni Giannina. D. 120, 123, 13;. 137, 140, 150, 157, 175, 180, I')'). 346 Chiant^nì Ruilolfo. U. is«, '7S Chiappini. O. 1912, 275. Chiappini. M. 63, 71, 72. Chiappo Enrico Maria. O. 279, 280, S] R. 299. Chiarelli Luis^i. !). i9'4. '56; ")'<'■ 166; 1917-, 170; i<)i8, 173; 1919, 17S: 231. 233. 234; TV. 243; TR. -'61; AM. 330. Chiarelli Riccardo. (). 273, 274. Chiarini Annetta. 196. Chiarini Arturo. 197. Chiarini C. TL. 314. Chiavistrelli Ester. 195. Chierici (ìiiido. D. 1Q17, 171. Chiesa I iilro. I). 1902, 120. Chiodi Ni:^la. M. 62; (). i9t>.S. 27V Chiurazzi Raffaele. TN. 248, 249. Chiorra Maria. 199. Chiorra Pellegrino. i<)9. Chiorra Tommaso, ioq. Chiostri Leo. 197. Chiostri Modesta. 196 Chiurazzi Gaetano. 195. Chopin. \l. 104. Cianipaglia. M. 74. Ciampelli Giulio Mario. Cr. 312. Ciapini Massi;T!o. 193 Ciarli Stanislao. I). ; 1914, 158; 1). 134, 140, 144, 150. Ciarli Chiarini Annetta. !). 144. Ciaroff. M. 66, 7<;. Ciccolini Giuseppe. 193. Cicognani Filippo. DT. 14, 22. Cij?ada. M. 67, 73, 74, 78. Cif. .^f. .Ci- cilia. M. 73. Cima Camillo. TM. 244, 1- 245. Cimara Luij^i. D. 154, 174, nj;, 198. Cimarosa. M. 31, 76; BR. 308. Cimarosa. M. 31, 76. Cimarra. \T. 71. Cimìni. M. 59, 64, 66, 77. Cini e Parenti. O. 286. Cinìselli. M 68, 73, 78. Cinotti Uj5o. n 1017, 170; O. 2S3 Cìnquegrana Pasquale. O. 271. Ciofi Carlo. 1C17 Ciofi Vincenzo. Ciolli Adolfo. 1). (- 1902, 121. Ciotti Francesco. !). 4- 1913, 134, Ciotti Pina. O. 270. Cipolla Amalia. l'q- Ciprelli Leone. I). Ì913, 162 ; TR. 261. Circolo Adelina. i. M. 82; D. i.)o^, i9f>7. 132 ; 1909, 130, 234 ; TN. 250 ; TS. 252. Colaci Paolo. D. 131. Colantuoni .\lherto. M. 32, Si, 8'); J913, 162, 219*; O. 275, 27'.); 297, 298, 299, 300, 302. Colautti .4rturo. M. 30, 31, S:. .)4, D. i(ìo8, 137: 4- 1914, i:^,S*. Coletta Elisa. 107. Coletti. M. 64. Collivicchi Ernesto. 107- Collodi. 1'. 1(8. Colloredo E. TV. 240, 242. Colloredo Eugenio. >t'-- Fer- — 347 — Colombara. M. "\. Colombari Antonio. D. i^jo^. i--' Colombini Gaetano. D. + Kt'S- "" Colombo Benedetto. ^(>b. Colombo Camillo. 2('(). Colombo Checchina. j()0. Colombo Corrado. 1). i<>m, 140; 1 ij.i; r.M. J45, :!46, -'(15. Colombo Ernesto. 2hh. Colombo Eugeni). -*(>.v Colombo Giuseppina. 2hh. Colombo Lindoro. m- Colonnello Adolfo. 1 .. Colonnello Dante, iw: Colonnello Italia, ioti. Coltelli. M. 5(>, ò(>. 07. Coltellini. D. 1002; X. 120. Comande G. M. TS. 26(1. Comandi! Marj^herita. i'|S. Comi Marco. io7- Cominetti. 1'. loS. Comite Ettore. 198. C )mitti Enrico. D. ii)r4, 157 ; O Compat^nie drammatiche dialettali iy_'o-.M. Elenchi aii'li^tiri Aa p ■ 194 ;i pii^. 200. Compagnie drammatiche italiane i()2n-_'i. lìl'nrhi ..rli--lii-i di p.»;.;- i .^i l>iig. 200. Compagnie italiane d'operette ivi i 1921. Elenchi artistici (In p;i : pan;'. 296. Comte R. O. 1Q13, 27(1. Concato. M. (Si, 64, 65. Condorelli Giuseppe. 265. Conforti Egle. io,. Conforti Elbano. I). 180. Conforti Federico, iq-,. Conforti Giuseppe, kiì. Conforti Gustavo. 14. Consalvi. AM. 32(). Consalvo Amelia. ^i. Consalvo Luigi. -'Si,. Consigli Angelo. < ). ;;. Con.sigli Alberto. O. 276, 2j(,: R. 290. Consolo. M. 105, lOv « Conte Argo ». TR. 261. Contegiacomo Antonio. 2(1 , Contenti Lisetta. 199. Contento Giacomo, kii,. Confi. M. AX, -j,. 7|. Conti Ada. ii)iS. 1 Conti Augusto. DT. 21. Conti Bice. 198. 1. Conti Ezio. 198. Conti Gino. 19S. Conti Maria. 2S9. Conti Mario. u,8. 012, Conti Rina. - 9;,. Conti Falc »ne Luisa. 193. Contini. M. (12, 70. Contini Umberto. 200. Contino G. AM. 328. Coop Ernesto. O. 1916, .'79; 1917, 2S1, 284. 287. Coop Francesco. 195. Coppa Elettra. u)9. Coppini Mario. TF. 257. Corbellini. DI. 22. Corbetta. M. 67. Corcos Bice. 197. Cordara Carlo. Ci. Cordelia (v.-di 'rrevies-Tedeschi). Cordelli Gina. 193. >87. Coreggi G. O. 1909, 274.. nel Corelli Erminia. 194. 4 ina Corelli Luigi. 194. Corio Pietro. O. 1901, 274. n il Corteo Simone. !)T. 22. u ,'i Conragi G. !). 1906, 1^0; 1911,' 14*'); TS. 253. (i.'o- Cornacchini. M. 75. Corominas. -M. 64, 65, 67. Coronaro. M. 85, 97. Coronaro Gelilo **. O. 1910, 274, 275 Corpacci Giuseppina. 287. Corra Bruno. I). 1916. i()S. Corradi Edmondo. D. 1916, 168; O. 270, 27S, 280, 282, 284, 286; R. 29S 300. Corradi Eduardo. O. 278 Corradi Enrico. O. 274. Corradi L. O. 274. Corradi M. R. 298. Corradini. D. 1915, 163. Corradin: Enrico. D. 190^ ''>2 : i9f)C) ".7, '•"»; 1913. 153- Corrado. M. 62, 64. Corrias Carlo. 290. Corsari Ernesto. 195. Corsari Giselda. 194- Corsari Pietro. 264 Corsi Mario. AM. 321, 332 Corsini. M. 62. S48 Corsini An^ielo. li. 302. Corsini Au^Justa. : (5- Corsini Umberto. i>i5.. Cortesi Detio. TI-". -'5<). Cortesi Mario. D. mi 5, n> Cortesi r<.'Ilc5?rino. jfh. Corti. M. i«S. Cortis. >!. b3, 68, 71. Corvetto Giovanni. 1)11'. 237 Corvetto Giovanni. O. 279, 284 20*}. Corwin Maria, Coscia. M. 62. Colselschi Eugenio. M. 50. Cosentino Mario. O. i<|i<), 2S4 Cosenza Gio. Carlo. DI". 20. Cossa Pietro. DT. r4, 21 : D. Cossarini Gino. 197. Costa Gastone. D. 1917, 170, Costa Giulia. D ; R. 29S. AM. 326. ^004, 234- '34. 14. 14: ; I. O. 268, 261}, 274, Costa Mario P. M 2.S3, 286. Costa Nicola. O. 1018, 282. Costabile Aniello. .\>T. 325. Costaj^liola Amedeo. T\. 248, 2 Costamagna. .\M. 329. Costamn^iina liugenio. H. 1903, Costantini. M. 74. Costanzo Giuseppe .Aurelio. !). Costetti Giuseppe. D. kioi, 118 Costetti Giov. TV!, .'o. Cottini Giacinto. D. i'ir3. 133 Coulv. DI. 21. Crabbé. M. 71. Cren! Giulio. 201. Crepaldi Silvio. D. k)02, un. Crepax. M. 104. 106. Crestani. M. 6^. 74. Grimi. M. -,, 76. Cri.«cuolo Andrea. 2. '7. Cristalli Italn. ^f oS, 74. Cristina Aiit^usta. 107. Cristina !nes. '">. noi : C i.s 17J, iSo, 2on. Cristina Olint». 107. Cristof')reanu Plorica. i^c s- Croce Benedetto. DI'. 2j Croce Criovanni. O. 2S7. CroIIalanza E. M. 50. CrcizzT Carlo. D. 1012. 1 - Crucioli Francesco. 1-. .m.i, .v- '57- Ci nicchi Cesare. 201. Cruicchi Velia, im,. Cnbeldo Mario. 293. Cucconato. O. 191(1, 27(1. Cuffia Carlo. O. i()i8, 2S2. Cuuego. .\1. 63. (14. W'- Cuneo Frane, .\ngela. O. 277, 280, Cuniberti Gemma. D. 14(1, 171 : TP. 2 -37- Cunzo Vincenza. (). i<)i)2, 11)03, 271 Curati Lorenzo. i<,i8. Cnrati Margherita. 107. Curci Alberto. .\I. 10^; O. 27»), 287. Curiel Carlo Leone. D. i<)()S, 137 ; i< '39; 19 '4. 15^- Curiel Carlo. M. (12. Cuscinà .\lfredo. O. 2(19, 270, 277, 2 284, 280, 295 *. Cuttin Vittorio. I) Da Caprile Ida Enrica. i')3. Da CaprilcLandini Anna. D f 121. D'Achiardi Luigi. 291. Dadone Carlo. DTP. 237. Da Forno. M. 63. 70. D'Ajenza Jacopo. D. i9if), i7«) . Dal Corlivo Giovanni, jf 3. '""Alencon Paulette, j. imdi', 2 Dal Forno Jacopo. D. mhi, 146. Dalla Porta .4zucena. D. 131, 134, '44- 137. 164- Dall' .4rgine Luigi. (' JtiX, >;i, 273 ; '287. Dalmastri Alfinso. O. 1902, 271. Dalmazzo Aroldo. D. 1911, 143. Dal Monte. M. 62, 66, 72. Dal Monte T. M. 66, 67. 70. 71. 7: 74- 281 14". Dal Re Paola. 200. D'Altavilla Ede. 107. Daluni. M. 70, 71. D'.Vmbra Lucio. D. i)j. D'Amico Silvio. D. u»i-. i.S": 'iM^. '5-' Cr. 31.^; TI,. 315. D'Amora Gemma. I). 163, 175, 100, 195 Damrosch. M. 104, 105. D'Ancona Alessandr.». I). + 1914, 15^ IL. 3'4- Dandolo. M. 08. D'.\ndrea Renato. O. 2-j>i ; D. igu, 141) 4- IQ17, 17J. D'.VnjJelantonio F. M. 50 84. D'AnKCli. -M. 77. D'Anj^eli Cario. O. 1914, 277. Danise. M. 77. D'.\nnunzio Gabriele. H! . 12, 19, 22 M. 50, 52, 90, IO ; !). 1901, 117 1904, 123; 1905, 12Ò; 1908, 135; 1909 138; 1911, 146; 19M. 155; ''^> * 229; TS. 251; Sr. 306; TI,. 314 AM. 320, 324, 326. D'.4nnnnzin GabrielHno. IV • n 125 13S, 150, 163; AM. 3-'., Danti Gemma. 105. D'.\ntoni Maria, u), D'-\ntoni Romolo. 115. Dantuonì Virj^inio. 266. DWprile Rosetta. AM. 320. Da Ponte. M. 7f D'.'Vrbnrio Silvana. 1). 1014, 157; O 280. 284. D'Arco Nino. TF. 259. D'Argot Odette. 292. D'Arienzo. M. 88. Da Rosa Rosario. ì<)-. D'Arsa.i?o Lydia 291. D'Arty Angelina. 193. O'Ary Germana. 290. D'Aspe Gino. D. 1917, 171. Da spuro N. M. 51, 82, 84. D'Anro Elsa. AM. 330. Da Venezia Franco. M. 50. D'Avergnec. O. 274. Davico Gina 2S8. Davico Vincenzo. M. 49. 56, 81, 103. Da Zara Leonino. TV. 240. De Adajewski E. M. 39. De Àmicis Edmondo. DI'. 9, 22 ; D. 1906, 130. De Angelis C. TV. 240, 241. De Angelis. M. 97. De Angelis Bice. 266. De .\ngelis Elda, 200. De .\ngelis (ìnaltiero. 2(1(1. De Angelis Nazzareno. M. 38, 63, ( '■, 7^1 73 De .4ngelis Oddone. 200. De .Angelis Rodolfo. R. 302. . De .Vntoni. .\M. 330, 332. De Antoni Alfredo. D. 190', 116. i3'. 1.33. i37> 13!^. Mo. 15". 154. '.^7- K^^S- De Bellis Silvia. 292. De Bene Silvia. jSS. De Benedetti Aldo. I). ii)io, idS; 191X, 174. De Benedetti Micliele. D. 1903, 127; 1906, 129; 11(13, 154; 1916, 1(18. De Benedetti Rino. 19^. De Blasi Jolanda. D. 1910, '4.2, 19^- De Bornier Henri. DT. 20. De Bosi. M. 70, 74. Debussy Claudio. M. 41, 103. De Carli. M. 52. Decaro Olga. 193. De Cavalieri Emilio. .M. 26. De Cecco Arturo. O. 273, 280. De Cenzo Adriano. 196. De Cenzo Corrado. 196. ' De Cenzo Maria Pia. 196. De Cenzo Rainero. 197. De Cervantes. M. 62, 68. De Clara. M. 70. Decourcelle. D. 1908, 137. De Courville Alberto. Ò. 287 De Crescenzio Raffaele. 263. De Curtis G. B. TN. 248. De Dionigi. M. 68. De Falchi Domenico. 288. De Felice Francesco. D. 1915, 162 ; 1920, " 189 ; TS. 254. De Ferrari. M. 74. De Ferrari Titina. 194. De Flaviis Carlo. D. 224 * ; TN. 247 ; T.S. 232 ; Cr. 313. De Flaviis Pio. D. 1906, 129; 1907, 133; 1908, 137; 1916, 168; 224 *; R. 299- De Flers. Ó. 279. De Flers e Caillavet. .AM. 320. De Fleurich Ivonne. .'\M. 329, 330. De Franceschi Carmen. 289. De Franchi Steva. Tf;. 263. De Frenzi Giulio. D. 1905, 127; 1906. 129. De Gaetano Arturo. 289. T)e Galli Gabriel!». .M. 62. — 350 De UalliFoUicini. M. 6.^. De Giacomi Elvira. TB. 24(1. De Giorgi. M. 72. De Giorgi Eugenio. 291. De Giovanni. M. 71, 73. 77- Degli Innocenti Quintilio. i9().' De Goudron Rambaldo. D. 140. De Gislimberti Adolfo. D. 1908.. 137. Degli Alberti Gastone. I). 1915, 162 ; R. 300. De Gregorio. O. 1903, 271. De Gregorio Diego. D. 1901, uS; 1902, 120. De Gubernatis Angelo. DT. 2 1 , D. + 1913. 154- De Hartulary Darclée Ivan. O. 268, 270. 275, 276. De Hidalgo. M. 65, 68, 70. 74, jf^. Dekolb Albina. 107. De Larderei Florestano. M. Sa. Delauskoy. M. 72. Delavigne Casirair. DT. 22. Del Balzo Carlo. DT. 17, 22. Del Campo. .M. 68, 72. Del Carretto. M. 63. Del Castillo. M. 73. Del Chiaro. M. 65, 66, «17. Del Colle Igea. 291. Del Corso. M. 58, 62, 67, (>S, 75 Del Credo. M. 67, 70. Del Cupolo. M. 64, 66. Deledda Grazia. D. iqo9, 139 De Leone Frank. O. 1910, 275. Delfini Lola. I). 174, 180 (v. Braccini!. Delfini'Campi Virginia. D. 140, 144, 150 Del Giglio Elio. O. 275. De Lieri Ausonio : \ . Caligo. De Lieto. M 75. De Liquoro I. D. 1901, 118. De Litala. I>. 1918, 173. De Livia. M. 74. Del'a Bruna .Mirka. 107. Della Corte Andrea, ("r. 313. Dell'Acqua. .M. 63 Della Garisenda Ge«. (). 27(,. Del Lago Italia. 2.i(\. Della Gorgoni. M. (17. Della Guardia Clara. D iji,. Della Guardia Ernesto. D. 120, 180. Della Morea Cecità. O. 1907, 273; 1916, 279. ... Della Pergola .Mina. .w.. Della Ri'za Gilda. M. 59, 65, i)8. 74, 78. Della Rosina. 268. Della Rossa Gennaro. TN. 747 Della Sala Spada Agostino. DTl' 2 Della Vedova. -M. 64. Delli Ponti e Gregori. U. 191 1, 275 Delli Ponti Raffaele. O. 1911, 275. Dell'Onofrio. .M. 68. Del Lungo Isidoro. DT. 22. Del Monte Roberto. 197. Del Moro Gina. 196. Del Moro Virginia. 1). 15.S. De Lorde. SC. 306. Del Ponte Zaira. 200. Del Ry. M. 64, 66, 71. De Luca Kennedy Luigi. O. 1917. De Luca. .VI. 77, 8_\ De Luca Pasquale. 234 ; R. 291^ : 315- De Luigi Pietro. O. 1913, 276. De Lupis. O. 275. Del Vivo .Vlberto. O. 1910, 274. De Lys Alda. 289. De Macchi Pietro. 198 De Macchi Sandro. 19 v De Marchi. .\I.' 71, 72. De Marco. .M. 62. De Marco .Anna. D. 134. De Maria D. O. 278. De Maria Cesare. D. TP. 237; D. i 170; O. 2S2 ; R. 298, 299, 30-2. De Maria Federico. D. 191 1, 147; i. 153; 1920, 188; R. 299, 302. De Martini' Peracchi Celestina. V De Martino Giuseppe. T. X. 25(1 De Micheli Carlo. 2^2. De Micheli Pietro. i<)4. De Miglio. M. 36. Demma Cesare. 288. De Monticelli Guido, uki De Monticelli Nellg. 1.,.,. De Mori Cristoforo. 196. De Muro Bernardo. M. ()5, 71, 74, De Musset Alfredo. S€. 304. De Najac e Duval. O. 282. De Napoli Giacinto. D. 4- njii, i De Nardi». M. 88. Dentale. M 37. 71, 78. Deola. O. 271. De Pachmann. .M. 10^. De Paoli. M. 66. De Paoli. TF. 2;;b. 351 — De i'auli Piera. U17. i)e Personali Mercedes. I> ixin, De Pra L. K. J99. De Rada Le!)poldo. Cr. 31». l»erev>i (ìiiidu. m;. De Rions Uaou!, iuj, 180 ; O. 282. De Stefano. .\M. 331. Destinn. \\. 77. De Tura Gennaro. M. oh. Desy Fathma. AM. 329. Devasini Gius. I). T. 19. De Vecchi. M. 66, 71. De Vecchi G. B. O. iqo6, 273. De Verdain Clea. 288. De Vico Liana. 109. De Vincentis Giovacchino. D. 1012, De Virj^i'i Pasquale. F:>T. 22. De Voltri Mafalda. M. ,-8. (>.>, 6; Dezan Enrico. 289. f)e Zorzi. M. 6^, 70. 73, 7:;. De Zucco Mario. 288. Di Anj^elo. M. 68. Dias Willy. D. 19 ro, 170. 17M, i'i<>3, '43. 154- Q07, Diaz Meiceiles. I). . |, 175, 180, 195. Di Bernardo. M 62, 6b, 73. Di Pitonto. M. 71. Di Cambio Gerardo, aocj. Di Campello Pompeo. DT. 20. Di Castelnuovo Leo, i). i<)<)7, 1,,; kjk., 142. Dicken? Carlo. ^L 51. Didur Adamo. M. 77. Diegoli Giuseppe. O. 278. Diena Jacopo. D. 1909, 139; 191^, 149- Di Franco Giuseppe. O. 1913, 276. Di Furia Amalia. 205. Di Furia Anna. 2()^. Di Furia Federico. 197. Di Giacomo Salvatore. 2^,4; TX. 247, 248 ; O. ..72. Di Giacomo e Cognetti. M. 82. Di Giannicola Umberto. 206 Di Giovanni. M. G6, 71. Di Giovanni Alessio. D. 191 1, 146. Di Gregorio L'go. D. 174. Di Lelio. M. 66, 73. Di Leo. M. 70. Diligenti. 1). i6t. Dilìgenti I.,ina. 1). 4- 1910, 144. Dilli Elda, iqv Di Lorenzo Lia. iqj. Di Lorenzo Tina. I). 1901, 117, 128, 140, 147, 150, 171, 180, 190, 195, 209; TL. 315- Di Martino Gaspare. I). iqi2, 149; TX. 247, 24(, ; Cr. 313. Di Marzio. M. 63. Di Marzio Ilia. 287 Di May Francesco. 200. Dimitracopulo e Lascaria. O. 287. Di Montrone Marchese. DT. 21. Di Napoli Alfredo. TX. -f- 249 Di Napoli Guido. R. 302. Di NapoHVita Vincenzo. TX. 247, 287 ; R. 207. Di Natale Basile Ignazio. DT. io. Dini .\rgia. u)7. Dionigi. -M. ^4, 73. Diotallevi Giivanni. D. 1911, 1)6; AM. 320. Di Renato Giuseppe. 202. Dirgio. M. 0^. Di Rocca Anny 102 Di Rocco Ugo. 290. Di Sandro. AM. 331, 332. Di San Germano Lucia. AM. ^,^0. — 352 — Di San Giusto Italico. D. 1915, 162. Di Savaria Marino. O. 377. Di Stefano (v. \illarvet e Di Stefano). Dllalia Gerolamo. D. 1914, 156. TV. -•40, 242. DI Valle Carla. 290. Djaghilefl Sergio. M. 76; BR. 307, 308, Dobrski Giuliano. D. 4- 1912, 151. Dolci. M. 6.Ì, 66, 71, 73. 77- Dolfi Angelo. L). 4- 1919, 182. Dolfìni Carlo. 199. Dolfini Delfina. 199. Domar Dora. 293. Domar Giuseppe. 295. Dominici Enrico. D. 120. Dominici Ettore. D. 4- 1906, 131. Dominici Gianni. D. 190. Donadio Giulio. D. 150, 157. Donadoni Margherita. D. 140, 150, 174, 195- Donaggio. M. 67, 71, 73, 73. Donatello. M. 63, 64, 72. Donati. M. 64, 73. Donati Onglielmo. R. 297. Donati Maria. R. 302. Donati Ugo Antonio. D. 1907, 133. Donato Mattioli. M. 62. Donato. M. 72. Donaudy Alberto. M. 51, 52 ; D. 1906. 129; 1908, 137; 1909, 139; 1913, 153; 1916. 167, 168. Donaudy Stefano. M. 48, 51, 81. Dondini Ada. D. 140. Dondini Cesare, senior. D. 155. 164. Dondini Cesare, junior. D. igoi, 117; K)03, 122, 133, 140, 144, 150, 157, 164, 171, 175, 180, 189, 190, 199. Dondini Enrico. D. 4- 1915, 166. Dondini Ermete. 200. Dondini°Pasta Alma. D. 180, 200 (vedi Pasta .Ailma). Dondonio Carlo. M. 59. Donizetti Gaetano. DT. ii, 16; M. 31; B. 108. Donnarumma Amalia. 288. Donnay M. .AM. 332. Donnini Alberto. M. 50, 88; D. 1905, 127; 1908, 137; 1909, 139; 191 1, 145. Donnini Augusto. 197. Donnini Maria. 291. D'Onofrio Giovanni. a88. Donzelli F. iS. 253. Donzelli Virgilio. O. 272. Doplicher. M. 104. Dorati Ida. 196. Dorè Dedè. D. 1914, 157. Doret. M. 105. Doria Luciano. I). 1916, j68; AM. 320. 3-21. 330, 332- Dorialb Maria L. O. 280. D'Origlia Bianca. D. 175, 180. 200. Dorini Ida. 2 ^- i<)o>, ijo^, 144. 151. Hmaniiel (ìu^lielmo. M. 51 ; O. 274. Emanuel Palmi Bruno. H. 174, 180, 199 Emiliani. M. ti. Endrigo. M. 67 Erckmann Chatrian. M. N4. Erizzo Pier Luij^i. I). 1015, 16-'; i + 1916, l'^.S. Fabbri Eduardo. DT. 22 ■ DI Fabbri Lina. 197. Fabbri Paolo. DT. 7. Fabbroni. M. 74, 106. Fabiani G. G. D. ìqtì,, 153 Fabini S. O 1919, 284. Fabretti Eneide. 194. Fabrini Fernando. 2S8. Fabusellini Armando. 194. Pacchi (Cas.-i Edit.) TL. 315. Faccio Franco. (M.°). M. 95 Faccio Mario. D. toio, 142; 1912, 149; 1915, 161. Faenza Jole. 194. Faggioli Arnaldo, n^/;. Faggiolj Egidio. 197. Faggioli Landò. 197. Fagiolari Luigi. O. 283, 290. Fagusa Giuseppe. 200. Faini V. R. 298. Falchi f.M."). M. 92. Falcini Giuseppina. D. 180, 197. Falcini Ubaldo. D. i()03, 122. 174 Falcioni Alberto. D. 1013, i:;3. Falcone Giuseppe. 193. Falconi. M. 76, 78. Falconi Adelaide. D. 110; 4. iqni T;r, Falconi Armando. D. 117, 150, 171, 173, 174, )8(), 185, i<)5. Falconi Arturo. I>. 11)114, '^". '-5> i44> Falconi Pietro. D. 4- 1901, 119. Falena ligo. 1). n)<)7, 133; 1911, 143; 1916, 167; 1918, 173, 224 *; Cr. 313; AM. 320, 321, 329. Faleni Fernando. Falgheri Marco. O. i<)i9, 284 Fall Leo. (). 208. Falorni Giacomo. D. 1914, 156. Falstaff, p-^eud. (\-edi Rindi Rugg^.-ro) Falzoni Giuseppe. 193. Famadas Amador. M. 64, 67. Fancelli Roberto. O. 1912, 276. Fanciulli Giuseppe. B. no, 1 1 1 ; D. 1920, 1X8; 'l'S. 2.:,2. Fani Malda. .M. 54. .t,v Fano Franco. M. 62 ; + 1920, 201''; Si'. 3".S- Fano Guido Alberto. M. 34 Fanti Carlo. 196. Fantinelli. O. 1920, 286. Fantini Amalia. DTP. 237. Fantini Mario. 193. Fantoni Cesare. 194. Fantoni Medea. 103. Fanucchi Canonico. M. 87. Fara Giulio. M. 37, 39. Fara Pietro (vedi Ubertis T(rcs:i) Faranelli Pio. AM. 328. Fares Lisa. 266. Fares Oreste. 266. Farina Gemma. D. 128. Farina Laura. 194. Farina Salvatore. D. 1901, 117; 4- 1918, Farinelli. M. 63. Farlatti Federico. O. 1914, 277. FaruUi Ugo. D. 131, 134, 137. 140, 146, 150, 134, '68, 171, 174, 189, iq6 FaiTar. M. 77, 83. Fasciotti Gabriella. 103. Fasolo Oreste. DTP. 236; 1912, 140. Passeri Rosario. 195. Fassino Fiora. 2(;t). Faticanti. M. 63, 72, 74, 78 Fauré. M. 104. Favara Alberto. M. 36. Favaro U. O. 287. Favi Annita. 193. Favi Augusto. 193. — 354 — favi Edoardo. 270, 26b. Favre Gina. I^. 120, i^s. '4-; Pavretto Amalia. 291. Favretto Italia. 265. Favretto Ugo. 265. Fazio Giuseppe. TS. 251, 252. Fazzi Giulio. 291. Fechner Augusto M. O. 191 2, 276. Fedeli Vito. M. .54, 39. Federici. M. 76. Federzoni Luigi (vedi De Kren/i) Fedi Bindo. D. 191 1, 146. Felix Giulia. 290. Felix L. 290. Felli Angiolo, iqj. Felsier Antony. O. 287. Félyne Ossip. 234. Penotti Tina. 292. Feola di Valcorona Nicola. J'S. 253. Ferioli Giuseppina. D. 1918, 174; 191.1. 177 ; 1920, 188, 234. Fernandez Attilio. 199. Ferrante Teresa. 193. Ferrante Tina. 2qo. Ferrara Amilcare. 287. Ferrara Cesare. 196. Ferrara Paolo. 196. Ferrarese Mario. O. 1914, 277; R. ^.u. Ferrari. M. 65, 70, 71, 74, 77. Ferrari Angelo. \1. 38, 67. Ferrari Emilio. O. 1907, 273: 1913. 276 Ferrari Gigi. R. 302. Ferrari Giuseppe. O. 276. Ferrari Ines. 193. Ferrari Paolo. DT. 20; D.. 1903. N. 123: 1915, 163, 202, 204, 205, 206; TP. 235; TG. 263. Ferrari Tonio Giacinto. D. 191 2, 149. PerrariPontana. M. 75, 78. FerrariTrecate Luigi. B. 108. Ferrarini Luigi. 2S7. Ferrario. M. 63. Ferraris. M. 68. 73, 74. Ferraro L. AM. 330. Ferrati Luigi. D. 4- 1919, ,82 ; I). i92(, Ferravilla Edoardo. TM. 244. 246 ; 4. 245*. Ferrea Dina. 288. Ferrenti (iiuseppe. 2S9. Ferrerò Alfonso. 237; D. 1919, i.So; TP 2-^7; O. 280; R. 298. Ferrerò Desi. D. 140, 150. Ferrerò Lruesto. U. H): Figini M. 199. Filacchioni Ugo. 266. Filanci Luigi, f). 1913, 276. Filiasi Lorenzo. M. 50. Filipponi Giovanni. (). 282. Filler Mario. 291. Finali Gaspare. D. 4- 1914, 138 Fineschi Armando. 288. Fineschi Fanny. 288. Fineschi Secondo. 288. Fineschi Virgilio. 288. Fino Giocondo. C). 280; AM. 325: Fino Giuseppe. Cr. 313. Fino Saverio. DTP. 237; D. 1911, 140. Finzi A. M. 104 Finzi Ida (Haydée). D. 1907, 133; 1912. 130: TV. 239 Finzi=Magrini. M. 64. Fiorentini Teresa. 19,. Fioretti Amalia. 292. Fiori .Maria. 202. Fiorini (juido. 292, 293. Fiorini Mario. R. 297, 208. Fiorinotta. M. 34. Fiorita Angelo Luigi. D. 1914. 137. Cr Firpo Arnaldo. D. 147, 130, 180, 193. — 355 — Firpo Emilio. O. 191 1, 275, 270, -•77, 279. Fitzner. M. 104, 105. Flairini Diomede. 200. Flavfani Tina. n)3. Fleres Ugo. D. 1910, 142; 1917, i7>- Fleta. M. óó, 73. Fleurville Nino. 292. Flores- Mvares José. M. 61, 66. Fiori Elvira. DTP. 235. Foà Arturo. D. 1904, 125; 1905, 127. Fogazzaro Antonio. M. 79; D. 1902, 119; r\'. J3S ; + 241. Foggi. M. 65. Fokine. BR. 307. Fontana Ferdinando. D. 189; D. 4- 1919. 1S2. Fontana Giacomo. AM. 328. Fontana Luigi. M. 88. Fonte **eniamino. M. 49, 60. Fontebasso Giovanni. DT. 20 ; DT. Forges-Davanzati Roberto.^ D. 1908, 136. Forlano. M. 64. Formichi. M. 64, 71. Furnari Gino. O. 282. Fornaroli. BR. 309. Forni Augusto. O. 271. Forster Riccardo. Cr. 313. Forte Mattia. O. 1003, 272. Fortebrandi. O. 1920, 286 Fortezza Francesco. 291. Forti. <). 1901, 271. Forti G. AM. 331. Forti Luigi. DT. 20. Portis Bianca. 198. Fortis Carlo. 198. Fortis Ipanoff. 198. Fortis Leone. D. 132, 203. Fortuzzi=Podda Giulia. D. 140, 151, 199. Forzano Giovacchino. DT. 14; M 52, 53, 84 ; B. 108 ; D. 1907, 133 ; 1908, 137 ; 1916, 167; 1918, 174; 1920, 182, 183 221*; TF. 258; O. 276, 277, 278. 283. 284; R. 297, 399. Fosca Lyda. 19^. Fosca Rina. 197. Foscari Enrichetta. TV. 238; + 241. Fosco Pietro. .Wf. 320. Foscolo Ugo.' DT. II, 16, 19. Fossa'Mancini Marianna. D. 1901, 118 Fossati Vittorio. 265. Fossi Garibaldo. 198. Fougère. M. 76. Fougez Anna. AM. 324. Fournier Gone. Di'. 19. Fraccaroli Arnaldo. D. 1908, 137; 1912, 150; 1913. 15-. 153; 1916, 167; igi/r 170; 1920, 185, 189, 223. 234; TV. 2^1. 242; R. 299. Francati. R. 297. Franceschi Antonio. 194. France.schi Enrico. DT. 21. Franceschi G. O. 1913, 276. Franceschi Lina, 193. Francescbini. D. 1915, 161. Francesconi Giulio. D. 1915. 161 ; 1916, 167, it)8; 1917, 171; 1920, 187. Franchetti (M.»). M. 63, 70, 74. Franchetti Alberto. M. 46, 49, 50, 52, 82: D. 176, 221. Franchetti Augusto. DT. 8, 22. Franchetti Tcre-a. R. 302. Francheville. M. 53. Franchi Anna. D. 1915, 162 ; TF. 258. Franchi G. O. 373. Franchi Giuseppe. 289. Franchi Nicola. 193. Franchini Franco. 292. Franchini Giovanni. DT. 19. Franchini Teresina. D. 1903, 120, 1:2; 1904, 125, 126, 138. Franci. M. 62, 63, 65, 68. Franci Arturo. O. 277, 278, 279. 280, 282. 283, 284. Franci Bianca. D. 140. Francia Vincenzo. D. 1918, 174. Francini. M. 64. Francini Anacleto. O. 294 ; R 302 Francioni. O. 283. Francioni Pietro. 291. Franck Cesar. M. 41, 104. Franco Llly. 193. Franguelli. O. 273. Franz Giulio. 194. Franz Ines. 194. Franz Lina. 194. Pranzi Umberto. 288. Franzoni Alfredo. 196. Pranzetti Emilia. 26.^. Frascani. M. 66, 68. Frascella Alfredo. O. 1917, 281, 2S4 ; 1920, 286. Fraschetti Vincenzo. B. 109 ; O. 284, 285. Fraschini Dalyo. D. 1920, 189. Fratini. M. 70, 74. Fratti. M. 64, 70. Frattini. M. 71, 74. 356 — Frattini Carlo e Angelo. R. 299 300 312. TI.. 315. Frattini Angelo e (ìiuseppe. Cr. 312. Fregosi. M. 07, 73. Fresquet Alberto. 1). 1906, 130. Frigeri Innocenzo. DT. 20. Frigerio Aristide. 198. Frigerio Jone. D. 131, 143, 150, 13 180, 197. Fronticelli Lidelba Ines. 293. Frontini F. B. M. 37. Fronzi Maria. 287. Fnigatta. M. 96. Fuini. M. 68. Frugolo Primo. 292. Fuggetta Augusto. 197. Fuggetta Rita. 196. Fulchignoni Mario. TS. 252. Fulignoli Pericle, 291. Fulves Cinzia. 288. Fumagalli Erminio. O. 271. Fumagalli Mario. D. 123, 138. Fumagalli Placido. O. 1914, 277. Fumagalli Rodolfo. O. 276. Fumagalli^Riva. M. 67. Fuochi Argia. 292. Furani Berto. 199. Furani Rex. 199. Furiai Arturo. 292. Furiai Silvio. 292. Furlan Rodope. 198. Furlanetto Eugenio. 264. Furlani Bianca. 264. Furlani Germano. 265. Furlotti. 70. Furlottt Arnaldo. M. 49, 59, 70. Fuso Mario. 194. G. Gabardini Cesare. D. i<)«2, 120; 1905, 127 ; 1018, 173. Gabellio Francesco. D. 1902, 120. Gabrielli Gabriele. D. 1910, 142 ; D + 1912, 151 ; TN. 248. Gabrielli Lina. 198. Gagliardi Laura. M. 62. Gaia Gemma. 293. Gainotti Enzo. 193. Gainotti Tala. 193. Gaioni Govi Rina. TG. 264 Galanti. M. 71. Galardi Eugenia. 193. Tr. Galdelli G. O. 1917, 281. Galdieri Rocco. TN. 249, 250 ; O. 275, 280 ; R. 297, 298. Galeati Giuseppe. D. 154, 180, 2cx). Galeazzi'Scotti Cosimo. DT. 21. Galeffi. M. 58, 71, 77, 78. Galeotti. M. 64. 174, Galeotti Ocno. 199. Galiani Fernando. 266. Galilei Vincenzio. DT. io. Galingani "run;>. O. 277. Galletto Cario. 293. Galletti Maria. 290. Galli. M. 63. 66, 70. Galli Dina. D. 1901, 116, 134, 140, 144, 1^0, 158, 171, 175, 183, 196. Galli Giuseppe. 197. Galli^Curci. M. 77. Galliciani Enrico. O. 273 Gallignani Giuseppe. M. 34. Gallina Giacinta. TV. 240, 241. Gallina Giacinto. FP. 235; TV 237, 243; TF. 256, 258. Gallina Mario. 19S. Gallina Mary. 198. Gallini Tine. 194 . Gallo Antonio. M. 62 63, 66, 75 Gallo Maria. 265. Gallo Nazario. DT. 20. Gallo-Benvenuti Maria. 193. Gallone Carmine. D. 1911, 147; 1013, 153 ; -^^i- .321. 326. 331. Gallone Soava. D. 137; .\M. 321, 324, 325. 326, 331. Gallucci Carlo. 290 Galvani Ciro. D. 133, 137. Gamberini Lina. 2S8. Gambini Rita. 266. Gambino Luigi. 265. Gambino Paolo. T93. Gandini. M. 71. Gandolfi. M 59 70. Gandnsio Antonio. D. 1003, 122. 128, 137. 140, 143. 163, 174, 179. 180. 197; TL. 315. Gandussi. TR. 261. Gara Edoardo. 197. Gara Eugenio. D. 164. Garavaglia Adelina. 104. Garavaglia Ferruccio. '"> 002. 120, iv. D. 1903, 122, 128, 133, 133. 137. M". 144, ico; 4- 151, 163, 166. Garavaglia Guido, 2()o. — 357 — (ìaravaglia Leo. 1). 175, ujS Garavaglia Luigi. luS. (iara\ello. M. 05. Uarbin Edoardo. M. (lO, 74. (jardin \ntonietta. i<)8. (iardin Augusto. 19S. tiardin Costante. 198, 199. (iardin Uiuseppe. i^S. Uargano Aristide. O. J71, 272. Garj5ano f. O. 271. Gargano tìiovanni. O. 272. Gargano G. S. DT. 21, 23. Cariano Leone. 288. Garj^ano Olimpo. 289. Gargano Rina. 289. Gargiulo. M. 04, 65. Gargiulo Carlo. AM. 328. Gargiulo e Sanna. O. 1909, 274 Garibaldi. M. 54. Garino Gabriel. M. 39. Garison. M. 77. Garneri Magda Maria. 197. Ganiffi Carlo. 290. GarufiS Ernesto. 290. Garuffi Maria. 290. Garulli Alfonso. DTP. 236. Garzes Arturo. D. 1901 C. 118, 150; 4- + '9<5. 165. Garzes Francesco. D. 165. Garzes Vittorio. 197. Gaselini Lina. 198. Gasparini Jole. 276, 277. Gasperini Giselda. TV. 238 Gastaldi G. R. 298. Gastaldi Jole. 265. Gastaldi e Solferini. R. 297. Gastaldon Stanislao. DT. 8 . Cr. 311 Gatteri Lina. 20^ Gatteschi Gattesco. D. h)02, 120; + 1918, 175- Gatteschi Roberto Pio. M. Sn. Gatti. M. 71. Gatti G. M. 56. Gatti Giulio. TG. 263. Gattinelli Gaetano. DT. 7, 20; D. iqoi : \. 118. Gaudenzi .Apollo. R. 297. Gaudio Mansueto. M. 63, 66, 67, 74. Gaudiosi Gennaro. 289. Gaudiosi Ida. 289. Gauthier Lidia. D. 134. Gauthier \anda. 195. Gauthier Renée. iq,. (ìauthier Théophile. 1). 1904, 1.-4. (ìavazzeni Giuseppe. Cr. 311. Gavi Valentino. U. 1914, 157; 1917, 170; (ìavinelli Enrico. 194. (ìaviria. Ni. (15, 70, 71, 72. Gay Maria. M. 72. (ìazzarini Carlo. D. 1915, 162. (iazzini Alderano. 199. Gazzotti A. 199. Gazzotti Luigi. M. ()i. iiaynioiiat. A.M. 329. Gellona Ernesto. Ò. 276. 277. Gemelli Emilia. D. 1912, 150. Gemelli Enrico. DTP. 236. (ìemelli Maria. DTP. 236. (iemmò Desdemona. 200. (ìemmò Donatella. 200 . (iemmò Giulio. I). 180, 200. (ìenerali Pietro. DT. 19. Genina Augusto. AM. 320, 321, 326, 33 >, Gennari (M.»). M. 74. Genovini Armando. 266. Gentile A. R. 297. Gentili TS. 254. Gentilli Olga Vittoria. D. 140, 150, 163, 171, 174, 180, 193. Genzadi. \ì. 70. Georgewsky. M 56, 75. Geri Adolfo. 198. Gerì Alfredo. 198. Geri Alda. 198. Gerì Augusto. 198. Geri Rodolfo, igg. Germani Augusto. 192. Germani Erama. 197. Germiniani Gino. 266. Gerra Flora. 287. Gervasi=Benincasa Francesco. D. + 1913, 155- Gessaga Tullio. 291. Gessi Fratelli. O. 271 Ghelli Adele. 199. Ghelli Giuseppe. 200. Gherardi Gherardo. Cr. 311. Gherardi Del Testa. D. 202, 203. Gherardini Amedeo. D. 1908, 136; iqio, 142 ; T017, 171 ; 1920, 186, 215*. Gherardini. M. 66, 70, 74. Ghersani A. 265. Ghiglione Francesco. 288. Ghilardini. M 6^ 73- 358 Gbione (M.»). M. b2, 63, 70, 75. tihione Emilio. AM. 330. 331, 33;. Ghionc Enrica. lyò. Ghiune Giuseppe. kRi. Ghisetti Gina. 19S. Ghislanzoni Antonio. M. 5J. Giacchetti Ada. K13. Giacchetti Giovanni. 193. (ìiachetti Cipriano. I). 1920, 188. Giacomelli. .M. 62. (iiacometti Paolo, .205. Giacomini Anna. 287. (ìiaconia. M. 72. Giacosa Giuseppe. M. 50, 60, 88; U. 1904, 124; + 1906, 131 *, 208, 209, 218, -34; 'i'F- 256. Giaidini. M. 36. Giamforuno Carmelo. O. 281. (liana. Ai. 63, 74. Gianfcrrari. M. 90. Giangiacomi Palermo. D. 1915, i()2. Giannantoni Vezio. AM. 327. Giannelli Giulio. 196. Giannetti. AM. 325. Giannetti Giovanni. C). i<)iq, 284 ; 1920, 285. Gianni Ada. 290. Gianni Armando. 290. Gianni Guido. 290. Giannini (Casa Edit.) TL. 315. Giannini Letizia. 291. Giannini Olga. D. 120, 150, 163, 174. Giaquinto Ettore. DT. 75; 1915, 161; 1920, 187. Giardini Achille. 192. Giardini Cesare. 199. Giardini Umberto. 108. Giardini Vittorio. i9<). Gigante Gian. D. 1916, 168. Gigli Beniamino. M. 68, 72, 75, 77, 7^ Cigoli Giannina. 200. Gilardi. M. 73. Gilardini Felice. D. 1912, 140; 1913, isa: 1914, 156. Gillovich. M. 65, 73. * Ginami Corinna. TN. 250 (vedi Bertolini- Marcionni (jina). Gioana Mario. 289. Gioana Pina. 290. Giobbe Mario. D. 1902. 191 ; + jqo^. I ^ I . Gionchetta. M. 54, 55. Giorda Marcello. D. 174, 180, 196. Giordana Tullio. 1). 1903, 122. Giordani Eraldo. 290. Giordano. M. 64, O7, 68, 74. Giordano Amelia. TN. 247. Giordano Felice. O. 276. Giordano Ludovico. O. 277. Giordano Umberto. .\I. 40, 47, 50, 51, 52. 82, 1)6, 190. Giorgetti Spartaco. 198. Giorgetti Zaira. uiy. Giorgi. M. 68. Giorgieri=Contri Cosimo. D. 1904, 124: 1905, 127; i. 313. L inzerotti. .^!. 'r Lanzi Rosa. 265. Lanzoni Filippo. 199- Lanzoni Maria. 199. Lanzow. M. 73. Lapazza Raoul. M. 105. Lappas. M. 75, 76, 77. Lapuma. M. 65. La Ross. M. 65. La Rotella Pasquale. M 50, 61, 'Y , 93- Lasca. D. 1909, 138. Lattes Salomone. O. 1917, 281. Laurani G. 265. Lauri Giuseppe. 288. Lauro. M. 62. Lauri=Volpi. ^L 66, 71, 72, 73. Laurini Armando. 292. Lavaggi Armando. D. 1901, 117, 13 Lavoratti Giulio. 193. Lavrova. M. 70. Lazzari Alessandro. 197. Lazzarini. M. 64. Lazzarini Ines. D. 175. Lazzarino Antonio.. D. 1911, 146; k :8o Le Bateau. O. 275. Lebruni. M. 72. Leccardi Gioacchino. 292. Lecoq. O. 267. Lega Antonio. M. 56, 61, 86, 227*; 280, 282 ; AiM. 328, 329, 330 Lega G. AM. 327. Legat Nadina. M. 67. Leggiadri Lea. 293. Legnani Nino. R. 302. Lehar Franz. (). 268. 149 1 21 266. 260. — 362 — Leigheb Achille. D. + 190'. l'V- Leigheb Claudio. D. 119, 120; + 1903, 123*, 131, i.Si. Leigheb Giovanni. 197. Leigheb Migliotti Teresina. D. 13X, 140; ^ i9'4. »S9- Leigheb Ugo. D. 4- 1914. i5^'- Leila. M. 71. Le Monnier (C'usa Editr.). TI- 3'4- Lena Giuseppe. K7B. Lena Tersilia. 11,8. Lenzi. M. 66. Leo. M. 31. Leo di Ca'telnuovo (v: di PuUè L'^npoldoi Leon Leony. 197. Leonardi ^. I). i9'4, i57- Leonardi (ìiuseppe. Cr. 311. Leonardi e Salvini. 'FA'. 243 ; O. 286. Leoncavallo Ruggero. M. ah, 47, 50, !\2. 62, 06, 97 ; O. 268, ^74, 276, 27K. 280, 284, 287; AM. 325. Leonelly Mario. 196. Leoni Bice. 289. Leoni Franco. DT. 20; M. 53, 54, 55. Leoni Gino. O. 289. Leoni Mario. TP. 235, 237. Leonidoff Ileana. BR. 309; AM. 321 324. 325- 331- Leotti Vincenzo. O. 270. 284, 296*. Lepanto Vittorina. D. 154, 164: AM. 330. 332- Lessenr. .AM. 329. Letti Anna. 292. Levi Arturo. 193. Levi Cesare. DT. 17, 22, 2,; D. 182; Cr. 311. 312 ; TL. 315. Levi Eugenia. M. 39. Libassi Cesare. 265. Libassi Fara. 265. Libassi Pia. 265. Liberati Franco. D. iO"i, 118; 190 -, 120: i()05, 127 ; 1918, 174. Liberati Lydia. D. 150. Limone Angelo. 194. Limone Manlio. 194. Llnati Carlo. M. ^^4. 55, 86, BR. 300. Lindau. D. 144. r^lmonesi Anita. 194. Llmonesi Ifigenia. 194. Lln .Angelo. 197. Lindner Alberto. DT. 20. Lipari Giuseppe. 198. Lipparini Giuseppe. D. 1901, nS; 1904 124. Lisoni Alberto. 1). + 1915, 166. Liszt. M. 103. Liuzzi. B. 108. Liverani D. DT. 15, 22. Liviahella Oreste. O. 1910, 274. Llopart. M. '>7- Lo Cascio Giuseppe. 195. Lodi Carlo. 199. Lodi Nino Maria. AM. 328. Lodovici Cesare. D. 1912, 149; 1915, 161 KM 9, 177. 232*. Lodovici Eugenio. 292. Logheder Luigi. O. 1913, 277. Lo Giudice. M. 71. Loi Josto. M. 59. Lolli A. .\M. 331. LoilioStrini Antonietta. D. 134, 140, 150 Lombardi. M. 07. Lombardo Carlo. O. 268, 269, 280, 281. 282, 283. 284, 288; R. 300. Lombardo Costantino. O. 272, 274, 277, 280, 281. 282, 284, 287. Lombardo Domenico. O. 270, 288. Lombardo Emma. 287. Lombardo G. B. 194. Lombardo Gina. 193- Lombardo Giovanni. O. 279, 288. Lombardo Giuseppe. 288. Longo. -M. 104, 105. Longo Maria. 26^. Longo Pietro. TS. 253. Lopez Sabatino. D. 1903, I21, 122; 1904 124; J906, 129; 1907, 132; 1908, 13^ 137; 1909. 139; 1910, 141, 143; 1911. 146, 147; 1912, 147, 149; 1913, 152; 1914, 157; 1915, 160, 161; 1916, 167. 16S ; 1918, 173 ; IQ20, i8a. 214*, 234 ; TV. 243; TG. 263; O. 279; TI.. .^'4. 3^=;• Lorenzonl. M. T04. Loria Jacopo. D. 1905, 127. Lori». O. 191;, 278. Loris. M. 6?. 66, 74. Loschi Anacleto. O. 1911, 27;. Lothsky. NT. 105. Loti Prcne. M. 50. Lotti Carlo. D. 4- 1014. i.^R. Lotti Giovanni. O. 1906. 273. Lotti Pina. 108. Lotti Remo. D. 1003, 123, 12S, 131. 13^ 144. 150, i;a. 164, 168, 108. Lotti Romolo. D. -u 1013, i;,;. — 363 — Lo Turco e Frapota. O. 277. Lo Turco Salvatore. TS. 253. Louys Pierre. M. 90. Loyonnet. M. 105. Lualdi Adriano. M. S3 ; M. 103 ; B. 108, lOQ. Lucatello Ettore. O. 1907, 273 ; 1914, 277 ; 10 ib, 279. Lucchini Arnaldo. 288. Lucci. -M. 75. Luce Mary. 196. Luci Arnaldo. M. bJ, 66. Luciani A. AM. 325. Lucidi Cesare. 200. Lucon Arturo. M. 67, 76, 93, 94. Ludikar. M. 56, 72, 78 Ludovici Rodolfo. D. 1909, 139; igio. 142 ; iQil, 145. Lugo Olga. D. 1901 ; C. 118, 128. Luigi Rachele. O. 1904, 272. Lulié Maurizio. D. 180. Lulli G. B. M. 26. Lumbroso Erik. D. + 1914. 15S. Lunda Elena. AM. 320 Lupato. ^f. 72. Lupi Edoardo. 103. Lupi Ruggero. D. 134, 138, t^o, 174, 102, 195. Luporini Gaetano. M. 46, 51, 221 ; O. i()i4, 277. Lurani. M. 80. Lusardi Giuseppe. Cr. 312. Lussardi. M. 63, 67, 70, 75. Lutgart Benedetto. TS. 253. Luzi. M. 62. Luzzatto Carolina. D. 4- 1910, 182. M Mabellini. M. 04- Macart Angusto. O. 287. Macario Giuseppe. D. 1013, 152. Maccanti Fgisto. D. iqoi, 118. Macchi G. M. 50, 53. Macellari Gilberto. 197. Maciste. .\M. 326, 331. Macnez. M. 70. Macri Giuseppe. 108. Maddalena Osmlno. 200. Maddalena Tina. 2qo. Maero. M. 62. Maestri Adelina. D 122 Maestri Catullo. M. 67, 70, 71. 78 Mactei'link. i'L. 315. Magazzari Argia. TB. 346. Magenta. O. 273. Maggi. M. 82. Maggi Andrea. D. 1901 ; C. 118; 1904, 125, 131, 135, 137, 140, 144, 151, 158, 176; 4- 1910, 144. Maggi Luigi. D. 1919, 180. Maggi Paolo. O. 191 1, 275. Maggi Rina. AM. 330. Maggioni Pina. 287. Maggioni Rino. 287. Magheri Alfonso. 198. Maglia Oreste. 195. Maglia Zoe. 195. Maglietta Aldo. D. 1906, 130. Magliulo. M. 63, 66, 70. Magnettl Adelina. TN. 24S, 241). Magni Enrico. AM. 325. Magnini Magno. O. 274. Magno Carlo. O. 1917, 281, 282. 284. Mago Geli. O. 286. Magre Maurice. AM. 320. Magrini Bice. 289. Mahler G. M. 41, 90. Majeroni Achille. D. 131, 132, 144, 172, iSi, 197. Majeroni Dante. 200, 270, 287. Majeroni Jole. 197. Majeroni Ofelia. 287. Majo Olga. 265. Majo Oreste. 265. Makoska Elena. AM. 326, 331. Malaromma Nunzio. AM. 328 Malatesta. M. 63, 67, 68, 75. Maldonato. M. 64. Malfatti Paolo. O. 191 2, 275. Malinverni Silvia. AM. 321, 329, 330, 331. Malipiero Francesco. M. 31, 40, '^2. 60. 83- Malpassuti V. AM. 328. Malvano Gustavo. O. 272. Mannuoli Tito. DT. 20; D. 1902, iqto Manara Filippo. M. 35. Manarini Barberi. M. 70. Menassero Aristide. D. 1006, 130; TR. 260 ; O. 260. Manca. R. 302. Manca Stanislao. D. 4- 191 6, 168. Mancinelli Emma. 193. Mancinelli Luigi. DT. 20; M. 47, 51, 73 04, 00; AM. 321, 325. Mancini. D. 1916, 167. 364 - Mancini. M. 74. iMaicini A. AM. 331. Mancini Ada. 196. Mancini Aristodemo. D. + 1902, 121. Mancini Giulia. 292. Mncini G. C. AM.330, 331, 332. Mancini Ida. 292. Mancini Lea. 197. Mancini Speranza. D. 131. Mancini Ugo. 196. Mancini Cattaneo Amelia. 198. Mandelli Eugenio. O. 1913, 276. Maner. M. (t.v Manfredi Anna. iXc). Manfredini. M. 71. Manfredini Roberto. 200. Manfrini. M. 66. Manganella Renato, (v. D'Ambra Lucio). Mangili. M. 67. Manini Alfredo. M. 53. Manna. .VI. 63, 65, 66, 73. Manna Roggero. DT. 19. Manno. M. 65, 68. Mannarini. M. 72. Mantegazza Lina. 292. -Mantelii-Roselli Tille. D. i7, 133. Manzini Cesare. 194. Manzini Renato. D. 1911, 146. Manzuffa Carla. 264. Marabini Vittorio. D. 1914, 156. Marangoni Ettore. TS. 352. Marass Marcello. D. 1918, 173. Marazzi Lina. D. 4- 1910, 144. Marc-Michel e Labiche. O. 280. Marcacci Angusto. 192. Marcacci Nella (vedi Baratta Nella). 192. Marcantonio M. 63, 64. Marcarini Giuseppe. DT. 19. Marcelli Alfonso. 197. Marcelli Angelo. 197. Marcelli Lina. 266. Marcellini Tommaso. TS. 254, 255, 266. Marcello Benedetto. M. 104. Marchese Filippo. D. 1903, 122 ; 1906, 130; 1911, 146; 1917, 171; TS. 257, 253, 254. Marchesi Giuseppe. 290. Marchetti. DT. 11. Marchetti. M. 27. Marchetti Alessandro. D. 1903, 122 ; 1904, 125- Marchetti Giulio. O. 270. Marchetti R. R. 298. Marchetti Umberto. 194, 195. Marchi Pia. D. 166. Marchi Pio. 290. Marchini Ida. O. 27Ó. Marchiò Arrigo. D. 128, 134, 144, '57> '74. '92. Marchiò Fanny. 192. Marchiò Gilda. D. 157, 174, 192. Marchionni Carlotta. DT. 11, 23. Marchìonni Teresa. DT. 23. Marchisio Antonio. DT. 19. Marciano Ernesto. M. 35. Marcolini. M. 66, 67. Marcone Giuseppe. D. 1902, 120. Marconi. M. 34. Marcony. M. 76. Marcozzi Giovanni. M. 61. Marcucci Mario. 199. Marella Dirce. 292. Marenco Carlo. DT. 11, 21. Marenco Leopoldo. DT. 12, 21. Marenco Romualdo. O. 1905, 272. Maresca Elodia. 288. Marescotti. M. 64, 65. Maresti Carlo. 197. Maresti Pina. 197. Mari Febo. D. 1910, 143, 144; 1911, 163 : AM. 321, 323, 332. .Mari Nella. 195. Mari Roberto. 290. Mariani. M. 63, 64. Mariani A. O. 379 ; R. 299. Mariani Alessandro. 107. Mariani Enzo e Mariani Maria. O. 1 284. Mariani Gerolamo. D. 1902, 120; i 147. 207*. Mariani Getulio. O. 271. Mariani Raffaello. D. 131. Mariani Teresina. D. 117, 122, 134, '3^. 139,- 154. 157; 4- '914, 158*, Mariani Ugo. O. 271. Mariani Vittorio. D. iqk), 180; O. Marinelli Ettore. 265. Marinetti F. T. D. 1915, 163, iqo. Marini. M. 63, 64, 74. Marini A. TF. 257. Marini Ernesto. 105. Marini Ferruccio. 195. Marini Gio. Batt. D. 4- iqoi, 119. Marini Virginia. D. 119, 135, 158, 175*. 176, iSq. 190. Marini' Pipcrno Amelia. D. 140, 103. Marino. M. 66, 74. ■ 46. Ol'i. 91 1, .65. 284 — 365 - Maiiiiuzzi liino. M. 4^, 5i>. 5- 77- '^. Mario B. A. O. 281. .Marionettisti. B. Hj- Mariotti Filippo. DT- -!j Maiitza Sara. -•<)->. Marmora. M. i'^. 71, jj. Marquez Gennaro. D. 144. Marone Ottorino, iqo. Marrama Daniele ObtMto. D + 147. Marrocco Angelo. O. inn», 271). Marrone Domenico. -'87. Marrone Mario. -'<)o. Marsili Carlo. M. 5v Marskaca. BR. 308. Martellato. M. (17, 68. Martelli Alfredo. 1) + uh,,. 155 Martelli .\rnaldo. loy- Martelli Carlo. DT. 20. Martelli luigi Carlo. 1). mjh, 146- Martelli Luisa. 199. Martinati Donisio. TF. .^^9. Martinelli. M. 77, ^3 Martinenghi. .M. 05, 07. Martinez. D. 1910, 14.^. Martini Antonio. 199. Martini Fausto Maria. 1) 1910, 14;; ; 14^ ; 1914, 157 ; 1915. ibi ■ ")>7. 231*; TS. 255; R. 297: Cr. 313; 320, 321, 330. Martini Felice. D. 191O, 1(17. Martini Ferdinando. D. 203. Martini Mario Maria. D. 1910, 142 ; '4.=;: 1913. •.S3. 22S* ; R. 297; ("r. Martinini Aldo. 266. Martino. M. j2. Martinetti Bruto. 290. Martoglio Nino. I). 1905, 127; 1906, 1907. 132; 1908, 136; 1909, 139; 142 ; 1912, 149 ; 1918, 174, 220*, TS. 251, 252, 253, 254, 255; O. .Martucci. M. 31, 80, 90, 92, 100. Martuci;! M. t)^ Marturano Franco, n,; Marucci. M. 67. Marnili Camillo. O. .'-1, 276. Marussig Maria. D. 128, 134. .Marvasi Silvio. D. i9o'i, 129; 1907, '913- '=;3- Marvasi Vittorio. D. !<(03, 12-'. .Marzano Mariano. O. 1916. 278. Marzocchi Amleto. 293. Marzocco. O. 7920, 28r. 3. 95- 1911, 171. 1911, 31-- 129; 191", 234; 28:;. 133 Mascagni L. M. 70- Mascagni Pietro. M. 31. 44. 4^, 47. 49. 50, s-', 66, 79, 83, 84*, 89, 90, 9.-, 93. 95, 227; O. 269. 284; se. 306; AM. Mascalchl Ignazio. D. 1903. >22, iji, 137. '50, i.i4- Mascaretti Carlo. .\M. 320. Mascatelli Giuseppe. 289. Masceri ligidio. 200. Mascettì Giovanni. O. 271, 272. Mascheroni Edoardo. M. 46, 47, 49, 31 63, 66, 68, 9S. Mascheroni Vittorio. O. 1918, 282. Maseti Teresina. 292. Masetti. M. 63. Masetti Eugenia. AM. 329. Masi Ettore. 199. Masi Giuseppe. D. 122, 125, 150, i;i4, 138, 164, 199- Masi Napoleone. D. 117. Masi Nella. D. 144, 147, )99- Masi Rossanna. 199. Masieri Leone. D. 1915, 162. Masini Alfredo. 192. Masini Anacleto. O. 1915, 278; 1919. 283. Masini «Tommaso. O. 281, 282, 283, 284, 283, 2.S6. Masini Papi Bianca. 287. Misìni=Pi^ralli. M. 68, 70, 71, 72, 74, 76. Masino Maria. 288. Masnadi Alfredo. O. 1917, 2S1. Masotti Elsa. 197. MassaPrivato Tina. 263. Massaggia Rosina. 290. Massara De Capitani Rosa. O. 273. Massei Galileo, ti. i9o6»i3o. Massenet. M. 34, Si; B. 108. Massine. BR. 307. Massone Alberto. IB. 246. Massucci Riccardo. 287. Mastracchio Serafino. TN. 247. Mastrigli Federico. D. 1913, 162. Masutto. M. 33 Mateldi Filiberto. 199. Matera. M. 64. Malteucci. M. 72. Matteucci F. AM. 331. Matthey. M. 104. Matricardi Antonio. 264. Mattei Augusto. 193. Mattioli. M. 63, 70. Mattozzì R. AM. 328 - 366 — Matzenauer. M. 77. Maugeri. M. 57, 63, 68, 73. Maurel Secondo. 290. May Mia. AM. 322. Mazza Elio. (). 2S4. Mazzacorati Giovanni. O. zSii. Mazzanti Carmelita. TF. 258. Mazzanti Ettore. D. 138, 140, 150 Mazzei Francesco. D. 202. Mazzerangbi Augusta. 194. Mazzeranghi Giovanni. 195. Mazzetti A. D. 1905, 127. Mazzi Dante. 292. Mazzinghi Gino. 290. Mazzini Giuseppe. DT. 19; D. 1910, Maz/oleni. AM. 330. Mazzoleni Ester. M. 63, 6b, 07, 70, 7-> 73' 74- Mazzolotti Piero. D. 1919, 179, 180. Mazzoni. D. 1916, 167. Mazzoni E. 290. Mazzoni Guglielmo. 287. 292. Mazzoni Guido. DT. 9. Mazzotti Amedeo. D. 1917, 171. Mazzucato Enrichetta. 291. Mazzuccato Piero. R. 302 ; .S(\ ,06. Mazzucchelli Ettorina. BR. 300. Mazzucchetti Augusto. D. + 1(114, Mazzucconi. B. no. Mazzuoli Guido. TF". 258, 259. Meazzi Antonio. O. 1910, 275. Medini Lino. R. 302. Mei, M. 68. Mei Silvio. 291. Meiilard Carolina. 280. MeiniZanotti Maddalena. TF. iz-- -74- Melani Raffaele. D. 190S j ,0, j.-, » Melato Maria. 1). 14-,, 15-), 1C3 , i7(>. '77. 178. 192; .\M'. 326, 329, 3 Mele, .\M. 320. Melini Luca Alberto. O 1)14, .-r. Melis E. V. TS.i. 2,1 Melis R. M. 'ij f7, -, Mellino Pietro. .'80. Melnatì .Marcella. ìm Melnati Umbe.'-to. d Melocchi. M. 59, 70. Memet. M. 67. Menasci Guido, ^l. S<. 150- .Menasci Raffaele. D. Mendelssohn. M. 104. Mengarini Pietro. T\ . 24 I9I0, 14- Mengelberg. M. 105. Menghini. M. hj. Menghini Giuseppina. U. i2ii. Menichelli Antonietta. 266. Menichelli Nino. 26C. Menichelli Pina. A.M. 321, ^2^^, 320, 331, 33^- Menichini Edoardo. I). 4- ic,,8_ ijq . TX. 249. Meniers G. B. DT. 20- Mcnini Angelo. .VSl. 327. Menotti. -M. 73. Mentasti Oreste. R. 298 Meoni Giuseppe. Cr. 313. Merazzi Luigi. 2qi. Mercadante Saverio. DT. 19. MercantelII G. P. O. 273, 281. 28^ 28^ 284, 286. " -' .^• Merciai. D. 1916, 107. Mercuri Armando, O. 1914, j--. Mercurio Pasquale. 205 •Merkel Ottone. D 131. 150. Merletti Giuseppe. 197. Merli. .M\ 62, 68, 78. Merlini Elsa. 107. Merlotti Gualtiero. D. 1915, ,(,,. Meroni. \[. 72. .Meroni Alfredo. _ ^ , Meroni Amalia. 289. Mersick. M. 7;. Messina. M. 7^. Mezza Silvino. (ér. 313. Mezzetti Albano. TV. ,38, 244. Mialet Carmen. 287. Miari C. T. (). 277. Miceli. O 1909. 274. Michelotti Luigi. D. 191,, ,^6; 1912 149; 1913. 153; 1916, 167, 189; O. 277, 287 ; {>. 31-3. .^licheluzzi Amalia. 264 Micheluzzi Carlo, D. 131, i-q; j\ ,, Micheinzzi Leo, O. 282, 28S. ' Michieli Raffaello, TV. 243 Miele Antonio. D. 1912, 140. Migliari Armando. 105. Migliari Alberto. 289. Mlgliari Dora. D. 104, ,;^, , ,, Migliavacca Paolo. O. 274. Migliori (M.o). M. -o. Migliotti=Leigbeb Teresina, D. ,20- D + 1914, 159. Migninius Giovanni, R. ; - -Milanesi. \I. fi;, f>s. 7-,. Milanesi Emani. 280. — 367 — Milanesi Coltelli. M. 63. Milanesi-Stabile. M. (>S Milano Edoardo. 194. Millefleurs Lina. AM. 325. 326 332. Miller Ada. j(\;. Milone Tancredi. D. 1907, 133. MilonC'RomajInoli Giuseppina. DTP. 237. Mina Caterina. 193. Mina Mario. D. 174, iSo, 193. Minch Guido. 193. .Minch Sofia. 193. Minelli Luisa. D. 1914, 157. Minghetti. M. 63, 6S. Minati Francesco. 192. Minichini Edoardo. 197 Minichini Maria. 197. Minichini Sara. 197. Minneci Enrico. TS. 2^?. Minolfi. M. (-S, 70. Minorelli Elvira. 290. Minotti. M. 63, 64. Miotti Gentile. 196. Mirande Ives. D. 1915, Mirandoli Adriano. D. Mirbean. AM. 320. Mirelli Guglielmo. 107. Mironi Ettore. 200. Mirro Adolfo. 265. Miserocchi Manlio. D. Mochi Enrico. 193. Modena Giulia. DT. 8. Modena Gustavo. DT. 6» 7, 8, 9, 10, iS,' 132, 166. «Modernissima» (Casa Edit.). TT.. 315. Modigliani Oscar. 291. Modigliani Carlo, O. 1917, 281 ; 1919, 284. Moizo Romolo. D. 192. Molajoli (M.o). M. 64, 71. Molar Cesare. O. 279. Molbech. DT. 20. Molesini Gustavo. 198. Molina Silvio. D. 1919, 180. Molinari Aldo. BR. 309. Molinari Bernardino. M. 63, 70, 71, 105. Molinjiri Cesira. 291. Molinari Vincenzo DT. 21. Molineri Giuseppe Cesare. DTP. 235, 236. Molossi Pellegrino. D. + 1912, 151. Molteni Giacinto. 291. Molteni Giuseppe. Cr. 312. Molteni Laura. 291. Molteni Maria. 291 Moltini Cesare. 200. 161. 192. 192 Momo Saffo. AM. 332. Monaldi Gastone. D. 226; TR. 260, 261, 262. Monaldi Gino. D. 1902, 119; 1910, 142; TR. 261. Monaldi Gìsellina. 266. Monardi Giovanni. 290. Monastra G. TS. 252. Moncalvo. D. 1903 ; N. 123. Mondadori (Casa E. i.jjj, 281 ; 1918, 281. Moranzoni Roberto. M. 77, 95. Morato Maria. 196. Moratti Andrea. 290. J^Iordeglia Antonietta. L). 150. Morellato. M. ^^3, 65, eó,**?"- Morelli. M. (4 Morelli Alamanno. D. i<)i>i. N. 118; V> 12S. j()6, 175. Morelli Amilcare. 197 Morelli Emma. 293. Morelli Narcisa. 197 Morello Riccardo. 287. Morelli Vittoriio. u)z. Morello Vincenzo. D. 1907. 132 ; 1909, 139; 1912, 149, 224* Moreno Carla. 292. Moretti Marino. DT. 21. Mori Renzo, 290. Mori Raoul. D. 1012, 149; 1914. «S^: O. 277. Mori Taddei Cesare. O. 1903, 27^- Morini. O 1013, -2 7fi ; 1915, -278. Mofini= Modini Anna. 194. Morino Ernesto. 1^5. Mormone Salvatore. D. 4- 1919, 182. Moro Pietro. O. 271. MoroLin Angelo. D. 180. Moro Pilotto Antonietta. D. 120. 131. Morene. M. (13- Morosini Andrea. O. mi 7, 282. Morrato. AM. 331. MoiTocchesi Antonio. DI. 9. Morselli. M. 07. Morselli Ercole Luigi. D. 1910, 14), 142; 1012, 148, 150; 1919, 176, 230*. Mosca Gina. 200. Moscariello Alfredo. D. i()oi, 118; i9'o, 14;) ; "»'3. i'.3- Moschino Ettore. M. 52, 79 ; D. i9rr 132; 1908, 136; 1910. 141; 191 1, 145; 1913, 152; 1917, 171, 234; TN. 249. Moscuzza Vincenzo. DT k), 20. Moser Enrico. O. 277. Mosso=Rodolfi Adele. D. 120, 128, i;-^ iSo, M|C). Mosti Gino. D. 1915, 162. Motta Luigi. D. 1919, 179, 180, igo, 234 ; O. 273, 276, 27S, 281, 282, 286. Mottura Luigi. 103. Moussorgsky. \T. 100. 24S. 24.,, 250: Mozart. M. 103 ; B. lois. Mucci Raniero. O. 1916, 278. Muccioli Alessandro. TL. 315. Muck. -M. 105. Mugnaioni Benedetto. O. 1005, 273. Piagnone Leopoldo. M. 47, 50, 64, tS, >'^4' 95. 97. 'OS- Mugnomza U. .SS. Mulateri Lnigi. 194 . Mule Francesco Paolo. M. 53, 85 ; D. 1907, 133; TS. 251. 255, 263; Cr. 313. Mule Giuseppe. .M. 49, -i^, 68, 83. Monostir. M. 56, 67. Mundula. 1). 1977, 170. Murabito Francesca. 265. Murabito (ìiuseppe. 265. Muratori Ludovico. D. 1902, 119; 1910, 142; iqil, 146; 4- 1918, 173. Murger Enrico. M. 54. Murgi Gino. O. 275, 277, 270, 2H0, 2&z 283. Murolo Ernesto. TN. 24 O. 285. Murra Cesare. 197. Mnrri Gino. O. 1913, 276. Musco Angelo. D. 173; TS. 231, 255. Musicar© R. 288. Mussi Guido. 288. Mussini Mario. O. 1916, 279: 1918, 282. Musso Federico. D. 4- 1913, 153. Musso Tilde. D. 128, 144. Mustacchi A. .AM. 329. Musumeci. M. 62, 74. Muzio Claudia. M. 72, 72, iif 1915, 165. Nanni Binde. TF. 260. Napolitano Alfredo. O. 284. Nappi E. Cr. 312. Napravnick. DT. 2(v Nardelll. M. 62. Nascimbeni Francesco. 4- T\ -43. Nasi Carlo. D. 4- 1914 139. Nasi Luigi. D loos, 127; too7, TP. 236. Nasta. M'. 67. — 369 — .Natale N'itola, joi). Nato i:. R. -'jS Natoli Luigi TS. 253. Nava Ifhira. ig»». Nava Leo. uw. Navarra Ugo. Cr. ',15. Navarrini Messandro. ?8<) Navarrini Carlo. ->S.). Navarrini Renato. 197. Navarrini Zenabi». 289. Navia. M. 7-1 . Nazari Biochon Lida. I). i<)'>4, 125. Nebdal. M 105. Necci Pietro (vfnli ri^uiniKiv Diego). TN. 247 Neglia Alberto. j()o. Negri Pola AM. 322, 325. Negri Pouget I. .\M. 332. Negroni Achille. I). i<)i'). 1^7 Negroni (ì. B. AM. 332. Nelli Nello. 193. Nel. Neri e Sant )ro. '). 2S , Nerini Catastimi Ida. O. 274. Nerone, p. IX. BR. 308. Nespoli. M. 6:;. Nessi Angelo. M. 33 ; O. 274. Nes.^i Piantanida Anna Maria. D. ioti, 146; 1912, 149; 1920, 187; TV. 243. Netti Carlo. TX. 24R, 249, 250 (vcóì pi-- triccione Diego). Neumann. M. lor). Niccodemi Dario. M. 81; D. 1910. 141; JQ'-. '47: 1013, 152; 1915, 160, 161; 1916, 166; 1917, 169, 170; 1918, 173: 191Q, 178. 223*, 234; TT>. 314, 315; AM 330. Niccoli .\ndrea. D. 1913, 162 ; TV. 233. 260. Niccoli Luigia. 200. Niccoli Giov. Batt. D. 1901 N. 118. Nicolesco. M. 63, 70. Nicolò Carlo, ó. 1018, 28-,. 1917, 172. Nieto. M. 73. 7S. Nigiinski. BR. 307, 308. Nigro Oreste. D. 1917, 171. Nikisch. M. 103. Ninchi .Vnnibale. I). 138, i4f), 130, 157, 171, 174, 170, 198. Ninchi Carlo. i()8. , Nipoti Alberto. D. 147. Nipoti Fernanda. I). + Nisi Amalia. 200. Nisi Andrea. 200. Nistri Nino. 194. Nivellini V. R. 298, 299, 300. Nobili Tartaglia Rutilio. O. Noccnti. .M. 75. Nogues. M. 91. Noli Michele. O. 271 ; R. 297. Noli Nino. 2<)i. Nonnoi Enrico. 1). 1908, 137. Nordal Eugenio. DT. i). Nosari Adone. D. 1910, 142. Nota Angelo. DI'. 21. Notargiacorao. M. 67. Notari Bianca. 198. Noto. M. <)4, f)3, 70, 71, 73, Nouguès Jean. DI". 19. Novegradi Ines. AM. 331. Novelli. M. 38, 67, 68. Novelli Augusto. D 1901, 118; 1903, 127; igo6, 129; 1907, 132; 1910, 143; 1915, 162; 1916, 167; 1917, 171; 1918, 173, 209*; TV. 240; TI-". 253, 256, 257, 258, 239, 260, 266, 282, 286; R. 297; TL. 3;4. Novelli Enrico (Yambo). B. no; D. 1910, 141. 228*; TV 237, 238; O. 272. Novelli Ermete. D. 120, 131, 144, J3fi, 158, ìf)(), 163, i()6, 174; loi'i, iSi''. Novelli Vidali Giovanni. !ì. 143. Novello. M. 70. Nugelli Carlo. TP. 236. Nulli Edoardo. D. 1904, 23; 1907, 133; 1908, 133. Nutini .\urelia. IF. 236. 74- O Oberti Riccardo. 228 Occhetti Carlo Alfredo. DTP 236 Oddone Elisabetta. M. 37, 33 Offenbach. O. 267. Oggioni Giovanni. 2^16 Ogrowska. M. 67. 370 — Ojetti Ugo. l). i')04. 124; i()()H, 1^7, igio, 142, 219. Olezzi Alvise. 1). iqoO, 1.50. Oliesevich.' BR. ",00 Oliva. M. 73 Oliva Domenico. D * h)17, 172; AM 319- Olivi. M. 75. Olivier. M. hS. Olivieri Egisto. 1). iqoj, 122; igo4, 125, 150; iqiì, 153; 1915, 161, 162, i()2, 230*; R/261"" Olivieri Mario, joo Olivieri Riccardo. I). 1907, 133. OlivieriSangiacomo A. D. 1902, 120 Omodei. M. (i-\ Iìj,. Omodo G. Virginio. (). 277. Ondricek. M. 104 Onhet. \M. 331. Onofri Alessandro. (). i<)i4, 277, 280 Onorato Emma. 193. Onorato Enrico. D. + 1912, 134, 151 Onorato (lino. 193. Onori. M. 64. Orazio. DT. 4. Orecchia M. DTP. 23G. Orefice Francesco. 293. Orefice Giacomo. M. ^, i, 32, 33, 35, 46 47. 50, Si, 85. Cr 312. Orefice Maria. 293. OreficiPia Giuseppina. D'IP 236. Orfei. M. r)4, 72. Oriani Alfredo. D. 1901, 117; 1902, 119; 1903, 122; 1904, 125; 1907, 133; 4- 1909. T40. Orlandi. O min, 275. Orlandi Ettore. O. 1909, 274. Orlandi Ubaldo. 194 Orlandi Ugo D. uttG. yfi8 ; AM. 37R OrlanJini Giorgio. 199. Orlandi.ni lei). D. i9r)4, 120, 125, i:;() 163, iSn, 198, 199. Orlandini Lia. 195. Orlandini Margherita. 199 Orlando Vittorio Emanuele. AM Orsatti. M. 63, 71 Orsi \lberto. D. ijnS, 136; 1910, 142; 191;, t4R. Orsi Antonietta. .'«;() Orsini Antonio. O. .'87. Orsini Alfredo. 293. Orsini Luigi. F:)T. iq; M. 83, 89 Orsini Luigi. M. ^i, 52, ^■^ — 371 Orsini Rita. -■ , . Orsini Sansoldo Tina. D. 147. Orso. M. jo, 71 Orvieto Adolfo. Cr. 312. Orvieto Angelo. M. 50 Orzi Guido. D. 192. Ostali Piero. O. 1910, 275. Osti de I.utir). M. 71, 72, 74. Ottaviani .Michele. D. 190Ò, 130 Ottein. M. Ó3, 67. 71. Ottieri Enzo. 265. Ottolenghi Aldo. M. 53 Ottolenghi Mario. D. lyi.y, i6>>. Ottolini Piero. M. .;; 3 ; D. i<,07, 133; 1908. 137; 1912, 141); 1915,. 162; 1919, 179 ; 1920, 188, 234. Ottorini Fulvio. 292 OtMay, se. 304 Ouyda. O. 297. Oxilia Nino. D. 1909, 139; 1911, 14^-, D. + .917, 172, 234 ; R. 297; AM. :v Paci. .M. 71, 78. '*aci Arturo. D. 19 16, i!,j. Paci Fosca. 193. Pacifici .\ngelo. 1)7 Pacifici Jole. 289. Pacinì. M. 62, 63, 71, 72, 77. Padovan. M. 78. Padovani Alfredo. O 287. Paganelli. M. 63, 72. Paganelli Iride. 198. Pagani. M. 67. Pagani Gina. TP. 237. Paganini Lea. 197. Paganini Roberto. u)7 Pagano Angelina. D. 1903, 12:. 131 Pagano Felice. DT. 20. Pagliara Giuseppe. D. 1905 127; 1907. i3,ì ; Cr. 313. Pagliarini. M. 63. Pagliarini Pia. 192. Pagllerani. M. 72. Pais. M. 63. 67. Paisiello. M. 31; B. loS; BK. ;o8. Paladini Adolfo. 197. Paladini EttDre. D. 12(1 12S 130, 131, 13S, 140, 143, 138, ira. )'.)!. 193. Paladini Francesco. D. j- 1917. 172. Paladini Andò Celestini. !>. ufi. 117, 1^7, Palajii. M. bo. Palamidessi Giuseppe. H. i*^:; : 1^- 10 IO. 1S2. Palermi Amleto. TS. J51. -'5-', .255, Palestrina (Giov. Pierluigi da). DT M. 26, 30, 104. Palet. M. 66, 70. 74, 75- Palla Dina. loS Pallavicino Corradino. O. 1918, 28.V Palli Angelica. DT. 20. Palma Vittorio. O. 274, 289. Palmarini Uberto. D. 125, 131, 140, i-;o, i_S4. 164. 174, 180, iqS; 133. AM. Palmente Antonio. 28S. Palmerini Ugo. TV. .-42; TF. ^-,6, 257, Palumbo E, 288. Palmi (vedi Eniiinuel PaOmi Bruno). Pahis Guido, 194. Pamer Dora. 288. Pancani Fnrico. O. 274, 276, 280, iHq, 201* ; R. 302. Pandolfì Beniamino. DT. 21. Pandolfini Salvatore. 26v Pangrazy Edoardo, 287. Panipucci Giovanni. 104. Panizza Ettore. M. 48, 51, 56, 02, <>;,, 72, 73, 79, q6. 105. Panseri Carlo. D. 1917, 171 ; t'-. 312. Pantalena Gennaro. TN. 247. 249, 250; + ib. Pantaleo Maria. 200. Pantanella Enzo. I). i()i8, 174. 17G. Pàntini Romualdo. I). 191^. '48; i<)i4, i.S'' : '915. i6o. Pantano Elena. 196. Panzacchi Enrico. D. 1903, 122. Panzecchi Colomba. 291. Panzecchi Urbano. 291. Paolantonio. M. 65, 70, 73, 74, 75. Paoletti Edoardo. T\'. 240, 241, 242, 243. Paoli. M. 68, 71, 74, 77. Paoli Aida. 196. Paoli Evelina. D. 125, 133, 135; 137, 140. '43. 150, 154. 157. 164. Paoli Giulio. D. 120, 174, 180, T96. Paoli Gina. U. 180, 196. Paoli Lina. 106. Paoli Raffaello. 196. Paoli Tommaso. DT. 21. Paolieri Ferdinando. H. no; D. 229 *; ri-". 257, 258, 259; Cr. 311. Paolini Bonifacio. O. 1915, 278. Paolo Ruggero. 196. Papa Gioacchino. 196. Papa Maria. 106. Papa Salvatore, iqg. PapaCuminetti .Alfredina. 199- Papadia Lina. 201. Papi Foresto. 293. Papini Sisina. 196. Papò Armando. D. 1913, 154; TR. 261. Pappagli Gustavo. 193- Pappagli Mietta. 193. Pappalardo Salvatore. DT. 19. Paradisi. M. 70, 72. Paradisi Umberto. D. loii, 146; ic)i2,. 149. Parelli Attilio. \I. 61, 64; O. 287. Paresce Francesco. D. 4- 1918, 176. Pareto Graziella. M. 75. Pargolese. M. 37. Paribeni G. C. M. 39. Parigi. M. 63, 65, 74. Pariset Luigi. 293. Parish Guido. AM. 327. Parisi Bice. 265. Parisi Diego. 108. Parisi Giuseppe. D. 1907, 133. Parisi Lorenzo. D. 1915, 162. Parisotti. M. 36. Parodi E. Giacomo. DT. 23. Parrini Alessandro. D. 4- 1915, i6ft Parry. M. 56. Parry Aldo. 288. Parncchetti Clemente. 193. Parucchetti Maria. 193. Parucchetti Silvio. 193. Pasca F. D. 1915, 161. Pasca Rina. 200. Pasca Vincenzo. 200. Pasca V. 288. Pascarella. M. 104. Pascolato Mario. T\'. 242. Pascoli Giovanni. M. qo. Pasella C. R. 299. Pasero Tancredi. M. 67. Pasetti Ida. 107. Pasetti Maria. 197. Pasetti Roberto. 107. Pasetti Tommaso. D. 1909, 139. Pasett'J. M. 62. 7.S. Pasquali Alberto. AM. 320. — 372 Pasquali Carla. 196. Pasquali Elvira. 196. Pasquali E. M. I). 1905, u;. Pasquera 0. M. D. igij, 170 Pasini- Vitale. M. 71. Pasquctto. M. 67. Passare Giovanni. (). -'87, ->c)2. Passarotti. M. 64. Passerini G. Landò. DT. 9, 17. Passerini Luigi. 1). 1919, iSo; i()jo, 1S7 Passini Gildo. DT. 14; D. 1918, 174. Pasta Alma. D. 164. Pasta Francesco. D. 1001, 117, 15S; D. + 1905, 12S. Pastega Giovanni. O. 279. Pastelli Cesare. 193. Pastonchì Francesco. D. 1908. 137; uni 145 ; 1912, 148 ; 1914, 156. Pastore Antonio. I). 1902, 120. Pastorino Sandro. D. 1012, 150. Pastrone (v. Fosco Pietro). AM. pi. ;,_'6, Pataccini Romeo. 195. Patanè Ambrogio. D. 1015, 162. Patata. AM. 320. Paterna Concetto. M. f'^, 66. Paterno Domenico. 200. Paterno Irma. 200. Paterno Tina. 200. Palino. M. 66, 70. Patrese Enrico. 200. Patrnno. M. 67. Pavanelli. .AM. 331. Pavanelli Lamberto. O. 1920, 285. Pavani Adolfo. O. 1915, 278. Pavani Alfredo. O. 287. Pavesio Giorgio. 102. Pavia. M. 63, 65, 74. Pavoni Ginevra. D. + io 18, 173. Paxi Paula. AM. 332. Pea Enrico. D. 1912, 148. Pecori Oreste. 281, 292. Pederzani Laerte. 198, loo Pedretti Anna. D. 4- 1013. 115. Pedrocchi Alfredo. 2S(;. Pedrollo Arrigo. M. 48, 31. 32, 33. 36, 74. S.=;. 86, 227, 228. Pelaez d'Avoine Alberto. D. ioni, 118 IQ04, 123; 1912, T_|8; I()I3, 132. Pelagatti Ferruccio. 194. Pelani Pietro. 2S0. Pelissier Alfredo. M. 33 Pellani Pietro. 289. Pellas (iiovanni. 'ì\ . .3U. Pellegrinetti Margot. AM. ;23. ;;o Pellegrini. M. 73. Pellegrini L. .\M. 332 Pellico Silvio. DT. 11, 12, 16. 22, 25 Penalco Raffaele. 200. Penna A. O. 1920, 286. Pennacchio Giovanni. M. 62. Pennini Guido. R. 300. Pensuti Mario. 1). 192. Peracclii Alessandro. D. i()02 N. 120. Peragallo Tito. O. 1901, 271. Perbellini A. M. R. 297. Cr. 3M Percy-Costa. M. 72. Perca. M. 61. 68, 69, 76. Perego E. AM. 331, 332. Pergolesi. M. 31, 74, 103; B. loK: BR. 308. Perico G. M. 61, 63. Perna' Palermo. M. 70, 72. Peroni. .M. 72. Perosi Lorenzo. DT. 11. Perotti A. M. ()3. Perrachio. M. 106. Perrera. M. 74. Perretti Annetta. 28(1. Persichetti. M. 70. Persichetti Luigi. D. 1920, 187 Persico Egisto. 200. Fertile, .M. 63, 63, 66, 60, 71, 73, 74 Perugino Achille. 289. Perugino .\rgia» 280. Perugino Paolo. 202. Pernrli Ubaldo, n. 147, 134, 196. Pescatori Nicola. D. 144, 138. Pesce Giovanni. Cr. 313. Pescetti Riccardo. D. 1918, 174. Pesenti Ad- Ifo. D. 1901, 118. Pesenti Giu!?eppe. 288. Pessina. M. 63. Pestelli Gino. 194. Petacci Emilio. 103. Petacci Giulia. 193. Petito Costantino. D. + 1Q17, 172. Petrai Giuseppe. D. kioi, iiS; 1013. i6r : O. 272. Petrella. ^f. 67. Petrella. H. 108. Petriccione Diego. TX. 247, 24S, 240; Cr. 313. PetróHni. 288. Petroni .Alfredo. 200. Petrucd Arturo. 201. — 373 — K.I02, 12 1. 107- i.SO. 200 -'4' iHitrucci Viijjusto. .., . Pieri Alfonsina, i). ujO). i2j,\ N. 12^; l'etterini Cecilia, -i-i. 11)04. '*5- '.^•^ '43- '5o, 154, 1(54. l'ettinelli Amilcare, l'i'» 175, K14. Bettinelli Celestina. 107. Pieri (ìiuseppe. 1)1. 21. Pettlnelli Ettore. D. ioh\ k^s. Meri Vittorio. D. 120. 12^, 1^3. 15». '.S4. "M- !()(> Pieri Zaccaria. u,ì,. Pieri .\rdaii (liuseppina. D. i<)03, 123. 19;^ D V. 7 ; Pieri Grandi Aureiia. ^00. 137, 144, Pierluigi (vpcii Piilestrina). Pieroni. M. 71. Pietracqua Luigi. DTP. 23(1. ... i_5 Pietragrua Emanuele. J93. Pietri (iiuseppe. O. 269, 270, -- . -7: 27<). 2,So, JS3, 286, 204 *. Pietri Pacini Dina. 198. Plelriboni Giuseppe. D. 11)03. '- • - 131 ; 1). + u>o7, 135, 13X, 144, Ih;-. Pietromarclii .\ntonio. O. iqo6, 273. Pietromarchi .Attilio. 200. Pifferi Ernesto. 19*). Pigasi Edoardo. TN. 247. Pignalosa Edoardo. TX. 24X, 24Q. Pignataro. M. 66. Pignatelli Matteo. Pigno Carlo. 198. Pili Emanuele. D. Piliego. M. 77. Pilatto. M. 70, 72. Pilotto Camillo. D. 174, 180, 197- Pilotto Ferruccio. I). Pilotto Libero, i \ Pinciroli Ernesto. 192. IMnciroli Ida. '«12. Pinciroli Renato. 192. Pinelli Dante. O. 270. Pinelli Gemma. !). 140 !;n, 1(74, iHr,-. i((6, 290. Pinelli Pina. 198. Pinesclii Emilio. 291. Pini Agnese. 198. Pini Augusto. 198. Pini Linda. .AM. 326, 332. Pini Tina. D. 150, 174, 197- Pini Corsi. M. 6^ 64. 73, 82. 20. 22. Pini Corsi Umberto. O. 1910. ^75. Pintucci Angelo. M. 67, 71. Pinza. M. 65, 71. IMO O. TS. 252. Piovani Pina. 266. : i<)i7, 170; Piperno Ugo. D. 1901, 117. 140, 163, 171, 103, 196; .AM. 331. — 374 — i'ettinelli l mberto. D. 104. Pczzaglia Angelo. H. 4- i,s. Podrecca Guido. D. 1911, 146; (r. 312. Podrecca Vera. D. 163 (v. Wr-^iini VVra). Podrecca Vittorio, lì. no; TR i6t. Poggi Gaetano. O. 287, 202. Poggio Oreste. TP.- 255, 237: D. kjio, 143; 1915, 162; 1016, 168; 11)1/ 170, 171: IQlS, 174: uno. 170. 180, j;! *. 234 ; O. 2S0: TT.. 315. Pogliani Eugenia. 193. Polacco Giorgio. M. q6. q~. Polacco Marcello. 264. Pola^zi. M 70, 71. Polek. M. 75. Polese Saltarnecchi Enrico, kk): ("r. 313 Poli Mauro. D. 1013. ìfìj Poliakova. M. 63, 68. Poli Kandacio. .M. t»<), 71, 72, 7j, 74. Polisseni Angelo. 281). Polisseni .4rgia. 28<). Polleri G. ". M. .,4- Pollicino. .\1. 63. Pollio G. D. 191S, 173. Polvani .\Ivaro. O. 285. Polver Gaetano. D. 1908, 137; u,u>. 14!, 143; 1919, 180; 1920, 189; r\ . 238; TS. 251, 255. Polverosi. .M. 65, 70, 71. Pome .Alessandro. M. 97. Pompei Pier Luca. O. 1913, 27<.. Pompeiani lirsilia. D. i<)02, 120. Ponchielli Amilcare. .M. 31. ^2. Ponselle. M. 77. Ponzano. M. 66, 72. Ponzi Achille. 195. Ponzi Irene. 195. Forati Lorenzo. 2ìhì. Forcella Alpinolo. D. i<)i2, 149. Forelli Giuseppe. 198. PorettoDe Stefano Licia. D. 1920, 1X6. Porpora. M. 31, 103. Porro .Alfonsina. D. 120. Porro Ernesto. 265. Porta Pier Paolo. 195. Porzio Nicola. D. i<>i3, 162. Possenti Eligio. D. 1914, 157 ; TS. 233 : Cr. 312 ; TL. 315. Povesi Elio. 193. Pozza Giovanni. D. + iQM- i.S^^. 218, 2jS. Pozzali. M. 74. Pozzi -Amelia. ii;3. Pozzi Demetrio. D. 1907, 133; 190S, 137; 1Q09, 140; i()io, 143; 1912, 149. Pozzi Gisella. 288. Pozzi Rino. 2(}2. Pozzi=Rellini Cesare. D. 1906, 130. Pozzo Ugo. 107. Praga Marco. D. 1903, 121; 1904, 124: 1012. 148, 150; 1913, 151. 1.^7' "■■- 160, 208*, 234; TL. 314. Prampolini. M. 63. Pratella F.co Balilla. M. 31, 37, 49. 5^' 31, 61, 87 *, 94 ; O. 271. Pratesi M." M. 84. Prati Elena. 288. Pretolani .Adele. 265. Pretolani Anna. 265. Pretolani Carlo. 265. Prevost. AM. 330. Preziotti Espartero. ." ' — 375 Prihoda Nasa. M. 104, 105. Prim Surie. AM. 330. Primavera Nanda. 200 Principe. M. 105. Principi Mirra. 2t)\. Priori. M 7.'. Privato (jujilielmo. 1 IN'. .'38. Procchio Hnrico. 104. Precida Saverio. Cr. 313. Prosdocimi Vittorio. TV. 242, 243. Prosperoni. M. 54, 55. Provolo Augusto. I). 4- iQi.s, 166. Prudenza. M. (>7. Prunai G- B* D. 1905, 127. Pucci. -M. ')3, 64, 67, 70. I*uccl Sulma. M 61. Puccini Augusto, io". Puccini Giacomo. DT. 14; M. 31, 44, 4»^ 47. -S". .S2, 54, 87*, 8g, 92, 97, 21.), 224. 226. Puccini Giulia. 196. Puccioni Piero. 291. IHicetti. M. 63. Puglia Alessandro. O. 275, 278. Puglisi Turi. 266. Pullè Leopoldo. D. 4- 191 7, 171. Sui- operp, \. Di Castelnuovo Lro. Puma Vincenzo. 288. Puntieri Franco. 192. Puntieri Ines. 102. Puppo Antonio. DT. 21 0 Ouajatti. M. 64, 68, 72, 75. Quaranta Bianca. 192. Quaranta Ettore. 2()2. Quaranta Letizia. .AM. 330 Quaranta Lidia. AM. 331. Quarra Amilcare. 103. Quattrini Pietro TS. 253. Quattrocchi Luicii. O 1919, 284. Questa Cesare. (). 281. Quilici Mas.simo. DT. ig Quinizio G. O. 281. Quintero (Fratelli). R. 108; AM. 329. Kabeno .\ntonìo. 193. Racca Corrado. D. 144, 154, 163, if^o Pacca Eugenia. 198. Raccanelli. M. 74 Rachel. D. 131. Rachmaninofl. .M. 109. Racine. D. 131 Radina. I>R. 308. Raffaelli Oreste. O. 272. Raffaeli! O. e Cordella L. O. 272. Raffaelli Vi.acenzo. (). 1916, 279; 191S, 282. Raffaldi V. IV. 265. Raffo. O. 282. Raggio. M. 67. Raggio E. AM. 332. Ragni Guido. 227. Ragosta Salvatore. TN. 248. RakovTska Serafin. M. 78. Ragusi i\ina. 200. Raimondi Carlo. 293. Raimondi Pietro. 292. Rainelli Enrico. 290. Raineri Giulietta. 193. Raisa. M. 77. Ramb;ildo. R. 208 (v. Galdi -ri Rixxo). Ramella Giovanni e Ramella Giuseppe. O. 1914, 277. Ramo Luciano. C). 285 ; R. 299, 300, 302 ; se. 305*, 306. Ramognini Luigi. O. 277 Rampalia Pietro. TS. 233 Rancati. M. 70. Randegger Alberto. O. .'-n, 278. 280, 282,^284. Ranucci Cesare. 291 Ranzato. M. 63. Ranzato Virgilio. O. 275, 276, 279, 283. Rapini Giuseppe. 266. Rapisardi Mario. DT. 14, 22; D, 1902, 120; 4- 191 2, 151. Rappopold. M. 77. Rapuzzi. M. 63. Rasi Luigi. DT. 9; D. 1910, 143; 1013, 151, 153, 189; 1- 1918, 175 *. Raspantini Amalia. 265. Raspantini \ugusta. D. 133, 130, 174, 193 Raspantini Franz. 2^5. Raspantini Maria. 263. Raspantini Olga. 265. Raspantini^Falcini Giuseppina. D. 163, 174- Rasponi. M. 65, 71, 72. Ratta Carlo. O. 1915, 278. Ratti Federico Valerio. D 1911, 147. — 376 M. 167 Ratti Giuseppe. 28S. Ratti Luigi. I). lOfi Rattuli Anselmo. 202. Ravaj^nan Dino. i9Sq. Reinach Edvige. D. i<)04, 12: 130, 163. Reinach Enrico, l). 120, 123. \2^. 140, 176. Reis Mariano, 2R7 Reis Pina. 287. Reis Sofia. 2S7. Reiter Virginia. D. ino;. 117; i<)()2, 128, 137, 130, 151, 163, loi : TI,. Relli T. O. AM. "327, 328. Remorino. M. f^i. Renard Lina. O. Reni Paolo. D. 2R1. :8?. 283 Reni Umhtrto. Renier Rodolfo. Renzetti. M. 6j Renzi. M. 70. Renzi Serafino. Reschigliano. M Respighi Ottorino. M. 48. 30. -r,. 88. 103; K. loS; RR. 308. -,00; \\\ •>--. U}\ M' 280, 281. I ^S ? 40, 288. lO'i. !>. "8. r>;. n 27^>. ?8o. <^. Ristori (ìuido. niS. Ristori Muzzi Annetta. D. ^ K114. 'SO Rita Ani^elo. if<. Rizzardi Eugenio. 105. Rizzardi Giuseppe. 291. Rizzardi Maria. 291. Rizzi Silvio. ic)v Rizzo Carlo. 28S. Rizzo Chiara. 2S8. Rizzo Giuseppe. 288. Rizzo Vincenzo. 265. Rizzola A. O. 1915, 278. Rizzola Luigi. M. ri2 ; O. 280! Rizzone= Viola Stefano. D. 1915,, ' -" Rizzotlo Giuseppe. 1). 140. Rizzotlo Giuseppe. IS. 250. Rizzotlo Salvatore. I). lon,, i.< ^- IM(> 169; 128. Roario Maria. AM. 329. Robecchi Brivio Erminio. I). 102. Robe/t Carlo. 200. Roberti. AM. 329. Roberti Roberto. 1) 134, 150. Roboni. D 168. Rocca Gino. D. 1916, 16S; 1919, 179- \. 186: 232*; TV. 242; 0. 312 Rocchi Emilio. O. 1919, 284. Rocchi Ernesto. O. 1914, 277. Rocca Emilio. D. 1913, 153; 1916, 167. Rodolfi Eleulerio. D. 140, 144, 147. Rodriguez Enrico. O. 1918, 282. Rogato Giuseppe. 289. Roggeri Maria. 107. Roggero. M r,:,-78. Roggero Giuseppe Paolo. O. 1917. 281. Roggio Enrico. M. -o, 74. Roh Gina. 264. Roig Luigi. -'«(1. Rolando .\lfonsina. 28- Rolliiii Giuseppe. DIP. :3ii. Roma Enrico. D. i<)2<), iSS; AM. 330 Ron-;i Vincenzo. 191'. Romagna Angelo. O. 1918, 2ÌÌ2. Romagnoli. M. 112, ()4. 08. Romagnoli Amelia. D. 140. Romagnoli Ettore. O. 1911, 14O; 1913 134; KJK), 168; 1917, 171; I0'8, 174. .'34 ; TL. 314. Romagnoli Ugo. IF. 266. Romanelli Alessandro. D. 50. 2<.)2. Cr. IN. i()8. 1^3 Romanelli Alfredo. Romanelli Corinna. Romanelli Umberto. Romanini. M. 34. Romano. .\(. 64. Romano Costantinj. Romano D;imenico. Romano Felice, u 7. Romano Ines. l'tj. Ron'ano Maria. u»7. Romanowska. M. 7'i. RomanviUe Giulia. 28S. Romboli. M. 63, 67, 70. Romololti iiuido. D. 1916, Romualdi C. D. 1907, 133. Ronchi i:ster. 197. Ronchi Vittorio. 197. Ronci Uml>erto. D. 1013, Roncoroni Mario. D. 134. Ronni Guido. 21)},. Ronzecchi Ida. 289. Rosa Gilda. 193- Rosa Pierino. D 131, 134, '9.V Rosadi Giovanni. M. 26: Rosai Claretla. .\M. 331. Rosaspina .Antonio. 198. Rosaspina .Augusto. Rosaspina Carlo. D. Rosaspina Cesarino. Rosaspina Dina. loS. Rosaspina Federico. Rosatini Arduino. O. 273. Rosenfeld. AM. 329. Rosenlhal. M. 104. Roseti Mercedes. I). 1916, \f^-- Rosetta Clara. 200. Rosi Alberta. 200. Rosi Icilio. D. 1910, 143; 1911, 146- Rossana (v. Tartarini Zina). Rossana. .AM. 330. Rossano Antonio. I). lo"), 170. R ossalo. M. fi^. "o 378 - 130, 104, ;8o. D. io'2, Mf- loS. 1 1)0 I , 198. 140. fossato Arturo. M on 1>- -'-'^ *• ' Rosselli Amelia. D. i9«<. o?. ^34: ' 240, 241, 242. Rosselli Luisa. 197- Rosselli Mario. iqS. Rossetti Elide. O. 140. '3"- '"■^' '"' Rossi. M. (ri, hS, 74, 7.S- Rossi. O. 286. Rossi Andreina. I). i74. i«"- -'^'"■ Rossi Antonietta. iQ7- Rossi Armando. D. 13'- '43- '3"' ' iòS, 174, i'"^f'. -"O- Rossi Cesare. M. 49. ^o- Rossi Cesare. D. 1O03 N. 123; '>• ' 138, 1.14. 151. '58, 165, i68. Rossi Domenico. O. khi, 275. Rossi F.be. -'SS. Rossi Emma. 200. Rossi Ercole. DT. 21. Rossi Ernesto. H. 155, 165. '"-• Rossi Ernest:). HT. 7, n. Rossi Eugenio. D. iqo2, 120. Rossi (ìiuseppe. lo^ Rossi E. 2,SS. Rossi Linda. 2<)2. Rossi Luciana. D. 13 Rossi Luijii, Ti. i«)2o Rossi Maria. io7- Rossi Nino. M. 104. Rossi Rosa. 200. Rossi Terenzio, f). 1015 Rossi Tiziano. 107. Rossi L'go. 200. Rossi Vincenzo. u)7. Rossi Vittoria. 280. RossiBissi Amelia. K»S: TV. 238. Rossi=Cattani. M. 66. Rossi-Morelli. M. 50, 63, RossiOliver. M. t)2, 75. Rossi IManelli Vittorio. D Rossini Oioaccliino. DT. ;,i, 70. 03; B. 108; BR. 308. Rossini Luciano. 194. Rossini Nello. 195. Rosso .Alessandro G. D. 1012, 130; 152 Rosso di San Secondo Pier Maria i<)oS, \'\t>-j: 11118, 172; i<)i<), K,20. 188; 233 *; TS. 251, 254. Rossotto Giuseppe. D. i')i4, 1.^7 Rostagno. M. i'>i. 13S. ■4'»- ,87. 27S. 1). 140, 173 71. 7-S. 1 il. 16; M. iqi3- . 1). 1 77 '. 74- 16, 117"^ Ros-tand Edmondo. 1>. 119, 131. '44- Roster Alessandro. 1 I' ->7- Rota. Nf. ^'7 Rota Alfredo. Cr. 312. Rota Carlo. R. 298. 299, 300. 3'J-'- Rota Pietro. 198- Rotondi. M. <'3. ^6, 70, 71, Rotondi Maria, 2S8. Roussel. M. ")3 Rousselière. M. 73. Roveri Lavinio. i97- Roversi Maria. 287. Rovescalli. SC. 303. Rovetta Gerolamo. D. 190' ,903, 126; 1906, 128; 1908, i3b; 1909. 139"; + I9I0, 144*. 208, 209, 215. 234; Rovito Teodoro (v. '".iibrioUi Gabnele). Rubradi. M "? Rnbbi Andria. DI. 21. Ruberti Guido. Cr. 313: ^^^ 3"/ Rubieri Ermoleo. DT. '3. --'■ Rubino Antonio. D. 26(), 276. Rubinstein Ida. D. 191 '. 146; BR. 30"»- Ruffo di Calabria Carla. D. 1910, 14-' • i<)i3. t6i. Ruffo di Calabiia Salvatore. O. j8i. Ruffo R. 2()(). Rufìni. M. . n)o.ì. '--'. -'5'^ Sabatelli Arturo. 0. + W4. '5'» Sabati. M. 70. Sabatini Luigi, io-'. Sabbatini. M. 7-'. Sabbatini (iiuseppe. 1)1". i-', -m. Sabbatini l.rnesto. H. uS. 134, 137, u>5. 174, 180. IU3. SabbatO'Agnetta Francesca. H. iqio, 143, .\M : rS. 254, 255, ->(>5. Sabellico. M. 67. Sabellico Adriana, ii,-. Saccardi. M 7-'. Sacchetti Cesare. (). 272, 2X5 Sacchetti Italo. 280. Sacchi Enrico, 289. Sacchi Luigia. 2S7. Sacchini. M 31. Sacerdoti B. im'. 236 Sadero Genv. M. 30; 1^- 191^ '74; TS. 254. " Sadowski Fanny. D. + 1006, 132 Sadun Giacomo. 197. Sadun Icilio. O. 1017, 2S0 ; igi8, 283 Saglio, f). i()()0, -74- Saglio Ferruccio. 1(17. Sainati Alfredo. D. 1003, 122, 138, 143, 171, 180, 197. Sainati Cesira. lo^■ SainatiGelich Ester. I). 143, 198 Sala Giovanni Maria. O. 278, 270, 280. Sala Paride. R. 302. Saladino. M. 8n,'8i, 97. Salmon. ^F -i'i. Salsilli Antonio. D. 4- 1917, 172; TV. Saltalena Antonio. TV. 239, 4- 241. Saltamerenda Angusto. D. 143, afifi Saltainerenda Bianca. 2Cì(\. Saltarelli Raul. ?o<). Saludas. M 67, to. ;i Salvadore e Martinez. O. 27^. Salvadori G. B. I). k.io, 143 fv Hi B .- Nchir-ri-.S:ilv,iic]ori G.). Salvaneschi. M. fifi, 67, 68, 71. Salvaneschi Nino. D. 19',=;, 1^12 Salvati. M. 6;, 6fi. 74. Salvatori Fausto, D. toh. 145; AM ; > > 321- 330, 331- Salvatori Romolo. 197 Salviati. M. lo). Salviati Arturo, 196. Salvietti Agostino. 265. 1903, '01 5. •1 ; 1). 228*. 180, 198. Salvini Alberto, H. 1914, 157. Salvini Alessandro. D. 1902 N 1 20. Salvini Celso. D. 1918, 173. Salvini Gustavo. D. 1901, 117, n8; 1903, 123, 171, 180. Salvini Italio. 197. Salvini Mario. D. 1906, 129. Salvini Tommaso, DT. 7, 11; I) 120, 123, 137, 144, 151, 153 ; f- i(H, 165, 175. Salvini Tommaso, (nipote). DT 1912, 1.18; 1014, 157; 1917, 170, Salvini Vasco, 266. Salvini e Bianchi. AM. 329. Salvini e Leonardi. TV. 243. Salvioni Ida. 13. 143, 154, 163, Salvo Stefano. 287. Samara Spiro. O. 387. Sambo Luigi. TV. 238. 4- 241. Sambreini. AM. 330, 331, 332. Sammarco Gina. p. 163, 174, 180, 193. Samraarco Mario, M. 6:|, 68, 78, 82. Sammarco Rossana. 287. Samonia. AM. 329. Sandron ^asa Ediit.) TL. 314. Sanesi Piero, 263. Sanfelice Giulio. D. 191 1, 146; 1912, 13(1; TV. 341 ; TN. 249. Sani Sebastiano, D. 1907, 133; 191", '43; 1912, 140; i9'4, 156; i9'7. '7'; ' '^• 246. Sanini Osvaldo. O. 281. Sanipoli Amelia, 28S. Sanipoli Emma. D. 120, 128, 193. Sanno Salvatore. O. J904, 272, 273. Sannia Alberto, AM. 328. Sannia E. DT. 13. Santamaria. AM. 330. Santandrea Ettore. D. 1906, 130. Santarone P. 30. Santecchi Licia. 193- Santecchl Olga. 195. Santecchi Vinicio, 103 Santillar. ^1. 77. Santini Emanuele. 198. Santini Ferdinando. 197. Santolinì. M, 73. Santoliquido Francesco. M. 49, 63. Santonocito. M. ^7, 73. Santoro. M. 63, 71. Santos G. AM. 330. Sanzi Nina. D. 140. — 380 Sapeili (vedi (( Criramba »). Saponaro Michele, l). 191 1, m^' SaporettiSichel Emilia. H. 19"'. i'^ Saraceni. M. 75. Saracini Francesco. 107. Saracino Lnrichetta. 197. Sardi Clara. 20, Sardo Settimo. O. 1906, 273, 274. Sardou Vittoriano. DT. 21; M. (52. 88; AM. 321, 329, 330, 331. Sardou e Morean. AM. 320. Saredo Emma. AM. 329. Sarfatti=Con8olo Eugeaia. 1\ . ^-i--. Sari. M. 03, 66, 70. Sarobe. M. 66. Sarti Igino. 290. Sartori. M. (13, 71. Sartori Arnaldo. R. 302. Sassòli Pietro. O. 270, 278,' 290, 294 * Sassone. \I. 78. Sassone Edoardo. O. 277, 280, 283. Salive Antonio. O. 1918, 282. Savarese Federico. D. 1919, 179- Savarese Nino. AM. 319. Savarino Santi. I S. 253, 255 Savasta Antonio. M. 59, 88. SaviRnbadi. M. b6. Savia Domenico. O. 271. Sbarbaro Gino. 191^. Sbarra Alfredo. 105. Sberze Edmea. 280. Sberze Mario. 280. Sbodio Gaetano. TM. 244, 246 ; n. + 1920, 201. Sbolci. \l 0.-. Sborgi G. D. 1915, if«. Sbragia Luigi. D. 1911, 146; TF. 257; O. 27.S Sbrana Francesco. TS. 252, 255, 265. Scacciati. M. (13. 65. 66. 68. 74. Scacciati Taccani. AT. ti,. Scafa. M. (,;. Scafati. M 71. Scaglia. M 31 Scaglione N. D. 020, 180. Scaglione Salvatore. 2cto. Scala. O. 283. *-'calarrbretti Argenide. D 131, 134. Scalarini. R. 299. Scalerà Adolfo. D. 1014, 157 Scalerò Alessandra. I). i-ìj. Scali Romana. 200. Scalinger Giulio M. D. + 1907, 134. Scalpellini Oddone. ..,/ Scalvini Antonio. (). ^bj, 2t)<^. Scarano. M. 104. Scarfoglio Carlo. B. no. Scarfoglio Gino. D. 1913, 153. Scarlatti. M. 31, 105; BR. 308. Scarlatti Americo. DT. 33 ; .AM. 320. Scarpazza Gcrvasio. I). 1916, 167. Scarpetta Eduardo. ! X. 247, 2^0, 297 R. 297. Scarpetta Vincenzo. IN. 247, 2^0; K -.7. 298. Scarrone Luisa. !). 144 Scarsella Mario. 195. Scarselli. O. 1013. 276; 1013, 27S. Scarselli Alfredo, jdh. Scatto. O. 2.S1. Scattola. M. 63. Scelzo Filippo. 199. Scelzo Gina. i()6. Scelzo Giorgio. 193, 196. Scelzo Gregorio. 193, 196. Scelzo Lina. 196. Scelzo Maria. 11)3. Scepi Mario. 196. Schenoni. M. 38, 68, 74. Schezzi Vittorio. 289. Schiavazzi Romolo. 291. Schiavo Giuseppe. D. 1020, 18S. Schiavoni. M. 70, 72. Schia^oni .Attilio. TV. 240, 241. Schiavoni Lanra. 263. Schìnellì K. O. 1913, 276. Schipa. M. 77, 78. Schdnberg. M. 41. Schubert. M. J04. Schuitess Lavinia. M. 103. Schuniann. M. 104, 228; BR. 30S. Scifoni. M. 71. Scinto Antonio. I). 1002. 120. Sclafani. IS. 233. Sclanizza Umberto. 21)4. Scognamiglio Ciro. (). 270. Scontrino Antoni'). D. iqoi. 117. Scotti. M. 77. Scotto Giuseppe. 2(10. Scotto Nina. D. uo. i3(., 138. iSi. Scribe e Legouvé. .M. 30. O. 277. Sento Sebastiano. Cr. 311. Sebastiani. M. 72. Seghezza Lelia. iqS. Seghizzi. M. 63. 71. S?glin Antonio, ^f^-^. — 361 — Sejjlin Mari^herita. D. n\^. Seiirè Umberto. (). j8.'. Seiiiira Tallien. M .su. 05. 71, 78. Selva jijìi. M. <>4- Selvatico Riccardo. I\. j jS ; TV.. 26,; Semback. M. 77. Semprini. M. (>4. 7-'. Seneca. HI". .ì. Senzati Clara. nS. Seppilli Armando. M. s" 5-'. i^h Seqiii (iiu-eppe. 198. Seqiii Tina. u) 1(14, i()8, 175, 197. Sigismondo. M. 70, ;(> Signori Torello. TI". 2^i\ 2(>o. Signorini. .VM. 331. Signorini Dante. I). 1904, 124; nin», 141, 150, J34 ; 191 i, '- ; 1919, 180, 220*, 234; TP. 237. Signorotti Luigi. 2^^,. Simnneschi. AM. 329. Simoni Lina. V). iSo, K13. Simoni Renato. M. 32, 83; 1). i9><', '4-', 131, 20(), 218 *; T\'. 238, 240. 241 ; 0 274; R. -•. ìqh;, !7. Sorrentino Venildo. 1). i<»i5, 162 ; 191^) 167. Sorvillo Amedeo. I). iqo2, 120; i(t.)8. 137 Soster. M. 78. SosttT Giulia. 287. Spada. M. 67 Spada Franco. I). 190'), 129; 1920, 184 Spadafora Francesco. Cr. 311 Spadaro Gino. TS. 253. Spadaro Maria. 1 S. 751. Spagnuolo Lrnesto. fX 1916, 167 Spalletti. M 76. Spani Hilda. M. 63, 67, 70, 71 Spano Alfonso. 196. Spano G. D. 147, 150. Sparadotti. M. 61, 63, fu Spegazzini Piero. 193. Sperani Esperia. D ìAì 197. Spinelli. M. 84, Spinelli Cesate 114 Spinelli Giu'ia. 1.14 Spiritini M. M qc Spontini. M. mn. Sportelli Giacomo. O. :7>. Squarcia Anna. 196. Squassi A. O. 28?. Stabile. M. 64. 65, 68. 70. 71 Stabile Ignazio. 291. Stabile Natalina. 2., Staffa Giuseppe 1)1. • , Stagni Aroldo. Cr. 312. Stagno Roberto. M. Si. Stagno Rellincioni Bianca. M. 71-75. AM. 325, 330. Stara. M. 71. Staiace Bella. 1). 138, 143. iC^:-,, 180, i Starace Francesco Gabriele. TN. 247, 248. Stazi Ferruccio. D. 1012.1411. Stazzini luigi. 280 Stecchetti. M 31. Stefani Ubaldo. 103. Stella Emilio. R. 302 Stella Tina. 2SS. Stellarlo Pietro. loS. Stellini Maria. 2f 3. Stemini Ida. -O". Stendhal. AM. 330. Steno Flavia. D. loio, 170. Sterbini. DT. 21. Sterni Giuseppe. D. iCi;, 174. i8n Stobber Nini. w,^. Stoccada Teresa. 264. Storchio Rosina. M. n. -;, 77, 82. Stracciari Riccardo. M 03. Stracuzzi V. M. TS. 2>^,. Strauss Riccardo. M • . 30, 33, 02, i 103. Stravinski. RR. 308. Strepponi Felice. DT. io. Strinati Ettore. D. iqo^, 122 ; loio, i Strino Michele. O. 286. Strini Giuseppe. D. -j- io'-. iC»''^ Stroppa, se 303. Strozzi Pietro. 2f,G. Stiirani. M. »2, C^\ 63 Subrano Enrico. TX 2j,8. Sudermann Ermanno, 37, 213. Sudessi Pompilio. 4, 105, 171, !-.i. 180. 102. Tallone Alberto. 195. Tamaki Hinra. M. 71, 77. Tamberlani Ferdinando. i>);; Tambarelli Alberto. 291. Tamburini Linda. 290. Tamburlini Edmondo. 26.V Tamburri Pippo. TR. 260, + 261. Tangherlini Lea. 19S. Tani. M. (,(,. Tani Amalia 291. Tani Gaetano. O. 2S3, 2()i. Tantino If^nazio. 290. Tanzini. M. 56, ■59, 63, 67, 72. Tarantini. M. 67. Tarcenoff. M. 70. Targioni Tozzetti. M. 84. Tarozzi Giovanni. DTP. 235. Tartarini Zina (Rossana). D. 1908, Tartnfari Clarice. O.k^oi. 117; 1904, !on7, 133; 1914, 137; T\'. 230. Tassani Napoleone. 195. Tassinari Matilde. D. 1904, 120, 12 Tassiàto Maria. 198. Tasso Torquato. D. 1914, 137. Tassoni Cataldi. M. 71. Tateo Carlo. i')3. Tavanti. M. 63, 64, 75. Tchernitcheva. RR. 308. Tedaldi Fores. DT. 21. Tedeschi. \1. 62, 67, 70, 76. Tedeschi Achille. D. + 191 1, 147. Tedeschi Attilio. D. 1919, i8n. Tedeschi Bianca. 2S9. Tej5a. M. 68. Tetani. M. 71. Taglio Paolo. D. 144, 187, 234. Teheran Zaira. 287. Tei nino. 197. Tei Gaetano. O. 1008, 274. 13: le] (ìiiidd. i<)7. Teldi Tilde. 1). 130. 154, 199: .\.M 332 Tempesti. M. 72. Tempesti Giulio. D. 1901, 118; 1904,. 123. 134, 13S, 140, 147, 157, 108, 200. Tempesti Mara. 190. Terenzi Carlo. 265. Terenzio. I>T. 3. Tf-résah (xodi Ubertis Teresa Corinn:i •- vedi Far.T Pietro). Te ni. M. 71, 74. Terranee Dina. i()3. Terribili Gonzales G. .AM. 331. Ter'iani. M. 94, 100. Tesi.aro Oreste. 2S9. Teseo Osvaldo. 194. Tess Giulia. M. 5<), 65, 70, 77. Tessero Adelaide. D. 153, 163. Te.<^co Elena. 1^)4. Testa. AM. 339? Testa Eugenio. R. 299. Testa Felice. C). 1907, 273. Testa Fernando. 198. Testoni Alfredo. D. 1902, 119; 1903, laa ; 1904, 134; 1905, 126; 1906, 129; 1907, 133; 1908, 136; 1909, 139; 1910, 142; 19^1. iK*;; 191.3. 152; 1914, 157; 19T5, 161; 1916, 167; J917, 170; 1918, 174; 1919, 179, 205*; TV. 239, 240, 242; TB. 246, 247; O. 280; R. 300; TK. .V4- Te.store Lydia. O. 7015, 278; 1917, 281: 1920, 286. Tezzi Augusta. 193. Thalasso .Adolfo. D. 1Q04, 123. Theor Dora. 2(io. Thomas Antonio. DT. 20. Thompson. M. 105. Thnrner F lippo. O. 1917, 281. Tian Achil 2. TV. 243. Tiberini .4r:uro. D. + 1909, 140. Ticozzi. M. 74. Tieck Luigi DT. 20. Tiflamy. M. 77. Tilgher Adriano. Cn-. 313. Tincani. M. 68. Tinto Edoardo. TL. 313. Tioli Licurgo. D. iqoS, 137; 1909, 139; 1910 142, 143; 1911. 145; 1913. 153. Tirabassi \ngelo Mario. D. io'2, 1.^9; 191 ì. 152; 19M' 156. IS7; 191.1, 161; 1017, 171 ; 1918, 174. Tifoni Eugenio. 20T. — 384 , ii8. D. igoj 74- O. Tisci Rubini. M. e». Titta Carlo. 200. Titta (ìiialtiero. 200. Titta Lena. 200. Titta Paolina. 200. Titta Ruffo. M. 7- Tocci V. D. 1905, 127; 1915, 161, 234. Tofano Serj^io. D. 163, 174, 102. Tojsnacca. M. ,S4- Toledo. M. 74. Tolentino Riccardo. D. 120, 131. 14O: 154. Tolli Filippo. OT. 26. Tolomei Pia. D. 1912, 150. . Toloniei L'^rt, D. 1901 Tolstoi Leone. M. ^o; Tomani O. O. 272. Tomarchio. M. 71, 7",, Tomaschù P. 199. Tomassini. O. 1903, 2 Tornei Clemente. O. _-o;; u. 271, 28,,, 283. Tommasi. M. 65. Tommasini. M. 65. 6S. Tommasini. M 103. Tomn-'esani Gaetano. 2S7. Tonelli Luigi. D. 1920, 185, 213 ; Ci. 313. Toni Alceo. M. 104, 103. Toni Gino. TF. 2^7. Toninello. M. 62, 63, 65, 70. Toninello Carlo. 194. Toninello Luisa. 194. Tonizzo Angelo. O. 100:;. 27;. Toparo. M. 74. 73. Torchi, ^r. 31. Torelli Achille. D. 204. 203. Torelli Giuseppe. io8. Torrazza Alherto. O. loio. 273, 276. Torres De Luna. M. 64. 6fi, 71. Torri. M. •vS, 73. Torri G. .VM. 330. Torri Linda. D. 130, J54, 107. Torrigiani .A. 1 S. 254. Toscana (di) Luisa. O. 276. Toscani, ^f. fi;, 74. Tf^scanini Arturo, yi. 23, S3. .S:;, .(4 Troferelli Lodovico. 104. Trof creili Maria. 104. Trorrben Egisto. Cr. 313. Trombetta .\nna. 28Q. Trombetta .\rturo. 280. Tronchi. M. 67, 70. Trovati Ulisse. O. 1013, 27S. Trovato Giuseppe. 266. Trucchi Giulia. TR. 261'; O. 287 Trucchi Maria. 287. Trucchi Oreste. 2.SS. Trucchi Renato. 2S9. Trucchi Tina. 201. Truscello Carmelo. 26(1 TumbarelIoMulé. M. 73. Tumiati Bervi. B. ut. Tumiati Domenico. D. 1904, 123; 190.S, 136; 1910. 141; loii. 143; 1912, 148- 1914, 156: 1017, 170; i()i8, 173; 1920. 187, 234. Tumiati Gualtiero. D. 140, 154, 137. 171. Turchetti A. M. M. ■■;. (>;. r^G. -;. 7^. Turchi. O. 273 Turco .\ldo. 103. Turcon e Campsbell. O i<)05. 273. Turconi Fnrico. jSS Turcoiii Rosina. •^^. Turgueniefl. M. 30 Turi Umberto. 106. Turò. O. 190U. 274. Tnrri Nicolino. 1 S Turroni Lina. 202. — 385 — u l berta/zi Antonio, jSS. L berli Ada. 103. Lbertis Teresa Corinna ip>. Térésah, Pieiro l'ar-,'.). D. 1902, 119; i<)03, 122; 1908, 137. Udina Giannina. D. 170. Udina Vincenzo. D. + loiS, i-n Ugoletti. ANI. 327. Ugolini Elena. 196. Ujjolini Gastone. 196. Ugolini Orazio. O. 1911, 275. Ulniann Giuseppe. + TV. 238. Uralski. AM. 332. Urbani Haydée. 199. Urbano. 17, 71. Urbano Ernesto. 293. Irhinati Lina. 2qo.' Usiglio. M. 94. Vaccari. M. 71. Vaccaro Giovanni. O. 27^. \'accliieri Luigi. 293. Vaslhi. ^f. 70. Vagljani Eugenio. 197. Vagnotti Enzo. '197. Valdemi Aldo. 201. V'aleggio Mimi. 290. Valente Archita. I). 1907, 133; 1910, 141, 143 ; 1912, 149. Valente Angusto. iqCi. Valente Emilio. 196. Valente Enrico. 290. Valente Nicola. O. 280, 283. Valente Vincenzo. O. 267. 268 ; 1909, 274. .82. 284. Valenti \n(1iea. 198. Valenti \ntoni >. D. 180, 193. Valenti Francesco. I). 1903. 123, 131 Valenlini Giovanni. 199 Valera Paolo. D. 1907, 133. Valla Clotilde. 288. Vallerò G. O. 1919, 284. Valliera Giovanni. TV. 241, 243. Valiini Pietro. 228. Valmadre P. AM. 332. Valori Gino. D. 229. Valpreda Giuseppe. 197. Valsecchi Maria CI). D. 170, 192. ValsecchJ Maria (U). 193. Va'secchi e Selvi. O. 273. Valter Enrico. 293. Vampa Claudio. 198. Vandncci Giulio. 193. Vanelli. M. 68. Vanelli E. 290. Vanni Alfredo. D. 19x9, 179, 180. Vannini Pietro. DT. 19. Van Uiel Raimondo. D. 143. Vannacci. B. 112. Vannucci Dino. B. 109. Vaunuccini. M. 6.5. Vannutelli Gino. 289. Vantini Maria. 200. Vanzi Pio. D. 1913, 153 ; R. 300. Vanzo V. M. 89. Varaguolo Domenico. TV. 242, 243. VaraJdo Alessandro. D. 1906, 129; 1910, 141; 101 1, 146; 1913. 153; 1918, 173; 1920, 187 ; 218 * ; 234. Varaldo Eugenia. 291. Varaldo Vittorio. 201. Varelli. M. 63. « Varietas » (Casa Edit.). TL. 315. Varini Emilia. I). 1901, T17; 1903, 123, 134, T58, To;^. Vasclietti Nina. D. 144. Vasé Ugo. O. 277; R. 298. Vassallo Felicetta. 266. Vassallo Luigi Arnaldo. D. + 1906, 131 Vassallo Salvatore. 266. Vatri Diana. 202. Vatta Azzo. O. 1914, 277; 1916, 279. Vaucaire C. M. 00. Vaucaire Maurice. O. 287. Vauclei. M. 67. Vaugirard Renato. O. 1914, 277. Vecchi Guido. D. 1909, 130; 191 1, 146 Vecchi Orazio. M. 26. Vecchietti Pilade. O. 1918, 174: O. 2^.^^ Veda Emma. 201. Vecszey. ^T. loj, 103. Veletta Leo. D. 1902, 120. Velia. M. 73. Venegoni Eugenio. 291. Veneziani. M. 104. Veneziani Carlo, D. igio, 143 ; 1917, 169, 170; 1918, 173; 1919, 178; 1920, 187, 190; 233, 234; TN. 249; O. 279, 280, 283; R. 299, 302; se 306, TL. 315- Veneziani Ida. 199. Ventura Attilio. 193. 386 — Venturi Lina. 293. Venturi Venturino. igj. Venturini. M (57- Verani Vittorina. 1). 150, 1O4. Verardi Cesarina. 193. Verardi Ester. 193. Verardi (ìinseppe. 193. Verardi Maria. i')3. Vercelloni Virf^ilio. JR. -'t.o. Verdani Mario. 265. .Verdi Giuseppe. DI", io; M. 30 ^2, 4,- 90, 95- Verdiani (ìuido. 195. Verdinois Federico. TL. 315. Verdirosi Adriana. 194. Verdirosi Emma. 197. Verdirosi Jolanda. 194. Verdirosi Michele. 194, 195. Verdirosi Vittorio. 197. Verga Giovanni. D. igoi, 117; mk.* 122, j()7 * ; TS. 250. 253. Verga Vittorio. D. 1912, 14C). Verne Giulio. B. 109. Vergani Maria. 289. Vergani Vera. I). 180 (vctdi anch' r< - drecca Vera) ; AM. 326, 330. Vernìer. D. 1902; N. 120. Veroli. ]M. 73. Verrani Alda. 199- Verri Maria. 198. Vertova. M. 64. Vertua Piero. D. 1912. i4<). Verzani Alma. i<)2. Vespignani Giuseppe. 200. Vespignani Nadia. 199- Vestri Gaetano. D. 132. Vestri Gilda. D. 134, 143. Vestri Laura. D. looi, ufi; + i<)o6, 132. Vestri Leopoldo. D. 4- 1913. 155 Vetori Flavio. 196. Vezzan Guido. 287. Vezzani Caterina. 200. Vezzani Serrano. 200. Viancini. \M. 329. Vianello Rina. 290. Viano Wanda. 193. Viarisio Enrico. 102. Vico Gio. Batt. DT. 19- Vidali Domenico. 264. Vigano Arnaldo. 104. Vigano Camillo. O. 202. 271. Vigano G. M. 66. Vigano L .VI. 62, 03, 67, 70, 72. Vigano Livia. 194. Viglioae Burghese. M. 63, 68. 72, 73, Vigna Arturo. 76 ; M. 99. Vigo Myla. 198. Vigor Alma. D. • 1916, 167. Villani. M. 58- Villani. .M. 67, 74. Villani Giovanni. DT, 4 Villani De Renzis Beatrice. D. 1913 Villarmosa Liliana. 2'ii. Villaroel <■ Di Stefano. M. 5.,. s<,. Villauri Carlo. I). 1918, 174. Villoresi Ada. 194. Vince .\nna Maria. 200. Vincenti. M. 64. Vincenti Aspromonte. O. 1003 ,'71 Vincenzi. M. 72. Vinci. M. ()3. Vinci Gioconda. D. 192. Vinci Pietro. 197. Vinci Vincenzo. 265. Vio. M. 74. Viola Giulio Cesare. D. i'»i<), 14, 161 Vintti Gino. D 133, iìc. 1^4 Virgili Ezio. 287. Virgilio, nr. 4. Visalli Oreste. i<)8. Visconti Bianca. IR. 261. Visconti G. O. i()oi, 271. Visconti Teresa. 193. Visconti di Modrone Giovanni. 209. Visconti di Modrone Giuseppe. O. R. 207, 208. Vitagliano (Casa Edit.) TL. 314. Vitale Edoardo. M .S7 5^. 7'- 7^. 100. Vitale Ettore. O 270. Vitale Giovanni. 103. Vitali. M. 64, 66. " Vitali Carlo. R. 302. Vitali Luigi. 280. Vitaliani Cesare. D. 153. Vitaliani Evangelina. 19.^. Vitaliani Italia. I). 135, 138, 140. 189. Viterbini. .M. 104. Viti G. M. AM. 330, 331. Viti=Pierazzuoli Giuseppina. 1 V . Vitolo Eugenio. 290. Vitolo Italia. 200. 387 " Vitta Rosa Dina. O. 144. Vitti Achille, n. iiS. 120, 147, 15^ \ ittoriL'tti Francesco. O. .>-i. Nivante Guido. T\ . 2^2, 245. >i vanti Annie. D. 1015, i(i-> ; i<)iS, -.■4 Vivarelli Luca. PI". 21. >ives. lì. 108. Viviani Antonio. DT. 22. Vivoli (ìiuseppe. 194. Virzotto Carlo. 1). + 1916, 168; O. 27,, 276, 277, 278, :-7Q, 280, 281, Vobcrt Nyda. AM. 330. Voj^hera Tullio. M. 72, 100. Vojiliolti. M. 67, 72. Vognesi Luii^i. 200. Volante e Castellino. O. 275. Vollaro Alfredo. 264. Vollaro Tina. 264. Volpi. M. 72, 73. Voltaire. AM. 329. Volterra. M. 105. Vujiliirio Mario. D. 1914, 157; O. Voltolini. M. Ó2, 63, 67, 70, 78. Vonio Attilio. 104. Vornos. M. 63, 64, 67, 75. Vulpio Carlo. 104. W Waj;ner Riccardo. M. -,o, ToS, lor). Wais Maria. 288. Walter Bruno. M. 74, 105. Webb James. M. 102, 10.^. Weidt. -M 71. Weingartner. M. 71. Wendel Ernesto. M. io;;. Westerhout (Van). M. 91. Willaume. M. 71. William Linda. R. 302. Willibald. .M. 50. Wnorowska. D. 174, 180. Wolff Pierre. AM. 320. Wolff'Ferrari Ermanno. M. .S2. 54- 89, 94, 221, 22fi, Wolska Julia. 2qi- Wrom. M. 64. Ximenes Ettore. D. 1901, iiK. 103 Yanibo. O. 272 (v. Nuvelli Kniiooj. Yorick. or. 20, 22, 23 ; B. io8, 224. Yorickson |\. Fcrrioni Umberto) Zabelli Clara. ì')J. Zaccaria. M. 63. 274, Zaccarini. M. 07. 287. Zacchetti Pietro. 293. Zacconi Ermete. DT. 9; D. 117, 120, 121, 126. 135, 136, 140, 141, 142, 147, 148, 151, 136, 158, i6t. 171, 173, 174, i8o, 200. .\M. Zagari Giovanni. O. i()i8, 282. Zagaroli. M. 67, 68. Zago Emilio. D. 183 ; TV. 238. 244. Zaiewsky. M. 73. Zambaldi Silvio. D. 1905, 127; i9<}7, 132; 1908, 136; 1909, T39 ; 1911, 145; 1912, 276. 149; 1913. 153. 154; 1915. 162; 1916, 168; 1918, 173, 174, 215, 234; TV. 239, 240, 244; TM. 263; R. 299, 300, 302. Zambelli Alfredo. 201. Zambelli Giuseppe. 195. Zambelli Maria. 195. Zamboni. M. 63, 66, 70, 71, 74. ; B. Zambonini Gina. 196. Zambonini Giusto. 196. • Zambonini Tina. 196. Zambuto Calogero. D. 140, 130. /ambiito Gaffuro Claudia. D. 140, 150. Zamparo. O. 273 Zanipieri Vittorio. D. 190T, H7, 134, 137; -I- lOoS, 138. 158. Zanipieri=Ciccolini. lo^ Zanardini. M. 93. Zanasi Guglielmo. 291. Zanazzo Giggl. TR. 260. Zancbi Celeste Aida. D. 150, 1^4, 174, 199- Zanchi Floris. 108. ' .SI. Zanchi Gina. 198. Zanchi Leonello. to8. Zanchi Mano. 193. Zandonai Riccardo. 1)t. io, 20: M. 48, 31, 32, :;3, 90, 92, 96.. 105, 224, 226 Zandrino F. M. H. 1902, 120. Zanella Amilcare. M. 31, 63, 68 -o, 7/, 90, 92. — 388 — Zanelli Angiolo. AM. 319. Zangarini Carlo. M. 51, 86. 90, 726*; f). 275, 276, 282. 285; R. 299; AM. 33". 331- Zani. TB. 246. Zani. M. 62, 66. Zani=Volti Clelia. 193. Zanichelli (Cnsn Exlit.)- TI.. 314. Zannini G. AM. 332. Zanoncelli Nietta. 2S<). Zanoni Gaetano. 291. Zanon Paladini Laura. 17; TV. 238, 4 244. Zanucoli Umberto. D. 11^0, 154, 174. Zappala Paterno Tina. fs. 252. Zappata. M. 73. Zappelli. BR. 308. Zappoli .'Vgamennone. DT. ?o Zaratti Anna. 266. Zanzi Laura. 193. Zanzi Lea. 199. Zanzi Leo. 200. Zarra Leo. 195. Zarznelo G. M. 62. Zanli Sajani Tommaso. DT. 21. Zavoli Nicola. 266. Zecchi. O. 283 Zeetli. M. 64" 70. Zelaschi Guido. 201. Zeloni Alfredo. 215. Zeloni Lina. 26.^. Zenatello Giovanni. M. 15, 82. Zeni Lster. loo- Zeppegno Mario Alberto. 200. Zera Carlo. 288. Zerba Lina. 199. Zerbini Carlo. 289. Zetti Emma. 199. Zezevich Andrea. DT. 20. Zimar Baldo. O. 281. Zinetti. M. 6-,, 64, 66, 71, 73. Zingarelli Nicola. DT. 23. Zini Mary. T93. Zinovieff. M. 65. Zigli Pia. 195 Zironi Emma. 197. Zito Tina. 266. Zoboli Antonio. O. 1904. 272. Zocchi Gilda. 195. Zola. M. 71. Zola Emilio. AM. 329 Zola Mario. 200. Zoli Cesare. 288 Zoli Ebe. 199. Zoli Estella. 199. Zoncada Luigi. D. 122, 137, 150, 158 164, 175, 180, 200. Zonghl. M. 70. Zoni Mario. 195. Zopegni Giuseppe. 199. Zoppetti Angelo. I). + 1902, 121. Zoppetti Cesare. 195. Zoppetti Barsi Elvira. D. iqo3, 122. Zoppis Clara. 194. Zorra Cesare. 198. Zorzi Eugenia. 107. Zorzi Eugenio. I). 1909. N. 140 Zorzi Guglielmo. D. 1907, 133 ; iqio. 141; 1911, 145; T912, 148, 149; iqiq, 176. 225 *, 234; TB. 246; TL. 314. Zucca Giuseppe. D. 1015, 162 ; 1917, 170. Zuccani Giuvannì. M. 61. 66, 70, 71, 73 Zuccari Mario .albero. iq8. Zuccarini. M. 71, 105, 106. Zucchini Majone Gilda. D. 12, 117, 131, 140, 1 5f), 15-I, 16^, 168, I7.T, 180, iqq. Zùccoli Luciano. 229. Zuccoli Luciano. R. 298. Zucconi. M. 67. Zuelli Guglielmo. M. 34, 82. Zuliani Emma. 107. Zuliani Giov. Prospero, f"). 4- 1015, i6f.. Zunini Carlo. HTT. 237. Zunino Ettore. D. 1911, 146. Zuppone Strani G. M. 50. Zuto Maria. 103. Zveref. RR. 308 — 389 - University of Toronto Library Acme Library Card Pocket Under Pat. "Ref. Index Flit" Made by LIBRARY BUREAU